Gino

sabato, 16 agosto 2008

Botti paolini di Ferragosto

Da Famiglia Cristiana uno non se lo aspetterebbe.
La rivista dei Paolini, sempre prontissimi a criticare le dichiarazioni sopra le righe che Umberto Bossi tradizionalmente lancia in periodo estivo, sembrano aver imboccato anche loro la strada del "chi
la spara più grossa".

Forse ha ragione Franco Garelli a dire che FC cerca di riempire un vuoto lasciato dai cattolici impegnati in politica. Ma questo (contrariamente a quanto pensa Garelli) vale soprattutto per il versante del centrosinistra/Pd.
E anche affermare che "la rivista non sembra tirare in una sola direzione e applica lo stesso metro alle varie forze politiche e ai diversi governi" mi pare azzardato.
Sempre pronto a cambiare idea se qualcuno riesce a dimostrarmi che al centrodestra e a Berlusconi in passato è stato applicato
questo "metro" molto generoso...

Edmondo Berselli sembra pensarla come il sottoscritto:

[...] Difficile immaginare una presa di distanza più radicale. Non si ricordano interventi equilibratori di questo tenore allorché il settimanale dei Paolini aveva criticato aspramente Romano Prodi e il suo governo, e più tardi il "pasticcio in salsa pannelliana" del Pd. [...]

Poi, naturalmente, scrivendo su Repubblica, Berselli deve ipotizzare il solito "patto di potere fra la destra trionfante di questa stagione e il realismo politico delle gerarchie vaticane".
Ma è che se ai lettori di Repubblica non si lasciano intravedere un paio di complotti clerico-fascisti entro l'ora di pranzo, quelli rischiano di perdere l'appetito, ammalarsi e deperire, lo sapete... poi piazzare la frase "patto di potere" vicino a "gerarchie vaticane" fa sempre tanto Dan Brown...

D'altra parte potrebbe avere ragione Davide Rondoni a sostenere che "Se gridano, è per dire che ci sono anche loro. Altrimenti nessuno li sente".

Di sicuro "il fascismo non c'entra", per usare le parole di Luca Ricolfi:

[...] Il fascismo non c’entra per nulla, ed è un peccato che a sinistra siano pochi a riconoscerlo francamente e senza mezzi termini (fra questi un vecchio e glorioso dirigente comunista come Pietro Ingrao). Quel che c’entra, semmai, è la lenta ma solida crescita, in Italia, di una domanda di autorità che - come ha scritto qualche giorno fa Baget Bozzo su questo giornale - contagia anche il popolo di sinistra e quindi consegna permanentemente i voti e l'egemonia alla destra. Ma autorità significa, nel lessico infantile della sinistra, autoritarismo. E autoritarismo uguale fascismo. Così la frittata è fatta, e il cerchio si chiude definitivamente. La nostra disinvoltura nel dare i nomi alle cose ci impedisce di capire quel che davvero succede. E, non facendoci capire, ci rende impotenti a influire sul corso delle cose.

Insomma i Paolini sembrano rinfacciare a Berlusconi quello che Prodi non è stato capace di fare: riportare ordine e senso della legalità in un Paese reso quasi ingovernabile da "un lungo trend di lassismo e superficialità", figlio anche della cultura sessantottina ("vietato vietare") tanto amata a sinistra.
Non sorprende che
dal Vaticano si siano precipitati a prendere la distanza da queste "bordate" polemiche e che anche Avvenire abbia in pratica ignorato la querelle, limitandosi a un trafiletto di circa venti righe, mentre:

[...] nel giorno della «scomunica» ufficiale della rivista dei Paolini, l'Osservatore Romano decide di rendere omaggio a Tex Willer, eroe del western made in Italy. Due intere pagine dedicate ai sessant'anni del personaggio: il «giustiziere americano dalle idee chiare, capace di distinguere, "senza se e senza ma, il buono dal cattivo». Come a dire, a buon intenditor...
«Qui - spiegano da ambienti vaticani - è noto come questo settimanale lavori: in un certo senso sono fuori dalla realtà. Affrontano sì i grandi temi (famiglia, la droga, i giovani ecc), ma utilizzando vecchi schemi. Il riferimento al fascismo è uno di questi ». [...]

Sì, sembrano proprio che vivano in un mondo a parte.
Certo che strumentalizzare la tragedia dell'Olocausto ebraico per un meschino attacco politico è decisamente squallido. Per non dire del grottesco tentativo di associare la situazione italiana attuale alla foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia a mani alzate davanti ai nazisti delle famigerate Ss. Lo faceva notare egregiamente
Giorgio Israel già un mese fa:

[...] la manifestazione più indecente è il parallelismo con le stelle gialle e con la persecuzione degli ebrei, e l’abuso banalizzante di termini come “lager” che ha raggiunto livelli insopportabili se persino un prefetto si abbandona a questa moda; la quale è offensiva per chi ha avuto mezza famiglia sterminata e che si sarebbe salvata se fosse stata oggetto di un censimento Maroni anziché di quello della Gestapo. Non capisco quegli ebrei e quei cattolici che si accodano alla propaganda strumentale di circoli politici ridotti alla mendicità mentale. Sbaglia, e di grosso, chi dà credito ai deliri dell’editorialista che blatera di «esclusione e criminalizzazione di una parte della popolazione, giudicata diversa e sospettabile fin dall’infanzia perché appartenente ad altre etnie o razze»; e non si rende conto che il vero razzismo è quello di chi preferisce che questa “parte di popolazione” viva nel ghetto – sì, qui il termine è appropriato – di un’illegalità cui li condanna un’idea fasulla della tolleranza. Una tolleranza che è, appunto, soltanto il razzismo di chi se ne infischia delle condizioni altrui pur di non perdere il privilegio di compatire. [...]

Concludo citando Giovanni Reale:

[...] filosofo e studioso universalmente noto di Platone, liquida la querelle sul fascismo con termini anche più crudi: «È una vicenda ridicola». E non arretra nemmeno sulla disputa relativa ai bambini rom: «Io li conosco bene. Hanno provato o portarmi via il portafoglio davanti al Castello di Milano e nello stesso punto ci hanno provato anche con Roberto Radice, il mio successore sulla cattedra di storia della filosofia antica alla Cattolica e sempre lì ci sono riusciti con il mio traduttore americano, John Catan. Dov’era Famiglia Cristiana quando accadevano decine di episodi come questo? Ci vuole concretezza, ci vuole Platone ma anche un po’ di Machiavelli. Soprattutto, non si può applicare in modo schematico o buonista il messaggio di Cristo alle cose di quaggiù: c’è il rischio, forte, fortissimo, di rimpicciolirlo. È l’ideologizzazione della fede».


scritto da: Faramir alle ore 10:05 | link | commenti
categorie: politica, famiglia cristiana
lunedì, 30 giugno 2008

Proposta indecente?

Secondo Famiglia Cristiana sarebbe indecente la proposta di identificare (non "schedare" come scrivono i soliti "scrivani" omologati alla propaganda sinistra) tutti coloro che vivono nei campi nomadi, compresi i minori, per evitare che restino nell'anonimato e nella illegalità.

Secondo il mio modestissimo parere, invece, la vera indecenza è rappresentata da questi fatti.

La polizia di Verona ha arrestato oggi otto rom croati accusati di aver organizzato furti nel Nord Italia attraverso lo sfruttamento di bambini, in un'operazione che secondo il ministro dell'Interno dimostra come il progettato censimento nei campi nomadi sia "ineludibile".

I fermi a carico di sette adulti e un minorenne imputabile ipotizzano i reati di "associazione a delinquere finalizzata a commettere furti aggravati in abitazione con l'induzione dei minori a perpetrarli, maltrattamenti in famiglia ed abbandono di minori", spiega una nota della polizia.

Con i medesimi capi di imputazione, altri tre minori imputabili sono stati indagati in stato di libertà.

Gli arrestati -- appartenenti ad una famiglia di rom croati -- avrebbero utilizzato i bambini, sfruttando il loro status di minori non imputabili, per compiere furti in una serie di appartamenti in diverse regioni del nord Italia.

I piccoli sarebbero stati costretti a rubare attraverso minacce e vessazioni, riferisce la nota, che parla anche di "ritorsioni di tipo sessuale".

Se venivano arrestati, i minori venivano abbandonati al loro destino, di solito in comunità di reinserimento da cui fuggivano dopo poco tempo. [...]

E non bisogna essere dei geni per capire che la prima cosa da fare, se si vuole che i figli dei nomadi vadano a scuola e smettano di essere sfruttati come accattoni o ladruncoli, è proprio dare loro una identità sicura e impossibile da cancellare.

Sono sicuro che anche i paolini di Famiglia Cristiana ci possono arrivare... pregiudizi anti-berlusconiani e moralismo ipocrita permettendo.
A meno di prendersela anche con quei "leghisti" dei magistrati di cassazione.

Comunque, io sono d'accordissimo nell'estendere la misura a tutti i minori italiani: sarebbe un'eccellente prevenzione contro le sparizioni di bambini (lo sapete che in Italia, ogni anno spariscono nel nulla centinaia di minorenni?).
Iniziamo pure dai miei figli. Sono sicuro che si divertiranno un mondo a impiastricciarsi le mani
con l'inchiostro.
Prima di fare commenti polemici (o semplicemente idioti) rispondete a questa domanda: se un giorno TUO figlio scomparisse senza lasciare tracce, cosa faresti?


scritto da: Faramir alle ore 23:43 | link | commenti (11)
categorie: bambini, sicurezza, nomadi, famiglia cristiana
venerdì, 25 aprile 2008

Se Famiglia Cristiana sdogana la Lega...

Non pensavo che potesse succedere, ma anche tra i Paolini sembra si stia affermando un pizzico di realismo.
Ovvero: vuoi vedere che se tante persone (tra cui molti cattolici praticanti) votano Lega Nord, forse forse non si tratta semplicemente di un fenomeno di protesta o espressione di xenofobia?

Insomma, visto che qualche ragione valida ce l'hanno e per la "concretezza dimostrata nelle amministrazioni del Nord", i Paolini concedono ai leghisti l'ammissione agli esami di maturità, auspicando che archivino certe venature "anticristiane" piuttosto folkloristiche:

[...] Il Paese ha fame di governabilità e stabilità; ha bisogno di poche ma efficaci leggi, fatte applicare con rigore (oggi ne abbiamo quasi 100 mila, spesso inutili e da incubo!). Lo richiede la gravità della situazione economica, ma anche la "disperazione" delle famiglie ridotte alla fame, senza soldi per la spesa. Obiettivi raggiungibili grazie alla larga maggioranza in Parlamento, ma anche – ci auguriamo – al contributo maturo della Lega, uscita più forte dalle urne, che necessita di "disintossicarsi" dalle venature "anticristiane", anche perché tanti cattolici l’hanno votata! Da grande e "popolare" forza politica qual è, non può governare il Paese solo con slogan (tanto coloriti quanto inaccettabili), ma mettendo al servizio del Paese la concretezza dimostrata nelle amministrazioni del Nord.

Bossi ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali. Non è stato un voto di protesta. La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale. Cui si può ribattere: sì, purché "solidale"! L’Italia, infatti, può "rialzarsi" e "farcela" solo se progredisce tutta intera, dalle Alpi alla Sicilia. Gli esempi di "federalismo solidale" di Germania e Svizzera sono lì a dimostrarlo: non con la politica dell’obolo, ma con la solidarietà verso i più deboli, nell’interesse di tutti. [...]

Interessante notare anche come il bonus bebé non sia più considerato una irrilevante elemosina: 

"Infine, aspettiamo fiduciosi una vera politica per la famiglia. Dall’introduzione del "quoziente familiare" al "piano casa" (ogni giorno circa 200 famiglie vengono sfrattate dalle loro abitazioni); dal "bonus bebè" all’effettiva libertà di scelta educativa; dai nuovi asili nido all’aumento delle pensioni più basse; dal lavoro stabile per i giovani agli aiuti per i non autosufficienti. Così com’era nel programma. In campagna elettorale non ci siamo schierati, ma un "partito" l’abbiamo: la famiglia. Non faremo sconti a nessuno."

Forse si può cominciare a ragionare davvero...


scritto da: Faramir alle ore 23:29 | link | commenti (2)
categorie: famiglia, lega nord, famiglia cristiana
martedì, 26 febbraio 2008

Là dove non poté Silvio, riuscì Famiglia Cristiana

Non rischio smentite affermando che, fino ad ora, la comunicazione politica di Silvio Berlusconi e del suo PdL è stata carente.

D'accordo, il PdL è nato in corsa e c'è stato poco tempo per elaborare una strategia.
Però non si possono commettere in piena campagna elettorale ingenuità come quelle viste negli ultimi giorni.
Esempio: Veltroni annuncia un programma elettorale che in molti punti ricalca quello del PdL e Bonaiuti che fa?
Salta su a dire "ci copiano!", come un bambino delle elementari!
Sbagliatissimo usare il tono vittimistico in un frangente del genere. Fa assumere un atteggiamento difensivo, che denota insicurezza.
Molto meglio sarebbe stato puntare sull'ironia: "Vista la straordinaria coincidenza di vedute, faremo avere a Uolter la tessera numero 2 del PdL, subito dopo quella di Berlusconi...", sarebbe stata una dichiarazione adatta.

Anche le dichiarazioni di Berlusconi a Matrix di venerdì scorso in merito alla possibilità di "larghe intese" nel caso di un eventuale pareggio alle elezioni sono state un evidente errore, subito sfruttato da Veltroni (qui si vede la scuola marxista-comunista) per far passare l'idea che il PdL non crede più nella vittoria.
E via con i sondaggi tendenziosi che dicono di un "miracoloso" recupero del Pd...
Così Berlusconi deve ribadire l'ovvio ("Noi corriamo per vincere"), dando l'impressione di rincorrere.

Che ingenuità!
Si vede che il Cav. non ha ancora preso le misure del suo avversario, molto abile a sfruttare le debolezze altrui.

Insomma, può apparire buffo, ma quello il colpo che non è riuscito a Berlusconi (per ora), ovvero mettere alle corde Veltroni, lo ha messo a segno inaspettatamente un settimanale cattolico come Famiglia Cristiana, da sempre filo-Prodiano-ulivista (e negli ultimi mesi spesso molto benevolo con Uolter e il suo progetto di Pd), che arriva a parlare del Pd come di un "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana".
Tanto che Uolter è costretto sulla difensiva, e
in maniera piuttosto goffa - la stizza affiora tra l'usuale buonismo ecumenico di facciata... - arriva ad accusare Famiglia Cristiana di non essere stata abbastanza critica verso Berlusconi in passato!
Chiunque infatti abbia appena un po' di confidenza con la linea editoriale di Famiglia Cristiana può testimoniare che questa è la cosa più vicina a una barzelletta che si sia mai sentita dire a Veltroni... Ma la cosa più buffa è che Uolter ha detto una cavolata:

VELTRONI: FAMIGLIA CRISTIANA NON CRITICÒ ACCORDO PANNELLA-FI
"Perchè nel 2001 non è stato detto nulla quando Pannella si candidò con Berlusconi?". A chiederlo è il segretario del Pd, intervistato a Radio Anch'io sulle critiche arrivate da Famiglia Cristiana all'accordo siglato tra Pd e Radicali. [...]

Infatti, nel 2001 il Partito Radicale era rimasto fuori sia dal centrodestra che dal centrosinistra.
E anche nel 1994, quando una manciata di radicali venne eletta nelle fila del Polo delle Libertà, Pannella non si candidò con Berlusconi, limitandosi ad un collegamento con il Polo della sua "Lista Pannella-Riformatori", che però ebbe un risultato deludente, non sufficiente a farlo eleggere. Pannella lasciò quindi il Parlamento dopo quasi 20 anni.
Strano che Veltroni si confonda così... saranno tutte quelle curve in autobus?

A proposito del sondaggio commissionato da Famiglia Cristiana ("i cattolici al voto"), è vero che alla domanda:
"Le leggerò ora i nomi di alcuni leader politici, quale vorrebbe come Presidente del Consiglio?"
si registra una maggioranza di preferenze per Veltroni... ma la percentuale a suo favore è del 24%, cioé solo un quarto scarso degli intervistati, e Berlusconi non è molto lontano con il 18%. E sommando l'11% dato a Fini e il 5% a Casini, si vede che Veltroni nei pensieri dei cattolici è decisamente in minoranza rispetto sia al PdL che al vecchio centrodestra. Inoltre un 24% risponde "Nessuno di questi" e un 14% "Non sa/Non risponde".
Insomma, i sondaggi bisogna spiegarli bene e comunque vanno presi con le pinze.

Ma quello fissato con il "marketing da sondaggi" non era Berlusconi?


venerdì, 17 agosto 2007

La «buona stampa»

Qualche giorno fa non ho resistito oltre e ho scritto una letterina al direttore di Famiglia Cristiana. Spero non l'abbia presa male. D'altra parte se provocano... ;-)

Ve la trascrivo qui sotto.

Egr. Direttore, circa un anno fa, ad alcune mie critiche, Lei rispose via email: "non abbiamo nessun governo da difendere".
Pensavo a questa frase nelle ultime settimane, vedendo pubblicati nell'ordine:
- 8 Luglio: un "sermone" di padre Walter Veltroni, con la sua ricettina per "unire l'Italia sui valori di fondo e sul bene comune", salvo - in fondo - ribadire che questi pseudo-matrimoni omosessuali, in un modo o nell'altro li dovremo mandar giù, anche se travestiti da "giusto riconoscimento dei diritti delle persone che convivono"; detto sermone fa il paio con quello del 27 Maggio sul viaggio in Africa in compagnia di 150 studenti romani (gli elettori meglio allevarseli fin da piccoli...);
- sullo stesso numero una letterina di Romano Prodi che spiegava quanto è bravo il suo governo nel rispettare gli impegni internazionali e quanto era cattivo il governo precendente che aveva fatto la guerra in Iraq (bugia);
- 15 Luglio: difesa della controriforma giudiziaria da un personaggio "super partes", tale Nicola Mancino...
- 22 Luglio: intervista a Enrico Micheli, sottosegretario alla presidenza del consiglio, che ci spiega quanto è bravo e simpatico Romano Prodi e come sia il "politico italiano più stimato nel mondo".
Onestamente, leggendo qualche rassegna stampa estera si ricava un'impressione diversa. Basti questa citazione dal quotidiano francese Liberation del 27 Settembre 2003:
"Per la stampa europea e anche mondiale, la questione è chiara da tempo: Romano Prodi è il peggior presidente che la Commissione abbia mai avuto. Sotto il suo regno, l'esecutivo europeo ha perso la sua autorità sia morale che politica. [...] Un solo paese ignora tutto di questa triste realtà: l'Italia. Questo è dovuto al fatto che la maggioranza della stampa è ostile al governo Berlusconi e vede in Romano Prodi un uomo che ha grandi possibilità di batterlo."
E anche in Italia la fama di Prodi come leader non è eccelsa, se ad Aprile del 2006 il noto politologo Giovanni Sartori (non certo un berlusconiano) disse: "l'arte di governare di Prodi non è mai stata eccelsa. L'uomo è rigidissimo e cocciuto";
- 5 Agosto: intervista "in ginocchio" alla stesso Romano Prodi, per risollevare le quotazioni del governo ai minimi storici anche tra i cattolici, dalla quale scopriamo che siamo "un Paese in ripresa sostenuta". Sostenuta? Ma se siamo il fanalino di coda nella già non esaltante Europa, che appena rallenta la Germania siamo fritti? Tralasciamo i "consigli per le omelie" e il fatto che Prodi si attribuisce il merito per la realizzazione del Mose a protezione della laguna di Venezia, la cui prima pietra fu posta nel maggio 2003, grazie alla determinazione del governo Berlusconi e nonostante l'opposizione di buona parte della sinistra. Fantastico il finale nel quale Prodi afferma che quanto "promesso a Firenze alla Conferenza sulla famiglia sarà realizzato già a partire da questa Finanziaria". Peccato che a Firenze Prodi avesse promesso di stanziare i due terzi del "tesoretto" in politiche per la famiglia (vedi anche intervista a Rosy Bindi su FC del 27 Maggio), ma poi abbia preferito dare un contentino ai sindacati, per non perdere la poltrona prima delle ferie. Ma per questo dettaglio si vede che non c'era spazio in pagina...
- 12 Agosto: dulcis in fundo, una intervista a Maria Pia Garavaglia, che ci dice quanto è bravo quel "galantuomo" di Walter... ovviamente Veltroni. Il fatto che la Garavaglia sia la Vice di Veltroni al comune di Roma non è assolutamente da intendere come "conflitto di interessi", of course.
Eccellente. E meno male che non avete nessun governo da difendere. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma - visto che tanto non pubblicherete la presente, come le precedenti - non l'annoio oltre e la saluto fraternamente in Cristo.


scritto da: Faramir alle ore 01:57 | link | commenti
categorie: prodi, famiglia cristiana, uolter veltroni

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
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(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


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