Gino

martedì, 29 gennaio 2008

Idiozie «di scopo»

Se ne sentono tante in questi giorni.

Da quelli che hanno qualche problemino con addizioni e percentuali, a quelli che mi ricordano certi ragazzini "sboroni", sempre a rompere le scatole con le loro sfide temerarie, salvo poi fare brusche retromarce, motivandole con patetiche scuse fatte presentare dalla mammina (o dal proprio "braccio destro").

Oppure, quei poveretti che - resisi conto di avere fatto una cagata colossale e di trovarsi nella palta fino al collo - si rivolgono al proprio diretto concorrente e lo sfidano a fare lo stesso, "se ha coraggio"... ma coraggio di che?
Se tu hai fatto una scemata, dobbiamo tutti diventare scemi per non farti sentire solo?
Ah-ho! Ma ci sei o ci fai?

Ci fa, ci fa... non bisogna essere particolarmente geniali per capire che lo "scopo" di un governo a termine per fare "una legge elettorale che garantisca la governabilità" sarebbe solo prendere tempo e cercare nel frattempo di rimediare al disastro prodiano.
E' evidente infatti che con qualsiasi sistema elettorale, se si va al voto nei prossimi mesi, Pd e sinistra estrema (insieme o separati) prenderanno una batosta di quelle epiche.

Ma qualcuno pensa che il Pd e la sinistra radicale sarebbero disposti a varare una legge elettorale per garantire al centrodestra una maggioranza ancora più solida di quella che guadagnerebbero con la legge elettorale vigente?
Comunisti sì, ma fessi integrali no...

E non venitemi a raccontare di mitiche rimonte d'altri tempi, che certe cose le faceva solo Bartali (un Gino mica per niente...). Infatti non ci credono nemmeno loro.

Se poi la campagna elettorale di Veltroni avrà come strategia il "Pd che rappresenta il nuovo e la Cdl che invece è il simbolo di un vecchio modo di fare politica", beh... direi che sarà facile smontarla.

scritto da: Faramir alle ore 14:20 | link | commenti (12)
categorie: politica, satira, idiozia, uolter veltroni
lunedì, 28 gennaio 2008

Chiesa contestata! Se ne parla stasera

Se stasera non avete impegni e siete dalle parti di Busto Arsizio, vi suggerisco un incontro che si preannuncia interessante, anche per la presenza di un nostro carissimo e stimatissimo socio:

L'Associazione Culturale Nazionale ha organizzato per lunedì 28 gennaio l'incontro "Chiesa contestata!", ispirato al caso Sapienza-Papa.  Tale evento si svolgerà il giorno alle ore 21.00, presso la Sala Museo del Tessile di Via Volta a Busto Arsizio.

Relatori della serata saranno l'Onorevole Luca Volontè (Capogruppo Udc alla Camera), Don Gabriele Mangiarotti (Sacerdote, direttore del sito www.culturacattolica.it ). Durante la serata verrà presentato il libro “Furore Giacobino”, scritto dall’On. Volontè, Ed. Aliberti.

L’Onorevole Luca Volonté, capogruppo UDC alla Camera, ripercorre nel libro che andrà a presentare le vicende degli ultimi due anni, dalla morte di Giovanni Paolo II al Raduno di Loreto.

(Fonte: VareseNews)

PS: scusate se sono pignolo, ma è proprio necessario specificare tra parentesi che Don Gabriele Mangiarotti è un "sacerdote"? Non siamo mica ai tempi dei Promessi Sposi, con Don Rodrigo e compagnia bella... ;-)

scritto da: Faramir alle ore 14:09 | link | commenti (1)
categorie: laicismo, chiesa cattolica
venerdì, 25 gennaio 2008

Cala il sipario

Un epilogo degno di cotanto governo... scenate che si sarebbero potute evitare, visto che il risultato era ampiamente previsto. Ma Prodi non ha voluto uscire di scena in maniera indolore. Troppo vendicativo il soggetto.
Muoia Romano con tutti i filistei... o meglio, con tutti i sinistrorsi.

Amen.

Rinnovo i ringraziamenti a Clemente per il bel regalo di compleanno.
Ma grazie anche all'ostinato e orgogliosissimo Mortadellone Prodi per aver agito in modo da bruciarsi tutti i ponti alle spalle, ponendo le basi per una crisi intestina nel Pd, che rischia di relegare la sinistra all'opposizione per qualche decennio... sempre che dall'altra parte non facciano qualche cagata ancora più grossa, salvandoli dall'autoaffondamento.


scritto da: Faramir alle ore 10:17 | link | commenti (7)
categorie: politica, prodi
martedì, 22 gennaio 2008

Aspettiamo a stappare...

Non avevo dubbi che Prodi, ostinato e ambizioso com'è, le avrebbe tentate tutte pur di non mollare la "cadrega" e restare attaccato al potere, almeno fino al prossimo giro di nomine... quindi per stappare la bottiglia di spumante aspetto il referto del medico legale.
Ne tengo in fresco una di quelle che ho preso per il mio compleanno (sono 40 oggi).
Grazie comunque a Clemente Mastella per il bel regalo di compleanno.
Vedremo se gli zombie del Senato verranno ancora in soccorso di Prodi.
Per conto mio...
quasi quasi spero che ce la faccia a scamparla per un voto grazie a quelle cariatidi, così sarà sempre più chiaro agli italiani che lo hanno votato quanto sia stato grande l'errore commesso.

Certo che a leggere le cavolate che spara Prodi, viene da chiedersi su che pianeta viva e se ci creda veramente a quello che dice...

Fa ridere soprattutto quando si vanta di aver fatto "uscire dalle emergenze" il Paese... la Campania si vede che non è più in Italia... e il continuo stillicidio di morti sul lavoro, dopo che Prodi aveva detto solennemente "mai più!" ai funerali degli operai Thyssen? boh!
La competitività delle imprese che cala, la produzione industriale che arranca, la previsione del pil 2008 che continua a diminuire, i consumi che si contraggono, grazie alle tasse e agli aumenti delle bollette (grazie a chi non vuole centrali nucleari, rigassificatori, ecc) che strozzano le famiglie, mentre si avvicina la stangata della recessione USA, si vede che me li sogno solo io.

E quando si vanta di aver "guidato il processo per la missione Libano", forse si dimentica di dire che quella missione avrebbe dovuto impedire il riarmo degli Hezbollah, quelli che D'Alema e Diliberto ci vanno a braccetto e stanno già preparando un'altra guerra contro Israele...

Cosa vuol dire con "diffondere la cultura del rispetto"? Si riferisce agli oltraggi di cui è stato fatto oggetto il Papa da parte di quei "bravi ragazzi" dei Collettivi Studenteschi? O al costante aumento dei crimini?

Ma l'apoteosi si raggiunge con questo passaggio:
«Un governo che ha saputo liberalizzare i servizi, combattere le corporazioni, che ha messo la casa al centro delle politiche tagliando l'Ici e agevolando gli affitti. Un governo che ha creduto e crede nell'ambiente e nella sua tutela, e anche quando ci siamo trovati di fronte a emergenze come quella dei rifiuti, non abbiamo cercato di addossare ad altri le responsabilità storiche, come sarebbe stato facile, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo affrontato concretamente il problema»

Boh! Io non riesco a capire di cosa parla. Ha sprecato quasi due anni tirando a campare, ha strozzato con le tasse la ripresa economica favorevole che gli avrebbe permesso di fare quelle riforme strutturali che il governo precedente non era riuscito a fare e adesso parla di liberalizzazioni, si vanta pure di aver ridotto la spesa pubblica (argh!!!) e tagliato i costi della politica (con il governo più affollato di ministri e sottosegretari e i parlamentari che fanno finta di tagliarsi lo stipendio, salvo poi aumentarselo...).

Forse viviamo davvero in due universi paralleli... Di sicuro io non sto nello stesso di questi signori.
Se volete provare a stabilire una connessione con il Paese delle Meraviglie prodiano, cliccate qui, ed esprimetevi serenamente, pacatamente...


scritto da: Faramir alle ore 18:10 | link | commenti (16)
categorie: politica, prodi
lunedì, 21 gennaio 2008

La vera emergenza in Campania

E' online il nuovo editoriale selezionato dall'associazione Samizdatonline che esprime un giudizio estremamente valido sulla situazione in Campania.
Trovo quanto mai attuale questa citazione di don Giussani:

"Un partito o una istituzione che soffocasse, che non favorisse la creatività sociale contribuirebbe a creare o a mantenere uno Stato prepotente sulla società. Tale Stato si ridurrebbe ad essere funzionale solo ai programmi di chi fosse al potere e la responsabilità sarebbe evocata semplicemente per suscitare consenso a cose già programmate; perfino la moralità sarebbe concepita e conclamata in funzione dello status quo".

E' davvero ora di ripartire dai fondamenti: dalla gratuità, dall'educazione.

scritto da: Faramir alle ore 14:47 | link | commenti (1)
categorie: politica, educazione, responsabilita

Le bugie dei Radicali

Con Pannella è Carnevale tutto l'anno...Questa volta Pannella & C. l'hanno sparata troppo grossa (sarà il clima da Carnevale ormai imminente...).
Tanto grossa che hanno costretto il TG1 a trasmettere un comunicato nell'edizione di prima serata (la più vista) per precisare che i dati dei Radicali sullo spazio concesso al Papa dai telegiornali sono sbagliati.
E sbagliati alla grande, come qualsiasi persona che non vivesse su Marte potrebbe testimoniare per esperienza diretta.

D'altra parte, se costruiscono "statistiche ad hoc" in modo che la realtà si adatti alle loro strampalate teorie, poi non si dovrebbero lamentare che nessuno (a parte i nipotini di Stalin dei Collettivi Studenteschi - novelli Beria de noantri - e certi tipi balzani che passano pure per essere blogger acuti e brillanti...) li prenda sul serio.
Ma è sempre stata questa la strategia dei Radicali: sparare numeri assurdi per conquistare le prime pagine, tanto poi quello che resta nella memoria della maggior parte dei lettori sono i titoli cubitali, non le rettifiche con riferimenti ai dati reali rilasciate da parte di coloro che affrontano gli argomenti in maniera razionale.

Scusate, ma giudicate voi stessi.
Cosa pensereste di chi vi venisse a dire che i telegiornali delle reti Rai dedicano il 30 (TRENTA) per cento del loro spazio al Papa e ad altri esponenti della Chiesa Cattolica (immagino si riferiscano a vescovi, cardinali, sacerdoti e religiosi, dimenticandosi che la Chiesa Cattolica è formata anche da laici)?
Immagino che la prima reazione sarebbe di stropicciarvi gli occhi e di darvi un pizzicotto, per aver la certezza di essere svegli.
Dopodiché, probabilmente vi fareste una risata e suggerireste al soggetto in questione di non eccedere con gli alcolici (o gli spinelli, visto di chi si tratta...).

Eppure è facile ottenere una "statistica" (metto le virgolette per rispetto dei veri statistici, che potrebbero offendersi del paragone improprio) che dia ragione a questi deliri.
Basta considerare come 100 la somma dei tempi riservati ai seguenti quattro soggetti: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Governo e Vaticano (intendendo con esso il Papa e gli altri esponenti della Chiesa cattolica).
Il tutto spacciato, come al solito, per "dati documentati e verificati della realtà" che dimostrerebbero (rullo di tamburi) la sistematica "occupazione del sistema dell'informazione da parte di esponenti del clero".
Ma trattenetevi ancora un attimo dallo scoppiare a ridere, per favore.

Aggiungiamoci pure che considerando i tempi effettivi, il TG1 è "accusato" (che "felloni", complici degli "oscurantisti clericali"!) di aver dedicato a Papa e altri esponenti della Chiesa la "incredibile" cifra di 26 ore, 35 minuti e rotti... in circa 2 anni e 9 mesi! Ovvero, dal 19 aprile 2005 (elezione Benedetto XVI) al 14 gennaio 2008.
(Per inciso, un'altra questione da tenere presente riguarderebbe anche il "modo" in cui nei telegiornali si affrontano argomenti relativi alla Chiesa Cattolica e alla religione in genere, che spesso non ricevono un trattamento "benevolo", anzi...)

Avete smesso di rotolarvi dalle risate?
Bene. Ricomponetevi, per favore...
Ora potete leggere come stanno veramente le cose.


Le bugie dei Radicali
 Sono senza fondamento i numeri diffusi nei giorni scorsi dall’esponente dei Radicali, Marco Pannella, durante la trasmissione 'Porta a porta', sulla presenza della Chiesa cattolica e del Papa nei telegiornali delle tv italiane.
  Secondo i dati del Centro di ascolto radiotelevisivo radicale, da quando Papa Ratzinger è stato eletto, il Tg1 gli avrebbe dato mediamente il 29,13% degli spazi, il Tg2 il 32% e il Tg3 il 25%. In un articolo pubblicato ieri dal quotidiano «Italia oggi», questi numeri vengono smentiti dalle cifre dell’Osservatorio
Isimm ricerche, che fornisce i dati ufficiali all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. «Alla voce Vaticano e altri soggetti religiosi – si legge nell’articolo –, il tempo dedicato all’argomento, raggiunge il 3-4 per cento in Rai e una cifra quasi sempre inferiore in Mediaset». Inoltre, secondo i dati diffusi da CanaleTre sui passaggi televisivi, il Vaticano è in linea con gli spazi dati a Francia, Gran Bretagna, e molto lontano da quelli dedicati agli Stati Uniti.
(Fonte: Avvenire 20 Gennaio 2008)

Concludendo, intoniamo tutti insieme:
Para-para-pà... para-para-pà... para-para-pa-ppà... figura di merda!

Due incontestati maestri della politica spettacolo...

martedì, 15 gennaio 2008

Er consijo de Facoltà

Grazie ad uno scoop del mitico Berlicche siamo in grado di svelarvi come si è arrivati alla controversa decisione di invitare il papa Benedetto XVI all'inaugurazione dell'anno accademico presso l'Università La Scemenza... ehm, volevo dire La Sapienza di Roma.

Mi raccomando: prima di leggere il post di Berlicche assicuratevi che non ci sia il vostro capo nei paraggi, che se vi vede rotolare per le risate potrebbe avere qualche obiezione... ;-)

scritto da: Faramir alle ore 15:34 | link | commenti (3)
categorie: cultura, satira, università, benedetto xvi
lunedì, 14 gennaio 2008

Moratoria anche su Povia?

Avete letto l'ultimo editoriale dell'associazione Samizdatonline? Eccolo qua: 

 

CENSURATO A SANREMO. Gliel'hanno fatta pagare. Proprio così. Non gli hanno proprio perdonato quella volta al Family Day, quando salì sul palco più scomodo d'Italia e gridò che i diritti dei bambini vengono prima di quelli dei grandi. Giuseppe Povia, il vincitore del Festival di Sanremo 2006, l'autore di quella tenera canzone-tormentone "I bambini fanno ooh", che è una delle poche canzoni italiane da ricordare degli ultimi anni, non farà parte dei "big" che quest'anno calcheranno il palcoscenico dell'Ariston.
Difficile non pensare ad una sorta di ritorsione ideologica dell'establishment politico nei suoi confronti. Il ragazzo pare avesse un bel pezzo (parola di un esperto come Mario Luzzatto Fegiz: "A noi sembra sbagliata l'esclusione della canzone di Povia, che abbiamo sentito") e si è conquistato sul campo la notorietà di cui gode. E' un artista "nazionalpopolare", dunque giusto per Sanremo, molto più di gente come Minghi o Mietta o Anna Tatangelo (della serie "a volte ritornano"). Il che non significa che sia banale, anzi. Di sicuro non è un clone, ha una sua personalità e originalità.
So di parlare di un argomento che molti giudicheranno quanto meno frivolo, ma la verità è che il "caso Povia" non è affatto da liquidare alla leggera. Del resto c'è in gioco la carriera e la visibilità di un cantautore. Non è cosa da poco, almeno per lui. La sua esclusione ha il sapore della vendetta. Lo sapeva bene Antonella Ruggiero che quel giorno in Piazza Santi Apostoli si rischiava la carriera. E infatti, dopo avere annunciato la propria adesione al Family Day, all'ultimo momento ha dato
forfait.
La Ruggiero fece una pessima figura, ma salvò la reputazione davanti agli amichetti del quartierino.
Povia invece si comportò da uomo, da persona onesta e coerente. Qualcuno lo avrà sconsigliato. Qualcuno gli avrà detto "Attento, che ti metti contro quelli che contano", a cominciare dalla lobby del Gay Pride e dalla maggioranza di centrosinistra al potere. Ma Povia se ne è infischiato. Tanto di cappello.
Oggi purtroppo deve rendersi conto che il potere, il potere che controlla la cultura in Italia, è forte, è veramente forte e anche sfacciato, se si permette di buttare fuori uno come lui. Il potere che ha trovato il proprio corifeo, il proprio servo sciocco, nel bravoconduttore Pippo Baudo, il quale anche stavolta ci ammannisce la solita brodaglia di denunce sociali e buoni sentimenti (presente Cristicchi?), così da poter fare la faccia seria e pensosa all'occorrenza ed "educare" il popolo bue per mezzo del festival.
Educarlo a cosa? Ma al pensiero radicale di sinistra, quello politically correct, ovvio!
L'altr'anno, per esempio, oltre al deprimente Cristicchi c'era anche quell'altro (non ricordo più nemmeno il nome) con il brano sulla mafia. Ma c'era pure Mariella Nava con una canzone sull'eutanasia: un modo per sponsorizzare la battaglia dell'associazione Luca Coscioni. Di quella canzone penso che nessuno ricordi più né le parole né la melodia. Meglio così. Ma che ci sia stata è comunque indicativo di come il Festival di centrosinistra debba essere in qualche modo "organico".
E quest'anno? Quest'anno toccherà invece alla riesumata Tatangelo (bellina, ma, insomma, è quello che è, niente più che un'interprete con una discreta presenza scenica), che si porta in dote un bel brano sul tema dei gay firmato dal marito Gigi D'Alessio. Fatti in casa.
Figuriamoci se poteva starci un Povia, uno che si è macchiato della colpa gravissima di portare la canzone di successo ad una festa di cattolici, e alternativa alla cultura gay, per giunta!
Censura, signori, questa è censura, bisogna chiamare le cose col loro nome.

Ed è proprio per questo che il "caso Povia" non è proprio una cosetta da niente

La Cittadella socio di SamizdatOnLine


scritto da: Faramir alle ore 15:30 | link | commenti (8)
categorie: censura, politically correct, samizdatonline

L'intolleranza dei libertari

A quei poveri bischeri, malati di crassa ignoranza, che vorrebbero impedire a Benedetto XVI di partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università La Sapienza di Roma, ha già risposto degnamente il laico Pierluigi Battista, sul laicissimo (a volte laicista) Corriere della Sera.
Inutile aggiungere altro.

Una risata li seppellirà.

Mi limito a ricordare come l'Università La Sapienza - che qualche buffo buontempone alla Odifreddi vorrebbe vietare al Papa - venne fondata oltre sette secoli fa (20 Aprile 1303) proprio per volontà di un altro pontefice: Bonifacio VIII.
Quello spumarino pallido di Enrico Boselli dovrebbe fare un ripassino di Storia...

PS: forse rendendosi conto dell'idiozia di tutto ciò, iniziano ad arrivare le prime defezioni.

 


scritto da: Faramir alle ore 15:22 | link | commenti (3)
categorie: laicismo, idiozia, università, benedetto xvi

Lo stupro come arma: il Darfur è anche questo

Ricevo da Italian Blogs for Darfur e invito a diffondere:
 
"I could hear the women crying for help, but there was no one to help them.”
Dal 2003, inizio del conflitto in Darfur, migliaia di donne e bambine sopra gli otto anni sono state stuprate e ridotte a schiave sessuali dai miliziani janjaweed. Gli attacchi avvengono spesso mentre le donne si allontanano dai campi profughi, per le normali attività di ogni giorno, e gli stupratori sono quasi sempre in gruppo. Di ritorno al campo, le donne vengono rinnegate dalle loro stesse famiglie.
Lo scopo dei janjaweed, con la complicità delle forze regolari sudanesi, è infatti umiliare, punire, controllare, e terrorizzare la comunità da cui provengono. Lo stupro diventa così un'arma e porta, oltre al trauma in sè, le mutilazioni genitali, le ferite, l'alto rischio di contrarre e diffondere l'AIDS e altre malattie sessuali.
Refugees International ha ora rilasciato "Laws Without Justice", un dossier sull'accesso ai servizi legali delle vittime di stupro in Sudan: ne emerge un quadro dalle tinte fosche, in cui le donne sono vittime due volte.
Un chiaro esempio è il rischio, per la donna che denuncia le violenze ma che non riesca a provarle, di essere accusata di "zina", adulterio: la pena è morte per lapidazione per le donne sposate o centinaia di frustate per chi non lo sia.
Anche il ricorso alle cure mediche fornite dalla ONG presenti in Darfur risulta difficile e rischioso. Le ONG sottostanno alle rigide regole del Governo per continuare a operare nel terriorio, nonostante intimidazioni e attacchi, e perdono così molta della fiducia delle vittime, costrette spesso a compilare un modulo di denuncia che le espone ai rischi della giustizia sudanese.
Queste sono solo due delle conclusioni a cui sono giunte le analisi della Refugees International. Il resto lo trovate qui.

Link:
"Darfur Advocacy Agenda": come fermare la violenza sessuale in Darfur

scritto da: Faramir alle ore 14:19 | link | commenti
categorie: africa, darfur, solidarietà
venerdì, 11 gennaio 2008

Sulla Ru486 è ancora tutto da decidere

A leggere i giornali nellle ultime settimane sembra che ormai l'autorizzazione da parte dell'Aifa (l’ente italiano di farmacovigilanza) all'introduzione della pillola abortiva Ru486 sia uno cosa scontata.
Ma come ci spiega Assuntina Morresi in questa intervista, la partita è ancora aperta.

La professoressa Morresi, membro del Comitato Nazionale di Bioetica, fa anche alcune importanti osservazioni in merito al dibattito sulla legge 194 e la moratoria sull'aborto lanciata da Giuliano Ferrara.
Consiglio l'ascolto soprattutto a laicisti fondamentalisti e a certi cattolici utopisti amanti delle battaglie ideali, ma perse in partenza.

Personalmente condivido la linea che portano avanti Assuntina Morresi, insieme ad Eugenia Roccella, su Avvenire. Quella linea che non rinnega i princìpi fondamentali, ma senza perdere di vista la realtà e il contesto socio-culturale in cui ci troviamo.
La linea che - tanto per intenderci - ha avuto successo in occasione dei referendum sulla legge 40.

scritto da: Faramir alle ore 17:41 | link | commenti (2)
categorie: bioetica, ru-486, legge 194

Come ti indottrino il giornalista

Ormai siamo proprio in una Repubblica Democratica Popolare di stampo sovietico.
Cose del genere giusto in URSS e stati satelliti potevano succedere...

Provate a immaginarvi il casino che sarebbe scoppiato se un'iniziativa del genere l'avesse promossa il governo Berlusconi, oppure quale sorte toccherebbe a un politico americano, inglese, o nord europeo che tentasse lo stesso giochetto.

scritto da: Faramir alle ore 16:51 | link | commenti (3)
categorie: politica, comunismo, giornalismo, mass media, libertà
giovedì, 10 gennaio 2008

A scuola di illegalità

Questa polemica da parte del ministro Fioroni non la capisco.

Proprio in questi giorni sto compilando i moduli per iscrivere le mie bimbe alle scuole (dell'infanzia e primaria).
La prima cosa che ti chiedono sono generalità, indirizzo residenza e codice fiscale dei genitori. Se uno è clandestino cosa fa?
Lascia in bianco? E al distretto scolastico dovrebbero accettare un'iscrizione del genere?
E allora a che servono questi moduli? Solo a far perdere tempo ai cittadini in regola, quelli che pagano le tasse per dei servizi che poi ai clandestini vengono offerti gratuitamente?
Un conto è la solidarietà, che non si discute, ma il rispetto delle regole - per tutti - non può essere messo in discussione, soprattutto da parte di un ministro. In questo credo che abbia ragione il vicesindaco di Milano:

[...] «La sostanza è che è tutt’ora in vigore la legge Bossi-Fini che impone l’allontanamento dal territorio italiano dei cittadini extracomunitari senza regolare permesso di soggiorno».
Parliamo di bambini.
«E mica i bambini vengono a iscriversi da soli. Li accompagnano i genitori».
Irregolari.
«Appunto. E i nostri funzionari cosa dovrebbero fare? Accettare l’iscrizione dei bambini e far finta di non vedere che di fronte ci sono persone fuorilegge? Senza documenti?».
Parliamo dell’istruzione, un diritto che va garantito a tutti. Anche ai figli degli irregolari.
«Nessuno lo nega. Ma se l’istruzione è un diritto, il rispetto della legge è un dovere. Soprattutto per un pubblico ufficiale».
Come se ne esce?
«Ce lo spieghi il ministro, invece di mandare diffide. Se io, pubblico ufficiale, vedo un reato e non lo denuncio devo essere denunciato a mia volta».
Anche in questo caso?
«Ma certo. Io dovrei accettare l’iscrizione del bambino per garantirgli il sacrosanto diritto all’istruzione, ma poi dovrei chiamare la polizia per far portare i genitori al cpt. Al centro di permanenza temporanea per l’espulsione».
Illogico.
«Certo. Iscriverei il bambino e lo allontanerei dai genitori».
Ma negli altri Comuni d’Italia cosa fanno?
«È quello che chiedo a Fioroni. Cosa fanno a Roma, Torino, Bologna. Sindaci e gli assessori violano la legge? Io invito il ministro a Milano. Si sieda sul banco dell’impiegato e accetti lui l’iscrizione da un irregolare. Lo faccia, voglio proprio vederlo. Abbia il coraggio di assumersi la responsabilità di commettere un illecito. C’è il codice penale». [...]


Strano senso della "legalità" hanno nel centrosinistra.
Solo diritti, niente doveri... Poi si sorprendono di come sono messi i Campania.


scritto da: Faramir alle ore 15:16 | link | commenti (2)
categorie: scuola, sinistra, immigrazione
mercoledì, 09 gennaio 2008

Aborto e pregiudizi laicisti

Leggo con piacere questo post sul blog di Peppino Caldarola:

Lo scambio di lettere che troverete sul Foglio di oggi fra Walter Veltroni e Giuliano Ferrara è una cosa buona. E’ forse il primo segno di quel clima di tolleranza che alcuni protagonisti politici e alcune forze politiche stanno tentando, in controtendenza, di portare in questo paese. Siamo usciti senza fatica da una contrapposizione ideologica che, data la delicatezza del tema in discussione, sarebbe stata nefasta. Invece l’intelligenza ha portato a ragionare sul fatto che nessuna delle parti vuole abolire la 194, lo ha detto anche la sen. Binetti, ma la si vuole applicare tutta, che nessuna delle due parti considera l’aborto un diritto ma una drammatica circostanza, che la discussione sul principio e la tutela della vita può fare un passo avanti aiutata dalla scienza e da una più acuta sensibilità umana. Non è poco. Da qui si potrà andare molto avanti su tutti i temi eticamente sensibili, in un confronto con la cultura cattolica che arricchirà il nostro paese e non lo mortificherà. Questo è il vero compito di una nuova cultura laica che non si chiude in cittadelle ideologiche. La tradizione laica non è mai stata questo. Semmai lo è stata la tradizione anti-clericale che la parte maggiore della sinistra combattè. Insomma siamo tutti più liberi di discutere e di fidarci. La Chiesa deve cogliere questa opportunità per guardare al mondo non cattolico con maggiore fiducia.


Molto bene, davvero!
Ma perché se le stesse cose che dicono Veltroni e Ferrara le dicono i cattolici (e lo fanno da anni), allora parte subito il fuoco incrociato di accuse: "fondamentalisti, oscurantisti, nemici delle donne", ecc.?

Forse anche i non credenti devono cogliere questa opportunità per guardare al mondo cattolico con maggiore fiducia, e senza pregiudizi.

A proposito di applicazione della legge 194, infatti, chi - a parte i volontari dei Centri di Aiuto alla Vita e pochi altri cattolici - ha fatto qualcosa di concreto negli ultimi 30 anni per rimuovere le cause che costringono le donne ad abortire, come scritto nella legge 194?
Ricordo che i volontari dei CAV, da soli e senza grandi finanziamenti pubblici, hanno salvato
oltre 85mila bambini  da una misera fine, e le loro madri da un trauma terribile, checché ne pensino quelli che "l'aborto non è un dramma", anzi è "un'esperienza importante, di crescita"... :-(

Chi sarebbero i fondamentalisti?

PS: magari certi "presunti laici" ricordassero la lezione di Norberto Bobbio...


scritto da: Faramir alle ore 15:33 | link | commenti (5)
categorie: maternità, cattolici, aiuto alla vita, legge 194, uolter veltroni

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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