Alla fine Livia Turco ha deciso di assestare un ultimo ignobile colpo di coda, fregandosene altamente di quanto deciso dal Parlamento con la Legge 40/2004, approvata da una larga maggioranza trasversale, e dai cittadini che bocciarono sonoramente i referendum contro tale legge.
Si veda anche il post di Stefano Scardovi per capire la infima e subdola doppiezza che caratterizza certi personaggi. Oltre alla lampante incompetenza, naturalmente. Anche Dracula Visco non scherza...
Ma loro sono "democratici", quindi possono fare quello che gli pare, perché stupirsi di cotanta faccia tosta?
[...] «Con un colpo di coda offensivo del suo ruolo istituzionale e scorretto verso il ministro che le subentrerà, la Turco fa uscire nuove linee guida sulla legge 40: da un governo che lascia anzitempo perchè pesantemente sconfitto dalle urne arriva l'ennesima freccia avvelenata che ha il sapore della vendetta. Il ministro uscente sbaglia, nel metodo e nel merito». È quanto afferma, in una nota, la responsabile Udc per la Famiglia, Luisa Capitanio Santolini. Nel metodo, spiega, «perchè dopo averle tenute nel cassetto per mesi, le emana proprio al termine del ballottaggio a Roma e a pochi giorni dall'insediamento del nuovo governo: segno- sottolinea l'esponente centrista- della consapevolezza che esse avrebbero indignato l'area moderata e cattolica e quindi danneggiato Rutelli e Veltroni». Sul merito, poi, continua Santolini, «la Turco fa scientemente un uso strumentale di sentenze che vanno contro lo spirito e la lettera della legge. La diagnosi pre-impianto apre scenari di selezione eugenetica, che è proprio quel che la legge voleva impedire, e che le sentenze del 2007 hanno ignorato. Inoltre, l'infezione da virus Hiv ai danni del feto è un dramma che in Africa si sta tentando di limitare. perchè in Italia si deve andare nella direzione opposta?». In tal senso, conclude Santolini, «mi auguro che il prossimo ministro abroghi immediatamente queste linee guida che dimenticano il risultato del referendum, e che il gruppo dirigente del Pd si renda conto che sono stati episodi come questo e quello dell'Osservatorio sulla Famiglia, altro colpo di mano stavolta di Rosy Bindi, che gli hanno fatto perdere la fiducia della gente». [...]
Nel caso qualcuno avesse dubbi sul fatto che le nuove linee guida contraddicono la legge 40/20204, ricordo che all'articolo 4 comma 1 di tale legge è scritto:
Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.
E all'articolo 13 si legge:
[... ]
2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative.
3. Sono, comunque, vietati: [...]
b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;
[...]
In primo luogo appare molto fantasioso estendere l'applicazione della legge alle coppie "in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle Epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA"...
Infatti, stando al dizionario della lingua italiana De Mauro, la definizione di "infertile" è la seguente: "di uomo o mammifero il cui sperma non può fecondare l’ovulo | di donna o femmina di mammifero che, per deficit ormonali, difetti anatomici o genetici, non può essere fecondata o non può portare avanti una gravidanza iniziata". E per "sterilità" si intende la "incapacità fisiologica a concepire o fecondare".
In secondo luogo, è assurdo sostenere che permettere la diagnosi preimpianto non contraddica il comma 3 b) dell'articolo 13. Tale tecnica di analisi serve proprio a selezionare gli embrioni "sani" e scartare quelli "imperfetti" o presunti tali (che l'attendibilità dei test è comunque statisticamente limitata).
Ma chissenefrega! A questi balordi la realtà gli fa un baffo e fanno quel cazzo che gli pare. Alla faccia dei fessi che li considerano pure degli esempi di moralità.
[...] «Siamo davanti ad un provvedimento gravissimo ed anche scorretto da parte del ministro Turco». Questo il commento della senatrice Laura Bianconi del Pdl, «In nome di un presunto diritto alla salute e di quello di scegliere quale tipo di figlio mettere al mondo- continua la senatrice- il ministro Turco ha deciso di concludere il suo mandato nel modo peggiore avvalorando delle sentenze contrarie alla legge». Secondo Bianconi è «profondamente scorretto che un ministro decida di presentare, come ultimo atto, un decreto che di fatto stravolge un principio cardine di una legge voluta fortemente dagli italiani tanto da approvarla anche con un referendum». Operazione, conclude, «di mera opportunità politica ed ideologica, che sposta i paletti utilizzando uno strumento giuridico, quello delle linee guida, non idoneo a modificare una legge, specialmente su parti così delicate e controverse, compito che solo il Parlamento ha il diritto-dovere, eventualmente, di modificare». [...]
Per fortuna che ce li siamo levati dai piedi per un po', sti buffoni. Speriamo almeno 50 anni.
Se posso suggerirvi una lettura utile (o un'idea-regalo per un amico con quell'aria un po' da "antropologicamente superiore"... ), provate questo libro di Robert Spencer.
Tutto (o quasi) ciò che sapete sull’Islam e le Crociate è falso perché la gran parte dei testi scolastici e dei libri di storia più diffusi sono scritti da accademici e da apologeti dell’Islam che giustificano le loro teorie e scelte con «fatti» storici mistificati. Ma non temete: Robert Spencer rifiuta i miti popolari e rivela aspetti della storia che non vi insegneranno a scuola né ascolterete mai al telegiornale della sera. L’Autore coinvolge i lettori in un viaggio incalzante e politicamente scorretto alla scoperta della dottrina islamica e della storia delle Crociate. Un viaggio da cui trarre tutte le informazioni che occorrono per comprendere la reale natura del conflitto globale che l’Occidente, oggi, si trova ad affrontare.
«Non ho concepito questo libro né come un’introduzione generale alla religione islamica né come un esaustivo resoconto storico sulle Crociate. Piuttosto, mi propongo di analizzare una serie di affermazioni sull’Islam e sulle Crociate tanto tendenziose quanto popolari. Con la speranza di rendere il discorso pubblico un po’ più vicino alla verità.»
(Robert Spencer)
ROBERT SPENCER, direttore del Jihad Watch e membro aggiuntivo del Free Congress Foundation, è autore di quattro libri sull’Islam, tra cui Islam Unveiled: Disturbing Questions About the World’s Fastest Growing Faith (Encounter Books, San Francisco 2002) e Onward Muslim Soldiers: How Jihad Still Threatens America and the West (Regnery, Washington DC 2003), oltre che di otto monografie e di centinaia di articoli. Vive sotto protezione in una località segreta.
Il motivo di questa vita sotto protezione è facilmente intuibile, purtroppo, visto il livello di "tolleranza" alle critiche da parte di troppi musulmani...
Sembra che negli amministratori italici sia ancora presente un pizzico di buon senso:
Frana il progetto della nuova moschea di Bologna. Il centro di cultura islamica, l'ente che avrebbe dovuto gestire la struttura, ha infatti detto no alle due condizioni di trasparenza chieste dall'amministrazione comunale. Un doppio rifiuto che ha fatto dire all'assessore all'urbanistica Virginio Merola che "così viene meno la credibilità del nostro interlocutore. Per noi il progetto non esiste più". Merola nei giorni scorsi aveva inviato una lettera al centro sollecitando la nascita della fondazione che avrebbe dovuto garantire la trasparenza dei fondi investiti nella moschea. L'idea, nata da Alleanza Nazionale e appoggiata dal Comune, era stata condivisa anche dai cittadini del quartiere San Donato, dove la moschea sarebbe dovuta sorgere. Inoltre aveva chiesto al centro di tagliare ufficialmente i ponti con l'Ucoii, una delle associazioni musulmane che non ha aderito alla federazione degli enti islamici voluta dal ministro Amato. Daniele Paracino, vicepresidente del centro, ha confermato di non aver neanche risposto alla lettera di Merola. "I nostri rapporti con l'Ucoii non hanno niente a che vedere con questo progetto", ha spiegato, aggiungendo che, anche a riguardo della fondazione, il centro ha piani diversi: "Stiamo ragionando su una soluzione meno dolorosa dal punto di vista economico e più trasparente". Magari una Onlus, sicuramente non la fondazione richiesta dal Comune. Durissima la reazione di Merola: "Se pensano che gli accordi raggiunti con i cittadini siano carta straccia, allora non siamo di fronte ad un interlocutore credibile". Dunque, di fronte ad "una risposta così chiara", "non ci sono più le condizioni per andare avanti". (Repubblica, 28 aprile 2008)Notare l'arroganza del vicepresidente del centro di cultura islamica, il quale non si degna nemmeno di rispondere a una lettera ufficiale dell'amministrazione comunale che ha avuto un atteggiamento estremamente disponibile verso le loro richieste...
[...] A questo punto, il problema non è più soltanto l’eredità governativa di Romano Prodi. Di fatto, il risultato del ballottaggio per il Campidoglio lesiona la leadership veltroniana e di tutto il «gruppo romano» che ha costruito il Pd e la sua strategia solitaria. Ma soprattutto, lascia indovinare una crepa in quel «partito dei municipi » che ha sempre rappresentato il cuore duro del potere del centrosinistra in Italia; e che sembrava al riparo da qualunque sconvolgimento nazionale. È come se di colpo il gruppo dirigente si svegliasse da un lungo sonno. E scoprisse che la realtà, dispettosamente, non ha assecondato le loro convinzioni. Si tratta di una sorta di «sindrome di Ecce bombo» collettiva: la stessa di quei ragazzi di sinistra immortalati nel 1978 dal regista Nanni Moretti nel film omonimo. Raccontava la storia di un gruppo di amici che erano andati a dormire sulla spiaggia aspettando l’alba; e che alla fine si accorgevano che il sole era spuntato non dove credevano, ma alle loro spalle: una metafora degli abbagli culturali, prima che politici, della sinistra. [...]
(Massimo Franco, Corriere della Sera)
Eugenia Roccella lancia una proposta trasversale agli schieramenti: nuove linee guida per ridurre il numero degli aborti e sostenere la maternità, creando una rete di solidarietà intorno alla famiglia.
Si può pensare di ridurre il numero degli aborti nel nostro paese? Si può immaginare una società che sappia accompagnare e sostenere la maternità, che riesca ad accogliere anche i bambini “imperfetti”, che sia capace di tessere intorno alla famiglia una rete di solidarietà? Noi ci crediamo, e ci vogliamo provare.
[...]
Prevenire non vuol dire solo distribuire pillole, ma incoraggiare una cultura dell’accoglienza, educare alla responsabilità nelle relazioni, valorizzare la maternità. In Italia gli aborti calano, sia pure lentamente, perché i rapporti familiari mantengono la propria forza, perché c’è un livello minore di disgregazione sociale, di madri sole, di disagio giovanile. Ma oltre a tenerci stretto questo patrimonio culturale e ad agire per evitare di disperderlo, possiamo fare molto di più, sul terreno della prevenzione.
[...]
Combattere l’aborto è possibile, ma bisogna farlo con pazienza e tenacia, disponendosi a un lungo e noioso assedio che agisca su più fronti, e rinunciando all’idea che si tratti di una guerra lampo, una bella battaglia in campo aperto. Bisogna cominciare dalle piccole cose, per esempio da un modo diverso di raccogliere le informazioni. Su questo ci impegniamo fin da adesso, chiedendo il coinvolgimento del futuro Ministro, perché la prossima relazione fornisca al Parlamento strumenti utili per una politica che abbia come obiettivo la riduzione degli aborti e il sostegno alla maternità.
Finalmente è stata messa la parola fine sul tormentone della coltivazione di cannabis per uso personale, che negli ultimi anni qualche giudice aveva ritenuto legittima:
[...] la Corte di Cassazione ha sancito ieri, con una sentenza delle sezioni penali unite, che la marijuana 'fatta in casa' è illegale. Il pronunciamento, proprio perché a Sezioni unite presiedute dal primo presidente Vincenzo Carbone, farà giurisprudenza. In futuro vi si dovranno uniformare i tribunali, le corti d’appello e gli stessi giudici di piazza Cavour e questo è quindi da considerare come l’orientamento definitivo della suprema Corte in materia, dopo una serie di verdetti in contraddizione tra loro. [...]
I casi in esame, rimessi alle sezioni unite dalla quarta sezione penale, erano due, uno discusso in udienza pubblica e uno in camera di consiglio. Ma la questione era unica: appurare «se la condotta di coltivazione di piante, dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, sia penalmente rilevante anche quando sia realizzata per la destinazione all’uso personale».
La risposta, come detto, è stata affermativa: «Costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività di coltivazione non autorizzata », si legge in una nota diffusa dopo la lettura del dispositivo. Perciò la Corte ha confermato la condanna a 4 mesi di reclusione e mille euro di multa nei confronti di Vincenzo D.S., cittadino milanese che coltivava marijuana in veranda. Ribaltato invece, il verdetto di proscioglimento del gip di Savona che due anni fa aveva giudicato il giovane Domenico V. non punibile per aver tenuto in casa qualche pianta di 'erba': il ragazzo sarà quindi processato.
In attesa di leggere le motivazioni, si può comunque affermare che esce sconfessata la linea 'antiproibizionista' talvolta sposata da alcune sezioni della stessa Cassazione. I precedenti non mancano, negli ultimi quattordici anni. Era il 1994, infatti, quando la sesta sezione penale distinse «la coltivazione in senso tecnico, un procedimento che presuppone la disponibilità di un terreno e di una serie di attività dei destinatari delle norme sulla coltivazione» dalla detenzione di cannabis per uso personale. A quel pronunciamento, il 10 maggio dello scorso anno, si rifece la stessa sesta sezione (sentenza 17983) per annullare la condanna della Corte d’appello di Roma a carico di un uomo che aveva coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana.
Ben prima, il 19 ottobre del 2003, la Cassazione aveva annullato la condanna a 6 mesi di reclusione e mille euro di multa per Giovanni M., napoletano allora quarantaseienne, «per aver coltivato illegalmente una pianta di cannabis sativa e detenuto 80 semi della stessa pianta per la coltivazione». Motivo: per condannare il 'coltivatore diretto' di sostanze stupefacenti è necessario che «anche in concreto l’offensività sia ravvisabile almeno in minimo grado». Analoga la sentenza numero 40362 del 31 ottobre del 2007, con la quale ancora la sesta sezione penale affermò la liceità della marijuana (fatta crescere, nel caso in specie, dentro la vasca da bagno) se venduta come «pianta ornamentale». La sentenza fece clamore, tanto che due settimane dopo il primo presidente Vincenzo Carbone diffuse una nota per precisare che la coltivazione domestica era da ritenersi «legittima solo quando siano specificamente provate in fatto l’irrilevante quantità e l’assenza della destinazione all’uso di terzi».
Ieri, infine, la decisione a sezioni unite che fa chiarezza una volta per tutte, per la verità anticipata proprio quest’anno dalla sentenza 871 della quarta sezione: «La coltivazione non autorizzata costituisce un reato».
(Avvenire, 25 Aprile 2008)
Amen!
Sarebbe bello che i radicali mettessero il cuore in pace, ma dubito che succederà. Anzi scommetto che ricominceranno con le solite pagliacciate, che verranno anche troppo generosamente rilanciate da tanti giornalisti italici, che si credono tanto moderni e all'avanguardia...
Nella realtà è la decisione della Suprema Corte a tenere conto dei dati più recenti, come ricorda Claudio Risé sempre su Avvenire di ieri:
[...] Si tratta, in realtà, di una sentenza molto aggiornata, che forse tiene anche conto dei recenti richiami dell’Organizzazione mondiale della Sanità, e dell’Osservatorio europeo sulla droghe, a quei Paesi, come l’Italia, in cui il consumo di droghe, e di cannabis, invece di diminuire, ha continuato ad aumentare, con elevati danni personali e sociali.
Ogni giorno, del resto, si intensificano nel mondo dichiarazioni di categorie, o istituzioni, prima 'liberali', che chiedono ai poteri pubblici più consapevolezza nei confronti della crescente pericolosità della cannabis, la sostanza illecita più diffusa nel mondo, la più legata ad atti di violenza, e pista di lancio per tutte le altre droghe.
Gli ultimi sono stati gli infermieri inglesi, che hanno chiesto con urgenza di togliere la cannabis dalle droghe di tipo C, le meno pericolose, perché la situazione nei reparti ospedalieri dove essi lavorano prova ogni giorno il contrario. La stessa richiesta era stata sollevata un anno fa dal quotidiano Indipendent, che chiese scusa ai propri lettori per essersi battuto in passato per la derubricazione della cannabis in quanto innocua: i dati di cronaca lo avevano smentito. Qualche settimane fa poi, il Governo americano ha diffuso il documento «What Works» (cos’è che funziona nella lotta alla droga), spiegando come aveva ridotto, dal 2001, del 24% l’uso di tutte le droghe illecite, del 25% quello di marijuana, del 54% quello di ecstasy, del 60% quello di Lsd, del 15% quello di alcol. Il primo strumento è stato un forte e inequivocabile supporto legislativo, seguito da una capillare campagna di informazione sui danni della droga, e controlli random sul suo uso tra i giovani, nella scuola e sul lavoro.
Particolarmente alta, in tutto il mondo, è diventata proprio l’attenzione alla coltivazione personale di cannabis. È anche in questo modo infatti, utilizzando fitofarmaci, fertilizzanti, e privilegiando le piante femmine, senza semi, che si ottengono concentrazioni di Thc (tetraidrocannabinolo, il principio attivo della cannabis) pari al 35%: spinelli-bomba che distruggono il cervello, e anche il corpo. Per ottenerli, indoor, tra le mura domestiche, si possono utilizzare anche speciali lampade, assieme a sistemi di controllo dell’idratazione e dei ritmi di fioritura. I semi si comprano facilmente nei mercati specializzati (notissimo quello di Bologna), finora in Italia pubblicizzati con affissioni stradali, e privi di qualsiasi controllo, o su Internet. È anche così, tra le mura domestiche, che nasce oggi la nuova cannabis, il new skunk, e anche peggio. La saggia decisione della Suprema Corte può ostacolare questa tendenza.
Non pensavo che potesse succedere, ma anche tra i Paolini sembra si stia affermando un pizzico di realismo.
Ovvero: vuoi vedere che se tante persone (tra cui molti cattolici praticanti) votano Lega Nord, forse forse non si tratta semplicemente di un fenomeno di protesta o espressione di xenofobia?
Insomma, visto che qualche ragione valida ce l'hanno e per la "concretezza dimostrata nelle amministrazioni del Nord", i Paolini concedono ai leghisti l'ammissione agli esami di maturità, auspicando che archivino certe venature "anticristiane" piuttosto folkloristiche:
[...] Il Paese ha fame di governabilità e stabilità; ha bisogno di poche ma efficaci leggi, fatte applicare con rigore (oggi ne abbiamo quasi 100 mila, spesso inutili e da incubo!). Lo richiede la gravità della situazione economica, ma anche la "disperazione" delle famiglie ridotte alla fame, senza soldi per la spesa. Obiettivi raggiungibili grazie alla larga maggioranza in Parlamento, ma anche – ci auguriamo – al contributo maturo della Lega, uscita più forte dalle urne, che necessita di "disintossicarsi" dalle venature "anticristiane", anche perché tanti cattolici l’hanno votata! Da grande e "popolare" forza politica qual è, non può governare il Paese solo con slogan (tanto coloriti quanto inaccettabili), ma mettendo al servizio del Paese la concretezza dimostrata nelle amministrazioni del Nord.
Bossi ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali. Non è stato un voto di protesta. La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale. Cui si può ribattere: sì, purché "solidale"! L’Italia, infatti, può "rialzarsi" e "farcela" solo se progredisce tutta intera, dalle Alpi alla Sicilia. Gli esempi di "federalismo solidale" di Germania e Svizzera sono lì a dimostrarlo: non con la politica dell’obolo, ma con la solidarietà verso i più deboli, nell’interesse di tutti. [...]
Interessante notare anche come il bonus bebé non sia più considerato una irrilevante elemosina:
"Infine, aspettiamo fiduciosi una vera politica per la famiglia. Dall’introduzione del "quoziente familiare" al "piano casa" (ogni giorno circa 200 famiglie vengono sfrattate dalle loro abitazioni); dal "bonus bebè" all’effettiva libertà di scelta educativa; dai nuovi asili nido all’aumento delle pensioni più basse; dal lavoro stabile per i giovani agli aiuti per i non autosufficienti. Così com’era nel programma. In campagna elettorale non ci siamo schierati, ma un "partito" l’abbiamo: la famiglia. Non faremo sconti a nessuno."
Forse si può cominciare a ragionare davvero...
La visita negli Usa di papa Benedetto XVI è passata un po' in sordina sui media italiani, a causa del "rumore" prodotto dall'agenda politica, ma c'è da credere che lascerà un segno nella società americana. Ci sono effettivamente più motivi per essere felici di questo papa.
Mi ha colpito un commento riportato da Gianluca Zappa:
“Calore, candore e compassione”, sono le caratteristiche di Benedetto XVI notate da Bill Bennett, uno dei pensatori cattolici più influenti, il quale ha aggiunto che questa visita “è servita a introdurre all’America un Papa che amava il suo predecessore, ma non conosceva lui. La sua venuta era stata preceduta da voci sulla sua presunta durezza, ideologica ed umana. Voci sotterrate per sempre”.
Dal post di Gianluca si capisce anche chi sono quelli veramente distaccati dalla realtà...
Vi segnalo anche una serie di commenti sul sito ilSussidiario.net, oltre a tutti i discorsi tenuti da Benedetto XVI in terra americana.
E sul sito di H2O News trovate dei servizi filmati.
Già in passato Livia Turco aveva provato a giocare con le statistiche per far passare l'idea che la legge 40 non funzionasse e che era necessario cambiarla "radicalmente" (in tutti i sensi...).
Adesso ci riprova, cercando di accreditare l'idea che gli obiettori di coscienza sono un ostacolo all'applicazione della legge 194 e spacciando la kill-pill Ru486 come la panacea di tutti i mali.
Peccato che le cose non stiano proprio così.
Per fortuna Livia Turco & C. sono agli sgoccioli. Non credo li rimpiangerò.
Per quanto riguarda il futuro di Roberto Formigoni, sono d'accordo con Oscar Giannino: il valore aggiunto del "modello Lombardia" è un patrimonio troppo prezioso per sacrificarlo sull'altare di fumose "strategie" partitiche o di coalizione.
Sarebbe un errore di prospettiva iniziare la nuova legislatura aprendo una "questione cattolica" interna al PdL subito dopo aver vinto le elezioni anche grazie al voto cattolico.
Certo, l'idea di tornare ancora al voto in Ottobre per le regionali lombarde non mi entusiasma, e un eventuale ruolo di coordinatore nazionale del partito potrebbe essere strategicamente molto interessante per gli assetti futuri del PdL...
Certo, c'è l'Expo 2015 da preparare adeguatamente...
Ma d'altra parte lo slogan elettorale "Più Lombardia fa bene all'Italia" era abbastanza esplicito.
Per questo spero che si possa valorizzare adeguatamente il lavoro svolto da Formigoni e dai suoi diretti collaboratori, e anche dare un riconoscimento al popolo del Family Day, magari sfruttando le competenze di Eugenia Roccella.
Indipendentemente dalla squadra di governo poi, i primi giudizi di merito si potranno dare in base a come saranno gestite le emergenze (rifiuti, Alitalia, sicurezza, ...) e sui contenuti della prossima legge finanziaria.
Di sicuro non è il momento di abbassare la guardia, come ben ricorda mons. Luigi Negri:
"[...] I cattolici, che hanno votato tenendo presente le indicazioni che erano state loro fornite, devono rendersi conto che il loro lavoro non è finito, anzi, comincia adesso. Il mondo cattolico e non solo cattolico, ma anche molto mondo sanamente laico deve disporsi ad incalzare Governo e Parlamento su alcune questioni fondamentali: non potrà non essere portata all’attenzione del nuovo Parlamento e quindi del nuovo Governo il valore della vita e quindi la necessità di sottrarre anche legislativamente la vita e la sua manipolazione quelle che ormai, è assolutamente chiaro, possono esser definite “le follie della tecnoscienza”. Non potrà non essere messo al centro del dibattito politico il tema della famiglia come cellula fondamentale della società, con una politica che serva a tutti i livelli, compreso quello fiscale, ed affermare la centralità della famiglia fondata sul matrimonio, della famiglia cellula fondamentale della società, come ha proclamato la nostra Costituzione. Non potrà non essere messa al centro del dibattito politico il tema della libertà di educazione che è tema fondamentale; la Conferenza Episcopale Italiana apre un decennio di riflessione profonda a cui chiama tutto il mondo cattolico su quella che ha definito l’educazione come emergenza nazionale. [...]"
Tanti saluti alla "maggiore autorevolezza di Prodi sulla scena internazionale":
Bruxelles, l'Italia prende i Trasporti
Protesta di Prodi
L'Italia conquista a Bruxelles la poltrona dei Trasporti cedendo alla Francia quella degli Interni e Giustizia. «Abbiamo acchiappato il pezzo grosso» ha commentato Franco Frattini le cui prossime dimissioni dalla Commissione europea hanno favorito lo scambio di portafoglio con il francese Jacques Barrot, che ne ha già assunto l'interim durante il congedo elettorale.
Questo in concreto significa che il rappresentante italiano alla Commissione europea, che ne sarà anche vice-presidente come Frattini, avrà competenza su trasporti aerei, concorrenza e aiuti di Stato compresi, in poche parole sull'emergenza Alitalia, prestito-ponte incluso visto che, una volta che sarà stato notificato, la decisione Ue prenderà per motivi tecnici qualche settimana. Sui trasporti ferroviari, stradali e marittimi, quindi anche sulle grandi reti transeuropee (Ten), bilancio 8 miliardi da qui al 2013, a cominciare dalla Torino-Lione per passare dal Brennero fino al ponte di Messina. Su Galileo, il sistema di navigazione satellitare che dovrebbe essere operativo dal 2013, per il quale si aprono le gare d'appalto con Finmeccanica in pole position.
Sulla decisione Ue ha espresso però «il proprio profondo disappunto» Romano Prodi, irritato «per aver appreso questo pomeriggio dalle agenzie di stampa dell'intenzione del Presidente della Commissione Europea». La dura nota ufficiale di Palazo Chigi ha sottolineato come «ferme restando le prerogative del Presidente della Commissione previste dal Trattato Ue in tema di attribuzioni di portafogli, le decisioni in materia siano sempre prese in consultazione con il Governo in carica nel paese membro considerato». La decisione – ha replicato il portavoce della Commissione Ue, Johannes Laitenberger – «spetta al presidente della Commissione Ue»; essa è stata assunta «in un contesto appropriato». [...]
[Fonte: Sole24Ore]
Tradotto dal politichese: zitto e a cuccia, che sei fuori dai giochi ormai...
Pacatamént... serenamént... na riflesiùn sul resultà eleturàl.
E una lezione di gastronomia padana...
Per prepararci adeguatamente al mese di Maggio, tradizionalmente dedicato a Maria e al Rosario, vi segnalo l'iniziativa di Anna Vercors.
Alla fine della "novena internettiana" ci sarà una sorpresa per tutti i "naviganti"... ;-)
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville