La conclusione di quest'anno lascia prevedere che anche nel prossimo la vita non sarà facile per chi non si rassegna alla tirannia nichilista del pensiero unico politicamente corretto.
E in prima fila ci saranno i cattolici, o almeno una parte dei cattolici. Quelli che non svendono la verità per il dialogo ad ogni costo e che non confondono bontà con buonismo.
La situazione è descritta perfettamente in questo editoriale di Lucetta Scaraffia, su Avvenire di ieri, di cui cito solo la parte finale, ma vi consiglio di leggere tutto:
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[...] La Chiesa è attaccata proprio sui suoi fondamenti, la carità e la verità. La difesa della verità è considerata fondamentalismo, quindi lontano dalla ragione, anche quando si difendono realtà naturali che dovrebbero essere banali, come l’esistenza di una differenza sessuale primaria fra donne e uomini. Ma è soprattutto sul piano della misericordia che la Chiesa è giudicata inadempiente, e quindi "cattiva", cosa intollerabile in un contesto culturale in cui tutti fanno a gara ad essere considerati "buoni". Se l’unico orizzonte morale di un cristiano sono l’accoglienza e la condivisione, perché dire di no al matrimonio omosessuale o ai funerali religiosi per Welby? Il futuro immediato chiede ai cattolici di essere anticonformisti in quanto difensori della verità. Ben consapevoli che la verità non consiste nell’opinione della maggioranza. |
Sarà un anno difficile, ma le sfide impegnative danno più gusto alla vita.
A Dio piacendo, noi continueremo a dare il nostro umile e irrilevante contributo, cercando di convincere con la ragione, mentre tanti vorrebbero far trionfare l'irrazionalità delle emozioni.
Buon anno nuovo, amici!
Sempre nella conferenza stampa di fine anno, Prodi ha escluso l'introduzione di misure per disincentivare i lavoratori dall'andare in pensione.
Questa è la posizione dell'estrema sinistra e della CGIL, che ovviamente festeggiano, mentre i riformisti della maggioranza sbuffano, tanto che in molti arrivano dire: tanto vale tenerci lo scalone di Maroni, che dopotutto "dal 2011 fa risparmiare 9 miliardi":
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[...] «Se il governo intende limitarsi a incentivi per chi resta dopo i 57 anni, significa che ha rinunciato a fare la riforma», è l'autorevole giudizio di Lamberto Dini, che col suo governo varò la revisione del '95. Per l'ex premier non esiste alternativa: «Bisogna alzare l'età pensionabile, cosa che lo stesso segretario Ds Fassino aveva dichiarato essere indispensabile». Ma non è il solo Dini a spingere su questo tasto. Secondo Renzo Lusetti, deputato Dl vicino a Rutelli, «se non si fa nulla, bisogna rassegnarsi e tenerci lo "scalone" di Maroni». Sempre nella Margherita, alla stessa conclusione giunge Natale D'Amico: «Ci devono essere premi, ma non solo, altrimenti è meglio lo "scalone". Bisogna fare l'elenco dei lavori usuranti ed escluderli dall'innalzamento dell'età, che deve restare». [...] |
E meno male che - secondo Prodi - le divisioni all'interno della maggioranza sono "esagerazioni" create artificiosamente dai giornali...
Ma dopo i politici della maggioranza, sentiamo anche cosa dicono gli esperti:
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Una severa bocciatura dell'annuncio fatto da Prodi alla conferenza stampa di fine anno («Sì solo agli incentivi») è giunto da Giuliano Cazzola. «Mi domando se abbia ancora un senso dopo le frasi di Prodi - ha detto l'esperto di questioni previdenziali - proseguire l'attuale dibattito o avviare addirittura un negoziato con le parti sociali. Prodi ha accolto infatti in diretta le richieste di Cgil e sinistra radicale, promettendo che i lavoratori potranno andare in pensione quando vorranno. Che infortunio per un economista!». E un altro esperto, Elsa Fornero, ha aggiunto che serve comunque serve la revisione dei coefficienti di trasformazione, perché «ciò che capita se non lo si farà è che si regalano in media due anni di pensione in più. E chi li paga?». |
Chi paga? I soliti coglioni! (pardon my french) tra i quali c'è pure il sottoscritto...
Cioé quei poveri fessi che hanno avuto la colpa di nascere troppo tardi e di rientrare sotto la famigerata riforma Dini, che per tutelare i "diritti acquisiti" dei padri, l'ha messa in quel posto ai figli...
E la "giustizia sociale" di cui Prodi e compagni si riempiono tanto la bocca?
E il mito dell'uguaglianza tanto amato dalla sinistra?
Quando fa comodo hanno le amnesie...
Confesso di non essere riuscito a seguire più di 5 minuti della conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio Prodi.
Invoco le attenuanti generiche: quando parla, Prodi è così noioooso... e poi gesticola in quella maniera patetica... è troppo per il mio stomaco.
Comunque non mi pare di essermi perso molto. Le solite balle per negare l'evidenza.
Ridicolo sostenere di aver ereditato un Paese allo sfascio quando ormai è noto che le maggiori entrate tributarie del 2006 rispetto al 2005 ammontano a ben 38 miliardi di euro - dico TRENTOTTO MILIARDI DI EURO, mica noccioline! - una cifra superiore alla stessa manovra finanziaria appena approvata.
Prodi e compagni dovrebbero spiegarci come possa un Paese allo sfascio produrre un gettito record di queste dimensioni.
Ma l'andamento del gettito era già noto questa estate prima che venisse scritta la finanziaria. E a settembre, quando la manovra è stata impostata, la stima delle maggiori entrate era di 27 miliardi.
Situazione imbarazzante per Padoa-Schioppa (e centrosinistra tutto) che da mesi andava ripetendo il mantra dei conti pubblici disastrati per colpa di Berlusconi. C'era il rischio di dover ammettere che dopotutto i conti erano in perfetto ordine, tanto da non richiedere alcuna manovra correttiva... e allora che ci stava a fare Prodi?
No-no! non si poteva proprio dire questa scomoda verità...
Ci ha provato Visco a fare fessi gli italiani raccontando la storiella che le maggiori entrate sarebbero da attribuire alla futura lotta all’evasione promessa dal governo di centrosinistra. Cioé, gli evasori alla sola idea che da aprile 2006 ci potevano essere controlli più severi, avrebbero iniziato a pagare le imposte già da gennaio 2006, diversi mesi prima delle elezioni e quando il nuovo governo ancora non esisteva.
Come spiegazione non è molto convincente, ma permette di giustificare i maggiori introiti senza riconoscere alcun merito al governo Berlusconi.
Ma anche chi si fosse bevuto la favola vischiana non avrebbe potuto fare a meno di chiedersi: allora, visto che c'è tutto questo grasso che cola, a che serve fare una finanziaria da 35 miliardi (che poi magari sono 40)?
Già! E allora, per evitare imbarazzi e poter giustificare la nuova "spremitura" non restava altro che far sparire momentaneamente il "malloppo" dal bilancio del 2006, per poi farlo riapparire nel bilancio 2007, così da vantarsene come risultato della propria gestione.
Ed è quello che si apprestano a fare Prodi e compagni, considerando strutturali, cioè ripetibili anche nel prossimo anno, solo una piccola parte del gettito extra (5 miliardi), mentre da un punto di vista economico sarebbe più corretto considerare strutturale la maggior parte dell'aumento: almeno 30 miliardi.
Avanzano quindi 25 miliardi da tirare fuori dal cilindro al momento del bisogno, quando sulla crescita si manifesteranno gli effetti repressivi di questo obbrobrio di finanziaria.
In un Paese normale, con dei Grandi Quotidiani meno succubi dei "poteri forti" e con degli Illustri Giornalisti non affetti dal virus del "cortigiano", certi giochetti verrebbero smascherati e ridicolizzati in un baleno, costringendo alle dimissioni ministri e governo.
Ma siamo in Italia e allora Prodi può persino permettersi il lusso di dire che questa mavovra abbassa le tasse, nonostante l'OCSE e perfino gli economisti vicini alla sinistra dicano esattamente il contrario.
Sul "caso Welby" si sono scritte e dette già tante (troppe) cose.
Vi rimando quindi ad Assuntina Morresi su StranaU, che cita pure Eugenia Roccella.
Vedasi anche le puntate precedenti.
Proprio il giorno prima della morte di Welby, avevamo pubblicato un editoriale sul sito di Samizdatonline che trattava questo tema.
Anche se sorpassato dagli eventi, può essere interessante, soprattutto per i riferimenti ad altri casi di malati in condizioni simili a quelle di Welby, che però non chiedono di morire, ma di essere aiutati a vivere!
Forse per questo nessuno dei Grandi Giornalisti Laici Liberi e Indipendenti va ad intervistarli.
Forse per questo i nichilisti cultori della Dea Morte e dello Stato Ficcanaso (travestiti da "liberali") non ne fanno dei simboli per le proprie "nobili battaglie"...
PS: oh, cielo! mi sono dimenticato di dire che Welby era presidente di una associazione radicale!
Chissà se JimMomo darà del verme pure a me.
In fondo sono anch'io suo concittadino e membro della redazione di Toqueville, come Harry:
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commento di JimMomo il 22/12/2006 11.12.57, |
| Non ti sfuggirà che Welby è stato il leader di questa battaglia. L'ha introdotta lui da quando si è avvicinato ai radicali, chiedendo loro di far propria questa battaglia e diventando presidente di un'associazione radicale. Se pur di fare la tua cinica battuta alla Volonté non sei desposto a riconoscere questo, cioè a Welby la dignità della battaglia che Lui ha condotto, allora sei un verme. E questo Natale utilizzalo per pregare di non trovarti nelle sue condizioni. |
Ho sempre avuto l'impressione che JimMomo fosse un ragazzo troppo impulsivo. E me lo conferma il fatto che mentre lui insulta in pubblico i propri concittadini sui loro blog, se qualche blogger lo attacca sul suo blog, lui cancella i commenti non graditi e lo apostrofa così.
Sulle stupidaggini scritte da qualche altro aggregatore di TV nei commenti di Harry, stendiamo un velo pietoso...
In fondo è Natale e siamo tutti più buoni.
Almeno ci proviamo... 
"Il Salvatore divenne uno di noi,
di più, perché divenne uno con noi.
E la meraviglia dell'umanità è che noi siamo tutti uno."
(Edith Stein)
Domani sera a Roma si svolgerà una manifestazione in sostegno dei giovani iraniani che hanno il coraggio di sfidare la tirannia fondamentalista negazionista del governo di Teheran.
Per chi può, davanti all'ambasciata iraniana, via Nometana 361, alle 20.
Partecipano praticamente tutte le organizzazioni giovanili dei partiti italiani... con la significativa eccezione di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.
Chissà come qui non siamo sorpresi...
Consiglio anche la lettura degli ultimi post di Wind Rose Hotel.
I nostri "prodi" rappresentanti rimediano meschine figure in sede europea.
Alla faccia della "rinnovata credibilità internazionale" che si era prontamente attribuito il governo di centro-sinistra, scivoliamo sempre più nell'irrilevanza. Come ai tempi dei governi che duravano in media 6 mesi.
A proposito poi di questa vicenda della ricerca sulle staminali embrionali nel VII programma quadro europeo, ho aspettato diversi giorni, sperando in un commento da parte dei nostri amici "fans" di Prodi, ma per adesso noto solo un imbarazzato silenzio.
Ma sono in ottima compagnia.
Forse sono troppo occupati nella preparazione del Natale...
Certo che a rileggere certe arrampicate sugli specchi viene un po' di tristezza constatando il comportamento ambiguo del governo italiano rispetto agli impegni assunti. Vediamo per quanto ancora i cattolici eletti nell'Unione riusciranno a convivere con il "dilemma del prigioniero", riparandosi dietro la foglia di fico del fantomatico "Partito Democratico". Un oggetto sempre più misterioso.
E al solito saputello che tenterà di convincerci che in realtà si tratta di un successo, dato che quella sancita in sede europea "è la stessa identica linea della legislazione italiana", vorrei far notare umilmente che un peggioramento rispetto alla situazione precedente non può considerarsi un risultato positivo. A meno di voler prendere per il naso i propri interlocutori.
Infatti, per usare le parole di Avvenire:
[...] l'unico modo per evitare lo sfruttamento degli embrioni era la minoranza di blocco di sette Paesi fra cui l'Italia, venuta meno a maggio con il ritiro della firma italiana da parte del ministro Mussi. [...]
Cioé, prima del colpo di mano di Mussi, i soldi del programma quadro europeo non si potevano usare per ricerche su embrioni umani.
Da oggi, grazie a Mussi, al pavido Prodi - con le sue promesse da marinaio - e anche ai cattolici dell'Unione, si può.
Questo è il punto ineludibile. E domani chissà cosa altro si inventeranno.
Ci sono anche dei risvolti paradossali.
Oltre ad essere stati presi in giro da Prodi (che ha di fatto avvallato l'arroganza di Mussi e dei DS), i cattolici dell'Unione lo ringraziano pure:
«Grata a Prodi, anche se il risultato finale non è quello voluto» è Patrizia Toia, europarlamentare della Margherita, la quale «cuore in mano» si augura ora che «la sua volontà politica abbia effetto, anche se altri Paesi non ci hanno seguito...».
La "volontà politica" di Prodi evidentemente non se la fila nessuno a Bruxelles. D'altra parte, se non ne è convinto nemmeno lui...
«Molti fra noi avrebbero voluto una scelta più chiara sotto il profilo etico - dicono Paola Binetti, Emanula Baio Dossi, Luigi Bobba, Enzo Carra e Marco Calgaro -. Diamo atto al presidente di averci sinceramente provato, ma di aver potuto ottenere come risultato pieno solo la conferma che la legge 40 ha ancora molto da dire a tutela della vita e della scienza». La «bella notizia», insomma - se tale si può considerare - è soltanto che «la legge 40 non si tocca e resta, almeno in Italia, la maggiore difesa su cui possono contare i nostri embrioni...».
"... di averci sinceramente provato"? Mah! Di sicuro non era molto convinto.
La brutta notizia, invece, è che giocando sempre in difesa, prima o poi si fa autogol... che la lezione serva almeno per il futuro (coppie di fatto, eutanasia, droghe, ...).
Lascia perplessi anche il fatto che proprio quelli di solito più critici verso la "dittatura del mercato" abbiano contribuito a un risultato che mette le questioni etiche irrinunciabili in secondo piano rispetto a competitività e concorrenza.
Direi che ce n'è a sufficienza per meditare a lungo durante le festività.
Buon Natale!
Soprattutto quelli che fanno finta di esserlo per infettare il vostro computer.
Dal sito della Polizia di Stato:
E-MAIL DA SEDICENTE AVVOCATO CHE DIFFIDA DALL'INVIO DI MESSAGGI CONTENENTI VIRUS.
In questi giorni si sta verificando un invio di e-mail, firmate da un sedicente avvocato, con le quali si diffida il destinatario dal continuare ad inviargli messaggi contenenti computer virus. La e-mail prosegue invitando a seguire un link presente nella stessa che, a dire del mittente, rimanda ad un sito web dove poter scaricare un programma che permette la rimozione di tale virus. In realtà tale link rimanda a siti dai quali viene installato del codice dannoso. Consigliamo, pertanto, di evitare di collegarsi ai siti indicati nella e-mail e di procedere al costante aggiornamento del proprio antivirus.
E, aggiungo io, non rispondere a email sospette. Eviterete di confermare a questi balordi che il vostro indirizzo email è attivo e quindi un bersaglio utile, o da rivendere ad altri spammer.
PS: La citazione è dall'Enrico VI di Shakespeare («Per prima cosa, ammazziamo tutti gli avvocati.»), e ovviamente era ironica, cari stimatissimi avvocati... non querelatemi!
(Meglio specificare, di questi tempi...)
"... perché non c'era posto per loro..."
Sembra che la storia si ripeta, anche se con altre motivazioni.
Sottoscrivete anche voi la campagna "Natale su Internet".
Il truffaldino tentativo di introdurre di soppiatto l'istituzionalizzazione delle "coppie di fatto" passando dalla porticina sul retro della manovra finanziaria 2007 è miseramente fallito, ma la propaganda nichilista riprende subito a battare i tamburi di guerra.
La resa dei conti è solo rinviata alla fine di gennaio.
Ed è ormai lampante che all'interno della maggioranza di centro-sinistra di guerra vera e propria si tratta.
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Finocchiaro «avverte» i Teodem da Roma Pino Ciociola Tutto a posto? Macché. Sentite proprio Paola Binetti, senatrice Dl, cos'ha detto a La Stampa: «Il governo forse dimentica che abbiamo sottoscritto un impegno sottile, che dice sì ai diritti individuali e no al riconoscimento delle unioni di fatto. Ora si è impegnato a presentare un ddl e sarà difficilissimo rispettare la complessità dell'accordo raggiunto». |
Si era facili profeti a far notare che su temi così delicati un programma così vago (e non poteva essere altrimenti per accontentare da Mastella a Bertinotti) avrebbe prima o poi fatto esplodere le tante contraddizioni interne a una coalizione che è tutto meno che coesa e coerente, soprattutto sulle questioni etiche fondamentali.
Pazienza. Andiamo avanti, convinti che le ideologie nichiliste non possono modificare la realtà. Non è una battaglia facile, certo.
Come scriveva Gianfranco Marcelli su Avvenire di oggi,
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[...] navigare controcorrente è faticoso, sentirsi minoranza è mortificante, vedersi bollare dal marchio di conservatore può umiliare. Mentre invece rischia di acquistare perfino la dignità di una dimostrazione di audacia, di chissà quale temperie morale, un gesto stupido e inutilmente offensivo come quello di lanciare volantini pro-pacs all'indirizzo del Papa, come hanno fatto ieri quelli de "il manifesto" al suo passaggio sotto la sede del giornale. |
A me pare assurdo, poi, che si perda tempo ad azzuffarsi su una questione (le "coppie di fatto") tutto sommato marginale per la società italiana (se coinvolge l'1% dei cittadini è già tanto), mentre i problemi veri e strutturali restano ancora irrisolti e non si vede all'orizzonte nemmeno l'abbozzo delle riforme necessarie.
Comunque, complimenti ai "compagni" del Manifesto, che dopo aver messo in scena una stupida e volgare provocazione, adesso fanno le vittime per montare ulteriormente il "caso", in perfetta coerenza con la tradizione della sinistra italiana.
E a proposito del Comitato nazionale di bioetica, non so se avete notato il nome di Assunta Morresi.
Vi ricorda qualcosa?
Ovviamente ci fanno piacere anche le nomine di Lucetta Scaraffia (storica ed editorialista di Avvenire e Foglio), Bruno Dallapiccola e Maria Luisa Di Pietro (presidenti dell’Associazione Scienza&Vita).
Alcuni giorni fa quasi tutti i media hanno diffuso i dati di un indagine che l’Osservatorio sul turismo procreativo ha condotto presso 27 centri di 10 paesi esteri dove si pratica la fecondazione assistita. Secondo tali dati, i viaggi di coppie che negli ultimi tre anni si sarebbero recate all’estero per avere un figlio sono quadruplicati passando da 1.066 a 4.173.
Esposta così la notizia, oltre a suscitare un falso allarmismo presso l’opinione pubblica, non è che dica molto anche perché i 1.066 viaggi, effettuati prima dell’entrata in vigore della legge 40, non sappiamo a quale intervallo di tempo si riferiscono, mentre considerato che i 4.173 viaggi sono relativi agli ultimi tre anni significa che ogni anno vi sono stati 1.391 viaggi. Una cifra che non si discosta molto dai 1.066 viaggi indicati dall’Osservatorio.
Sempre secondo i dati forniti dall’Osservatorio, inoltre, chi si reca all’estero lo fa, non perché in Italia non sia possibile sottoporsi a PMA, ma perché in altri paesi - come in Spagna, ad esempio, una delle mete preferite dai turisti della procreazione - tra le altre cose è possibile effettuare la diagnosi pre-impianto dell’embrione e selezionare il sesso del nascituro. Oltre queste specifiche casistiche, come ammette lo stesso prof. Carlo Flamigni in un’intervista rilasciata al QN, “non è utile recarsi all’estero e occorre sottolineare che le coppie italiane vanno incontro a delusione perché il 50% che va all’estero, poi rimane senza figli anche dopo ripetuti interventi”. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che il prof. Carlo Flamigni oltre ad essere presidente della Tecnobios, l’importante centro di fecondazione assistita bolognese, è anche acerrimo nemico della Legge 40.
I dati forniti dall’Osservatorio sul turismo procreativo, comunque, appaiono alquanto parziali e risultano in netto contrasto con i dati ufficiali contenuti nella “Relazione sullo stato di attuazione della Legge 40” presentata in Parlamento lo scorso giugno dal ministro della Salute, Livia Turco. In tale relazione, dove si prende in considerazione il periodo successivo all’entrata in vigore della legge sulla PMA, nel 2004 si sono registrate 3676 nascite, mentre nel 2005 i bimbi nati da fecondazione assistita sono stati 3705. Con ciò dimostrando che i limiti posti dalla Legge 40 non hanno avuto nessun riscontro negativo sul numero delle nascite.
A chi credere allora? Ai dati forniti dall’Osservatorio o a quelli contenuti nella relazione ministeriale?
Ecco spiegato perché dinnanzi a notizie del genere si è sempre più portati a nutrire una certa diffidenza, leggendole non si capisce mai qual è il limite tra l’aspetto scientifico e quello ideologico. Del resto, il sospetto che dietro certe notizie si celi una massiccia dose di ideologia appare del tutto fondato se si pensa che il presidente dell’Osservatorio sul turismo procreativo, il dott. Andrea Borini, è anche direttore sanitario della Tecnobios.
Forse, riguardo a questioni delicate come quelle etiche, per il bene di tutti sarebbe meglio che i sostenitori del no alla Legge 40 si rassegnassero alla volontà popolare. I cosiddetti esperti dovrebbero comprendere, una volta per tutte, che essi non hanno alcun titolo speciale per decidere in autonomia. La pretesa che possa essere un comitato di “tecnici a decidere” se la diagnosi pre-impianto sia giusta o no, se la scelta del sesso del nascituro sia giusta o no, etc… appare ormai del tutto grottesca.
di Censurarossa su Samizdatonline
Questa manovra finanziaria puzza sempre più di marcio (per non dire di peggio). E la sensazione di nausea peggiora...
Oltre a non fare quello che sarebbe necessario in campo economico, tagliando (sul serio e non a parole) i tanti sprechi, migliorando l'efficienza dell'amministrazione pubblica e semplificando il sistema fiscale (d'altra parte se fosse troppo facile fare la dichiarazione dei redditi, chi ci andrebbe dai CAAF dei sindacati?), per favorire crescita e sviluppo, adesso ci infilano dentro di soppiatto - alla faccia della tanto decantata "concertazione" e del sacro totem del "dialogo" - pure una pseudo-riforma dello stato di famiglia, con il solito metodo vigliacco e truffaldino del "fatto compiuto" che oramai conosciamo bene (da Mussi alla Turco, ci si potrebbe scrivere un libro...), fregandosene di quello che dice la Costituzione (quella cosa che è "sacra" solo quando fa comodo a loro) e il consolidato diritto di famiglia.
Come spiegato bene (e con toni molto duri) da Marco Tarquinio su Avvenire di oggi:
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Le "sorprese" che farciscono la Finanziaria 2007 sembrano non finire mai. E continua a manifestarsi una sconcertante propensione da parte di esponenti dell'attuale maggioranza a perseguire una sorta di politica del "fatto compiuto" su questioni di grande delicatezza. L'ultimo esempio di questa deliberata deriva sta prendendo forma e rischia di acquistare sostanza proprio in queste ore. |
E' ovvio che non possono fare altrimenti per far passare le loro riforme nichiliste, perché sanno di non avere i numeri, né in Parlamento, né nel Paese.
Ma credono proprio di avere a che fare con degli idioti?
Siamo STANCHI di questa sudicia ipocrisia!
Forse sono abituati ad avere a che fare con i propri elettori militanti, che ingoiano tutto senza fiatare, ma se continua così, gliene resteranno pochi...
Fa pensare il modo in cui una catastrofe immane, come quella in corso nelle Filippine da alcuni giorni, stia passando quasi del tutto ignorata nei TG e quotidiani italiani.
Un silenzio inquietante, come fa notare Marina Corradi, su Avvenire di oggi:
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[...] È che, mancandoci quel nesso indispensabile che è per noi il "vedere", non sappiamo partecipare di una tragedia lontana. L'immaginare, solo in base a voci stentate e deboli, ci è ormai quasi impossibile. È qualcosa di simile a quanto succede nella forma mentis attuale di fronte all'aborto. Di cui si può anche ammettere che sia eliminazione fisica di un principio d'uomo; ma, poiché avviene lontano dagli occhi, nel buio, ci impressiona meno di un animale morto, travolto sulla strada. È il capovolgimento moderno della frase di Saint-Exupery, nel Piccolo Principe: "L'essenziale è invisibile agli occhi". Ciò che è invisibile agli occhi, potremmo dire noi cresciuti nella dittatura mediatica, non è essenziale: e, forse, non esiste nemmeno. |
Per riallacciarmi agli eccellenti post dell'amico Leggendanera, intitolati "La dittatura della (gaia) verità" (prima e seconda parte), vi sottopongo 2 citazioni da una nota attivista lesbica, Camille Paglia:
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"Homosexuality is not 'normal'. On the contrary it is a challenge to the norm... Nature exists whether academics like it or not. And in nature, procreation is the single relentless rule. That is the norm. Our sexual bodies were designed for reproduction... No one is born gay. The idea is ridiculous... homosexuality is an adaptation, not an inborn trait... |
Interessante anche questo suo articolo del 2002 da FrontePage magazine, dal titolo "The Gay Inquisition":
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[...] There was a time when gay men were known for their scathingly independent minds and their encyclopedic knowledge of culture. The welcome relaxation of legal and social sanctions against homosexuality over the past 30 years has paradoxically weakened the unsentimental powers of observation for which gays, as outsiders, were once renowned. Gay men used to be ferocious exemplars of free thought and free speech. But within 15 years of the 1969 Stonewall rebellion, an insidious totalitarianism infected gay activism, parallel to what was occurring in feminism in the Catharine MacKinnon/Andrea Dworkin era. Intolerance and witch hunts became the norm. |
Fa un certo effetto che a scrivere queste cose sia una attivista lesbica, vero?
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville