Gino

lunedì, 19 febbraio 2007

DiCo: se il cattolico per salvare il potere vende l'anima

Penso che in questo intervento, pubblicato su Avvenire di sabato scorso, Monsignor Luigi Negri, Vescovo di San Marino e Montefeltro, abbia colto con eccellente sintesi il cuore del problema:

[...] Un minimalismo ipocrita, purtroppo targato di un cattolicesimo che per salvare il potere vende l'anima, ha voluto dimostrarci che non si trattava di svolte radicali ma solo di «aggiornamenti» giuridici ed amministrativi. La verità è invece che si vuol distruggere la famiglia: quella famiglia che Benedetto XVI ha evocato nella sua irripetibile unicità.
La famiglia cattolica, che non è un particolare opzionale, ma la forma radicale e compiuta di ogni aggregazione che voglia essere autenticamente umana.
È una grande lezione di laicità quella che la Chiesa sta dando all'intero Paese. La questione fondamentale è che la società è fondata sulla famiglia, eterosessuale, unita, stabile, feconda, capace di educazione e di responsabilità culturale e sociale.
I «Dico» tendono a compromettere radicalmente l'esistenza di questa cellula sana della società per sostituirla, di fatto e di diritto, con aggregazioni consumistiche ed utilitarie.
La Chiesa sta difendendo la laicità della società. Coloro che hanno fatto i Comitati per la difesa della Costituzione la stanno distruggendo nei suoi capisaldi fondamentali.

Così, noi cattolici, ci assumiamo la responsabilità dell'educazione delle prossime generazioni.
L'educazione incomincia se si hanno delle grandi proposte ideali da fare al cuore dei giovani: quelle che l'indimenticabile Giovanni Paolo II ha riassunto nella formula efficacissima «la misura alta della vita». Questo può muovere e commuovere i giovani di oggi: quello che Ezio Mauro chiama il pensiero forte della Chiesa e sembra rimproverarcelo come una colpa o come una volontà egemonica.
Negli areopaghi di oggi portiamo senza paura questo pensiero forte e lo rivolgiamo alla libertà di tutti, certi come siamo che se i giovani lo accoglieranno, cammineranno verso una vita - come dicono loro - «alla grande».
Ma le generazioni cui pensano i «Dico», quelle per cui l'omosessualità e l'eterosessualità saranno equivalenti, che si impegneranno in coppie senza nessuna identità e stabilità, senza gratuità e capacità di dedizione, recuperando anche gli anni della convivenza per la pensione o per le mutue: a queste generazioni è proposta una «misura bassa» della vita.
Staranno anche bene materialmente, saranno pieni di cose e forse anche di complessi: diciamo la verità, aveva ragione il Cardinale Biffi, saranno «sazi e disperati».
Se questa è la sfida, la storia non potrà non vedere da che parte si è situata la Chiesa: con la persona e con il popolo. Per la loro verità e libertà.


Questo è uno dei tanti pareri contrari al ddl Bindi-Pollastrini raccolti da Avvenire e dal resto della stampa cattolica nei giorni scorsi. Non solo la quasi totalità dei vescovi, e praticamente TUTTI i movimenti e le associazioni di ispirazione cattolica, ma anche giuristi, costituzionalisti, avvocati, diversi dei quali non credenti, e che smontano il ddl in questione per motivi essenzialmente giuridici e pratici.

I Grandi Quotidiani Indipendenti e Laici, invece, che fanno?
Vanno disperatamente alla ricerca di quei pochi porporati che, pur di offrire una stampella a Prodi e Bindi, fanno dichiarazioni decisamente avventate, per non dire bizzarre.
Un esempio è Repubblica che sollecita opportunamente il vescovo di Pisa, Monsignor Plotti:

Monsignor Plotti, l'argomento del giorno è la Nota sui Dico, preannunciata dalla Cei. Si sono scatenati appelli e controappelli.
"Se è un tema davvero così importante, allora è giusto che sia redatta da tutti i vescovi. Mi auguro che non la faccia solo la presidenza Cei. Una Nota dell'episcopato - sottolineo una Nota pastorale - dev'essere discussa per prassi in assemblea, il testo va mandato a tutti, bisogna poter fare emendamenti".


Certo, chiediamo il parere di tutti i vescovi, mi pare giusto, ma perché fermarsi ai vescovi?
Consultiamo tutti i parroci, i coadiutori, i diaconi permanenti, i seminaristi, le suore e i frati, le monache di clausura, le dame della San Vincenzo, i sacrestani, i chierichetti... anzi, perché non facciamo un bel referendum per decidere le questioni dottrinali, eh?
Anzi no.
Meglio un sondaggio, magari affidato al solito Mannheimer, il quale - apparentemente - non trova contraddittorio sostenere, nello stesso articolo (a distanza di poche righe l'una dall'altra), le due seguenti affermazioni relative al ddl sui DiCo:

"la maggioranza assoluta della popolazione si dichiara decisamente favorevole sul principio ispiratore della legge"

"L’elettorato è praticamente diviso a metà, tra favorevoli e non al provvedimento."

Forse Mannheimer deve giustificare in qualche modo il fatto che solo una settimana prima, il Corriere dava un 70% degli italiani a favorevo dei DiCo, chissà...

Ma io scherzo... invece monsignor Plotti pare dica sul serio:

"Il problema fondamentale è come educare la gente. Non basta richiamare i principi. Se no va a finire che noi predichiamo certe cose e poi si aprono i giornali e troviamo che le statistiche ci dicono che i cattolici questi principi non li seguono. E' successo ieri. Sondaggi alla mano, almeno per quello che leggo, i cattolici interrogati si dicono favorevoli alle coppie di fatto. E allora i principi rimangono lì, appesi per aria".


Appunto. Educare significa soprattutto parlare chiaro, non preoccuparsi solo di "abbassare i toni" per non disturbare il "manovratore", in quanto "autorevole guida cattolica"... sic!

Qualcuno dovrebbe spiegare a monsignor Plotti, che Ruini con questa nota non si inventa nulla di nuovo: sarà un riassunto di quello che c'è già scritto nel magistero, ad uso dei "duri di comprendonio". E non si preoccupi: il card. Ruini non è stupido, e per fugare dubbi di derive autoritarie, presenterà questa nota pastorale al prossimo Consiglio permanente della CEI, in modo collegiale.
Intanto i lupi si fregano le mani... ma potrebbero restare a bocca asciutta.


scritto da: Faramir alle ore 16:10 | link | commenti (2)
categorie: politica, famiglia, dico, valori, chiesa cattolica, laicità

Commenti
#1   20 Febbraio 2007 - 09:34
 
Ciao GINO.
Oh scusa, per una volta non inveisco, ma lascio solo una nota di servizio:
ma lo sapevi che se digiti GINO su google vieni per primo? addirittura prima di Gino paoli?
Ma come fai?
eh eeeeeeee, misteri della fede! Diavolaccio
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sdrella

#2   20 Febbraio 2007 - 11:22
 
Boh!?
Non mi sono mai posto il problema.
Forse dovresti chiedere a quelli di Splinder.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Faramir

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(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


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