Sì, [questa storia] è accaduta realmente.
«La Repubblica laica ha sottostimato l’importanza dell’aspirazione spirituale. Io e il Papa abbiamo la stessa vocazione. La Chiesa è necessaria al nostro futuro». Nicolas Sarkozy fa breccia in Vaticano rievocando «le radici della Francia essenzialmente cristiane» e il «legame indefettibile che dai tempi di Carlo Magno unisce la Francia alla Città Eterna». E poiché «non basta rendere omaggio al passato, per quanto prestigioso esso sia», la sua «missione» a Roma è un «passo che testimonia la fedeltà della Francia alla sua storia e a una delle fonti maggiori della sua civilizzazione». [...]
Perchè fare il presepe a scuola fa bene a tutti gli studenti
1. La conoscenza reciproca alimenta il dialogo e il rispetto. Gli studenti immigrati di religione non cristiana vengono rispettati di più se noi non cancelliamo i simboli della nostra tradizione e della religione storicamente maggioritaria nel nostro Paese e non li priviamo della possibilità di conoscere un pezzo della storia e della cultura del Paese nel quale vivono e del quale un domani potrebbero diventare cittadini.
2. I musulmani non sono offesi dalla celebrazione del Natale. Al contrario, il Natale ha le caratteristiche per essere una festa condivisa, in quanto l'Islam venera Maria e considera Gesù l’ultimo profeta prima di Maometto. In numerosi Paesi a maggioranza islamica, il Natale (cattolico o ortodosso) è considerato festa nazionale.
3. “Rispettare” gli studenti immigrati non cristiani non può significare discriminare quelli cristiani. Non è corretto discriminare i molti studenti immigrati di religione cattolica o più in generale cristiana, impedendo loro di festeggiare a scuola il Natale. D’altronde essi potrebbero arricchire la nostra cultura, “insegnandoci” il modo in cui il Natale viene festeggiato nei loro Paesi d’origine.
4. Non si può “tutelare” la minoranza limitando i diritti della maggioranza. Vivere in una società multiculturale non comporta le necessità di rendere i bambini italiani “orfani” della loro origine, privandoli della possibilità di conoscere un simbolo della storia religiosa, culturale, artistica, popolare italiana. Rispettare le diversità non significa negare le differenze ma imparare a farle convivere in armonia e rispetto.
5. Natale è la festa che ricorda l’evento storico della nascita di Gesù Cristo. Questo evento sta alla radice della nostra civiltà al punto tale che noi contiamo gli anni a partire da esso. A prescindere dall’adesione alla religione cattolica, negare il Natale di Gesù significa negare l’origine della nostra civiltà. E’ un atto violento: non a caso furono i nazisti i primi a sostituire il Natale con la Festa della Luce.
6. Fare il presepe in classe non impone a nessun bambino di diventare cristiano. Il presepe è simbolo di amore e di accoglienza, segno di pace e di fratellanza universale. memoria del sorgere del cristianesimo, religione del nostro paese e fondamento dei valori universali propri di ogni essere umano: libertà, uguaglianza, pari dignità tra uomo e donna. Sono le basi su cui costruire una integrazione autentica, basata sul rispetto reciproco.
7. La laicità è un metodo, non è un contenuto. Essere laici non significa essere anticristiani ma approcciare in modo ragionevole la realtà e impedire che una posizione prevalga in modo violento sulle altre. La vera laicità include, non esclude, apre al confronto, non chiude fuori dalla porta culture, religioni, tradizioni ma ne valorizza il meglio.
8. La “neutralità religiosa” offende tutti. Se si toglie dalla scuola il presepe e il riferimento alla nascita di Gesù, per logica conseguenza va tolto ogni riferimento a ricorrenze come il Ramadan o Halloween (è la contrazione di All Hallows Eve che significa "vigilia di Tutti i Santi", la Festa di tutti i Santi); senza dimenticare che lo stesso “laico” Babbo Natale, che in molte scuole porta i doni “al posto” di Gesù Bambino, in realtà è Santa Klaus, cioè San Nicola.
9. Tolto il presepe, Natale rimane esclusivamente una festa del consumismo, fatta di regali e di abbuffate, priva di valori e di insegnamenti. E’ a questo che vogliamo educare gli studenti delle nostre scuole?
[...] Del resto, è notorio che i leader politici simpatici a Repubblica cercano di convincere gli avversari a passare dalla loro parte promettendo loro che nella prossima legislatura non conteranno un cazzo. Ed è altrettanto risaputo che se gli atti secretati li pubblica la concorrenza ci troviamo in un Paese a rischio, se li pubblica D’Avanzo siamo di fronte al meritorio atto di responsabilità di una inflessibile e coraggiosa sentinella della democrazia.
Se a tutto ciò si aggiunge la “preveggenza” della senatrice diessina Anna Finocchiaro, che in sede di dibattito sulla Finanziaria aveva interpretato il trailer di questa nuova commedia all’italiana scodellata dal quotidiano di Ezio Mauro, il quadro è completo. [...]
(Fonte: L'Occidentale)
Avvistata slitta trainata da renne sopra Napoli... Mi riferisco alle goffe giravolte prodiane, comici tentativi di camuffare l'agonia del governo, e all'ennesima bacchettata ricevuta dal ministro TPS.
Avete presente come si contorce una lucertola colpita a morte, prima di schiattare?
E' quello a cui penso quando assisto a certi teatrini.
(Grazie al sempre puntuale Fausto Carioti, del quale consiglio anche i post su Ratzinger vs Onu e sulla Hollywood anticristiana)
Così almeno si usa dire... anche se per un cristiano la Speranza non muore mai.
Quello che si continua a sperare è che anche i non cristiani imparino a leggere le encicliche papali senza paraocchi fatti di pregiudizi ideologici. E soprattutto, dopo averle lette, facciano uno sforzo per capirle.
Anche questa volta le reazioni stizzite - quando non furibonde: come osa costui criticare, oltre al marxismo, il "Sacro Illuminismo"? - non potevano mancare.
Ma - consoliamoci - si trova anche qualche analisi intelligente e "open minded":
Testo coraggioso e sorprendente, quello dell’enciclica Spe Salvi dedicato alla speranza. Coraggioso, perché parla ad un’umanità sazia e disperata nella propria pienezza; sorprendente perché svela un lato del Pontefice molto riservato e raramente esibito ai media. Joseph Ratzinger stupisce: perché, sia pure nella pacatezza dell’esposizione, mostra di essere fratello di ogni uomo e ogni lettore, con le sue attese e speranze. Sia pure testimoniando, ovviamente, il valore cristiano della speranza. L’enciclica tocca alcuni temi e altri ne prefigura. Possiamo individuare alcune linee guida: ... [continua>>]
(Antonino D'Anna, su Affaritaliani)
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville