Gino

giovedì, 01 febbraio 2007

Il Mondo Nuovo

(Tratto da Samizdatonline)

Ci sono Cardinali buoni e cattivi. Fra i cattivi c'è senz'altro Ruini, come ci hanno ripetuto questa settimana diecine di articoli. Ruini infatti nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha ripetuto il giudizio (suo e della Chiesa) su  coppie di fatto, matrimoni gay e eutanasia. Sia chiaro, si può essere d'accordo o meno con Ruini, ma pare impossibile che gli si neghi la libertà di parola e d'opinione.

Ed invece proprio questo è avvenuto. Si sono aperte immediatamente le cateratte del pensiero politicamente corretto, ed i 'benpensanti' ci hanno ripetuto che no, che così non va, che Ruini non ha diritto di parlare, che se proprio vuol parlare è meglio che prenda esempio dal Card. Martini. Non poteva mancare un sondaggio sfornato sul momento (salvo poi sconferme in caso di referendum) a dimostrare la conformità dei cattolici al pensiero dominante e politicamente corretto.

Del resto, per  dimostrare che anche i preti "sono in netto contrasto con le direttive di papa Ratzinger", Riccardo Bocca de L'Espresso ha fatto il suo "sondaggio de noantri" entrando anche nei confessionali, costruendo identità fittizie e dichiarando peccati immaginari, "legati alle questioni più scomode della società contemporanea".

Fortunatamente, si spera, la legge ci potrà presto aiutare ad arginare reati di opinione analoghi a quelli commessi da Ruini. Infatti proprio giovedì in Consiglio dei ministri, è stato approvato un ddl, firmato dal ministro Mastella, che reintegra i principi di un decreto concepito da Nicola Mancino nel 1993, mirante a reprimere (fino a tre anni di carcere) la diffusione d’idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale. E fin qui nessuna obiezione, ma il nuovo ddl in più “intende estenderne l’applicazione alle discriminazioni motivate dall’identità di genere o dall’orientamento sessuale”. Un provvedimento che doveva nascere con il fine di censurare il negazionismo - scrive Il Foglio - finisce per mettere sotto tutela la libertà d’opinione.

Nell'attesa, meglio non accettare il contraddittorio. «Sarebbe come se si chiedesse che a un dibattito sul razzismo intervenisse anche un esponente del Ku Klux Klan, perché siano espresse tutte le opinioni» ha dichiarato Andrea Benedino, della direzione regionale Ds ed esponente storico del movimento omosessuale riferendosi al caso del liceo Marie Curie di Grugliasco.

Sì, perchè la dirigente scolastica del Curie, di fronte alla proposta dei rappresentanti degli studenti in consiglio di istituto di proiettare il film di Ozpetek Le fate ignoranti, che di sessualità e omosessualità racconta, con successivo dibattito cui era stato a parlare il presidente del comitato provinciale di ArciGay, aveva affermato - riferiscono gli studenti - che «non era possibile andare avanti se non avessimo chiamato anche qualcuno di altre opinioni, come ad esempio un prete o un medico cattolico». A quel punto, concludono gli studenti «l´ArciGay ci ha detto che non accettava più di partecipare».

Di fronte a fatti di questo tipo, i sospetti, che già nutriamo in abbondanza data la  nostra scarsissima fiducia nel liberalismo di questi 'benpensanti', ingigantiscono.

Sembra veramente che ci stiamo avviando a grandi passi verso l'utopia (sottolineiamo: utopia) de Il Mondo Nuovo: quella di un'umanità finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. Naturalmente si tratterà, come aveva previsto genialmente Aldous Huxley, in nome di questa  ennesima riedizione delle magnifiche sorti e progressive, di sacrificare qualcosa: la famiglia, l'amore, la diversità culturale, l'arte, la religione, la letteratura e la filosofia.

Giona

Socio di SAMIZDATONLINE


scritto da: Faramir alle ore 17:26 | link | commenti (4)
categorie: libertà, pacs, politically correct, propaganda gay

Commenti
#1   02 Febbraio 2007 - 14:26
 
Mi fa piacere che ti interessi all'argomento.
Io salto a pié pari il problema (inesistente...) del dialogo più o meno costruttivo tra il governo e la chiesa cattolica. Non perché non credo nel dialogo, ma perché fatico a comprendere i motivi che ci relegano (noi, l'Italia) in un angolo semibuio dell'Europa.
Questo è il link di wikipedia sull'argomento
http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile
come vedi l'Italia è l'unico paese, tra quelli "culturalmente, economicamente e democraticamente moderni" (se mi permetti il termine forzato) a non avere una legislazione precisa e libertaria sulle unioni civili. Senza nulla togliere ai paesi dell'est Europa, ovviamente, che però hanno un passato recente ben diverso e un background culturale altrettanto dissimile dal nostro da legittimare un certo ritardo nell'affrontare l'argomento.
Dicevo, l'Italia è l'unico paese a non essersi mosso in questa direzione. Se mi chiedo perché, la risposta è spontanea: perché la presenza della santa sede sul suolo italiano frena ogni slancio.
Tutti i paesi che ci circondano, infatti, sono intervenuti sulla materia dei cosiddetti pacs senza dover "dialogare e confrontarsi" con la chiesa cattolica. perché, fortuna loro, non hanno il Papa sul pianerottolo.
Quello che mi sorprende (e mi fa anche incazzare parecchio) è vedere con quale ottusità in Italia si continui a dibattere sul dualismo inesistente tra stato e chiesa, visto che il problema esiste solo grazie ad una peculiarità territoriale. In altre parole, se Piazza san Pietro fosse altrove il problema non si porrebbe nemmeno.
La chiesa si erge a difensore della famiglia, senza vedere l'evidenza: salverebbe, secondo i suoi "piani", solo la famiglia italiana. Perchè nel resto dell'Europa se ne strafregano di quello che pensa Ruini & Co.
E nel 2007 io credo che questa sia arretratezza culturale.
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#2   02 Febbraio 2007 - 14:48
 
Ragionamento tipico da "zapateriano" che non usa la propria testa: "la maggioranza ha sempre ragione". Punto.
Allora a che serve il parlamento. Ogni cosa la facciamo decidere al popolo con un bel referendum...

Forse che quando la maggioranza degli occidentali pensava che gli africani fossero una razza inferiore, era giusto discriminarli?
Gli esempi sarebbero tanti.

Tu mi hai fatto la solita sparata anti-clericale, ma non ti sei posto nemmeno il problema di dare una giustificazione razionale alla necessita' di una legge che modificherebbe in maniera sostanziale la societa' in cui vivi.
Io ti dico che i bisogni di quelle persone si possono soddisfare con poche modifiche del diritto civile e che la priorita' e' aiutare le famiglie che si assumono responsabilmente l'onere di un rapporto stabile, duraturo e di mettere al mondo ed educare le generazioni future.

Il tuo e' un approccio ideologico.
Se sei al buio accendi la luce.

PS: risparmiami la solita sfilata di casi pietosi estremi.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Faramir

#3   02 Febbraio 2007 - 15:58
 
Io dico che i pacs (o chiamali come vuoi) esistono già. da un bel pezzo. Anche in Italia. Come al solito alla politica non tocca il compito affascinante di aprire o indicare nuove strade, ma quello patetico di rincorrere la realtà. Che va molto più veloce del nostro parlamento e della tua amata chiesa.
Io non ti porto nessun esempio. Nè provo a corroborare le mie tesi con paragoni retorici come i tuoi (quella sugli africani me la potevi risparmiare). Non ne ho nemmeno bisogno. La società, non solo italiana, va in un'altra direzione. nessuno minaccia nessuno. ma tutti vogliono essere messi sullo stesso piano. Anche se il cattolicesimo non lo concepisce né lo approva. Ma il cattolicesimo non ha il potere, né secondo me il diritto di interferire. A cose fatte prenderà i suoi giusti provvedimenti, rivolti ai suoi fedeli.

ancora una cosa: io ho la fortuna di scazzare con te, quindi ne approfitto. Mi spieghi in che modo la famiglia tradizionale, per voi cattolici, verrebbe minacciata o progressivamente distrutta dall'avvento dei pacs?
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#4   05 Febbraio 2007 - 10:41
 
"... tutti vogliono essere messi sullo stesso piano."

ARGH!
ecco, vedi, tanto per cominciare, da un punto di vista liberale (a prescindere dalla religione) hai detto una gravissima bestemmia.

Mettere tutti sullo stesso piano e' robaccia utopistica da socialismo reale. Che poi nella realta' (come ogni utopia) genera mostruosita'.

E trattare tutti allo stesso modo e' pure contrario al Vangelo. Basterebbe citare un don Milani: "Non c’è peggior ingiustizia che trattare in maniera uguale situazioni disuguali."
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(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


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