Gino

venerdì, 29 febbraio 2008

Rapito il vescovo caldeo di Mosul

Da AsiaNews:

Rapito il vescovo caldeo di Mosul
Mons. Faraj Raho aveva appena finito di celebrare la Via Crucis. Uccise le tre persone che erano con lui in auto.

Mosul (AsiaNews) – Il vescovo caldeo di Mosul, mons. Faraj Raho, è stato rapito oggi dopo aver celebrato la Via Crucis. Le tre persone che erano con lui sono state uccise. Lo riferisce  ad AsiaNews mons. Rabban al Qas, vescovo di Arbil che ha ricevuto la notizia direttamente da Mosul. I rapitori avrebbero già stabilito un contatto e avanzato delle richieste. Il sequestro - riporta il canale Ishtar Tv -  è avvenuto intorno alle 17.30; mons. Raho era appena uscito dalla Chiesa del Santo Spirito.
 
“Il vescovo è in mano ai terroristi – dice mons. al Qas – ma non sappiamo in che condizioni di salute, i tre uomini che erano con lui in macchina, tra cui il suo autista, sono state uccisi”. “È un momento terribile per la nostra Chiesa, pregate per noi”, è l’appello del vescovo di Arbil.
In un'intervista ad AsiaNews a fine novembre mons. Raho aveva denunciato le "incessanti sofferenze dei cristiani del nord" e lo stato di Mosul, "una città lasciata a se stessa e al terrorismo".

scritto da: Faramir alle ore 17:48 | link | commenti
categorie: iraq, chiesa cattolica, terrorismo islamico

Vergognoso silenzio dell'Onu su uccisioni di civili in Darfur

(New York, 27 febbraio 2008) "Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe intraprendere un'azione decisiva nei confronti del Sudan per i recenti attentati. Il Consiglio di Sicurezza dovrebbe denunciare con forza il governo sudanese sul recente bombardamento di civili e villaggi del Darfur occidentale ed imporre sanzioni mirate ai responsabili"  lo ha scritto in una lettera Human Rights Watch.

L''Human Rights Watch ha avvertito che l'inazione del Consiglio ha dato al Sudan una luce verde per continuare ad attaccare obiettivi civili, violando il diritto internazionale e le risoluzioni dello stesso Consiglio. 

"Gli attentati  recenti del governo sudanese ci riportano ai giorni più bui del conflitto", ha detto Georgette Gagnon, direttore di Africa, Human Rights Watch,. "Il Consiglio di Sicurezza non dovrebbe fare alcuna pausa come se si trattasse di una questione di consueta ordinarietà".
 
Dal 8 febbraio 2008, le truppe del governo sudanese e le milizie "Janjaweed" appoggiato da elicotteri gunships e bombardieri Antonov hanno effettuato una serie di attacchi uccidendo centinaia di civili. Decine di migliaia di persone sono state sfollate dai bombardamenti continui, che stanno anche impedendo all'assistenza umanitaria di raggiungere alcune delle zone più colpite per la prevenzione salva-vita.
Gli attacchi sono solo l'ultima manifestazione della negligenza e disprezzo del Sudan per le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e ai suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale, nessuna delle quali ha provocato una forte reazione da parte del Consiglio di Sicurezza. Questi includono per il Sudan, la ripetuta violazione di embargo sulle armi delle Nazioni Unite, la mancata attuazione di sanzioni delle Nazioni Unite, e l'ostruzione del mantenimento della pace "Questi orribili attacchi sui civili mostra la consapevolezza del Khartoum che non ci saranno conseguenze reali per le sue azioni", ha detto Gagnon. "E 'il momento per il Consiglio di Sicurezza a dimostrare che hanno torto."
Human Rights Watch ha invitato il Consiglio di Sicurezza a rilasciare una dichiarazione della presidenza di condanna del Sudan alle violazioni del diritto internazionale umanitario in West Darfur, la nomina del capo Musa Hilal di Janjaweed a 'consigliere presidenziale,' e il suo rifiuto di collaborare con la Corte criminale internazionale . Il Consiglio dovrebbe anche inviare un gruppo di esperti delle Nazioni Unite per indagare immediatamente gli attacchi in West Darfur, e dovrebbe imporre sanzioni mirate sui responsabili.

(Trad. Giulia Fresca da
http://hrw.org/   e da    http://english.aljazeera.net/ )

scritto da: Faramir alle ore 14:32 | link | commenti
categorie: africa, darfur

Centinaia di bambini scomparsi in West Darfur

Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, l UNICEF, ha denunciato la scomparsa di centinaia di bambini tra i 12 e i 18 anni, soprattutto maschi, dopo gli attacchi governativi delle settimane scorsa nel Darfur Occidentale, che sono costati la vita anche a un operatore della Croce Rossa.

Circa 30.000 civili hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni in fiamme (il 60% delle case nella città di Abu Suroji) e i morti si contano a centinaia, 600 nei soli ultimi dieci giorni. I nuovi attacchi non possono che aggravare il tasso di malnutrizione in Darfur, nonostante gli aiuti umanitari che spesso vengono dirottati dagli uffici governativi che fanno da intermediari tra le ONG e gli sfollati.
Si ringrazia
Isabel per la segnalazione.

scritto da: Faramir alle ore 12:58 | link | commenti
categorie: africa, darfur

Programma palindromo

L'amico Berlicche ci rende nota una sua interessante scoperta: il programma elettorale del Pd è il primo caso di "programma palindromo".
Ovvero, leggendolo da una determinata prospettiva, MA ANCHE da quella opposta... il risultato è lo stesso!

Geniale! Questa sì è una innovazione notevole...


scritto da: Faramir alle ore 12:53 | link | commenti
categorie: satira, partito democratico
giovedì, 28 febbraio 2008

Perché la maggioranza degli operai snobba il Pd

[...] Se si esaminano le liste veltroniane con milioni di «figli di...», bravini, capacini di ottimini discorsini, con gli occhialini o stivalini (da ragazze bene) giustini. Quando si constata che l’unico operaio valorizzato non è scelto perché dirigente delle lotte o del Pd in fabbrica, ma come tragico testimonial (naturalmente a lui personalmente va tutta la solidarietà) di un terribile dramma, riesce difficile non condividere la sensazione crescente di larghi settori popolari: questi ci hanno abbandonato. L’esperto del lavoro candidato Pietro Ichino - bravo commentatore che vedremo se sa fare il politico, come dice Massimo D’Alema - non è uno che ha lavorato in squadra per formare l’appena costituito Pd: no, è gentilmente prestato dal Corriere della Sera [noto anche come "il quotidiano delle grandi banche" . Nota di Faramir] per piacere alla gente che piace. L’ispirazione del programma del Pd, poi, è dettata da uno dei luoghi più astratti dell’universo, il sito di economisti della «voce.info», che fa sembrare la facoltà di Teologia di Tubinga un posto in cui ci si occupa solo di problemi pratici. E poi, in realtà, l’uomo forte del «lavoro» nelle liste del Pd sarà Paolo Nerozzi, leader del pubblico impiego in Cgil. Come volevasi dimostrare. [...]

Fonte: il Giornale

No comment.


scritto da: Faramir alle ore 15:30 | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, partito democratico

Ancora sul "giallo" del documento dei medici

E ci risiamo. E' una vecchia abitudine, un vecchio trucco. Quando si fa parte di una minoranza di illuminati - di gente che ha sempre ragione, che sa veramente come funziona il mondo - e non del popolo bue, si ha una certa tendenza ad usare la maiuscola e il plurale maiestatis.
E così piccoli gruppi di persone finiscono per rappresentare la totalità.
Se uno sparuto manipolo di studenti manifesta perchè il ministero vuole introdurre lo studio della patata o perchè il Turkmenistan ha dichiarato guerra all'Ossezia, davanti alla scuola o all'università in genere ci saranno "gli Studenti che protestano". Anche se sono dieci, e gli altri ne hanno approfittato per tagliare.
I rivoluzionari rappresentano ‘sempre’ il Popolo, tutto quanto; anche se sono all'1%. Perchè gli altri o non sanno quello che fanno oppure sono reazionari e dunque non contano.
E così in tanti altri casi. Le Donne vogliono. I Metalmeccanici chiedono. Noi Italiani siamo convinti che. I Medici...

I Medici. Già, i Medici. Può capitare che i giornali pubblichino un documento fatto passare come "i Medici dicono che", mentre si tratta di una bozza mai neanche discussa dall'Ordine. E su questo costruiscano uno scoop.
E quando Avvenire fa notare la cosa, scoppi la baraonda: "I Vescovi contro i Medici".

Magari ai normali medici avrebbe fatto anche piacere essere informati che qualcuno parla a loro nome. Così da potere alzare la mano dicendo, "
Non sono poi così d'accordo".
Ma che ci volete fare, è un vizio antico. Noi Scrittori lo sappiamo bene.

Berlicche socio di SamizdatOnLine

Argomenti correlati:

* Avvenire stia al suo posto –
Il Foglio
* “Ci accusate ci ciò che voi inscenate”. Lettera aperta a Michele Serra - Avvenire
* In quell’impeto di titoli forti un deficit di buon giornalismo - Avvenire
* Il presunto "giallo" del documento dei medici - Gino
* Alcune donne scrivono a Veltroni, Bertinotti "ora basta!" – CulturaCattolica
* Irriducibili - Vinoemirra
* Ordine dei medici: iI "giallo" del documento mai votato – Radioformigoni


scritto da: Faramir alle ore 11:08 | link | commenti (2)
categorie: politica, sanita, giornalismo alle vongole
mercoledì, 27 febbraio 2008

Veltroni: preparato, ma anche un po' ignorante

Meno male che qualcuno se n'è accorto... Cominciavo a pensare di averli io dei problemi...

scritto da: Faramir alle ore 11:24 | link | commenti (1)
categorie: radicali, uolter veltroni

Walter: democratico, ma anche un po' leghista

Quando, 5 anni fa, fu Calderoli a proporre la castrazione chimica per i pedofili ci fu un coro di "NO!" scandalizzati da parte di sinistra, cattolici, psicologi, criminologi, ecc.
Calderoli venne definito "un sadico", addirittura, manco andasse in giro armato di machete a cercare pedofili da evirare.

Adesso che anche Veltroni arriva a prenderla in considerazione, una settimana dopo averla esclusa (che giri di Walzer!), le reazioni sono molto diverse... in campagna elettorale tutto fa brodo.

Che poi, la castrazione chimica da sola non serve a molto, se non è una scelta volontaria affiancata da altre terapie.


scritto da: Faramir alle ore 11:05 | link | commenti (3)
categorie: pedofilia, uolter veltroni

Basta con l'uso politico della rappresentanza della professione medica

Dimissioni per il Presidente A. Bianco della FNOMCeO

Il Presidente di FNOMCEO, Amedeo Bianco, insieme al cosiddetto "gruppo ristretto", di cui membro influente è il dr.  Panti,  Presidente dell’Ordine di Firenze, ha ancora una volta dato prova di come  interpreta il ruolo di rappresentante della professione medica.

Il documento trasmesso alla stampa al termine della assemblea dei Presidenti di Ordine riuniti a Roma, che ha trovato ampia e "calorosa" eco su tutti i giorrnali italiani, in difesa della 194, dell’utilizzo della RU 486, a favore della prescrizione del Norlevo e della diagnosi preimpianto, non è mai stato sottoposto alla discussione dei Presidenti degli Ordini, ma solo fatto circolare come "bozza" di lavoro di una commissione in margine ad una riunione che aveva a tema tutt’altro.

Non ci sorprende questo ennesimo tentativo, condotto contro ogni regola di democrazia, contro il contenuto stesso del Codice Deontologico della professione, di trasformare i desideri di Bianco, Panti ed altri amici, nel pensiero dei Medici italiani.

Già analoga operazione era stata costruita in merito alla questione del testamento biologico.
E’ evidente che questo esecutivo è delegittimato e non rappresenta più autorevolmente i Medici italiani. 

Ricordiamo per tutti i fatti: i Presidenti degli Ordini riunitisi a Roma hanno approvato  e discusso un documento in cui erano contenute richieste al mondo politico, sull’organizzazione della sanità,in vista delle prossime elezioni.
Bianco , Panti e gli altri amici, avevano fatto distribuire a tutti i Presidenti le relazioni dei lavori di  varie Commissioni  della Fnomceo, fra cui quella di Bioetica. Le relazioni di tali Commissioni non sono state discusse né vi era accenno nel documento finale, approvato per acclamazione, di alcun contenuto relativo a tematiche di rilevanza bioetica.   In seguito una delle bozze di relazione della Commissione di Bioetica è stata "passata" alla stampa.

E’ gravissimo scambiare il proprio ruolo istituzionale di rappresentanza di una categoria professionale, in un pulpito elettorale, soprattutto quando si tenta di farlo sottraendosi, con espedienti di vecchia scuola, al confronto serio ed approfondito, culturale e scientifico con coloro che si pretende di rappresentare.

Ma come già successo a Udine per il Testamento biologico, anche questa volta il Presidente Bianco dovrà riconoscere che la maggioranza dei medici italiani non la pensa come lui, e soprattutto che non condivide l’uso politico degli Ordini.

Invitiamo pertanto il Presidente Fnomceo, non nuovo  a rilasciare dichiarazioni personali spacciandosi come interprete del pensiero dei medici italiani, a desistere da questa prassi  quantomeno antidemocratica.

Invitiamo il presidente A. Bianco a riflettere sul valore della professione esercitata con coscienza e libertà fuori da ogni interesse politico e all’interno di un rapporto di cura che ha il suo unico scopo nel bene della persona e nel rispetto della vita, dal concepimento sino alla sua fine naturale, come il nostro Codice tuttora sancisce.  

Ufficio Stampa Medicina e Persona


scritto da: Faramir alle ore 09:33 | link | commenti
categorie: politica, sanita, ordini professionali
martedì, 26 febbraio 2008

Berlusconi a Radioanch'io, domani mattina

Domani, mercoledì 27 febbraio, Silvio Berlusconi sarà protagonista della trasmissione "Speciale Radioanch'io: a tu per tu con i leader", in onda su Radiouno, dalle 9.05 circa.

Si può partecipare alla trasmissione chiamando durante la diretta (RadioUno RAI, dalle ore 9:00 alle 9:56) il numero verde 800050001. Vi chiederanno i vostri dati, un numero di telefono ed una sintesi dell'intervento e sarete ricontattati entro pochi minuti dalla redazione. Ovviamente, se farete una domanda interessante (a giudizio della redazione).

E' possibile esprimere la propria opinione anche inviando un SMS al numero 335 6992949, attivo dalle ore 9.00 alle ore 10.00, oppure inviando una E-Mail, anche prima della trasmissione, all'indirizzo di posta elettronica :

radioanchio@rai.it


scritto da: Faramir alle ore 17:19 | link | commenti
categorie: politica, berlusconi

Le strane, ma non troppo, alchimie di Walter

Vi segnalo il nuovo editoriale sul sito di SamizdatOnLine: "Le strane, ma non troppo, alchimie di Walter", del socio CensuraRossa.

scritto da: Faramir alle ore 13:09 | link | commenti
categorie: politica, radicali, cattolici, partito democratico, uolter veltroni

Là dove non poté Silvio, riuscì Famiglia Cristiana

Non rischio smentite affermando che, fino ad ora, la comunicazione politica di Silvio Berlusconi e del suo PdL è stata carente.

D'accordo, il PdL è nato in corsa e c'è stato poco tempo per elaborare una strategia.
Però non si possono commettere in piena campagna elettorale ingenuità come quelle viste negli ultimi giorni.
Esempio: Veltroni annuncia un programma elettorale che in molti punti ricalca quello del PdL e Bonaiuti che fa?
Salta su a dire "ci copiano!", come un bambino delle elementari!
Sbagliatissimo usare il tono vittimistico in un frangente del genere. Fa assumere un atteggiamento difensivo, che denota insicurezza.
Molto meglio sarebbe stato puntare sull'ironia: "Vista la straordinaria coincidenza di vedute, faremo avere a Uolter la tessera numero 2 del PdL, subito dopo quella di Berlusconi...", sarebbe stata una dichiarazione adatta.

Anche le dichiarazioni di Berlusconi a Matrix di venerdì scorso in merito alla possibilità di "larghe intese" nel caso di un eventuale pareggio alle elezioni sono state un evidente errore, subito sfruttato da Veltroni (qui si vede la scuola marxista-comunista) per far passare l'idea che il PdL non crede più nella vittoria.
E via con i sondaggi tendenziosi che dicono di un "miracoloso" recupero del Pd...
Così Berlusconi deve ribadire l'ovvio ("Noi corriamo per vincere"), dando l'impressione di rincorrere.

Che ingenuità!
Si vede che il Cav. non ha ancora preso le misure del suo avversario, molto abile a sfruttare le debolezze altrui.

Insomma, può apparire buffo, ma quello il colpo che non è riuscito a Berlusconi (per ora), ovvero mettere alle corde Veltroni, lo ha messo a segno inaspettatamente un settimanale cattolico come Famiglia Cristiana, da sempre filo-Prodiano-ulivista (e negli ultimi mesi spesso molto benevolo con Uolter e il suo progetto di Pd), che arriva a parlare del Pd come di un "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana".
Tanto che Uolter è costretto sulla difensiva, e
in maniera piuttosto goffa - la stizza affiora tra l'usuale buonismo ecumenico di facciata... - arriva ad accusare Famiglia Cristiana di non essere stata abbastanza critica verso Berlusconi in passato!
Chiunque infatti abbia appena un po' di confidenza con la linea editoriale di Famiglia Cristiana può testimoniare che questa è la cosa più vicina a una barzelletta che si sia mai sentita dire a Veltroni... Ma la cosa più buffa è che Uolter ha detto una cavolata:

VELTRONI: FAMIGLIA CRISTIANA NON CRITICÒ ACCORDO PANNELLA-FI
"Perchè nel 2001 non è stato detto nulla quando Pannella si candidò con Berlusconi?". A chiederlo è il segretario del Pd, intervistato a Radio Anch'io sulle critiche arrivate da Famiglia Cristiana all'accordo siglato tra Pd e Radicali. [...]

Infatti, nel 2001 il Partito Radicale era rimasto fuori sia dal centrodestra che dal centrosinistra.
E anche nel 1994, quando una manciata di radicali venne eletta nelle fila del Polo delle Libertà, Pannella non si candidò con Berlusconi, limitandosi ad un collegamento con il Polo della sua "Lista Pannella-Riformatori", che però ebbe un risultato deludente, non sufficiente a farlo eleggere. Pannella lasciò quindi il Parlamento dopo quasi 20 anni.
Strano che Veltroni si confonda così... saranno tutte quelle curve in autobus?

A proposito del sondaggio commissionato da Famiglia Cristiana ("i cattolici al voto"), è vero che alla domanda:
"Le leggerò ora i nomi di alcuni leader politici, quale vorrebbe come Presidente del Consiglio?"
si registra una maggioranza di preferenze per Veltroni... ma la percentuale a suo favore è del 24%, cioé solo un quarto scarso degli intervistati, e Berlusconi non è molto lontano con il 18%. E sommando l'11% dato a Fini e il 5% a Casini, si vede che Veltroni nei pensieri dei cattolici è decisamente in minoranza rispetto sia al PdL che al vecchio centrodestra. Inoltre un 24% risponde "Nessuno di questi" e un 14% "Non sa/Non risponde".
Insomma, i sondaggi bisogna spiegarli bene e comunque vanno presi con le pinze.

Ma quello fissato con il "marketing da sondaggi" non era Berlusconi?


Il presunto "giallo" del documento dei medici

Non ho tempo per riassumere tutta la vicenda, ma ormai chi mi legge regolarmente dovrebbe sapere come funzionano certe "manovre" diversive tipiche dei "Grandi Quotidiani Indipendenti".

D'altra parte il direttore di Avvenire sa difendersi bene da solo (d.b. = Dino Boffo).
Notare il Post scriptum... ;-)

Qui mi limito a riportare quanto Avvenire metteva in prima pagina domenica scorsa:

"Nasce un giallo sul documento diffuso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici con posizioni discutibili su temi eticamente sensibili. Ma nel Consiglio nazionale era stato approvato un testo che riguarda i temi di politica sanitaria che i medici segnalano ai partiti in vista delle elezioni."

Da confrontare con una dichiarazione dell'Ordine dei Medici di Lombardia:

lunedì 25 febbraio 2008 16.59
ABORTO, MEDICI LOMBARDIA CONTRO ORDINE NAZIONALE
"Non è mai stato messo in votazione (e quindi neanche approvato) il documento oggetto del comunicato stampa diffuso dalla FNOMCeO". Lo affermano in una nota i presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio. "I Presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio - si legge nel testo - dichiarano che l'oggetto del comunicato stampa è stata una relazione presentata insieme ad altre 13 relazioni sui temi più diversi" e "ricordano che la discussione si è concentrata sul testo del documento conclusivo", l'unico che "esprime il parere condiviso dei presidenti presenti mentre le singole relazioni, tutte di grande importanza e meritevoli di precise, attente e future valutazioni, non sono state oggetto di votazione". Il comunicato diffuso oggi a Milano si conclude con la richiesta dei presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia che "venga convocato d'urgenza un Consiglio Nazionale".

Ma potete stare tranquilli che queste dichiarazioni non finiranno sulle prime pagine di Corriere, Repubblica, Unità, ecc.
Sui quali però continuerete a leggere tante parolone in tema di "laicità", "diritti civili", e simili.
Cominciassero a praticare un po' di professionalità e ad avere un minimo di dignità...


scritto da: Faramir alle ore 10:34 | link | commenti (1)
categorie: sanita, giornalismo alle vongole, ru-486, legge 194
lunedì, 25 febbraio 2008

[Piemonte] Strategie radicali

Questa interessante intervista a Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day 2007, candidata nelle liste del Popolo della Libertà, mi offre lo spunto per parlare di strategie tipicamente radicali (nel senso di partito):

[...] Veltroni  fa entrare i radicali nel Pd. Che significato politico ha?

Qualunque sia l'esito della trattativa con il Pd, Pannella è già riuscito a mettere Veltroni in un angolo. Le candidature proposte dai radicali hanno ciascuna un significato e un obiettivo preciso: Mina Welby, l'eutanasia, Maria Antonietta Coscioni, la ricerca fondata sulla distruzione di embrioni umani, Silvio Viale, l'aborto fai-da-te, Maurizio Turco, la campagna europea contro la Chiesa. Il tentativo del Pd di tenere i temi etici ai margini dalla campagna elettorale è già fallito: non è la presenza dei radicali a rendere la vita difficile ai cattolici del Pd, ma la volontà politica di Pannella, evidente nella proposta delle candidature, di far entrare dalla finestra, attraverso i nomi dei candidati, le questioni che Veltroni ha cercato di chiudere fuori dalla porta.
A questo punto, conta poco cosa sarà scritto nel programma: non credo che Mina Welby o Silvio Viale in Parlamento si occuperanno di liberalizzazioni.
[...]

A proposito di Viale, non lasciatevi ingannare da quelli che vi dicono che "si tratta di un'autocandidatura".
E' sicuro che non sarà Viale il candidato (non lo vuole nemmeno la Bresso, anticlericale ex-radicale): troppo esposto mediaticamente e facilmente riconoscibile come sostenitore della "kill-pill" Ru486.

Ma la candidatura Viale serve a coprire la vera candidata, rintracciabile (anche se un po' nascosta) in fondo a questo articolo sul Corriere della Sega di ieri (no, non è un errore di battitura... avete presente la homepage del Corriere? Ecco, ci siamo capiti... il copyright credo sia di HoldenC):

[...] nel partito si fa strada la candidatura alternativa di Mirella Parachini, per trent'anni compagna di vita di Pannella, ginecologa del San Filippo Neri e altro grande sponsor della Ru486.

La Parachini è pericolosa quanto Viale, se non di più, essendo meno "esposta" sui mass-media, quindi "digeribile" anche dai cattolici piemontesi che non conoscendola bene la voteranno come dei gonzi.
I radicali sono i soliti (subdoli), ma che dire di Veltroni che li accoglie a braccia aperte, pur conoscendoli bene?


venerdì, 22 febbraio 2008

Scintille nel Pd...

Sono già scintille nel Pd, tra cattolici e radicali appena imbarcati.

[... Pannella] sa bene che «quella con il Pd sarà una convivenza faticosa, laboriosa, difficile ma importante». Pannella coglie pure l’occasione per attaccare direttamente e duramente l’ex segretario dei popolari, Pierluigi Castagnetti «che ebbe l’ignobile comportamento di porre la condizione della rinuncia al nome di Luca Coscioni all’accordo elettorale tra noi e l’Ulivo». Vecchie ruggini che tornano a galla. Pannella nell’impostare il rapporto con i cattolici transfughi dalla Margherita non sembra voler concedere molta disponibilità. A chi gli ricorda il fatto che i cattolici chiedono la sottoscrizione del codice etico e del manifesto dei valori del Pd Pannella risponde: «Hanno il codice etico, hanno tutto etico loro, anche il sesso etico». [...]

Ma anche la Chiesa cattolica non ha digerito bene la mossa di Veltroni (il quale pare sia "rassegnato"):

[...] La scelta di Veltroni viene considerata nei piani alti della Conferenza episcopale e in Vaticano come una «débâcle» per i cattolici che militano nel Pd. In queste ore, nei sacri palazzi, circola una battuta riferita al segretario del Partito democratico, che due giorni fa, all’assemblea del partito, di fronte alle lamentele dei teodem, avrebbe dichiarato: «Vi lamentate per i radicali? Ma i vescovi hanno già il loro cuore altrove...». Un modo per affermare che le gerarchie – ufficialmente non schierate dopo la fine dell’unità politica dei cattolici sotto lo scudocrociato della Dc – avrebbero però già in qualche modo scelto per il frammentato centro o per il Popolo della libertà guidato dal Cavaliere, e non per il nuovo partito di centrosinistra guidato dall’ex sindaco di Roma. Inutile ripetere che la Chiesa non farà pronunciamenti di voto e che i cattolici militano in tutti gli schieramenti. Ciò non significa, però, che un partito valga l’altro.
Di certo la scelta del leader del Pd, che ha iniziato la sua corsa dichiarando di voler andare da solo, ma si è già apparentato con Di Pietro e ora imbarca i radicali, semplifica in un certo senso il panorama politico accentuando in maniera molto più vistosa quei «problemi di compatibilità» per i cattolici dei quali parlava un editoriale di Avvenire domenica scorsa. C’è chi ricorda di quanto fosse furente Rosy Bindi, qualche anno fa, di fronte alla ventilata ipotesi di accordo tra Berlusconi e i radicali (poi non andato in porto):
l’attuale ministro della Famiglia riteneva indecente per un elettore cattolico quella fusione che ora invece si ripropone nel Partito democratico.
Una scelta non facile da far digerire anche ai gruppi e alle associazioni cattoliche storicamente più vicine al centrosinistra.
[...]

Se poi i radicali insistono per mettere in lista Sergio D'Elia, ex terrorista condannato per banda armata e concorso in omicidio, le cose si complicano ulteriormente.

Da segnalare anche le conclusioni di Stefano Folli:

[...] Quello a cui assistiamo,in ogni caso, è l'oggettiva difficoltà per Veltroni di gestire un'alleanza che va al di là del partito «coeso e omogeneo», in apparenza privo di contraddizioni, descritto all'origine. Il Partito democratico tende ad assomigliare a una mini- coalizione, come osserva Bertinotti: e come, del resto, si presenta anche il Popolo della libertà affiancato dalla Lega.
Non ci sono solo i radicali e la Binetti. Ieri Pietro Ichino, noto studioso dei problemi del lavoro, candidato con il Pd, ha proposto di rivedere l'articolo 18, uno dei tabù della sinistra politica e sindacale. Un atto di coraggio, soprattutto un gesto destinato a dare credibilità al riformismo di Veltroni. Ma subito sono esplose le polemiche, tanto che Tiziano Treu è dovuto intervenire per ricordare che lo studioso ha parlato a titolo personale, in quanto la revisione dell'art.18 non è nel programma del Pd.
Questo richiamo al programma per lenire i contrasti ricorda un po' il rituale propiziatorio cui ricorreva Prodi nei momenti di crisi: anche lui guardava sempre al programma. Ma ciò non gli ha evitato infinite lacerazioni.

E sappiamo come sono andate le cose...


scritto da: Faramir alle ore 11:44 | link | commenti (5)
categorie: radicali, cattolici, partito democratico

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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