Gino

venerdì, 16 maggio 2008

Qualcosa è cambiato - Reloaded

Ho rielaborato e ampliato il post di ieri per farne un editoriale pubblicato sul sito Samizdatonline:

Sono passati pochi giorni da quando si è insediato il nuovo governo, ma sono già tanti i commentatori impegnati a sottolineare quello che appare un evidente "cambio di registro" nella politica italiana.

In effetti, qualcosa è cambiato.
E non lo si nota solo dal fair play e dai toni equilibrati che contraddistinguono le relazioni tra la nuova maggioranza e il principale partito di opposizione.

Anche nei rapporti dei cattolici con la politica, ma in particolare con Silvio Berlusconi, c'è stata una evoluzione interessante.
Come osserva Gianfranco Brunelli, notista politico di "Il Regno", il leader del PdL sembra essere riuscito nell'impresa di "separare definitivamente la questione cattolica dalla questione democristiana". E questo grazie all'esclusione dell'Udc dalla coalizione di centro-destra e alla conseguente sconfitta elettorale subita dal partito di Pierferdinando Casini. Ora, infatti, "nessuno può più ridiscutere l'equilibrio interno al centrodestra in nome dell'identità cattolica e della legittimazione ecclesiastica. Berlusconi ha laicizzato da destra la politica italiana, chiudendo definitivamente la stagione democristiana".
La nuova situazione non sembra dispiacere alla gerarchia ecclesiastica, anche se l'esclusione di alcuni politici cattolici di primo piano dagli incarichi ministeriali ha fatto senz'altro inarcare qualche "sopracciglio porporato". Le preoccupazioni dei vescovi sono state però mitigate da alcune sagge scelte a livello di sottosegretari, oltre che dal discorso di presentazione alla Camere, nel quale Berlusconi si è impegnato a «promuovere la famiglia come nucleo di spinta dell'intera organizzazione sociale, [...] rimuovere le cause materiali dell'aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell'infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico», e ha sapientemente affiancato l'aggettivo "solidale" al tanto dibattuto "federalismo fiscale".

Se poi ricordiamo come, nel precedente governo, certi "autorevoli" rappresentanti del mondo cattolico furono sostenitori di leggi che tendevano ad equiparare la famiglia con qualsiasi "unione", e non mossero un dito per bloccare attacchi "zapateriani" di varia natura (utilizzo degli embrioni umani per esperimenti, linee guida che stravolgevano la legge 40, attacchi alla Chiesa e al Papa, ecc.), il paragone con il presente è molto, ma molto incoraggiante.

Infatti, l'On. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, ha già spiegato che è «arrivato il momento di fare il tagliando alla 194 e questi sono gli interventi più urgenti: applicare la parte disattesa, riguardante la prevenzione e dare delle linee guida per far sì che la normativa non sia più violata come accade in varie parti d'Italia».
E l'On. Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, ha sostenuto che le parole del Papa sono condivisibili, soprattutto «quando afferma che la 194 e' una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese. E credo che questo sia dovuto soprattutto ad una cattiva ed incompleta applicazione della norma».

Tutta un'altra musica insomma.
Dopo le dichiarazioni del sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, c'è quasi da stropicciarsi gli occhi:
«Il governo e la maggioranza hanno approvato la legge 40, confermata da un referendum. Quindi, la volontà di questa maggioranza è cambiare la circolare della Turco». Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi. Livia Turco, ex ministro della Salute, «non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento - sottolinea Giovanardi, a margine di un incontro del Forum delle Associazioni familiari - e confermata da un referendum popolare. Siamo in uno Stato di diritto, è il Parlamento che decide».

Confidiamo che le buone intenzioni si traducano presto in fatti concreti. In ogni caso, meglio non distrarsi...

Gino socio di SamizdatOnLine


giovedì, 15 maggio 2008

Qualcosa è cambiato

Credo che abbiano ragione Andrea Mancia e Krillix... in effetti qualcosa è cambiato.
E non si nota solo dal fair play e i toni equilibrati tra maggioranza e il principale partito di opposizione.

Anche nei rapporti con i cattolici c'è stata una evoluzione interessante.

Se poi ricordiamo come, nel precedente governo, certi "autorevoli" rappresentanti del mondo cattolico furono sostenitori di leggi che tendevano ad equiparare la famiglia con qualsiasi "unione", e non mossero un dito per bloccare attacchi "zapateriani" di varia natura (utilizzo degli embrioni umani per esperimenti, linee guida che stravolgevano la legge 40, attacchi alla Chiesa e al Papa, ecc.), il paragone con il presente è molto, ma molto incoraggiante.

Infatti due esponenti del nuovo governo hanno già spiegato che è «arrivato il momento di fare il tagliando alla 194 e questi sono gli interventi più urgenti: applicare la parte disattesa, riguardante la prevenzione e dare delle linee guida per far sì che la normativa non sia più violata come accade in varie parti d’Italia» (On. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare), ma anche che le parole del Papa sono condivisibili, soprattutto «quando afferma che la 194 e' una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese. E credo che questo sia dovuto soprattutto ad una cattiva ed incompleta applicazione della norma» (On. Mara Carfagna, ministro Pari Opportunità).

Tutta un'altra musica insomma.
Se poi ci aggiungiamo il sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, quasi c'è da stropicciarsi gli occhi:

Fecondazione assistita: Giovanardi, cambieremo le direttive della Turco
Il sottosegretario alla Famiglia: «Non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento»

ROMA - Ancora polemiche politiche sulla legge sulla fecondazione assistita. «Il governo e la maggioranza hanno approvato la legge 40, confermata da un referendum. Quindi, la volontà di questa maggioranza è cambiare la circolare della Turco». Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi. Livia Turco, ex ministro della Salute, «non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento- sottolinea Giovanardi, a margine di un incontro del Forum delle Associazioni familiari - e confermata da un referendum popolare. Siamo in uno Stato di diritto, è il Parlamento che decide».


Speriamo le buone intenzioni si traducano presto in fatti. In ogni caso, meglio non distrarsi...

venerdì, 02 maggio 2008

L'eugenetica rientra dalla finestra

Un altro addio che mi riempie di immensa gioia...

GRAVE VIOLAZIONE DELLA LEGGE

(Francesco D'Agostino, Avvenire 1/5/2008 )

E’ un dovere per tutti, anche per i ministri e le ministre, rispettare la legge. È doveroso rispettarne la lettera e, ancor più, lo spirito. E so­prattutto è doveroso per tutti, anche per le mini­­stre, praticare l’onestà intellettuale: non ci si può ad esempio vantare di applicare «rigorosamen­te » una legge (come ha fatto la ministra Livia Tur­co nel comunicato che accompagna l’emana­zione delle nuove Linee guida di applicazione della legge sulla Procreazione assistita), quando se ne viola lo spirito – e con ogni probabilità an­che la lettera.
La
legge 40/2004 – che invano, ricordiamocelo, si è cercato di abrogare tramite referendum – prende le mosse da due principi fondamentali: la doverosa tutela dell’interesse procreativo delle coppie sterili, che intendano ricorrere alle tecni­che di procreazione assistita; la doverosa garan­zia, nell’applicazione di queste tecniche, dei di­ritti del nascituro, primo tra tutti quello di venire al mondo. Il riferimento che la legge fa alla steri­lità, come presupposto per l’accesso alle pratiche di procreazione, è essenziale, per mantenere lo­ro un doveroso carattere terapeutico ed esclu­derne qualunque uso a fini di mera manipola­zione. Per garantire il diritto alla vita del nascitu­ro, la legge impone (salvo casi eccezionali) di pro­durre in provetta solo quegli embrioni (al massi­mo tre) per i quali la donna sia disposta ad ac­cettare il trasferimento in utero e vieta rigorosa­mente qualsiasi forma a carico degli embrioni di selezione eugenetica.
Le nuove Linee guida violano palesemente am­bedue questi principi. Innovando alla preceden­te regolamentazione, esse ammettono alla fecon­dazione assistita coppie, il cui partner maschile sia portatore di patologie sessualmente trasmissibi­li. L’argomento utilizzato dalla ministra per giu­stificare questa disposizione è che a tali uomini an­drebbe riconosciuto «uno stato di infertilità di fat­to »: categoria, questa, scientificamente priva di senso (dato che costoro sono comunque in grado di procreare) e giuridicamente ambigua: un uo­mo potrebbe ad esempio essere ritenuto «di fat­to » non fertile, solo perché privo di partner fem­minile (magari intenzionalmente, come può av­venire nel caso degli omosessuali). La realtà è che alterando con le nuove Linee guida l’ancoraggio della legge 40 alla sterilità, si muta in radice tutto lo spirito della legge.
Ancora più grave un’altra innovazione delle Linee guida appena pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Si ribadisce la disposizione che proibisce di sot­toporre gli embrioni creati in provetta a diagnosi pre-impianto a finalità eugenetica, ma si cassano i paragrafi delle vecchie linee guida che limitava­no le indagini sullo stato di salute degli embrioni a quelle strettamente «osservazionali». La posta in gioco è chiara: aprire la strada a test genetici pre-impiantatori. Con due risvolti: il primo con­cerne la salute degli embrioni, perché qualunque diagnosi che non sia meramente osservazionale ne pone a rischio la sopravvivenza (contraddi­cendo dunque lo spirito della legge, che vuole sal­vaguardare il loro diritto alla vita). Il secondo ri­svolto è ancora più grave: vengono ad essere di fatto consentite le diagnosi a finalità eugenetica, pur formalmente proibite dalla legge. Quando in­fatti, grazie a un test genetico, si informasse la don­na che dei due o tre embrioni procreati in provet­ta uno solo è portatore di una qualsiasi patologia (anche se pienamente compatibile con la so­pravvivenza) l’esito probabile sarebbe la richiesta della donna di accogliere in utero solo gli embrioni 'sani' e di escludere dall’impianto l’ embrione 'malato' (e basterebbe già sottolineare il caratte­re solo probabilistico dei test genetici per rilevare la gravità bioetica di simili pratiche, che portano inevitabilmente alla distruzione di embrioni sani). La stessa strada potrebbe essere percorsa per se­lezionare il sesso del nascituro, trasferendo in u­tero, dopo un adeguato test genetico, solo l’em­brione del sesso desiderato.
L’eugenetica, tenuta fuori dalla porta, rientra co­sì dalla finestra. È innegabile che esista in molte coppie un desiderio di selezione eugenetica dei nascituri (desiderio in alcuni casi, come quelli di patologie estremamente gravi, anche umana­mente comprensibile), ma è altrettanto innegabile che questo desiderio non è compatibile col ri­spetto per le vite create in provetta. Non solo la let­tera, ma anche e soprattutto lo spirito della legge 40 a favore della tutela della vita embrionale sono inequivocabili: le nuove Linee guida alterano si­gnificativamente l’una e l’altro.
Eppure dovremmo tutti, anche le ministre – e so­prattutto le ministre di un Governo giunto alla fi­ne del suo mandato –, rispettare con onestà in­tellettuale la legge vigente, sia nella sua lettera che nel suo spirito.


scritto da: Faramir alle ore 10:31 | link | commenti
categorie: bioetica, fecondazione, eugenetica, embrione
mercoledì, 30 aprile 2008

Livia Turco (e Visco): vergogna!

Alla fine Livia Turco ha deciso di assestare un ultimo ignobile colpo di coda, fregandosene altamente di quanto deciso dal Parlamento con la Legge 40/2004, approvata da una larga maggioranza trasversale, e dai cittadini che bocciarono sonoramente i referendum contro tale legge.
Si veda anche
il post di Stefano Scardovi per capire la infima e subdola doppiezza che caratterizza certi personaggi. Oltre alla lampante incompetenza, naturalmente. Anche Dracula Visco non scherza...

Ma loro sono "democratici", quindi possono fare quello che gli pare, perché stupirsi di cotanta faccia tosta?

[...] «Con un colpo di coda offensivo del suo ruolo istituzionale e scorretto verso il ministro che le subentrerà, la Turco fa uscire nuove linee guida sulla legge 40: da un governo che lascia anzitempo perchè pesantemente sconfitto dalle urne arriva l'ennesima freccia avvelenata che ha il sapore della vendetta. Il ministro uscente sbaglia, nel metodo e nel merito». È quanto afferma, in una nota, la responsabile Udc per la Famiglia, Luisa Capitanio Santolini. Nel metodo, spiega, «perchè dopo averle tenute nel cassetto per mesi, le emana proprio al termine del ballottaggio a Roma e a pochi giorni dall'insediamento del nuovo governo: segno- sottolinea l'esponente centrista- della consapevolezza che esse avrebbero indignato l'area moderata e cattolica e quindi danneggiato Rutelli e Veltroni». Sul merito, poi, continua Santolini, «la Turco fa scientemente un uso strumentale di sentenze che vanno contro lo spirito e la lettera della legge. La diagnosi pre-impianto apre scenari di selezione eugenetica, che è proprio quel che la legge voleva impedire, e che le sentenze del 2007 hanno ignorato. Inoltre, l'infezione da virus Hiv ai danni del feto è un dramma che in Africa si sta tentando di limitare. perchè in Italia si deve andare nella direzione opposta?». In tal senso, conclude Santolini, «mi auguro che il prossimo ministro abroghi immediatamente queste linee guida che dimenticano il risultato del referendum, e che il gruppo dirigente del Pd si renda conto che sono stati episodi come questo e quello dell'Osservatorio sulla Famiglia, altro colpo di mano stavolta di Rosy Bindi, che gli hanno fatto perdere la fiducia della gente». [...]

Nel caso qualcuno avesse dubbi sul fatto che le nuove linee guida contraddicono la legge 40/20204, ricordo che all'articolo 4 comma 1 di tale legge è scritto:

Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.

E all'articolo 13 si legge:

[... ]
2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative.

3. Sono, comunque, vietati: [...]

b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;
[...]

In primo luogo appare molto fantasioso estendere l'applicazione della legge alle coppie "in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle Epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA"...
Infatti, stando
al dizionario della lingua italiana De Mauro, la definizione di "infertile" è la seguente: "di uomo o mammifero il cui sperma non può fecondare l’ovulo | di donna o femmina di mammifero che, per deficit ormonali, difetti anatomici o genetici, non può essere fecondata o non può portare avanti una gravidanza iniziata". E per "sterilità" si intende la "incapacità fisiologica a concepire o fecondare".

In secondo luogo, è assurdo sostenere che permettere la diagnosi preimpianto non contraddica il comma 3 b) dell'articolo 13. Tale tecnica di analisi serve proprio a selezionare gli embrioni "sani" e scartare quelli "imperfetti" o presunti tali (che l'attendibilità dei test è comunque statisticamente limitata).

Ma chissenefrega! A questi balordi la realtà gli fa un baffo e fanno quel cazzo che gli pare. Alla faccia dei fessi che li considerano pure degli esempi di moralità.

[...] «Siamo davanti ad un provvedimento gravissimo ed anche scorretto da parte del ministro Turco». Questo il commento della senatrice Laura Bianconi del Pdl, «In nome di un presunto diritto alla salute e di quello di scegliere quale tipo di figlio mettere al mondo- continua la senatrice- il ministro Turco ha deciso di concludere il suo mandato nel modo peggiore avvalorando delle sentenze contrarie alla legge». Secondo Bianconi è «profondamente scorretto che un ministro decida di presentare, come ultimo atto, un decreto che di fatto stravolge un principio cardine di una legge voluta fortemente dagli italiani tanto da approvarla anche con un referendum». Operazione, conclude, «di mera opportunità politica ed ideologica, che sposta i paletti utilizzando uno strumento giuridico, quello delle linee guida, non idoneo a modificare una legge, specialmente su parti così delicate e controverse, compito che solo il Parlamento ha il diritto-dovere, eventualmente, di modificare». [...]

Per fortuna che ce li siamo levati dai piedi per un po', sti buffoni. Speriamo almeno 50 anni.


scritto da: Faramir alle ore 16:53 | link | commenti
categorie: fecondazione, eugenetica, embrione
martedì, 19 febbraio 2008

Campagna acquisti democratica e il Viale del tramonto

Chi è che voleva comprare chi?
Mi pare che la
campagna acquisti del Pd sia molto più vivace di quella del PdL... Chissà se Veltroni si è fatto prestare il mitico pendolino di Maurizio Mosca (si chiama così?)...

Meanwhile, a proposito di Radicali, anche nelle furbate sulla Ru486 i nodi vengono al pettine.

E la ministro Turco, seguendo prontamente le direttive dei soliti Radicali, invece di occuparsi della normale amministrazione, va avanti come un bulldozer... ma loro sono "democratici" e possono fare quel c... che gli pare.

Oh! poi non venite a lamentarvi con me, eh? io vi ho avvisato.


scritto da: Faramir alle ore 15:34 | link | commenti (2)
categorie: radicali, sanita, fecondazione, partito democratico, ru-486
mercoledì, 19 settembre 2007

Livia Turco: «l'embrione ha dignità umana»

«Clamoroso al Cibali», direbbe Tonino Carino.
In effetti, è comprensibile che, di fronte a queste dichiarazioni del ministro della Salute diessino, i rappresentanti della sinistra radicale restino "allibiti" e scatenino le proprie "ire" funeste.
Dalla parte dei Radicali (sempre molto fantasiosi), invece, Cappato sembra intenzionato a promuovere una campagna di "contrabbando di embrioni"...

L'unica obiezione che farei io invece alla Turco è che continua a non raccontarcela giusta sulle statistiche relative all'attuazione della legge 40.
Ma si sa... l'ideologia è un brutto virus, che richiede tempo per essere debellato completamente.


scritto da: Faramir alle ore 08:25 | link | commenti
categorie: bioetica, fecondazione, embrione
giovedì, 19 luglio 2007

La ricerca italiana ringrazia la legge 40

Se viene confermata questa notizia, probabilmente possiamo dire addio alla fecondazione eterologa nel caso di sterilità maschile (che ha conseguenze non indifferenti sulla psiche dei figli concepiti in tal modo e sulla stabilità delle coppie), e di conseguenza si sgonfierà la propaganda sul "turismo procreativo".
Il tutto grazie alla legge 40, che ha dato un impulso alle ricerche in questa direzione, oltre che in quella del congelamento dei gameti.

Con buona pace di chi continua a utilizzare argomenti scadenti e gioca con i numeri... facendo finta di non vedere come stanno le cose.

scritto da: Faramir alle ore 17:42 | link | commenti (2)
categorie: scienza, fecondazione
sabato, 07 luglio 2007

Single embryo IVF boosts chance of success while reducing the risk

Da The Times dell'11 Giugno scorso:

Many women having IVF could be treated with a single embryo without lowering their chances of having a child, according to research into a procedure that could play a pivotal role in reducing hazardous twin and triplet births.

British doctors have discovered that transferring one embryo at a time to the womb can slightly increase success rates, provided that patients are chosen carefully and a new culture technique is used.

The study, led by Yacoub Khalaf, of Guy’s Hospital, London, is the first in Britain to demonstrate that IVF can be as effective with one embryo as with two, and will increase pressure on fertility clinics to adopt similar methods to reduce multiple births. [...]

Per chi avesse problemi con l'inglese, il concetto riassunto nel titolo è che "La fecondazione in vitro (IVF = FIV) con singolo embrione amplifica le probabilità di successo e riduce i rischi".


scritto da: Faramir alle ore 16:36 | link | commenti (4)
categorie: fecondazione
martedì, 03 luglio 2007

Per radicali & C. la matematica è un'opinione

Come dicevo nel post precedente, c'è qualcosa di curioso nel modo in cui il ministro Livia Turco e i fans di "provetta selvaggia" leggono le statistiche disponibili sull'applicazione della legge 40 in tema di fecondazione artificiale (scusate se non uso certi eufemismi politicamente corretti che parlano di fecondazione "assistita" o di "procreazione medicalmente assistita").
La stessa impressione l'ha avuta l'amico Berlicche:

La prima cosa che colpisce è ovviamente il titolaccio, il giudizione: “Culle vuote”, "Mille bambini in meno con la legge 40" e i relativi sottotitoli: "Procreazione assistita: dopo la legge 40 calano gravidanze e nascite". Stiamo parlando della relazione fatta ieri dal ministro Turco al Parlamento sugli effetti della famigerata legge, e dei conseguenti pezzi sui giornali.
E uno, ovviamente, si immagina il crollo. Dove prima migliaia di bambini felici e innocenti razzolavano ora il deserto, il vuoto, reparti desolati, medici che guardano la finestra in attesa di pazienti che non verranno.

L'esperienza insegna però che difficilmente fermarsi al titolo consente di avere una informazione veritiera. Perciò leggiamo meglio il corpo dell'articolo.
Come, come? Complessivamente sono stati censiti 169 centri contro i 120 del 2003, dai quali risultano 6.235 gravidanze contro le 4.807 del 2003; le pazienti trattate sono state 27.254 nel 2005 contro le 17.125 del 2003… ma com'è possibile? Allora i bambini in meno dove sono? Qui sono aumentati del 25%, altro che...
Ma non doveva esserci l'esodo verso l'estero, la migrazione verso terre più libere? I centri non dovevano chiudere? Come mai, invece...?

Aspetta, adesso leggo meglio... sì, ho capito: siccome l'efficienza è diminuita - colpa della legge 40, cattiva, cattiva - se fosse rimasto tutto uguale, in quel far west che tutti riconoscevano esserci si sarebbero potuti avere 1000 nati in più... ecco il titolone. Un 3,6% in meno in valore assoluto. Mille nati in più ficcando dentro alla mamma un numero di embrioni grande a piacere, selezionando quelli con più probabilità di sopravvivenza - cioè uccidendo o congelando gli altri.

Ma mettiamo che ci pigli la curiosità. Mettiamo che andiamo a leggere non solo le interessate sintesi, non solo la relazione della Turco, ma anche i dati veri che il ministero ha fornito.
Ora, non tutti mangiano statistica. E' materia difficile. Ma anche chi ne sia digiuno può leggere che per le tecniche di 2 e 3 livello "In generale la percentuale di gravidanze perse al follow-up è pari al 41,3%." Ora, "perse" in questo caso significa che se ne sono perse le tracce. I dati non sono arrivati, quasi sempre per inadempienza delle strutture. E questo per il 2005, dove dovevano essere mandati per legge. Per il 2003, il termine di confronto, figuriamoci.
In altre parole: abbiamo la metà dei dati. La relazione tecnica, onestamente, lo dice: "Una perdita di informazioni così elevata è inaccettabile e non permette di fare analisi sulla reale efficacia e sulla sicurezza dell’applicazioni di tale tecniche"
In parole ancora più semplici: la Turco, omettendo questo dato nella sua presentazione al Parlamento (e non c'è, controllate) omette di dirci che sta dicendo fuffa. Né lo fanno notare i titoloni dei giornali.
La domanda, a cui tutti dovrebbero rispondere è: perchè? Ed è proprio la culla, ad essere vuota?

 


scritto da: Faramir alle ore 15:37 | link | commenti (12)
categorie: bioetica, fecondazione, giornalismo alle vongole

Attuazione della legge 40: una lettura ideologica dei dati

Commenti alla relazione al Parlamento del Ministro della Salute

Questo lunedì il Ministro della Salute Livia Turco ha inoltrato ai Presidenti del Senato Franco Marini e della Camera Fausto Bertinotti la relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 che regolamenta la procreazione medicalmente assistita (Pma).

Dai dati emerge un aumento nel numero dei centri per la procreazione assistita, così come dei trattamenti e delle donne che vi si sottopongono, e una diminuzione in percentuale dell'efficacia dei trattamenti stessi.

Nel 2005, le pazienti trattate sono state 27.254, contro le 17.125 del 2003, le percentuali di gravidanze sono passate dal 24,8% del 2003 al 21,2% del 2005, con una riduzione di 3,6 punti percentuali.

Ciononostante le donne che hanno fatto ricorso alla fecondazione in vitro (FIV) sono passate da 17.000 a 27.000; la FIV ha prodotto 6.200 gravidanze nel 2005 contro le 4.800 nel 2003.

[Ma una delle critiche più ripetute alla legge 40 non era che avrebbe reso impossibile o più difficile il ricorso a queste tecniche? Non doveva crescere il mitico "turismo procreativo"?
Abbiamo invece un notevole incremento delle donne che hanno fatto ricorso alla FIV, e del numero di gravidanze a fronte di una loro esigua riduzione in percentuale, ma le cui ragioni sono chiarite da quanto si legge più avanti.]

La relazione è frutto del censimento effettuato in 169 centri (contro i 120 del 2003), dai quali risultano 6.235 gravidanze nel 2005 contro le 4.807 del 2003, con una media per centro del 36,9% a fronte del 40,1% del 2003.

Secondo il Ministro della Salute questi dati si tradurrebbero in “una perdita ipotetica di 1.041 gravidanze”.

["Perdita ipotetica"? Scusate, ma - tralasciando il fatto non secondario che le nascite in termini assoluti sono aumentate e titolare "Culle vuote", come ha fatto qualche giornale, è paradossale - a me queste sembrano statistiche all'amatriciana, un po' troppo stile "fai da te". Il confronto sulle percentuali andrebbe fatto con riferimento agli stessi centri, per vedere cosa cambia a distanza di anni e con la nuova normativa. Introducendo 49 nuovi centri, di cui non si sa se esistevano nel 2003, e in caso affermativo quali risultati ottenevano, la statistica ha un valore molto approssimativo.
Se poi leggiamo con attenzione la relazione tecnica completa prodotta dal Ministero, scopriarmo che "In generale la percentuale di gravidanze perse al follow-up è pari al 41,3%."
Ovvero, di quasi la metà delle gravidanze ottenute, i centri non hanno saputo o potuto trasmettere alcuna informazione sugli esiti finali. Ma allora: a che serve fare statistiche su dati largamente incompleti? Queste non sono informazioni statistiche, ma pura propaganda.
Non a caso il ministro Turco non ha citato le conclusioni dei più onesti tecnici del suo stesso ministero:
"La perdita di informazione sugli esiti delle gravidanze ottenute risultata molto elevata. Questa perdita di informazione limita la validità delle risposte che il Registro Nazionale può offrire in termini di sicurezza ed efficacia delle tecniche di fecondazione assistita applicate. E’ ovvio quindi che l’attenzione e l’impegno dovranno essere rivolti, nel prossimo futuro, alla riduzione della perdita di informazione relativa agli esiti delle gravidanze."
]

Dal canto suo, invece, Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita (MpV), in una intervista a ZENIT ha affermato che “la relazione sull’attuazione delle legge 40 costituisce un brutto esempio di come si possa piegare la realtà alle esigenze dell’ideologia”.

“Chi ha redatto quella relazione – ha spiegato il Presidente del MpV – sa bene che per effetto della legge 40 un numero minore di embrioni viene sacrificato perché il principio fondamentale introdotto dalla legge è che anche l’embrione umano è un essere umano e che ogni essere umano ha diritto alla vita. Di conseguenza l’interesse degli adulti ad avere un figlio è secondario rispetto al diritto del figlio”.

“Il criterio corretto per effettuare un confronto tra la pratica della Fivet (fecondazione in vitro con embrio-transfert, ndr) prima e dopo la legge 40 dovrebbe essere allora il confronto tra le percentuali di bambini nati rispetto a quelli generati artificialmente nel 2003 e nel 2005”.

“Questo dato viene invece accuratamente ignorato – ha sottolineato casini – per dimostrare che la legge non ha funzionato e che meglio sarebbe tornare a provetta selvaggia. Si arriva così a fare i calcoli non sugli embrioni formati, ma sui prelievi”.

“E’ evidente che se con un solo prelievo dal corpo di una donna vengono estratti molti ovociti e tutti vengono fecondati è possibile effettuare una pluralità di trasferimenti in utero, mentre alla formazione di un massimo di tre embrioni può seguire un solo trasferimento – ha chiarito –. Il confronto andava fatto però non sui prelievi ma sui trasferimenti”.

Il Presidente del MpV ha quindi precisato che “è di tutta evidenza che la limitazione ad un massimo di tre embrioni da trasferire in utero difende i figli in misura ben più consistente di quanto avvenisse prima. Ma dimostrammo a suo tempo e potremmo dimostrare ancora in qualunque momento che con la legge anche la salute delle donne è meglio protetta e che quindi la legge 40 protegge i figli, ma anche le madri”.

“Ma non è finita – ha continuato Casini –. La relazione confronta i dati dei pochi centri che, nel 2003 (quando non esisteva il registro poi introdotto dalla legge) volontariamente fornivano alle Istituzioni europee (Registro Esrhe) e quelli di tutti i centri oggi iscritti nel Registro. I primi erano quelli storici, più efficienti e con maggiore esperienza accumulata, i secondi sono molto più numerosi, in maggioranza nuovi, con esperienza limitata e quindi necessariamente meno efficienti”.

[Ah, ecco...]

Il Presidente del MpV ha concluso affermando che “tutto va bene pur di confondere le carte in una relazione” e che comunque “richiederà più accurate analisi e contestazioni”.

Sempre in merito alla relazione del Ministro della Salute, l’Associazione “Scienza & Vita” ha rivolto un invito alla prudenza, affermando che sulle cifre della pma “certe conclusioni sono davvero affrettate”.

Scienza & Vita ha sottolineato che “non è possibile interpretare dati accorpati e non analizzabili individualmente. E suggerisce a quanti in queste ore servendosi dei dati forniti dal ministro, si affrettano a parlare di fallimento della legge 40, di non forzare in sede interpretativa le cifre fornite”.

Infine l’Associazione ha ribadito gli straordinari meriti della legge 40: l’aver messo un freno in Italia al Far West procreativo, l’aver bloccato la produzione di embrioni soprannumerari destinati al congelamento e alla distruzione.

In quest’ottica, ha quindi espresso l'augurio per una più convinta difesa della legge 40, anche da parte del Ministro della Salute, al di fuori di ogni deriva ideologica.
[Zenit]


scritto da: Faramir alle ore 15:24 | link | commenti (5)
categorie: bioetica, maternità, fecondazione
giovedì, 03 maggio 2007

Contro la legge 40 rispunta il partito dell’ootide

Roma. Il prossimo 2 luglio è la data fissata dal ministero della Salute per aggiornare le linee guida della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita a tre anni dall’approvazione, come previsto, e i suoi oppositori stanno ridando fiato alle solite trombe: cresce il turismo procreativo, aumentano i fallimenti, le donne sono vessate perché viene loro impedito di congelare embrioni per averne di riserva se il ciclo non ha successo, e così via. Di tutto questo bisognerà riparlare dopo aver conosciuto, entro giugno, i dati raccolti per il 2005 dal Registro nazionale delle Pma, istituito presso l’Istituto superiore di sanità. Nel frattempo, la responsabile del Registro, dottoressa Giulia Scaravelli, ha dichiarato al mensile radicale Agenda Coscioni che “a volte le coppie si rivolgono all’estero per effettuare una tecnica di Pma anche quando non esiste una reale necessità”, così che “gli operatori italiani possono trovarsi a fronteggiare conseguenze, alcune volte molto gravi, di terapie effettuate all’estero in modo tutt’altro che brillante”. Il ricorso al turismo procreativo, del resto, è scontato nei casi nei quali si voglia ricorrere a un’eterologa, vietata dalla legge 40 per motivi che non hanno convinto gli italiani ad abrogarla con il referendum. Si comprano così sperma e soprattutto ovociti (di compravendita si tratta, le donazioni disinteressate sono favole risibili) in paesi compiacenti e ben felici di fare affari sulla pelle delle donne, sia “donatrici” sia riceventi.
A farsi sentire in pompa magna è poi tornato il “partito dell’ootide”, che raccoglie i sostenitori di una vecchia idea già bocciata all’epoca del referendum, quando Giuliano Amato cercò, senza riuscirci, una soluzione per evitarlo, modificando la legge. Un’idea considerata impraticabile anche dal Comitato nazionale di bioetica ma che troviamo da qualche settimana riverniciata e presentata proprio come nuova sui giornali e in trasmissioni televisive. Potremmo ricorrere al congelamento degli ootidi, dice per esempio il professor Guido Ragni su La7. Il termine “ootide” (ma sarebbe più corretto chiamarlo “oocita a due pronuclei”, come fa il Cnb) definisce lo stadio nel quale i patrimoni genetici paterno e materno non si sono ancora fusi nella nuova cellula. C’è anche chi lo chiama “pre-embrione”, forzando nel senso di una presunta differenza “qualitativa” rispetto all’embrione. Peccato che anche il laicissimo Rapporto Warnock, elaborato dal Comitato inglese per la fecondazione umana e l’embriologia, afferma con chiarezza che “una volta che il processo di sviluppo è iniziato, non c’è stadio particolare di quel processo che sia più importante di un altro; tutti sono parte di un processo continuo”. Di identico avviso è il nostro Comitato nazionale di bioetica. Il quale, in un documento approvato a maggioranza nel maggio del 2005, conclude che “ogni giudizio etico sulla crioconservazione dell’embrione si applica anche alla fase dell’ovocita a due pronuclei”, considerata senza soluzione di continuità parte del processo che dalla fecondazione arriva alla nascita.
L’incontro-penetrazione dello spermatozoo nell’interno del citoplasma dell’ovocita è “l’evento che va ritenuto fondamentale”, quello che “fonde” due cellule dotate ciascuna di un proprio patrimonio genetico “aploide” (che possiede cioè un numero di cromosomi pari alla metà di quello caratteristico della specie) e “ne fa un’unità biologica non presente anteriormente”. Riempire i congelatori di “ootidi” sovrannumerari non sarebbe quindi diverso dal riempirli di embrioni sovrannumerari, ed è esattamente quello che la legge 40 ha voluto impedire, fissando in tre il numero massimo di embrioni da produrre per ogni ciclo di fecondazione e stabilendo che tutti siano impiantati (e non è vero che la donna sarebbe “obbligata” all’impianto: è una bugia, smentita già nelle attuali linee guida). Non pensiamo sia ragionevolmente possibile, in occasione dell’aggiornamento delle linee di attuazione della legge 40, dare spazio a improbabili aperture sul congelamento senza limiti degli ootidi. Significherebbe né più né meno che azzerare la legge 40, e allora ne deve riparlare la politica. Ma i mai rassegnati alla sconfitta referendaria non perderanno l’occasione per mobilitare tutte le loro risorse, soprattutto mediatiche, per accreditare l’immagine da medioevo della provetta in cui verserebbe l’Italia. A smentirla, però, basta semplicemente il crescente interesse internazionale per il campo del congelamento degli ovociti, nel quale siamo all’avanguardia. (nic.til)
(il Foglio, 3 Maggio 2007)

scritto da: Faramir alle ore 15:04 | link | commenti
categorie: bioetica, fecondazione
venerdì, 27 aprile 2007

Bugie sulla legge 40 per disorientare le coppie

Sulla legge 40/2004 in materia di fecondazione assistita ormai siamo abituati alla propaganda radicaloide-sinistrorsa, che demonizza una normativa niente affatto "cattolica" come si vorrebbe far credere, ma che rappresenta il miglior compromesso possibile, nel rispetto della vita dei concepiti e della salute della donna, del legittimo desiderio (non "diritto") di una coppia ad avere un figlio e del diritto dei figli a crescere in una famiglia vera e stabile, con un padre e una madre.

Ma certi dogmi ideologici sono molto pervicaci e i loro sostenitori non si arrendono nemmeno davanti all'evidenza dei fatti.
Lo nota anche la dottoressa Eleonora Porcu, responsabile del Centro di Sterilità e Procreazione medicalmente assistita all'Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna

"E’ mia opinione che i dogmi dovrebbero appartenere alla religione e non alla scienza. Personalmente non ho contribuito alla stesura e alla discussione della legge 40. Sono comunque convinta che la legge, paradossalmente, pur spinta da motivazioni etiche, abbia creato l’occasione per confutare scientificamente il dogma dell’insensatezza biologica di inseminare solo tre ovociti. Sorprendentemente (e la scienza sorprende sempre i veri ricercatori), si è constatato nei fatti che questa strategia non modificava significativamente le percentuali di fecondazione, di sviluppo embrionale e di gravidanza."

E che il limite fissato dalla legge 40 di 3 embrioni impiantabili non fosse affatto insensato, lo dimostrano anche i risultati di una recente ricerca pubblicata su The Lancet, dalla quale si viene a sapere che
impiantando un solo embrione si ha la stessa probabilità di ottenere una gravidanza di quando si impiantano più embrioni, considerando un arco temporale di un anno.

Interessante anche la notizia che la
Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) sta considerando l'opportunità di ridurre il numero di embrioni che possono essere impiantati durante i trattamenti di fecondazione in vitro, per diminuire il tasso di gravidanze gemellari, pericolose per la salute delle donne.

Anche in questo articolo si ribadisce il concetto:

"Research is increasingly showing that implanting one embryo is just as likely to result in a viable pregnancy as multiple embryos."

Certamente, se consideriamo tempi inferiori a un anno, la probabilità di una gravidanza è superiore per un impianto multiplo, ma se si considera la salute della donna, si dovrebbe scegliere la via più prudente.

Non mancheranno quelli che faranno osservare che senza il divieto di congelare gli embrioni, introdotto dalla legge 40, si potrebbe evitare alle donne di sottoporsi a diversi cicli di stimolazione ovarica.
Ma per rispondere all'obiezione basta far notare che già da anni si pratica con successo la crioconservazione dei gameti femminili.
Per citare la dott. Porcu:

"Esiste ovviamente una curva di apprendimento prima di ottenere la piena efficienza delle metodiche di crioconservazione degli ovociti ed è necessario dedicarvisi con pazienza e determinazione. Anche in questo caso le pubblicazioni cominciano a comparire anche all’estero ed entro breve il congelamento degli ovociti sarà considerato a buon diritto un’autentica rivoluzione nella fecondazione assistita."

Inoltre, le cronache ci segnalano periodicamente casi in cui il congelamento degli embrioni ha generato
drammatici conflitti all'interno delle coppie e costretto dei giudici a decidere sulla soppressione di vite innocenti sospese in una sorta di "limbo" artificiale. Non mi pare il caso di insistere su questa strada.


scritto da: Faramir alle ore 16:08 | link | commenti (9)
categorie: bioetica, fecondazione
sabato, 09 dicembre 2006

Last minute babies

Alcuni giorni fa quasi tutti i media hanno diffuso i dati di un indagine che l’Osservatorio sul turismo procreativo ha condotto presso 27 centri di 10 paesi esteri dove si pratica la fecondazione assistita. Secondo tali dati, i viaggi di coppie che negli ultimi tre anni si sarebbero recate all’estero per avere un figlio sono quadruplicati passando da 1.066 a 4.173.
Esposta così la notizia, oltre a suscitare un falso allarmismo presso l’opinione pubblica, non è che dica molto anche perché i 1.066 viaggi, effettuati prima dell’entrata in vigore della legge 40, non sappiamo a quale intervallo di tempo si riferiscono, mentre considerato che i 4.173 viaggi sono relativi agli ultimi tre anni significa che ogni anno vi sono stati 1.391 viaggi. Una cifra che non si discosta molto dai 1.066 viaggi indicati dall’Osservatorio.
Sempre secondo i dati forniti dall’Osservatorio, inoltre, chi si reca all’estero lo fa, non perché in Italia non sia possibile sottoporsi a PMA, ma perché in altri paesi - come in Spagna, ad esempio, una delle mete preferite dai turisti della procreazione - tra le altre cose è possibile effettuare la diagnosi pre-impianto dell’embrione e selezionare il sesso del nascituro. Oltre queste specifiche casistiche, come ammette lo stesso prof. Carlo Flamigni in un’intervista rilasciata al QN, “non è utile recarsi all’estero e occorre sottolineare che le coppie italiane vanno incontro a delusione perché il 50% che va all’estero, poi rimane senza figli anche dopo ripetuti interventi”. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che il prof. Carlo Flamigni oltre ad essere presidente della Tecnobios, l’importante centro di fecondazione assistita bolognese, è anche acerrimo nemico della Legge 40.
I dati forniti dall’Osservatorio sul turismo procreativo, comunque, appaiono alquanto parziali e risultano in netto contrasto con i dati ufficiali contenuti nella “Relazione sullo stato di attuazione della Legge 40” presentata in Parlamento lo scorso giugno dal ministro della Salute, Livia Turco. In tale relazione, dove si prende in considerazione il periodo successivo all’entrata in vigore della legge sulla PMA, nel 2004 si sono registrate 3676 nascite, mentre nel 2005 i bimbi nati da fecondazione assistita sono stati 3705. Con ciò dimostrando che i limiti posti dalla Legge 40 non hanno avuto nessun riscontro negativo sul numero delle nascite.
A chi credere allora? Ai dati forniti dall’Osservatorio o a quelli contenuti nella relazione ministeriale?
Ecco spiegato perché dinnanzi a notizie del genere si è sempre più portati a nutrire una certa diffidenza, leggendole non si capisce mai qual è il limite tra l’aspetto scientifico e quello ideologico. Del resto, il sospetto che dietro certe notizie si celi una massiccia dose di ideologia appare del tutto fondato se si pensa che il presidente dell’Osservatorio sul turismo procreativo, il dott. Andrea Borini, è anche direttore sanitario della Tecnobios.
Forse, riguardo a questioni delicate come quelle etiche, per il bene di tutti sarebbe meglio che i sostenitori del no alla Legge 40 si rassegnassero alla volontà popolare. I cosiddetti esperti dovrebbero comprendere, una volta per tutte, che essi non hanno alcun titolo speciale per decidere in autonomia. La pretesa che possa essere un comitato di “tecnici a decidere” se la diagnosi pre-impianto sia giusta o no, se la scelta del sesso del nascituro sia giusta o no, etc… appare ormai del tutto grottesca.
di
Censurarossa su Samizdatonline


scritto da: Faramir alle ore 22:56 | link | commenti
categorie: bioetica, fecondazione
giovedì, 03 agosto 2006

Mamma, la Turco! e la democrazia autoritaria all'emiliana

mamma la Turco!Mentre gli italiani sono già - o pensano - alle imminenti vacanze, il ministro Turco - visto che il "sistema Mussi" funziona - gioca di anticipo e prepara il prossimo "strappo".

L'editoriale firmato da Marco Tarquinio su Avvenire di ieri non ha bisogno di ulteriori commenti.

Visto cosa succede a credere a certe promesse da marinaio?
Per preparsi al peggio, può essere utile ripassare il "Cossutta pensiero"...

Intanto, dopo il Senato, anche la Camera si sta trasformando in uno spettacolino di scimmiette ammaestrate.

Il signor Prodi, quello de "la serietà al governo"... quello che "governeremo cinque anniiiii"... ecco, quello lì ha dovuto chiedere scusa al Parlamento per averlo esautorato delle proprie prerogative, ma, come scrive Sergio Soave:

[...] questo non toglie che questo primo scorcio di legislatura abbia mostrato una tendenza alla torsione sistematica dei rapporti tra potere esecutivo e legislativo che si inscrivono in una tendenza, purtroppo assai diffusa, verso la democrazia autoritaria. [...]

Inoltre:

[...] È quasi inutile parlare di come un comportamento così decisionista sarebbe stato giudicato se fosse stato adottato da un esecutivo di centrodestra. [...]
Con il ricorso sistematico al voto di fiducia, almeno in alcuni casi immotivato, si è creato un brutto precedente. È un errore simile a quello che si consumò approvando, nell'ultima settimana della legislatura, durante il secondo governo di Giuli ano Amato una riforma costituzionale, quella del titolo V, con pochissimi voti di maggioranza. Agire in modo unilaterale in questa materia ha aperto la strada a un comportamento analogo del centrodestra nella legislatura successiva. [...]

Già. Ma, dove sono i girotondini che si preoccupavano tanto delle offese alle istituzioni democratiche?
Tutti in vacanza immagino.
Ma sì! in fondo...
Romano vuol dire fiducia.


scritto da: Faramir alle ore 17:11 | link | commenti (2)
categorie: politica, fecondazione
mercoledì, 31 maggio 2006

Ogni giorno ha la sua pena

Niente da fare. Come già sottolineato da sagaci commentatori, i ministri dell'Unione continuano a fregarsene dei richiami del proprio "leader" (sì, vabbé...) a non rilasciare dichiarazioni avventate (leggi: "cagate").

Stavolta è il turno del Ministro dell'Università e Ricerca, l'arrogante Mussi, sulle cui competenze in tema di Università (a parte la figlia ricercatrice universitaria in fisica all'Universita' di Genova: un potenziale conflitto di interessi?) già ci sarebbe da ridire.

Mussi imprime una nuova spinta zapatera al governo Prodi, con l'applauso dei soliti scienziati-ricercatori affamati di finanziamenti e prime pagine. Tutti costoro sembrano dimenticarsi delle problematiche etiche, come se "il fine giustificasse i mezzi".
Ma dimenticano anche che se sulla carta le staminali adulte presentano meno potenzialità delle staminali embrionali, l’esperienza e alcuni 
clamorosi casi di frodi scientifiche hanno dimostrato che "sono le uniche staminali su cui possiamo realmente fare affidamento".
L'intenzione di Mussi di modificare la legge 40 per aprire a questo genere di sperimentazioni, oltre ad avere motivazioni ideologiche e non validi ragioni scientifiche, rischia di penalizzare proprio uno dei settori di ricerca in cui l'Italia è leader mondiale, cioé quello sulle staminali adulte.

L'uscita estemporanea di Mussi ha suscitato dure reazioni, ovviamente dall'opposizione e dal Comitato Scienza & Vita, ma anche all'interno dell'Unione, che si conferma ancora una volta divisa su tutto.

A bocciare senza appello l'iniziativa è l'alleata Paola Binetti, senatrice della Margherita ed ex presidente del comitato Scienza & vita, che ha richiamato Mussi alla regola del silenzio imposta da Romano Prodi ai suoi.
In suo articolo che verrà pubblicato mercoledì sul quotidiano «Il riformista», la Binetti ha duramente criticato la scelta di Fabio Mussi: «Il ministro della Ricerca non si è limitato a parlare, ma ha agito da solo, per giunta in sede comunitaria. È ora che Prodi assuma il suo ruolo di presidente del governo e che, anche sulla ricerca, si trovi una sintesi tra le diverse posizioni dei singoli ministri». Secondo la senatrice il cambio di rotta del ministro è da bocciare sotto tre i punti di vista: scientifico, etico e di tenuta del governo.

Povera Binetti! Davvero spera che Prodi dica qualcosa? Evidentemente, non ha ancora capito che se vuole restare in sella e camuffare la sua totale incompetenza e mancanza di leadership (anzi "lider-scipp", alla emiliana...), Prodi è costretto ad adottare la strategia che già lo rese tristemente famoso come presidente della Commissione Europea, cioé parlare il meno possibile.
Ma andiamo avanti:

«Mussi parla a titolo individuale. Non esiste una presa di posizione del governo italiano in questo senso».
Il senatore dell'Unione, Luigi Bobba, non è allarmato dalla decisione annunciata a Bruxelles da Fabio Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica. Il via libera all'uso scientifico delle cellule staminali embrionali dato dalla Commissione europea per l'ex presidente delle Acli è tutto da verificare.

Tanto rumore per nulla? Vedremo.
Di certo, la tattica della sinistra è evidente: non potendo fare granché in campo economico e di riforme strutturali, dove anzi dovranno prendere decisioni impopolari per riuscire a far quadrare i conti, puntano a fare un gran polverone sui temi etici (Pacs, Ru-486, legge 40...), dove gli interventi sono a "costo zero" (o quasi), per soddisfare la claque ideologizzata militante, che è quella più rumorosa e quindi da tenere buona.
I cattolici - soprattutto quelli che hanno votato per Prodi - e i moderati in genere, si sa che sono inoffensivi e non godono dello spazio spropositato concesso invece ai rompiscatole radicali.

I "cattolici adulti" dell'Unione, tanto, stanno al gioco.
Patetica infatti la "Rosi nel Pugno" Bindi che sembra cadere dal pero:

«Non ho motivo di dubitare che si tratti di una decisione collegiale, anche se non ne sono stata informata»

A leggere certe cose, viene il dubbio che abbia mandato all'ammasso i pochi neuroni superstiti.
E' la "serietà al governo", bellezza!

Update: un'amica mi segnala il sito ufficiale del ministro Mussi... con fantastici gadget e consigli per una dieta sana ed equilibrata!


scritto da: Faramir alle ore 11:07 | link | commenti (8)
categorie: bioetica, fecondazione, cellule staminali

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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