Gino

lunedì, 07 aprile 2008

Mr. Nutella vs Cina

Questo round lo vincono i Ferrero Rocher, che personalmente non mi sono mai piaciuti molto (quei pezzettini di nocciola che si infilano tra i denti... meglio la Nutella o i Duplo), ma bisogna comunque apprezzare il fatto che i cinesi, per una volta, sono stati messi in riga.
Certo, se la smettessero anche di opprimere i tibetani gioiremmo molto di più...

scritto da: Faramir alle ore 23:39 | link | commenti (3)
categorie: economia, cina
giovedì, 20 marzo 2008

A quelli che criticano il Papa sul Tibet

Cari direttori, editorialisti ed opinionisti dei Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti e dei TG nazionali (inchino riverente)...
Cari blogger pseudo-liberali de noantri che vi esaltate nel contare gli accessi ai vostri blogghettini e vi eccitate a leggere i commenti dei vostri fans... (genuflessione)
Insomma, in parole povere, cari palloni gonfiati... piantatela di rompere gli zebedei con sta storia del Papa: se parla, perché parla... se non parla, perché non parla... eccheppalle!

Mettetevi il cuore in pace: il Papa parla quando deve e nei modi che gli si confanno.
Non ubbidisce alle vostre direttive.
Lo so che la cosa infastidisce il vostro ego smisurato, ma vedrete che con un piccolo sforzo ve ne farete una ragione.


scritto da: Faramir alle ore 11:41 | link | commenti (3)
categorie: cina, tibet, mass media, chiesa cattolica, benedetto xvi
martedì, 18 marzo 2008

Tibet: ultima chiamata?

Spero anch'io, come padre Cervellera, che prevalga il buon senso e il governo cinese capisca che l'ennesima brutale repressione non risolverà nulla, gettando anzi una sinistra ombra sulla grande "vetrina" delle Olimpiadi.

Ma quelli che dovrebbero o possono fare qualcosa (Onu, Ue, Usa) sarebbe meglio non aspettassero troppo.
Queste drammatiche immagini ricordano quelle della recente repressione in Birmania.


scritto da: Faramir alle ore 17:06 | link | commenti (1)
categorie: cina, tibet
venerdì, 01 febbraio 2008

Conoscete Harry Wu?

Vabbé, c'è stata la crisi di Governo che ha catalizzato l'attenzione di tutti... ok!

Ma la quasi totale indifferenza che i mass media nostrani hanno riservato alla presenza sul territorio italico di uno dei dissidenti cinesi più famosi al mondo, sopravvissuto in maniera eroica ai terribili campi di rieducazione noti come Laogai, credo che sia scandalosa.

Ben altra accoglienza è stata riservata nel resto del mondo libero...

[...] Il tragico racconto di quei 19 anni è raccolto in Bitter Winds (1994), memoria delle sue esperienze nei laogai. Il volume è da pochi giorni disponibile in edizione italiana, col titolo Contro rivoluzionario. I miei anni nei gulag cinesi (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo Mi, 2008).

Nel libro, scritto insieme alla giornalista Carolyn Wakeman, Harry Wu narra la storia della sua prigionia e della sua sopravvivenza, degli straordinari atti di coraggio che lui e i compagni dovettero praticare per aiutarsi reciprocamente con un indimenticabile eroismo. Con particolari a volte raccapriccianti, Wu presenta la vita di prigionia nel suo tragico quotidiano. Più di una volta al limite della morte e della pazzia, Wu riesce a risalire dagli abissi del nulla, grazie alla forza della dignità personale.
 
Alla sua apparizione negli Usa il libro di Harry Wu è stato accostato ad Arcipelago Gulag di Aleksandr Solgenitsin, «quale insuperabile e personale testimonianza di che cosa accadeva a milioni di uomini e donne innocenti». La “New York Times Book Review” ha nominato Bitter Winds “libro dell'anno”. [...]

Forse l'Italia non è un Paese così libero come ci illudiamo che sia.
Per miglioralo un po' vi consiglio di comprare (o regalare) questo libro.

Controrivoluzionario di Harry Wu


scritto da: Faramir alle ore 10:53 | link | commenti (1)
categorie: cina, libertà, socialismo
giovedì, 25 ottobre 2007

Boicottiamo le olimpiadi?

Visto che per la giunta militare - e socialista! - birmana, senza il supporto politico, economico e militare della Cina popolare sarebbe impossibile sopravvivere, e considerato che la Cina conta molto sull'impatto mediatico delle prossime olimpiadi, per dimostrare la propria affidabilità agli investitori stranieri, forse è il caso di pensare seriamente a qualche forma di boicottaggio olimpico.

Altrimenti ci dobbiamo rassegnare ancora a voltare lo sguardo altrove per non assistere all'ennesimo macello...

scritto da: Faramir alle ore 11:25 | link | commenti
categorie: cina, politica internazionale, birmania, libertà
giovedì, 03 agosto 2006

Cina: la repressione continua

La polizia della città di Zhangjiakou ha arrestato il 30 luglio scorso il vescovo ausiliare della diocesi di Xiwanzi, mons. Yao Liang, un sacerdote della stessa diocesi e 90 loro fedeli che ne chiedevano il rilascio. Lo denuncia la Kung Foundation, organizzazione che opera per la libertà religiosa in Cina con sede negli Stati Uniti. [...]
[Fonte:
AsiaNews]


scritto da: Faramir alle ore 16:39 | link | commenti
categorie: cina, chiesa cattolica, libertà religiosa
lunedì, 08 maggio 2006

Appello per la libertà religiosa in Cina

Questo blog aderisce all'appello dei vescovi della Chiesa sotterranea cinese, in favore della libertà religiosa in Cina, e invita tutti ad aderirvi e a diffonderlo.

Roma (AsiaNews) – I vescovi della Chiesa sotterranea chiedono a tutti i fedeli in Cina di pregare per i sacerdoti della Chiesa ufficiale, perchè siano fortificati nella loro fedeltà al papa. Le preghiere devono contrastare l’opera dell’Associazione Patriottica (AP) che, dopo le ordinazioni illecite dei giorni scorsi, sottopone i sacerdoti a sessioni politiche e lavaggio di cervello per tagliare il loro legame con Roma.

“In questo momento è necessario pregare per tutti i sacerdoti della Chiesa ufficiale” ha detto ad AsiaNews un vescovo sotterraneo del nord della Cina . “È anche un nostro dovere. Per questo io chiedo a tutti i cattolici cinesi, ufficiali e sotterranei, di pregare con questa intenzione: che si rafforzi nei sacerdoti la lealtà vero il papa”.

Il 30 aprile e il 3 maggio l’AP ha obbligato candidati e vescovi a eseguire delle ordinazioni episcopali senza l’approvazione del Vaticano. L’AP è l’organizzazione legata al Partito comunista, che controlla la Chiesa ufficiale. Fra gli scopi del suo statuto vi è quello di creare una chiesa nazionale, separata dal papa. Secondo una dichiarazione vaticana del 4 maggio, le due ordinazioni a Kunming e a Wuhu erano state eseguite “sotto forti pressioni e minacce”. Un vescovo della Chiesa ufficiale nella Cina centrale, ha confermato ad AsiaNews che i due candidati delle ordinazioni erano sotto pressione e che alcuni dei vescovi ordinandi sono stati ingannati, dicendo loro che vi era l’approvazione della Santa Sede. [...]

I vescovi sotterranei sottolineano che “la Chiesa ufficiale è davanti a una sfida molto difficile. Le difficoltà con cui si scontrano oggi sono una vera e propria persecuzione, fatta di sofferenze e pressioni da parte di AP e del governo”. Dato il momento critico, i vescovi sotterranei chiedono “che tutti i cattolici, uniti col papa, preghino per i sacerdoti della Chiesa ufficiale, perché venga dato loro forza e coraggio per custodire la loro fede”.

Un altro vescovo clandestino del nord ha commentato: “Non ho mai smesso di pregare per la Chiesa ufficiale e per i sacerdoti, perché siano fedeli al papa. Nell’unità e nella preghiera potremo superare questa sfida”.

AsiaNews aderisce alla richiesta di preghiera dei vescovi per la libertà religiosa in Cina. La proposta è che tutti i giorni, fino a Pentecoste, nelle Chiese di tutto il mondo, si preghi lo Spirito Santo e la Madonna con questa intenzione: che a vescovi e a sacerdoti sia data fortezza e coraggio di fronte alle persecuzioni, pressioni e  minacce che cercano di distruggere l’unità dei fedeli cinesi con il papa.

Proponiamo a tutti i nostri lettori e ai fedeli  - soprattutto i religiosi e le religiose di vita contemplativa – di aderirvi e diffonderla.

Inviare adesioni a: asianews@asianews.it

fax: +39-06-58157756  tel.: +39-06-58320223


This blog supports the bishops’ appeal for prayer in favour of religious freedom in China and invites everybody in joining it and spreading it all over.

Rome (AsiaNews) – Bishops of the underground Church are appealing to the faithful throughout China to pray for priests of the official Church, that they may be strengthened in their faithfulness to the pope.  Such prayers are meant to contrast the work of the Patriotic Association (P.A.) which, following various illicit ordinations over past days, is subjecting priests to political and brainwashing sessions in order to break their ties with Rome.

“In this moment it is necessary to pray for all priests of the official Church,” an underground bishop from northern China told AsiaNews.  “It is our duty.  For this reason, I ask all Chinese Catholics, official and underground, to pray for this intention: that true loyalty to the pope is reinforced in priests.”

On April 30 and May 3, the P.A. forced candidates and bishops to carry out episcopal ordinations without the Vatican’s approval.  The P.A. is the organization tied to the Communist Party, which controls the official Church.  Among the objectives contained in its statutes is the creation a national Church separate from the pope.  According to a Vatican statement on May 4, the two ordinations in Kunming and Wuhu were carried out “under strong pressure and threats.”  A bishop of the official Church in central China confirmed to AsiaNews that the two ordination candidates were under pressure and that various ordaining bishops were deceived, having been told that approval had been obtained from the Holy See. [...]



scritto da: Faramir alle ore 17:08 | link | commenti (1)
categorie: cina, chiesa cattolica, libertà religiosa
giovedì, 02 febbraio 2006

Google China censura? No problem: c'è elgooG

Si fa un gran parlare in questi giorni della censura applicata dal sito Google.cn.
Google "ha così fatto sapere di avere chinato al testa di fronte al governo di Pechino, da sempre in prima linea nel controllo delle informazioni trasmesse via Internet."

Ma c'è un modo per fregare il governo cinese.
Basta usare il sito
elgooG, un vero e proprio "mirror" di Google, dove tutto viene scritto da destra verso sinistra (anche le parole che volete cercare ovviamente), riuscendo così a evitare i filtri della censura.

Provate a cercare su elgooG la parola "nemnanaiT" ("Tiananmen" al contrario), e otterrete risultati interessanti.
Cliccate su "segamI" ("Images") nella prima riga della pagina, o su "nemnanaiT rof stluser egamI" ("Images results for Tiananmen") sopra le 3 foto, per visualizzare più immagini.
Naturalmente bisognerebbe fare la controprova da dietro il firewall cinese. Se qualcuno ci riesce mi faccia sapere.
Certo che quello che si ottiene sul sito "Google.cn", ricercando "Tiananmen",
è ben diverso.

E se conoscete qualcuno che sta in Cina, passate parola.


Are you living in mainland China, experiencing Internet censorship of the Great Firewall of China?
If Google abandoned you, don't despair and try
elgooG.
From
Wikipedia:

elgooG is a mirror image version of the Google search engine. The search page and all results are displayed in reverse. The site is called the "google mirror" as a parody of the term mirror in computing, which usually refers to a copy or backup of another website. The site was created by a group called All Too Flat, who put up various comedy and satire pages on their website.

On elgooG, all pages are displayed with the order of letters reversed, though the letters themselves are displayed normally. The images on the site are also reversed, and queries to the site must be entered backwards. The results are also displayed backwards, although the pages linked to are not run through any filters, and just display normally. The site also utilises right-to-left text input fields and scrollbars where available.

Example: looking for images of Tiananmen.
Is it working?


scritto da: Faramir alle ore 01:24 | link | commenti (6)
categorie: cina, censura, libertà
giovedì, 15 dicembre 2005

Cina: il regime cerca di nascondere la repressione a Dongzhou

Accolgo l'invito di Enzo Reale e diffondo questo post sui fatti del villaggio cinese di Dongzhou.
Lo trascrivo in inglese, così se qualcuno dalla Cina riesce a leggere il mio blog (finché non finisce sulla lista nera delle autorità cinesi) può eludere la censura di regime. Diffondete anche voi. Freedom for China!


The Rectification of Names: Dongzhou

    The PRC government is trying to suppress information about the Dongzhou incident.   They are blocking websites (not to worry: this blog is already blocked in China, I believe).  They are not allowing reports in the domestic media about the shooting and killing of villagers.  They even took down the first official statement on the matter from the Xinhua website (I will copy that text below the jump since it now seems to have historical significance).   In all, they seem to believe that if they do not talk about it, if they do not name it, it will somehow not exist.

     Well, the Dongzhou killings are facts; they exist as facts regardless of  CCP  propaganda.   
And we who have access to the information need to publish it, say it, reproduce it and circulate as much as possible.  We need to name it.  For in naming it, political action is enabled.  Here is a fairly famous passage from Confucius on naming, from the Legge translation:

"If names be not correct, language is not in accordance with the truth of things. If language be not in accordance with the truth of things, affairs cannot be carried on to success.
    "When affairs cannot be carried on to success, proprieties and music will not flourish. When proprieties and music do not flourish, punishments will not be properly awarded. When punishments are not properly awarded, the people do not know how to move hand or foot.
    "Therefore a superior man considers it necessary that the names he uses may be spoken appropriately, and also that what he speaks may be carried out appropriately. What the superior man requires is just that in his words there may be nothing incorrect."

    So, what name should we give it?  "The Dongzhou Killings"?  "Massacre" seems a bit extreme, though if it is true that more than twenty people were killed, that may turn out to be the most appropriate name.  How about: "The Dongzhou Suppression"?  Maybe not.  But I think "Dongzhou" needs to be in the name, as a continuing reminder of the place where ordinary people tried to resist the injustices forced upon them by corrupt officials and paid with their lives. 

     Remember Dongzhou.

Dongzhou

 Residents of Dongzhou, with white cloths of mourning on their heads for the victims of the police shooting, kneeling in front of riot police.

     Here's the full text of the Xinhua statement that has been taken down from its web site (you'll notice they refer to Shanwei, which is the larger town near Dongzhou village, here referred to as Dongzhoukeng):

    
SHANWEI, Guangdong, Dec. 10 (Xinhuanet) -- Hundreds of villagers incited by a few instigators violently attacked a wind power plant on Dec. 6, and assaulted the police, the Information Office of the city government of Shanwei in south China's Guangdong Province said here Saturday.

    In an investigation report of the incident, the office called the armed assault a serious violation of law.
    According to the official recount, the instigators led by HuangXijun engineered and organized some villagers in Dongzhoukeng and Shigongzhai to illegally besiege and attack a local wind power plant at noon on Dec. 5 and Dec. 6.

    The first assault on Dec. 5 caused a seven-hour suspension of the plant's power generation.
    In the second onslaught, over 170 armed villagers led by instigators Huang Xijun, Lin Hanru and Huang Xirang used in the attack knives, steel spears, sticks, dynamite powder, bottles filled with petroleum, and fishing detonators.

    Police moving in to maintain order were forced to throw tear shells to break up the armed besiege, and arrested two insurgents.
    However, Huang Xijun mobilized over 300 armed villagers to forma blockade on the road to Shigongzhai Village to obstruct the return passage of the police, in attempt to threaten the police to release the arrested insurgents.

    For a moment, many besiegers intended to quit following the persuasion shouted by the police. However, they were forced to stay in protest under the threat reinforced by the instigators, according to the report.

    Instigator Lin Hanru shouted through a loudspeaker that they would throw detonators to the police and blow the wind power plant, if the police refused to retreat.

    It became dark when the chaotic mob began to throw explosives at the police.
Police were forced to open fire in alarm. In the chaos, three villagers died, eight were injured with three of them fatally injured.

    Concerned government departments are still investigating in the exact cause of the death.
    The Information Office said that the instigators with Huang Xijun at the core had incited villagers to join in armed protests since June, using villagers' discontents over a land requisition of a coal-fired power plant in Dongzhoukeng Village as the excuse.

    They frequently formed armed protests in the construction ground of the coal-fired power plant, blocked public traffic, attacked government offices and even illegally detained people and vehicles passing through the village to threat the local government to approve more compensation fund in land requisition.

    In order to magnify the effect of their protests, the instigators hatched the assault of the wind power plant in Shigongzhai Village, which had no relations with their former request for fund concerning the land requisition in Dongzhoukeng Village.

    The provincial government of Guangdong pays great attention to the Dec. 6 Incident. A special work group has been established to investigate in the incident, according to the Information Office. Enditem


scritto da: Faramir alle ore 10:26 | link | commenti
categorie: cina, libertà

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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