Oltre al precedente post sul Cardinal Montini, segnalo un altro interessante articolo apparso sull'Osservatore Romano di ieri (e ringrazio l'amico che me lo ha indicato).
Il nuovo direttore Gian Maria Vian ha dato una bella svolta all'OR, in passato troppo "compassato", e le nuove collaborazioni come quella del banchiere Ettore Gotti Tedeschi (cattolico e liberale) indicano una maggiore attenzione ai temi economici, utile a sgombrare il campo da certi equivoci che spesso generano in ambito cattolico un "anti-capitalismo" ideologico "di maniera", presente anche nella gerarchia ecclesiastica e tra i parroci, purtroppo...
Di ben diverso tenore il magistero recente, e in particolare la Centesimus Annus di Giovanni Paolo II, che, mentre boccia totalmente il marxismo, vede invece nella "«economia d'impresa», o «economia di mercato», o semplicemente «economia libera»" la strada da percorrere per quei paesi "che cercano la via del vero progresso economico e civile" nel rispetto del "ruolo fondamentale e positivo dell'impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell'economia". Ovviamente a patto di inquadrare la libertà economica "in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale", onde evitare le degenerazioni del sistema capitalistico.
L'unico appunto che mi tocca fare è che oltretevere sembra non sappiano ancora cosa sia un permalink... ;-)
Moralità della recessione
di Ettore Gotti Tedeschi
Quando si scopre l'esistenza di un cancro ci sono 2 possibilità per evitare che le metastasi si propaghino a tutto l'organismo: o si pratica una terapia d'urto, oppure si interviene chirurgicamente per estirparlo.
Nel caso della Francia, l'Unione Europea ha già aspettato troppo. Il rischio che lo sciovinismo nazionalista dei galletti dia il colpo finale alla credibilità delle istituzioni europee - già delegittimate dalla scarsa democraticità e dallo stop alla costituzione europea - è alto.
Il Governo italiano deve picchiare i pugni sul tavolo ed esigere reciprocità (se non ci si intende nemmeno tra europei, hai voglia a pretenderla dai paesi arabi).
In quanto a certi "animali" (orwellianamente parlando) che si credono "più uguali degli altri", non dubitavo che avrebbero sfruttato meschinamente anche questa situazione in chiave elettorale, contribuendo ad infangare il proprio paese, alla faccia della coerenza e dell'interesse nazionale.
«Va da sé che molteplici di vario peso e differente derivazione storica sono le cause dei nostri mali, di un’Italia che talvolta pare non avere più fiato per andare avanti. Ma tra queste cause forse la più decisiva è di natura culturale e risiede, a mio avviso, nel fatto che l’Italia rimane un Paese sostanzialmente illiberale.»
Questa l'opinione di Dario Antiseri, sviluppata in un interessante articolo pubblicato dall'Istituto Acton.
Cito la conclusione:
«Qualche anno fa, Giuliano Amato, allora presidente dell’Antitrust, dichiarò che a Brindisi “l’apertura alla concorrenza ha fatto scendere da 100 a 10 i costi dei servizi di pulizia delle banchine dello scalo marittimo”. Viene da chiedersi: a Brindisi l’ente pubblico era davvero solidale con i cittadini contribuenti? E in questi casi sorge il legittimo sospetto che l’ente pubblico serva a nascondere interessi privati.
Diceva Albert Einstein che è più facile disintegrare l’atomo piuttosto che distruggere un pregiudizio. E il pregiudizio difficile da disintegrare è racchiuso nella nefasta equazione stando alla quale è buono solo ciò che è pubblico, è pubblico solo ciò che è statale, è statale tutto quanto può diventare preda di partiti, sempre pronti a destra, al centro e a sinistra a trasformare i cittadini in accattoni ricattabili che per mestiere fanno gli elettori.»
Ma da leggere anche le osservazioni sulla "grande tradizione di pensiero liberale" propria del mondo cattolico.
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville