Ci sono Cardinali buoni e cattivi. Fra i cattivi c'è senz'altro Ruini, come ci hanno ripetuto questa settimana diecine di articoli. Ruini infatti nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha ripetuto il giudizio (suo e della Chiesa) su coppie di fatto, matrimoni gay e eutanasia. Sia chiaro, si può essere d'accordo o meno con Ruini, ma pare impossibile che gli si neghi la libertà di parola e d'opinione.
Ed invece proprio questo è avvenuto. Si sono aperte immediatamente le cateratte del pensiero politicamente corretto, ed i 'benpensanti' ci hanno ripetuto che no, che così non va, che Ruini non ha diritto di parlare, che se proprio vuol parlare è meglio che prenda esempio dal Card. Martini. Non poteva mancare un sondaggio sfornato sul momento (salvo poi sconferme in caso di referendum) a dimostrare la conformità dei cattolici al pensiero dominante e politicamente corretto.
Del resto, per dimostrare che anche i preti "sono in netto contrasto con le direttive di papa Ratzinger", Riccardo Bocca de L'Espresso ha fatto il suo "sondaggio de noantri" entrando anche nei confessionali, costruendo identità fittizie e dichiarando peccati immaginari, "legati alle questioni più scomode della società contemporanea".
Fortunatamente, si spera, la legge ci potrà presto aiutare ad arginare reati di opinione analoghi a quelli commessi da Ruini. Infatti proprio giovedì in Consiglio dei ministri, è stato approvato un ddl, firmato dal ministro Mastella, che reintegra i principi di un decreto concepito da Nicola Mancino nel 1993, mirante a reprimere (fino a tre anni di carcere) la diffusione d’idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale. E fin qui nessuna obiezione, ma il nuovo ddl in più “intende estenderne l’applicazione alle discriminazioni motivate dall’identità di genere o dall’orientamento sessuale”. Un provvedimento che doveva nascere con il fine di censurare il negazionismo - scrive Il Foglio - finisce per mettere sotto tutela la libertà d’opinione.
Nell'attesa, meglio non accettare il contraddittorio. «Sarebbe come se si chiedesse che a un dibattito sul razzismo intervenisse anche un esponente del Ku Klux Klan, perché siano espresse tutte le opinioni» ha dichiarato Andrea Benedino, della direzione regionale Ds ed esponente storico del movimento omosessuale riferendosi al caso del liceo Marie Curie di Grugliasco.
Sì, perchè la dirigente scolastica del Curie, di fronte alla proposta dei rappresentanti degli studenti in consiglio di istituto di proiettare il film di Ozpetek Le fate ignoranti, che di sessualità e omosessualità racconta, con successivo dibattito cui era stato a parlare il presidente del comitato provinciale di ArciGay, aveva affermato - riferiscono gli studenti - che «non era possibile andare avanti se non avessimo chiamato anche qualcuno di altre opinioni, come ad esempio un prete o un medico cattolico». A quel punto, concludono gli studenti «l´ArciGay ci ha detto che non accettava più di partecipare».
Di fronte a fatti di questo tipo, i sospetti, che già nutriamo in abbondanza data la nostra scarsissima fiducia nel liberalismo di questi 'benpensanti', ingigantiscono.
Sembra veramente che ci stiamo avviando a grandi passi verso l'utopia (sottolineiamo: utopia) de Il Mondo Nuovo: quella di un'umanità finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. Naturalmente si tratterà, come aveva previsto genialmente Aldous Huxley, in nome di questa ennesima riedizione delle magnifiche sorti e progressive, di sacrificare qualcosa: la famiglia, l'amore, la diversità culturale, l'arte, la religione, la letteratura e la filosofia.Socio di SAMIZDATONLINE

La libertà , se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità , ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà .
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà .
-- Alexis de Tocqueville