La scuola statale italiana è ridotta male se succedono di queste cose.
E' il trionfo del pensiero unico totalitarista politicamente corretto.
Una professoressa di storia che viene contestata perché fa studiare i totalitarismi del XX a partire dai testi originali!
A quanto pare qualcuno crede che se si fanno leggere delle lettere scritte da Hitler a un ragazzo adolescente, questi è destinato a diventare inevitabilmente un neo-nazista. Grande opinione hanno dei ragazzi italiani.
Nessuno però si è mai lamentato se per studiare il marxismo si fa leggere il Capitale di Marx, o se per capire la rivoluzione francese si leggono dei discorsi di Robespierre, o se per approfondire la storia cinese si citano degli aforismi di Mao.
[...] Il fatto è che la Pellicciari insegna storia, e quindi adotta lo stesso metodo con qualunque periodo o personaggi affronti: va alle fonti, scavalcando le infinite e spesso tendenziose argomentazioni degli storiografi, spesso inclini, loro sì, a trascinare lo studente dalla loro parte, con spirito settario, o partitico. Le abbiamo lette tutti le pagine del Camera-Fabietti, manuale di storia diffusissimo nelle scuole superiori, a discolpa delle stragi di Stalin, come pure abbiamo letto in troppo pochi dell'avversione di Hitler al cattolicesimo e alla Chiesa (leggere i suoi discorsi a tavola, per credere). Ebbene la Pellicciari insegna come ogni docente di storia dovrebbe fare, analizzando i documenti, e lasciando quindi spazio anche all'intelligenza critica dei suoi alunni. E perché allora condannarla e calunniarla a quel modo? Perché far passare per nazionalsocialista chi mostra compiutamente la mostruosità di quell'ideologia? Forse perché la Pellicciari non fa parte del ristrettissimo gruppo di coloro che possono parlare, discutere, interpretare, senza limite alcuno. Soprattutto è colpevole di aver infranto, con i suoi libri, il mito risorgimentale. Ha infatti pubblicato Risorgimento da riscrivere, per la Ares, I panni sporchi dei Mille, per Liberal, e L'altro Risorgimento, per Piemme (con prefazioni di Rocco Bottiglione e di monsignor Luigi Negri). Ha recuperato documenti dell'epoca, trascrizioni di sedute parlamentari, epistole e discorsi dei protagonisti di allora. Ne è venuto fuori il quadro deprimente di un Risorgimento fatto di briganti, di eroi di piombo, di atei violenti, misogini e commercianti di schiavi, come Garibaldi, e di accaparratori di ricchezze della Chiesa, in nome della laicità dello Stato. [...] (Francesco Agnoli, Avvenire - 15 febbraio 2006)
Stasera ho assistito a 8 e 1/2 di Ferrara, che aveva invitato la Pellicciari, Gravagnuolo (l'Unità) e Battista (Corriere), per parlarne.
Tristissimo Gravagnuolo nella parte del conformista grigio e supponente, che cercava di far passare la Pellicciari per un'esaltata presa da "sacro furore". Sono questi i rischi che si corrono se non ci si rassegna ad accettare la vulgata corrente, imposta da chi esercita l'egemonia culturale. O ti chiudono in un ghetto o ti "linciano" sulla pubblica piazza dopo un processo sommario.
Tanti altri esempi interessanti di come funziona questa egemonia li potete trovare in un libro di Ugo Finetti, La resistenza Cancellata (ed. Ares 2003), che vi consiglio caldamente.
Se volete discuterne, ci troviamo sul forum di Samizdatonline.

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville