Gino

venerdì, 02 maggio 2008

Barbarians

Altro che i leghisti!
Ecco chi sono i veri incivili, che godono di una sorta di impunità, nell'indifferenza totale dei "democratici".


scritto da: Faramir alle ore 11:38 | link | commenti (8)
categorie: comunismo, centri sociali
venerdì, 11 aprile 2008

I comunisti in Italia non sono mai esistiti

«So che spesso è stato difficile far capire ciò che intendevo quando dicevo di essere stato nella Fgci senza essere comunista. Il Pci di allora era un partito nel quale c'erano persone - come Calvino, Pasolini, Moravia - che ideologicamente non erano comuniste, ma animate da volontà di giustizia sociale e questioni morali. Persone che come me erano affascinati da una personalità come Enrico Berlinguer. Io penso che sia importante poter dire che oggi viviamo in un sistema democratico e in un tempo senza le due dittature, fascismo e comunismo, che hanno fatto male al '900»

Ha ragione Uolter!

Ora basta con queste panzane sui comunisti!
Diciamolo chiaramente: i comunisti in Italia non sono MAI esistiti!

C'erano sì milioni di iscritti al PCI, che leggevano tutti i giorni il quotidiano comunista (o almeno lo tenevano in tasca bene in vista), si organizzavano in "Coop rosse", ricevevano pacchi di Rubli dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica (che naturalmente non chiedeva nulla in cambio), sfilavano con il Libretto Rosso di Mao, facevano il tifo per i Viet-Cong e non hanno mai creduto alla propaganda dei "boat-people", e Pol Pot in fondo era un riformista (se 2 o 3 milioni di cambogiani si sono "suicidati" che colpa ne ha lui?), Cuba il paradiso terrestre, Stalin era un benefattore dell'umanità che liberò l'Europa dal nazismo (non crederete ancora a quelle favole sullo sbarco degli Alleati in Normandia o sui Gulag?), il Terrorismo Rosso in realtà era di "matrice fascista", e comunque c'erano dietro i "servizi deviati", ecc. ecc.
... ma queste persone "ideologicamente non erano comuniste", erano solo "animate da volontà di giustizia sociale e questioni morali"... insomma erano più cattolici del Papa, e Marx non se lo filava nessuno!
Capito?
E mi raccomando... NON PENSATE... e basta.
(Appropriata questa affisione abusiva... più clownesco del Pd veltroniano non ce n'è)
Oh, Cielo... meno male che siamo agli sgoccioli di questa campagna!

scritto da: Faramir alle ore 11:58 | link | commenti (7)
categorie: politica, comunismo, satira, elezioni, uolter veltroni
venerdì, 11 gennaio 2008

Come ti indottrino il giornalista

Ormai siamo proprio in una Repubblica Democratica Popolare di stampo sovietico.
Cose del genere giusto in URSS e stati satelliti potevano succedere...

Provate a immaginarvi il casino che sarebbe scoppiato se un'iniziativa del genere l'avesse promossa il governo Berlusconi, oppure quale sorte toccherebbe a un politico americano, inglese, o nord europeo che tentasse lo stesso giochetto.

scritto da: Faramir alle ore 16:51 | link | commenti (3)
categorie: politica, comunismo, giornalismo, mass media, libertà
sabato, 27 ottobre 2007

Le foto orribili della vergogna

Trascrivo questo articolo da AsiaNews, senza commenti. Non credo ce ne sia bisogno. Diffondetelo anche voi. Non devono farla franca.
Ma non inviate le foto per email: qualcuno particolarmente sensibile, aprendole senza sapere cosa lo aspetta, potrebbe subire uno shock. Inviate il link all'articolo avvisando che si tratta di immagini per stomaci forti.

26/10/2007 11:56
MYANMAR
LE FOTO ORRIBILI DELLA VERGOGNA

“Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio. Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino. Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che a semplice condanna di questi bastardi [della giunta]”.

Con queste parole di dolore e d’ira, attraverso esuli birmani, ci sono giunte le due foto che abbiamo deciso di pubblicare con un avvertimento: sono foto molto crude e violente, forse non adatte a tutti i lettori.

Ma esse sono le foto della vergogna:

1) Vergogna della giunta, che proprio oggi diffonde alle telecamere di tutto il mondo il suo goffo tentativo di “riconciliarsi” con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione. La giunta cerca di far “comprendere” alle autorità buddiste la “necessità” della repressione. Ma queste foto accusano ogni buona intenzione ed esigono domanda di perdono e un cambiamento radicale nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, questa nuova repressione del governo militare del Myanmar – che si definisce socialista e laico, ma cerca l’appoggio dei monaci per continuare il suo dominio – è costata a vita a centinaia di persone e l’arresto di oltre 6 mila.

2) Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si tratta solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che uccide, ammazza, schiavizza una popolazione di quasi 50 milioni di persone.

3) Vergogna per l’Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l’ha scelta da tempo. Il problema è che si tratta con la giunta solo con il minuetto diplomatico, mentre occorre dare voce alla società civile mondiale per affrontare quella che è un’emergenza umanitaria. Occorre che la Croce Rossa internazionale possa andare in Myanmar a visitare le prigioni; che l’Ufficio Onu del lavoro visiti gli schiavi dei lavori forzati; che le Ong possano svolgere un lavoro a favore della popolazione impoverita dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia.

Papa Benedetto XVI ha chiesto a tutto il mondo di pregare per il popolo del Myanmar e per la “dolorosa prova” che sta attraversando, molto simile al martirio dei Santi Innocenti che, senza conoscerlo, hanno testimoniato per Cristo con il sangue, spazzati dalla furia del potere bestiale.

ATTENZIONE: LE FOTO SONO MOLTO CRUDE E FORSE NON ADATTE A TUTTO IL PUBBLICO.

Per vedere le foto cliccare qui


scritto da: Faramir alle ore 01:25 | link | commenti
categorie: comunismo, birmania, libertà
martedì, 11 settembre 2007

Scioperi fiscali proletari

26 Agosto 1992: Uno “sciopero fiscale contro il governo Amato” viene preannunciato dal leader di Rc Sergio Garavini, in un articolo su Liberazione. Garavini scrive: “occorre battersi per la revoca di buona parte dei provvedimenti economici adottati dal governo”. E si rivolge alla Cgil, al Pds, ai Verdi e alla Rete proponendo “il ricorso allo sciopero fiscale già praticato, con successo, in altri paesi”.
(da Panorama.it)

scritto da: Faramir alle ore 17:49 | link | commenti
categorie: comunismo, fisco
mercoledì, 08 agosto 2007

Sentenze pericolose

Per continuare la serie di "Lampi d'estate", non so cosa pigli a certi magistrati, ma da certe decisioni rese note negli ultimi giorni ho l'impressione che questo Paese stia scivolando verso il baratro.

A quanto pare infatti i principi di libertà ed eguaglianza non sono più universali:

[...] Oggi sappiamo che si può tornare d'un tratto al Codice di Napoleone del 1804 che permetteva l'uso della forza nelle pareti domestiche, [...] Purché la violenza non sia continua, i figli si possono segregare, e gli si può negare il diritto di scegliere il proprio futuro.
C'è poi qualcosa di peggio. La Cassazione si guarda bene dal riferire questi principi alle famiglie e ai ragazzi italiani, ben sapendo che provocherebbe una sollevazione popolare. Ma li riferisce a una famiglia di origine magrebina ritenendo che ad essa si può applicare un diritto ingiusto, oltre che inesistente. Si fa strada una mentalità grave e non degna di un Paese europeo e dei suoi principi cristiani. In questo modo si lancia un preciso messaggio agli immigrati, spiegando loro che sono diversi dagli italiani [...].
Negando i principi basilari su cui si fondano le nostre società, si costruisce un mondo che può far paura. Un mondo nel quale ciascun gruppo etnico o religioso si fa le proprie leggi, si amministra come meglio crede dentro e fuori la famiglia, e nel quale si formeranno tante società parallele, incomunicabili tra di loro. Le conseguenze possono essere disastrose, perché in queste crepe può passare il medioevo degli Statuti personali, per il quale ciascuno è soggetto alla legge della propria etnia, del proprio gruppo di appartenenza. È l'anticamera delle guerre etniche e religiose.
A ben vedere siamo di fronte all'ultimo prodotto del relativismo. I principi di libertà ed eguaglianza cessano di essere universali, divengono concetti relativi che lo Stato e la legge tutelano a seconda delle circostanze, dell'appartenenza religiosa o etnica. [...]

Basti dire che per una volta l'Occidentale e il Riformista sono d'accordo.

Inoltre è possibile bestemmiare ed offendere il sentimento religioso di milioni di persone (ma solo se sono cristiani, che se provi a criticare i fondamentalisti musulmani, guai!) senza doverne rispondere in alcun modo. E poi c'è chi si lamenta che la società si frantuma, non esiste più una coscienza civile degna di tale nome...

Sempre la Cassazione poi - attaccandosi ad elementi irrilevanti nel merito della questione - ha sancito che la storiografia ufficiale è quella scritta dagli storici marxisti-comunisti o filo-marxisti e che esercitare il diritto di critica sulla loro versione della Storia è un reato. Chi lo fa rischia pure di ritrovarsi con l'etichetta di "revisionista" o "neo-fascista".
I compagni possono continuare a dormire sogni tranquilli...

Su questa e altre vicende della Resistenza ci sarebbero molte cose da dire, ma per ragioni di tempo e spazio vi rimando a "La resistenza cancellata" di Ugo Finetti - non certo sospettabile di essere "di destra" - e in particolare al capitolo 5, dal significativo titolo "Resistenza, PCI e terrorismo Gap". Leggendolo capirete la differenza tra i veri partigiani e i "gappisti".
Cito solo alcune parti sui fatti di via Rasella, da pagina 216 e seguenti:

Quell'atto terroristico [...] fu invece sin dall'inizio condannato dall'interno del movimento resistenziale ed è quindi oggetto di una memoria censurata. «Elementi irresponsabili, di cui tutti, compresi i patrioti, deplorano l'inaspettata iniziativa, hanno compiuto un grave attentato contro i tedeschi»: questa la reazione che annota in quei giorni nel suo Diario Fulvia Ripa di Meana - decorata della Croce al Valor Militare - che in quel momento milita nel «Fronte clandestino militare di resistenza».
Sottolineare le critiche e ricostruire i fatti sembrerebbe un atteggiamento fascista volto a giustificare o a ridimensionare l'orrore per il massacro delle Fosse Ardeatine. E così, facendosi scudo delle 335 vittime della rappresaglia, si trascura di citare che tra le vittime della bomba insieme ai 33 riservisti altoatesini aggregati alla Wehrmacht (e non una «compagnia di SS», come scrive Luigi Longo)  c'erano anche [...] un ragazzo di tredici anni e due partigiani appartenenti al gruppo politico-militare di «Bandiera Rossa», su posizioni contrapposte al  Pci. [...]
Anche la reazione dei romani non fu certamente favorevole. Via Rasella è la dimostrazione dell'inesistenza del famoso «movimento delle masse» dietro i gappisti e del totale - esaltato - isolamento in cui i comunisti operavano. «E io mi sentii pieno di una gioia elementare, infantile», annota uno dei protagonisti della strage, Franco Calamandrei, [...]
Infatti il bilancio dell'attentato fu assolutamente fallimentare, poiché provocò l'effetto contrario a quello sperato: non la sollevazione armata, bensì la generale presa di distanza da tal genere di violenza nei partiti antifascisti e tra la popolazione. Sull'esito disastroso di quello che la storiografia comunista ama tramandare come «forse il più celebre degli episodi della Resistenza» non c'è controversia tra gli stessi storici comunisti di qualsiasi generazione. Scrive Battaglia: «L'errore della resistenza romana considerata nel suo complesso [...] fu quello di non essere riuscita, dopo le Fosse Ardeatine, a portare più avanti l'offesa ai tedeschi, a rendere più continua e intensa l'attività armata». Conferma Paul Ginsborg: «La Resistenza romana non riuscì a riaversi da quel colpo».
Talché in seguito a questa iniziativa terroristica, giustificata da simili storici come unica alternativa all'«attendismo», proprio quando il Cln sarebbe potuto passare all'azione nei giorni precedenti l'arrivo degli Alleati i comunisti avevano determinato una situazione che vedeva Roma inorridita e pietrificata da un massacro provocato da un gesto giudicato dai non comunisti inutile e assurdo. Gli stessi Gap cessarono pressoché di esistere e non svolsero alcun ruolo alla vigilia della liberazione là dove erano stati più forti.


Come al solito, per i comunisti "il fine giustifica i mezzi".

giovedì, 26 aprile 2007

A scuola comanda la CGIL

Proprio nei giorni in cui il presidente - comunista - della Camera, On. Bertinotti, assegnava all'antifascismo l'onore di "unica religione civile" del Paese (chissà cosa diranno i cattolici anti-neocon, che della "religione civile" periana erano tanto critici), dal sindacato - comunista - della CGIL arriva una "scomunica marxista" nei confronti dell'Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole.

La CGIL scuola, o la FLC CGIL come si chiama oggi, ha inviato il giorno 20 u.s. una “Nota” a tutti i Consigli di Classe di ogni ordine e grado delle scuole italiane, emanando indicazioni precise su come valutare gli alunni che si sono avvalsi dell’Insegnamento della Religione Cattolica.
In questa "Nota", con un’arroganza tipicamente stalinista, la CGIL si autoassegna il diritto di definire come dovrà avvenire la valutazione di quegli alunni che hanno scelto “liberamente” una disciplina scolastica che a loro non piace proprio: la Religione Cattolica appunto.
In pratica si vorrebbe far passare l'idea che negli scrutini finali il voto degli insegnanti di religione non può essere determinante.

Inoltre (l'arroganza comunista non ha limiti), la Nota obbliga i Consigli di Classe a non accettare “… qualsiasi indicazione, anche proveniente dal Ministero, e dalle Direzione regionali contraria al … comportamento valutativo” da loro emanato.
Come a dire che se la scuola è autonoma è alle dipendenze della CGIL.
Evviva la libertà.
E il ministro dell'Istruzione, On. Fioroni che cosa ne dice? Chi tace acconsente?

Ma nella nota sono state scritte tante altre cose inesatte.
Vi rimando al sito degli amici di Cultura Cattolica e a questa intervista al prof. Nicola Incampo, per maggiori dettagli.

scritto da: Faramir alle ore 18:08 | link | commenti (7)
categorie: comunismo, scuola, religione
giovedì, 12 aprile 2007

Chi non ha argomenti passa alle minacce e agli insulti

E così l'Italia è rimasto "l’unico paese europeo in cui gli ecclesiastici si muovono sotto scorta", per usare la preoccupata espressione di un editoriale del Foglio di un paio di giorni fa.

D'altra parte quando si distorcono le dichiarazioni di una persona per criminalizzarla, facendo il processo alle intenzioni; quando si arriva a sostenere l'assurdità che è colpa della posizione di Avvenire sui DiCo se un ragazzino particolarmente sensibile arriva a suicidarsi vittima dei soprusi dei propri compagni di classe, ispirati dagli stereotipi del Grande Fratello; quando si ha l'arroganza di associare ai teorici del Ku-Klux-Klan chi non è d'accordo con i propri balzani teoremi ideologici... poi non ci si può sorprendere che qualche "compagno che sbaglia" tragga le sue conclusioni e faccia il passo successivo.

E a quanto pare l'idiozia è contagiosa. Sarà un caso, ma per ora questi episodi si verificano tutti in città guidate da giunte di sinistra-centro.

Ma è anche significativo il fatto che quando si tratterebbe di esprimere solidarietà verso il bersaglio di inaccettabili tentativi di intollerante intimidazione, i partiti dell'estrema sinistra si astengano.
Forse i "compagni" rimpiangono il passato?

Comunque il fronte anti-clericale non è certo limitato alla sinistra radicale e agli "pseudo liberali". E il progetto che hanno in mente è chiaro.


scritto da: Faramir alle ore 14:03 | link | commenti
categorie: comunismo, nichilismo, laicismo, chiesa cattolica
giovedì, 26 ottobre 2006

Saluti dal mondo reale, compagni!

Leggo nell'articolo di Alessandro Robecchi (il manifesto 24/10):
 
"Come ci spiega Magdi Allam dalle colonne del Corriere, quando un imam dice che non è d'accordo è come se pronunciasse una condanna a morte. E' possibile? Dovremmo far finta di crederci? "
 
Per referenze rivolgersi a Salman Rushdie, Ayaan Hirsi Ali, alla direttrice dell'Opera di Berlino, ecc. (mi fermo qui per ovvi motivi di spazio e tempo).
In quanto a Theo Van Gogh, Hina Saleem e tanti altri, essendo ormai trapassati, possiamo chiedere al medium Prodinhì se ci organizza una seduta spiritica, per sentire cosa ne pensano.
 
Quando vi riconnetterete al mondo reale, fate un fischio...

scritto da: Faramir alle ore 13:21 | link | commenti (4)
categorie: comunismo, idiozia, fondamentalismo
martedì, 24 ottobre 2006

«La sinistra ha sempre raccontato balle»

«Il mio non è revisionismo, racconto come è stato il nostro passato. Quando la sinistra perde il proprio passato è finita. La sinistra ha sempre raccontato balle, a partire dall'invasione dell'Ungheria passando per la campagna del Fronte Popolare. Tutti i partiti mentono, ma qualcuno di più. Il Pci però ha sempre mentito».
-- Giampaolo Pansa


scritto da: Faramir alle ore 18:22 | link | commenti (1)
categorie: comunismo, sinistra
martedì, 16 maggio 2006

Prima di sdoganare il comunismo... niente da dichiarare, compagni?

Si discuteva sul blog di un amico (seppure di diverse idee politiche) a proposito del cosiddetto "sdoganamento" del comunismo che si sarebbe realizzato con le recenti nomine delle alte cariche dello Stato.

Casualmente (o provvidenzialmente?), su Avvenire di oggi viene pubblicata una lettera che tratta proprio questo argomento:

[...] pur non essendo allergico ai comunisti – alcuni amici che ho cari e stimo provengono dalle frange più colorate della sinistra – mi stupisce e incuriosisce intellettualmente la "scioglievolezza" con cui sta giungendo a compimento lo sdoganamento definitivo. Sarà che ho ancora vivo il ricordo di quanto fosse "infamante", imperdonabile negli anni 70 presentarsi in università come democristiani; quanto i logorroici extraparlamentari di varia denominazione, ma anche le componenti giovanili di Pci e Psi millantassero una superiorità morale tranchante nei confronti di noi "infidi riformisti", ma qualche conto oggi davvero non torna. Mentre Dc, Psi, Psdi… hanno pagato un prezzo altissimo per gli errori e le disonestà commesse, gli eredi della sinistra – tante facce dei quali erano già alla ribalta nei miei anni giovanili – sono ancora là. Eppure nei confronti della storia la loro colpa è ben maggiore di quelle, pur esecrabili, emerse con Tangentopoli.
C’è chi si dichiara speranzoso che l’ascesa al Colle di Napolitano e quella, complementare, di Bertinotti alla presidenza di Montecitorio, rappresentino il definitivo sdoganamento degli ex-comunisti. Non ho nulla in contrario, ma continuo a non rassegnarmi a quella che mi pare una palese contraddizione: se ora pretendono di avere ragione, riconoscano che allora – prima della caduta del Muro e prima della Bolognina – avevano torto. E che noi "riformisti", vilipesi, insultati e qualche volta anche minacciati e malmenati (personalmente da quelli di Potop, oggi magari in blazer e Rolex), avevamo ragione. Poi si tengano pure le loro poltrone (e le usino bene).
[Firma]

Il Direttore di AvvenireDino Boffo, fornisce una lunga e interessante risposta:

Sono in tanti oramai a ritenere che sia giusto dare per compiuto lo "sdoganamento" dei Ds e che la scelta nonviolenta di Rifondazione (della quale, peraltro, Caruso non è un alfiere molto convincente) lasci presagire che l’etichetta "comunista" diventerà sempre più elemento di modernariato, priva di rilevanza attuale. Però ciò che lei testimonia è inconfutabile. Dc e alleati hanno pagato sanguinosamente le loro colpe, mentre nulla di analogo – anche grazie ai "compagni Greganti" – è successo alla sinistra di matrice comunista. Che oggi è ai vertici delle istituzioni del Paese senza che la discontinuità rispetto al passato abbia scombussolato la classe dirigente (con l’eccezione pressoché solitaria di Achille Occhetto). Gli altri c’erano e ci sono, importanti e riveriti. Ancora a riguardo del suo ragionamento, mi è sorto spontaneo il confronto con alcune espressioni dell’intervista rilasciata da Piero Fassino a Repubblica, giovedì 11. Rispondendo a una domanda sul primo ex-comunista al Quirinale, il segretario Ds ha detto: «C’è il riconoscimento per la persona. Ma c’è anche il riconoscimento di una storia, di cosa ha rappresentato per l’Italia la sinistra e in particolare quel grande partito che è stato il Pci. Partito che anche grazie a Napolitano si è trasformato in una grande forza riformista quali sono oggi i Ds. Con l’elezione di Napolitano si chiude ogni forma di pregiudizio, di diffidenza, di discriminazione vorrei dire, nei confronti di chiunque venga da quella tradizione. Peraltro Napolitano è uno degli uomini che di più ha incarnato l’originalità culturale e politica del Pci e della sua evoluzione. Antesignano del riformismo dentro il Partito comunista, precursore dell’approdo socialdemocratico che ha segnato gli ultimi passaggi del Pci prima con Berlinguer poi con la svolta di Occhetto. Giorgio è l’uomo che ha contribuito a dare alla sinistra italiana cultura di governo, identità pienamente occidentale e collocazione nel socialismo europeo».
Citazione lunga, parole alte ed eleganti, il cui succo però conferma che ancora permane lo scoglio della contraddizione da lei rilevata. Se il valore di Napolitano – che siamo certi sarà un ottimo presidente – e la legittimità dell’attuale partito dei Ds si radicano nell’approdo socialdemocratico e nel cammino che ha condotto ad esso,
come si può conservare un giudizio positivo per ciò che ha preceduto questa fase? Hanno peso maggiore in questo epilogo le persone nominate o chi ha democraticamente impedito che il Pci andasse al potere al tempo di Togliatti, o quando avallava l’assassinio di Imre Nagy, digeriva l’invasione della Cecoslovacchia, si opponeva alla Nato e all’Unione europea, contestava il dispiegamento in Europa dei missili Cruise e Pershing 2? Quel Pci che ha avversato a lungo il decentramento regionale ("triviale mitologia" per "Rinascita" nel 1947) e la sussidiarietà?
Oggi nessuno dubita dell’approdo democratico e occidentale dei Ds, ma – come lei ben rileva – delle due l’una: se hanno ragione adesso, allora avevano torto, gravissimo. Restiamo comunque in attesa di un candidato premier diessino che ottenga la conferma del voto popolare: se e quando si verificherà, sarà quella la sanzione definitiva del «passaggio ad Ovest» dei nostri ex-comunisti.

Casualmente (provvidenzialmente?), oggi, 16 maggio 2006, ricorre i il 40mo anniversario della  Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, iniziata il 16 maggio 1966, che provocò milioni di vittime.
In Cina è sceso
il silenzio totale sull'evento.
E anche i "compagni italiani" sembrano "distratti". Forse perché quando erano giovani marciavano sventolando il Libretto Rosso di Mao, ma al sicuro, nelle strade della borghese Italia.
D'altra parte, per il nostro "autorevole" presidente della Camera, il problema della Cina non è la mancanza di libertà e democrazia, o i dissidenti sbattuti in galera senza processo, o le migliaia di esecuzioni comminate ogni anno, o la politica del figlio unico imposto con aborti e sterilizzazioni forzate.
No. Per Bertinotti il problema della Cina è
l’apertura al libero mercato.

Direi che il ritratto fattone da Pansa è decisamente azzeccato:

"Un logorroico imbattibile. Un vanitoso. Un egocentrico. Un cultore del birignao, la sua specialità: quella dizione viziata dalle erre arrotate, che ci gratta il cervello in tutti i telegiornali. Un costruttore infaticabile di bastoni fra le ruote. Un superficiale incompetente. E infine uno convinto che questa Italia in difficoltà sia uguale a un comitato politico del suo partito, dove i guai si allontanano parlando, parlando, parlando."

L'avete voluto? Mo' godetevelo...


scritto da: Faramir alle ore 23:49 | link | commenti (6)
categorie: comunismo, bertinotti

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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