Ieri su Avvenire c'era un bell'editoriale di Souad Sbai, presidente delle donne marocchine in Italia, e membro della Consulta per l'Islam in Italia, nel quale era descritta la situazione di tante donne immigrate che, nella "civile" Italia, subiscono una serie scandalosa di soprusi e discriminazioni, sulle quali il più delle volte cala un inquietante silenzio omertoso:
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[...] Italia, marzo 2007: una donna marocchina, che da anni vive in Italia con regolare permesso di soggiorno, si rivolge alle istituzioni per chiedere aiuto. Per anni ha subito dal marito egiziano violenze fisiche e psicologiche, minacce e soprusi di ogni tipo. È costretta a subire un matrimonio poligamico, a vivere con la seconda moglie del marito e con i figli nati da questo secondo matrimonio. Continuano le violenze e il Tribunale dei minori di Roma le riconosce l'affido dei quattro figli; per tutta risposta il marito rapisce i due bambini più piccoli e li porta in Egitto. Tutto questo non accade a Kabul o a Teheran ma in Occidente, nella nostra Italia. |
Finché non si affronteranno seriamente queste emergenze, l'8 marzo rimarrà davvero la festa dell'ipocrisia.

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville