[Il nostro socio Berlicche ci fa avere il seguente pezzo. Attenzione: la lettura è vivamente sconsigliata ai cultori del pensiero unico politicamente corretto oggi tanto di moda.]
Ah! Niente da fare. Non sono capace di scrivere un articolo così. Quello che scriverei io sarebbe certo impubblicabile. Capite, io ci vado giù pesante. In questi tempi a dire "maschio" e "femmina" uno rischia la galera. E allora facciamo in questa maniera: io lo scrivo e poi qualcuno mi sostituisce tutte le espressioni un po' forti con quelle politicamente corrette tra parentesi. Facciamo così? Allora, via.
Cosa sono le "Coppie di fatto"? Innanzi tutto non certo una novità.
Quando Gesù va al pozzo e incontra la samaritana, questa di fatto convive con un tizio e Gesù non è che se ne scandalizza ("Di mariti ne hai avuti cinque, e quello che hai ora non è tuo marito..."). S.Agostino, prima di diventare cristiano, ha una allegra relazione e da questa ha un figlio. In tempi più recenti Galileo Galilei, proprio lui, di figlie ne aveva due e non è che a sposarsi abbia pensato...ma a metterle in convento sì.
Uomini e donne fanno i loro [seguono in maniera libera le rispettive inclinazioni del loro orientamente sessuale] da che tempo è tempo. Convivono, [compiono attività per la realizzazione del loro piacere sessuale], fanno figli - un tempo si chiamava magari concubinato - senza sposarsi, per un motivo o per l'altro.
Perchè non ci sono soldi. Perchè non c'è lavoro. Perchè sono di classi sociali diverse. Perchè è più comodo [compiere suddette attività sessuali] senza responsabilità che dovere accettare tutti i doveri che dal matrimonio provengono. Eppure, in tutti questi secoli, mai c'è stato un - chiamamolo movimento d'opinione - che mirasse in qualche maniera a codicizzare questa antichissima consuetudine. Antichissima anche più del matrimonio, perchè ci sono state le coppie di fatto ben prima del matrimonio, se i nostri amici darwinisti hanno ragione. Si stava tra noialtri scimmioni là nella savana e si [soddisfaceva alle nostre voglie primigenie] la prima [partner di diverso orientamento sessuale] che passava. Non è che si pensava a sposarsi, proprio no.
Poi, un pochetto ci siamo evoluti. Diamo merito alle scimmiette su questo. Le [creature primigenie con la responsabilità della crescita della prole] - pardon le donne - si sono rese conto che questa storia del concubinato era una gran fregatura. Perchè noi scimmioni tendevamo a [soddisfare gli appetiti sessuali] e poi cacciarle via in mezzo alla savana, loro e scimmiottini, quando non le reggevamo più. E si è quindi fatto un contratto che avesse come scopo la protezione dei più deboli. Il matrimonio. Che lo Stato ha preso e fatto proprio. Perchè allo Stato conviene proteggere la famiglia. Chi lavora, chi dà quel segno più sui grafici sono le famiglie solide. Senza una famiglia solida a tirare su dei figli solidi qualche problema c'è. Per esempio, come provano i dati del Bureau of Census americano, il 60% degli stupratori, ed il 72% degli adolescenti omicidi è cresciuto in case senza padre. Su 12 studenti violenti, 11 sono cresciuti senza il padre, contro 1 che ce l'aveva. E quindi, investire in famiglie probabilmente conviene di più che investire in poliziotti e carceri.
Dicevamo, mai c'è stato un movimento di opinione che mirasse ad equiparare il concubinato al matrimonio. Non perchè i nostri antichi fossero [incapaci di ragionamenti di senso compiuto], ma perchè i due si muovono su piani differenti. In uno ci sono doveri (verso i figli, verso il coniuge); nell'altro no.
Perchè diciamolo: perchè due convivono? O lo fanno perchè non hanno le risorse per sposarsi, ed allora farci una regolamentazione sopra è inutile: facciamo piuttosto in modo che si possano sposare. Oppure non hanno nessuna intenzione di farlo. O, ancora, non possono perchè non possono farlo neanche se volessero.
Esaminiamo prima il caso "non vogliono". Non vogliono perchè non vogliono responsabilità? E quindi, lo Stato dovrebbe dare loro quella responsabilità che non vogliono? In tal caso è chiaro che la suddetta coppia di fronte a un tal contratto [declinerebbe la sua sottoscrizione con espressioni tipiche della tradizione popolare italiana]. Oppure dovrebbe dare loro i vantaggi che il matrimonio dà senza chiedere assunzione di responsabilità? Ma in tal caso, non sarebbe un [assumere un atteggiamento di derisione o tentativo di truffare una persona terza, assimilabile gergalmente con l'afferrare parti corporee della persona stessa] chi si sposa a "costo pieno"?
Passiamo al caso "non possono". Perchè non si può? O c'è qualche vincolo - tipo essere già coniugati con qualcun altro, essere più che minorenni, essere fratello e sorella (non sbuffate, non sto parlando di casi irreali...) o si è dello stesso sesso. Ah, ecco qui il casus belli. In fondo, i soli che abbiano qualche motivo di urlare e pretendere sono i conviventi dello stesso sesso.
Forse è inutile far notare che, anche qui, nihil sub sole novi. Ai tempi dei romani gli imperatori stessi, Adriano e Caligola ad esempio, convivevano con leggiadri giovinetti. E nessuno che si sia mai sognato di paragonare questo al matrimonio. Perchè diciamolo, [soddisfare i proprii appetiti sessuali in modo conforme al proprio orientamento] è una cosa e il matrimonio è un altro. Il matrimonio è un qualcosa che regola il rapporto tra uomo e donna ai fini della continuazione della specie. Punto. Se le cose stessero diversamente, non si vede perchè non si dovrebbe poter sposare una [oggetto in gomma di lattice gonfiabile simulante una figura femminile]. O il cane fedele. O la vecchia tata che ci vuole tanto bene.
E perchè poi lo Stato dovrebbe ratificare e spendere soldi dietro a unità familiari improduttive, sterili per definizione?
Quando ci ripete con gli amplificatori che di soldi per quelle produttive - le famiglie vere, i figli veri - non ce ne sono?
La mia opinione quindi non è che le coppie di fatto siano inutili socialmente. Quello che penso è che, a prescindere dal motivo per cui si sono formate e dalle persone stesse che le compongono (che possono essere anche in sè meravigliose) le coppie di fatto siano un peso sociale. E che lo Stato dovrebbe fare di tutto per aiutare quelli che vorrebbero smetterne di farne parte per passare a qualcosa di più solido. Dicendo poi agli altri di usare quello che già il diritto mette a disposizione, e cominciare ad essere [seri con la vita].

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville