Gino

venerdì, 01 agosto 2008

Sla (morbo di Gehrig): importante passo avanti

Dei ricercatori americani sono riusciti a riprogrammare le cellule della pelle di un paziente, ottenendo motoneuroni:

Per la prima volta al mondo un gruppo di ricercatori americani è riuscito a riprogrammare le cellule della pelle di un paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla) in motoneuroni. Si tratta di un passo in avanti decisivo verso la comprensione di questa malattia degenerativa. Artefici dell’esperimento i ricercatori della Harvard stem cell insitute e del Center for motor neuron biology and disease della Columbia University di New York. Lo sudio, coordinato da Kevin Eggan, è stato pubblicato dalla rivista «Science». La sclerosi laterale amiotrofica o morbo di Lou Gehrig è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente le cellule che trasmettono i segnali del cervello al midollo spinale e a tutti gli altri nervi. In particolare la funzione dei motoneuroni è quella di trasferire i comandi ai muscoli. La perdita di queste cellule induce a una progressiva paralisi. Si tratta di una patologia rara che colpisce in media due persone ogni centomila l’anno. Il processo di riprogrammazione cellulare potrebbe ora essere impiegato in futuro per avere cellule staminali su misura di pazienti malati. La tecnica utilizzata da Eggan non rappresenta alcun tipo di obiezione etica, dal momento che i ricercatori non hanno usato alcun embrione umano per arrivare a creare le cellule staminali da cui hanno, in seguito, ottenuto i motoneuroni. Il processo applicato è stato quello della riprogrammazione messo a punto meno di un anno fa da Shinya Yamanaka, dell’università di Tokio e da James Thomson, dell’ateneo del Wisconsin di Madison.
(Avvenire, 1/8/2008)

scritto da: Faramir alle ore 17:19 | link | commenti
categorie: bioetica, ricerca, cellule staminali
lunedì, 03 dicembre 2007

Bye Bye Dolly!

Scusate se latito, ma gli impegni si accavallano...

Approfitto di un attimo di tregua per rilanciare questa iniziativa, che vi chiedo di sottoscrivere e diffondere capillarmente.

Da poche settimane è stata resa pubblica una scoperta “epocale” !
Il 17 novembre sul Daily Telegraph Ian Wilmut, il "padre" della pecora Dolly, ha annunciato al mondo di abbandonare la ricerca sulla clonazione degli embrioni umani, quella tecnica che lui stesso aveva lanciato proprio con la sua Dolly. Wilmut ha dichiarato che per la produzione di cellule staminali embrionali umane avrebbe seguito la tecnica utilizzata da un'equipe giapponese, più promettente e meno problematica.

La notizia ha fatto scalpore, e infatti dopo qualche giorno, su due diverse riviste scientifiche - Cell e Science - due differenti gruppi di scienziati hanno dichiarato di essere riusciti a ricavare cellule pluripotenti indotte (iPS, induced Pluripotent Stem Cell), cioè molto simili a quelle embrionali, facendo "ringiovanire" cellule della pelle, con una manipolazione genetica.

Viene quindi a mancare il motivo di creare embrioni umani clonati - copie di individui già nati  - con la tecnica che ha fatto nascere Dolly, embrioni cioè che servivano per creare linee di cellule staminali embrionali con patrimonio genetico di un individuo già nato. Sia chiaro: finora con quella tecnica non si è riusciti a creare neanche una cellula staminale embrionale umana, ma questo fatto è stato accuratamente censurato da tanti cosiddetti illustri scienziati, anche di casa nostra.

Non solo: non servono più neanche gli embrioni umani per la ricerca, in generale, anche con patrimonio genetico qualsiasi, grazie alla nuova tecnica. Quindi viene a cadere il problema dei cosiddetti "embrioni sovrannumerari", della "donazione" di qualsiasi embrione alla ricerca. Non servono più, perchè la nuova tecnica, anche se da mettere ancora a punto per un suo utilizzo routinario, è già sufficientemente sviluppata da far capire che potrà essere applicata.

Sarebbe saggio quindi sospendere la distruzione degli embrioni umani, per alcuni anni - una moratoria, insomma - in attesa del perfezionamento della nuova tecnica. Nel frattempo la ricerca sulle staminali embrionali umane - che comunque finora non ha prodotto nessun protocollo terapeutico sull'uomo, neppure a livello sperimentale - potrebbe continuare utilizzando le linee cellulari già esistenti.
E' quanto ha proposto Avvenire, con un editoriale di Eugenia Roccella.


In parlamento è stata presentata una mozione per la moratoria sulla distruzione degli embrioni (sia al Senato che alla Camera).
Ma anche associazioni di base (a partire da Scienza & Vita, e poi il Forum delle Famiglie e l'Officina 2007 di Savino Pezzotta ) e singoli cittadini si stanno mobilitando, raccogliendo firme ed adesioni di singoli, enti, associazioni, movimenti e gruppi alla moratoria della distruzione degli embrioni umani. Dobbiamo sostenere l'iniziativa dei parlamentari - sia della maggioranza che dell'opposizione -  che intanto sta arrivando al Parlamento Europeo.

E' semplice: basta scrivere ad Avvenire: lettere@avvenire.it , dichiarando di aderire alla richiesta di moratoria per la distruzione degli embrioni umani. Si possono anche raccogliere firme e spedirle via fax alla redazione del quotidiano (06 68823209), o per posta: redazione Avvenire, P.zza Carbonari 3, 20125 Milano.

StranaU  -
  Socio di SamizdatOnLine


scritto da: Faramir alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: scienza, bioetica, cellule staminali, embrione
martedì, 27 novembre 2007

Una svolta storica

Segnalo un nuovo editoriale della mitica Assuntina, sul sito dell'associazione Samizdaonline.

Buona lettura.

scritto da: Faramir alle ore 18:03 | link | commenti (1)
categorie: scienza, bioetica, ricerca, cellule staminali
giovedì, 22 novembre 2007

Sfasamenti mediatici staminali

E' interessante confrontare il trattamento riservato alla stessa notizia da testate giornalistiche diverse.

[...] Per il compassato Times quello delle staminali è un «breakthrough», una conquista da prima pagina. Le Ips -Induced pluripotential cells -ottenute facendo regredire cellule adulte potrebbero un giorno essere riprogrammate per formare 200 tipi di tessuto diverso, senza i problemi derivanti dal rigetto, giacché proverrebbero dall'organismo dello stesso paziente. Senza clonare e distruggere embrioni. Una miniera di pezzi di ricambio, forse l'inizio della cura per malattie di cui non c'è, oggi, alcuna cura. Ma i giornali italiani non si scompongono. Pagina 23, o inserto scienze, assieme alle comete.

È strano, davvero. Certo, la tecnica giapponese è lontana dall'applicazione terapeutica, perché per fare regredire la cellula adulta si sono usati retrovirus cancerogeni. D'altra parte, anche le staminali embrionali 'autentiche' con la loro totipotenza ponevano forti rischi proliferativi, ciò che non ha impedito di investirci, di sperare e di titolare a ripetizione, senza avere ottenuto una sola applicazione terapeutica in 10 anni. Se uno come Ian Wilmut, già autorizzato dalla Hfea britannica a clonare embrioni umani per la sua ricerca, dice 'grazie, ma io cambio strada', una ragione deve averla. Forse ne ha più di una: la scarsa reperibilità degli ovociti femmili necessari a questa ricerca - solo in Romania le donne sono disposte a donare ovuli in cambio di un pezzo di pane - a fronte della facilità del reperimento di tessuti adulti. La speranza, grande, di avere un giorno tessuti naturalmente compatibili con quelli del malato. Di avere i 'pezzi' giusti per ogni paziente - senza toccare embrioni.

Dice bene il Times, una conquista. Ma gli stessi giornali che prima del referendum del 2005 ripetevano ossessivamente, e ignorando del tutto le obiezioni di autorevoli ricercatori, che per sconfiggere le malattie neurodegenerative occorreva usare gli embrioni, sulla svolta di oggi fanno understatement. Gli editorialisti che avvertivano severi che perdere la corsa dei brevetti sulle staminali embrionali avrebbe affossato la ricerca scientifica in Italia, ora non scrivono.

Come mai è più franco nel dichiarare il cambio di rotta uno scienziato come Wilmut? Proprio perché è uno scienziato, e, preso atto di una strada più promettente e facilmente praticabile, nel confronto con la realtà cambia idea. Chi è ideologico, invece, non guarda alla realtà: ha un suo schema cui deve restar fedele, anche se ciò che accade lo contraddice. (Hannah Arendt: «L'ideologia, è ciò che non vede la realtà»). [...]

scritto da: Faramir alle ore 15:30 | link | commenti
categorie: scienza, mass media, cellule staminali, embrione
mercoledì, 21 novembre 2007

«Cell» e «Science» vanno bene?

Adesso che "il gigantesco passo compiuto" viene confermato dalla "simultanea pubblicazione sui giornali scientifici «Cell» e «Science»" (vedi Maurizio Molinari sulla Stampa di oggi), anche gli amanti delle peer review dovrebbero essere soddisfatti... non mi risulta - infatti - che le riviste «Cell» e «Science» vengano stampate in Vaticano.
E visto che tali pubblicazioni sono puntualmente citate su PubMed, sono sicuro che lorsignori non si faranno sfuggire questi eclatanti studi... "il pranzo è servito": buon appetito.

Qualcuno dovrebbe avvisare il ministro Mussi e spiegargli che ai tempi fece tanto rumore per nulla. Cosa che capita spesso ai "compagni".

Ringrazio anche l'amico Bertoldino che ha citato un mio precedente post (a proposito della "conversione" di Ian Wilmut) nella sua rubrica radiofonica Viva il Web, con un intervento dal significativo titolo "La pecora Dolly e i suoi pecoroni".



scritto da: Faramir alle ore 17:15 | link | commenti (2)
categorie: scienza, bioetica, ricerca, cellule staminali, embrione
martedì, 20 novembre 2007

La rivincita dell'embrione

Non ho fatto un tour completo, ma da quello che ho visto (o meglio "non ho visto") sulla homepage, sembra che i tocquevilliani filo-radicali (o anticlericali per partito preso) non abbiano ancora somatizzato la notizia, che (se confermata) potrebbe chiudere definitivamente le dispute "staminali embrionali sì, staminali embrionali no".
Comprensibile. Il colpo deve essere stato notevole. E a poco serve sfogarsi sul mio post votandogli contro per farlo sparire dai più votati...

Insomma, la pecora Dolly è tornata all'ovile, ma ci sarà di sicuro chi non si rassegna.

E adesso ci aspettiamo che Piergiorgio Odifreddi, o Telmo Pievani, o Rita Bernardini, che insomma qualcuno del partito del «Dàgli all'embrione» parli, dica qualcosa, magari esprima al più presto la sua sdegnata protesta. Per anni, infatti, ci hanno spiegato per filo e per segno che chi si opponeva alla ricerca sulle staminali embrionali, giudicandola oltre che eticamente riprovevole di fatto inutile — dal Papa al cardinale Ruini, a tutta l'altra pretaglia, in sottana e no — non erano altro che degli oscurantisti nemici della scienza, e adesso è lo stesso pioniere della clonazione e della ricerca sulle staminali, Ian Wilmut, il «padre» della pecora Dolly, a dichiarare che intende abbandonare le ricerche a base di staminali embrionali perché scientificamente assai poco promettenti rispetto a quelle con staminali di altra origine. Ma non erano proprio le cellule embrionali che dovevano salvarci da tutte le malattie, renderci immortali? Non era arcisicuro? Che è successo?
(Ernesto Galli della Loggia, 20 Novembre 2007)


scritto da: Faramir alle ore 12:08 | link | commenti
categorie: scienza, bioetica, laicismo, ricerca, cellule staminali, embrione
lunedì, 19 novembre 2007

Il padre di Dolly: inutile la clonazione

Adesso che lo dice anche Ian Wilmut, speriamo lo capiscano pure i più tonti.

«Create staminali senza gli embrioni, scelgo questa via». La scoperta dell'università di Kyoto consente di creare staminali da cellule adulte della pelle

Al Corriere della Sera - che parla di "grande rinuncia"... - sembrano un po' delusi, e nascondono pudicamente la notizia a pagina 19, mentre sul sito web è molto defilata in fondo alla homepage.

In quanto a hooligans libertari, mangiapreti in servizio permanente effettivo e taliban-atei di casa nostra, invece, inutile farsi illusioni...

Non ce li vedo proprio ad ammettere che quegli "oscurantisti" di cattolici avevano ragione.
E allora, chi sono i "pecoroni"?


scritto da: Faramir alle ore 13:03 | link | commenti (1)
categorie: scienza, bioetica, ricerca, cellule staminali, clonazione
giovedì, 20 settembre 2007

Staminali dai testicoli potenti come le embrionali

Grazie a Kagliostro, sono venuto a sapere di questa scoperta, che - se confermata ovviamente - potrebbe rappresentare la "quadratura del cerchio" in tema di ricerca sulle cellule staminali.

Come spesso capita, la soluzione potrebbe arrivare da dove meno te lo aspetti:

La sorgente delle staminali nell'uomo
Cellule potenti come quelle embrionali

Sono nei testicoli e sono in grado di generare tutti i tessuti del corpo
La scoperta negli Stati Uniti di un pool di 16 ricercatori tra cui due italiani


[...] "In realtà si stava cercando un'altra cosa", racconta Pandolfi da Boston, "e alla fine abbiamo fatto una scoperta più importante. L'obbiettivo era - ed è stato centrato - di aprire una nuova strada per ridare la fertilità al maschio sterile. Si sa infatti che nel suo testicolo le staminali degli spermatozoi ci sono, che in laboratorio si possono far diventare quel "girino" che corre verso l'ovulo. Ma sono difficili da individuare e per averne poche bisogna prendere molti testicoli. Così, lavorando sui topi, non diversi dagli umani per questo aspetto, abbiamo analizzato centinaia di testicoli e milioni di cellule sino a che non abbiamo individuato due proteine presenti solo su queste staminali, dette spermatogoni, la GPR125 e la PLZF". Sono "marcatori specifici", che fanno riconoscere subito le cellule desiderate tra le milioni di cellule di un organo. Così è possibile raccoglierne centinaia anche da una piccola biopsia. "Coltivando gli spermatogoni, finalmente in gran quantità, abbiamo visto, con nostra grande sorpresa", dice Pandolfi, "che oltre agli spermatozoi fanno anche cellule cardiache, capaci di contrarsi, arterie, cellule nervose e così via, sino a ricreare tutti i tessuti del corpo. E senza manipolare il loro Dna". [...]


Colgo l'occasione per richiamare l'attenzione anche sul lavoro del prof. Angelo Vescovi, in attesa da anni dei finanziamenti che gli permetterebbero di sperimentare - da subito - sull'uomo una cura per patologie neurodegenerative già dimostratasi efficace sugli animali.

Ma là dove non arriva la burocrazia dello Stato, può arrivare la volontà dei singoli.
Per i dettagli su come contribuire, vedete qui.

PS: notare che Repubblica e Corriere hanno relegato entrambi la notizia in fondo alla homepage... la cosa non mi sorprende.


scritto da: Faramir alle ore 15:12 | link | commenti (3)
categorie: scienza, bioetica, ricerca, cellule staminali
mercoledì, 19 settembre 2007

L'ideologia uccide la ricerca

E' una bella soddisfazione vedere l'amica (e socia) Assuntina conquistare la prima pagina di Avvenire.

Vi consiglio caldamente le lettura di questo editoriale, per capire a quali controsensi può portare un approccio ideologico alla realtà.
E quanto sia ridicolo parlare di "sabotaggio vaticano", mentre se in Italia "il sistema ricerca è al collasso" la responsabilità è soprattutto dei politici, e in particolare dell'attuale ministro dell'Università e della Ricerca, il quale si è fatto bloccare dalla Corte dei Conti il principale strumento per il finanziamento della ricerca pubblica.

Fondi che se fossero disponibili permetterebbero già da domani - sì, domani, non tra 10 o 20 anni, come sperano i sostenitori della ricerca sulle staminali embrionali - di iniziare la sperimentazione sulla Sclerosi laterale amiotrofica e sulla sclerosi multipla. Sperimentazione basata sugli ottimi risultati già raggiunti - con modelli animali - dalla ricerca sulle staminali adulte.

Ma di queste cose non si può parlare. Ci sono cose più importanti da fare.
Domani è il 20 settembre e bisogna andare a Porta Pia a ricordare la "liberazione" di Roma dal cosiddetto "oscurantismo clericale"...

Bah!


scritto da: Faramir alle ore 08:01 | link | commenti (16)
categorie: bioetica, laicismo, ricerca, anticlericalismo, cellule staminali
giovedì, 13 settembre 2007

RU486, legge 40, ibridi: la disinformazione continua

Penso che i direttori dei "Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti", nonché molti "opinion makers", fulgide "blog stars" e intellettuali "à la page" sempre in prima fila a sentenziare (nonostante non ci azzecchino quasi mai) farebbe bene ricordarsi cosa successe 2 anni e 3 mesi fa:

"Alla luce dei numeri e voltandosi indietro per guardare alla campagna referendaria, emerge uno scenario per cui ciò che pensa il Paese reale coincide sempre meno con le idee degli opinion makers e delle élites intellettuali. Ieri gli italiani hanno forse riscoperto le loro radici millenarie, perché se è vero che lo Stato è laico e la società secolarizzata,  è altrettanto vero che questo voto boccia il credo laicista e il totem dello scientismo sganciato dai valori morali."
(Mario Sechi, Il Giornale, 13/6/2005)


Già. Perché a leggere i giornali sembra che l'amnesia selettiva sia il male più diffuso in certi ambienti.

A sentire loro, le priorità irrinunciabili di questo Paese sarebbero:

1) La commercializzazione della pillola abortiva Ru486, nonostante che - oltre a violare la legge 194 - l'aborto chimico costituisca un metodo "lungo, doloroso, meno efficace e con una mortalità almeno dieci volte maggiore rispetto a quello con procedura chirurgica".

2) Stravolgere la legge 40 in tema di fecondazione assistita, sulla quale continuano gli attacchi strumentali, per tornare al (redditizio) far-west della provetta, nonostante il flop clamoroso dei recenti referendum abrogativi. E a questo scopo non si  fanno problemi a fantasticare sulle statistiche. Il (loro) fine giustifica i mezzi evidentemente...

3) Farci credere che la ricerca scientifica non debba avere limiti e garantisca miracoli, anche quando alcuni ricercatori, in cerca di fama (e finanziamenti) vanno contro alle più elementari norme di sicurezza e di efficacia, per non parlare del buon senso. E sui giornali è la fiera delle approssimazioni.


Ma temo che faranno finta di niente e resteranno come li descriveva, in quel fatidico 12 giugno 2005, un anonimo redattore di uno dei suddetti Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti:

[...] Rapiti, anche loro come tanti, dal monolitismo ideologico, dalla logica del pensiero unico, dalla blindatura totale di qualunque possibilità di ragionamento al di là dei recinti del Capezzone pensiero. Slogan da trasformare in requisitorie. Con la certezza pannelliana di essere sempre nel giusto. Di essere solo loro nel giusto. [...] 


"Anonimo" perché in certi ambienti "democratici" ad andare contro il pensiero unico si rischia grosso...

martedì, 11 settembre 2007

Illusione, dolce chimera sei tuuu

Come fa notare Michele Aramini, esperto di bioetica, è più corretto parlare di "ibridi".
Ma comunque le si voglia chiamare, e anche senza considerare i gravi dubbi etici posti da certe manipolazioni, basta un po' di buon senso per capirne l'inutilità, se lo scopo è quello di curare malattie che colpiscono la specie umana:

[...] Il risultato di questa operazione è una clonazione ibrida, che produce un organismo nel quale tutte le cellule sono "originali" nel senso che non appartengono né all’uomo né all’animale. Se in partenza si trattava di bovino avremmo, insomma, alla fine un "buomo". Concettualmente diversa è invece la chimera. Se la chimera fosse prodotta, avremmo un essere fatto come un collage, un organismo composto da alcune parti umane e da altre parti animali. Questa distinzione è essenziale perché ci aiuta a comprendere che le cellule nervose dell’ibrido non sono uguali a quelle dell’uomo, quindi il loro studio è irrilevante ai fini delle patologie che si vorrebbero curare. Il modello scientifico della clonazione che origina un ibrido è perciò invalido in partenza. [...]


Se invece lo scopo è ottenere spazio su stampa e TV, e (di conseguenza) lauti finanziamenti, allora...

[...] La Gran Bretagna è entrata ormai da molto tempo nella logica di una ricerca scientifica che non accetta nessun limite di carattere etico. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere ai laboratori inglesi una sorta di leadership nell’ambito della ricerca, perché questo primato è molto fruttuoso in termini economici. Speriamo che non siano in molti a essere così ingenui da pensare che tutto si faccia per amore della verità scientifica e del bene dei malati. Per centrare lo scopo di mantenere il primato, i ricercatori inglesi debbono necessariamente percorrere vie che facciano scalpore, anche se scientificamente infondate, come nel caso di cui parliamo. Ma è anche necessario travolgere la dignità umana e dire qualche bugia al grande pubblico. Sembra che siano prezzi che si pagano volentieri in Inghilterra e in molte altre parti del mondo.


Insomma, di tutto si tratta (spettacolo, business...), ma di scienza qui se ne vede poca.
A meno che la scienza sia ridotta a una "signora illusione", praticata - appunto - da illusionisti e non più da scienziati.


scritto da: Faramir alle ore 16:07 | link | commenti
categorie: scienza, bioetica, cellule staminali
venerdì, 07 settembre 2007

Manipolazioni

C'è chi è specializzato in manipolazioni cellulari e chi si diletta nel manipolare i propri lettori...

«Staminali, Londra dice sì a embrioni uomo-animali»: così il titolo dell'«Unità» di ieri; poi nel sottotitolo: «Le cellule serviranno a curare Parkinson e Alzheimer». Salvo però poi, nel testo dell'articolo di Pietro Greco, modificare non poco il senso della notizia dicendo che l'esperimento è basato su «l'idea che la clonazione per trasferimento di nucleo possa diventare una fonte di cellule staminali embrionali umane, che a loro volta (…) potrebbero un giorno essere utilizzate nella lotta ecc. ecc.». Nel titolo, insomma, si dà per certo ciò che nell'articolo, invece, è sottoposto al pesante condizionale di un «possa» e un «potrebbero». Ma oltre l'ovvia manipolazione dei lettori è interessante la chiusa dell'articolo, quando «l'Unità» si rallegra per la sconfitta dell'«idea astratta (e non scientificamente fondata) di protezione dell'essenza dell'uomo». Come se invece le idee di solidarietà, o giustizia, o eguaglianza, fossero, quelle sì, «scientificamente fondate».
(Ernesto Galli della Loggia, 7 Settembre 2007)

Magie del relativismo etico...

scritto da: Faramir alle ore 17:35 | link | commenti (4)
categorie: bioetica, cellule staminali, giornalismo alle vongole

Di chimere e deliri di onnipotenza

Dal quotidiano Libero di ieri, riporto un editoriale di Assuntina Morresi che aiuta a capire la questione delle "chimere" britanniche. Stando così le cose non si capisce proprio cosa ci sia da esultare.
Sembra proprio che per fare notizia (e carriera) certi "ricercatori" siano disposti a qualsiasi stranezza e ad illudere milioni di malati con la speranza di chissà quale cura miracolosa dietro l'angolo.
D'altra parte, pur di fare un dispetto alla Chiesa, ci sono quelli che si berrebbero qualsiasi baggianata, e per mandarla giù non hanno problemi a mettere sullo stesso piano trasferimento di nucleo cellulare e "trasferimento di cellule e geni tra speci diverse" (sic! non si pretende che tutti sappiano cos'è un mitocondrio, ma almeno le basi della lingua italiana... adesso chi lo sente il ministro Fioroni?)...

Fermiamoli, questi giocano a fare Dio

di Assuntina Morresi *
È ufficiale: l'Hfea, l'Authority inglese che si occupa di fecondazione in vitro e ricerca sugli embrioni umani, ha dato il via libera alla creazione di embrioni interspecie uomo/animale a due gruppi di ricerca che ne avevano chiesto l'autorizzazione. La tecnica utilizzata è quella della cosiddetta "clonazione terapeutica", quella cioè con cui è stata creata la famosa pecora Dolly: in un ovocita a cui è stato estratto il nucleo, viene inserito quello di una cellula somatica adulta. L'embrione che ne risulta viene stimolato e inizia a svilupparsi. Nel caso di Dolly, il materiale biologico proveniva tutto da pecore. Per gli embrioni interspecie di cui si sta parlando, invece, saranno utilizzati ovociti di mucca, nei quali sarà inserito Dna umano. L'entità che verrà fuori avrà il 99.9% del patrimonio genetico di provenienza umana - i 46 cromosomi del nucleo - e lo 0.1% di origine animale, contenuto nell'ovocita, precisamente all'interno di alcuni corpuscoli detti mitocondri. Lo scopo dovrebbe essere quello di produrre cellule staminali embrionali per curare terribili malattie, e l'utilizzazione degli ovociti animali è giustificata dal fatto che non ci sono abbastanza ovociti umani: le donne non ne "donano" volentieri alla ricerca, perché le procedure per ottenerne sono estremamente pesanti e invasive. Secondo molti ricercatori del settore è proprio la scarsità degli ovociti a disposizione il motivo del fallimento della clonazione terapeutica; negli animali si ha successo solo nell'1-2% dei casi, mentre per la specie umana nessuno è mai riuscito a sviluppare linee staminali embrionali in questo modo, e infatti molti esperti del settore affermano che la tecnica è da considerarsi superata. Lo scorso luglio il quotidiano "El Pais", a proposito della nuova legge spagnola che consente la clonazione terapeutica, ha titolato «Arriva la legge più paradossale», commentando, appunto, il paradosso di autorizzare una tecnica che non funziona. Solo il veterinario coreano Hwang ha dichiarato di aver ottenuto cellule staminali embrionali con questa procedura, ma i risultati pubblicati si sono rivelati contraffatti, e del suo esperimento sono rimasti solo francobolli commemorativi emessi sull'onda dell'emozione per il grande annuncio, mentre il suo nome è associato alla più grande frode scientifica di tutti i tempi. Non si capisce per quale motivo una tecnica che non ha dato risultati significativi utilizzando materiale biologico appartenente alla stessa specie, animale o umana, dovrebbe funzionare mischiando il patrimonio genetico di specie diverse. Ma ci sono anche altri problemi: l'Accademia delle Scienze Mediche inglese, che pure si è espressa favorevolmente a proposito della creazione del nuovo tipo di embrioni, ha specificato che per un uso nell'uomo di eventuali cellule staminali ottenute in questo modo bisognerebbe essere certi dell'assenza di virus animali endogeni nell'ovocita animale. Bisogna cioè evitare il pericolo che virus animali saltino la barriera fra le specie attaccando l'uomo, provocando incontrollabili disastri sanitari. In Gran Bretagna, nonostante il pronunciamento dell'Authority, neppure i problemi giuridici sono risolti: parlamentari inglesi e Hfea non hanno ancora trovato una definizione condivisa di embrione interspecie, poiché non riescono a definirne la natura: cosa sono queste nuove entità? Esseri umani o animali? Secondo l'Hfea, «probabilmente» è proprio lei a dover concedere la licenza dell'esperimento - come ha fatto ieri -, e non l'altra Authority, quella che si occupa della sperimentazione sugli animali, ma il parere legale di cui si è avvalsa non è stato reso pubblico, e ci sono tutti i presupposti per prossime azioni legali. Le autorità inglesi aggirano il problema della definizione di queste nuove entità dichiarando che entro 14 giorni dalla loro creazione saranno soppresse, e comunque non saranno mai impiantate nell'utero di una donna. Ma quell'umanità espressa in percentuale inquieta: che cos'è un essere "prevalentemente" umano? Ed è solo l'inizio: non si esclude la possibilità di creare in un prossimo futuro veri e propri embrioni ibridi uomo-animale, ottenuti cioè mischiando gameti umani e animali (ovociti animali e sperma umano o viceversa). Era all'ordine del giorno in una riunione di esperti dell'Hfea lo scorso luglio, come probabile scenario futuro. In sintesi, in Gran Bretagna si è appena autorizzato l'uso di una tecnica finora fallimentare, la clonazione terapeutica, per un esperimento disgustoso, e cioè la creazione di ibridi uomo-animale. La tendenza sempre più evidente di certi scienziati è quella del "playing God": si vuole giocare a fare Dio, tentando di far nascere nuovi esseri dall'identità indefinita e indefinibile. La possiamo chiamare scienza? Più che altro, un insulto alla scienza.
* Membro del Comitato nazionale di Bioetica

Segnalo anche questo articolo del dottor Angelo Vescovi.


scritto da: Faramir alle ore 11:38 | link | commenti
categorie: scienza, bioetica, cellule staminali
martedì, 07 agosto 2007

Cellule staminali da cordone ombelicale salvano leucemico

Una innovativa tecnica ideata e sviluppata da ricercatori italiani ha salvato la vita ad un giovane affetto da una grave forma di leucemia.
Il trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale iniettate direttamente nel midollo osseo lo ha guarito in poche settimane.
Ma c'è ancora chi continua a dire che in Italia vige il divieto di fare ricerca scientifica, e se la prende con la legge 40... boh!

scritto da: Faramir alle ore 13:22 | link | commenti
categorie: scienza, cellule staminali
mercoledì, 04 aprile 2007

Sclerosi: primi successi con le staminali. Adulte

Alcuni giorni fa è stato annunciato un risultato importante per la ricerca italiana:

L’equipe di Antonio Uccelli, responsabile dell’Unità di neuroimmunologia del Dipartimento di neuroscienze dell’Azienda Ospedale S. Martino e Università di Genova, ha realizzato una nuova strategia terapeutica per la sclerosi multipla basata sull’uso di cellule staminali adulte in un modello animale.

Ovviamente i risultati ottenuti sugli animali devono essere ancora confermati sull'uomo.
Nel caso la conferma arrivasse, ci sarebbe la possibilità di bloccare "la progressione della sclerosi multipla nelle forme meno avanzate, quelle in cui si può ancora prevenire il danno".
Il che non sarebbe poco. E gli studi per trovare il modo di rigenerare i tessuti distrutti vanno avanti.

Eppure mi pareva di ricordare qualcuno che prediceva la fine della ricerca italiana a causa della legge 40 in tema di fecondazione artificiale, per il divieto di effettuare sperimentazioni sull'embrione umano.
Per non dire di quelli che sostenevano che le staminali embrionali avrebbero fatto miracoli... sì, ma ci vogliono dai 5 ai 10 anni, vi diranno. Intanto non preoccupatevi, fidatevi di loro e soprattutto finanziateli cospicuamente. Da quanti anni lo dicono? Boh.

Intanto con le staminali adulte i risultati arrivano.
Ecco cosa dice il dott. Antonio Uccelli:

Come sta andando la ricerca in Italia sulle malattie neurodegenerative?
«I maggiori progressi a livello pre-clinico sono stati fatti proprio sulla sclerosi multipla e l'Italia è all'avanguardia in questo campo. È stata dimostrata un'efficacia significativa delle staminali adulte di origine neurale in modelli animali con la loro capacità di modulare la risposta immunologica e trofica nei tessuti con cui vengono a contatto. Più difficile è la strada quando il danno è già irreparabile, ad esempio nel trauma spinale».

Possiamo parlare di un ennesimo risultato delle cellule staminali adulte?
«Sì, esistono moltissime possibilità di utilizzo e ottenimento di risultati con le cellule staminali adulte e la nostra ricerca ne è una dimostrazione».

scritto da: Faramir alle ore 17:24 | link | commenti
categorie: scienza, bioetica, cellule staminali

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


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