Gino

venerdì, 07 ottobre 2005

ICI - Chiesa: i DS e Prodi rimediano un'altra figuraccia.

Sembra proprio che ampi settori dell'Unione non riescano a dissimulare la propria allergia a tutto ciò che è cristiano e in particolare cattolico. Questa patologia è talmente forte che ottunde le menti e ogni capacità di pensiero razionale, facendo prendere delle cantonate pazzesche.

Questa volta tocca all'Ici, tassa (per molti aspetti ingiusta e odiosa) intascata dai comuni, che se non avessero queste entrate si troverebbero in braghe di tela. Ma questa è un'altra storia.

La polemicuccia di questi giorni riguarda un decreto legge approvato dal Senato che, stando alla propaganda dei DS (tra i quali si è distinto il capogruppo della Quercia a Palazzo Madama - mica il due di picche...), introdurrebbe l'esenzione dall'Ici per gli edifici appartenenti alla Chiesa Cattolica. Se le cose stessero così, si tratterebbe di un lauto sconto per la Chiesa che aprirebbe addirittura delle "voragini" nei conti dei comuni.

Ma le cose non stanno affatto così.
In realtà il suddetto decreto legge, comprende semplicemente una norma interpretativa sull'esenzione di alcuni immobili degli enti non commerciali (tra i quali rientrano per definizione quelli ecclesiastici) dal pagamento dell'Ici.

[...] Il provvedimento - che passa ora all'esame della Camera - prevede, infatti, all'articolo 6, che l'esenzione già prevista dalla legge istitutiva dell'Imposta comunale sugli immobili (legge emanata nel 1992) «si intende applicabile anche nei casi di immobili utilizzati per le attività di assistenza e beneficenza, istruzione educazione e cultura».
In pratica nulla cambia rispetto al passato. La norma in questione, infatti, non sottrarrà neanche un euro di entrate ai Comuni, per la semplice ragione che mai gli enti proprietari di questi immobili hanno pagato l'Ici. [...]
Effettivamente l'articolo 6 del decreto approvato ieri in Senato è solo una norma interpretativa, che si era resa necessaria in seguito ad alcune sentenze restrittive della Corte di Cassazione. La legge del 1992, infatti, prevede l'esenzione per gli immobili utilizzati in maniera esclusiva da enti non commerciali, tra i quali rientrano anche quelli ecclesiastici. In due distinte elencazioni si parla di immobili destinati esclusivamente ad «attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive» (anche quando l'attività è considerata commerciale ai fini fiscali) e di immobili per «l'esercizio del culto e la cura delle anime, la formazione del clero e dei religiosi, per scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana». Secondo la Cassazione l'esenzione andrebbe applicata solo al secondo elenco. Di qui l'intervento del legislatore che ha interpretato in maniera autentica la norma. Senza alcuna estensione, anzi restringendola alle «attività di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura».

Mimmo Muolo (Avvenire, 6 ottobre 2005)

Peccato che tanti "illustri" politici parlino spesso a vanvera. Poi non si lamentino delle bacchettate.
Ma non erano quelli di sinistra a difendere sempre i "diritti acquisiti". Forse solo quelli acquisiti da chi ha una tessera DS o CGIL...

Anche il leader dell'Unione (sic) non ha voluto perdere l'occasione per una gaffe, viste le sue già "idilliache" relazioni con la Cei.
Infatti, "nonostante che già la settimana scorsa un comunicato della Cei avesse definito «gravi e fuorvianti inesattezze» le stesse argomentazioni circolate su alcuni organi di stampa", ancora ieri, Romano Prodi - evidentemente distratto dalla campagna per le primarie... -  motivava il provvedimento con
"una ricerca affannosa di voti" da parte della Cdl. 
Detta così, sembra quasi che Prodi, al posto della Cdl, si sarebbe comportato diversamente...
Coraggio, Romano: riprova. Sarai più fortunato.

PS: va detto, purtroppo, che anche alcuni cittadini di Tocque-Ville si sono lasciati abbindolare. Speriamo in futuro siano più prudenti e sappiano controllare certi bassi istinti anti-clericali.


scritto da: Faramir alle ore 00:38 | link | commenti (25)
categorie: politica, laicismo, chiesa cattolica

Commenti
#1   07 Ottobre 2005 - 00:42
 
cavolo, allora facciamogliela pagare 'sta Ici!.. no?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente spad

#2   07 Ottobre 2005 - 00:51
 
Se pensi che sia giusto far pagare l'ici su TUTTI gli immobili destinati esclusivamente ad «attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive»...
Io invece l'ici l'abolirei del tutto.
Che senso ha pagare una tassa su un bene che non ti dà alcun reddito (come la prima casa) o che se ti dà reddito questo è già tassato (con l'irpef?).
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#3   07 Ottobre 2005 - 02:59
 
"Bassi" istinti anticlericali? ;)
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#4   07 Ottobre 2005 - 09:19
 
Cittadini di Tocque-Ville, non fatevi abbindolare, e controllate i vostri bassi istinti!
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#5   07 Ottobre 2005 - 09:32
 
Grendel: "Bassi" istinti anticlericali? ;)

Perché? non è forse vero che certi vorrebbero usare i piedi per ribattere a certi pronunciamenti della Chiesa? ;-)
Più in basso di così...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Faramir

#6   07 Ottobre 2005 - 10:00
 
caro Gino,

sono contento che la norma sia solo interpretativa.
dimmi solo se sei d'accordo che paghino l'ICI gli immobili (di chiunque) adibiti ad attività commerciali.

i metri quadrati del bar del centro parrocchiale dovrebbe parage l'ICI come quello in piazza.

le scuole senza parificazione dovrebbero pagarla.

semplice giustizia.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Kerub

#7   07 Ottobre 2005 - 14:36
 
Oh, bene! Interessante! In effetti la cosa così come l'hai descritta tu mi era del tutto sfuggita...Ho sempre e comunque sentito parlare di "sconto ICI" per la Chiesa, quasi a indicare un privilegio assoluto. Il che da' l'idea del panorama informativo che c'è in Italia...Ora ti linko. Ciao! Raff
utente anonimo

#8   07 Ottobre 2005 - 16:55
 
«attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive» (anche quando l'attività è considerata commerciale ai fini fiscali)

allora secondo te e' anticlericale che per esempio io ho una scuola calcio un asilo uan ludoteca o quello che vuoi tu e accanto alla mia c'e' quella della parrocchia. Io pago l'Ici e loro no. E perche' mai???
utente anonimo

#9   07 Ottobre 2005 - 19:02
 
:-) eh eh... non scrivere queste cose che poi si incazzano (io l'ICI la detesto).

Tra l'altro, se i Comuni si degnassero di reinventare tutto il patrimonio dei loro centri storici, ristabilendo alcuni parametri, facendosi dare ICI arretrate, vedresti entrare dei soldi a palate. Solo che non lo fanno.

I comuni stanziano ogni anno fondi per onorari e vertenze legali. Questi fondi vanno a finire nelle tasche degli studi professionali amici di tizio e caio, per pareri o prestazioni che potrebbero assolvere gli uffici tecnici interni (se non fossero impegnati a grattarsi le palle). Impieghino quei soldi per impiegare una squadra di tecnici (i.e. geometri) e li portino a fare accertamenti ICI. Vedi come entrano i soldi :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente watergate2000

#10   07 Ottobre 2005 - 19:10
 
Tutte le attivita' ricreative pubbliche e private prive di lucro (associazioni ad esempio) sono esenti dall'ICI. Che siano cattoliche, comuniste, radicali non importa.
utente anonimo

#11   08 Ottobre 2005 - 01:18
 
Ciao Gino!
Il tuo articolo mi è piaciuto molto e ho pensato di pubblicarlo su http://popolarismo.blogspot.com

A presto!

Massimiliano Michele Mellone
utente anonimo

#12   08 Ottobre 2005 - 02:01
 
.....le moschee l'ICI la pagano??......
utente anonimo

#13   08 Ottobre 2005 - 10:35
 
L'ICI è un tipico esempio di invadenza fiscale. Non mi stupisce la posizione dei DS, per tradizione statalisti, mentre rimango esterrefatto per quella di taluni "liberali". Invece di sostenere l'equità fiscale e la necessità di un drastico ridimensionamento dei costi dell'apparato pubblico, costoro, dal momento che si parla di Chiesa Cattolica, accettano addirittura di fiancheggiare lo statalismo più retrivo. Incredibile.

Bernardo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente claraevallensis

#14   08 Ottobre 2005 - 11:15
 
ciao! complimenti per questo post. Che sia di chiarimento a molta gente!!
utente anonimo

#15   08 Ottobre 2005 - 15:19
 
non è forse vero che certi vorrebbero usare i piedi per ribattere a certi pronunciamenti della Chiesa?
In fondo non è così male, piuttosto che il "metodo Frundsberg"...
;-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente grendel00

#16   08 Ottobre 2005 - 19:08
 
Amico mio sei tu ad essere caduto in un tipico errore clericale (consulta il mio blog). Ernesto Rossi amava dire: "gratta gratta c'è sempre la robba." Della serie sulla vita e sull'esenzione ICI si può votare (solo in Parlamento però !!)
Complimenti a te nel tener bordone a questi loschi figuri che non hanno più nulla a che spartire con il Cristo dei vangeli (evviva S. Francesco evvia Lutero...evviva gli scismi dall'unico stato dittatoriale in territorio europeo....)
utente anonimo

#17   08 Ottobre 2005 - 19:27
 
Solo per fare umilmente notare che l'Avvenire mente: l'ICI gli enti religiosi la pagavano, e quelli che non lo facevano ricevevano cartelle esattoriali (da cui poi i contenziosi finiti in Cassazione). A riprova, si vedano i vari articoli sulla stampa nazionale di orientamento più vario (per esempio, questo). Il fatto che l'ICI sia una tassa ingiusta può eventualmente giustificare una proposta di abrogazione per tutti; non un'esenzione solo per alcuni, soprattutto se, come dice chiaramente il decreto, si tratta di immobili destinati ad attività commerciali o a scopo di lucro.

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utente anonimo

#18   08 Ottobre 2005 - 19:29
 
utente anonimo

#19   09 Ottobre 2005 - 23:11
 
La domanda sorge spontanea: la giunta Chiamparino ci è o ci fa?

Come è possibile parlare di "mancato incasso" se non cambia nulla rispetto al passato?
QUEGLI IMMOBILI ERANO GIA' ESENTI FIN DALL'INIZIO DELL'ERA ICI.
Come bisogna dirlo? In dialetto torinese?

Che poi questi "saggi" amministratori pensino di risolvere i problemi economici di una delle più ricche città d'Italia tartassando il Cottolengo, cioé una istituzione senza fini di lucro, che assiste le più deboli e sfortunate persone che ci siano, è a dir poco indecente.
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#20   09 Ottobre 2005 - 23:12
 
Caro Socialradicale, se ti gratta... lavati.
Perché soffrire inutilmente?
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#21   09 Ottobre 2005 - 23:13
 
".....le moschee l'ICI la pagano??......"

Penso di sì, non essendoci ancora un'intesa tra Stato e rappresentanti dei musulmani italiani.
Ma essendo in Italia, non è detto che non abbiano chiuso un occhio in qualche caso.
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#22   10 Ottobre 2005 - 00:15
 
Precisazione sulla giunta Chiamparino: gli immobili esentati dall'Ici sono quelli con le caratteristiche indicate all'articolo 7 comma 1 del decreto del 1992 con cui si istituì l'Ici.

Se il Cottolengo possiede degli appartamenti che affitta a terzi, il soggetto passivo dell'imposta sono questi terzi, che quindi sono tenuti a pagare l'Ici.
E continueranno a farlo.
Quindi niente "mancato incasso" per i comuni, idem come prima.
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#23   10 Ottobre 2005 - 23:41
 
Sono daccordo con Kerub, ci sono attività della chiesa che sono commerciali e fanno concorrenza ad attività di altre persone che però questa e altre tasse le pagano. Dove c'è concorrenza dobbiamo tutti mangiare e avere le stesse possibilità, dove c'è carità e opera non profit, benvengano le agevolazioni.
PS Molte scuole private sono della chiesa e hanno delle rette da paura, quindi non siate ipocriti.
utente anonimo

#24   11 Ottobre 2005 - 01:47
 
Vabbé, visto che insistete a non firmare vorrà dire che limiterò i commenti a chi ha un account Splinder.

Per l'anonimo che accusa di ipocrisia: caro saputello, vatti a dare un'occhiata ai bilanci delle scuole non statali.
Scoprirai che anche i professori di quelle scuole ricevono lo stipendio.
E visto che lo Stato non contribuisce i soldi ce li devono mettere le famiglie. Fai un po' di conti, se sei capace.
Che poi nella maggior parte dei casi le rette sono alla portata anche di famiglie con redditi da operai e impiegati (ne conosco diversi).
Solo le più esclusive hanno rette "da paura".
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#25   29 Agosto 2007 - 17:09
 
Bufale fiscali di matrice radicale

[..] Questa telenovela dei presunti "privilegi" fiscali elargiti alla Chiesa cattolica ha dei risvolti esilaranti, che in passato hanno coinvolto anche l'ormai mitico "cattolico adulto", ma dato che si tratta di una bufala che viene rici [..]
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