Gino

mercoledì, 08 luglio 2009

Il mondo alla rovescia

Capita che Santa Maria Goretti diventi la nuova icona della sinistra italica, quella nelle cui fila militano i peggiori laicisti anticlericali, solitamente "offesi dal moralismo bacchettone" della Chiesa, ovvero i "paladini dei diritti, della libertà anche in campo sessuale, del rifiuto delle norme tradizionali e convenzionali, della laicità, dell’opposizione a ogni interferenza religiosa nella sfera dei comportamenti".
Tutto "merito" di Berlusconi, naturalmente... suo malgrado. ;-)
[Interessante anche il commento di Massimo Franco, già editorialista di Avvenire, quindi conoscitore dei metodi comunicativi dell'episcopato italiano].

Capita che in Cina sia in corso una mattanza di musulmani appartenenti a una minoranza etnica, ma gli organismi internazionali (dall'Onu ad Amnesty International al Consiglio d'Europa...) che non perdono occasione per bacchettare l'Italia, accusandola di fare politiche razziste, islamofobe e xenofobe, sembra non abbiano nulla da dire. Onore al presidente Napolitano che non ha taciuto di fronte al presidente cinese.

Capita anche che in Honduras un presidente cerchi di sovvertire la Costituzione per garantirsi l'elezione a vita, venga giustamente bloccato da Corte Suprema, Parlamento e Forze Armate, quindi espulso dal paese, ma la comunità internazionale lo consideri come la "vittima" di un golpe.
Boh?

scritto da: Faramir alle ore 12:38 | link | commenti (2)
categorie: america, cina, politica internazionale, attualita, sinistra, berlusconi
sabato, 04 luglio 2009

Bari: le inchieste che non interessano...

Avete notato che da qualche giorno le inchieste baresi non conquistano più le prime pagine della stampa "libera e democratica"?
Sarà forse che gli eventi hanno preso una piega imbarazzante per la sinistra, mentre al contrario su Berlusconi non si va oltre i soliti pettegolezzi?

BARI - Racconta delle pressioni politiche, ricevute durante il suo mandato. Lea Cosentino, rimossa dall'incarico di direttore generale dell'Asl dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, ha offerto al pm Desirèe Digeronimo nuovi spunti e riscontri alle ipotesi investigative sull'esistenza di un "comitato d'affari" che avrebbe pilotato appalti e nomine nel mondo della sanità pugliese. "Lady Asl" con il magistrato ha parlato per cinque ore dopo aver chiesto di essere ascoltata.

L'inchiesta è quella che il 6 febbraio ha portato alle dimissioni dell'ex assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco. La posizione di "Lady Asl" è marginale, tanto che si avvierebbe verso l'archiviazione. Ha infatti chiarito il suo ruolo e sembrerebbe anche allontanato una serie di sospetti. È andato anche oltre. La Cosentino, alla quale venerdì è stato notificato un avviso di garanzia nell'ambito di un'altra inchiesta, quella del pm Giuseppe Scelsi, ha parlato di pressioni politiche, delle quali in molti erano a conoscenza. E ha aggiunto che anche il presidente della Regione Nichi Vendola non poteva non sapere.

Ma sono i particolari a rendere il contenuto dell'interrogatorio importante, fondamentale per l'inchiesta. Lea Cosentino (difesa dall'avvocato Francesca Conte) ha citato gli appalti al centro del fascicolo. Accennato alle nomine dei primari, ma soprattutto raccontato del rapporto tra i fornitori delle Asl e il mondo della politica. Dichiarazioni non generiche, ma puntuali che il magistrato e i carabinieri del reparto operativo stanno incrociando con i dati delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Ad ogni affermazione del manager corrisponde un'ipotesi già formulata dalla Procura che lavora all'indagine da più di un anno.
[...]

scritto da: Faramir alle ore 14:54 | link | commenti
categorie: politica, giustizia, sinistra, sanita

Fermiamo l'isteria collettiva

Cari "democratici", date retta a Giampaolo Pansa, prima che sia troppo tardi.

scritto da: Faramir alle ore 14:33 | link | commenti
categorie: politica, sinistra, berlusconi
venerdì, 03 luglio 2009

Qualcuno avvisi la redazione di Repubblica & C.

(AGI) - CdV, 3 lug. - "Non consta che ci siano state critiche che si debbano qualificare come critiche del Vaticano". Lo ha dichiarato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi a proposito dei titoli dei giornali che oggi attribuiscono alla Santa Sede opinioni in merito al decreto sicurezza espresse invece dall'arcivescovo Agostino Marchetto, numero due del Consiglio per la pastorale dei migranti.

martedì, 30 giugno 2009

La scossa anti-premier? Fa crollare il Pd

Certi "democratici" che hanno riscoperto il gusto per il gossip pruriginoso (dopo aver giudicato assurdo il trattamento riservato al democratico Clinton per lo "stage" della Lewinski), dovrebbero meditare sulle conseguenze di un certo modo di fare politica.
O dovrei dire "assenza di politica"?
Se poi è un ex direttore dell'Unità, già deputato DS e poi dell'Ulivo, a ricordarlo...

Le diagnosi sono spietate, la cura impossibile. Giampaolo Pansa sul Riformista scrive che «è meglio che il Pd muoia». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, su Libero fa un quadro disastroso: «Quello del Pd è un ceto politico in gravissima difficoltà che ha come primo problema la propria sopravvivenza... Non ho fatto una riunione di partito in cui ci siamo occupati di cose concrete... Stiamo facendo un congresso non si sa su che cosa». Piero Fassino su Repubblica: «Non si può negare lo smottamento elettorale. Continuiamo a perdere fra gli operai e le zone popolari... Rischiamo di essere un partito che su ogni tema raccoglie un consenso minoritario».
[Ma Franceschiello non aveva parlato di un grande successo del Pd?]
[...]
In questo quadro confuso e caotico i duelli personali si intrecciano. Veltroni che annuncia il ritiro dalla campagna congressuale sostiene di non capire l’accusa di aver boicottato Prodi, e il professore manda a dire sulla Repubblica che i messaggi di Walter è meglio non leggerli. Lo stesso Veltroni accusa D’Alema e i dalemiani di «segare l’albero del centrosinistra» e di aver fatto fuori tutti i leader ulivisti come i dieci piccoli indiani del giallo di Agatha Christie e l’ex premier l’accusa, in cene private, di essere un «fannullone che con le sue dimissioni continue ha rovinato la sinistra». Rutelli teme di finire in un partito socialista camuffato e i bersaniani in una nuova Dc altrettanto camuffata. L’amalgama è proprio malriuscito.
Il Pd, a un anno e mezzo dalla nascita, si trova a fare i conti con una situazione imprevista. Ha una dote elettorale che il Pci aveva superato anche nei suoi momenti peggiori. Il suo elettorato operaio l’ha tradito. Nelle regioni rosse è iniziato lo smottamento a favore della Lega che, come dichiara il sindaco di Bari Emiliano, non fa leva sulla paura ma sulla vicinanza alle domande popolari. Il dialogo fra ex comunisti e cattolici va in frantumi e lascia il posto allo scontro fra sinistra e ex dc. Le rivalità personali avvelenano la vita del gruppo dirigente. La prospettiva è del tutto incerta. Mentre in basso infuria la guerra fratricida due partiti guardano la battaglia pronti a conquistare nuovi adepti fra gli sconfitti. L’Udc di Pier Ferdinando Casini spera che i centristi del Pd capiscano di essere minoranza nel partito e si decidano a lasciarlo per rafforzare il cosiddetto Grande Centro. Guardano a Rutelli ma non solo a lui. Se nel Pd prevalesse la linea socialdemocratica di Bersani o quella giustizialista di Franceschini molti sarebbero tentati dall’iniziare una nuova avventura con i centristi ex Dc.
Anche Di Pietro ha scelto una singolare linea di silenzio sulle diatribe interne all’alleato «democratico». L’ex pm crede nel collasso strutturale dell’area democrat e spera di ereditarne una parte di elettorato.
[...]


Insomma, un panorama "esaltante"...

PS: chissà se stavolta ascolteranno il consiglio del presidente Napolitano, solitamente tanto apprezzato in casa "democrat".


scritto da: Faramir alle ore 10:51 | link | commenti
categorie: politica, partito democratico
lunedì, 29 giugno 2009

Ai Prodi 'cattolici adulti'

[...]

Nel quarto capitolo della lettera agli Efesini l’apostolo Paolo ci dice che con Cristo dobbiamo raggiungere l’età adulta, un’umanità matura. Non possiamo più rimanere “fanciulli in balia delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina…” (4, 14). Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede “responsabile”, una “fede adulta”.

La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi. E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo.

È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo.

Così fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo.

La fede adulta non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente. Essa s’oppone ai venti della moda. Sa che questi venti non sono il soffio dello Spirito Santo; sa che lo Spirito di Dio s’esprime e si manifesta nella comunione con Gesù Cristo.

Tuttavia, anche qui Paolo non si ferma alla negazione, ma ci conduce al grande “sì”. Descrive la fede matura, veramente adulta in maniera positiva con l’espressione: “agire secondo verità nella carità” (cfr. Efesini 4, 15). Il nuovo modo di pensare, donatoci dalla fede, si volge prima di tutto verso la verità. Il potere del male è la menzogna. Il potere della fede, il potere di Dio è la verità. La verità sul mondo e su noi stessi si rende visibile quando guardiamo a Dio. E Dio si rende visibile a noi nel volto di Gesù Cristo.

Guardando a Cristo riconosciamo un’ulteriore cosa: verità e carità sono inseparabili. In Dio, ambedue sono inscindibilmente una cosa sola: è proprio questa l’essenza di Dio. Per questo, per i cristiani verità e carità vanno insieme. La carità è la prova della verità. Sempre di nuovo dovremo essere misurati secondo questo criterio, che la verità diventi carità e la carità ci renda veritieri.

Benedetto XVI - 28.06.09

scritto da: Faramir alle ore 18:15 | link | commenti (5)
categorie: fede, cattolici, benedetto xvi
domenica, 28 giugno 2009

Amnesie selettive...

"Le accuse che si ro­vesciano in que­sti giorni sul pre­sidente del Consi­glio, le si condivida più o meno, sono la riprova de­finitiva del grado estremo di personalizzazione che la politica ha raggiunto oggi in Italia: una riprova che, alquanto paradossal­mente, stanno offrendo proprio coloro che fino a ieri additavano la suddet­ta personalizzazione co­me sbagliatissima e assolutamente da evitare. [...]"
(Ernesto Galli della Loggia)

scritto da: Faramir alle ore 23:30 | link | commenti
categorie: politica, berlusconi

Le follie dell'imperatore...

Visto che non ho tempo per scrivere, faccio un bel copia e incolla e via...

Rassegna stampa CLU dal 28 maggio al 22 giugno 2009

LE FOLLIE DELL’IMPERATORE


«Un premier sotto ricatto e una suburra di stato»,
Eugegno Scalfari, La Repubblica, 21.06.2009

«La domanda che milioni di persone sempre più attonite e disgustate si pongono è ormai martellante e te la senti fare agli angoli delle strade, nelle centinaia di migliaia di lettere che “Internet” rovescia sui tavoli delle redazioni: quanto durerà questo sconcio? Come si uscirà da questo pantano? […] Il problema è a questo punto di una chiarezza elementare: un premier sotto ricatto che deve provare (provare, non affermare soltanto) che i fatti non sono quelli raccontati e provati dai suoi ricattatori; una vita privata del capo del governo costellata da stravizi, alimentata da una corte di ruffiani e gestita da persone ricompensate con scranni in Parlamento a Roma e a Strasburgo, che deturpa l’immagine dello Stato e del Paese e non può più oltre essere sopportata.[…] È legittimo […] porsi il problema di uno sbocco politico […]. Ma resta la domanda: si dimetterà Berlusconi? […] Post Scriptum. Oggi si vota per i ballottaggi in molti Comuni e Province. L’esito è di grande importanza, anche con riguardo alla crisi politica che abbiamo qui analizzato. È dunque auspicabile che gli elettori non disertino le urne».

«Cossiga: Silvio, non chiedere scusa a nessuno»,
Francesco Cossiga, Corriere della Sera, 22.06.2009

«Ritengo che i giudizi sulla vita privata di una persona che non attengano alla funzione pubblica esercitata – e in particolare alla vita eufemisticamente chiamata “sentimentale” ma più esattamente “sessuale” – debbano essere distinti dai giudizi politici. Non mi sembra che il giudizio politico di allora e il giudizio storico di oggi abbiano bollato con il marchio dell’infamia John Fitzgerald e Robert Kennedy, le cui attività galanti superarono di gran lunga le tue, e ebbero anche aspetti inquietanti sui quali la giustizia americana non volle inquisire fino in fondo».

«Vittadini: no ai Torquemada, il premier governi »,
Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera, 28.05.2009

«Ma la questione morale? “La questione morale è una tensione al vero, non soltanto una coerenza. In questo senso ricordo che nell’87, ad Assago, Don Giussani spiegò che la questione morale generale nasce dall’appiattimento del desiderio dei giovani e nel cinismo degli adulti. Astenia e mancanza di desiderio: questa è la questione che genera tutte le questioni morali. Hanno ragione i vescovi a porla all’interno dell’emergenza educativa. Se vogliamo parlare di moralità della politica partiamo da qui, dall’emergenza educativa, sennò ci prendiamo in giro”».

Commento

Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Le pagine dei maggiori quotidiani nazionali sono infestate da ormai più di un mese da insistenti accuse nei confronti della figura del presidente del consiglio riguardo a presunti comportamenti immorali della sua vita privata. L’ultima in ordine di tempo è quella che coinvolge Patrizia D’Addario, una candidata alle elezioni comunali di Bari. Quale sia la realtà dei fatti non è stato ancora accertato. E tanto meno la procura di Bari ha avviato una qualche indagine come invece molti giornali lasciano intendere.
Ogni giorno si snocciolano da più parti noiosi e interminabili predicozzi sull’integrità morale e la rettitudine che un politico dovrebbe possedere per svolgere il proprio compito. I politici dovrebbero appartenere a una razza speciale di uomini, nati – per dirla in termini tradizionali – senza il peccato originale. Ergo: i giornalisti che parlano dei politici possono essere immorali, i politici di cui i giornalisti parlano devono essere puri. Secondo chi sostiene questa tesi (i vari Scalfari che pullulano nelle redazioni delle nostre testate) il premier sarebbe dunque delegittimato nello svolgimento della sua funzione di governo.
Qualcosa di strano, e anche di sinistro, balza agli occhi: neanche un cenno allo scopo dell’attività politica, ai parametri con i quali giudicare il successo o l’insuccesso di un’azione di governo. Il “bene comune” – cui dovrebbe tendere ogni progetto e ogni sforzo di un personaggio politico che si rispetti – non compare nemmeno per errore negli articoli dei nostrani censori morali. Se per esempio Berlusconi interviene tempestivamente in Abruzzo, partecipando in prima persona alla tragedia della gente colpita dal terremoto, se il suo governo pone in essere misure efficaci per iniziare la ricostruzione, questo non vale nulla rispetto ai suoi presunti appetiti (sessuali). Se Obama esprime stima e apprezzamento per il coraggio dimostrato dal premier in politica estera, ciò non merita la stessa attenzione riservata a escort e veline. Si potrebbe procedere. Ma la solfa non cambierebbe.
L’unica cosa veramente insopportabile è il pensiero che in Italia ci siano persone – poche per la verità, anche se molto sponsorizzate – che sarebbero disposte a mandare a “p……”, a scatafascio l’intero Paese, l’intero popolo italiano, per una pruriginosa e abissale antipatia, condita di feroce moralismo, nei confronti di chi non risponde all’identikit del politico anti-italiano che tanti salotti sognano, capace di svendere l’Italia e tutta la sua tradizione per trasformarla nel surrogato di un Paese finalmente “europeo”.


scritto da: Faramir alle ore 21:40 | link | commenti
categorie: berlusconi, giornalismo alle vongole
domenica, 03 maggio 2009

Quella feroce crociata laica contro i credenti

Altro che "ingerenze vaticane" e "fondamentalismo cattolico". Ha ragione Susanna Tamaro a parlare di "crociata laica" contro i credenti, anche se il titolo avrebbe dovuto usare il termine "laicista", ché "laico" è parola di origine cristiana. Questo bellissimo articolo merita una lettura integrale. Potrebbe essere utile anche a diversi credenti, che confondono la fede con un "fideismo" staccato dalla realtà.
Credere in Gesù Cristo, infatti, non significa rinunciare all'uso della ragione rifugiandosi nelle favole o nella spiritualità fine a sé stessa. Il cristianesimo è un incontro con una persona reale, l'esperienza di un fatto storico ben documentato.

Da un paio d’anni a questa parte, quando incontro giornalisti o conosco persone nuove, mi capita una cosa strana. Dopo i primi convenevoli, tutti improvvisamente si irrigidiscono e, con uno sguardo imbarazzato, precisano: «Guardi che io sono laico». Avendo ben chiara l’etimologia delle parole - pur sembrandomi assolutamente fuori luogo l’osservazione - li rassicuravo. Sono laica anch’io, non ho mai preso nessun voto di un qualche ordine religioso. Poi con il passare dei mesi ho capito che c’era una grande battaglia in corso, una battaglia feroce e senza esclusione di colpi.

Il mondo sembrava diviso esattamente in due. Da una parte appunto i laici, difensori del progresso e della civiltà, e dall’altra i credenti, oscurantisti, alfieri del regresso, sessuofobici e nemici della libertà dell’uomo. E naturalmente io, in quanto credente, agli occhi di tutte le persone che mi incontravano, rientravo nella seconda categoria. Non ero preparata a trovarmi sul banco dei retrogradi, degli ottusi e quindi a dover rispondere a domande di imbarazzante limitatezza. Come tutte le persone solitarie, sono abituata a fare delle riflessioni piuttosto profonde e articolate sulle cose e davanti alla marea di questi pregiudizi e luoghi comuni mi sento completamente spiazzata.

Che cosa vuol dire credere? Obbedire ciecamente a una persona? Osservare dei rituali rassicuranti? Vivere nella paura dello scandalo, del peccato? Ho una natura anarchica e ribelle e difficilmente avrei potuto adattarmi a una qualsiasi di queste opzioni. Non sono cresciuta in un ambiente cattolico e dunque non ho assorbito - per fortuna - i nefasti condizionamenti di una fede trasformata in usanza, nella ripetizione vuota di formulette dal sapore dolciastro. Sono inoltre voracemente curiosa. Le cose che non comprendo, le voglio capire, come voglio costantemente riuscire a superare i limiti e gli ostacoli. Non ho mai avuto una folgorazione sulla via Damasco come San Paolo né quella più moderna di André Frossard. Piuttosto ho sempre sentito in me il forte desiderio di ricercare un senso e altrettanto forte la voce della coscienza. Sono stati proprio questi due fattori a spingermi verso un cammino di conoscenza e di studio che dura tutt’ora.

La maggior parte dei miei amici non è credente, eppure non ho mai sentito la necessità di criticarli, di cambiare la loro visione del mondo o, tanto più, di giudicarli. La diversità di idee mi è sempre sembrata una delle ricchezze della vita e non un nemico da combattere. Mi colpisce molto, dunque, lo spirito di feroce crociata che pervade l’universo dei laici. Perché tanto livore, tanto impiego di energia, tanta intolleranza verso persone che hanno una diversa visione del mondo? Perché tanto impellente è il bisogno di convincere le persone credenti che hanno imboccato una via sbagliata? Forse perché da noi si leva una voce in difesa della vita e contro altre barbarie che, astutamente e subdolamente, si vogliono far passare come progressi per la libertà dell’uomo?

Non c’è forse dietro questa crociata delle certezze - perché queste persone, beate loro, vivono confortate da straordinarie certezze - la volontà di rimuovere la parte più profonda dell’uomo, la più oscura, quella che lo lega al mistero del male e alla finitezza e che ne fa una creatura perennemente alla ricerca di senso? È proprio da questa ricerca che nascono le inquietudini, i dubbi e le domande. E le domande, inseguendosi l’un l’altra, a un certo punto si scontrano con qualcosa che non è più fonte di ragionamento, ma di meraviglia, perché, a un tratto, ci si rende conto che la realtà dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo sfugge alla percezione della nostra mente.

La consapevolezza del divino non nasce dunque dalla paura né dal conformismo, ma piuttosto dalla meraviglia, dal saper vivere con emozione e stupore la ricchezza - anche tragica - che la realtà di ogni giorno ci propone. Vivere con la fede non vuol dire chiudere delle porte perché si teme quel che c’è dietro, ma aprirle tutte perché non c’è niente dietro che ci possa far paura. Né la morte - questo grande mistero che tutti ci attanaglia - né la malattia, né l’imprevedibilità della vita.

L’accettazione del mistero ci permette di far scivolare in secondo piano quella cosa così noiosa e ingombrante che si chiama «io» e che ci ossessiona con le sue monotone cantilene dalla nascita alla tomba, questo tronfio nanerottolo che ci vuol far credere che la realtà sia solo quella che lui è in grado di proiettare sullo schermo della nostra mente, che sa domare e manipolare secondo i suoi desideri, e che nulla - al di fuori del suo raggio d’azione - possa esistere. Io penso in realtà che la vita non sia stare in una gabbia, seppur confortevole, e difendere con alti strilli il suo perimetro - come vuole quel nanerottolo - ma fuggire da tutte le gabbie, da tutto ciò che rimpicciolisce e umilia la misteriosa grandezza e dignità dell’uomo.

La fede nella mia vita non ha portato alcuna chiusura, alcuna paura. Anzi, quelle che c’erano, le ha spazzate via, spazzando via anche molte certezze. Per questo resto strabiliata davanti all’immagine spauracchio del credente che viene agitata in questa battaglia, diventata ormai guerra aperta. E questa guerra, alla fine, non è la guerra tra le ottuse truppe del Papa e i paladini del progresso autodeterminato, ma tra chi è in grado di ascoltare ancora la voce della propria coscienza - che sia credente, agnostico, buddista, ebreo o musulmano - e ha a cuore la delicata complessità dell’uomo e chi ascolta invece unicamente la rumorosa grancassa dei media.
Susanna Tamaro


scritto da: Faramir alle ore 09:42 | link | commenti (5)
categorie: religione, laicismo, cristianesimo
lunedì, 27 aprile 2009

5 ragioni per non discutere con i bambini

Una bimba stava discutendo con la maestra delle balene.
L'insegnante diceva che è fisicamente impossibile per una balena inghiottire un uomo, perché nonostante questa sia un mammifero enorme la sua gola è molto stretta. La piccola replic
ò che però Geppetto era stato inghiottito da una balena.
Irritata l'insegnante ripeté che una balena NON può in alcun modo inghiottire un uomo perché fisicamente impossibile.
Allora la bimba rispose: "Quando andrò in paradiso lo chiederò a Geppetto"
L'insegnante chiese "Cosa farai se Geppetto è andato all'inferno?
La piccola replicò: "Allora glielo chiederà lei"

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Una maestra d'asilo sta osservando la classe mentre disegna. Si avvicina un po' a tutti i bambini per vedere i loro disegni e si ferma accanto ad una bambina, chiedendo che cosa stesse disegnando.
La bimba risponde: "Sto disegnando Dio".
L'insegnante dice: "Ma nessuno sa com'è fatto Dio"
E la bimba risponde: "Tra un minuto lo sapranno"

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Un'insegnante di Catechismo sta spiegando i 10 Comandamenti a bambini di 5 e 6 anni.
Mentre sta spiegando il comandamento Onora tuo padre e tua madre, chiede "Ce n'
è uno che ci insegna come si trattano i nostri fratelli e sorelle?"
Senza batter ciglio un bimbo risponde prontamente: "Non uccidere"

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I bambini sono stati fotografati in classe e l'insegnante tenta di persuaderli ad acquistare una foto di gruppo.
"Pensate che bello quando guarderete la foto e direte: 'Toh c'
è Jennifer, ora è un avvocato, oppure 'guarda Michael, ora è un medico'."
Una vocina dal fondo dell'aula aggiunge: "E guarda la maestra, adesso
è morta"

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I bimbi di una classe delle elementari di una scuola cattolica vengono fatti allineare per il pranzo: c'è un vassoio di mele esposte con un bigliettino che
dice: "Prendetene solo UNA. Dio vi guarda".
Lungo la fila ad un altro tavolo c'
è una pila di dolcetti al cioccolato. Un bimbo mette un bigliettino con scritto: "Prendete tutti quelli che volete. Dio sta guardando le mele"

scritto da: Faramir alle ore 17:05 | link | commenti (4)
categorie: bambini, umorismo canonico
domenica, 26 aprile 2009

La Festa di Liberazione ostaggio della sinistra

A Roma il sindaco non può partecipare a una manifestazione (su consiglio di questura e Digos) per il rischio di agguati

A Milano il presidente della Regione Lombardia viene insultato e sommerso dai fischi mentre parla dal palco della manifestazione ufficiale.

A Firenze un gazebo di sostenitori di del candidato PdL viene assalito da un gruppo di teppisti dei centri sociali.

A Lecce compaiono su un muro scritte minacciose nei confronti di un sottosegretario all'Interno.

E si potrebbe continuare.
Il Presidente della Repubblica, oltre alle enunciazioni di rito, che sanno un po' di retorica, potrebbe magari dire qualcosa...

scritto da: Faramir alle ore 10:06 | link | commenti (1)
categorie: sinistra, 25 aprile
venerdì, 24 aprile 2009

Arroganza franco-socialista

Roma, 24 apr. (Adnkronos) - "Ma basta, per carita', per cortesia, ma che colpa ne ha Alemanno se qualche testa di cavolo fa il saluto fascista? Ma la vogliamo finire?". Lo dice il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, in una intervista al 'Corriere della sera', a proposito delle critiche mosse dal sindaco di Parigi a quello di Roma. "Ma le pare che Alemanno possa essere responsabile di chi ancora oggi fa queste c...ate", dice Cacciari.

"Delanoe non e' informato, non sa l'evoluzione che questo partito ha avuto. Non ha letto quello che scrivono e dicono Fini e lo stesso Alemanno", aggiunge il sindaco di Venezia.

Che goffaggine! Alla fine Franceschini, segretario del PD ha dovuto prendere le difese di Alemanno. Grazie Delanoe!

Personalmente non mi sorprende affatto l'uscita del sindaco parigino.

A sinistra sopravvive ancora un odio ideologico verso chi è "politicamente diverso".

Per usare una battuta di Silvio, se un giorno Berlusconi si mettesse a camminare sulle acque, l'Unità il giorno dopo uscirebbe con un titolo a caratteri cubitali: "Clamoroso! Berlusconi non sa nuotare!"



scritto da: Faramir alle ore 11:50 | link | commenti
categorie: sinistra, francesi

Liberiamo i bambini Rom... dai parenti-aguzzini

Non mi piace generalizzare. Ci sono senz'altro tanti Rom che vogliono integrarsi, ma storie come questa
sono ancora troppo frequenti:

Milano - Azra voleva i pantaloni. Voleva studiare. Non voleva rubare. «Loro sempre mi dicevano “vai a rubare, ti insegniamo il mestiere, ti insegniamo come si fa”. E mi picchiavano, per queste cose, per farle. E io non lo facevo mai. E prendevo sempre le botte».

Adesso che Azra è al sicuro, in una comunità protetta, e i suoi parenti-aguzzini sono in carcere, i verbali riempiti da questa giovane nomade bosniaca vengono allo scoperto. E illuminano di una luce cruda la vita quotidiana nella comunità rom milanese. Azra racconta che rubare non è una semplice tradizione, non è una scelta di vita: è un obbligo, imposto con la brutalità da tutto il clan familiare. Per questo dieci Husejnovic vengono catturati nel campo nomadi abusivo di via Martirano - su ordine del giudice Guido Salvini - dalla polizia locale di Milano. Altri due - e tra loro c’è purtroppo il capofamiglia e capoclan, Remzija Husejnovic - sfuggono alla cattura. L’accusa per tutti - genitori, zie, cugini - è di riduzione in servitù.

Ecco il racconto di Azra, diciannove anni.
[...]


Per fortuna c'è ancora qualche magistrato che non si fa abbagliare dalla retorica multiculturale politicamente corretta:

[...]
L’11 aprile dell’anno scorso Azra fugge, a bordo di un’auto civetta dei vigili. Ieri scattano gli arresti. Scrive il giudice Salvini: «È un dovere del sistema democratico la tutela della ragazza zingara che voglia vivere alla occidentale». E ancora: «Anche un popolo allogeno come quello degli zingari quando si insedia nel territorio italiano è obbligato ad osservare le norme vigenti nel nostro territorio».

Alleluia!

scritto da: Faramir alle ore 10:50 | link | commenti
categorie: nomadi, integrazione

La visione del Papa sulla lotta all’Aids è «realista»

Un dossier del laicissimo Le Monde smonta la religione del condom.
Ma in Italia nessuno se n’è accorto.

A quanto pare i "Grandi Giornali Laici e Indipendenti" italiani praticano una scrupolosa censura dei fatti che potrebbero contraddire la loro visione laicista e anticattolica della realtà.

giovedì, 23 aprile 2009

La miglior 'cura' per l'Aids? il cristianesimo

Qui sotto riporto il contenuto di una tabella pubblicata da Kreuz.net, su dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nella colonna a sinistra, il nome del Paese africano, in quella al centro la percentuale di persone infettate dal virus HIV sul totale della popolazione, in quella a destra la percentuale di cattolici sul totale della popolazione.
Le conclusioni sono evidenti.

Paese % di infetti Aids % di cattolici
Swaziland 43% 5%
Botswana 37% 4%
Zimbabwe 25% 8%
Sud Africa 22% 6%
Zambia 17% 26%
Malawi 14% 19%
Mozambico 12% 22%
Kenia 7% 25%
Ruanda 5% 47%
Uganda 4% 36%

Magari qualcuno, un giorno, avrà il coraggio di chiedere scusa a Benedetto XVI... sottovoce, in un vicolo buio e deserto...

scritto da: Faramir alle ore 11:37 | link | commenti (2)
categorie: africa, aids, cattolici, benedetto xvi

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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