Si fa tanto parlare di "integrazione" degli immigrati, soprattutto se musulmani. C'è chi ti accusa di razzismo se dici che la società "multiculturale" (che è altra cosa dal dire "multietnica") ha fallito (vedi Inghilterra e Francia) e ad insistere si rischia di far proliferare i ghetti e legittimare uno stato parallelo a quello ufficiale.
Poi scopri che i primi a remare contro una vera integrazione (cioé la condivisione dei princìpi fondamentali su cui si regge una società) sono proprio certi giudici, quelli che dovrebbero garantire il rispetto delle leggi italiane da parte di tutti, senza eccezioni:
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"[...] La sentenza del tribunale di Bologna del 13 marzo 2003 ha indirettamente riconosciuto il diritto alla poligamia in Italia, sostenendo che «il reato di bigamia può essere commesso solo dal cittadino italiano sul territorio nazionale essendo irrilevante il comportamento tenuto all’estero dallo straniero la cui legge nazionale riconosce la possibilità di contrarre più matrimoni». [...]" |
(Fonte: Corriere della Sera)
Ma il CSM cosa fa?
E la sinistra politicamente corretta de "le leggi devono essere uguali per tutti", che dice?
E i cattolici pacifisti buonisti terzomondisti del dialogo a tutti i costi?
Non pervenuti.
E comunque, se intervenissero, riuscirebbero a dare la colpa anche di questo a Berlusconi e Bush. Meglio se stanno zitti, allora.

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville