Gino

lunedì, 30 aprile 2007

Eccoli i veri razzisti

BRASILE; GAY ORGANIZZANO MANIFESTAZIONE ANTI-RATZINGER

(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 27 APR - La comunita' omosessuale di Rio de Janeiro sta organizzando una protesta contro la visita di papa Benedetto XVI in Brasile, prevista dal 9 al 13 maggio prossimi. ''In Brasile tutti hanno il diritto di andare e venire, pero' per la comunita' omosessuale, papa Benedetto XVI non e' il benvenuto''. La frase sara' scritta nei volantini che il gruppo 'Gay, lesbiche e single' distribuira' il 10 maggio in una manifestazione contro la Chiesa, considerata ''omofobica'' dalla comunita' gay. La protesta contro il Papa avra' luogo nel centro di Nova Igua, municipio della regione metropolitana di Rio, nella Baixada Fluminense. Una donna travestita da Pontefice sara' incaricata di distribuire gli opuscoli ai manifestanti, per protesta contro la visita di Benedetto XVI. La ''festa anti-Papa'', come riporta oggi il quotidiana 'O Globo', terminera' con il rogo di centinaia di fotografie di Benedetto XVI. (ANSA). GR 27-APR-07 15:48 NNN


scritto da: Faramir alle ore 10:55 | link | commenti (16)
categorie: chiesa cattolica, anticlericalismo, propaganda gay

Commenti
#1   30 Aprile 2007 - 20:44
 
"Gay, lesbiche e... single"?
Ero a conoscenza dell'"orgoglio" delle coppie "child free", mi mancava l'orgoglio dei "single".
ora siamo al completo (m'illudo, lo so) ma che tristezza.
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#2   30 Aprile 2007 - 21:40
 
Questa notizia non ha senso....cosa c'entrano i single?....e per quanto la manifestazione sia rispettabile come forma di protesta nei confronti di chi attacca l'identità dei partecipanti, bruciare foto del papa mi pare eccessivo e assolutamente negativo per lo spirito e l'intento!
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#3   30 Aprile 2007 - 21:44
 
....nn avevo letto il titolo....certo definirli razzisti....per quale motivo?....magari eccessivi, ma qua siamo nel classico caso: chi è senza peccato scagli la prima pietra.
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#4   01 Maggio 2007 - 00:38
 
La questione è he loro sono i primi a definire razzisti i cattolici per via della loro "chiusura mentale" (l'appellativo "razzista" è genericamente dispregiativo, non conta il suo significato etimologico) e spesso ci paragonano a quelli dei roghi medievali. Il bue che dice cornuto all'asino.
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#5   02 Maggio 2007 - 00:58
 
Loro sono i primi a definire razzisti i cattolici? Beh e bisogna abbassarsi al loro piano allora? Odio genera odio o sbaglio?
Aspetta ago86....a parola corrisponde un significato....e ogni parola ha una certa forza, impatto, le parole nn vanno usate tanto per fare.
Per quanto riguarda i roghi.....nn mi pare i gay, le lesbiche o i single abbiano mai organizzato roghi di persone....cosa c'entra quindi il bue che da del cornuto all'asino?
Poi tra parentesi loro non giudicano la "chiusura mentale", ma se mai l'insulto che i vertici cattolici riversano nei loro confronti, è ben diverso. Il disprezzo verso la chiusura mentale sarebbe una forma di giudizio personale e diretto alla mentalità cattolica, mentre manifestare contro violenze verbali ricevute è un'espressione della propria libertà e della propria sensibilità.
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#6   02 Maggio 2007 - 02:13
 
Non mi riferivo ai roghi di persone, ma se bruciano il Papa in effige di certo non si dimostrano molto aperti mentalmente. Di solito accusano la Chiesa di omofobia e di discriminazione in quanto gay, mentre in realtà, a livello di catechismo, non è così. Non è certo dai vertici ecclesiastici che viene propagato l'odio verso loro in quanto esistenti.
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#7   02 Maggio 2007 - 10:37
 
"a parola corrisponde un significato..."

Magari fosse ancora così.
Ormai le parole cambiano significato a seconda della convenienza ideologica.
Altrimenti come potrebbero parlare di "matrimonio omosessuale" o definire "famiglia" una relazione tra 2 persone dello stesso sesso?
Siamo alla dittatura del relativismo.
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#8   02 Maggio 2007 - 18:52
 
Faramir sono assolutamente d'accordo!
Se solo nn si continuasse a parlare di famiglia o matrimonio tra persone dello stesso sesso, cosa che per altro fanno alcuni cattolici, di laici nn ne ho ancora sentiti usare quei termini, si sarebbe approvato tutto almeno un anno fa!
Cosa c'entrano mai i Di.Co. o le unioni di fatto con i matrimoni o la creazione di una famiglia, è ridicolo, sono meri contratti, quasi come un contratto di lavoro. Devono garantire diritti, nn creare unioni.

Non usare però anche tu una parola, relativismo, con un significato solo ideologico, se no cadi in contraddizione.
Il relativismo, volenti o nolenti c'è in ogni attimo della nostra vita, è anche quel flusso mentale che ci permette di prendere decisioni, se non vi fosse relativismo nessuno si adopererebbe per il proprio male.
Il relativismo nn ha niente a che vedere con la manipolazione dei significati delle parole. Sono due cose distinte. Come il significato delle parole stesse, manipolazione e relativismo, enuncia.

@ Ago86:
Per i roghi ok, credevo ti riferissi a cose molto più remote e gravi. In tal caso concordo, bruciare un'immagine, se per altre persone può essere un segno offensivo è da condannare.
Per il resto ti dico "ni".
E' vero nn si critica loro in quanto esistenti, anche perchè farlo andrebbe contro la sentenza che proclama gli omosessuali come nn-malati o nn-aberrazioni (che poi ci sarebbe anche da discutere, ma spesso per salvare qualcuno da possibili atti di razzismo si deve anche scendere a compromessi....)
Ma l'intervento di Bagnasco, per quanto poi lui abbia ritrattato la forma, non è che sia stato tanto carico di amore verso il riconoscimento dell'esistenza degli omosessuali o dei loro sentimenti, era più disprezzo quello, o se nn era quello l'intento, l'impressione è stata quella.
Parola - significato. Almeno persone colte come Bagnasco e gli altri dovrebbero tenerlo a mente.
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#9   03 Maggio 2007 - 02:24
 
Su Bagnasco si è detto e scritto molto. Male, però. Il suo intervento è stato tagliato in modo da darne un'impresisone diversa dalla realtà. Di certo non intendeva offendere gli omosessuali, ma attaccava solo il principio secondo il quale vengono approvati i DICO, tutto qui.
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#10   03 Maggio 2007 - 09:20
 
"Cosa c'entrano mai i Di.Co. o le unioni di fatto con i matrimoni o la creazione di una famiglia, è ridicolo, sono meri contratti"

Scusa, SakiKawa, ma il sottoscritto non abbocca tanto facilmente. Per fare un contratto non serve una legge, basta un notaio.
Leggiti i miei post passati sull'argomento.

E leggiti pure quelli su come sono state deformate le dichiarazioni di Bagnasco.
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#11   03 Maggio 2007 - 19:18
 
No guarda se credi che voglia far abboccare qualcuno sei sulla strada sbagliata, quello che penso lo dico e quello che dico è ciò che penso, i miei interventi si fermano a quello.
Se mai nn trattarmi da stupido parlandomi di notai, perchè vuole dire che non hai seguito proprio l'origine del dibattito sulle unioni di fatto.
Esse nascono per ovviare ai notai, per evitare tutto quell'iter burocratico che ne deriva e le limitazioni che i poteri dei notai comportano. In caso di decisioni per un malato grave il notaio non può dare nessun potere decisionale ad un convivente. Solo in caso di spartizione dei beni, la facciata forse meno importante delle unioni di fatto, potrebbe sopperire al bisogno di una legge.
La legge serve per regolamentare i diritti che i conviventi hanno reciprocamente, e che non devono essere salvaguardati solo una volta sposati, perchè in quel caso subentrano altri e più importanti diritti/doveri. Quindi le unioni valgono e sarebbero utili anche per i "normali" eterosessuali!
Per l'intervento di Bagnasco, sempre per tornare al discorso che non sono l'ultimo degli stupidi o un disinformato che parla a vanvera, ho letto per intero l'intervento nella sua versione integrale.
Infatti non mi scaglio contro ciò che ha detto, condivisibile o no, ma contro la forma con cui lo ha detto, perchè per me l'errore è stato lì, peccare di superficialità nell'articolare un discorso delicato e dando l'incipit a quel branco di estremisti per aggrapparsi e far scoppiare la cagnara!
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#12   03 Maggio 2007 - 23:17
 
No guarda, mi sa che sei tu che ti sei perso qualche puntata.
Per aiutarti ti suggerisco la lettura di questa tabellina.
Come puoi vedere alla prima riga si legge:

"Nessuna legge impedisce di visitare o accudire il convivente in caso di malattia o ricovero. È il paziente che decide da chi farsi assistere"

Contento? non serve nemmeno il notaio in questo caso.
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#13   04 Maggio 2007 - 01:22
 
Si ma scusa, vuoi avvalorare la tua tesi e mi dai dei riferimenti di parte?
No, qua o mi mostri una legge (anche se in molti casi sono indicate) o va ad esperienze personali e dato che mi ci hai tirato in mezzo, dato che a quanto pare la mia famiglia è alquanto sfortunata sulle vicende di salute, ne ho una caterva di vicende legate alla sofferenza ospedaliera da portare come prove.
Tanto inizio con una, poi vediamo se devo farci un libro:
Il mio famoso prozio partigiano è morto, ormai saranno 4 anni fa, di tumore. Una delle persone più legate a lui era mio padre, anche se paradossalmente non aveva legami famigliari con lui, infatti era lo zio di mia madre, nn suo.
Secondo te quando era in condizioni di prognosi riservata e la situazione fisica era ormai disperata mio padre lo hanno fatto entrare per un ultimo saluto? No affatto! Xchè non era un parente diretto!....se nn era per la bontà del medico non lo avrebbe mai salutato.
Naturalmente come spesso accade in situazioni come i tumori intestinali o ai reni la sofferenza si protrae molto nel tempo anche nelle fasi finali, dato che con le tecniche mediche attuali si può sostentare il paziente anche se questi organi sono ormai inutilizzabili.
Sta di fatto che erano ormai due mesi che non faceva altro che chiedere che gli fosse staccato tutto.
Lo aveva chiesto a sua moglie, ma lei non se la sentiva, lo aveva chiesto a suo fratello, ma lui non se la sentiva, lo aveva chiesto a sua figlia, ma lei non se la sentiva, lo aveva chiesto a mio padre.
Naturalmente mio padre non aveva nessun potere decisionale sulla cosa, dato che in casi come quello la legge prevede che o c'è una dichiarazione precedente o durante la malattia in uno stato così avanzato si possa anche considerare il paziente non in grado di intendere e di volere e non possa quindi decidere a chi affidare la sua salute.
Mio padre ha passato un altro mese a cercare di parlare della cosa ai parenti, li faceva andare a parlare con lui, gli faceva sentire cosa voleva, quasi non lo vedevo qua a casa, sempre rischiando che qualcuno gli dicesse: "no mi spiace lei nn può entrare". Dopo 4 mesi di agonia finalmente la moglie si è decisa, ma non è servito fare quasi nulla, è morto praticamente 2 giorni dopo che avevano deciso.
Ridotto come una larva, incapace di parlare, di muoversi, ridotto peggio di quando aveva passato 2 anni in un campo di lavoro, in cui mi diceva aveva perso la dignità di uomo, e proprio in punto di morte di nuovo ne era stato privato.
Tutto questo perchè i parenti non si erano assunti nessuna responsabilità, nonostante sapessero che era ciò che voleva e ciò che volevano anche loro, e mio padre nn aveva nessuna voce in capitolo.
Certo forse questo ultimo passo si discosta dall'argomento delle unioni di fatto, infatti va anche oltre x me, ma pensiamo se al posto del mio prozio ci fosse stato un ragazzo, al posto di mio padre la sua compagna convivente ma non ancora sposata (o viceversa), sarebbe stato tutto uguale.

Le decisioni in materia di salute sono affidate al paziente? E se lui non è in grado di decidere? Il convivente non può proferire parola.
Le pensioni e la previdenza della busta paga non vanno al convivente, solo quelle stipulate privatamente.
Se uno dei due conviventi non fa testamento i beni non vengono divisi anche con l'altro convivente, oltre che con i parenti.

E cmq il problema sai dov'è? Che anche per gli altri punti c'è un iter burocratico che il più delle volte, se poi si mette di mezzo la famiglia, finisce tutto per avocati, e se per caso ci sono soldi in ballo ancora peggio. Per questo serve dare qualche diritto in più alle unioni di fatto, che non per forza riguardano i conviventi. Due ragazzi che non possono sposarsi, magari per motivi economici, possono restare nelle rispettive famiglie e stabilire già diritti sulla loro unione, di modo da non essere obbligati a rischiare il tracollo economico per un matrimonio, che potrebbero fare più avanti.
Ci sono mille motivi per cui le unioni di fatto potrebbero essere valide, non vedo perchè vietarle. Non si vuole creare una famiglia alternativa o cose del genere solo dare una mano ai ragazzi seguendo gli sviluppi di questa società e del mondo del lavoro sopratutto.
Che male può fare una riforma del genere? Perchè se nn la si vuole è ovvio che qualcosa di male deve portare.
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#14   04 Maggio 2007 - 10:39
 
Sei peggio di San Tommaso e hai pure la tendenza a divagare, forse per scarsità di argomenti.
Per molte cose in quella tabella ci sono i riferimenti a leggi, decreti, sentenze, codice civile. Puoi verificare se vuoi.
Se il tuo famoso prozio era in prognosi riservata e sotto terapia intensiva mi pare ovvio che le visite fossero ridotte al minimo.
E qui nessuno è a favore dell'accanimento terapeutico, ma questa è altra storia.

Tu sembri fissato con gli iter burocratici. Ma guarda che istituzionalizzare le coppie di fatto per legge significa burocratizzare i vincoli affettivi. Altrimenti come dimostreresti di essere parte di una coppia di fatto?

Quella dei due ragazzi che non possono sposarsi, magari per motivi economici, che e secondo te possono restare nelle rispettive famiglie e stabilire già diritti sulla loro unione, sembra una barzelletta.
Mi sa che non hai capito come funzionava il ddl sui Dico. Senza convivenza stabile non ti dava la possibilità di registrarti come coppia di fatto. E comunque quel ddl ormai è affossato, per fortuna, che era un pasticcio giuridico e paradossalmente andava a peggiorare la situazione dei conviventi, per non parlare del numero enorme di contenziosi a cui avrebbe portato (non eri tu che ti preoccupavi che poi "finisce tutto per avvocati"?). Il problema è che potrebbero tirar fuori qualcosa di peggio.

Nessuno vuole "vietare" le convivenze. Semplicemente lo Stato non ha alcun obbligo nè interesse a creare un nuovo modello di famiglia con meno doveri di quella riconosciuta nella costituzione.

Che male può fare una riforma del genere?

Renderebbe ancora più difficile la formazione di giovani famiglie stabili e con figli, di cui c'è urgente necessità visto l'andamento demografico in Italia.
Quello che serve è una politica fiscale realmente favorevole alla famiglia, salari al livello del reale costo della vita e servizi migliori per chi ha figli. Oltre ovviamente alla capacità da parte dei giovani di accettare qualche sacrificio (ma se sono i genitori i primi a non avere ideali per cui vale la pena sbattersi...).
Siamo il paese europeo con il minor numero di asili nido in rapporto alla popolazione. Se non ci fossero tanti nonni che si occupano dei nipoti saremmo messi veramente male.
Questa è la vera emergenza, ma i nostri governanti perdono tempo a dar retta a 4 gatti che vogliono una legittimazione morale da parte dello Stato. Intanto chi si sposa è svantaggiato rispetto a chi convive.
So di certi furbi che fanno figurare la madre dei propri figli come single, pur convivendo, per risparmiare su tasse e tariffe dei servizi.
E' un'indecenza.
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#15   06 Maggio 2007 - 15:00
 
"Sei peggio di San Tommaso e hai pure la tendenza a divagare, forse per scarsità di argomenti."
Prendo il San Tommaso come un complimento ovviamente (nn vedo cosa ci sia di sbagliato nell'osservare prima di incapponirsi su qualcosa), ma il resto della frase vediamo di lasciarlo ai caproni che qua spero di essere tra gente per bene! C'è sempre un collegamento di fondo con tutto.
Poi avendo scritto io: "Certo forse questo ultimo passo si discosta dall'argomento delle unioni di fatto" sottolinearlo non vedo che cosa serva.

"Per molte cose in quella tabella ci sono i riferimenti a leggi, decreti, sentenze, codice civile. Puoi verificare se vuoi."
Ma grazie! L'ho scritto sempre io nel mio commento questa cosa, a me interessa per il discorso dell'ospedale, dove non ci sono riferimenti.

"Tu sembri fissato con gli iter burocratici. Ma guarda che istituzionalizzare le coppie di fatto per legge significa burocratizzare i vincoli affettivi. Altrimenti come dimostreresti di essere parte di una coppia di fatto?"
Però tu non mi vuoi seguire, nn fai sforzi.
Ovvio che le unioni di fatto vuole dire burocratizzare, ma la cosa positiva è che si burocratizza una volta e basta, avere tutto separato, che poi tutto non è perchè molto non è garantito, è burocratizzare all'n-esima potenza!

Tralascio su quella che definisci barzelletta, x me chi da del racconta storielle non merita spiegazioni....

Ripeto che qua nessuno vuole parlare di famiglia, quindi dovresti evitare di tirare fuori il discorso per scopi poco nobili.
Se poi dici che le cose previste dai Di.Co. sono già attuabili singolarmente non vedo che tipo di famiglia diversa si possa creare se già sono cose garantite, o una o l'altra.

Il problema delle famiglie è anche il lavoro, oltre quello che constati anche tu (che giustamente quoto), se uno finisce l'università a 27 anni (di media) e trova un lavoro stabile, se lo trova, a 30/35 (di media) è ovvio che fare famiglia è un dramma. La questione è molto più veniale di quanto non si creda.

Per il resto cmq quoto che le emergenze siano altre! Eccome! Però nn venire a parlare a me di divagazione, quando l'argomento sono le unioni di fatto e tu parli di altri problemi.

Ti lascio con una riflessione su tutte:
Se è tutto già garantito quello che si voleva approvare in un unico provvedimento, xchè non lo volete? O è vero uno o è vero l'altro!
;)

P.S.: in fondo al tuo intervento noto una cosa significativa però: "Intanto chi si sposa è svantaggiato rispetto a chi convive."
Sembra una cosa messa li per caso, ma in realtà mi pare + importante di quello che sembra. Se è questo il problema allora si può iniziare a discutere su quel piano, è tutto un altro discorso quello. Su cui in effetti non mi ero soffermato poi molto a riflettere.
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#16   07 Maggio 2007 - 10:24
 
"Però tu non mi vuoi seguire, nn fai sforzi."

Ma pensa un po'... come dire che "il ragazzo è intelligente ma non si applica"... grazie.

"Però nn venire a parlare a me di divagazione, quando l'argomento sono le unioni di fatto e tu parli di altri problemi."

Cioé, secondo te la famiglia e le unioni di fatto non sono argomenti collegati? Ma hai letto il manifesto del Family Day?

"Se è tutto già garantito quello che si voleva approvare in un unico provvedimento, xchè non lo volete?"

Perché è stupido perdere tempo a fare leggi inutili, e che avrebbero conseguenze negative sul futuro della società italiana. E poi il ddl sui Dico faceva un gran pasticcio, complicando la vita pure a chi convive, ma d'altra parte aveva come scopo principale la legittimazione delle coppie omosessuali. Per gli altri è ridondante, rispetto al matrimonio civile.

"Sembra una cosa messa li per caso, ma in realtà mi pare + importante di quello che sembra."

Non era affatto messa li per caso. E mi fa piacere che la cosa ti faccia riflettere.
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