Gino

venerdì, 16 maggio 2008

Qualcosa è cambiato - Reloaded

Ho rielaborato e ampliato il post di ieri per farne un editoriale pubblicato sul sito Samizdatonline:

Sono passati pochi giorni da quando si è insediato il nuovo governo, ma sono già tanti i commentatori impegnati a sottolineare quello che appare un evidente "cambio di registro" nella politica italiana.

In effetti, qualcosa è cambiato.
E non lo si nota solo dal fair play e dai toni equilibrati che contraddistinguono le relazioni tra la nuova maggioranza e il principale partito di opposizione.

Anche nei rapporti dei cattolici con la politica, ma in particolare con Silvio Berlusconi, c'è stata una evoluzione interessante.
Come osserva Gianfranco Brunelli, notista politico di "Il Regno", il leader del PdL sembra essere riuscito nell'impresa di "separare definitivamente la questione cattolica dalla questione democristiana". E questo grazie all'esclusione dell'Udc dalla coalizione di centro-destra e alla conseguente sconfitta elettorale subita dal partito di Pierferdinando Casini. Ora, infatti, "nessuno può più ridiscutere l'equilibrio interno al centrodestra in nome dell'identità cattolica e della legittimazione ecclesiastica. Berlusconi ha laicizzato da destra la politica italiana, chiudendo definitivamente la stagione democristiana".
La nuova situazione non sembra dispiacere alla gerarchia ecclesiastica, anche se l'esclusione di alcuni politici cattolici di primo piano dagli incarichi ministeriali ha fatto senz'altro inarcare qualche "sopracciglio porporato". Le preoccupazioni dei vescovi sono state però mitigate da alcune sagge scelte a livello di sottosegretari, oltre che dal discorso di presentazione alla Camere, nel quale Berlusconi si è impegnato a «promuovere la famiglia come nucleo di spinta dell'intera organizzazione sociale, [...] rimuovere le cause materiali dell'aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell'infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico», e ha sapientemente affiancato l'aggettivo "solidale" al tanto dibattuto "federalismo fiscale".

Se poi ricordiamo come, nel precedente governo, certi "autorevoli" rappresentanti del mondo cattolico furono sostenitori di leggi che tendevano ad equiparare la famiglia con qualsiasi "unione", e non mossero un dito per bloccare attacchi "zapateriani" di varia natura (utilizzo degli embrioni umani per esperimenti, linee guida che stravolgevano la legge 40, attacchi alla Chiesa e al Papa, ecc.), il paragone con il presente è molto, ma molto incoraggiante.

Infatti, l'On. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, ha già spiegato che è «arrivato il momento di fare il tagliando alla 194 e questi sono gli interventi più urgenti: applicare la parte disattesa, riguardante la prevenzione e dare delle linee guida per far sì che la normativa non sia più violata come accade in varie parti d'Italia».
E l'On. Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, ha sostenuto che le parole del Papa sono condivisibili, soprattutto «quando afferma che la 194 e' una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese. E credo che questo sia dovuto soprattutto ad una cattiva ed incompleta applicazione della norma».

Tutta un'altra musica insomma.
Dopo le dichiarazioni del sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, c'è quasi da stropicciarsi gli occhi:
«Il governo e la maggioranza hanno approvato la legge 40, confermata da un referendum. Quindi, la volontà di questa maggioranza è cambiare la circolare della Turco». Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi. Livia Turco, ex ministro della Salute, «non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento - sottolinea Giovanardi, a margine di un incontro del Forum delle Associazioni familiari - e confermata da un referendum popolare. Siamo in uno Stato di diritto, è il Parlamento che decide».

Confidiamo che le buone intenzioni si traducano presto in fatti concreti. In ogni caso, meglio non distrarsi...

Gino socio di SamizdatOnLine


lunedì, 05 maggio 2008

Il Corriere dell'ArciGay

La propaganda pro "famiglie gay" del Quotidiano delle Grandi Banche continua indefessa.
 
Notare come sparano una cifra a effetto (centomila "figli di gay" in Italia) che sembra indicare il numero di bambini cresciuti da coppie gay. Poi, leggendo bene, quei centomila risultano essere per la quasi totalità bambini con 1 genitore gay, nati in relazioni "normali" poi sfociate in divorzio. 
Ma ciò non offre alcuna indicazione su chi li cresca veramente.
Quelli che crescono fin dall'inizio con 2 "genitori" gay però, assicura il Corrierone, sono "molti, sempre di più"... la fonte?
Una ricerca condotta da ArciGay. Ah, beh! stiamo tranquilli allora!

Nessun cenno a pareri "non allineati", che pure non mancano... il codice di auto-regolamentazione politicamente corretto non lo consente.
 
Addirittura arrivano a dire che crescere con 2 gay è meglio... ma che si fuma sta gente? La moquette di casa?
O sono affetti da "normo-fobia"?

venerdì, 25 aprile 2008

Se Famiglia Cristiana sdogana la Lega...

Non pensavo che potesse succedere, ma anche tra i Paolini sembra si stia affermando un pizzico di realismo.
Ovvero: vuoi vedere che se tante persone (tra cui molti cattolici praticanti) votano Lega Nord, forse forse non si tratta semplicemente di un fenomeno di protesta o espressione di xenofobia?

Insomma, visto che qualche ragione valida ce l'hanno e per la "concretezza dimostrata nelle amministrazioni del Nord", i Paolini concedono ai leghisti l'ammissione agli esami di maturità, auspicando che archivino certe venature "anticristiane" piuttosto folkloristiche:

[...] Il Paese ha fame di governabilità e stabilità; ha bisogno di poche ma efficaci leggi, fatte applicare con rigore (oggi ne abbiamo quasi 100 mila, spesso inutili e da incubo!). Lo richiede la gravità della situazione economica, ma anche la "disperazione" delle famiglie ridotte alla fame, senza soldi per la spesa. Obiettivi raggiungibili grazie alla larga maggioranza in Parlamento, ma anche – ci auguriamo – al contributo maturo della Lega, uscita più forte dalle urne, che necessita di "disintossicarsi" dalle venature "anticristiane", anche perché tanti cattolici l’hanno votata! Da grande e "popolare" forza politica qual è, non può governare il Paese solo con slogan (tanto coloriti quanto inaccettabili), ma mettendo al servizio del Paese la concretezza dimostrata nelle amministrazioni del Nord.

Bossi ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali. Non è stato un voto di protesta. La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale. Cui si può ribattere: sì, purché "solidale"! L’Italia, infatti, può "rialzarsi" e "farcela" solo se progredisce tutta intera, dalle Alpi alla Sicilia. Gli esempi di "federalismo solidale" di Germania e Svizzera sono lì a dimostrarlo: non con la politica dell’obolo, ma con la solidarietà verso i più deboli, nell’interesse di tutti. [...]

Interessante notare anche come il bonus bebé non sia più considerato una irrilevante elemosina: 

"Infine, aspettiamo fiduciosi una vera politica per la famiglia. Dall’introduzione del "quoziente familiare" al "piano casa" (ogni giorno circa 200 famiglie vengono sfrattate dalle loro abitazioni); dal "bonus bebè" all’effettiva libertà di scelta educativa; dai nuovi asili nido all’aumento delle pensioni più basse; dal lavoro stabile per i giovani agli aiuti per i non autosufficienti. Così com’era nel programma. In campagna elettorale non ci siamo schierati, ma un "partito" l’abbiamo: la famiglia. Non faremo sconti a nessuno."

Forse si può cominciare a ragionare davvero...


scritto da: Faramir alle ore 23:29 | link | commenti (2)
categorie: famiglia, lega nord, famiglia cristiana
lunedì, 07 aprile 2008

Verso le elezioni politiche 2008

Mettiamo al centro FAMIGLIA, VITA UMANA, BIOETICA, EDUCAZIONE


Alla luce del confronto tra le principali coalizioni su leggi, proposte di legge, votazioni e progarammi, COSA CI POSSIAMO ASPETTARE NEI PROSSIMI 5 ANNI SE .. ?
A cura di
Nuove Onde

L'Associazione Nuove Onde ha presentato un'analisi dettagliata del comportamento (dal punto di vista legislativo) che i rappresentanti dei vari schieramenti politici hanno tenuto nei confronti dei valori non negoziabili: vita umana, famiglia e libertà di educazione.
Accanto a tale osservazione (che spazia dagli enti locali fino al Parlamento Europeo) l'associazione ha ritenuto importante riflettere sul sitema elettorale e sulle conseguenze effettive che il voto avrà rispetto a tali temi sensibili. Sono stati quindi proposti i possibili scenari su temi come il testamento biologico, le unioni di fatto e la revisione della legge 40.
Il tutto é stato affrontato da un punto di vista né partitico né confessionale ma, al contempo, realista e attento alla situazione politica italiana.
Per chi volesse prendere visione dell'analisi politica compiuta e sui futuri scenari legislativi in materia di valori non negoziabili é possibile scaricare tutto il materiale
QUI

SguardoLeale socio di SamizdatOnLine


scritto da: Faramir alle ore 14:39 | link | commenti (3)
categorie: politica, vita, famiglia, elezioni, bioetica, educazione, samizdatonline
lunedì, 18 febbraio 2008

Per un fisco giusto

Segnaliamo i principali eventi realizzati in giro per l'Italia per la petizione su fisco e famiglia.
L'accuratezza e la tempestività delle segnalazioni dipendono ovviamente da come e quando arrivano in redazione. Di conseguenza preghiamo i responsabili dei Forum regionali e provinciali ed i delegati delle associazioni che lavorano alla raccolta firme di inviarci con il massimo anticipo possibile la descrizione completa dell'evento.
Per qualunque segnalazione o richiesta
>>>

Brescia, 19 febbraio, ore 19
Organizzato dal locale Movimento cristiano lavoratori si terrà un incontro dibattito a cui intervengono Paola Soave, vicepresidente del Forum e Tina Leonzi, presidente Moica

Usmate, Aula Magna scuola media, 20 febbraio
incontro sulla petizione popolare per un fisco a misura di famiglia con Ernesto Mainardi, presidente del Forum della Lombardia promosso dal Sindacato delle famiglie.

Rivoltella del Garda, Teatro San Michele Arcangelo, 22 febbraio, ore 21
Incontro organizzato dal comune di Desenzano sul Garda e dalle parrocchie del vicariato del Lago bresciano si terrà un incontro con la partecipazione di Gianna Savaris, membro del direttivo del Forum nazionale, in cui sarà presentata la petizione per un fisco a misura di famiglia

Alessandria, palazzo del Comune, 22 febbraio ore 18,30
Organizzato dal Forum regionale del Piemonte e dal Comune di Alessandria si tiene un incontro su “Un fisco a misura di famiglia” a cui partecipa Paola Soave, vicepresidente nazionale Forum

Modena, Audiorium Itis Corni, 23 febbraio, ore 9
Il Forum regionale dell'Emilia Romagna, col patrocinio del ministero della Pubblica istruzione, della Regione, della Provincia e del Comune di Modena, organizza un momento di incontro e confronto tra istituzioni pubbliche e realtà associative sulle tematiche riguardanti la famiglia. Partecipano tra gli altri il ministro Fioroni, Ernesto Caffo, Dounia Ettaib, Carlo Casini, Alberto Bravo, Alberto Meluzzi, Adriana Querzè

Treviso, Casa Toniolo, 26 febbraio, ore 20,45
Assemblea promossa dal Centro aiuto vita di Treviso e dal costituendo Forum provinciale di presentazione della petizione su famiglia e fisco. Per l'occasione sarà presente il presidente dell'AFI, Roberto Bolzonaro.

Noicattaro, biblioteca comunale, 29 febbraio, ore 18
Il Movimento per la vita, il Forum regionale ed il Comune di Noicattaro organizzano un incontro a cui intervengono: Mario Saliva,presidente Federvita Puglia, Maria Laura Basso, vice presidente nazionale dei Giuristi Cattolici, Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum associazioni familiari

Chiavari, Auditorium S.Francesco, 1 marzo ore 10
Il Forum del Tigullio organizza il convegno "Un fisco a misura di famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”. Relatori Anna Maria Panfili, presidente del  Forum ligure; Aldo Borrelli, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Chiavari, Roberto Bolzonaro, presidente AFI,

Barletta, 1 marzo
organizzato da Comune di Barletta, Commissione diocesana famiglia e vita, Associazione nazionale famiglie numerose  si tiene un incontro su “Famiglia risorsa della società” a cui pendono parte Nicola Maffei, sindaco di Barletta, don Gino De Palma, Direttore Commissione diocesana famiglia e vita, Lodovica Carli, presidente Forum regionale della Puglia. Presentazione e raccolta firme sulla petizione

Giulianova lido, sala convegni del Kursal, 1 marzo, ore 15,30
Incontro dibattito a cui interverranno il Comune di Giulianova, il Forum delle Famiglie, l’Associazione Famiglie Numerose, il Comune di Sant’Egido (TE)

La Spezia, Sala multimediale di TeleLiguria Sud, 7 marzo, ore 17,30
Il Forum provinciale della Spezia organizza un incontro sulla petizione a cui parteciperanno Anna Panfili, presidente del Forum ligure e Pietro Boffi, responsabile Centro Documentazione del Cisf

Bari, Sala del Consiglio comunale, 7 marzo, ore 15,30
Il Forum della Puglia con il patrocinio del  Comune di Bari e in collaborazione con le Università di Bologna e di Bari organizza un seminario di studio su “Politiche familiari, sussidiarietà ed Enti locali”.
Intervengono Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum. L. Carli (presidente Forum regionale), S. Mazzei, assessore comunale alla Solidarietà Sociale, E. Gentile, assessore alla Solidarietà sociale Regione Puglia, M. Emiliano, sindaco di Bari, i prof. Pierpaolo Donati, Giovanna Rossi, Riccardo Grandini, A. Mongelli

scritto da: Faramir alle ore 12:52 | link | commenti (5)
categorie: famiglia, fisco
martedì, 27 novembre 2007

Per la famiglia 700 milioni... IN MENO!

Se questo è il modo in cui i cattolici dell'Unione (o Pd che dir si voglia) intendono il sostegno alle famiglie, allora meglio essere ignorati... al confronto l'assegno di 1000 euro per i nuovi nati (quello che la Bindi & C. definivano "propaganda strumentale"...) è tutto grasso che cola.

Qualcuno intravede addirittura degli intenti punitivi in questa finanziaria. Guai a disturbare il "manovratore"...

La senatrice Binetti dovrebbe andare a lezione da Dini.

scritto da: Faramir alle ore 18:14 | link | commenti (1)
categorie: politica, famiglia, economia
martedì, 06 novembre 2007

"Per questo Governo veniamo dopo i gay"

Ormai gli operatori del Terzo Settore non sembrano farsi più illusioni su questo Governo. Un evidente sintomo di disperazione è l'ultima copertina di Vita, il periodico del Non Profit online, che mostra un Prodi con la bocca significativamente sigillata in una smorfia e la domanda "Che ci dici?" sovrastata da dei puntini di sospensione...

Il riferimento è al furto con destrezza del 5 per mille che i cittadini italiani (grazie al governo Berlusconi che lo introdusse nel 2005) potevano decidere di dedicare ad iniziative di solidarietà o di ricerca scientifica.

E sul numero cartaceo di Vita del 2 Novembre si leggono le lamentele del Forum delle Famiglie, in un duro articolo dal significativo titolo: "Per questo Governo veniamo dopo i gay".

E' la prima volta da sette anni, infatti, che il Forum delle Famiglie viene escluso dalle parti sociali interpellate per stendere il Dpef e la legge finanziaria. Tra quelli consultati invece c'è l'Arcigay.
Perché i gay sì e le famiglie no?
Il messaggio (per quanto involontario possa essere) mi pare fin troppo chiaro.

Interessante anche la notizia che il sindacato Ugl ha aderito al Forum: a dimostrazione che le istanze delle famiglie non sono una "questione confessionale", cioé di minore importanza.

"... il principio non è quello dell'assistenza, ma della sussidiarietà. Siamo stanchi di uno Stato che si sostituisce alla famiglia, offre servizi [e per di più scadenti. Nota di Gino], la priva di risorse e poi la assiste quando è diventata povera: chiediamo che la famiglia sia lasciata nella condizione di poter adempiere alle sue funzioni."
(Paola Soave, vicepresidente del Forum delle Famiglie)

Un discorso simile dovrebbe essere sottroscritto da qualsiasi autentico liberale, ma temo che troppi avanzeranno obiezioni e distinguo, giusto per non dover ammettere che anche i cattolici possono avere ragione e riconoscere anche a loro il diritto di far sentire la propria opinione.

lunedì, 05 novembre 2007

Per un fisco family-friendly

Il popolo del Family day torna a far sentire la propria voce ed a reclamare l’attenzione della politica e delle Istituzioni sulla famiglia.
Parte infatti una grande mobilitazione nazionale con un duplice obiettivo: un fisco giusto per le famiglie e le politiche regionali per la famiglia.
La mobilitazione coinvolgerà nei prossimi mesi le cinquanta associazioni del Forum, i venti Forum regionali e le altre associazioni che lavorarono per l’evento del 12 maggio in piazza San Giovanni.

Alla petizione sul fisco è possibile aderire on line o, in alternativa, approfittare di una delle opportunità che saranno offerte localmente nei prossimi mesi dai Forum regionali e dalle associazioni che aderiscono alla mobilitazione.

Firmate e diffondete a tappeto, grazie!


scritto da: Faramir alle ore 17:57 | link | commenti (1)
categorie: politica, famiglia, fisco
lunedì, 17 settembre 2007

Un buon motivo per essere gay-friendly?

Il conto in banca.

[...] le indagini statistiche sembrano confermare lo stereotipo: la rendita annua media, pro capite, di un omosessuale spagnolo è calcolata in 22 mila euro. Quella di un eterosessuale, 19 mila. [...]

Secondo Jaume Urgell, presidente della prima Camera di Commercio Gay spagnola, a Barcellona (Xarxagay-El Espacio Profesional LGBT), con 500 soci, i risparmi della comunità sono spesso destinati alle azioni di Borsa, con una propensione al rischio superiore a quella di padri (o madri) di famiglia. Chi non ha figli né prevede di metterne al mondo, tende a risparmiare meno e cerca di godersi di più la vita: armatori e agenti di viaggio sanno, o dovrebbero sapere, che i gay vanno in crociera tre volte più della media [...]


Se poi ci aggiungiamo che i gay non hanno la sgradevole abitudine di portarsi dietro quei fastidiosi esserini urlanti che non ne vogliono sapere di stare composti a tavola, fanno i capricci, si mettono le dita nel naso e continuano a correre in mezzo ai tavoli o tra gli ombrelloni, sollevando nuvole di sabbia... non sorprende che molti operatori turistici (per non dire dei turisti) abbiano una certa "allergia" verso le famiglie, soprattutto se numerose.

Poi magari sono gli stessi che si scagliano contro gli aumenti dell'età minima per la pensione, causati in primo luogo dal basso tasso di natalità delle donne italiane...

Tra l'altro avere una famiglia è pure penalizzante in termini di carriera: non puoi trasferirti a 500 Km di distanza da un giorno all'altro, poi devi chiedere permessi per portare i bambini dal pediatra, accompagnarli alla lezione di violino o al corso di nuoto. Non parliamo delle facce che ti fanno certi superiori se osi comunicare che sei incinta o chiedere un paio di settimane di congedo parentale (che adesso possono farlo anche i padri)...

Epperò, sembra che una delle emergenze nazionali siano i "diritti civili" dei gay (già garantiti come per qualsiasi cittadino), mentre se le famiglie "vere" si fanno vedere in piazza, Costituzione italiana alla mano, per chiedere un minimo di considerazione - dato il fondamentale ruolo sociale che svolgono nell'interesse di tutti, anche di quelli che:
"ma questi sono matti, non vorrei mai essere al posto loro" - allora vengono subito classificati come "arroganti" e "poco caritatevoli" (sic!) o gente sciocca "manipolata dalle destre e dalla Chiesa", che avrebbe addirittura "indebolito la democrazia italiana" (boom!)... la terza carica dello Stato arriva a blaterare di "una manifestazione fuorviante" perché "la gente è davvero un'altra cosa", salvo poi lisciare il pelo agli esibizionismi più volgari...

Che dire di fronte a certe "cime" di intelligenza? Continuiamo a farci del male!

scritto da: Faramir alle ore 20:18 | link | commenti (4)
categorie: famiglia, propaganda gay
venerdì, 14 settembre 2007

Sposarsi e fare figli allunga la vita

Uno studio condotto in Francia dall’Istituto nazionale francese di statistica (l’equivalente del nostro Istat) rivela che farsi una famiglia è un ottimo sistema per vivere più a lungo:

[...] le statistiche sembrano confermare in pieno quanto il buon senso ha da sempre suggerito: le madri e i padri presentano una condotta più prudente ed avveduta. In età avanzata, poi, il calore e il sostegno della presenza filiale è fondamentale per restare vitali e in forma.

Ricordatevene la prossima volta che sentite dire a qualcuno "prima di sposarmi voglio godermi un po' la vita" (manco il matrimonio fosse una condanna alla galera) e rispondete: "se vuoi goderti la vita, meglio se ti sposi prima!".

scritto da: Faramir alle ore 17:59 | link | commenti
categorie: famiglia

Governo sordo... le famiglie si mobilitano

Visto che il governo non mantiene le promesse (il mitico "tesoretto" ha preso altre strade...) e non si preoccupa nemmeno di convocare i rappresentanti delle famiglie per sentire il loro parere in vista della discussione sulla prossima legge finanziaria, il Forum delle famiglie sta studiando una mobilitazione in varie forme per sostenere le richieste del family day.
Se necessario si tornerà tutti, gioiosamente, in piazza...

[...] «Avviaremo una mobilitazione di qui alla Finanziaria, con primo obiettivo quello di farci ascoltare – dice ancora Paola Soave –. Una mobilitazione in più forme: con incontri a livello locale, azioni di pressione, forse una raccolta di firme sul tema del trattamento fiscale iniquo per la famiglia. Senza escludere altre manifestazioni in piazza, perché le famiglie sono ben decise a far sentire le loro ragioni». Così da dare la sveglia a un governo che sembra rimanere sordo alle richieste delle famiglie. «Capisco le difficoltà del governare. Evidentemente l’esecutivo è preso da altri problemi: le difficoltà interne alla maggioranza, la pressione di lobby e partiti – conclude la vicepresidente del Forum –. Ma le famiglie sono il popolo italiano e un governo non può non ascoltare il popolo».


scritto da: Faramir alle ore 17:51 | link | commenti
categorie: politica, famiglia
lunedì, 18 giugno 2007

Lo smemorato di Scandiano

"Piccolo promemoria per il presidente del Consiglio. Sabato 26 maggio, chiudendo la Conferenza nazionale della famiglia, Romano Prodi promise solennemente: «I due terzi del "tesoretto" saranno destinati ad alleviare le situazioni di indigenti, anziani e famiglie numerose». Sono passate appena tre settimane e di quell’impegno rimane – temiamo – poco. Dalle prese di posizione del governo la parola "famiglia" è completamente sparita, per le famiglie numerose nulla è previsto nella divisione dell’extragettito e anche quanto a lotta all’indigenza, di tutto si parla tranne che di agire sul reddito dei nuclei familiari più bisognosi.
[...]
Ma ciò che qui preme sottolineare è soprattutto l’ottica ristretta di quanti nell’esecutivo e più ancora nella maggioranza continuano a ragionare secondo paradigmi "teorici": i lavoratori dipendenti, i pensionati, i giovani precari, senza mai far entrare nelle analisi né le dinamiche relazionali, né le grandi differenze territoriali, né soprattutto la vera urgenza rappresentata dalla questione demografica.
Eppure era stato lo stesso presidente del Consiglio, sempre quel sabato 26 maggio a Firenze, a sostenere che «oggi la famiglia coincide con l’interesse nazionale». Noi ne siamo profondamente convinti. E non è troppo tardi per ricordarsene con atti concreti."

(Francesco Riccardi, Avvenire)

E il famoso dodecalogo prodiano di Caserta che fine ha fatto?
Ormai questo governo è specializzato in vertici interlocutori, e promesse non mantenute, per prendere tempo sperando che nell'attesa succeda qualche miracolo...

scritto da: Faramir alle ore 18:24 | link | commenti (1)
categorie: famiglia, prodi
giovedì, 31 maggio 2007

Pezzotta: il Pd? Non c'è posto per noi cattolici

Parola di Savino Pezzotta. Uno che non si può certo classificare come "berlusconiano" o "teocon".

Meditate amici, meditate...

«Guardo con preoccupazione alla fine, nel Partito democratico, della cultura del cattolicesimo democratico di matrice sturziana e degasperiana. Non per tirare in ballo Gramsci, ma l'esigenza che in Italia ci sia una presenza organizzata dei cattolici in politica esiste eccome. Lo dico così, senza volermi contrapporre a nessuno. Come si esprimerà non lo so ancora. Ma di certo è una necessità che si avverte fra la gente. E mi pare proprio che il Partito democratico, per come si sta costituendo, non dia una risposta».
Perché dice che il ministro della Famiglia, a Firenze, «ci ha provato»?
«Abbia pazienza: Prodi ha detto una cosa, Padoa- Schioppa un'altra, Visco un'altra ancora, alcuni ministri manco c'erano. Problema: che farà il governo domani? Spero che Rosy riesca a metterli d'accordo...».


[L'ottimismo è il sale della vita diceva il poeta...]

Qualcosa che ha apprezzato di Firenze?
«La proposta del ministro Bindi di creare un tavolo bipartisan per garantire continuità alle politiche familiari. È un'idea di sostanza, un metodo che dovrebbe coinvolgere anche le associazioni familiari e andrebbe allargato alle questioni eticamente sensibili. La vita non può essere un compito del governo, il parlamentare deve poter riconquistare la sua libertà. Questo è stato l'errore sui Dico. E per questo ho trovato sorprendenti gli interventi di Pollastrini e Amato».
Sorprendenti?
«Sui Dico o il testamento biologico la loro intransigenza è inconcepibile. Un po' di prudenza, andiamo: perché affermare cose che turbano la nostra coscienza? Significa non aver capito niente di quanto è successo al Family Day. Non vedere che c'è un popolo che ha detto: fate altre cose. Piero Fassino e, ogni tanto, Rosy Bindi lo hanno compreso».
C'è chi dice: con i principi «non negoziabili» addio democrazia.
«E perché? Per un laico democratico la libertà o la giustizia sono forse principi negoziabili? Se uno mette in discussione i miei principi mi oppongo e poi si vede, no? No: non si vuole che parliamo! E poi faccio una battaglia laica, mica chiedo di sposarsi in Chiesa».
Già, ma a chi nel centrosinistra cerca un dialogo come risponde?
«C'è chi ha scelto di convivere? Per carità. Non li obbligo ad andare in Comune né in Chiesa. E so che hanno dei bisogni da risolvere sul piano della loro scelta individuale: attraverso il diritto comune, il codice civile. Tutto qui. Ma la questione di fondo è un'altra».
Quale?
«La visione antropologica. C'è chi ritiene non si debba destrutturare la società ma mantenere come punto costitutivo la famiglia e chi invece ha un'idea di società individualista e libertaria. Due visioni del mondo difficilmente conciliabili».
Eppure conciliare quelle visioni sarebbe l'ambizione del Partito democratico, no?
«Io non so se ce la fanno. Ho già detto che non entrerò nel Pd e sto a vedere che succede. Mi siedo sulla riva del fiume. Per carità, i miei amici popolari possono rischiare...».
E ai «teodem» che direbbe?
«Li invito ad assumere la virtù della prudenza. È meglio prendersi un po' di tempo in più e fare le cose per bene».


[Intanto Prodi vuole accelerare...]

Ma non sta andando troppo per le lunghe?
«Mah, io avrei pensato al Pd come a un "partito area", un contenitore nel quale le diverse tradizioni politiche avessero potuto mantenere la loro identità e autonomia. Forme organizzate che si associano. Un luogo che garantisse alla mia cultura di vivere. Ma non è avvenuto».
Quindi?
«Mi batto per i miei valori, per una cultura che in Italia deve mantenere la capacità di esistere. Perché devo annullarmi, scomparire?».


[Già, perché? Di certo ci sono tanti a sinistra che vorrebbero far scomparire chi si pone certe domande...]

Parlava del «popolo» del Family Day...
«Sono sommerso da e-mail che ci incitano ad andare avanti».
E ora?
«Non è che ce ne torniamo a casa. Ci sono altre questioni eticamente sensibili: il testamento biologico, per dire. Questa è la svolta del Family Day: il mondo cattolico non è più solo un serbatoio di voti, ma una soggettività che può mettere in campo i propri valori».


[E a tanti questo procura una certa irritazione... "vabbé il pluralismo, il dialogo, ma questi cattolici cosa pretendono, che gli diamo pure retta?"]

scritto da: Faramir alle ore 17:48 | link | commenti
categorie: politica, famiglia, sinistra

Sbalorditiva sortita

Per giustificare la sua inopinata adesione al "Gay pride", il presidente della Camera non ha trovato di meglio che spiegarla come una «responsabile» scelta «etico-morale» e di porla addirittura in antitesi con il "Family day" incredibilmente liquidato, invece, come una «questione interna alla politica». Si potrebbe essere persino tentati di sorvolare sulla nuova desolante caduta di stile istituzionale della terza carica dello Stato, ma non si può far finta di nulla di fronte a una sortita di così rara faziosità. È sbalorditivo che l'ex leader di Rifondazione comunista, non pago di aver già sussiegosamente snobbato e definito «fuorviante» la grande festa della famiglia di piazza San Giovanni, s'impegni ulteriormente per capovolgere la realtà dei fatti e, per sovrappiù, pretenda di distribuire e ritirare patenti di moralità. Stare dalla parte della gente comune e battersi davvero per i diritti di chiunque significa prima di tutto non distorcere le voci che si levano, limpide e condivise, dalla società civile e non oltraggiarle. È il minimo dovuto, a maggior ragione dal presidente della Camera.
[Avvenire, 31 Maggio 2007]

Personalmente, la scelta di Bertinotti non mi sorprende affatto. E' coerente con la sua storia e con l'ideologia che permea la sinistra.
Anzi, dobbiamo ringraziarlo per averci chiarito ancora una volta, per i più distratti, come la pensano sulla questione antropologica. Grazie! E andiamo avanti.

scritto da: Faramir alle ore 17:26 | link | commenti
categorie: famiglia, bertinotti, propaganda gay

Incredibile Bertinotti... o forse coerente, a modo suo

"Troviamo semplicemente incredibile che il presidente della Camera, Bertinotti, abbia dato la propria adesione al Gay pride". È quanto scrive il Forum delle Associazioni Familiari, che ha detto di trovare "ancora più incredibile che per giustificare la propria scelta abbia fatto appello alle responsabilità etico-morali di ognuno di noi. Nessuna di quelle responsabilità aveva invece sentito su di sè Bertinotti in occasione del recente Family day". "Per il presidente della Camera - è detto in una nota - quella grande manifestazione popolare era solo una 'questione interna alla politica, alle scelte politiche di questa o di quella componente'. Ed è proprio la miopia di certi uomini politici a stupirci ed a lasciarci increduli: ostentare la propria omosessualità, peraltro non ostacolata da nessuno, è diventata questione di responsabilità etico-morale, mentre reclamare, nel pieno rispetto di tutti, un'attenzione della società per la famiglia che della società è il fondamento, viene ridotta ad una semplice bega di partito".
"È questa miopia che rende sempre più profondo il solco che divide la politica dalla società civile. Perchè la folla di piazza San Giovanni deve aver reso evidente anche ad un miope da che parte sta la società reale e da che parte stanno invece le ristrette avanguardie che tanto piacciono a Bertinotti", ha concluso il Forum.
[Fonte]

scritto da: Faramir alle ore 17:18 | link | commenti
categorie: famiglia, bertinotti, propaganda gay

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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Appunti di un cattolico liberale.

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