Gino

mercoledì, 31 maggio 2006

E' nato in Olanda il partito pedofilo

A forza di andare oltre eccoci dove non pensavamo

Umberto Folena (Avvenire - 31 maggio 2006)

Il vaso di Pandora del mito greco doveva avere un tappo simile a quello delle bottiglie di spumante. Provate a stappare la bottiglia e, subito dopo, a rificcare dentro il tappo per impedire alla schiuma di uscir fuori esuberante: impossibile. Ecco, il vaso funziona allo stesso modo. Una volta stappato, ogni sforzo per richiuderlo risulta vano e ne esce fuori di tutto, assolutamente di tutto. La fantasia come limite estremo? No, oltre. Ecco l'ultimo rigurgito (tenersi forte perché è roba da stomaci di ghisa). In Olanda, tal Ad van den Berg ha fondato un partito con il seguente programma: abbassamento dell'età per poter avere rapporti sessuali da 16 a 12 anni; legalizzazione della pedopornografia, del sesso con gli animali, della pornografia in tv e delle droghe (tutte); abolizione del divieto di girare nudi; soppressione del Senato. Quest'ultima è effettivamente una bizzarria che susciterà la protesta sdegnata anche degli spiriti più libertari, che invece apprezzeranno gli altri punti del programma.
Da parte nostra, troviamo raffinatamente osceno il nome dato al partito: Nvd, sigla che declinata in inglese sta per Charity, Freedom and Diversity, ossia Amore per il prossimo, Libertà e Diversità.
[...]
Pandora nostra, che pasticcio. Tuttavia Zeus (lo scherzetto l'aveva architettato lui) non è poi così perfido, e sul fondo del vaso ha collocato la speranza. Affidata a noi, perché la speranza ha bisogno di interpreti. Fuor di metafora: il vaso ormai è aperto, non stiamo lì impalati e diamoci da fare.

Purtroppo, certe notizie non mi sorprendono più di tanto. Era solo questione di tempo.
Quando si scambiano i “desideri” per “diritti” si comincia a scivolare su un piano inclinato e giù, giù... sempre più in basso.
Questa è la direzione del “progresso” che vorrebbero imporci radicali e sinistra.

Ricordo che in Danimarca c’è da anni una associazione di pedofili (Danish Pedophile Association) che punta a “sdoganare” l’amore “libero” tra adulti e bambini.

Ricordo che per Capezzone (Rosa nel Pugno) la pedofilia «al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato».

La pedofilia sarebbe un "orientamento sessuale" qualunque? Cioé "normale"?

Ricordo che i radicali hanno organizzato un convegno su “Pedofilia e Internet” (1998) nel quale si difendeva
«il “buon diritto” di ciascuno a non essere giudicato e condannato solo sulla base della riprovazione morale suscitata dalle proprie preferenze sessuali»

Ma la pedofilia è solo “una preferenza sessuale”? Cioé "normale"?

Ricordo che per Nichi Vendola (governatore della regione Puglia e comunista):
“Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioé del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti - tema ancora più scabroso - e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione.”


scritto da: Faramir alle ore 17:58 | link | commenti (17)
categorie: politica, europa, idiozia

Ogni giorno ha la sua pena

Niente da fare. Come già sottolineato da sagaci commentatori, i ministri dell'Unione continuano a fregarsene dei richiami del proprio "leader" (sì, vabbé...) a non rilasciare dichiarazioni avventate (leggi: "cagate").

Stavolta è il turno del Ministro dell'Università e Ricerca, l'arrogante Mussi, sulle cui competenze in tema di Università (a parte la figlia ricercatrice universitaria in fisica all'Universita' di Genova: un potenziale conflitto di interessi?) già ci sarebbe da ridire.

Mussi imprime una nuova spinta zapatera al governo Prodi, con l'applauso dei soliti scienziati-ricercatori affamati di finanziamenti e prime pagine. Tutti costoro sembrano dimenticarsi delle problematiche etiche, come se "il fine giustificasse i mezzi".
Ma dimenticano anche che se sulla carta le staminali adulte presentano meno potenzialità delle staminali embrionali, l’esperienza e alcuni 
clamorosi casi di frodi scientifiche hanno dimostrato che "sono le uniche staminali su cui possiamo realmente fare affidamento".
L'intenzione di Mussi di modificare la legge 40 per aprire a questo genere di sperimentazioni, oltre ad avere motivazioni ideologiche e non validi ragioni scientifiche, rischia di penalizzare proprio uno dei settori di ricerca in cui l'Italia è leader mondiale, cioé quello sulle staminali adulte.

L'uscita estemporanea di Mussi ha suscitato dure reazioni, ovviamente dall'opposizione e dal Comitato Scienza & Vita, ma anche all'interno dell'Unione, che si conferma ancora una volta divisa su tutto.

A bocciare senza appello l'iniziativa è l'alleata Paola Binetti, senatrice della Margherita ed ex presidente del comitato Scienza & vita, che ha richiamato Mussi alla regola del silenzio imposta da Romano Prodi ai suoi.
In suo articolo che verrà pubblicato mercoledì sul quotidiano «Il riformista», la Binetti ha duramente criticato la scelta di Fabio Mussi: «Il ministro della Ricerca non si è limitato a parlare, ma ha agito da solo, per giunta in sede comunitaria. È ora che Prodi assuma il suo ruolo di presidente del governo e che, anche sulla ricerca, si trovi una sintesi tra le diverse posizioni dei singoli ministri». Secondo la senatrice il cambio di rotta del ministro è da bocciare sotto tre i punti di vista: scientifico, etico e di tenuta del governo.

Povera Binetti! Davvero spera che Prodi dica qualcosa? Evidentemente, non ha ancora capito che se vuole restare in sella e camuffare la sua totale incompetenza e mancanza di leadership (anzi "lider-scipp", alla emiliana...), Prodi è costretto ad adottare la strategia che già lo rese tristemente famoso come presidente della Commissione Europea, cioé parlare il meno possibile.
Ma andiamo avanti:

«Mussi parla a titolo individuale. Non esiste una presa di posizione del governo italiano in questo senso».
Il senatore dell'Unione, Luigi Bobba, non è allarmato dalla decisione annunciata a Bruxelles da Fabio Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica. Il via libera all'uso scientifico delle cellule staminali embrionali dato dalla Commissione europea per l'ex presidente delle Acli è tutto da verificare.

Tanto rumore per nulla? Vedremo.
Di certo, la tattica della sinistra è evidente: non potendo fare granché in campo economico e di riforme strutturali, dove anzi dovranno prendere decisioni impopolari per riuscire a far quadrare i conti, puntano a fare un gran polverone sui temi etici (Pacs, Ru-486, legge 40...), dove gli interventi sono a "costo zero" (o quasi), per soddisfare la claque ideologizzata militante, che è quella più rumorosa e quindi da tenere buona.
I cattolici - soprattutto quelli che hanno votato per Prodi - e i moderati in genere, si sa che sono inoffensivi e non godono dello spazio spropositato concesso invece ai rompiscatole radicali.

I "cattolici adulti" dell'Unione, tanto, stanno al gioco.
Patetica infatti la "Rosi nel Pugno" Bindi che sembra cadere dal pero:

«Non ho motivo di dubitare che si tratti di una decisione collegiale, anche se non ne sono stata informata»

A leggere certe cose, viene il dubbio che abbia mandato all'ammasso i pochi neuroni superstiti.
E' la "serietà al governo", bellezza!

Update: un'amica mi segnala il sito ufficiale del ministro Mussi... con fantastici gadget e consigli per una dieta sana ed equilibrata!


scritto da: Faramir alle ore 11:07 | link | commenti (8)
categorie: bioetica, fecondazione, cellule staminali
lunedì, 29 maggio 2006

Uffa...

... oggi poco tempo e anche poca voglia... poi fa pure caldo e questi non si decidono ad accendere l'aria condizionata... comunque dalla settimana prossima mi faccio 2 settimane di congedo parentale... sarebbe stato meglio 2 o 3 mesi, ma pazienza...


scritto da: Faramir alle ore 13:10 | link | commenti (6)
categorie:
giovedì, 25 maggio 2006

Pentecoste 2006

Sul sito del Pontificio Consiglio per i Laici (nel senso cristiano del termine), trovate tutte le informazioni utili per partecipare all'incontro dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità con Benedetto XVI, che si terrà la vigilia di Pentecoste.

Se ne avete la possibilità, non perdetevelo.


scritto da: Faramir alle ore 16:32 | link | commenti
categorie: chiesa cattolica, benedetto xvi

Voto all'estero: un filmato proverebbe i brogli

Ah! però!
Alla faccia dello "slancio etico"...

Adesso ho capito perché agli italiani all'estero quel tale Franco Danieli non andava bene come ministro.
Altro che
questioni di "metodo". Era un regolamento di conti interno all'Unione.

Vediamo un po' cosa ne pensa il nostro presidente della Repubblica, così pronto a parlar bene di Prodi, tanto da definirlo come uno "capace di unire", proprio mentre pure a Famiglia Cristiana (da sempre filo-prodiana) cominciano ad avere qualche dubbio... Prodi, quello che ha "leadership". O in Emilia si dice "liderscipp"?
Ma forse il presidente Napolitano intendeva
"U.N.I.R.E."? Eh, in effetti, se Prodi si dedicasse all'ippica l'Italia ne trarrebbe grande giovamento.
Mi dispiacerebbe solo per i cavalli, poveretti...

Comunque, vediamo se riescono a insabbiare anche questa storia dei brogli nel voto all'estero.
E non c'è solo il voto all'estero... A proposito: ben tornato a Wind Rose Hotel in Tocqueville!


scritto da: Faramir alle ore 12:31 | link | commenti (5)
categorie: politica, prodi, brogli
mercoledì, 24 maggio 2006

Consorte che parla: la paura fa 90

Vuoi vedere che adesso che Consorte si è deciso a parlare e comincia a fare nomi importanti, oltre a rivendicare buoni rapporti con D'Alema e i DS, qualche zelante magistrato lo farà arrestare per evitare il rischio di "inquinamento delle prove"?


Fassino: «E allora siamo padroni di una banca
Consorte: «È chiusa, sì, è fatta».


scritto da: Faramir alle ore 17:29 | link | commenti (4)
categorie: politica, giustizia, finanza

Ministri chiacchieroni, il ct Prodi li chiude in ritiro

I ministri di Prodi in silenzio stampa come dei Buffon qualsiasi...

La squadra di governo, prima ancora di cominciare a giocare la partita, si è presa un solenne rimbrotto dall’allenatore. I ministri ne hanno dette di tutti i colori, qualcuno ha chiesto di disdire la parata del 2 giugno, offendendo i militari, altri, o meglio altre, hanno pontificato su patti di convivenza e pillole abortive, facendo infuriare l’Osservatore romano, altri ancora se la sono presa con il ponte di Messina alla vigilia delle elezioni siciliane, per non parlare della Tav o della manomissione della riforma delle pensioni, che darebbe un colpo mortale ai conti pubblici. L’elenco è largamente incompleto, ma dà l’idea di uno spogliatoio rissoso, in cui tutti cercano il protagonismo senza curarsi delle possibilità di tenuta della squadra. Così Prodi ha dovuto cercare di correre ai ripari, imponendo ai suoi ministri di tacere, di lavorare sodo e di esprimersi solo su provvedimenti discussi e approvati dal Consiglio dei ministri. Intanto dovranno partecipare a un “seminario”, l’equivalente governativo del ritiro punitivo cui vengono costretti i giocatori delle squadre che rischiano la retrocessione dai loro allenatori. Può darsi che l’intimazione serva a far tenere a freno la lingua dei garruli titolari dei ministeri per qualche giorno, ma poi tornerà tutto come prima. I ministri sono dove sono perché ce li hanno messi i loro partiti, che continuano a parlare di “delegazioni”, e Prodi, per riuscire ad accontentare tutti ha persino dovuto spaccare ministeri unitari, così adesso c’è un ministro per le strade diverso da quello delle ferrovie, uno della famiglia, uno della solidarietà sociale e uno del lavoro. In queste condizioni l’autorità dell’allenatore dipende dalla volontà delle delegazioni, che rappresentano partiti in perenne competizione. Comunque, per il primo giorno, l’invito di Prodi è stato accolto da quasi tutti. Fa eccezione Vincenzo Visco, che anche ieri ha detto tutto e il contrario di tutto su conti pubblici, tasse da aumentare, tasse da abbassare. Ma formalmente l’invito di Prodi era per i ministri, e lui è solo un vice.
(Il Foglio - 24/05/2006)


scritto da: Faramir alle ore 15:16 | link | commenti (4)
categorie: politica, prodi

I cretini spediteli a casa...

... con biglietto di sola andata e un calcione nelle terga. Non è il caso di offrire improprie "foglie di fico" al governicchio Prodi.

La Bindi è lesbica, ecco una frase di uno squallore evidente e imperdonabile che non si sarebbe voluta ascoltare dalla bocca di un parlamentare dell’opposizione. Una Fuorigrotta della volgarità è la peggiore risposta possibile ai petardi disseminati da un governo politicamente debole, che copre la sua debolezza con mille bravate e si adopera a creare un clima mefitico, purtroppo in certi casi con il concorso attivo dell’opposizione. Se Prodi avesse radunato intorno a sé una classe dirigente, e ne fosse il vero leader, avrebbe fatto, dalle elezioni ad oggi, il contrario di quanto ha fatto. Avrebbe aspettato a fissare in modo grottesco la data dei festeggiamenti per il suo parco 0,6 per mille di vantaggio, avrebbe messo in cantiere una politica seria di dialogo con l’opposizione intorno alle istituzioni, avrebbe risposto con flemma alle pressioni burbanzose di partiti e partitini affamati di incarichi, avrebbe evitato di spacchettare ministeri, di lasciare che si predichi un generale ritorno indietro rispetto ad acquisizioni strategiche varate dal governo precedente, avrebbe puntato sulla speranza per il futuro e non sul rancore per il passato, e per il resto, com’è normale, gli avversari avrebbero potuto dirsene di tutti i colori. Ma così no. Così davvero il vincitore perdente legittima, partendo da un’occupazione sconsiderata delle istituzioni, senza uno straccio di progetto di intesa con metà del paese duramente rappresentata dall’ira dei perdenti vincitori, la reazione invero parecchio belluina di certi settori dell’opposizione.
Ora arriva l’allarme drammatizzante sui conti pubblici, con toni poco acconci all’esperienza di un tecnico europeizzante come Padoa Schioppa, poi la minaccia viscosa di tassare il tassabile, e insieme un’offensiva di valori confusa sui temi eticamente sensibili, e una raffica di cretinate su tutto il resto. Dove vogliono andare? Non si sa. Si intuisce che hanno una sola speranza, che il Cav. non riesca a trasformare la collera in politica efficace e seria, per far pesare il voto e la rappresentanza parlamentare che gli è stata data, insomma che l’opposizione trasformi la sua forza in risentimento puro, dunque in rigidità mentale, in debolezza e in atroci cadute di stile. Berlusconi come caricatura intellettuale e pratica continua a servire egregiamente l’interesse politico dell’Ulivo, mentre quello di chi si oppone sarebbe servito dall’immagine anche dura, durissima, ultradura, di un uomo di stato e di lotta politica.
(Il Foglio - 24/05/2006)


scritto da: Faramir alle ore 15:04 | link | commenti
categorie: politica, idiozia
lunedì, 22 maggio 2006

L'Osservatore Romano boccia Rosi

Oltretevere non hanno apprezzato le dichiarazioni acrobatiche del "ministro per lo sfascio della famiglia", che viene invitata, senza troppi giri di parole, a tornare a scuola:

"A parte l'originale interpretazione relativista del diritto privato (qualsiasi diritto per essere tale deve essere opponibile a terzi, altrimenti non è diritto, almeno stando a quello che viene insegnato in tutte le scuole e università) quello che colpisce è appunto lo sforzo sovrumano di cercare argomenti per difendere posizioni indifendibili, almeno dal punto di vista cattolico".

"E' necessario, nel dibattito, distinguere fra coppie eterosessuali e omosessuali. E' una distinzione importante perché la convivenza fra persone eterosessuali è già regolata nel diritto civile attraverso il matrimonio (per il quale, va evidentemente ricordato, c'è bisogno delle cosiddette 'pubblicazioni') e non si spiega perché lo Stato debba intervenire sulla sfera privata per dare tutela pubblica a chi invece si è già rifiutato di averla.
A meno di non voler elaborare un 'matrimonio light' che francamente finisce per contraddire le stesse sventolate esigenze dei conviventi. Ma la questione è anche un'altra: l'impressione è che le convivenze eterosessuali siano usate semplicemente come 'grimaldello', perché più diffuse e maggiormente in grado di far convergere comprensione e benevolenza.
Il vero obbiettivo appare essere un altro: la convivenza fra coppie omosessuali, alle quali un riconoscimento pubblico darebbe un'arma formidabile al fine di accreditare l'esistenza di una forma alternativa di famiglia. E dove c'è famiglia, inevitabilmente, prima o poi, ci sono anche i figli. E i loro diritti".

A buon intenditor...


scritto da: Faramir alle ore 17:14 | link | commenti (1)
categorie: famiglia, chiesa cattolica, pacs

La Rosy nel Pugno e i catto-masochisti

Il gaio e politicamente corretto nichilismo relativista avanza a grandi passi.
Grazie ai radicali? NOOO!
Bastano
i catto-masochisti vestiti da "utili idioti" di leniniana memoria.

Ma perché non chiamare le cose con il loro nome, cioé "Ministro per lo Sfascio della Famiglia"?
A radicali, Luxuria, Grillini & C. non resta che applaudire e lasciar fare ad altri il lavoro sporco.

E vedrete quanti bravi cattolici (Bindi in testa) si affanneranno a giustificare, precisare, interpretare, spezzare il capello in quattro per dimostrare che "in realtà nooo, non è come pensate...", e "in fondo anche il Papa non ha mica detto che..."., ecc. ecc. 
A quelli che invece si stanno pentendo, non resta che
piangere se stessi.

E non poteva mancare qualche cardinale à la page, che non sapendo resistere alla tentazione di una bella intervistina si mette a discettare di diritto civile e perfino di numero di embrioni da impiantare, ignorando quello che continuano a dire Benedetto XVI:

[...] Come dicevo infatti il 6 giugno scorso, parlando al Convegno che la Diocesi ha dedicato a queste tematiche, “matrimonio e famiglia non sono in realtà una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la questione del giusto rapporto tra l’uomo e la donna affonda le sue radici dentro l’essenza più profonda dell’essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui”. Aggiungevo pertanto: “Il matrimonio come istituzione non è quindi una indebita ingerenza della società o dell’autorità, l’imposizione di una forma dal di fuori, è invece esigenza intrinseca del patto dell’amore coniugale”. Non si tratta qui di norme peculiari della morale cattolica, ma di verità elementari che riguardano la nostra comune umanità: rispettarle è essenziale per il bene della persona e della società. Esse interpellano quindi anche le vostre responsabilità di pubblici Amministratori e le vostre competenze normative, in una duplice direzione. Da una parte, sono quanto mai opportuni tutti quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia e alla famiglia stessa nella generazione ed educazione dei figli: al riguardo vengono subito alla mente problemi come quelli dei costi degli alloggi, degli asili-nido e delle scuole materne per i bambini più piccoli. Dall’altra parte, è un grave errore oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è, in realtà, alcuna effettiva esigenza sociale. [...]

e il Cardinal Ruini:

[...] La protezione giuridica delle unioni di fatto deve seguire la “strada del diritto comune”, ha continuato Ruini quando ha detto che “qualora emergessero alcune ulteriori esigenze, specifiche e realmente fondate, eventuali norme a loro tutela non dovrebbero comunque dar luogo a un modello legislativamente precostituito e tendere a configurare qualcosa di simile al matrimonio, ma rimanere invece nell’ambito dei diritti e doveri delle persone”. [...]

Altro che "Codice da Vinci". Se la Chiesa cattolica è messa male deve farsi un bell'esame di coscienza, a partire da certi porporati, sacerdoti e teologi, più preoccupati di apparire alla moda e "al passo coi tempi", piuttosto che insegnare la sana dottrina.

Ci tocca sperare nei 3 senatori dell'Udeur, in qualche senatore a vita che comincia ad avere dubbi... e in raffreddori o altri malanni stagionali.


scritto da: Faramir alle ore 14:45 | link | commenti (1)
categorie: politica, famiglia, chiesa cattolica, benedetto xvi, pacs
venerdì, 19 maggio 2006

Pecunia non olet

Dopo "mani-pulite", "piedi-puliti"... auspico un "discariche-pulite".

C'aveva ragione Vespasiano...


scritto da: Faramir alle ore 12:18 | link | commenti (1)
categorie: ecologia

«I giudici hanno creato un clima di terrore»

«Mi sembra di rivivere quella stagione degli anni Novanta, quando scomparve la Dc. Allora si ebbe la tragica sensazione che una parte della magistratura appoggiasse la politica, e viceversa. Sì, i giudici erano usati come rompighiaccio...».

«... i giudici frequentemente intervengono in modo pesante anche su persone perbene. Diciamo la verità: hanno creato un clima di terrore. E, a volte, tra gli amministratori, la scelta obbligata è tra l’omissione d’atti d’ufficio e l’abuso d’ufficio...».

Chi pronunciò queste pesanti critiche alla magistratura?
Berlusconi? NOOO!
Previti? ACQUA!
Qualche avvocato-amico di Silvio? NOOO!

Il neo-ministro della Giustizia.
E se lo dice lui...

«Ma Prodi lo sa che Mastella è quello che ha fatto il testimone di nozze a Francesco Campanella, il mafioso di Villabate che fornì i documenti falsi a Bernardo Provenzano per andare a operarsi a Marsiglia?». (Marco Travaglio )


scritto da: Faramir alle ore 10:58 | link | commenti (1)
categorie: politica, giustizia
giovedì, 18 maggio 2006

Referendum confermativo: le ragioni di un Sì

Analisi critica della riforma della Cdl

L'Italia si merita un sì

 Cominciamo a fare informazione, per contrastare la propaganda della sinistra e le tentazioni balneari.


scritto da: Faramir alle ore 16:48 | link | commenti (4)
categorie: referendum, costituzione

Il Governino con il ministro linked to Mafia...

All'estero non sembrano entusiasti del nuovo governo Prodi:

Italian justice minister linked to mafia inquiry
John Hooper in Rome
Thursday May 18, 2006
The Guardian
Italy's new leader, Romano Prodi, named as his justice minister yesterday a controversial politician linked to a confessed associate of the mafia. Clemente Mastella, a former Christian Democrat from near Naples, is also known for criticising judges.
The tiny party he leads holds the balance of power in the new parliament and if Mr Prodi had failed to give him a senior job in cabinet the future of his centre-left government would have been in danger. [...]

Il Governino  
El Pais
Italia tendrá finalmente un Gobierno de centro-izquierda; en realidad, un Governino, como se puede definir en la jerga política italiana a los Ejecutivos débiles y de incierta singladura que presagian no llegar hasta el final de la legislatura. Romano Prodi, que ganó por estrechísimo margen a Silvio Berlusconi en las elecciones de abril, entregó ayer su lista al recién elegido presidente de la República, Giorgio Napolitano: 25 ministros, de los cuales sólo seis son mujeres. [...]
Todo ha recordado tristemente a los tiempos del manual Cencelli, una minuciosa guía de equilibrios inventada por un funcionario de igual nombre, a la que la Democracia Cristiana siempre recurría cuando estaba en el poder y había crisis para el reparto de carteras ministeriales entre las corrientes internas de la DC y los partidos laicos.

Ma non erano quelli "moralmente superiori"?
Ho capito perché Prodi dice che "serve uno sforzo etico". Conosce i suoi polli.
Grazie a Born To Be Free, per la segnalazione.


scritto da: Faramir alle ore 14:54 | link | commenti (5)
categorie: politica, mass media, prodi

Londra: Stop al «suicidio assistito»

Per la seconda volta la Gran Bretagna ha ribadito il suo no al suicidio assistito: alla Camera dei Lord, meno di una settimana fa, la maggioranza ha votato contro una proposta di legge di Lord Joffe che, approvata, avrebbe permesso ai medici di prescrivere farmaci letali a pazienti disperati, malati terminali, soggetti forse solo fortemente depressi. Nella "Camera rossa" di Westminster le voci contrarie si sono fatte sentire forti e chiare. Fuori, mentre attendevano il verdetto, anche quelle dei manifestanti hanno aiutato a fare di venerdì scorso uno di quei giorni che non verranno presto dimenticati in Gran Bretagna e forse serviranno da lezione ad altri Paesi in Europa che, se non l’hanno già approvata (come nel caso dell’Olanda), stanno considerando una simile legislazione. [...] [continua]

Per inciso, nel programma dell'Unione si parla di "Testamento biologico", come lo "strumento più efficace" per garantire "il rifiuto dell’accanimento terapeutico e del dolore non necessario".
Ma il rifiuto dell'accanimento terapeutico è già un concetto acquisito da tutti in Italia. Nemmeno la Chiesa cattolica ha nulla in contrario.
Naturalmente, bisogna intendersi su cosa sia
"accanimento terapeutico".

[...] Con "accanimento terapeutico" si deve intendere l’ostinazione “futile” a proseguire terapie, che si sono dimostrate inutili o sproporzionatamente gravose per il malato, per il fatto che non migliorano la sua condizione né impediscono la morte per un tempo ragionevole, ma solo prolungano di qualche tempo la vita, imponendo all’ammalato gravi sofferenze. [...]

Fin qui siamo tutti d'accordo, penso. Ma il problema sorge quando qualcuno vorrebbe comprendere tra le terapie "futili" anche l'alimentazione e idratazione di persone in stato vegetativo. Che è l'obiettivo nemmeno tanto nascosto dietro alle proposte di "testamento biologico". Ricordate Terri Schiavo, lasciata morire di fame e sete? Non basta dire che "l'eutanasia è un'altra cosa" per rimuovere inquietanti interrogativi:

[...] Anche se la rule of law è stata perfettamente rispettata e la decisione giudiziale è intervenuta al termine di un procedimento lungo quindici anni, è difficile negare che l'interruzione dell'alimentazione artificiale per Terri Schiavo assomigli tanto, troppo, al rifiuto di portare il cibo alla bocca di una persona paralizzata agli arti superiori e non in grado di far valere la propria volontà a causa di una qualsiasi menomazione psichica. In entrambi i casi siamo di fronte ad un caso di morte sociale ma davvero ce la sentiamo di far discendere da questa condizione di debolezza e di oggettiva incapacità a relazionarsi con il mondo esterno la morte fisica dell'individuo?

Non serve scomodare paragoni impegnativi e il più delle volte impropri per rendersi conto che nel caso Schiavo si è saltato almeno un passaggio: se è quantomeno discutibile che la vita vada difesa ad ogni costo e contro ogni evidenza è a maggior ragione opinabile che della vita di un soggetto terzo si possa disporre in base a mere considerazioni di carattere qualitativo. Anche i più allergici a valutazioni di tipo religioso o semplicemente etico devono riconoscere che una volta intrapresa la strada della "selezione", intendendo il termine nel senso più letterale possibile, diventa difficile stabilire dove e quando fermarsi. Perché Terri Schiavo no e un altro sì? [...]

Infatti di "caso limite" in "caso limite", dove si finirà? I limiti si possono spostare sempre più in là, a seconda delle convenzioni sociali... e delle convenienze, soprattutto economiche.
I sostenitori del testamento biologico citano di solito i casi più pietosi per sostenere la propria battaglia, ma ignorano altri casi che invece si sono conclusi positivamente e che dovrebbero suggerire prudenza nel considerare la "qualità della vita" - invece del rispetto della "vita" tout court - come criterio principale in certe scelte:

[...] Tra le tante che si sono fatte sentire alla Camera dei Lord venerdì scorso, la voce che ha colpito di più è stata quella di Nicola Jane Chapman, baronessa di Leeds. Invalida dalla nascita a causa di un male inguaribile alle ossa («Sono nata con cinquanta fratture, e la balia non era molto contenta», scherza), nell’ottobre del 2004 è diventata membro dei Lords «per il suo contributo all’umanità». «Ho perso il conto di tutte le volte – ha detto durante il dibattito della proposta di Joffe venerdì scorso – che i medici mi hanno detto che era l’inizio della fine. E invece sono ancora qui». E ha continuato: «La gente non dovrebbe avere il diritto di giudicare il valore di una vita umana». [...]

La Baronessa ricorda il caso della piccola Charlotte Wyatt che dalla nascita vive nell’ospedale di Bournemouth con un male inguaribile e che secondo i medici è destinata a morire presto. «Mi sento molto vicina alla famiglia della piccola. I medici dovrebbero ascoltare quello che dicono i genitori invece di promuovere la necessità di staccare la spina. La madre sostiene che la piccola sta facendo progressi, che risponde ai loro sorrisi, che adora i cartoni animati e che sta cominciando a mangiare cibi solidi. Il mio parere è che i medici dovrebbero fare tutto il possibile per tenere in vita una persona». Un parere condiviso dall’Alta Corte che ha recentemente garantito ai genitori di Charlotte, contro il volere dei medici, il diritto di rianimare la piccola in caso di collasso cardiaco.

«Quando avevo solo pochi mesi – prosegue la baronessa – i medici mi mandarono a casa dicendo che non potevano fare più niente per me. Dissero che sarei diventata cieca, che non avrei potuto parlare e che le mie funzioni mentali non sarebbero state normali». Ma i genitori s’impuntarono. Rifiutata dalle scuole perché era un caso «troppo difficile da gestire», decisero di educarla a casa finché non fu accettata per la sua spiccata intelligenza all’università, dove conseguì risultati eccellenti. I fatti le hanno dato ragione. La baronessa Chapman è la prima disabile divenuta membro della Camera dei Lord. Il suo esordio resta indimenticabile: «Se i miei avessero dato retta ai medici oggi non sarei qui», disse rivolta ai colleghi. Da allora è diventata una voce importante nella Camera rossa di Westminster.

Piccola, quasi minuscola, la sua personalità è invece enorme. E oggi, nel contesto del dibattito sulla "morte assistita", è quella che potrebbe fare la differenza: «Non credo che la proposta sulla morte assistita verrà mai approvata dai Lords. Ma è essenziale che questo governo capisca la necessità di investire molto di più nelle cure palliative. La maggior parte dei malati terminali si sente un peso perché vive quotidianamente il dramma della carenza di fondi e strutture nel sistema sanitario. Eppure non hanno alcuna colpa». [...]

Molte persone, e un gran numero di malati terminali, «si sentono un peso per la società, per le strutture che le curano, per le famiglie. Di conseguenza diventano depresse e pensano che mettere fine alla loro esistenza sia una soluzione per tutti. Sono convinta che questo non succederebbe se queste persone sentissero che invece valgono, che sono amate e rispettate».

La baronessa è fiduciosa che la morte assistita non diventerà mai realtà nel Regno Unito: «L’opposizione è forte. La maggioranza della popolazione, almeno il 65 per cento a giudicare da recenti sondaggi, è contraria. La Chiesa, sia quella anglicana sia quella cattolica, ha fatto sentire la sua voce molto chiaramente in queste ultime settimane. La lista dei membri di "Care not Killing", una nuova associazione che si occupa di animare il dibattito contro l’eutanasia, sta aumentando a vista d’occhio». Ovviamente, sottolinea, ci sarà sempre una parte di popolazione che crede che «legalizzare l’eutanasia sia la soluzione alla sofferenza. Ma, come potete vedere con i vostri occhi, io rappresento la smentita vivente a questa folle teoria».


scritto da: Faramir alle ore 12:32 | link | commenti (1)
categorie: vita, bioetica, eutanasia

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
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