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Come si fa a propagandare l'idea di una polemica del segretario generale della Cei contro il capo dello Stato? Si usa la tv. Si prendono le parole di deferente apprezzamento che monsignor Betori ha rivolto al presidente Napolitano e al suo auspicio che il dibattito sulle coppie di fatto porti a una «sintesi» rispettosa della visione dei cattolici e le si trasformano in una «risposta negativa al Quirinale» (il Tg3) o persino in un «gesto di scarsa amicizia» (Stefano Menichini, intervistato dal Tg7). Stupefacente. E se colpisce che ieri sera sia stata una testata del servizio pubblico radiotelevisivo a compiere per prima questa brutale distorsione, lascia letteralmente sbalorditi che il direttore di "Europa", il giornale della Margherita, abbia commentato le parole del vescovo Betori senza averle nemmeno lette. Perché se le avesse lette non le avrebbe tradotte nel loro esatto contrario. O no? |
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[...] Napolitano ha citato, certo non a caso, come precedente virtuoso di sintesi alta l'approvazione dell'articolo 7 della Costituzione, quello che stabilisce che i rapporti tra Stato e Chiesa sono regolati dai Patti Laterananensi. Com'è noto a quella decisione non si arrivò con consenso unanime: socialiasti, Partito d'azione ed esponenti di primo piano del partito liberale, come Benedetto Croce, si opposero aspramente e per decenni la scelta del leader comunista Palmiro Togliatti di approvarla fu oggetto di aspre discussioni. Scegliendo quell'esempio, Napolitano quindi non ha voluto riferirsi a una convergenza generale e pacifica, ma proprio a un momento di confronto culturalmente elevato ma politicamente segnato da vivacissime controversie. [...] |
L'opera di disinformazione e di occultamento continua.
Se non avete capito nulla di quello che succede tra Londra, Mosca e Roma (ex spie Kgb assassinate con isotopi di plutonio, polemiche su commissioni parlamentari, ecc.), non vi biasimo.
Per questo vi consiglio la lettura di questo lungo post di Paolo della Sala e dei documenti della commissione Mitrokhin, che si possono consultare sul blog di Paolo Guzzanti.
Il suggerimento vale soprattutto per i 6 dell'oca giuliva (da non confondere con questi) che su certi temi preoccupanti riescono anche a farsi delle grasse risate.
Contenti loro... (spero non se la prenda nessuno se faccio un po' di "satira"...)
Ma anche blogger ed elettori di centrodestra dovrebbero stare più attenti a non farsi buttare fumo negli occhi.
9 novembre 1989.
12 novembre 2003.
Queste date vi ricordano qualcosa? Se la risposta è no, significa che siamo messi male.
Molto male.
La parola d'ordine sembra essere "rimuovere".
Con qualche imbarazzo, e toppe peggiori del buco, ma c'è chi conta sul fatto che gli italiani hanno la memoria corta.
Non sembra che nelle scuole italiane si sia dato molto spazio a un avvenimento che ha cambiato il corso della Storia contemporanea. Forse perché la maggior parte degli insegnanti, con tessera CGIL in tasca, non ha ancora metabolizzato lo shock... Poverini.
E il governo Prodi non ha ritenuto di dover organizzare una commemorazione nazionale ufficiale per rendere omaggio ai nostri caduti. Penso abbia ragione Angelo Panebianco:
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[...] la mancata commemorazione nazionale dei caduti di Nassiriya si colloca in un contesto più generale, quello della politica estera italiana, ove è ben percepibile la tendenza a un riposizionamento del Paese in una direzione che piace molto alla sinistra estrema. Si veda il caso dell'Afghanistan: l'idea di riqualificare la missione in chiave più politica che militare suscita il plauso di quella estrema sinistra il cui voto in Parlamento sarà fra non molto decisivo per rifinanziare la spedizione. Nonché il caso di Israele: la posizione molto dura assunta dal governo italiano contro Israele dopo i bombardamenti e i 19 morti di Beit Hanoun è, ancora una volta, miele per le orecchie della sinistra estrema. È all'opera un grande paradosso: le elezioni americane, dando la maggioranza congressuale ai democratici, spingono l'America verso una gestione bipartisan della politica estera. Gli effetti di quelle stesse elezioni americane sono in Italia di segno opposto: spingono verso la divaricazione ulteriore delle posizioni fra maggioranza e opposizione anche in politica estera. Ma può davvero un governo dotato di una maggioranza risicata e ballerina rimanere a lungo così impermeabile e chiuso alle istanze dell'altra metà del Paese? |
Indovinate chi è il "tizio che si firma Gino"
citato da Mattia Feltri, su La Stampa di ieri, in relazione alla figuraccia rimediata da un certo "personaggio":
Della patetica vicenda parlano in tanti: 2twins, Esteban77, Watergate, Kagliostro, The Right Nation e altri che potete trovare passando dai suddetti, o da Tocque-Ville, quindi non mi dilungo oltre.
Solo una postilla, per avvisarvi che sul sito di Luttazzi (che mi guardo bene dal linkare) c'è in bella mostra una parodia oscena, ma soprattutto cretina, dell'ultima cena.
Vediamo se qualcuno dei tanti "buonisti" politicamente corretti, sostenitori della "tolleranza" verso tutte le minoranze - soprattutto se di religioni non cristiane - ha qualcosa da dire a proposito.
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville