I nostri "prodi" rappresentanti rimediano meschine figure in sede europea.
Alla faccia della "rinnovata credibilità internazionale" che si era prontamente attribuito il governo di centro-sinistra, scivoliamo sempre più nell'irrilevanza. Come ai tempi dei governi che duravano in media 6 mesi.
A proposito poi di questa vicenda della ricerca sulle staminali embrionali nel VII programma quadro europeo, ho aspettato diversi giorni, sperando in un commento da parte dei nostri amici "fans" di Prodi, ma per adesso noto solo un imbarazzato silenzio.
Ma sono in ottima compagnia.
Forse sono troppo occupati nella preparazione del Natale...
Certo che a rileggere certe arrampicate sugli specchi viene un po' di tristezza constatando il comportamento ambiguo del governo italiano rispetto agli impegni assunti. Vediamo per quanto ancora i cattolici eletti nell'Unione riusciranno a convivere con il "dilemma del prigioniero", riparandosi dietro la foglia di fico del fantomatico "Partito Democratico". Un oggetto sempre più misterioso.
E al solito saputello che tenterà di convincerci che in realtà si tratta di un successo, dato che quella sancita in sede europea "è la stessa identica linea della legislazione italiana", vorrei far notare umilmente che un peggioramento rispetto alla situazione precedente non può considerarsi un risultato positivo. A meno di voler prendere per il naso i propri interlocutori.
Infatti, per usare le parole di Avvenire:
[...] l'unico modo per evitare lo sfruttamento degli embrioni era la minoranza di blocco di sette Paesi fra cui l'Italia, venuta meno a maggio con il ritiro della firma italiana da parte del ministro Mussi. [...]
Cioé, prima del colpo di mano di Mussi, i soldi del programma quadro europeo non si potevano usare per ricerche su embrioni umani.
Da oggi, grazie a Mussi, al pavido Prodi - con le sue promesse da marinaio - e anche ai cattolici dell'Unione, si può.
Questo è il punto ineludibile. E domani chissà cosa altro si inventeranno.
Ci sono anche dei risvolti paradossali.
Oltre ad essere stati presi in giro da Prodi (che ha di fatto avvallato l'arroganza di Mussi e dei DS), i cattolici dell'Unione lo ringraziano pure:
«Grata a Prodi, anche se il risultato finale non è quello voluto» è Patrizia Toia, europarlamentare della Margherita, la quale «cuore in mano» si augura ora che «la sua volontà politica abbia effetto, anche se altri Paesi non ci hanno seguito...».
La "volontà politica" di Prodi evidentemente non se la fila nessuno a Bruxelles. D'altra parte, se non ne è convinto nemmeno lui...
«Molti fra noi avrebbero voluto una scelta più chiara sotto il profilo etico - dicono Paola Binetti, Emanula Baio Dossi, Luigi Bobba, Enzo Carra e Marco Calgaro -. Diamo atto al presidente di averci sinceramente provato, ma di aver potuto ottenere come risultato pieno solo la conferma che la legge 40 ha ancora molto da dire a tutela della vita e della scienza». La «bella notizia», insomma - se tale si può considerare - è soltanto che «la legge 40 non si tocca e resta, almeno in Italia, la maggiore difesa su cui possono contare i nostri embrioni...».
"... di averci sinceramente provato"? Mah! Di sicuro non era molto convinto.
La brutta notizia, invece, è che giocando sempre in difesa, prima o poi si fa autogol... che la lezione serva almeno per il futuro (coppie di fatto, eutanasia, droghe, ...).
Lascia perplessi anche il fatto che proprio quelli di solito più critici verso la "dittatura del mercato" abbiano contribuito a un risultato che mette le questioni etiche irrinunciabili in secondo piano rispetto a competitività e concorrenza.
Direi che ce n'è a sufficienza per meditare a lungo durante le festività.
Buon Natale!

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville