Gino

domenica, 31 dicembre 2006

Cattolici: «colpevoli» di difendere la verità

La conclusione di quest'anno lascia prevedere che anche nel prossimo la vita non sarà facile per chi non si rassegna alla tirannia nichilista del pensiero unico politicamente corretto.

E in prima fila ci saranno i cattolici, o almeno una parte dei cattolici. Quelli che non svendono la verità per il dialogo ad ogni costo e che non confondono bontà con buonismo.
La situazione è descritta perfettamente in questo editoriale di Lucetta Scaraffia, su Avvenire di ieri, di cui cito solo la parte finale, ma vi consiglio di leggere tutto:

[...] La Chiesa è attaccata proprio sui suoi fondamenti, la carità e la verità. La difesa della verità è considerata fondamentalismo, quindi lontano dalla ragione, anche quando si difendono realtà naturali che dovrebbero essere banali, come l’esistenza di una differenza sessuale primaria fra donne e uomini. Ma è soprattutto sul piano della misericordia che la Chiesa è giudicata inadempiente, e quindi "cattiva", cosa intollerabile in un contesto culturale in cui tutti fanno a gara ad essere considerati "buoni". Se l’unico orizzonte morale di un cristiano sono l’accoglienza e la condivisione, perché dire di no al matrimonio omosessuale o ai funerali religiosi per Welby? Il futuro immediato chiede ai cattolici di essere anticonformisti in quanto difensori della verità. Ben consapevoli che la verità non consiste nell’opinione della maggioranza.

Sarà un anno difficile, ma le sfide impegnative danno più gusto alla vita.
A Dio piacendo, noi continueremo a dare il nostro umile e irrilevante contributo, cercando di convincere con la ragione, mentre tanti vorrebbero far trionfare l'irrazionalità delle emozioni.
Buon anno nuovo, amici!


scritto da: Faramir alle ore 01:51 | link | commenti (3)
categorie: carita, ragione, chiesa cattolica, verita

Pensioni: «Che errore da Prodi!»

Sempre nella conferenza stampa di fine anno, Prodi ha escluso l'introduzione di misure per disincentivare i lavoratori dall'andare in pensione.
Questa è la posizione dell'estrema sinistra e della CGIL, che ovviamente festeggiano, mentre i riformisti della maggioranza sbuffano, tanto che in molti arrivano dire:
tanto vale tenerci lo scalone di Maroni, che dopotutto "dal 2011 fa risparmiare 9 miliardi":

[...] «Se il governo intende limitarsi a incentivi per chi resta dopo i 57 anni, significa che ha rinunciato a fare la riforma», è l'autorevole giudizio di Lamberto Dini, che col suo governo varò la revisione del '95. Per l'ex premier non esiste alternativa: «Bisogna alzare l'età pensionabile, cosa che lo stesso segretario Ds Fassino aveva dichiarato essere indispensabile». Ma non è il solo Dini a spingere su questo tasto. Secondo Renzo Lusetti, deputato Dl vicino a Rutelli, «se non si fa nulla, bisogna rassegnarsi e tenerci lo "scalone" di Maroni». Sempre nella Margherita, alla stessa conclusione giunge Natale D'Amico: «Ci devono essere premi, ma non solo, altrimenti è meglio lo "scalone". Bisogna fare l'elenco dei lavori usuranti ed escluderli dall'innalzamento dell'età, che deve restare». [...]

E meno male che - secondo Prodi - le divisioni all'interno della maggioranza sono "esagerazioni" create artificiosamente dai giornali...

Ma dopo i politici della maggioranza, sentiamo anche cosa dicono gli esperti:

Una severa bocciatura dell'annuncio fatto da Prodi alla conferenza stampa di fine anno («Sì solo agli incentivi») è giunto da Giuliano Cazzola. «Mi domando se abbia ancora un senso dopo le frasi di Prodi - ha detto l'esperto di questioni previdenziali - proseguire l'attuale dibattito o avviare addirittura un negoziato con le parti sociali. Prodi ha accolto infatti in diretta le richieste di Cgil e sinistra radicale, promettendo che i lavoratori potranno andare in pensione quando vorranno. Che infortunio per un economista!». E un altro esperto, Elsa Fornero, ha aggiunto che serve comunque serve la revisione dei coefficienti di trasformazione, perché «ciò che capita se non lo si farà è che si regalano in media due anni di pensione in più. E chi li paga?».

Chi paga? I soliti coglioni! (pardon my french) tra i quali c'è pure il sottoscritto... 
Cioé quei poveri fessi che hanno avuto la colpa di nascere troppo tardi e di rientrare sotto la famigerata riforma Dini, che per tutelare i "diritti acquisiti" dei padri, l'ha messa in quel posto ai figli...
E la "giustizia sociale" di cui Prodi e compagni si riempiono tanto la bocca?
E il mito dell'uguaglianza tanto amato dalla sinistra?
Quando fa comodo hanno le amnesie...


scritto da: Faramir alle ore 01:20 | link | commenti
categorie: sinistra, prodi, pensioni

Quante balle...

Confesso di non essere riuscito a seguire più di 5 minuti della conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio Prodi.
Invoco le attenuanti generiche: quando parla, Prodi è così noioooso... e poi gesticola in quella maniera patetica... è troppo per il mio stomaco.

Comunque non mi pare di essermi perso molto. Le solite balle per negare l'evidenza.

Ridicolo sostenere di aver ereditato un Paese allo sfascio quando ormai è noto che le maggiori entrate tributarie del 2006 rispetto al 2005 ammontano a ben 38 miliardi di euro - dico TRENTOTTO MILIARDI DI EURO, mica noccioline! - una cifra superiore alla stessa manovra finanziaria appena approvata.
Prodi e compagni dovrebbero spiegarci come possa un Paese allo sfascio produrre un gettito record di queste dimensioni.
Ma l'andamento del gettito era già noto questa estate prima che venisse scritta la finanziaria. E a settembre, quando la manovra è stata impostata, la stima delle maggiori entrate era di 27 miliardi.

Situazione imbarazzante per Padoa-Schioppa (e centrosinistra tutto) che da mesi andava ripetendo il mantra dei conti pubblici disastrati per colpa di Berlusconi. C'era il rischio di dover ammettere che dopotutto i conti erano in perfetto ordine, tanto da non richiedere alcuna manovra correttiva... e allora che ci stava a fare Prodi?
No-no! non si poteva proprio dire questa scomoda verità...
Ci ha provato Visco a fare fessi gli italiani raccontando la storiella che le maggiori entrate sarebbero da attribuire alla futura lotta all’evasione promessa dal governo di centrosinistra. Cioé, gli evasori alla sola idea che da aprile 2006 ci potevano essere controlli più severi, avrebbero iniziato a pagare le imposte già da gennaio 2006, diversi mesi prima delle elezioni e quando il nuovo governo ancora non esisteva.
Come spiegazione non è molto convincente, ma permette di giustificare i maggiori introiti senza riconoscere alcun merito al governo Berlusconi.

Ma anche chi si fosse bevuto la favola vischiana non avrebbe potuto fare a meno di chiedersi: allora, visto che c'è tutto questo grasso che cola, a che serve fare una finanziaria da 35 miliardi (che poi magari sono 40)?

Già! E allora, per evitare imbarazzi e poter giustificare la nuova "spremitura" non restava altro che far sparire momentaneamente il "malloppo" dal bilancio del 2006, per poi farlo riapparire nel bilancio 2007, così da vantarsene come risultato della propria gestione.
Ed è quello che si apprestano a fare Prodi e compagni, considerando strutturali, cioè ripetibili anche nel prossimo anno, solo una piccola parte del gettito extra (5 miliardi), mentre da un punto di vista economico sarebbe più corretto considerare strutturale la maggior parte dell'aumento: almeno 30 miliardi.
Avanzano quindi 25 miliardi da tirare fuori dal cilindro al momento del bisogno, quando sulla crescita si manifesteranno gli effetti repressivi di questo obbrobrio di finanziaria.

In un Paese normale, con dei Grandi Quotidiani meno succubi dei "poteri forti" e con degli Illustri Giornalisti non affetti dal virus del "cortigiano", certi giochetti verrebbero smascherati e ridicolizzati in un baleno, costringendo alle dimissioni ministri e governo.
Ma siamo in Italia e allora Prodi può persino permettersi il lusso di dire che questa mavovra abbassa le tasse, nonostante l'OCSE e perfino gli economisti vicini alla sinistra dicano esattamente il contrario.


scritto da: Faramir alle ore 00:58 | link | commenti (1)
categorie: economia, sinistra, prodi
domenica, 24 dicembre 2006

Casi umani

Sul "caso Welby" si sono scritte e dette già tante (troppe) cose.
Vi rimando quindi ad
Assuntina Morresi su StranaU, che cita pure Eugenia Roccella
Vedasi anche le
puntate precedenti.

Proprio il giorno prima della morte di Welby, avevamo pubblicato un editoriale sul sito di Samizdatonline che trattava questo tema.
Anche se sorpassato dagli eventi, può essere interessante, soprattutto per i riferimenti ad altri casi di malati in condizioni simili a quelle di Welby, che però non chiedono di morire, ma di essere aiutati a vivere!

Forse per questo nessuno dei Grandi Giornalisti Laici Liberi e Indipendenti va ad intervistarli.
Forse per questo i nichilisti cultori della Dea Morte e dello Stato Ficcanaso (travestiti da "liberali") non ne fanno dei simboli per le proprie "nobili battaglie"...

PS: oh, cielo! mi sono dimenticato di dire che Welby era presidente di una associazione radicale!
Chissà se JimMomo darà del verme pure a me.
In fondo sono anch'io suo concittadino e membro della
redazione di Toqueville, come Harry:

commento di JimMomo   il 22/12/2006 11.12.57,

Non ti sfuggirà che Welby è stato il leader di questa battaglia. L'ha introdotta lui da quando si è avvicinato ai radicali, chiedendo loro di far propria questa battaglia e diventando presidente di un'associazione radicale.

Se pur di fare la tua cinica battuta alla Volonté non sei desposto a riconoscere questo, cioè a Welby la dignità della battaglia che Lui ha condotto, allora sei un verme. E questo Natale utilizzalo per pregare di non trovarti nelle sue condizioni.


Ho sempre avuto l'impressione che JimMomo fosse un ragazzo troppo impulsivo. E me lo conferma il fatto che mentre lui insulta in pubblico i propri concittadini sui loro blog, se qualche blogger lo attacca sul suo blog, lui cancella i commenti non graditi e lo apostrofa così.

Sulle stupidaggini scritte da qualche altro aggregatore di TV nei commenti di Harry, stendiamo un velo pietoso...
In fondo è Natale e siamo tutti più buoni. 
Almeno ci proviamo... 


scritto da: Faramir alle ore 01:17 | link | commenti (2)
categorie: bioetica, idiozia, eutanasia, cultura della morte
sabato, 23 dicembre 2006

Buon Santo Natale di Nostro Signore Gesù Cristo

"Il Salvatore divenne uno di noi,
di più, perché divenne uno con noi.
E la meraviglia dell'umanità è che noi siamo tutti uno."
(Edith Stein)


scritto da: Faramir alle ore 23:32 | link | commenti (1)
categorie: natale, gesu
mercoledì, 20 dicembre 2006

La mamma dei [omissis] è sempre incinta


scritto da: Faramir alle ore 17:51 | link | commenti (4)
categorie: idiozia

Diamo voce ai giovani iraniani

Domani sera a Roma si svolgerà una manifestazione in sostegno dei giovani iraniani che hanno il coraggio di sfidare la tirannia fondamentalista negazionista del governo di Teheran.
Per chi può, davanti all'ambasciata iraniana, via Nometana 361, alle 20.

Partecipano praticamente tutte le organizzazioni giovanili dei partiti italiani... con la significativa eccezione di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.
Chissà come qui non siamo sorpresi...

Consiglio anche la lettura degli ultimi post di Wind Rose Hotel.


scritto da: Faramir alle ore 13:32 | link | commenti
categorie: iran, libertà, fondamentalismo

Inciampi europei per l'Italia prodiana

I nostri "prodi" rappresentanti rimediano meschine figure in sede europea.
Alla faccia della "rinnovata credibilità internazionale" che si era prontamente attribuito il governo di centro-sinistra, scivoliamo sempre più nell'irrilevanza. Come ai tempi dei governi che duravano in media 6 mesi.

A proposito poi di questa vicenda della ricerca sulle staminali embrionali nel VII programma quadro europeo, ho aspettato diversi giorni, sperando in un commento da parte dei nostri amici "fans" di Prodi, ma per adesso noto solo un imbarazzato silenzio. 
Ma sono
in ottima compagnia.

Forse sono troppo occupati nella preparazione del Natale...

Certo che a rileggere certe arrampicate sugli specchi viene un po' di tristezza constatando il comportamento ambiguo del governo italiano rispetto agli impegni assunti. Vediamo per quanto ancora i cattolici eletti nell'Unione riusciranno a convivere con il "dilemma del prigioniero", riparandosi dietro la foglia di fico del fantomatico "Partito Democratico". Un oggetto sempre più misterioso.

E al solito saputello che tenterà di convincerci che in realtà si tratta di un successo, dato che quella sancita in sede europea "è la stessa identica linea della legislazione italiana", vorrei far notare umilmente che un peggioramento rispetto alla situazione precedente non può considerarsi un risultato positivo. A meno di voler prendere per il naso i propri interlocutori.
Infatti, per usare
le parole di Avvenire:

[...] l'unico modo per evitare lo sfruttamento degli embrioni era la minoranza di blocco di sette Paesi fra cui l'Italia, venuta meno a maggio con il ritiro della firma italiana da parte del ministro Mussi. [...]

Cioé, prima del colpo di mano di Mussi, i soldi del programma quadro europeo non si potevano usare per ricerche su embrioni umani.
Da oggi, grazie a Mussi, al pavido Prodi - con le sue
promesse da marinaio - e anche ai cattolici dell'Unione, si può.
Questo è il punto ineludibile. E domani chissà cosa altro si inventeranno.

Ci sono anche dei risvolti paradossali.

Oltre ad essere stati presi in giro da Prodi (che ha di fatto avvallato l'arroganza di Mussi e dei DS), i cattolici dell'Unione lo ringraziano pure:

«Grata a Prodi, anche se il risultato finale non è quello voluto» è Patrizia Toia, europarlamentare della Margherita, la quale «cuore in mano» si augura ora che «la sua volontà politica abbia effetto, anche se altri Paesi non ci hanno seguito...».

La "volontà politica" di Prodi evidentemente non se la fila nessuno a Bruxelles. D'altra parte, se non ne è convinto nemmeno lui...

«Molti fra noi avrebbero voluto una scelta più chiara sotto il profilo etico - dicono Paola Binetti, Emanula Baio Dossi, Luigi Bobba, Enzo Carra e Marco Calgaro -. Diamo atto al presidente di averci sinceramente provato, ma di aver potuto ottenere come risultato pieno solo la conferma che la legge 40 ha ancora molto da dire a tutela della vita e della scienza». La «bella notizia», insomma - se tale si può considerare - è soltanto che «la legge 40 non si tocca e resta, almeno in Italia, la maggiore difesa su cui possono contare i nostri embrioni...».

"... di averci sinceramente provato"? Mah! Di sicuro non era molto convinto.
La brutta notizia, invece, è che giocando sempre in difesa, prima o poi si fa autogol... che la lezione serva almeno per il futuro (coppie di fatto, eutanasia, droghe, ...).

Lascia perplessi anche il fatto che proprio quelli di solito più critici verso la "dittatura del mercato" abbiano contribuito a un risultato che mette le questioni etiche irrinunciabili in secondo piano rispetto a competitività e concorrenza.

Direi che ce n'è a sufficienza per meditare a lungo durante le festività.
Buon Natale!


scritto da: Faramir alle ore 11:28 | link | commenti (2)
categorie: unione europea, bioetica, prodi, cellule staminali
giovedì, 14 dicembre 2006

«The first thing we do, let's kill all the lawyers»

Soprattutto quelli che fanno finta di esserlo per infettare il vostro computer.
Dal sito della Polizia di Stato:

E-MAIL DA SEDICENTE AVVOCATO CHE DIFFIDA DALL'INVIO DI MESSAGGI CONTENENTI VIRUS.

In questi giorni si sta verificando un invio di e-mail, firmate da un sedicente avvocato, con le quali si diffida il destinatario dal continuare ad inviargli messaggi contenenti computer virus. La e-mail prosegue invitando a seguire un link presente nella stessa che, a dire del mittente, rimanda ad un sito web dove poter scaricare un programma che permette la rimozione di tale virus. In realtà tale link rimanda a siti dai quali viene installato del codice dannoso. Consigliamo, pertanto, di evitare di collegarsi ai siti indicati nella e-mail e di procedere al costante aggiornamento del proprio antivirus.

E, aggiungo io, non rispondere a email sospette. Eviterete di confermare a questi balordi che il vostro indirizzo email è attivo e quindi un bersaglio utile, o da rivendere ad altri spammer.

PS: La citazione è dall'Enrico VI di Shakespeare («Per prima cosa, ammazziamo tutti gli avvocati.»), e ovviamente era ironica, cari stimatissimi avvocati... non querelatemi!
(Meglio specificare, di questi tempi...)


scritto da: Faramir alle ore 14:41 | link | commenti (1)
categorie: internet

Adotta un presepe

"... perché non c'era posto per loro..."
Sembra che la storia si ripeta, anche se con altre motivazioni.

Sottoscrivete anche voi la campagna "Natale su Internet".


scritto da: Faramir alle ore 09:56 | link | commenti
categorie: laicismo, politically correct, samizdatonline
sabato, 09 dicembre 2006

Guerra di fatto nell'Unione

Il truffaldino tentativo di introdurre di soppiatto l'istituzionalizzazione delle "coppie di fatto" passando dalla porticina sul retro della manovra finanziaria 2007 è miseramente fallito, ma la propaganda nichilista riprende subito a battare i tamburi di guerra.

La resa dei conti è solo rinviata alla fine di gennaio.

Ed è ormai lampante che all'interno della maggioranza di centro-sinistra di guerra vera e propria si tratta. 

Finocchiaro «avverte» i Teodem
Binetti: l'impegno era un altro

da Roma Pino Ciociola
Il rullo dei tamburi di guerra si fa assordante e la resa dei conti sarà roba da poter far implodere il centrosinistra: è segreto di Pulcinella che nella maggioranza sarà battaglia e che non riguarderà le sole "coppie di fatto".
Prendete quanto ha detto Paolo Cento (verde, sottosegretario all'Economia): «Da gennaio si dovrà aprire una nuova stagione d'impegno legislativo, capace di affrontare oltre al tema delle coppie di fatto, anche quello del testamento biologico e dell'eutanasia, della legalizzazione delle droghe leggere».
E prendete le frasi della capogruppo ulivista a Palazzo Madama, la diessina (vicina a D'Alema), Anna Finocchiaro, su l'Unità. Domanda: «Nell'Ulivo c'è chi dice "intanto incassiamo lo stralcio dell'emendamento alla finanziaria (sulle coppie di fatto, ndr), poi sul disegno di legge si discuterà"». Risposta: «Nessuno s'illuda che impegni presi così seriamente verso la coalizione possano essere ridicolizzati». Passo indietro. Ancora le brucia la mozione promossa dai "teodem" e firmata anche dai diessini che bocciava il decreto di Livia Turco sulla cannabis. Seconda affermazione della Finocchiaro: «Credo che l'elasticità ha un punto di rottura e la Binetti, Bobba... devono farsi carico di questo logorio del continuo tirare l'elastico. Occorre ridurre al minimo questi stress».
[...]

Tutto a posto? Macché. Sentite proprio Paola Binetti, senatrice Dl, cos'ha detto a La Stampa: «Il governo forse dimentica che abbiamo sottoscritto un impegno sottile, che dice sì ai diritti individuali e no al riconoscimento delle unioni di fatto. Ora si è impegnato a presentare un ddl e sarà difficilissimo rispettare la complessità dell'accordo raggiunto».
E sentite un altro ministro, quello per la Famiglia. «È stata imboccata la strada giusta», per Rosy Bindi: l'emendamento bocciato «avrebbe precostituito una situazione», l'ordine del giorno invece «individua il riconoscimento dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni civili senza discriminazione sessuale, ma non il riconoscimento delle unioni». Appunto. Su questo, "quel giorno", avverrà la resa dei conti.

Si era facili profeti a far notare che su temi così delicati un programma così vago (e non poteva essere altrimenti per accontentare da Mastella a Bertinotti) avrebbe prima o poi fatto esplodere le tante contraddizioni interne a una coalizione che è tutto meno che coesa e coerente, soprattutto sulle questioni etiche fondamentali.

Pazienza. Andiamo avanti, convinti che le ideologie nichiliste non possono modificare la realtà. Non è una battaglia facile, certo.
Come scriveva
Gianfranco Marcelli su Avvenire di oggi,

[...] navigare controcorrente è faticoso, sentirsi minoranza è mortificante, vedersi bollare dal marchio di conservatore può umiliare. Mentre invece rischia di acquistare perfino la dignità di una dimostrazione di audacia, di chissà quale temperie morale, un gesto stupido e inutilmente offensivo come quello di lanciare volantini pro-pacs all'indirizzo del Papa, come hanno fatto ieri quelli de "il manifesto" al suo passaggio sotto la sede del giornale.
Il fenomeno, si diceva, è tutt'altro che nuovo. Basti appena ricordare il precedente della legge 194, le stime tanto sesquipedali quanto truffaldine sul milione di aborti clandestini l'anno che si inculcarono nella gente. Con la conseguenza che ancora oggi, a distanza di 28 anni, si ha il coraggio di esprimere compiacimento perché le Ivg legali nel 2005 sono state "appena" 130mila.
Sembra allora di particolare rilievo quanto ha ricordato ieri, subito dopo
la sua nomina a presidente del Comitato nazionale di bioetica, Francesco Paolo Casavola: l'essere appunto oggi la bioetica, con le altre questioni ad essa collegate, «il problema centrale delle grandi democrazie». Sappiamo dalla storia che libertà e democrazia mal si conciliano con ogni manifestazione di "pensiero unico". Per questo, senza sicumera ma con serena determinazione, è bene ribadire che, oggi come al referendum dell'anno scorso, nessun "grande fratello" potrà ridurre al silenzio la voce dei cattolici italiani.

A me pare assurdo, poi, che si perda tempo ad azzuffarsi su una questione (le "coppie di fatto") tutto sommato marginale per la società italiana (se coinvolge l'1% dei cittadini è già tanto), mentre i problemi veri e strutturali restano ancora irrisolti e non si vede all'orizzonte nemmeno l'abbozzo delle riforme necessarie.

Comunque, complimenti ai "compagni" del Manifesto, che dopo aver messo in scena una stupida e volgare provocazione, adesso fanno le vittime per montare ulteriormente il "caso", in perfetta coerenza con la tradizione della sinistra italiana.

E a proposito del Comitato nazionale di bioetica, non so se avete notato il nome di Assunta Morresi.
Vi ricorda qualcosa?
Ovviamente ci fanno piacere anche le nomine di Lucetta Scaraffia (storica ed editorialista di Avvenire e Foglio), Bruno DallapiccolaMaria Luisa Di Pietro (presidenti dell’Associazione Scienza&Vita).


scritto da: Faramir alle ore 23:59 | link | commenti
categorie: sinistra, bioetica, pacs

Last minute babies

Alcuni giorni fa quasi tutti i media hanno diffuso i dati di un indagine che l’Osservatorio sul turismo procreativo ha condotto presso 27 centri di 10 paesi esteri dove si pratica la fecondazione assistita. Secondo tali dati, i viaggi di coppie che negli ultimi tre anni si sarebbero recate all’estero per avere un figlio sono quadruplicati passando da 1.066 a 4.173.
Esposta così la notizia, oltre a suscitare un falso allarmismo presso l’opinione pubblica, non è che dica molto anche perché i 1.066 viaggi, effettuati prima dell’entrata in vigore della legge 40, non sappiamo a quale intervallo di tempo si riferiscono, mentre considerato che i 4.173 viaggi sono relativi agli ultimi tre anni significa che ogni anno vi sono stati 1.391 viaggi. Una cifra che non si discosta molto dai 1.066 viaggi indicati dall’Osservatorio.
Sempre secondo i dati forniti dall’Osservatorio, inoltre, chi si reca all’estero lo fa, non perché in Italia non sia possibile sottoporsi a PMA, ma perché in altri paesi - come in Spagna, ad esempio, una delle mete preferite dai turisti della procreazione - tra le altre cose è possibile effettuare la diagnosi pre-impianto dell’embrione e selezionare il sesso del nascituro. Oltre queste specifiche casistiche, come ammette lo stesso prof. Carlo Flamigni in un’intervista rilasciata al QN, “non è utile recarsi all’estero e occorre sottolineare che le coppie italiane vanno incontro a delusione perché il 50% che va all’estero, poi rimane senza figli anche dopo ripetuti interventi”. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che il prof. Carlo Flamigni oltre ad essere presidente della Tecnobios, l’importante centro di fecondazione assistita bolognese, è anche acerrimo nemico della Legge 40.
I dati forniti dall’Osservatorio sul turismo procreativo, comunque, appaiono alquanto parziali e risultano in netto contrasto con i dati ufficiali contenuti nella “Relazione sullo stato di attuazione della Legge 40” presentata in Parlamento lo scorso giugno dal ministro della Salute, Livia Turco. In tale relazione, dove si prende in considerazione il periodo successivo all’entrata in vigore della legge sulla PMA, nel 2004 si sono registrate 3676 nascite, mentre nel 2005 i bimbi nati da fecondazione assistita sono stati 3705. Con ciò dimostrando che i limiti posti dalla Legge 40 non hanno avuto nessun riscontro negativo sul numero delle nascite.
A chi credere allora? Ai dati forniti dall’Osservatorio o a quelli contenuti nella relazione ministeriale?
Ecco spiegato perché dinnanzi a notizie del genere si è sempre più portati a nutrire una certa diffidenza, leggendole non si capisce mai qual è il limite tra l’aspetto scientifico e quello ideologico. Del resto, il sospetto che dietro certe notizie si celi una massiccia dose di ideologia appare del tutto fondato se si pensa che il presidente dell’Osservatorio sul turismo procreativo, il dott. Andrea Borini, è anche direttore sanitario della Tecnobios.
Forse, riguardo a questioni delicate come quelle etiche, per il bene di tutti sarebbe meglio che i sostenitori del no alla Legge 40 si rassegnassero alla volontà popolare. I cosiddetti esperti dovrebbero comprendere, una volta per tutte, che essi non hanno alcun titolo speciale per decidere in autonomia. La pretesa che possa essere un comitato di “tecnici a decidere” se la diagnosi pre-impianto sia giusta o no, se la scelta del sesso del nascituro sia giusta o no, etc… appare ormai del tutto grottesca.
di
Censurarossa su Samizdatonline


scritto da: Faramir alle ore 22:56 | link | commenti
categorie: bioetica, fecondazione
mercoledì, 06 dicembre 2006

Finanziaria 2007: sempre più nauseante

Questa manovra finanziaria puzza sempre più di marcio (per non dire di peggio). E la sensazione di nausea peggiora...

Oltre a non fare quello che sarebbe necessario in campo economico, tagliando (sul serio e non a parole) i tanti sprechi, migliorando l'efficienza dell'amministrazione pubblica e semplificando il sistema fiscale (d'altra parte se fosse troppo facile fare la dichiarazione dei redditi, chi ci andrebbe dai CAAF dei sindacati?), per favorire crescita e sviluppo, adesso ci infilano dentro di soppiatto - alla faccia della tanto decantata "concertazione" e del sacro totem del "dialogo" - pure una pseudo-riforma dello stato di famiglia, con il solito metodo vigliacco e truffaldino del "fatto compiuto" che oramai conosciamo bene (da Mussi alla Turco, ci si potrebbe scrivere un libro...), fregandosene di quello che dice la Costituzione (quella cosa che è "sacra" solo quando fa comodo a loro) e il consolidato diritto di famiglia.

Come spiegato bene (e con toni molto duri) da Marco Tarquinio su Avvenire di oggi:

Le "sorprese" che farciscono la Finanziaria 2007 sembrano non finire mai. E continua a manifestarsi una sconcertante propensione da parte di esponenti dell'attuale maggioranza a perseguire una sorta di politica del "fatto compiuto" su questioni di grande delicatezza. L'ultimo esempio di questa deliberata deriva sta prendendo forma e rischia di acquistare sostanza proprio in queste ore.
I fatti. Il centrosinistra, come ben si sa, ha deciso di reintrodurre la tassa di successione che era stata abolita dal centrodestra, ma ha anche stabilito [...] di stabilire un'aliquota più bassa e una franchigia di 1 milione di euro a erede per tutelare i parenti in linea retta, a cominciare dal coniuge superstite e dai figli. Un'agevolazione che un ordine del giorno votato dal Senato aveva esortato a estendere anche a eventuali fratelli e sorelle eredi. Il motivo della richiesta era ed è evidente: confermare un'attenzione speciale alla famiglia e ai legami parentali più stretti. La risposta a questa sollecitazione minaccia, però, di essere deludente, allarmante e soprattutto sbagliatissima. Nei contenuti come nei modi.
L'emendamento predisposto da governo e maggioranza va, infatti, in una direzione assai diversa. Diversa e profondamente sconcertante. Dal punto di vista dei diritti successori, si rinuncia a equiparare fratelli e sorelle agli eredi in linea retta e si tende incredibilmente a dare per scontato un dato che nel nostro ordinamento non esiste, e cioè la piena equiparazione tra famiglia ex art. 29 della Costituzione e convivenze more uxorio.
I problemi, gravissimi, che si aprirebbero se ci si intestardisse a seguire questa via sono almeno due. Prima di tutto, sul piano dei contenuti, avremmo la conferma che in Italia si disdegnano con tenacia degna di miglior causa le vie maestre, ma si è sempre più pronti a imboccare i viottoli, anche i più improbabili e rischiosi. Si finge d'ignorare l'esempio dato dagli altri grandi Stati d'Europa, da anni e anni impegnati in politiche mirate e organiche per la famiglia fondata sul matrimonio, ma si sta diventando incredibilmente lesti al centro come in periferia (si pensi al caso aperto dalla maggioranza di centrosinistra che governa il Comune di Padova con il varo del "registro anagrafico" delle convivenze anche omosessuali) nel tentare di scimmiottare pure l'ultima ipotesi di novazione giuridica a sostegno di qualunque tipo di unione di fatto.
E qui andiamo al cuore del secondo problema. La tendenza - diciamo così - a usare mezzi impropri e strumenti surrettizi per perseguire obiettivi assolutamente discutibili o del tutto censurabili al cospetto del comune sentire degli italiani. È già accaduto, con il decreto ministeriale con il quale il ministro della Salute ha forzato una legge tutt'ora vigente, portato a 40 le dosi di cannabis detenibili da un singolo e lanciato un segnale pericolosamente ambiguo [...]. Torna ad accadere ora, con il tentativo di far cuocere nel pentolone della Finanziaria 2007 anche la polpetta avvelenata di un'impossibile (e ingiusta) piena equiparazione ereditaria tra i membri della famiglia costituzionalmente definita e i protagonisti di libere convivenze (tant'è che un sub-emendamento riparatore è già stato presentato da senatori dello stesso centrosinistra). Tutto ciò ha il sapore del sotterfugio. Se si intende andare persino oltre le previsioni del programma dell'Unione, aggirare Costituzione e leggi, e cominciare - a partire, emblematicamente, dall'eredità - a modellare le unioni di fatto come un "piccolo matrimonio" o, più precisamente, come un "quasi-matrimonio senza doveri" familiari e sociali, almeno lo si dichiari apertamente. Altro che "diritti delle persone", in ballo c'è il senso stesso dell'essere e fare famiglia.

E' ovvio che non possono fare altrimenti per far passare le loro riforme nichiliste, perché sanno di non avere i numeri, né in Parlamento, né nel Paese.

Ma credono proprio di avere a che fare con degli idioti? 
Siamo STANCHI di questa sudicia ipocrisia!
Forse sono abituati ad avere a che fare con i propri elettori militanti, che ingoiano tutto senza fiatare, ma se continua così, gliene resteranno pochi...


scritto da: Faramir alle ore 17:15 | link | commenti
categorie: famiglia, nichilismo

Tifone Durian: un inquietante silenzio

Fa pensare il modo in cui una catastrofe immane, come quella in corso nelle Filippine da alcuni giorni, stia passando quasi del tutto ignorata nei TG e quotidiani italiani.

Un silenzio inquietante, come fa notare Marina Corradi, su Avvenire di oggi:

[...] È che, mancandoci quel nesso indispensabile che è per noi il "vedere", non sappiamo partecipare di una tragedia lontana. L'immaginare, solo in base a voci stentate e deboli, ci è ormai quasi impossibile. È qualcosa di simile a quanto succede nella forma mentis attuale di fronte all'aborto. Di cui si può anche ammettere che sia eliminazione fisica di un principio d'uomo; ma, poiché avviene lontano dagli occhi, nel buio, ci impressiona meno di un animale morto, travolto sulla strada. È il capovolgimento moderno della frase di Saint-Exupery, nel Piccolo Principe: "L'essenziale è invisibile agli occhi". Ciò che è invisibile agli occhi, potremmo dire noi cresciuti nella dittatura mediatica, non è essenziale: e, forse, non esiste nemmeno.



scritto da: Faramir alle ore 16:22 | link | commenti
categorie: solidarietà
martedì, 05 dicembre 2006

The Gay Inquisition

Per riallacciarmi agli eccellenti post dell'amico Leggendanera, intitolati "La dittatura della (gaia) verità" (prima e seconda parte), vi sottopongo 2 citazioni da una nota attivista lesbica, Camille Paglia:

"Homosexuality is not 'normal'. On the contrary it is a challenge to the norm... Nature exists whether academics like it or not. And in nature, procreation is the single relentless rule. That is the norm. Our sexual bodies were designed for reproduction... No one is born gay. The idea is ridiculous... homosexuality is an adaptation, not an inborn trait...

Is the gay identity so fragile that it cannot bear the thought that some people may not wish to be gay? Sexuality is highly fluid, and reversals are theoretically possible. However, habit is refractory, once the sensory pathways have been blazed and deepened by repetition - a phenomenon obvious in the struggle with obesity, smoking, alcoholism or drug addiction... helping gays to learn to function heterosexually, if they wish, is a perfectly worthy aim.

We should be honest enough to consider whether homosexuality may not indeed be a pause a the prepubescent stage where children anxiously band together by gender... current gay cant insists that homosexuality is 'not a choice', that no one would choose to be gay in a homophobic society. But there is an element of choice in all behavior, sexual or otherwise. It takes an effort to deal with the opposite sex; it is safer with your own kind. The issue is one of challenge versus comfort."
(Camille Paglia, Vamps and tramps, 1994, pp. 70, 72, 76, 77, 78, 91)

Interessante anche questo suo articolo del 2002 da FrontePage magazine, dal titolo "The Gay Inquisition":

[...] There was a time when gay men were known for their scathingly independent minds and their encyclopedic knowledge of culture. The welcome relaxation of legal and social sanctions against homosexuality over the past 30 years has paradoxically weakened the unsentimental powers of observation for which gays, as outsiders, were once renowned. Gay men used to be ferocious exemplars of free thought and free speech. But within 15 years of the 1969 Stonewall rebellion, an insidious totalitarianism infected gay activism, parallel to what was occurring in feminism in the Catharine MacKinnon/Andrea Dworkin era. Intolerance and witch hunts became the norm.
[...]
Serious problems arise when scientific inquiry is obstructed, as in the inflated myth of the "gay gene", by an excessive concern for gay sensitivities. The self-policing by the indulgent major media on these matters has come perilously close to censorship. True gay intellectuals should encourage open discussion of the genesis of homosexuality, a complex subject that has been in limbo, a political blackout, for 20 years. We must demand equality before the law, but that does not excuse us from the philosophic obligation of self-knowledge. Heterosexuality and homosexuality need to be objectively studied by psychologists and historians as interrelated dynamic systems that change from culture to culture. [...]

Fa un certo effetto che a scrivere queste cose sia una attivista lesbica, vero?


scritto da: Faramir alle ore 01:15 | link | commenti (5)
categorie: omosessualità

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


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