Gino

venerdì, 27 luglio 2007

Dubbi amletici

C'è qualcuno che sappia dire qui, subito, su due piedi, che cosa vuole il nascituro Partito democratico? E cioè che cosa farebbe se avesse il potere di farlo, quali provvedimenti prenderebbe per risolvere uno dei tanti problemi italiani? Non credo. Io almeno non saprei rispondere. Ciò che so del Partito democratico, infatti, non è quello che vuol fare, ma quello che vuol essere. Per esempio, che vuole essere «un partito di donne e uomini», «coraggioso», avere «nuove idee», che vuole essere un partito «di libertà e valori»: ma a quali esiti concreti tutte queste cose potranno mettere capo, questo mi pare che nessuno si sia mai incaricato di dirlo. Da questo punto di vista anche le proposte di Veltroni di modifica del quadro istituzionale non fanno eccezione, avendo bisogno, per essere attuate, del concorso determinante dell'opposizione. Non parliamo degli altri candidati: cosa vuole la Bindi che Letta non vuole, e viceversa? Si può sapere, tanto per farsi un'idea?
Ernesto Galli della Loggia, 27/7

Non faccia domande provocatorie, professore...

Si moltiplicano i Comitati di sostegno alla candidatura di Veltroni, ecco gli ultimi aggiornamenti: Studenti bocciati per Veltroni, Lanciatori di giavellotto mancini per Veltroni, Spazzini depressi per Veltroni, Nazisti umanitari per Veltroni.
Jena, 25/7


scritto da: Faramir alle ore 18:11 | link | commenti (6)
categorie: satira, partito democratico, uolter veltroni

Oh, my darling Clementine...

Se qualcuno non avesse ancora capito la ragione per cui D’Alema non si è candidato a leader del Pd lasciando il posto al rivale Veltroni, può chiedere spiegazioni a Clementina Forleo.
Jena, 22/7

Se addirittura un Presidente della Repubblica come Napolitano si schiera contro di lei, significa che il giudice Forleo ha proprio sbagliato tutto. Oppure viceversa.
Jena, 24/7

Ieri Fassino si è incazzato, ma questa non è una notizia.
Jena, 26/7

Antonio Gramsci: «Lettere dal carcere». D’Alema e Fassino: «Lettere prima di entrarci».

Jena, 27/7


La morale della storia potrebbe essere: chi di giustizialismo ferisce, di giustizialismo perisce... e rendendosi pure ridicolo:

«La verità è che ha una coda di paglia lunga un chilometro. E ha fatto la figura del cretino.»
(Alfonso Gianni, sottosegretario, Rifondazione Comunista)

scritto da: Faramir alle ore 18:00 | link | commenti (4)
categorie: politica, giustizia, sinistra, satira

Cassate

Si prevede un picco nelle iscrizioni ad Arcigay...

scritto da: Faramir alle ore 17:41 | link | commenti (2)
categorie: giustizia, omosessualità

Quello di cui ha bisogno l'Italia

Più persone come Andrea Golfera, con il suo spirito di servizio e di abnegazione.

scritto da: Faramir alle ore 10:32 | link | commenti
categorie: attualita, valori
martedì, 24 luglio 2007

Se Soru è un esempio di cosa sarà il Pd...

Nell'indifferenza quasi totale dei "Grandi Giornalisti Laici e Indipendenti", sembra che il governatore della Regione Sardegna Renato Soru, uno tra i nomi più in vista del nuovo Partito democratico (se il buon giorno si vede dal mattino...), stia riuscendo a farsi bocciare il bilancio regionale dalla Corte dei Conti, per aver messo a bilancio 2006 somme che entreranno nelle casse della Regione Sardegna soltanto a partire dal 2013...
E ha pure il coraggio di fare la vittima,
sostenendo che “la Corte dei conti ha fatto un attacco politico alla Regione”.

Fin'ora hanno parlato della faccenda, nell'ordine:
L'Unione Sarda
il sito Sardegna e Libertà
il settimanale Tempi
il Foglio (notare i commenti di Maninchedda, consigliere regionale di centrosinistra - area cattolico-democratica, oltre che animatore del sito
www.sardegnaeliberta.it -, su Soru e il Partito democratico)

Vediamo se qualcun altro si sveglia dal clima di torpore vacanziero.
Lascio immaginare che casino sarebbe scoppiato se un misero trucchetto del genere lo avesse tentato Formigoni o un altro governatore di centrodestra.
E' il "regime", bellezza!

scritto da: Faramir alle ore 18:01 | link | commenti
categorie: sardegna, giornalismo alle vongole, partito democratico

«Cristo è di sinistra»

Dove si dimostra che anche i vescovi emeriti non sono immuni dai colpi di sole... per usare un misericordioso eufemismo.

scritto da: Faramir alle ore 16:52 | link | commenti (8)
categorie: sinistra, gesu, idiozia, chiesa cattolica

Dove vuole andare il centrodestra?

Una risposta potrebbe venire da questa interessante "lezione sulla politica" tenuta da Giulio Tremonti il 14 luglio scorso ai giovani di FI (e grazie a Rob che l'ha riproposta integralmente).

Almeno, lo spero. Le parole d'ordine illustratevi, infatti, sono quelle che mi piacerebbe fossero alla base del futuro centrodestra:

Autorità
Responsabilità
Valore
Identità
Ordine (Legge & Ordine)


Affiancarei la lectio tremontiana a questo post di Paolo, tanto per prevenire accuse di "conservatorismo" o "neoconservatorismo".

"[...] il termine “paleolibertarismo” fu coniato negli anni Novanta da Llewellyn H. Rockwell jr: «Noi dobbiamo disfarci dell’impalcatura culturale difettosa del libertarismo. Io suggerisco di chiamare questo sostituto, con i suoi principi etici e culturali, “paleolibertarismo”, cioè vecchio libertarismo. Io uso il termine nello stesso modo in cui i conservatori usano il termine “paleoconservatorismo”: non come un nuovo credo, ma come un recupero delle proprie radici, in modo da distinguersi dai neoconservatori. Noi non abbiamo un equivalente dei neoconservatori, ma è opportuno e urgente distinguere il libertarismo dal libertinismo». [...]"

Che ne dite?
Leggete bene e meditate con calma, magari sotto l'ombrellone...

scritto da: Faramir alle ore 15:06 | link | commenti (2)
categorie: politica, valori, tremonti, centrodestra
lunedì, 23 luglio 2007

L'accordo sulle pensioni non è a costo zero e lo pagano i giovani, vittime di un sistema perverso e ingiusto

Dal sito MenoStato.it, copio il seguente comunicato, relativo alla pasticciata proposta di contro-riforma del sistema pensionistico avanzata dal governo Prodi:

De Gasperi disse: "Un politico pensa alla prossima elezione, uno statista alla prossima generazione"; notiamo che di statisti in giro al momento non se ne vedono......

Il Governo ha annunciato l'accordo con i sindacati per le modifiche dello scalone ( l'innalzamento da 57 a 60 anni dell'età per la pensione di anzianità con 35 anni di contributi che inizierà dal 1 gennaio 2008) dicendo che è a costo zero.

I fatti
Il costo stimato della modifica è di 10 miliardi di euro in 10 anni.

La copertura finanziaria è principalmente dovuta a :
- 3,6 miliardi aumento di contributi ai precari co.co.pro (dal 1 gennaio 1 punto all'anno fino a 3 punti)
- 3,5 miliardi per l'accorpamento enti previdenziali con clausola di salvaguardia (cioè se non ci saranno risparmi aumentano automaticamente i contributi a tutti i lavoratori)

Inoltre la revisione dei coefficienti di trasformazione prevista dalla legge Dini del 1995 ogni 10 anni è rimandata di 3 anni.

Nostro commento
Governo e sindacati a parole dicono di essere a favore dei giovani e dei precari, ma nei fatti fanno pagare
proprio ai giovani e ai precari l'abbassamento dell'età pensionabile (mentre in tutta Europa viene aumentata).

Non è vero che è a costo zero, perchè è finanziato sopratutto con aumento di contributi.

L'aumento dei contributi sui precari avrebbe senso se ciò significasse una maggiore pensione futura, invece serve per pagare le pensioni ai padri 58 enni; se Governo e sindacati sono per i giovani, si impegnino da subito a vincolare l'aumento di contributi in conti individuali a capitalizzazione, così come previsto per i fondi pensione, e prendano da qualche altra parte i soldi per abbassare l'età pensionabile dei padri.


Da notare inoltre che i 3,5 miliardi di (ipotetici) risparmi sull'accorpamento degli enti previdenziali sono solo teorici, al punto che è gia prevista la clausola di salvaguardia: se non ci saranno i risparmi attesi, aumenteranno automaticamente i contributi a tutti i lavoratori!

I coefficenti di trasformazione
La riforma Dini prevedeva a regime che ognuno prendesse una pensione commisurata ai contributi versati, e una premessa indispensabile è la revisione dei coefficienti di trasformazione con i quali si calcola la pensione, resa necessaria dall'alungamento della vita media, che la  legge del 1995 prevede ogni 10 anni.
Nel 2005 il Governo Berlusconi colpevolemtente non la fece, rimandando la patata bollente al centro-sinistra, che a sua volta la rimanda di altri 3 anni (se mai si farà).
Possiamo affermare che la riforma Dini è praticamente morta e sepolta, perchè senza una revisione dei coefficienti perde di efficacia e crea ulteriori ingiustizie e iniquità.

Una soluzione liberale e riformista sarebbe di estendere da subito a tutti il metodo contributivo previsto dalla Dini, in modo che ognuno possa andare in pensione quando gli pare, ma prenderà una pensione in base ai contributi versati e all'aspettativa di vita.

Ancora una volta, come spesso accaduto negli ultimi 30 anni, la classe politica e sindacale ipoteca il futuro delle giovani generazioni, sia con un aumento di costi che con un gigantesco debito futuro che andrà pagato dai figli.

E' una follia collettiva dalla quale dobbiamo uscire quanto prima.

Da segnalare a questo proposito la Manifestazione del 22 settembre a Roma di Decidere.net per chiedere l'aumento dell'età pensionabile.
Noi ci saremo.


scritto da: Faramir alle ore 17:01 | link | commenti
categorie: politica, pensioni

Giù le mani da Magdi Allam

Che le tesi sostenute da Magdi Allam risultino indigeste a molti è un fatto che non ha bisogno di conferme, ma che addirittura vi possa essere chi, non avendo nient’altro di meglio da fare, decida di promuovere un appello contro la sua persona, beh… questo francamente è troppo. Nei giorni scorsi, infatti, sull’ultimo numero di «Reset», la rivista diretta da Giancarlo Borsetti, è stato pubblicato un documento, sottoscritto da numerosi studiosi di vaglia, tra i quali Paolo Branca e David Bidussa, Angelo d’Orsi e Ombretta Fumagalli Carulli, Patrizia Valduga ed Enzo Bianchi, estremamente critico nei confronti di «Viva Israele», l’ultimo libro di Magdi Allam, per via della sua «sfrontatezza», per di più «lontanissima dallo spirito e dai valori di una democrazia costituzionale», indice di «un preoccupante imbarbarimento dell’informazione» cagionata, par di capire, dall’attacco molto duro che Allam avrebbe riservato a due docenti universitari italiani.

Sul Corriere del 19 Luglio Pigi Battista, a tal proposito, si è chiesto: "Cosa mai possono concretamente sperare le (così dicono) «centinaia di firme» apposte a un documento che si scaglia contro un libro, quello di Magdi Allam?”. Documento che per di più non confuta nessuna delle tesi contenute in «Viva Israele», ma si limita semplicemente a bersagliarlo “per il solo fatto che esiste” e ad attaccare “il suo autore perché accusato di «tifare» per le ragioni di Israele (e se anche fosse, dov’è il reato, o il peccato?) e per giunta firmato “in gruppo credendo di rafforzare la loro credibilità con il numero delle adesioni e non con la vis persuasiva di un argomento”. “Forse – continua Battista – si vuole indurre l’autore ad abiurare? L’editore a ritirare il volume? I librai a disfarsene?A dichiarare fuori legge un saggio per aver violato chissà quale articolo del codice penale? Oppure, come è più probabile ma non meno inquietante, a rinchiudere il bersaglio di tanta ardente indignazione in un recinto infetto, fare terra bruciata attorno a lui, insomma a procurare un effetto intimidatorio su chi si è macchiato della grave colpa di aver scritto quel libro?

Anche Il Foglio - il cui direttore è uno che di queste querelle se ne intende – all’argomento vi ha dedicato un editoriale. In esso si legge: “Un appello di duecento intellettuali, pubblicato dal contenitore amatiano Reset, intende screditare Allam e il suo nobile lavoro di sradicamento della cultura della persecuzione dal nostro paese. Criticare un giornalista arabo che ha rotto con l’omertà tribale, venuto in Italia a denunciare l’infiltrazione fondamentalista nelle nostre moschee trasformate in centrali dell’odio, che scrive inni alla dignità della persona contro il negazionismo endemico che assedia come la peste una parte del mondo islamico, mettere in dubbio la sua apologia dell’occidente come destino di libertà, tutto questo è ovviamente lecito e ammissibile. Non lo è mostrificare Magdi Allam. Perché lui non è un analista qualunque, ma un pezzo importante di una guerra culturale che durerà decenni. Forse il gran censore Angelo D’Orsi pensava ad altro all’epoca, ma noi ci ricordiamo il trattamento in occidente dei dissidenti sovietici. E quest’appello ha tutto il sapore dell’umiliazione pubblica leninista”.

Da parte nostra, come Associazione SOL, a Magdi Allam non possiamo che confermare la nostra stima ed esprimergli tutta la nostra solidarietà, riconoscendogli il merito di essere stato l’unico che, pur non essendo né cristiano, né ebreo, ha avuto l’idea di promuovere una manifestazione in difesa della libertà religiosa di tutti noi e nel mondo.

Si invita chiunque volesse manifestare la propria solidarietà al vicedirettore ad personam del Corriere a scrivergli presso il suo forum: www.corriere.it/allam.


scritto da: Faramir alle ore 11:15 | link | commenti (1)
categorie: cultura, islam, libertà religiosa, fondamentalismo
giovedì, 19 luglio 2007

La ricerca italiana ringrazia la legge 40

Se viene confermata questa notizia, probabilmente possiamo dire addio alla fecondazione eterologa nel caso di sterilità maschile (che ha conseguenze non indifferenti sulla psiche dei figli concepiti in tal modo e sulla stabilità delle coppie), e di conseguenza si sgonfierà la propaganda sul "turismo procreativo".
Il tutto grazie alla legge 40, che ha dato un impulso alle ricerche in questa direzione, oltre che in quella del congelamento dei gameti.

Con buona pace di chi continua a utilizzare argomenti scadenti e gioca con i numeri... facendo finta di non vedere come stanno le cose.

scritto da: Faramir alle ore 17:42 | link | commenti (2)
categorie: scienza, fecondazione
martedì, 17 luglio 2007

Dario Brown

Quando leggo Dario Fo mi domando che cosa significhi "Premio Nobel". La sua ultima uscita è, riportato da La Stampa e da La Repubblica (sabato 7), un intervento alla "Milanesiana" su «Cristo e le donne», furbesca anticipazione di un suo libro appena edito [business is business... e il vile denaro non fa schifo nemmeno a quelli "di sinistra" che di solito ne parlano tanto male...]. In quella conferenza Fo si è detto certo che «nel Cenacolo la figura di Giovanni è in realtà la Maddalena» [mizzega! e chi glielo ha detto? Prodi durante una seduta spiritica?] e poi, prendendolo per Vangelo, ha citato non so quale apocrifo: «Rileggendo l'intero Cantico dei Cantici, ci siamo convinti che Gesù conoscesse questo poema. Basta confrontarlo con i dialoghi che intesse con le donne di cui si dichiara preso d'amore. Lo ricordiamo volentieri. Salomè chiede: "Chi sei tu che ti siedi alla mia tavola e ti sdrai nel mio letto?". "Sono uno che con te si sente un corpo solo". E Salomè riprende: "Io sono solo una tua discepola?". E Gesù: "Io ti dico che quando si incontra qualcuno e con quello ci si unisce, il tuo corpo si scioglie nella luce e quando ci si abbandona in quello, tutto il tuo spirito s'affoga nel buio"» [strano che - in questa versione dei Vangeli - Gesù non risponda: "La seconda che hai detto!"... ci sarebbe stato bene, no?]. Un Nobel che parla come scrive Dan Brown.
(Controstampa, 15 Luglio 2007)

Un Nobel... un caso umano. Qualcuno lo aiuti, pliiiz (inglese rutellesco)!

scritto da: Faramir alle ore 17:17 | link | commenti (3)
categorie: satira, idiozia

Lo salvi chi può

Un altro caso che farà molto discutere.

Antonio Trotta, 39enne italiano di Albizzate (VA), ma domiciliato in Svizzera, due anni fa resta in coma a seguito di un incidente verificatosi in territorio svizzero.
L'ospedale ticinese che lo ospita è orientato ad interrompere le cure parlando di "trattamenti ritenuti futili in medicina intensiva o addirittura atteggiamenti di accanimento terapeutico, senza possibilità reale di guarigione o raggiungimento di una qualità di vita accettabile".
I genitori di Antonio non sono di questa idea e vorrebbero assisterlo con una terapia riabilitativa, consigliati anche da degli esperti italiani, secondo i quali il paziente "è indubbiamente sveglio ed estremamente recettivo nei confronti di stimoli affettivi con importante valenza emotiva".
Per il momento i genitori lo hanno fatto ricoverare presso una clinica in provincia di Varese.
La moglie, da cui Angelo era separato da tempo (anche se non legalmente), ha nominato un tutore che dovrebbe decidere cosa fare del marito.
Il tutore "ne reclama legittimamente il ritorno, proprio in quell'ospedale che gli negherà le cure in caso di aggravamenti considerandole accanimento terapeutico."
Al momento, però il destino di Antonio dipende dalla decisione del Tribunale di Varese.

Speriamo che il giudice voglia ascoltare anche il parere di qualcuno che era nelle stesse condizioni, come Salvatore Crisafulli, prima di concludere che Antonio non potrebbe raggiungere "una qualità di vita accettabile".
(Tra l'altro sembra che Salvatore si stia mobilitando per aiutare Antonio. Vedi anche il blog di Salvatore.)

E' sempre rischioso arrogarsi il diritto di decidere chi è degno di vivere e chi no.
Nel dubbio sempre meglio dare una possibilità alla vita.

Sul Foglio di oggi c'è questo editoriale:

Un caso Terri Schiavo in Italia
Antonio Trotta, in coma vigile da due anni, se torna in Svizzera morirà
La vicenda di cui è suo malgrado protagonista il varesino Antonio Trotta (trentanove anni, in coma vigile da due, dopo essere stato investito sul territorio elvetico nel 2005) ricorda, per più di un aspetto, quella di Terri Schiavo. Anche in questo caso c’è una famiglia d’origine, genitori e sorelle che vogliono continuare a curarlo e ad accudirlo in Italia, dove i medici che lo assistono lo giudicano “indubbiamente sveglio ed estremamente recettivo nei confronti di stimoli affettivi”. E c’è una moglie svizzera che, d’accordo con un tutore da lei nominato dopo l’incidente, chiede invece di riportarlo a Lugano, dove la tracheotomia praticata a Trotta in Italia e le altre cure che sono riuscite a migliorare il suo stato sono ritenute accanimento terapeutico. Il malato – ha infatti sentenziato la commissione di Etica clinica dell’Ente ospedaliero cantonale – non avrebbe nessuna “possibilità reale di guarigione” o di “raggiungimento di una qualità di vita accettabile”.
Del destino di Trotta si dovrà occupare ora il Tribunale di Varese, al quale la famiglia ha chiesto un intervento d’urgenza per impedire che egli sia riportato in Svizzera. Consentirlo, equivarrebbe a metterlo nelle mani di chi lo vede già come un morto del quale affrettare la sepoltura. Nulla conta la vita emotiva di cui pure Trotta dà prova nel contatto amorevole con i familiari, perché altri hanno stabilito i parametri minimi di “qualità” ai quali la sua esistenza non risponderebbe più. Lo salvi chi può.

(Il Foglio - 17/07/2007)


Segnalo anche un commento su Avvenire di oggi, che conclude:

[...] Sarà il Tribunale di Varese a decidere del destino di Antonio: resterà in patria e sarà curato in ogni caso, o invece dovrà essere "restituito" al suo tutore e alla Svizzera, dove è stato definito un uomo a perdere, una vita senza qualità? Un caso molto diverso da quello di Terri Schiavo, l'italoamericana soppressa per legge (la legge della Florida) nel marzo del 2005, se non fosse che anche lì c'erano due genitori che scongiuravano solo di potersela portare a casa, mentre altri decretavano la morte. Terri morì per fame e per sete. Antonio, per fortuna, è nato in Italia: il Paese in cui i 103 Ordini dei medici si sono appena espressi, tutti, contro l'eutanasia.

E non dimostrano nemmeno tutta questa fretta nel veder approvata una legge sul "testamento biologico".
Anche se molti furbetti fanno finta di non sentirli e utilizzano ogni occasione per inventarsi notizie che confermerebbero le proprie tesi. Ad esempio:

Il questionario «Itaeld» 2007 (Italian End of Life Decision study) sui comportamenti dei medici italiani di fronte al "fine vita" è stato inviato a quasi 15 mila camici bianchi, ma solo il 18,2% ha risposto alle 54 domande. Di questi, lo 0,7% ha dichiarato che il decesso di un paziente è avvenuto per l'uso di un farmaco somministrato con l'intento di porre fine alla sua vita. Non è dunque vero che i medici italiani pratichino "eutanasia clandestina", come ripetono i radicali. [...]

Calcolatrice alla mano, il 18,2% di 15mila (arrotondiamo per eccesso, via...) fa 2730.
Lo 0,7% di 2730 fa 19,11.
Cioé, 19 (diciannove) su 15mila sarebbero "molti medici"?
Ri-di-co-lo!
Anche facendo l'ipotesi (arbitraria) che quanti hanno risposto al questionario siano un campione statisticamente significativo tra i medici italiani, arriviamo a 105 (centocinque) medici su 15mila.
Percentuali "occasionali e statisticamente non indicative", come sottolinea lo stesso
Amedeo Bianco, presidente del Fnomceo (federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri).

La cosiddetta "emergenza eutanasia clandestina", quindi, esiste solo nella mente confusa di radicali e affini.

Forse farebbero bene a prendersi una luuunga e rilassante vacanza...


scritto da: Faramir alle ore 16:53 | link | commenti (6)
categorie: vita, bioetica, eutanasia, cultura della morte
lunedì, 16 luglio 2007

Fate un salto in municipio...

... e sottoscrivete la proposta di referendum elettorale.

Già! Non tutti sanno che per sostenere i referendum che propongono alcune modifiche alla legge elettorale, non è necessario cercare uno dei banchetti che vengono organizzati dai promotori, ma basta andare nel municipio dove si ha la residenza e chiedere di firmare per il referendum elettorale. Tutti i comuni infatti dovrebbero aver ricevuto i moduli per la raccolta delle firme.
Se vi fanno storie segnalatelo al comitato promotore.

Io l'ho fatto sabato scorso. Avete ancora qualche giorno di tempo.
Probabilmente questi referendum non risolverebbero magicamente i problemi della partitocrazia italiana, ma mi sembrano uno dei pochi strumenti rimasti a disposizione dei cittadini per smuovere una situazione "bloccata" come quella attuale, dove il governo è condannato all'immobilismo per evitare la crisi - cioé il ritorno di Berlusconi - e riesce solo a bloccare le riforme della CdL (oltre a sperperare le maggiori entrate fiscali), mentre l'opposizione non ha ancora le idee chiare sul futuro e soprattutto manca di una linea unitaria.

scritto da: Faramir alle ore 17:03 | link | commenti (2)
categorie: politica, referendum

Cristiani perseguitati: apriamo gli occhi!

Su richiesta di un amico, mi sono messo alla ricerca di materiale multimediale sulle persecuzioni ai danni dei cristiani nel mondo e mi sono imbattutto in questo editoriale sul sito evangelici.net.
Mi ha colpito il confronto tra lo spazio dedicato dai media occidentali al documentario della BBC che criminalizzava il Vaticano per la vicenda dei preti pedofili, e la censura quasi totale riservata invece a quest'altro filmato.
Come riferisce l'editoriale di evangelici.net, il filmato in questione:

[...] È stato mandato in onda nei notiziari di paesi evidentemente troppo lontani per fare eco fino a qui, e nessun paladino della libertà pare si sia impuntato per averlo nel proprio programma, né alcuna emittente pubblica o privata risulta si sia interessata per acquisirlo (oltretutto gratuitamente).

Il filmato viene dall'India, ed è arrivato in Italia insieme a Richard Howell, vicepresidente dell'Alleanza evangelica di quel paese. È stato proiettato in anteprima alle tre conferenze organizzate da Porte Aperte a metà maggio in Piemonte e Lombardia e promosse debitamente anche dalla nostra testata; al contrario del video-scandalo più noto, non c'erano milioni di persone incollate allo schermo per visionarlo. Anzi, a onor del vero il video indiano è stato proiettato di fronte a platee non proprio debordanti: capiamo però che la maggior parte dei torinesi, dei milanesi e dei brianzoli in quelle tre occasioni avessero probabilmente di meglio da fare che perdere tempo, una sera all'anno, dietro alla chiesa perseguitata.

Il video dura pochi minuti ed è toccante. Documenta un raid organizzato da un gruppo di giovanissimi integralisti indù a casa del pastore indiano Walter Masih, a Jaipur, nell'India nord-occidentale. Il gruppetto si incontra, si prepara, ferma davanti all'appartamento e, sotto lo sguardo della telecamera, si maschera con fazzoletti da viso; impugnate mazze e bastoni, i balordi entrano in casa, sorprendendo Masih al termine di un culto casalingo; risparmiano moglie e figlioletta, terrorizzate dall'assalto, ma assestano numerosi colpi al pastore, oltre a distruggere con ferocia suppellettili e libri. Il pastore, comprensibilmente impaurito dall'irruzione, si limita a invocare "Jesus!" e a pregare "Have mercy of my brothers!": Gesù, abbi pietà dei miei fratelli.

Dopo l'attacco, usciti i balordi, sanguinante esce sulla strada e con calma parla dell'amore di Dio, di quel Gesù che si è lasciato picchiare a sangue per salvarci.

Il video non è professionale, e ricorda i filmati amatoriali alla "Ultimo minuto" più che i documentari artefatti di Michael Moore; non ha commenti fuori campo, non presenta tagli sospetti. A quanto pare non è così spettacolare da sollevare polemiche e meritarsi trasmissioni in prima serata, anche se - provare per credere - non lascia indifferenti. È autentico, drammaticamente autentico.

Ecco, ci sarebbe piaciuto - ci piacerebbe ancora oggi - che i nostri fratelli guardassero questo video. Vorremmo che se lo inoltrassero tra loro, che lo inoltrassero ai loro amici laici, ai media, ai governanti, a tutti coloro cui fino a oggi abbiamo inoltrato petizioni, lettere, richieste per altri.

Vorremmo che i nostri fratelli prendessero coscienza delle condizioni in cui si trovano i cristiani in quei cinquanta paesi che non concedono la libertà di confessione religiosa. Di come stanno i loro fratelli in Corea del nord (50 mila cristiani nei campi di lavoro), in Cina (40 mila cristiani in carcere), e ancora in Eritrea (duemila cristiani nei container), in Arabia Saudita, in Iran, o nelle tanto ammirate Maldive, dove gli unici cristiani esclusi dalla persecuzione sono quelli che - ingenuamente - portano soldi a chi perseguita i loro fratelli mentre loro si dilettano con il surf e la pesca subacquea.

Forse è il momento di rendersi conto di tutto questo e, passata l'indignazione, di muoversi finalmente a favore dei cristiani perseguitati prima ancora che per altre, pur nobili, cause.

Il video è uno, ma potrebbero essere migliaia, come i casi dei cristiani ingiustamente arrestati, molestati, maltrattati per il solo fatto di voler vivere serenamente e personalmente la propria fede, e di dare una speranza a chi sta loro vicino. Un giorno, forse non troppo lontano, potrebbe capitare anche a noi di percorrere le vicende che oggi toccano a loro. Con o senza filmati, probabilmente ci farebbe piacere se quel giorno gli altri alzassero la voce a nostra difesa.

Lo speciale sul video: http://www.evangelici.net/speciale/attualita/masih.html


E in effetti, una veloce ricerca su YouTube rivela un numero impressionante di filmati che testimoniano il trattamento riservato ai cristiani in molte parti del mondo.
Ad esempio, il processo ad una convertita in Indonesia (con sottotitoli in inglese).
Allucinante.

E questo sul Pakistan, da un telegiornale americano.

Ci sono video da Iraq, Libano, Palestina, Egitto, China...

Altrove ho trovato anche foto sul genocidio armeno.
Questa è terribile: ricorda i lager nazisti.

Eppure per qualcuno ci troviamo di fronte ad "un fenomeno endemico che con i cristiani c’entra poco".
Potremmo dire che non riguarda solo i cristiani, certamente. Ma che "con i cristiani c'entra poco" proprio no.

scritto da: Faramir alle ore 12:38 | link | commenti
categorie: cristianesimo, libertà religiosa, fondamentalismo

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

Chi sono

Blogger: Faramir
Nome: Mauro

Appunti di un cattolico liberale.

Samizdatonline - Socio Fondatore

Primo piano

Vota Berlusconi - Pdl - Popolo della Libertà
Your Good News Source
Soldi alla Chiesa: verità e bugie
Più Famiglia - Roma, 12 Maggio 2007
Tocque-ville
Radio Formigoni
Un parlamento di cittadini

Campagne

io sto col Papa
Cosa ci tocca difendere!
Speciale RU-486
Italian Blogs for Darfur
Appello per la libertà religiosa in Cina

Samizdatonline

La lista dei soci SOL - in costante crescita - ormai è troppo lunga... la potete visionare sul sito dell'associazione.
Se condividete la nostra mission, fate un pensierino ad associarvi.

Samizdatonline - Socio Fondatore

Categorie

11 settembre
25 aprile
africa
aiuto alla vita
alitalia
america
anglicani
antiamericanismo
anticlericalismo
antisemitismo
arabi
araldica
asia
attualita
bambini
barzellette
benedetto xvi
beppe grillo
berlusconi
bertinotti
bioetica
birmania
bossi
brogli
carburanti
carita
catt-lib
cattolici
cellule staminali
censura
censura sinistra
centri sociali
centrodestra
chiara lubich
chiesa cattolica
chiesa ortodossa
cina
cinema
clima
clonazione
comunicazione
comunismo
condizione femminile
cooperative
costituzione
cristianesimo
cultura
cultura della morte
cus
darfur
debiti pvs
defacing
democrazia
dico
diritto naturale
don benzi
droga
ecologia
economia
economia di mercato
ecumenismo
educazione
elezioni
embrione
eugenetica
eugenia roccella
euro
europa
eutanasia
famiglia
famiglia cristiana
fecondazione
fede
federalismo
femminismo
finanza
fisco
focolari
fondamentalismo
formigoni
forze armate
francesi
gesu
giornalismo
giornalismo alle vongole
giovani
giuliano ferrara
giustizia
global warming
globalizzazione
gmg
hacking
idiozia
immigrazione
india
infrastrutture
inquisizione
insider
integrazione
intercettazioni
internet
ippica
iran
iraq
islam
laicismo
laicità
lavori pubblici
lavoro
le ultime parole famose
lega nord
legalita
legge 194
letteratura
liberalismo
libertà
libertà religiosa
lombardia
lotta allaids
mafia
magdi allam
maria
mass media
maternità
maurizio lupi
medici
medio oriente
meeting
meritocrazia
meteo
missione
monnezza
morte
musica
natale
nato
nazismo
neoconservatori
nichilismo
nomadi
norlevo
obiezione di coscienza
occidente
omosessualità
onu
ordini professionali
osservatore romano
pacifismo
pacs
partito democratico
pasqua
pecoraro scanio
pedofilia
pena di morte
pensioni
politica
politica internazionale
politically correct
popolo della liberta
poteri forti
prodi
pronostici
propaganda gay
radicali
ragione
rai
referendum
relativismo etico
religione
resistenza
responsabilita
ricerca
riforme
risparmio
ru-486
russia
samizdat
samizdatonline
sanita
sardegna
sarkozy
satira
scienza
scuola
servizi segreti
sicurezza
sindacati
sinistra
socialismo
solidarietà
sondaggi
spagna
statalismo
storia
sussidiarietà
sviluppo
tav
teo-dem
teorie complotti
terrorismo
terrorismo islamico
terzo settore
tibet
tocque-ville
tremonti
trinariciuti
udc
umorismo canonico
unione europea
università
uolter veltroni
usa
valori
varese
verita
vita

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Disclaimer
L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

Istituto Bruno Leoni

itinerari di ricerca storica e letteraria