Non potendo confutare in maniera ragionevole e razionale le affermazioni dei vescovi italiani, che citano la Costituzione italiana e usano quel buon senso che pare ormai merce rara, i Grandi Giornali Laici e Indipendenti e le solite "Blog Star" di presunte tendenze liberali cosa si inventano?
Prendono le parole di Mons. Bagnasco, le tagliuzzano qua e là e le rimettono insieme a modo loro, sostenendo che il presidente della Cei avrebbe messo sullo stesso piano DiCo, incesto e pedofilia.
Vi pare impossibile? Nel Paese di Pulcinella niente è impossibile!
Ecco come sono andate le cose.
Mons. Bagnasco, intervenendo ad un incontro con gli animatori della cultura e della comunicazione per la diocesi di Genova, a proposito della recente Nota del consiglio permanente della Cei ha detto che:
«è una nota che cerca di parlare all'intelligenza dei credenti attraverso alcuni accenni alla fede ma, soprattutto, all'intelligenza comune, al buon senso, alla ragione attraverso delle motivazioni delle ragioni di tipo antropologico. [...] un esempio di come oggi la comunicazione debba tenere conto delle ragioni antropologiche, non solo delle ragioni che derivano dalla fede, ma delle ragioni che derivano dal retto uso della ragione [...] per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliano imporre la propria fede, e le proprie convinzioni al popolo in un contesto di chiaro pluralismo. [...] Certamente se noi come cattolici usassimo solo ed esclusivamente delle ragioni di fede, giustamente saremmo fuori da questo dinamismo democratico che è il confronto delle ragioni. Confronto retto, onesto, il più possibile pacato e rispettoso, cosa che non sempre accade».
Proprio per evitare obiezioni di questo genere, «dobbiamo sempre più abituarci, ancorati alle ragioni della nostra fede, ed imparare ad usare le ragioni della ragione».
Insomma, un discorso ragionevole, che smentiva il luogo comune di una Chiesa arroccata sui propri dogmi, che vorrebbe ipso facto vedere tradotti in leggi dello Stato.
Infatti questa parte dell'intervento di Mons. Bagnasco è stata quasi del tutto ignorata da giornalisti di Grandi Quotidiani e "Blog Star"... non potevano mica sputtanarsi da soli, smentendo quello che scrivono solitamente.
Poi il presidente della Cei ha ampliato il discorso, osservando che siamo di fronte a un problema di «corretta antropologia». Ovvero c'è il rischio che, in mancanza di «un criterio oggettivo per giudicare il bene il male», le scelte vengano fatte sulla base «dell'opinione pubblica generale».
Ma se si arriva a questo punto, allora, «è difficile dire dei no». Perché, se manca un criterio oggettivo su cosa è il bene e il male, tutto diventa relativo. Quindi finiremmo per chiederci: perché «dire di no all'incesto o al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano?». Contro queste «aberrazioni già presenti almeno come germogli iniziali», è difficile resistere, «se viene a cadere il criterio antropologico dell'etica che è anzitutto un dato di natura e non di cultura».
TA-DAAA!
Ecco qua! Ai giornalisti dei Grandi Quotidiani non deve essere sembrato vero. In un crescendo di riflessi pavloviani, tra guaiti di gioia e aumento della salivazione, si sono messi a tempestare i tasti dei loro PC, et voilà!
Dato che nello stesso intervento Mons. Bagnasco ha citato DiCo, incesto e pedofili, è venuto loro spontaneo scrivere che "il presidente della Cei sembra associare il riconoscimento delle coppie di fatto ad altre situazioni come incesto e pedofilia", oppure "dopo i Dico legalizzati pure incesto e pedofilia", e ancora: "No ai Dico come alla pedofilia", ecc.
Naturalmente non è quello che diceva Bagnasco, il quale non ha fatto che richiamare il concetto di "piano inclinato". Ovvero: se cominciamo a scivolare verso il basso equiparando famiglie e convivenze, matrimonio tra uomo e donna con unione di due persone dello stesso sesso, andiamo a incrinare le basi dell'antropologia umana provocando uno scivolamento ulteriore. Scendi oggi, scendi domani, si arriverà anche a giustificare ciò che oggi tutti (o quasi: vedi richieste di ammettere l'incesto in Germania) ritengono una aberrazione.
Ciò significa paragonare le convivenze (anche omosessuali) con incesto e pedofilia?
No. Queste ultime sono molto più in basso sul piano inclinato. Tuttavia se non ci fermiamo prima di incominciare a scivolare, ci arriveremo.
Ma ormai il nodo scorsoio è pronto. Ora non resta che attendere la folla urlante e assetata di sangue, che prontamente risponde.
La Pollastrini, ministro per le pari opportunità e "mamma" dei DiCo in condominio con la Bindi, si dice "stupefatta dall'utilizzo di espressioni che finiscono col ferire la dignità delle persone e della loro vita". D'altra parte, frequentando la Turco e Ferrero, non sorprende che veda le cose "stupefacenti"...
Pecoraro Scanio, ministro per l'ambiente, si augura (magnanimo) che monsignor Bagnasco sia stato male interpretato (in effetti!) e attende pronte rettifiche "perché il paragone tra le convivenze e la pedofilia o l'incesto è gravissimo e, oltre ad essere insensato, offende milioni di persone". Milioni di pedofili e incestuosi? Ohibò! Se si riferisse alle convivenze dovrebbe parlare al massimo di 1 milione di persone, forse meno, visto che le coppie non sposate in Italia sono circa 500mila. E la maggior parte è in attesa di convolare a giuste nozze, quindi dei DiCo non gliene può fregà de meno...
Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà Sociale, si dichiara addirittura "impressionato". Beh, anch'io mi impressiono... quando lo sento parlare di tossicodipendenze, immigrazione, ecc.
Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell'Arcigay, ovviamente ritira fuori con scarsa fantasia l'equazione "prete = pedofilo" (tanto cara a certe "Blog Star" ossessionate dai clergyman) e invita Bagnasco a fare "pulizia in casa propria". Chissà, magari se glielo chiede con gentilezza, Grillini gli presta l'aspirapolvere...
L'unico, nell'Unione, che prende le difese di Bagnasco, per adesso, è Mastella: "Non è possibile ogni volta che qualche vescovo italiano o il presidente della Cei interviene su cose normali, di buonsenso religioso e laico, ci siano intemperanze di atteggiamenti un po' isterici. Mi auguro che ognuno di noi faccia la sua parte; mi pare insopportabile questa stagione in cui ognuno vuole spiegare alla chiesa come si fa la chiesa. Mi pare francamente una cosa non dignitosa politicamente e culturalmente".
Nel centrodestra invece, sono compatti in difesa del presidente della Cei.
O cielo, di certe difese, tipo quella di Calderoli ("Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale..."), immagino che Bagnasco farebbe volentieri a meno, ma insomma...
Ovviamente numerosi blogger "liberali" si affanneranno a sfruttare l'occasione per gettare fango sulla Chiesa cattolica.
Sono sicuro che li aspetta una brillante carriera nei Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti... lascio a voi giudicare chi sia il talebano.
Alla fine la diocesi di Genova ha pubblicato una breve precisazione. A buon intenditor, poche parole.

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville