Vi segnalo anche un editoriale di Giancarlo Galli - esperto di questioni economiche e finanziarie di Avvenire - che spiega come pensano i cosiddetti "poteri forti" italiani, che poi tanto "forti" alla fine non sono, ma hanno sempre una "buona stampa".
Sempre su Avvenire di oggi, Sergio Soave tratta dei "secchi d'acqua" che D'Alema sta tirando sull'ipotesi del "partito democratico", avanzata da Rutelli e sostenuta da Veltroni. (per il momento l'URL dell'editoriale di Soave è sbagliato: quando lo sistemano aggiorno il post).
Interessanti le osservazioni di Veltroni:
«L'Italia ha bisogno di un grande partito democratico e riformista che possa raccogliere più del 30% dei consensi, che abbia l'ambizione di diventare maggioritario». Al contrario, dice il sindaco di Roma, «Se restiamo invece una alleanza con 8 o 9 soggetti che affidano a Prodi il compito di mediare quotidianamente diventerà tutto più difficile». Insomma, «bisogna avere coraggio», per un riformismo radicale, come Olof Palme contro le armi o John Kennedy contro il razzismo.
Gli esempi di Palme e Kennedy, però, non sono esattamente un buon augurio per il futuro leader di cotanto partito democratico...
Tocchiamo ferro.
Volontari? 

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville