Lunedì 6 novembre 2006 alle ore 21.00
AULA MAGNA DEL COLLEGIO ROTONDI
Via San Maurizio 4 - Gorla Minore (VA)
FEDE RAGIONE DIALOGO
interverranno:
Sua Eccellenza Mons. Luigi Negri
Vescovo di S. Marino - Montefeltro
Souad Sbaj
Membro della Consulta Islamica
Presidente Donne Marocchine in Italia
Avv. Claudio Morpurgo
Presidente Comunità Ebraiche Italiane
moderatore:
Dr. Matteo Inzaghi
Direttore di Rete 55
--o--
"Nel mondo occidentale domina largamente
l'opinione, che soltanto la ragione positivista e le
forme di filosofia da essa derivanti siano universali.
Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono
proprio in questa esclusione del divino
dall'universalità della ragione un attacco alle loro
convinzioni più intime. Una ragione, che di fronte al
divino è sorda e respinge la religione nell'ambito
delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel
dialogo delle culture. (...)"
BENEDETTO XVI - da "Fede, ragione e
università" - Regensburg, 13.9.2006
«Il mio non è revisionismo, racconto come è stato il nostro passato. Quando la sinistra perde il proprio passato è finita. La sinistra ha sempre raccontato balle, a partire dall'invasione dell'Ungheria passando per la campagna del Fronte Popolare. Tutti i partiti mentono, ma qualcuno di più. Il Pci però ha sempre mentito».
-- Giampaolo Pansa
Sul sito di Samizdatonline è stato pubblicato un nuovo editoriale, intitolato "Dal ritorno al reale il ritorno a Cristo", che si ricollega ad alcuni temi trattati da Benedetto XVI nel suo discorso al convegno ecclesiale nazionale di Verona.
L'autore, è un "acquisto" recente dell'associazione, e come vedrete leggendo... azzeccatissimo.
Ricordo anche che il nostro socio gestisce il sito "Contro la leggenda nera". Utilissimo per la quantità di documentazione ivi catalogata.
E' online il tanto atteso intervento di Papa Benedetto XVI al Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona.
Spero che venga letto bene, soprattutto da coloro che si sbizzarriscono spesso in interpretazioni al limite del grottesco, per evitare di esprimere banalizzazioni esilaranti, che cominciano gia' a spuntare in certi titoli cubitali.
Mentre resto in attesa di un resoconto dal nostro inviato a Verona, cito un passaggio introduttivo del discorso papale, che mi ha colpito particolarmente (i grassetti sono miei):
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[...] Avete compiuto una scelta assai felice ponendo Gesù Cristo risorto al centro dell’attenzione del Convegno e di tutta la vita e la testimonianza della Chiesa in Italia. La risurrezione di Cristo è un fatto avvenuto nella storia, di cui gli Apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Nello stesso tempo essa non è affatto un semplice ritorno alla nostra vita terrena; è invece la più grande "mutazione" mai accaduta, il "salto" decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente diverso, che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l’intero universo: per questo la risurrezione di Cristo è il centro della predicazione e della testimonianza cristiana, dall’inizio e fino alla fine dei tempi. Si tratta di un grande mistero, certamente, il mistero della nostra salvezza, che trova nella risurrezione del Verbo incarnato il suo compimento e insieme l’anticipazione e il pegno della nostra speranza. Ma la cifra di questo mistero è l’amore e soltanto nella logica dell’amore esso può essere accostato e in qualche modo compreso: Gesù Cristo risorge dai morti perché tutto il suo essere è perfetta e intima unione con Dio, che è l’amore davvero più forte della morte. Egli era una cosa sola con la Vita indistruttibile e pertanto poteva donare la propria vita lasciandosi uccidere, ma non poteva soccombere definitivamente alla morte: in concreto nell’Ultima Cena egli ha anticipato e accettato per amore la propria morte in croce, trasformandola così nel dono di sé, quel dono che ci dà la vita, ci libera e ci salva. La sua risurrezione è stata dunque come un’esplosione di luce, un’esplosione dell’amore che scioglie le catene del peccato e della morte. Essa ha inaugurato una nuova dimensione della vita e della realtà, dalla quale emerge un mondo nuovo, che penetra continuamente nel nostro mondo, lo trasforma e lo attira a sé. Tutto ciò avviene concretamente attraverso la vita e la testimonianza della Chiesa; anzi, la Chiesa stessa costituisce la primizia di questa trasformazione, che è opera di Dio e non nostra. Essa giunge a noi mediante la fede e il sacramento del Battesimo, che è realmente morte e risurrezione, rinascita, trasformazione in una vita nuova. E’ ciò che rileva San Paolo nella Lettera ai Galati: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (2,20). [...] |
Ad una richiesta di chiarimenti rivolta ad Avvenire in merito alle misure previste dalla prossima Finanziaria (vedi lettera "FINANZIARIA, 8 PER MILLE E ICI"), Marco Tarquinio risponde:
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[...] Allo stato dei fatti – e delle promesse – sulle due questioni che lei solleva le cose stanno così. Non è prevista l’abolizione dell’8 per mille e neanche potrebbe esserlo. La materia, infatti, non è nella disponibilità unilaterale della Repubblica italiana trattandosi di un istituto collegato ai rapporti concordatari tra Stato e Chiesa cattolica. Credo che il Tgcom su questo punto sia incorso in un increscioso travisamento, confondendo il 5 per mille per le organizzazioni non profit, che è stato invece effettivamente cancellato. O, se si vuole, secondo la versione data dal ministro per la solidarietà sociale Ferrero, «dimenticato». E che dovrebbe essere perciò reintrodotto in sede di esame parlamentare della Finanziaria 2007. Vedremo se sarà davvero così. A proposito dell’Ici, debbo invece confermarle l’ulteriore "spremitura" decisa dal governo anche per immobili adibiti a oratori, cappelle per culto religioso, case di cura, convitti, pinacoteche, musei, caserme e scuole... Tutti i fabbricati, insomma, compresi nel gruppo catastale B. Una categoria di beni che – prima dell’estate, con la cosiddetta Manovrina – erano già stati sottoposti a tassazione e che ora godranno (si fa per dire) di un aumento del 40% del coefficiente di moltiplicazione (lo strumento che serve per risalire dagli estimi al valore dell’immobile). Indubbiamente si tratta di un ben singolare riconoscimento alle attività culturali, associative, di volontariato riconducibili alla Chiesa, ma non solo alla Chiesa... [...] |
Sara' che siamo in tempo di vendemmia e le spremiture vengono spontanee... ma non vi pare bizzarro che il governo di quelli che si dicevano tanto attenti alla solidarieta', all'equita', alla cultura, ecc. vada a spremere anche il settore no profit, volontariato, scuole, musei, ospedali, ospizi?
Questa sarebbe la "coerenza" dei cosiddetti (da Prodi stesso) "cattolici adulti" e dei "compagni" che volevano far piangere i ricchi?
Ormai e' chiaro: questa e' una finanziaria "socialista", che ha l'obiettivo di rendere tutti piu' poveri, perche' mentre con una mano redistribuisce le briciole, con l'altra toglie indirettamente molto di piu' anche a chi ha gia' poco, e avra' come conseguenza di deprimere la crescita economica e aumentare la spesa pubblica. E a farne le spese saranno dipendenti, piccoli artigiani, lavoratori autonomi e pensionati, non certo i veri ricchi.
Della serieta' ormai si sono perse le tracce.
A proposito del discorso affrontato nel post di ieri, un piccolo - ma prezioso - suggerimento su cosa significhi "essere cristiani" ce lo offre il bravo Berlic.
Comprende un invito alla lettura che consiglio pure io caldamente.
E comunque, per chi non lo conosce ancora, il blog di Berlic merita sempre un'occhiata.
E' ormai chiaro che questo caso umano ha raggiunto un livello disperato:
«La verità è che nessuno può rimproverarmi niente. Io non sapevo nulla della relazione di Angelo Rovati. Ma anche se lo avessi saputo che importanza aveva? Sono riusciti a dirottare il dibattito sul fatto che io sapessi o meno, se mentivo o dicevo la verità, che in fondo è qualcosa senza importanza. Il documento non era per niente ufficiale, ma pazienza, so che alla fine vincerò».
Che importanza puo' avere il fatto che il Presidente del Consiglio mentisca oppure no? Mah...
Con Berlusconi al governo sembra che non ci fosse argomento piu' interessante di questo. Oggi chissa' come, quelli che continuavano a rinfacciare a Berlusconi di avere mentito su questo o quello sono spariti.
Poi si rivolge al giornalista con una metafora: «Lei sa come si fa la mozzarella? Si gira con pazienza e si forma una matassa. Diciamo che io sto facendo una mozzarella. Se non riescono a cacciarmi via alla fine il Paese capirà le mie ragioni. E non possono cacciarmi perché non saprebbero che cosa fare».
"Il Paese capirà", "non possono cacciarmi"... questo se la suona e se la canta da solo!
Pero', evocare la mozzarella non mi sembra una mossa molto azzeccata, visto che basta sentirlo parlare per farsi venire il latte alle ginocchia. E poi... il Mortadella che fa la mozzarella... suvvia! Ma si rende conto delle boiate che dice?
Alla fine lancia un sospetto: «Il momento nel quale è esploso il caso Telecom non è frutto della casualità, è successo prima della presentazione della Finanziaria».
E gia'... un contentino ai sostenitori delle teorie del complotto non si nega mai...
Patetico!
In risposta al post del Megafono relativo alla prolusione tenuta da S.E. Card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, al Convegno ecclesiale nazionale di Verona, ho lasciato questo commento:
Attenzione a non cadere nel tranello delle contrapposizioni (queste si’ strumentali) tra il Papa e qualche vescovo o tra il Papa e “il popolo cattolico”.
Se leggiamo tutto il passaggio citato si vede che esso e’ rivolto ai cristiani in quanto credenti, che professano la fede in Cristo (in fondo e’ un convegno “ecclesiale”):
«Quelli che fanno professione di appartenere a Cristo si riconosceranno
dalle loro opere. Ora non si tratta di fare una professione di fede a parole, ma di perseverare nella pratica della fede sino alla fine. E’ meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo» (Lettera agli Efesini).
Notare che Paolo non invita i cristiani a chiudere la propria fede in una sorta di intimismo anonimo (come piacerebbe a certi laicisti radicali…), ma dice che se uno vive coerentemente la fede non ha bisogno di proclamarsi cristiano a parole, perche’ saranno i suoi comportamenti a renderlo evidente a tutti.
Marcello Pera - invece - non si dichiara cristiano praticante, ma riconosce l’importanza culturale delle radici cristiane e dei valori da esse derivati. La cosa mi pare evidentemente diversa.
Se poi abbia “scopi personali e strumentali” o sia sincero, questo e’ un altro discorso. Io ho l’impressione che ci creda in quello che sostiene. Cio’ non significa che gli concedo carta bianca.
Tettamanzi ha detto anche:
[…] l’evangelizzazione e la fede si ripropongono oggi con singolare acutezza come il “caso serio” della Chiesa. Di qui l’urgenza di tenere viva la preoccupazione per la “distanza” che esiste tra la fede cristiana e la mentalità moderna e contemporanea. […] come eliminare o attenuare questa “distanza”?
Risponderei dicendo che prioritario e decisivo oggi è di tenere massimamente desta non tanto la preoccupazione per la “distanza”, quanto la preoccupazione per la “differenza”, per la “specificità” della fede cristiana. Meglio e inserendoci nell’orizzonte del Convegno, diciamo: siamo chiamati a “custodire”, ossia conservare, vivere e rilanciare l’originalità, di più la novità – unica e universale – della speranza cristiana, il DNA cristiano della speranza presente e operante nella storia.
L’appello del Convegno è di tornare e ritornare senza sosta, con lucidità e coraggio, a interrogarci – per agire di conseguenza – su: chi è la speranza cristiana? quali sono i suoi tratti qualificanti? come essa incrocia l’uomo concreto d’oggi nei suoi problemi e nelle sue attese?
La speranza è Gesù Cristo! […]
Non mi pare siano concetti diversi da quelli che ribadisce spesso Papa Benedetto.
Capisco che a qualcuno la preoccupazione per la “differenza”, per la “specificità” della fede cristiana faccia venire l’orticaria (anche se poi sono soprattutto quelli che esaltano qualsiasi altra “differenza” o “diversità”…), ma all’islamizzazione piu’ o meno strisciante si resiste solo se si ha un’identità forte e il coraggio di difenderla.
E l’unica possibilità concreta oggi risiede nell’identità cristiana e nei suoi valori, che sono alla base della cultura occidentale (indipendentemente dal credere o meno, o dall’essere d’accordo su quanto dice il Papa su qualsiasi cosa).
2000 anni di tradizione non si improvvisano dall’oggi al domani, e non dovrebbero essere gettati nel cesso spensieratamente.
Il precedente post ci era stato ispirato da questa intervista al ministro Rosy Bindi, apparsa su IncrociNews, il settimanale online della diocesi di Milano.
Chissa' se la redazione di IncrociNews legge La Stampa:
Il lato oscuro della manovra (di Luca Ricolfi)
Sindacato pigliatutto (di Tito Boeri)
P.P.S: Potete ascoltare la mia suadente
voce su RadioFormigoni: selezionate il giorno 16 ottobre 2006, cercate "W il web! forum e blog" e cliccate su "Finanziaria 2007 : Il grande bluff - un'inchiesta di www.samizdatonline.it"
Mizzega! Adesso facciamo pure inchieste... chi l'avrebbe detto?
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Il presidente del consiglio Romano Prodi sostiene che la finanziaria 2007 è dalla parte delle famiglie. Chi però di famiglie se ne intende, come Paola Soave, vice-presidente del Forum delle Associazioni Familiari, non è d’accordo e dice che si tratta di «un grande bluff». Per prima cosa infatti, si deve considerare che dal sistema delle deduzioni dall’imponibile del costo dei figli, introdotto l’anno scorso dal governo Berlusconi, si è tornati alle detrazioni dall’imposta per i figli a carico. Ma, mentre le deduzioni erano abbastanza consistenti e valevano per tutti, le detrazioni decrescono al crescere del reddito, già a partire dai redditi molto bassi, fino ad azzerarsi sopra i 35mila euro. E una famiglia con figli e 35mila euro lordi di entrate all’anno non si può certo catalogare tra i “ricchi”. Anche Luisa Santolini (UDC), ex presidente del Forum delle Associazioni familiari, fa notare che «le detrazioni calano con l'aumentare del reddito, mentre le facilitazioni fiscali per cambiare il frigorifero restano fisse e vengono stanziati solo 50 milioni per i non autosufficienti a fronte dei 560 milioni per la rottamazione dei frigoriferi». Forse che un frigorifero è un investimento più importante di un figlio per la nostra società? Purtroppo si continuano a confondere le politiche familiari con le politiche assistenziali, aiutando le famiglie in quanto povere e non in quanto famiglie. Se l’obiettivo era di riconoscere il valore della famiglia e della natalità - al fine di evitare il declino socio/economico/demografico del Paese - ed evidenziarlo come un’urgenza primaria, l’entità delle cifre dedicate a tale finalità e la selettività degli interventi (riservati soprattutto ai redditi più bassi) lasciano irrisolti i problemi fondamentali. Ma non è tutto. In un articolo apparso su Avvenire del 10 ottobre scorso, Pier Luigi Fornari confronta le «aliquote medie di imposizione (il rapporto tra l'imposta totale e il reddito) », giungendo alla conclusione che «la nuova Irpef conferma ampiamente l'opzione preferenziale del nostro sistema fiscale per i single». Questi calcoli considerano anche il fatto che «il passaggio dalle deduzioni alle detrazioni per i figli ha prodotto comunque un aumento del lordo imponibile, e quindi del prelievo addizionale da parte dell'ente locale». Quindi, anche risparmiando qualcosa sull'imposta principale rispetto al 2006, ci sarà un aumento della addizionale Irpef già dai redditi bassi. Inoltre, gli enti locali potranno ritoccare le aliquote delle addizionali - che erano invece state bloccate dal precedente governo - senza curarsi del numero di persone a carico del contribuente. Il Sole24Ore sostiene addirittura che «per i lavoratori con familiari a carico aumenta la tassazione Irpef già con un reddito di 30mila euro». La tabella collegata all’articolo citato (vedi: “Come cambia il prelievo”) rende bene l’idea... Queste contraddizioni, secondo il governo, dovrebbero essere risolte dalla riforma dell'assegno per il nucleo familiare (Anf). Ma anche qui non mancano i dubbi: «In primo luogo l'aumento dell'assegno (basato sul reddito familiare) non è direttamente cumulabile all'effetto Irpef (basato sul reddito individuale).» Inoltre non è ancora ben chiaro chi ne beneficerà in maniera significativa, anche per l’estrema complessità del sistema (ci sono circa 1.400 tipologie). Inizialmente gli Anf erano limitati ai redditi molto bassi e anche con l’estensione annunciata, per i redditi sopra i 40mila euro lordi resteranno le briciole. E c’è un problema ancora più serio: « Tra l’altro Il Forum delle Associazioni Famigliari critica anche il fatto che manca «un minimo riconoscimento del ruolo della madre di famiglia casalinga, equiparato ad un qualsiasi coniuge a carico senza figli, ruolo che invece veniva tenuto in conto dalla deduzione familiare del 2005.» Aggiungiamoci la revisione degli estimi catastali da parte dei comuni (aumento dell’Ici) e dulcis in fundo la riduzione dei fondi per le scuole paritarie che limita la libertà di scelta educativa delle famiglie. Più che centrare la finanziaria sulla famiglia… hanno centrato la famiglia: colpita e affondata! |
Hanno collaborato alla stesura di questo editoriale: Alef, Gino, SECOLO XX e dintorni, Sguardo Leale, soci Samizdatonline.
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Sul sito dell'associazione Samizdatonline trovate un nuovo editoriale nel quale, a partire dalla agghiacciante notizia che la prima causa di morte tra i giovani è il suicidio, si cerca di capire quale sia la causa della crisi dell'occidente e cosa servirebbe per uscirne.
L'autore, Antonio Iannaccone, è anche redattore della rivista Pepe, disponibile sia in versione cartacea che online.
Sull'ultimo numero è disponibile anche un estratto dal programma del PNVD, il partito dei pedofili olandese, che stranamente (pare) nessuno aveva pensato di tradurre dall'olandese.
Fortunatamente, pare che tale partito non riuscirà a raccogliere le firme necessarie a presentarsi alle elezioni. Ma è già un fatto molto preoccupante che per i giudici olandesi, in nome della libertà di opinione, tale partito non potesse essere dichiarato fuori legge... se non è un sintomo di una profonda crisi culturale e morale questo, ditemi voi!
Lunedì sera la cultura italiana ha perso un protagonista di prima grandezza: Nicola Matteucci.
Oltre a segnalare il post di Friedrich, che ne parla con ben maggiore competenza del sottoscritto, fornendo numerosi riferimenti utili, cito un articolo su Avvenire di oggi:
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La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville