Gino

lunedì, 30 giugno 2008

Proposta indecente?

Secondo Famiglia Cristiana sarebbe indecente la proposta di identificare (non "schedare" come scrivono i soliti "scrivani" omologati alla propaganda sinistra) tutti coloro che vivono nei campi nomadi, compresi i minori, per evitare che restino nell'anonimato e nella illegalità.

Secondo il mio modestissimo parere, invece, la vera indecenza è rappresentata da questi fatti.

La polizia di Verona ha arrestato oggi otto rom croati accusati di aver organizzato furti nel Nord Italia attraverso lo sfruttamento di bambini, in un'operazione che secondo il ministro dell'Interno dimostra come il progettato censimento nei campi nomadi sia "ineludibile".

I fermi a carico di sette adulti e un minorenne imputabile ipotizzano i reati di "associazione a delinquere finalizzata a commettere furti aggravati in abitazione con l'induzione dei minori a perpetrarli, maltrattamenti in famiglia ed abbandono di minori", spiega una nota della polizia.

Con i medesimi capi di imputazione, altri tre minori imputabili sono stati indagati in stato di libertà.

Gli arrestati -- appartenenti ad una famiglia di rom croati -- avrebbero utilizzato i bambini, sfruttando il loro status di minori non imputabili, per compiere furti in una serie di appartamenti in diverse regioni del nord Italia.

I piccoli sarebbero stati costretti a rubare attraverso minacce e vessazioni, riferisce la nota, che parla anche di "ritorsioni di tipo sessuale".

Se venivano arrestati, i minori venivano abbandonati al loro destino, di solito in comunità di reinserimento da cui fuggivano dopo poco tempo. [...]

E non bisogna essere dei geni per capire che la prima cosa da fare, se si vuole che i figli dei nomadi vadano a scuola e smettano di essere sfruttati come accattoni o ladruncoli, è proprio dare loro una identità sicura e impossibile da cancellare.

Sono sicuro che anche i paolini di Famiglia Cristiana ci possono arrivare... pregiudizi anti-berlusconiani e moralismo ipocrita permettendo.
A meno di prendersela anche con quei "leghisti" dei magistrati di cassazione.

Comunque, io sono d'accordissimo nell'estendere la misura a tutti i minori italiani: sarebbe un'eccellente prevenzione contro le sparizioni di bambini (lo sapete che in Italia, ogni anno spariscono nel nulla centinaia di minorenni?).
Iniziamo pure dai miei figli. Sono sicuro che si divertiranno un mondo a impiastricciarsi le mani
con l'inchiostro.
Prima di fare commenti polemici (o semplicemente idioti) rispondete a questa domanda: se un giorno TUO figlio scomparisse senza lasciare tracce, cosa faresti?


scritto da: Faramir alle ore 23:43 | link | commenti (11)
categorie: bambini, sicurezza, nomadi, famiglia cristiana

Firma la petizione ai Capi di Stato del G8 per il Darfur

Italians for Darfur sostiene in Italia l'iniziativa di Human Rights First sulla petizione ai Capi di Stato del G8 affinchè prendano una decisione concreta sulla crisi del Darfur.

In due settimane i capi di Stato e di Governo dei Paesi del G8 (USA, Canada, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Russia) si incontreranno durante il summit annuale in Giappone per discutere di questioni di interesse globale.
É evidente come la violenza in Darfur, che ha provocato piú di 300.000 morti e 2.000.000 di sfollati, sia una questione di interesse globale.

L’imminente summit del G8 di Hokkaido, Giappone, si colloca in un momento particolarmente delicato per la popolazione del Darfur e di tutto il Sudan. L’intensificarsi delle violenze in Darfur ha causato centinaia di morti e di sfollati. I recenti combattimenti di Abyei pongono a rischio il già fragile Comprehensive Peace Agreement (CPA) tra il nord e il sud del Paese.
Il Governo del Sudan e il mondo intero presteranno la massima attenzione al G8.
La scorsa settimana oltre 40 organizzazioni non governative, in rappresentanza di tutti gli Stati membri del G8 e del Sudan, hanno inviato un
appello ai Capi di Stato e di Governo del G8 e del Sudan, esortando l’adozione delle seguenti misure:

• Cessazione immediata delle violenze in Darfur.
• Interruzione del trasferimento, diretto o indiretto, di armi in Darfur, il quale avviene in palese violazione dell’embargo delle Nazioni Unite
• Rapido dispiegamento della forza di peacekeeping in Darfur (United Nations African Mission in Darfur - UNAMID).
• Un rafforzato processo di pace in Darfur.
• Giustizia e responsabilità per i crimini commessi.

Clicca qui per unirti ad attivisti di tutto il mondo e per chiedere ai leader del G8 di prendere una decisa posizione, inclusa una promessa di azioni concrete, contro le violenze in Darfur e Sudan.
Grazie.
 

 


scritto da: Faramir alle ore 17:15 | link | commenti (2)
categorie: politica internazionale, africa, darfur
domenica, 29 giugno 2008

Braccia rubate all'agricoltura

[...] Eccola qui la vera opposizione. Furio Colombo è quello che ha definito Renato Brunetta «mini-ministro» subito imitato da Travaglio che gli ha dato di «corazziere», Travaglio è l'idolo degli analfabeti che dello sfottò dei difetti fisici altrui ha fatto letteratura per cerebrolesi, Grillo è l'unico comico ufficiale già passato alla storia per Berlusconi «psiconano» e Prodi «Alzheimer»: capirai la novità politica, se adesso arriva il leader ufficiale e parla di «magnaccia».
L'uscita di ieri è giunta inattesa anche perché Di Pietro sembrava prossimo a una svolta politica che sia la destra che la sinistra avrebbero giudicato positivamente: era in Molise, infatti, a trebbiare il grano. Solo più tardi, a Campobasso, ha raggiunto i giornalisti per parlare appunto di «un capo del governo che fa un lavoro da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo». Dopodiché, confuse le prostitute con le veline, e le veline con le attrici, e i magnaccia con gli agenti artistici, è tornato a trebbiare nel paese natìo. È tornato nella stessa masseria, a Montenero di Bisaccia, dove il suo rapporto col genere femminile fu mirabilmente descritto il 17 ottobre 1997 da Il Venerdì di Repubblica: «Per quanto lei si agiti, le sue rimostranze non varcano la soglia difensiva del marito. Sono le decisioni maschili quelle che contano. Lui non dà il minimo ascolto ai consigli della moglie. A Montenero, Susanna è l’unica donna che mangia insieme con gli uomini mentre le altre femmine di casa servono a tavola e si alternano in cucina». È lì che le donne serie devono stare.
Ho l'impressione che se Di Pietro e Veltroni continuano così, il gradimento del governo Berlusconi supererà presto l'80% degli elettori...

scritto da: Faramir alle ore 18:45 | link | commenti (16)
categorie: politica, satira, mass media
giovedì, 26 giugno 2008

La battaglia contro la droga si può vincere. Ecco come

Oggi è la Giornata mondiale contro la droga, lo sapevate?
Beh, adesso lo sapete... e io vi segnalo
questo commento di Antonello Vanni alla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario Giovanardi.

DA LEGGERE BENE E DIFFONDERE IL PIU' POSSIBILE (soprattutto tra genitori e ragazzi). Grazie.
Ciao.

Fonte: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=3166

DROGA/ La “sfida” agli stupefacenti si può vincere. Ecco come
26/06/2008

È stata presentata ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario Giovanardi la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. Ancora una volta le notizie negative superano quelle positive.
Notizie negative: aumentano del 6% i decessi dovuti all’abuso di droga (e non è un caso dato che negli ultimi 5 anni è cresciuto il consumo di sostanze stupefacenti); in aumento il numero dei soggetti segnalati alle Prefetture per possesso di droga e il numero di denunce per reati connessi; diminuiscono i prezzi di cocaina ed eroina (strategia che i trafficanti, ben esperti di marketing promozionale, utilizzano per attirare i cittadini italiani nella loro rete) mentre aumenta il prezzo della cannabis (dimostrando appunto che, dopo anni di promozione, il marketing comincia a rendere), continua l’impegno economico che il nostro Paese deve affrontare per i soggetti in cura presso i diversi servizi, Sert e comunità.
Notizie positive: aumentano del 200% i controlli svolti dalle forze dell’ordine sui guidatori e le attività di prevenzione nelle scuole, nelle associazioni famigliari e nelle comunità locali; gli italiani (84,6%) iniziano finalmente a disapprovare l’uso di sostanze illegali, percependone il rischio connesso all’uso. Fatto che riguarda, e a ragione, soprattutto la cannabis.

Secondo Giovanardi la situazione è grave, ma non allarmante: «La sfida si può vincere». Condividiamo favorevolmente queste parole, ma ora scendiamo sul campo, nella realtà. Dopo aver incontrato in diverse occasioni genitori e insegnanti che ci hanno espresso disappunto per l’abbandono informativo e di counselling in cui la famiglia e la scuola sono state lasciate mentre gli adolescenti svenivano sui banchi o davanti alle scuole e i pullman si ribaltavano provocando la morte di bambini perché l’autista aveva fumato uno spinello, e soprattutto, dopo aver incontrato con inquietudine, nei quartieri al limite delle nostre città italiane, bambini di 10 anni che ci parlavano di hashish, Ice e allucinogeni, ci chiediamo:questa sfida quali obiettivi ha, chi la deve combattere, e come si può vincere? È ora infatti che gli italiani, all’oscuro per anni su questi punti, vengano informati.
 
Cominciamo dagli obiettivi: nessuno di noi, o quasi, sa che l’UE ha stabilito per il 2005-2012 una strategia internazionale contro la droga avente come obiettivi netti la riduzione della domanda e dell’offerta di droghe (la prevenzione insomma) focalizzando l’attenzione su due punti chiave: 1) la cooperazione internazionale e soprattutto 2) una pianificazione basata su ricerca, informazione e valutazione. Rispetto a questi obiettivi siamo molto in ritardo (e già l’anno scorso eravamo, con Malta, il fanalino di coda), basti pensare al fatto che mentre Usa, Spagna, Francia, Ontario, Australia combattevano con ampie campagne dissuasive la cannabis, da noi il Ministro della Salute ne favoriva il consumo raddoppiando la quantità di THC detenibile per uso personale. Su questi obiettivi noi chiediamo che anche l’Italia finalmente si adoperi (e abbiamo i migliori studiosi di neuroscienze e dipendenza) in questo processo di aggiornamento scientifico, di informazione, collaborazione e allineamento internazionale.
 
Ma chi deve combattere questa battaglia? Hanno detto bene recentemente i medici del Dipartimento Dipendenze dell’ASL di Milano: «Il tema della prevenzione non può più essere solo materia dell’ASL. Tutte le istituzioni devono collaborare. Più servizi al cittadino e più informazioni». E quali sono queste istituzioni? Quelle che, soprattutto per quanto riguarda la tutela dell’integrità psicofisica degli adolescenti, hanno quasi taciuto (il Ministero dell’Istruzione ad esempio) o hanno fatto proposte sconcertanti (l’ex Ministero della Salute) e quelle che sono state lasciate in balia di questo silenzio: la famiglia e la scuola.
Il problema è che in Italia non siamo stati informati neppure del fatto che l’Onu ha raccolto e pubblicato gratuitamente una quantità notevole di strategie e protocolli evidence-based (testati sul campo, valutati positivamente e adattabili ai diversi contesti), destinati alla prevenzione: come trasformare la scuola in un luogo efficace per combattere la droga, come trasformare il web in luogo interattivo di media education contro le sostanze, come meglio coinvolgere le famiglie solitamente restie ai momenti di informazione, come mandare in modo più efficace ai giovani i messaggi antidrug. E non basta: in Francia il Ministero della salute ha fornito specifici opuscoli ai genitori e agli studenti per informarli sui gravi pericoli provocati dalla cannabis mentre da noi molti ancora credono al “cosa vuoi che faccia uno spinello”; inoltre per gli studenti francesi è stato attivato uno specifico numero verde Ecoute Cannabis, mentre da noi i ragazzi ti ringraziano stupiti quando vai nelle scuole a dire che lo spinello non è uno scherzo, facendoti notare che “non glielo ha mai detto nessuno”. E ancora: negli Usa, l’Accademia americana dei Pediatri ha firmato una guida destinata ai genitori per spiegare loro cosa fare se sospettano l’uso di sostanze da parte dei figli, quali indizi osservare e come passare all’azione per salvaguardare la salute degli adolescenti, mentre da noi i genitori non sanno a chi chiedere un consiglio o, peggio, a volte non si accorgono di nulla.
Tutto questo è un campo scoperto, anche perché questo prezioso materiale è generalmente in inglese e nessuno per ora si è preoccupato di tradurcelo (a parte il meritevole Dronet del Veneto che da anni informa in tempo reale e offre diverse traduzioni di queste pubblicazioni per operatori, genitori, insegnanti e studenti).  

E come si può vincere la droga? Ha ragione Giovanardi: la droga può essere efficacemente combattuta. Qualcuno, con le ovvie differenze, lo ha fatto e lo sta facendo: nel marzo 2008 l’Executive Office of The President of the United States ha pubblicato e offerto esplicitamente alla comunità internazionale il resoconto di una quinquennale campagna di lotta alle droghe: What Works. Effective Public Health Responses to Drug Use. Risultato: in Usa dal 2001 ad oggi il 24% in meno di giovani (in tutto 860.000) fa ricorso a sostanze legali e illegali. In questo rapporto è documentato il percorso seguito: campagne mediatiche ad ampio spettro in tutti i contesti giovanili, scolastici e famigliari, coalizione crescente di gruppi, agenzie formative, associazioni culturali e religiose; test random nelle scuole come deterrente e strumento per individuare i giovani bisognosi di aiuto; diffusione della prevenzione nei luoghi di lavoro e soprattutto investimento volto ad aumentare la disapprovazione dell’intera società nei confronti di tutte le droghe. In Italia, però, non abbiamo saputo neppure questo. E non sorprende, quindi, se anche dalla Relazione presentata in Parlamento risulta che gli studenti italiani possono reperire facilmente qualsiasi droga a scuola, in discoteca, o per strada. Noi, come insegnanti e genitori, siamo pronti per la sfida contro la droga e vogliamo, date le gravi circostanze, combatterla: volerlo però non basta, chiediamo di avere gli strumenti e un serio aiuto per vincerla.

Fino ad ora siamo rimasti soli, con evidenti risultati. Intanto oggi è la Giornata mondiale contro la droga.
In questo caso di tutti gli interessanti materiali proposti dall’ONU (specifici per bambini, adolescenti, genitori, insegnanti) almeno uno è in italiano: il logo, che dice “Nella tua vita e nella tua comunità, nessuno spazio alla droga”.

(Antonello Vanni, curatore della documentazione scientifica del libro “Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita” di Claudio Risé)

scritto da: Faramir alle ore 10:10 | link | commenti (4)
categorie: famiglia, scuola, droga, sanita
domenica, 22 giugno 2008

Oltre le polemiche sul nulla

Tratto dal sito dell'on. Maurizio Lupi (le parti in grassetto sono mie sottolineature):

Il paradosso campeggia su quasi tutti i quotidiani e tg (sono esclusi quelli non antipatizzanti per Berlusconi).
Da una parte la notizia di una manovra economica che toglie agli speculatori per dare agli anziani, ai giovani in cerca di casa, alle famiglie oberate dalle spese scolastiche.
Che semplifica la pubblica amministrazione tagliando gli enti inutili e l’enorme quantità di certificati e documenti, spesso altrettanto inutili, dai quali siamo assediati.

Che non dimentica le donne introducendo il reato di stalking, le molestie ossessive e insistite.
Che liberalizza e mette in concorrenza i servizi pubblici locali, la parte mancante delle lenzuolate di Bersani: mancante perché l’avevano boicottata gli interessi politico-clientelari rappresentati, all’epoca di Prodi, nelle varie anime della sinistra. Chiedere per saperne di più all’ex ministro Linda Lanzillotta.

Questa manovra anticipa la Finanziaria, abbraccia i prossimi tre anni dando così a cittadini, imprese e istituzioni un arco di tempo stabile sul quale ragionare, senza il timore di spiacevoli sorprese. Non sottrae un euro dalle tasche dei cittadini; anzi promette di restituirne molti sotto varie forme e opportunità. Come spiega il sociologo Giuseppe De Rita: “Finalmente una manovra che non drammatizza, che ha come obiettivo di ridurre l’ansia e semplificare i problemi quotidiani del ceto medio, che sembra dire agli italiani ricominciamo a camminare insieme”.

Mancano, è vero, ancora all’appello l’abolizione delle comunità montane e delle nove province maggiori. Agli enti locali il governo ha concesso uno slittamento a settembre. Un termine comunque che non significa una perdita di tempo perché coinciderà con l’avvio del federalismo fiscale (cioè del controllo diretto dei cittadini delle tasse pagate nel luogo dove le pagano) e di altre riforme strutturali, come il quoziente familiare per il fisco. Basterebbe il commento di Luigi Angeletti, segretario della Uil, dopo le comunicazioni ai sindacati: “Ci hanno spiegato delle cose che rivoltano l’Italia come un calzino”.

C’è il rovesciamento della linea Prodi e della sinistra in generale: allora molte tasse e burocrazia decise al centro e briglia sciolta agli enti locali, spesso fonte di sperpero o di cattiva gestione (da coprire poi attraverso altre imposte). Adesso la mano dello Stato centrale si fa più leggera e amica mentre regioni, comuni e province vengono chiamati alle loro responsabilità. Di fronte a tutto ciò la Lanzillotta ha commentato: “Non dobbiamo dire solo dei no”.
Per approvare questa manovra il consiglio dei ministri ha impiegato nove minuti e mezzo.

Dov’è il paradosso? È che la scena dei commenti e delle polemiche politiche continua ad essere in gran parte occupata dalle questioni dei processi e delle norme cosiddette salva-premier. Come se queste fossero le priorità del paese, come se Berlusconi venisse giudicato dall’opinione pubblica non sui fatti concreti ma perché ha un (ormai unico) processo pendente per una questione di diritti televisivi, tutta da dimostrare.

Il governo lavora sodo, a gran velocità per recuperare il tempo perso e il ritardo di crescita dell’Italia e soprattutto per far tirare il fiato ai cittadini alle prese con mille problemi. Il Palazzo, invece, pensa a tutt’altro: centrale sembrano non l’economia e neppure la giustizia, ma le lamentele del sindacato dei magistrati (che con il record di nove crimini su dieci che restano impuniti ha il coraggio di affermare che il congelamento per un anno dei processi minori “intaserà i tribunali”).

Probabilmente le prossime settimane colmeranno questo divario tra “Paese reale” e “Paese di carta”. Chi decide ha poco tempo per dedicare alle chiacchiere; e sa benissimo che verrà giudicato proprio per ciò che ha fatto. Un giudizio democratico al quale nessuno si sottrae; anzi.


D'altra parte è comprensibile che l'opposizione punti su queste sterili polemiche.
Non si sono ancora ripresi dalla batosta elettorale, anzi le idee sono sempre più confuse. Anche perché si ritrovano con un governo di destra che fa cose di sinistra... pure i sindacati, a parte la solita CGIL, apprezzano (vedi sopra)... ormai sono allo sbando e lo stesso Veltroni viene "gentilmente" invitato a farsi da parte (Parisi: «Veltroni sembra Totò quando lo schiaffeggiano: pensa che le sberle degli elettori siano per Prodi»).

Che altro rimane a sti poveretti se non buttarla in rissa?

scritto da: Faramir alle ore 17:24 | link | commenti (8)
categorie: politica, economia, berlusconi
giovedì, 19 giugno 2008

Sacchetti

La rubrica di Lodovico Festa su Tempi è veramente spassosa.
Alcuni esempi dall'ultimo numero:

«A quando i sacchetti di sabbia lungo le strade delle nostre città?», dice Anna Finocchiaro alla Repubblica (15 giugno).
Una che sta in un partito insieme a Bassolino dovrebbe evitare di parlare di qualsiasi tipo di sacchetto lasciato lungo le strade.

«Non sarà fascismo, ma certamente c’è un allarmante “incipit” verso una dittatura che si fa strada in tutti i sentori sensibili della vita democratica», dice Eugenio Scalfari sulla Repubblica (15 giugno).
Bè, la serie di diritti che si stanno conculcando è veramente vasta: niente più libera monnezza per le strade, gravi limiti ai linciaggi via intercettazioni, contrasto alla liceità di borseggio e altro ancora. C’è proprio un’arietta di “incipit” o forse l’incipit di “un’arietta”.


scritto da: Faramir alle ore 23:08 | link | commenti (3)
categorie: sinistra, satira
mercoledì, 18 giugno 2008

Anche le UE ogni tanto ci azzecca (forse)

Sembra che la Commissione Europea si sia decisa ad indagare sugli scandalosi privilegi fiscali di cui usufruiscono le Grandi Coop italiane, che ormai non si capisce da tempo quali finalità mutualistiche abbiano.

Se non avete ancora letto questo libro correte a comprarlo (o fatevelo regalare), e capirete perché ho usato il termine "scandalosi".

Avrete modo anche di scoprire, en passant, le cause originali dell'immenso debito pubblico che ci ritroviamo sul gobbone.
Per inciso, la nazionalizzazione dell'Enel, visti i costi energetici attuali, grida ancora vendetta.

scritto da: Faramir alle ore 13:32 | link | commenti
categorie: economia, unione europea, cooperative

Non se ne può più!

Sono 15 anni che provano a far fuori il Berlusca per via giudiziaria - non avendo niente di buono da proporre di politico - e continuano a fare buchi nell'acqua, ma non demordono...

Capisco che sia più comodo buttarla sulla caciara, ma una opposizione responsabile (non travagliesco dipietrina) dovrebbe avere ben altro approccio. Lo afferma un liberale come Piero Ostellino, mica un berluscones qualsiasi.

Anche la "strategia" di Berlusconi, tuttavia, non è esente da critiche.
Sarebbe meglio affrontare con meno precipitazione certe questioni, puntando a coinvolgere quegli esponenti dell'opposizione che non hanno preconcetti su questi temi.

Soprattutto perché ne ho piene le scatole di queste polemiche! Che noia... che barba...


scritto da: Faramir alle ore 13:15 | link | commenti (7)
categorie: politica, giustizia, berlusconi

Sintomi di decadenza

Dispiace scoprire che Shakespeare fu buon profeta con la nota frase dell'Amleto: "c'è del marcio in Danimarca"...
Certo che se queste schifezze sono un esempio di quello che sarà l'Europa del futuro, allora, forse è meglio l'estinzione.

PS: onde evitare i soliti commenti idioti, specifico che nessuno si sogna di vietare per legge determinati "comportamenti", ma almeno
certe cose si abbia il buon gusto di farle in bagno o comunque a casa propria.


scritto da: Faramir alle ore 11:11 | link | commenti (2)
categorie: idiozia, occidente
martedì, 17 giugno 2008

Europa e pomodori

Sulla recente bocciatura del Trattato di Lisbona da parte degli irlandesi, abbiamo pubblicato il seguente editoriale sul sito di Samizdatonline. Interessanti anche le opinioni linkate in fondo.

Certo, se l'Europa decidesse di volere essere un'unità popolare e culturale prima che economica (come i suoi padri auspicavano) forse anche il giudizio sui Trattati e sulle Costituzioni avrebbe un esito diverso.

L'Irlanda non ha ratificato il Trattato di Lisbona. I no hanno superato i sì con una percentuale del 53,3% contro il 46,7%. Per la terza volta (su tre) un testo costituzionale che viene sottoposto a referendum popolare in un paese membro dell'Ue viene bocciato. Nel 2005 i referendum di Francia e OlandaTrattato di Lisbona. seppellirono la Costituzione europea. A tre anni di distanza, l'elettorato irlandese (l'unico chiamato alle urne per la ratifica) boccia il suo diretto discendente, il

Strana sorte quella dell'Europa, intesa come Unione Politica. Tutti sono d'accordo sul fatto che sia una buona idea. Sulla carta. Poi quando diventa una realtà qualche dubbio inizia a sorgere.
Quando il politico locale ti impone qualche gabola puoi fischiarlo e prenderlo a pomodorate. Roma è più distante, ma non irraggiungibile; Bruxelles è in un paese straniero, dove non capiscono come parli e magari i pomodori non li hanno neanche.

Se le decisioni importanti sono prese da burocrati che parlano un'altra lingua noialtri, allevati con il mito del Risorgimento, un attimino restiamo perplessi. La retorica del "non passa lo straniero" un poco ce l'abbiamo nel sangue. Ma mica solo noi.
E un pochino sorge il dubbio che l'Europa, come delineata in trattati che pochi conoscono, sia in realtà voluta solo da bravi politici un poco utopici che vedono la possibilità di mirare più in alto. "Presidente europeo", vuoi mettere? Imporre una taglia unica a pomodori e cervelli, sai che bello? Politici così accorti e illuminati che, a parte una certa isola lassù nel nord, hanno mangiato la foglia e capito che al popolo non può essere lasciata in mano una questione così importante come il suo destino.

Diciamocela tutta: l'Europa che vorrebbero imporci ci ha un po' schifato. E come tutti gli amanti delusi ci piglia un senso di ripulsa a sentirne parlare. Convinti come siamo che forse di padroni del mondo ne possiamo fare a meno ancora per un po'.

Berlicche socio di SamizdatOnline

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Europa senza popoloRagionpolitica


scritto da: Faramir alle ore 11:01 | link | commenti (6)
categorie: unione europea, politica internazionale, europa
lunedì, 16 giugno 2008

La Chiesa anglicana tenta il suicidio

Già dopo l'introduzione del sacerdozio femminile in tanti erano tornati alla Chiesa cattolica, figuriamoci dopo questo altro show degno del bagaglino...

scritto da: Faramir alle ore 11:55 | link | commenti (4)
categorie: religione, anglicani

Fanta-giornalismo e giustizia

Altra dimostrazione che il giornalismo (almeno in Italia) è ormai diventato una questione di opinioni e di immaginazione, e che i fatti sono un optional.

Prendiamo per esempio il Corriere della Sera dove appare in grande evidenza la "notizia":

I provvedimenti potrebbero essere inseriti nel pacchatto [sic!] sicurezza. Maroni non vuole

Patteggiamento allargato e lodo Schifani
La tentazione del Pdl. Ma la Lega dice no

Si riparla di immunità per le alte cariche per «sterilizzare» il processo Mills che coinvolge anche Berlusconi

Ovviamente Repubblica (grazie al commentatore anonimo per la segnalaziona) va giù ancora più pesante:

"Sospendere i processi non necessari". Teso anche il Csm
Una norma può bloccare la sentenza sul caso Mills

Al via la norma salva-premier
preoccupazione al Quirinale

Mancino boccia i provvedimenti: "È necessaria una legge costituzionale"

Avete visualizzato Maroni che lotta strenuamente per impedire agli avvocati di Berlusconi di inserire nottetempo e furtivamente la nuova "norma salva-premier"?
Ve lo immaginate il presidente Napolitano che non ci dorme e perde l'appetito per la preoccupazione, mentre i membri del Csm sono tutti costretti a bersi bicchieroni di camomilla per calmare i nervi tesi?
Ecco...

Poi vai a leggere e gli articoli e trovi solo verbi al condizionale ("uno o più parlamentari del Pdl sarebbero intenzionati...", quali parlamentari? boh!), vaghe ipotesi ("se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno confermati, dovrebbe..."), retroscena appetitosi ("
Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo"... e chi l'ha invitato il redattore di Rep. a queste riunioni?)...

Le uniche notizie certe sono che:

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, conferma al Corriere che lui oggi porterà solo l'«emendamento secco» sulla creazione di una corsia preferenziale per i processi sugli incidenti nei cantieri, il provvedimento anticipato nei giorni scorsi e condiviso oltre i confini della maggioranza.

Mentre per
il deputato Niccolò Ghedini, che è anche avvocato del premier, [...]: «No, il lodo Schifani nel decreto non esiste... il capo dello Stato ci spara. Se ci sarà qualcosa sarà un ddl autonomo... Io so che c'è un emendamento del ministro per la corsia preferenziale per i reati che riguardano la prevenzione degli infortuni ». E il patteggiamento allargato? «Non mi risulta. Tuttavia c'era l'ipotesi, l'ho sentito come indiscrezione, di riproporre il patteggiamento allargato così come prevedeva il ddl Mastella senza possibilità di chiedere i termini: in altre parole sono riaperti i termini per il patteggiamento e chi vuole approfittarne lo deve fare in quell'udienza. Punto».

Quindi? Di cosa stiamo parlando?
Aria fritta. Nel decreto legge non ci sarà nessuna "norma salva-Berlusconi", e se anche qualcuno avesse il coraggio di presentare un ddl con dentro qualcosa del genere, difficilmente passerebbe.

Ma intanto i titoloni ad effetto sono passati e bastano quelli per continuare con la solita tiritera anti-berlusconiana.
C'è chi si diverte con poco. Quando però le notizie vere non piacciono, tutti zitti e mosca!


scritto da: Faramir alle ore 11:52 | link | commenti (5)
categorie: politica, giustizia, berlusconi, giornalismo alle vongole
domenica, 15 giugno 2008

Salsa e merengue

Se 2500 soldati - schierati per pochi mesi nelle maggiori città ad integrazione delle pattuglie di polizia - avessero l'effetto di trasformare l'Italia nella Colombia dei narcos, la Sicilia dell'operazione Vespri Siciliani (20 mila soldati) che cos'era? una specie di Vietnam?

Ho l'impressione che se continua così, l'opposizione continuerà a perdere consensi... forse farebbero bene a prendere lezioni di salsa e merengue, per avere qualcosa da fare quando andranno in pensione...

Tra l'altro, come sottolineato dal sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, "fu proprio il governo Prodi a bloccare «per due anni» ogni concorso per le forze di polizia e a impedire che venissero messi in servizio «1.500 vincitori di concorsi precedenti». Quindi, spiega Mantovano, in attesa «di riempire le carenze di organico» con agenti di polizia, al governo non resta altro da fare che ricorrere all'esercito, «ma è evidente - sottolinea - che si tratta di una misura temporanea»."


scritto da: Faramir alle ore 23:56 | link | commenti (3)
categorie: politica, sicurezza, forze armate
venerdì, 13 giugno 2008

Benzina low-cost

Se ve lo siete perso, vi ricordo questo elenco di distributori indipendenti, presso i quali si può ottenere un prezzo un po' più "umano" su benzina e diesel...

Interessante anche questo sito segnalato dal nostro "corrispondente" romagnolo.


scritto da: Faramir alle ore 23:54 | link | commenti (5)
categorie: economia, carburanti

It's a long way to Tipperary... Bye-Bye, UE?

Qualsiasi cosa si pensi del Trattato di Lisbona e dell'Unione Europea, bisogna ammettere che gli irlandesi ci hanno offerto un esempio di democrazia.

E non fa una bella impressione sentire il nostro Presidente della repubblica proporre una sorta di ritorsione contro i "dissidenti".
Evidentemente il lupo comunista perde il pelo, ma non il vizio...

Ma si rende conto Napolitano, che sta parlando di un paese che sta nell'UE da 35 anni?

Tornando al problema dell'UE, bisogna dire che i burocrati di Bruxelles non sembrano voler imparare dalle lezioni delle precedenti bocciature (Danimarca, ancora Irlanda, Francia, Olanda).
Ogni volta che i cittadini europei possono esprimere la propria opinione su come è stata costruita l'unità europea, o bocciano il progetto, o si dimostrano decisamente disinteressati alla faccenda.
Non sarebbe ora di fare un esamino di coscienza, di cambiare metodo e - soprattutto - i contenuti?
Si propongano pure dei meccanismi più agili per far funzionare le istituzioni europee, ma prima di tutto si semplifichino le istituzioni stesse, rispettando la sovranità degli Stati membri, soprattutto sui temi eticamente sensibili.

Sul Trattato di Lisbona, e soprattutto sull'annessa Carta dei diritti fondamentali, avevo già esposto i miei dubbi. 
Vi segnalo anche
questa analisi (audio) di Giorgio Salina, collaboratore della Nunziatura Vaticana al Parlamento Europeo e Presidente dell'Association pour la Fondation Europa.


scritto da: Faramir alle ore 23:41 | link | commenti (2)
categorie: unione europea, democrazia

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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