Gino

sabato, 26 aprile 2008

Brutto colpo per gli antiproibizionisti

Finalmente è stata messa la parola fine sul tormentone della coltivazione di cannabis per uso personale, che negli ultimi anni qualche giudice aveva ritenuto legittima:

[...] la Corte di Cassazione ha sancito ieri, con una sentenza delle sezioni penali unite, che la marijuana 'fatta in casa' è illegale. Il pronunciamento, proprio per­ché a Sezioni unite presiedute dal primo pre­sidente Vincenzo Carbone, farà giurispru­denza. In futuro vi si dovranno uniformare i tribunali, le corti d’appello e gli stessi giudi­ci di piazza Cavour e questo è quindi da con­siderare come l’orientamento definitivo del­la suprema Corte in materia, dopo una serie di verdetti in contraddizione tra loro. [...]
I casi in esame, rimessi al­le sezioni unite dalla quarta sezione penale, erano due, uno discusso in udienza pubbli­ca e uno in camera di consiglio. Ma la que­stione era unica: appurare «se la condotta di coltivazione di piante, dalle quali sono e­straibili sostanze stupefacenti, sia penal­mente rilevante anche quando sia realizza­ta per la destinazione all’uso personale».
  La risposta, come detto, è stata affermativa: «Costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività di coltivazione non auto­rizzata », si legge in una nota diffusa dopo la lettura del dispositivo. Perciò la Corte ha con­fermato la condanna a 4 mesi di reclusione e mille euro di multa nei confronti di Vincenzo D.S., cittadino milane­se che coltivava ma­rijuana in veranda. Ri­baltato invece, il ver­detto di prosciogli­mento del gip di Savo­na che due anni fa ave­va giudicato il giovane Domenico V. non puni­bile per aver tenuto in casa qualche pianta di 'erba': il ragazzo sarà quindi processato.
  In attesa di leggere le motivazioni, si può co­munque affermare che esce sconfessata la li­nea 'antiproibizioni­sta' talvolta sposata da alcune sezioni della stessa Cassazione. I precedenti non man­cano, negli ultimi quat­tordici anni. Era il 1994, infatti, quando la sesta sezione penale distinse «la coltivazione in sen­so tecnico, un procedi­mento che presuppone
la disponibilità di un terreno e di una serie di attività dei destinatari delle norme sulla coltivazione» dalla detenzione di cannabis per uso personale. A quel pronunciamento, il 10 maggio dello scorso anno, si rifece la stessa sesta sezione (sentenza 17983) per an­nullare la condanna della Corte d’appello di Roma a carico di un uomo che aveva colti­vato nel proprio fondo cinque piante di ma­rijuana.
  Ben prima, il 19 ottobre del 2003, la Cassa­zione aveva annullato la condanna a 6 mesi di reclusione e mille euro di multa per Gio­vanni M., napoletano allora quarantaseien­ne, «per aver coltivato illegalmente una pian­ta di cannabis sativa e detenuto 80 semi del­la stessa pianta per la coltivazione». Motivo: per condannare il 'coltivatore diretto' di so­stanze stupefacenti è necessario che «anche in concreto l’offensività sia ravvisabile al­meno in minimo grado». Analoga la sentenza numero 40362 del 31 ot­tobre
del 2007, con la quale ancora la sesta sezione penale affermò la liceità della ma­rijuana (fatta crescere, nel caso in specie, dentro la vasca da bagno) se venduta come «pianta ornamentale». La sentenza fece cla­more, tanto che due settimane dopo il pri­mo presidente Vincenzo Carbone diffuse u­na nota per precisare che la coltivazione do­mestica era da ritenersi «legittima solo quan­do siano specificamente provate in fatto l’ir­rilevante quantità e l’assenza della destina­zione all’uso di terzi».
  Ieri, infine, la decisione a sezioni unite che fa chiarezza una volta per tutte, per la verità anticipata proprio quest’anno dalla senten­za 871 della quarta sezione: «La coltivazione
non autorizzata costituisce un reato».
(Avvenire, 25 Aprile 2008)

 

Amen!
Sarebbe bello che i radicali mettessero il cuore in pace, ma dubito che succederà. Anzi scommetto che ricominceranno con le solite pagliacciate, che verranno anche troppo generosamente rilanciate da tanti giornalisti italici, che si credono tanto moderni e all'avanguardia...

Nella realtà è la decisione della Suprema Corte a tenere conto dei dati più recenti, come ricorda Claudio Risé sempre su Avvenire di ieri:

[...] Si tratta, in realtà, di una sentenza molto aggiornata, che forse tiene anche conto dei recenti richiami dell’Organizzazione mondiale della Sanità, e dell’Osservatorio europeo sulla droghe, a quei Paesi, come l’Italia, in cui il consumo di droghe, e di cannabis, invece di diminuire, ha continuato ad aumentare, con elevati danni personali e sociali.
  Ogni giorno, del resto, si intensificano nel mondo dichiarazioni di categorie, o istituzioni, prima 'liberali', che chiedono ai poteri pubblici più consapevolezza nei confronti della crescente pericolosità della cannabis, la sostanza illecita più diffusa nel mondo, la più legata ad atti di violenza, e pista di lancio per tutte le altre droghe.
  Gli ultimi sono stati gli infermieri inglesi, che hanno chiesto con urgenza di togliere la cannabis dalle droghe di tipo C, le meno pericolose, perché la situazione nei reparti ospedalieri dove essi lavorano prova ogni giorno il contrario. La stessa richiesta era stata sollevata un anno fa dal quotidiano Indipendent, che chiese scusa ai propri lettori per essersi battuto in passato per la derubricazione della cannabis in quanto innocua: i dati di cronaca lo avevano smentito. Qualche settimane fa poi, il Governo americano ha diffuso il documento «What Works» (cos’è che funziona nella lotta alla droga), spiegando come aveva ridotto, dal 2001, del 24% l’uso di tutte le droghe illecite, del 25% quello di marijuana, del 54% quello di ecstasy, del 60% quello di Lsd, del 15% quello di alcol. Il primo strumento è stato un forte e inequivocabile supporto legislativo, seguito da una capillare campagna di informazione sui danni della droga, e controlli random
  sul suo uso tra i giovani, nella scuola e sul lavoro.
  Particolarmente alta, in tutto il mondo, è diventata proprio l’attenzione alla coltivazione personale di cannabis. È anche in questo modo infatti, utilizzando
fitofarmaci, fertilizzanti, e privilegiando le piante femmine, senza semi, che si ottengono concentrazioni di Thc (tetraidrocannabinolo, il principio attivo della cannabis) pari al 35%: spinelli-bomba che distruggono il cervello, e anche il corpo. Per ottenerli, indoor,  tra le mura domestiche, si possono utilizzare anche speciali lampade, assieme a sistemi di controllo dell’idratazione e dei ritmi di fioritura. I semi si comprano facilmente nei mercati specializzati (notissimo quello di Bologna), finora in Italia pubblicizzati con affissioni stradali, e privi di qualsiasi controllo, o su Internet. È anche così, tra le mura domestiche, che nasce oggi la nuova cannabis, il new skunk,  e anche peggio. La saggia decisione della Suprema Corte può ostacolare questa tendenza.


scritto da: Faramir alle ore 18:12 | link | commenti (17)
categorie: giustizia, droga

Commenti
#1   26 Aprile 2008 - 18:12
 
CIAO! mi aggiungeresti nella tua lista di blog preferiti ?(ovviamnte ricambierò)
www.ilrolla.blogspot.com
(e poi cosa ne pensi?)

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#2   26 Aprile 2008 - 18:16
 
Penso che non è il tipo di blog che di solito metto tra i miei link... immagino che hai capito la risposta alla prima domanda.
;-)
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#3   27 Aprile 2008 - 00:31
 
Dopo le recenti polemiche

che hanno avvolto il quotidiano romano

(dentro e fuori la redazione)

si sta muovendo

un piccolo gruppo di cattolici

(anche ex-abbonati al giornale, evidentemente delusi dalla attuale direzione)

per promuovere

a gran voce

l'avvento della brava giornalista

e scrittrice

Marina Corradi

alla Direzione di Avvenire.

Si vocifera anche di raccolte di firme

(destinate all'Editore del giornale)

e di cartoline prestampate

da inviare all'attuale Direttore

e all'Editore.

Stando ad alcune notizie apprese dalla Rete

la goccia che avrebbe fatto trabbocare il vaso

è stato lo svarione dell'attuale Direttore

e la sua comparsata

al TG1

prima delle Elezioni Politiche

a sostegno

dell'UDC

di Pierferdinando Casini,

notoriamente divorziato e risposato

e quindi non proprio

un candidato ideale

che il quotidiano della CEI

potesse appoggiare

o sponsorizzare.

Si attendono quindi gli sviluppi della campagna per

"MARINA CORRADI DIRETTORE"

di avvenire



p.s. i maligni (per non fare nome: rotondi della DCA) dissero che la mossa di boffo era finalizzata a guadagnarsi un posto sicuro di deputato con l'udc. Inoltre c'è chi dice che, sentendo odore di bruciato, si sta ritagliando un ruolo di, NIENTEMENTO,professore universitario. Ed in effetti l'aver tenuto dei corsi alla Cattolica di Milano fanno aumentare i sospetti che sa di dover presto lasciare la direzione. Peccato, però. Perchè in fondo non è un uomo cattivo.

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#4   27 Aprile 2008 - 01:36
 
quale "quotidiano romano"?
Avvenire ha sede a Milano...

nessuna "comparsata al TG1 prima delle Elezioni Politiche a sostegno dell'UDC" da parte di Boffo.
Si è limitato a dire che da quello che sentiva in giro, tra i cattolici c'era ancora il bisogno di un partito con chiaro riferimento alla dottrina della Chiesa.

In quanto a Marina Corradi è un'ottima giornalista, assolutamente... ma chi sarebbe questo "piccolo gruppo di cattolici"?
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#5   27 Aprile 2008 - 11:06
 
L'equazione antiproibizionisti=radicali mi ferisce e mi offende: io aborro sì il proibizionismo, ma senza dire che la droga "fa bene" o che urge anche in quella fascia di utenza "una cultura del buon consumo". No, la droga fa male, malissimo, ma proibita fa peggio. E' essere sovversivi? A me, piuttosto, sembra chimerico e totalitario che lo stato pretenda di difendere gli individui da loro stessi...il che, lo ripeto, non vuol certo dire vagheggiare l'avvento di facili panacee contro la piaga della tossicodipendenza.

Ismael
utente anonimo

#6   27 Aprile 2008 - 15:57
 
Una sentenza aiuta ma purtroppo non basta.
Rallegrati Ismael, siamo già all'antiproibizionismo. La droga circola come caramelle nelle scuole, ogni tanto un ragazzo sviene dopo aver fumato, batte la testa, e lo portano al pronto soccorso. Segue un controllo della polizia nella scuola, e poi niente.
Continua il silenzio compiacente della politica e dei mass media italiani - unico caso al mondo, che a confronto la Spagna zapateriana sul punto è avanti anni luce.
Intanto i ragazzi continuano a rovinarsi la vita e bruciarsi il cervello.
Speriamo che la musica cambi, col prossimo governo. paolo
utente anonimo

#7   27 Aprile 2008 - 19:36
 
Non te la prendere Ismael. Io non dico che solo i radicali sono anti-proibizionisti, ma è evidente che sono loro ad essere più visibili (e con il compiacere dei mass media).

Se poi uno fosse consapevole di bruciarsi il cervello e perseguisse tale proposito senza disturbare il prossimo, per me potrebbe anche essere libero di farlo, per quanto cercherei di dissuaderlo.
Purtroppo è difficile che lo sballo di un individuo non produca danno per altri che gli stanno vicino o comunque costi sociali che poi dobbiamo pagare tutti noi.
Quindi ritengo che lo Stato faccia bene a scoraggiare certi comportamenti antisociali e alienanti. Essere liberali non significa fregarsene. Naturalmente il primo investimento dovrebbe riguardare l'educazione, ma su questo punto c'è da mettersi le mani nei capelli, grazie anche al "vietato vietare" di sessantottina memoria...
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#8   28 Aprile 2008 - 12:46
 
da sempre l'essere vivente cerca relax...ogni popolo indigeno ha il suo 'mezzo'. nella societa' moderna , x quanti siamo, ce ne sono parecchi:thé, caffé, tabacco, vino, alcool, mariuana, oppio, coca e tutti i ritrovati chimici che chiamiamo medicine. ognuno si relaxi come vuole SENZA ARRECARE DANNO EO DISTURBO AL PROSSIMO! UNICA REGOLA INVIOLABILE: PENA LA MESSA IN SICUREZZA DI IRREPETIBILITA' DEL FATTO. W LA LIBERTA'
utente anonimo

#9   28 Aprile 2008 - 14:49
 
UNICA REGOLA INVIOLABILE: PENA LA MESSA IN SICUREZZA DI IRREPETIBILITA' DEL FATTO

Sarebbe a dire?

Il problema è che quando ti spari uno spinello con concentrazioni di Thc pari al 35%, diventa difficile controllarsi. Quindi anche evitare di "disturbare" il prossimo, o di farsi male.
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#10   28 Aprile 2008 - 15:13
 
Non è che invece di criminalizzare sarebbe meglio legalizzare?ma non come tutte le cose fatte alla cazzo in Italia!!!!!!!!!Occorre informazione e monitoraggio!!!!!!svegliatevi!!!!!!!
utente anonimo

#11   28 Aprile 2008 - 15:20
 
Certo. Grazie. L'importante è partecipare...
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#12   28 Aprile 2008 - 16:09
 
forse ma troppo semplicemente non ci sono occasioni di profitto per nessuno nella coltivazione privata di canapa mentre a pari danno sociale e individuale ci sono per alcol tabacco e psicofarmaci . forse che i proibizionisti sono trafficanti?
utente anonimo

#13   28 Aprile 2008 - 17:59
 
Mauro, adesso i commenti a ripetizione degli spinelloboys te le becchi anche tu! auguri!
Paolo
utente anonimo

#14   28 Aprile 2008 - 21:05
 
Se si sfogano sui blog evitano di fumarsi il cervello... facciamo volontariato sociale, in fondo. ;-)
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#15   09 Maggio 2008 - 14:35
 
cu'cu'
utente anonimo

#16   10 Maggio 2008 - 01:44
 
la canapa superpotente e' solo un effetto del proibizionismo , per una ovvia questione di mercato la mafia la fa super potente , cosi ne puo' vendere meno a prezzo maggiore , mentre se fosse autogestita sarebbe meglio , in olanda DOVE E'LEGALE come in belgio spagna lussemburgo , tolleratissima in grecia e croazia e bosnia , totalmente legale in svizzera etc... i giovani quasi non fumano , c'e un consumo bassissimo , il proibizionismo serve solo a dare una poltrona a persone che se no sarebbero a fare un altro lavoro .
Ogni settimana muoiono per strada una media di 40 persone trovate positive all'alcol ,vedi gli ultimi fatti di roma , io non ho mai sentito nessuno morto per aver fumato ( vedi gli stati dove e' legale ) CHE POI LA MAFIA NE TAGLI IL CONTENUTO per motivi di mercato e la renda nociva e' solo colpa del proibizionismo
utente anonimo

#17   10 Maggio 2008 - 02:27
 
a tutti i proibizionisti , rispetto ma non condivido la vostra opinione , concentratevi anche su questo argomento qui .,,,, copiate e incollate nella barra degli inditizzi http://www.google.it/url?sa=t&ct=res&cd=1&url=http%3A%2F%2Fwww.provinciabile.it%2Fcms%2Fuploads%2Fras%2F1145028642.pdf&ei=uOokSM2XE56ynQO6lKnGCw&usg=AFQjCNFBcV9TX80Uc6RwUFuvR1BZXL-wXw&sig2=y_ICa3SSIg6ZdBRJ0gbHzQ

il retalin e' un'anfetamina che volgiono somministrare hai bambini iperattivi , 9 milioni di confezioni di psicofarmci venduti ogni giorno !!! i danni negli stati uniti sono enormi ( automutilazioni , isteria ...)
utente anonimo

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(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


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