Gino

venerdì, 02 maggio 2008

Trasparenza, non voyeurismo. Il colpo di coda dell’on. Visco

PUBBLICATO L’ELENCO DEI CONTRIBUENTI. MA L ’AUTHORITY NON CI STA

Giorgio Ferrari (Avvenire, 1/5/2008)

Come minimo conside­riamola una scelleratezza. Per due ragioni almeno: la prima perché l’obbligo di una trasparenza erga omnes può valere al massimo per i personaggi pubblici, gli uomini politici, i grand commis di Stato (ma anche qui con giudizio: quando Romano Prodi venne scrutinato clandestinamente 128 volte ci fu giustamente un’inchiesta della Procura); la seconda perché rendere accessibile la consistenza patrimoniale di tutti i contribuenti può da un lato vellicare la legittima curiosità dei cittadini (legittima? Davvero siamo così contenti che il nostro vicino di banco ci possa fare i conti in tasca?) ma certamente fa un regalo inaspettato a chi era indeciso su chi taglieggiare, chi rapinare, chi rapire e fino a ieri esitava, dubbioso se gettarsi sul piccolo imprenditore di provincia piuttosto che sul facoltoso notaio. Per più di ventiquattr’ore tuttavia ogni segreto circa le denunce dei redditi non è stato più tale. Ad autorizzare la pubblicazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate degli elenchi di tutte le dichiarazioni dei contribuenti italiani relative ai redditi del 2005 è stato il direttore Massimo Romano, ma diciamo pure che il responsabile politico dell’operazione è il mai dimenticato Vincenzo Visco. «Tali disposizioni - hanno spiegato al ministero - sono sottese a perseguire la finalità di interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati in possesso dell’amministrazione finanziaria in tema di dichiarazioni fiscali mediante la pubblicazione di appositi elenchi». Tradotto dal burocratese, significa una cosa sola: che chiunque ieri poteva controllare la situazione patrimoniale di qualunque cittadino italiano.

Come valutare questo regalo di fine legislatura? Male, diremmo, anzi: malissimo. Perché la casa di vetro che la malintesa demagogia ministeriale intendeva magnificare ci convince assai poco. Pensiamo invece ai danni concreti che questo diluvio di dati sensibili improvvisamente aperti a tutti potrebbe arrecare: con un po’ di pazienza e di lavoro notturno - e abbiamo notizia di molti che lo hanno fatto - si poteva scaricare da internet una miriade di elenchi di contribuenti attingendo da questa banca dati virtuale che non negava risposte a nessuno, bastava connettersi e domandare. E non fatichiamo a immaginare ­come le associazioni dei consumatori hanno tempestivamente segnalato - che i più ghiotti e curiosi fra i navigatori della rete saranno stati appunto i criminali, ai quali questo dono provvidenziale dev’esser parso più che gradito. Tanto che la definizione dell’Adusbef di 'molestie fiscali' ci pare assai appropriata. Ma non esisteva forse un garante della privacy? Un’autorità cioè che proprio in questi casi è chiamata a intervenire? C’era, anzi c’è, ma a quanto si capisce non era stata informata. E non a caso appena lo ha saputo ha intimato al ministero di bloccare l’accesso al sito delle entrate, rendendo parimenti conclamato il conflitto fra organismi dello Stato. Perché dell’inutilità e della pericolosità del provvedimento se ne poteva rendere conto chiunque, bastava riflettere un istante. Cosa che al ministero evidentemente non è accaduto.

Conclusione mia: addio, decisamente senza rimpianti.


scritto da: Faramir alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: fisco, idiozia
lunedì, 18 febbraio 2008

Per un fisco giusto

Segnaliamo i principali eventi realizzati in giro per l'Italia per la petizione su fisco e famiglia.
L'accuratezza e la tempestività delle segnalazioni dipendono ovviamente da come e quando arrivano in redazione. Di conseguenza preghiamo i responsabili dei Forum regionali e provinciali ed i delegati delle associazioni che lavorano alla raccolta firme di inviarci con il massimo anticipo possibile la descrizione completa dell'evento.
Per qualunque segnalazione o richiesta
>>>

Brescia, 19 febbraio, ore 19
Organizzato dal locale Movimento cristiano lavoratori si terrà un incontro dibattito a cui intervengono Paola Soave, vicepresidente del Forum e Tina Leonzi, presidente Moica

Usmate, Aula Magna scuola media, 20 febbraio
incontro sulla petizione popolare per un fisco a misura di famiglia con Ernesto Mainardi, presidente del Forum della Lombardia promosso dal Sindacato delle famiglie.

Rivoltella del Garda, Teatro San Michele Arcangelo, 22 febbraio, ore 21
Incontro organizzato dal comune di Desenzano sul Garda e dalle parrocchie del vicariato del Lago bresciano si terrà un incontro con la partecipazione di Gianna Savaris, membro del direttivo del Forum nazionale, in cui sarà presentata la petizione per un fisco a misura di famiglia

Alessandria, palazzo del Comune, 22 febbraio ore 18,30
Organizzato dal Forum regionale del Piemonte e dal Comune di Alessandria si tiene un incontro su “Un fisco a misura di famiglia” a cui partecipa Paola Soave, vicepresidente nazionale Forum

Modena, Audiorium Itis Corni, 23 febbraio, ore 9
Il Forum regionale dell'Emilia Romagna, col patrocinio del ministero della Pubblica istruzione, della Regione, della Provincia e del Comune di Modena, organizza un momento di incontro e confronto tra istituzioni pubbliche e realtà associative sulle tematiche riguardanti la famiglia. Partecipano tra gli altri il ministro Fioroni, Ernesto Caffo, Dounia Ettaib, Carlo Casini, Alberto Bravo, Alberto Meluzzi, Adriana Querzè

Treviso, Casa Toniolo, 26 febbraio, ore 20,45
Assemblea promossa dal Centro aiuto vita di Treviso e dal costituendo Forum provinciale di presentazione della petizione su famiglia e fisco. Per l'occasione sarà presente il presidente dell'AFI, Roberto Bolzonaro.

Noicattaro, biblioteca comunale, 29 febbraio, ore 18
Il Movimento per la vita, il Forum regionale ed il Comune di Noicattaro organizzano un incontro a cui intervengono: Mario Saliva,presidente Federvita Puglia, Maria Laura Basso, vice presidente nazionale dei Giuristi Cattolici, Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum associazioni familiari

Chiavari, Auditorium S.Francesco, 1 marzo ore 10
Il Forum del Tigullio organizza il convegno "Un fisco a misura di famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”. Relatori Anna Maria Panfili, presidente del  Forum ligure; Aldo Borrelli, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Chiavari, Roberto Bolzonaro, presidente AFI,

Barletta, 1 marzo
organizzato da Comune di Barletta, Commissione diocesana famiglia e vita, Associazione nazionale famiglie numerose  si tiene un incontro su “Famiglia risorsa della società” a cui pendono parte Nicola Maffei, sindaco di Barletta, don Gino De Palma, Direttore Commissione diocesana famiglia e vita, Lodovica Carli, presidente Forum regionale della Puglia. Presentazione e raccolta firme sulla petizione

Giulianova lido, sala convegni del Kursal, 1 marzo, ore 15,30
Incontro dibattito a cui interverranno il Comune di Giulianova, il Forum delle Famiglie, l’Associazione Famiglie Numerose, il Comune di Sant’Egido (TE)

La Spezia, Sala multimediale di TeleLiguria Sud, 7 marzo, ore 17,30
Il Forum provinciale della Spezia organizza un incontro sulla petizione a cui parteciperanno Anna Panfili, presidente del Forum ligure e Pietro Boffi, responsabile Centro Documentazione del Cisf

Bari, Sala del Consiglio comunale, 7 marzo, ore 15,30
Il Forum della Puglia con il patrocinio del  Comune di Bari e in collaborazione con le Università di Bologna e di Bari organizza un seminario di studio su “Politiche familiari, sussidiarietà ed Enti locali”.
Intervengono Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum. L. Carli (presidente Forum regionale), S. Mazzei, assessore comunale alla Solidarietà Sociale, E. Gentile, assessore alla Solidarietà sociale Regione Puglia, M. Emiliano, sindaco di Bari, i prof. Pierpaolo Donati, Giovanna Rossi, Riccardo Grandini, A. Mongelli

scritto da: Faramir alle ore 12:52 | link | commenti (5)
categorie: famiglia, fisco
venerdì, 09 novembre 2007

Chiesa, 8x1000, Ici... repetita juvant... a chi vuol capire

Periodicamente spunta qualche soggetto male informato (nonché qualche blogger aspirante liberale, ma affetto da anticlericalismo compulsivo) che insiste a diffondere notizie errate in tema di presunti "privilegi" a favore della Chiesa cattolica. Evidentemente bisogna ripetersi e non mi illudo che questa sarà l'ultima volta.

A proposito dell'8 per mille, non vedo come si possa parlare di "premio di maggioranza" se il totale del gettito viene ridistribuito proporzionalmente tra tutte le confessioni religiose e lo Stato in base alle preferenze espresse dai contribuenti. Succede esattamente lo stesso in un sistema elettorale proporzionale. O qualcuno pensa che, quando va a votare solo il 60% degli aventi diritto, il 40% dei seggi in parlamento dovrebbe restare non assegnato?
Solo il 35% esprime una scelta per l'8x1000. Quindi?
Intanto sono 16 milioni di persone a firmare. Un campione statisticamente molto rilevante. Per i 3 milioni di persone che hanno votato Veltroni segretario del Pd o per i 5 milioni che hanno approvato il referendum sindacale sul protocollo del welfare si è fatto un gran parlare di "vittoria della democrazia e della partecipazione"... se il triplo o quadruplo di persone si esprime a favore della Chiesa cattolica, di colpo non sono più "democratici"?
Come mai? Bizzarro...
Se poi si considera solo chi presenta il 730 o l'Unico, i firmatari sono il 61,3%. Ad abbassare la percentuale sono i 13 milioni di italiani che non sono obbligati a presentare la dichiarazione (ad esempio chi ha solo il Cud). Costoro - in gran parte anziani - sono costretti a operazioni complicate e scoraggianti: ciò fa ridurre la percentuale di firme all'1%.
Vogliamo che il sistema sia più "democratico"? Cominciamo a semplificare le modalità di scelta di queste persone. E vista la configurazione sociologica degli anziani è prevedibile che la percentuale a favore della Chiesa cattolica sarà ancora maggiore. Ma naturalmente qualche arguto rappresentante della "elitè intellettuale" de noantri - ritenendosi superiore al "popolo bue" - avrà ancora da lamentarsi. La realtà è che a qualcuno non piace constatare come in Italia i cattolici siano ancora maggioranza.

In quanto alla faccenda delle esenzioni Ici, mi scuso se abuso dello vostra pazienza, ma è opportuno ripetere - ancora una volta - i criteri sui quali si basa la legge istitutiva dell'Ici (emanata nel 1992), di cui si sono avvalsi finora TUTTI gli enti non commerciali senza distinzione confessionale (non solo quelli della Chiesa cattolica) e che sono stati PACIFICAMENTE applicati per 13 anni (TREDICI) anche agli enti religiosi destinati ad attività non-profit, fino a che una sentenza della Cassazione non ne ha dato una lettura restrittiva contraria allo spirito della legge.

1) L'esenzione prevista dalla legge del 1992 non spetta solo agli immobili degli enti ecclesiastici, ma riguarda anche quelli nei quali tutti gli altri enti non commerciali (pubblici o privati, laici o religiosi, cattolici o non) svolgono le attività indicate nell'art. 7 comma i) del Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504. Esempio: l'edificio che ospita una scuola non paga l'Ici, chiunque sia a gestire la scuola (parrocchia, istituto religioso, comune, Stato, un'associazione di genitori o altra onlus). Ricordo, per inciso, che anche se esente dall'Ici detta scuola deve pagare l'imposta sul reddito, l'Iva, l'Irap ecc.
E spesso riesce a malapena a pagare gli stipendi di professori e bidelli. Molte scuole non statali infatti sono costrette a chiudere ogni anno.

2) I giuristi spiegano che «la norma esenta gli immobili nei quali, attraverso lo svolgimento di attività di rilevanza sociale da parte di soggetti che non operano con finalità di lucro, si creano le condizioni per una promozione del territorio comunale». Per questo l'esenzione spetta a TUTTI i soggetti del cosiddetto non profit, non importa se laici o religiosi, cattolici o meno: fondazioni, comitati, organizzazioni di volontariato e Ong, associazioni di promozione sociale, sportive dilettantistiche, familiari, sindacali, culturali, ricreative. Da chiunque questi organismi siano promossi. Qualcuno pensa forse che bisognerebbe tartassare chi svolge attività socialmente utili, caritative o di solidarietà? O solo la Chiesa cattolica?

3) Secondo la legge del 1992, sono due i requisiti per aver diritto all'esenzione:
i) ad utilizzare l'immobile deve essere un ente non commerciale e
ii) l'immobile deve essere totalmente destinato ad una o più attività indicate dalla legge (assistenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive).

Non importa, invece, che queste attività siano svolte in forma commerciale. Anzi, spesso è impossibile che non lo siano (vedi scuole, ospedali, ecc.).
Con riferimento agli enti ecclesiastici, ciò ha una conseguenza che è sistematicamente ignorata (per superficialità o volutamente): l'esenzione NON riguarda TUTTI gli immobili degli enti ecclesiastici, ma solo quelli nei quali vengono svolte le attività indicate dalla legge sull'Ici. Sono esenti, ad esempio, le scuole e le mense per i poveri, ma non gli alberghi (checché ne dicano certi signori). E l'Ici viene regolarmente pagata anche per quei locali di proprietà della Chiesa affittate ad attività commerciali.

Allora perché si rese necessario un intervento legislativo nel 2005?
Perché la Cassazione in alcune sentenze del 2004 ha ritenuto di dover introdurre un terzo requisito per il diritto all'esenzione. Mentre per la legge del 1992 è necessario e sufficiente che l'immobile sia utilizzato da un ente non commerciale e che sia destinato ad una o più delle attività tassativamente elencate, per la Corte occorrerebbe anche che queste attività siano svolte in forma non commerciale.
Ma questa interpretazione contraddice la legge del 1992, per la quale la natura commerciale o meno dell'attività svolta nell'immobile è ininfluente ai fini del pagamento dell'Ici. Basta che tale attività sia svolta da enti non profit e rientrino nell'elenco specificato. L'Ici, infatti, è un'imposta patrimoniale e grava sugli immobili e non sui redditi da questi prodotti.
Infine, ribadire il corretto spirito della legge non comporta alcuna nuova agevolazione e nessun mancato incasso per le casse dei Comuni. Infatti, su tutti i beni indicati dalla legge le esenzioni esistono fin dal 1992: non hanno mai pagato l'Ici e quindi non si può chiedere alcun rimborso.

Spero di essere stato chiaro. Purtroppo l'argomento è complesso... e ci sono quelli che ne approfittano per fare disinformazione.
Chi non si fida del sottoscritto, verifichi di persona:

Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504

Art. 7
Esenzioni.
1. Sono esenti dall'imposta:
a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, nonché dai comuni, se diversi da quelli indicati nell'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 4, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome di cui all'articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all'articolo 5- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;
d) i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n 104, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;
h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.

Legge 20 maggio 1985 n. 222

Art. 16. - Agli effetti delle leggi civili si considerano comunque:
a) attività di religione o di culto quelle dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all'educazione cristiana;
b) attività diverse da quelle di religione o di culto quelle di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura e, in ogni caso, le attività commerciali o a scopo di lucro.

Decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917
Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR)

art.87 comma 1 lettera c) gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l`esercizio di attività commerciali;

Sentenza Corte di Cassazione civile, sez. trib., 8 marzo 2004, n. 4645
Ist. Suore Zelatrici Sacro Cuore Ferrari c. Com. L'Aquila

Per ulteriori dettagli si veda questo dossier con numerose precisazioni, alle quali Repubblica si guarda bene dal rispondere.


lunedì, 05 novembre 2007

Per un fisco family-friendly

Il popolo del Family day torna a far sentire la propria voce ed a reclamare l’attenzione della politica e delle Istituzioni sulla famiglia.
Parte infatti una grande mobilitazione nazionale con un duplice obiettivo: un fisco giusto per le famiglie e le politiche regionali per la famiglia.
La mobilitazione coinvolgerà nei prossimi mesi le cinquanta associazioni del Forum, i venti Forum regionali e le altre associazioni che lavorarono per l’evento del 12 maggio in piazza San Giovanni.

Alla petizione sul fisco è possibile aderire on line o, in alternativa, approfittare di una delle opportunità che saranno offerte localmente nei prossimi mesi dai Forum regionali e dalle associazioni che aderiscono alla mobilitazione.

Firmate e diffondete a tappeto, grazie!


scritto da: Faramir alle ore 17:57 | link | commenti (1)
categorie: politica, famiglia, fisco
giovedì, 25 ottobre 2007

5 per mille: la beffa continua

La beffa del tetto imposto sul gettito ricavato dal 5 per mille da destinare alla solidarietà e alla ricerca continua, alla faccia della mobilitazione del settore non profit.

Quelli della "serietà al governo" ci hanno provato di nuovo con il giochino delle 3 carte, facendo incavolare pure l'Unicef...

Evidentemente hanno visto che se aspettano le donazioni spontanee ai ministeri stanno freschi. Meglio attingere direttamente dal "malloppo".
Poi non si lamentino se la popolarià dell'esecutivo è ai minimi storici e le contestazioni si allargano.
Pensate: con tutti i "tesoretti" che si sono inventati negli ultimi mesi, pare che non riescano a trovare poche centinaia di milioni per gli emofiliaci.
Anche in questo caso il precedente governo, pur in una congiuntura economica molto più difficile, fece meglio di questi che volevano "organizzare un po' di felicità" per gli Italiani.
Fino ad ora hanno saputo solo aumentare le tasse e la spesa pubblica, tagliando le gambe alla già debole ripresa economica, mentre ci raccontano balle. Viene da piangere...

Insomma, ci tocca sperare nell'ennesimo "emendamento riparatore"... bravi Bobba e Ferrante, ma non capisco perché ve la prendete con l'opposizione.
Vi ricordo che al governo c'è il vostro amato "cattolico adulto" Prodi, e che la finanziaria la scrivono i vostri amici. L'opposizione può solo controllare e mettere in evidenza le cavolate da essi commesse (tanto quando fa controproposte costruttive la maggioranza le boccia comunque, ricorrendo se necessario al voto di fiducia). E in questo periodo è difficile stare dietro a tanta abbondanza...

E a volerla dire tutta, il meccanismo del 5 per mille fu introdotto dal "diabolico" (secondo loro) governo Berlusconi, tramite il criticatissimo ministro Tremonti.
Avete voluto Prodi? Adesso godetevelo!

scritto da: Faramir alle ore 10:49 | link | commenti (1)
categorie: economia, fisco, terzo settore, solidarietà, sussidiarietà
lunedì, 08 ottobre 2007

Non Profit mobilitato contro il governo

Ho ricevuto questa comunicazione da Vita.it:

Il non profit si convoca davanti a Palazzo Chigi:
il 10 ottobre tutti a Roma!

  • Il 5 per mille, per esempio

Il prossimo 10 ottobre, infatti, il Comitato editoriale di Vita si riunirà in una sessione straordinaria a Roma in occasione del debutto parlamentare della Finanziaria 2008. Come è noto la mobilitazione che dal giugno scorso il settimanale Vita, con il Forum del Terzo settore e le associazioni del suo Comitato editoriale, ha attivato con la raccolta firme e l’invio di e mail attraverso il sito www.alziamoiltetto.it, e con la campagna anche culturale sulle pagine del magazine, ha ottenuto un primo e importante risultato.

Un solo articolo della legge Finanziaria 2008 è dedicato al 5 per mille, l’articolo in questione è l’art. 84, lungo una riga e mezza, e recita così: «Al comma 1237 dell’art. 1, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole “250 milioni di euro” sono sostituite dalle seguenti: “400 milioni di euro”». Tradotto: si è alzato il tetto del 5 per mille per il 2007. Non sono cioè, cadute nel vuoto le mobilitazioni (tra cui quella «permanente» decisa dal Comitato editoriale di Vita), gli appelli (come quelli incisivi del Forum del terzo settore), le interrogazioni parlamentari (ultima quella presentata dai senatori della Margherita, Bobba e Ferrante): pare infatti che questa volta il Governo abbia, su questo punto, finalmente dato ascolto alle richieste arrivate dal basso.

Se il testo non sarà modificato, sarà quindi innalzato il tetto massimo di gettito fissato in 250 milioni che gravava sul 5 per mille versione 2007 che avrebbe ridotto la scelta del singolo contribuente di indirizzare una piccola quota delle imposte dovute ad un’organizzazione del Terzo settore, ad un 3-3,5 per mille.  Tutto a posto, quindi? No. Desta preoccupazione il fatto che nel testo della Finanziaria 2008 non si preveda la riproposizione della norma per il corrente anno fiscale.

Nell’incontro che abbiamo voluto intitolare “Il 5 per mille, per esempio”, vogliamo ribadire l’importanza anche culturale di una norma in cui trova finalmente applicazione in Italia il concetto di sussidiarietà fiscale che ha visto l’adesione, nel suo primo anno di applicazione, di 6 contribuenti su 10. Un valore senza il quale sarà impossibile ripensare un Welfare universalistico ma non statalista. [...]


Che anche il Forum del Terzo Settore (notoriamente vicino al centro-sinistra) si stia svegliando?
A forza di prendere pesci in faccia e di essere trattati come degli accattoni fatti oggetto di tante belle promesse ancora da mantenere... alla fine pure loro sono tentati dall'urlo liberatorio: Prodi, vaff...!

PS: ma davvero erano convinti che votare Prodi, con Bertinotti, Diliberto e Pecoraro Scanio a ruota, fosse la strategia giusta per arrivare a "
un Welfare universalistico ma non statalista"?
Ma si rendono conto di chi si sono fidati?


scritto da: Faramir alle ore 15:21 | link | commenti (1)
categorie: politica, fisco, terzo settore, sussidiarietà
lunedì, 17 settembre 2007

Casomai vi capitasse un'ispezione fiscale...

...ricordatevi le 10 regole salva-vita:
  1. Richiesta tesserino. Loro lo esibiscono e se lo tengono in mano. Noi ricopiamo i dati su un foglio.
  2. Nel caso si rifiutino chiamare subito, sempre senza aprire, il 112, denunciando che ci sono delle persone che vogliono entrare e si rifiutano di identificarsi. Potrebbero anche essere truffatori.
  3. Richiesta "Carta o Foglio di Servizio". Fotocopiatelo. E’ questo il documento basilare di tutte le ispezioni; su questo devono essere indicate tutte le cose che gli ispettori possono o non possono fare. Essi devono attenersi esclusivamente a quanto indicato sul foglio.
  4. Sul "Foglio di servizio" sono elencati nomi degli Ispettori. Se i nomi non corrispondono rifiutate l’ispezione.
  5. Chiamo subito almeno due testimoni. Meglio se sono soci Life, che sanno già come comportarsi e non si fanno intimidire. Vanno bene comunque familiari e dipendenti. I testimoni non devono mai parlare.
  6. Avere sempre una macchina fotografica o una cinepresa. Non possono toccarvi la macchina: lo strumento di prova non può essere pignorato.
  7. Se ho da fare, sia io che i miei dipendenti, continuo a fare. Esiste anche la "Turbativa di Lavoro".
  8. Non firmate mai alcun verbale. La regola AUREA.
  9. Possono ispezionarvi soltanto durante l’orario di lavoro.
  10. L’ispezione può durare al massimo 30 giorni lavorativi.
Grazie a Paolo e Abr, che giustamente ricorda un principio fondamentale:
Let them know you know your rights
. :-)

Perché - per quanto possa dispiacere a Prodi, Visco & C - il contribuente non è uno schiavo dello Stato e non deve dimostrare di essere innocente. Al contrario, valendo la presunzione di innocenza, tocca allo Stato dimostrare (senza abusi e con mezzi proporzionati al presunto illecito) che il cittadino ha commesso qualcosa di illecito o omesso di fare quanto dovuto.

scritto da: Faramir alle ore 19:16 | link | commenti
categorie: fisco
martedì, 11 settembre 2007

Scioperi fiscali proletari

26 Agosto 1992: Uno “sciopero fiscale contro il governo Amato” viene preannunciato dal leader di Rc Sergio Garavini, in un articolo su Liberazione. Garavini scrive: “occorre battersi per la revoca di buona parte dei provvedimenti economici adottati dal governo”. E si rivolge alla Cgil, al Pds, ai Verdi e alla Rete proponendo “il ricorso allo sciopero fiscale già praticato, con successo, in altri paesi”.
(da Panorama.it)

scritto da: Faramir alle ore 17:49 | link | commenti
categorie: comunismo, fisco
venerdì, 07 settembre 2007

Alziamo il tetto! [5 x 1000]

Un'amica mi segnala questa iniziativa (da diffondere):

Nella finanziaria Prodi-Schioppa 2007 il 5 x mille è stato mantenuto ma con trappola: hanno messo il "tetto" limite. Se il totale richieste supera i 250 milioni, lo Stato si tiene l'eccedente. L'ultimo dato segnala che hanno aderito sul 2006 al 5 x mille quasi 16 milioni di italiani (6 su 10), per un gettito destinato a non profit, ricerca, ecc. di oltre 400 milioni. Con questo "tetto" prodiano, significa che il 5 x mille diventa in realtà, secondo alcuni calcoli, un 3 per mille.  
Andrebbe tolto il testo inserito al comma 1237 della finanziaria.
C'è un appello on line lanciato da Vita, mensile che si occupa dei non-profit,  che chi vuole può sottoscrivere:
http://web.vita.it/ap/alziamoiltetto/

Capito questi "cattolici adulti"?
Pure sulla solidarietà fanno la cresta... o chiedono il pizzo.

scritto da: Faramir alle ore 17:51 | link | commenti (2)
categorie: economia, fisco, prodi, solidarietà
venerdì, 31 agosto 2007

Lapsus freudiani fiscali

Certo che sono proprio masochisti Prodi & C.

Un giorno il ministro TPS dice che la prossima sarà una Finanziaria di "tregua fiscale" (non nel senso di ridurre le tasse, come auspica Illy tra gli altri, ma contenendo le spese... già, voglio proprio vedere...)

Due giorni dopo Prodi parla di "Finanziaria di sviluppo e di pace", e afferma che "
possiamo cominciare a dire ai cittadini che le tasse possono diminuire".
Da quando? Non si sa.
Intanto "i tagli, nel senso di riduzione di spese, bisognerà pur farne."
Da quali spese pensa di iniziare? Non lo dice.
Ma di sicuro "bisognerà essere seri anche in materia"... e alla fine la solita tiritera sulla "lotta all'evasione fiscale". Abbiamo già capito... però, un attimo...

"Tregua"? "Pace"?
Allora - inconsciamente - ammettono che questo governo aveva scatenato una guerra contro il popolo italiano!
Ma attenzione: le tregue possono essere anche solo un periodo temporaneo tra due guerre...


scritto da: Faramir alle ore 11:09 | link | commenti
categorie: economia, fisco, prodi
mercoledì, 29 agosto 2007

Bufale fiscali di matrice radicale

Questa telenovela dei presunti "privilegi" fiscali elargiti alla Chiesa cattolica ha dei risvolti esilaranti, che in passato hanno coinvolto anche l'ormai mitico "cattolico adulto", ma dato che si tratta di una bufala che viene riciclata con frequenza semestrale, non mi pare il caso di perderci tempo.
Quindi vi rimando al dossier sull'argomento composto da Avvenire e agli editoriali di oggi sullo stesso Avvenire e sul Giornale.
Oppure a questo o quello dei miei vecchi post del 2005... riciclare fa bene all'ambiente Web!

PS: comunque, certi parlamentari italiani farebbero furore come redattori de L'Asino di Podrecca o del Vernacoliere... in quanto alla politica meglio se lasciano perdere.
Certi giornalisti di Repubblica, invece, si diano all'ippica...

mercoledì, 08 agosto 2007

Se federalismo fa rima con centralismo

Ma questi non erano quelli che esaltavano il metodo della "concertazione" e vantavano le proprie capacità di "mediazione"?

scritto da: Faramir alle ore 15:13 | link | commenti
categorie: politica, fisco, sussidiarietà
martedì, 07 agosto 2007

Lampi d'estate - updated

In merito al precedente post, a chi avesse qualche dubbio sul fatto che ci troviamo "oppressi da un'autorità pubblica che va al di là delle sue competenze" consiglio la lettura di questo post di Phastidio e dei post collegati.

A proposito poi dei "consigli per le omelie" del "cattolico adulto", segnalo questo post di Scardovi.

Se poi vi venisse in mente di affittare un immobile di vostra proprietà o prendere in affitto un appartamento, tenete presente queste scoperte che il sottoscritto ha fatto recentemente: oltre a chiedere all'inquilino di pagare un bollo per ogni foglio protocollo del contratto (usate caratteri piccoli) e una tassa del 2% sull'ammontare
annuale del contratto per la registrazione del contratto (minimo 67 euro, da dividere fifty-fifty tra inquilino e proprietario), lo Stato vi chiederà anche la stessa tassa del 2% ogni anno per tutta la durata del contratto. Se poi per qualsiasi motivo, voi o il vostro inquilino dovete recedere dal contratto anticipatamente,  lo Stato vi chiederà di pagare un'altra tassa di risoluzione anticipata di 67 euro per aver osato sottrarvi prima del tempo al balzello annuale...

Tutto questo si svolge presso lo stesso Ufficio del Registro dove anni fa ho fatto richiesta di un duplicato del tesserino con il mio codice fiscale.
Sto ancora aspettando...

Chi siete?
Quanti siete?
Dove andate?
Cosa portate?
UN FIORINO!

scritto da: Faramir alle ore 11:08 | link | commenti (2)
categorie: politica, fisco
lunedì, 06 agosto 2007

Lampi d'estate

Dovendo recuperare un po' di giorni, in cui il clima vacanziero mi ha tenuto lontano dal blog, mi viene spontaneo dedicare questo post ad una delle opere del grande umorista inglese P.G.Wodehouse (vedi immagine a lato).

D'altra parte, se "tutto può accadere nei giardini e nei saloni del Castello di Blandings", anche in Italia e d'intorni non si scherza... e ormai siamo al punto che si ride per non piangere.

Può capitare infatti che, a sentire certi "progressisti", tra i "diritti civili" dovrebbe essere compreso anche quello al "rapporto orale in luogo pubblico", ma solo se siete gay, eh!
Come se non bastasse, tra gli indignati che attaccano duramente le forze dell'ordine per la doverosa denuncia di atti osceni in luogo pubblico, ci sono anche una sfilza di ministri e parlamentari. E se non stupisce che dalla parte dei gay "a prescindere" ci stiano la Pollastrini, Ferrero, Pecoraro Scanio e Grillini, stupisce un po' la presa di posizione del ministro Rosy Bindi, che ha definito "eccessiva" l'indagine (non il comportamento dei due ragazzotti...) e "ingiusto" l'arresto (che non c'è stato, trattandosi solo di un fermo di polizia), perché "proprio in questi giorni la Cassazione ha riconosciuto alle persone il diritto a manifestare il proprio orientamento omosessuale". Ma per manifestare il proprio orientamento sessuale è indispensabile fare porcherie in strada?
Anche il gaio filosofo del "pensiero debole" Vattimo (pur tra mille distinguo e fantasiose accuse di "accanimento"), nell'occasione, si è dimostrato più prudente dichiarando che «se tra i due giovani era in corso un rapporto orale in mezzo alla strada, forse non va proprio bene». Forse, eh? Beh, almeno sul marciapiedi, che diamine!

Anche la proposta avanzata da Elton John di "chiudere Internet" per 5 anni non è da sottovalutare in quanto a tasso di idiozia. Qualcuno (magari scelto tra i milioni di persone che con Internet ci lavorano e si guadagnano la pagnotta...) dovrebbe spiegare al gaio cantante che Internet non si può "chiudere" come fosse un qualsiasi locale pubblico, e che se la gente preferisce starsene in casa e non socializza, forse la ragione è data dal fatto che uscendo rischiano di incontrare persone come queste...

Intanto, tra i parlamentari italiani c'è qualcuno che (nonostante moglie e 4 figli a carico) pensa di essere protagonista in un film felliniano sulla "dolce vita" e si lascia andare a scappatelle imbarazzanti.
Ma ancora più imbarazzanti sono certe dichiarazioni del suo segretario di partito in tema di vita da parlamentare, stress, solitudine, che anche se frettolosamente smentite o rettificate, lasciano perplessi sull'utilità di certi partiti "centristi"...
Comunque, pur censurando il deputato Udc (la prossima volta che si sente solo si faccia consigliare da Sircana, almeno ...) e il suo segretario, mi chiedo con che faccia Diliberto possa fare affermazioni del genere:

«Ora voglio proprio vedere come voterà uno beccato a un festino hard, il giorno che voteremo in Parlamento sulla sacralità della famiglia».

E allora Diliberto, che parteggia per Fidel Castro ed Hezbollah, come fa a votare in materia di democrazia e libertà civili?

Che dire poi del nostro serafico Presidente del consiglio, il quale mentre chiede l'ennesima fiducia su un tesoretto che non esiste, per concedere un "munifico" aumento di un euro al giorno alle pensioni minime (ricordarte i facili sarcasmi sui tagli delle tasse da "30 cappuccini"? Se li regala Prodi 30 euro al mese invece...) e dare alle famiglie le briciole di quanto promesso (ricordate cosa dicevano a sinistra del "bonus bebé" berlusconiano? e le retoriche letterine ai bambini da parte dei loro genitori che da "persone oneste, non hanno ritirato i mille euro", abbondantemente linkate dai blogger filo-prodiani in campagna elettorale? Vediamo se ne scriveranno un'altra sul bonus prodiano...).
Contemporaneamente produce una controriforma delle pensioni a spese dei
giovani per permettere ad alcune migliaia di persone di andare in pensione a 58 anni, mettendo a rischio i conti dello Stato
e andando in direzione opposta a tutto il resto del mondo che alza l'età del pensionamento.

Poi, nella immancabile "intervista in ginocchio" concessagli da Famiglia Cristiana per rimediare ai sondaggi catastrofici, Prodi va a lamentarsi con i sacerdoti della Chiesa cattolica che non predicherebbero a sufficienza sul dovere di pagare le tasse.
Curioso che questo richiamo venga dal "cattolico adulto" che recentemente ha avuto da lamentarsi sulla "loquacità" delle gerarchie ecclesiastiche. Come sottolinea anche Avvenire, infatti:

«Per quanto riguarda la Chiesa si deve ricordare che quando parla della vita, della malattia, della famiglia, si sente dire che in questo modo deborda dal proprio campo, vìola la laicità dello Stato, coarta la coscienza dei cittadini. Mentre oggi la si invoca perché contribuisca a formare dei buoni cittadini. Chi non vede tra queste due posizioni uno stridore assoluto?»

Inoltre, per citare monsignor Forte:

«Le tasse vanno pagate ma chi chiede di farlo deve dimostrare, sia sul piano del bene comune sia su quello della propria personale sobrietà, di non essere un privilegiato e di non favorire alcun privilegio. Questo è fondamentale: la credibilità del legislatore».

E sulla credibilità di Prodi di dubbi ce ne sono parecchi (vedasi: Nomisma, Iri, privatizzazioni anni '90, presidenza della Commissione Europea, ecc.)
Per non parlare di chi pensa al "bene comune" sognando una banca...
Ma per restare ai "consigli per le omelie" che ha provocato diverse risposte risentite dalla Chiesa, non si può ignorare l'impegno profuso da diversi ex-dirigenti di Azione Cattolica o Fuci nel giustificare le parole del premier. Veri alter ego dei Bondi, Cicchitto e Schifani per quello che riguarda il centrosinistra. Senza dimenticare il direttore di Famiglia Cristiana, per il quale:

«Non c'è nessuna giustificazione per non pagare le tasse e se si vuole cambiare un tipo di tassazione ci sono mezzi adeguati per modificare le norme e fare una più equa redistribuzione degli oneri. È giusto che chi ha di più debba dare di più»

Ma caro don Sciortino, nessuno si sogna di incitare a non pagare il "giusto tributo" nell'interesse del bene comune. Però, come ricorda Flavio Felice:

«... non esiste una sola modalità di regime fiscale, quindi perchè mai un premier dovrebbe pretendere che la propria ricetta fiscale sia più morale di un'altra?»

Inoltre lo Stato non può pretendere di aumentare in maniera illimitata e arbitraria le tasse. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (al numero 2242) si richiama un passo della Gaudium et Spes che afferma:

«Dove i cittadini sono oppressi da un'autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica».

Quindi, se vanno oltre un certo limite, le richieste dello stato da legittime diventano abusi di autorità. E sono in tanti a sostenere che in campo fiscale, in Italia, siamo ben oltre tale limite.
Aggiungiamoci una citazione da una intervista al cardinale Saraiva Martins:

«Non possiamo dirci veri cristiani se non abbiamo nel nostro dna una sana ribellione contro tutte le ingiustizie. Dio la vuole, Dio è con quegli uomini che si tirano su le maniche della camicia e dicono “no” con forza e coraggio a tutti i soprusi. È un’azione nobile che può portare anche al dono totale della propria vita, e, se necessaria, all’effusione del sangue. La ribellione a Dio è odiata dal Creatore, ma quella contro le ingiustizie è da lui benedetta».

Beh, speriamo che l'effusione del sangue non sia necessaria, ovviamente.
E in merito ai
"mezzi adeguati per modificare le norme", forse don Sciortino non sa che in Italia è possibile sottoporre qualsiasi legge a referendum popolare tranne le leggi riguardanti la materia fiscale. Significativo, vero?
Insomma, comincio a pensare che Oscar Giannino abbia ragione da vendere.

Per adesso mi fermo qui...

PS: ora che ci penso, domani ricorrono 4 anni dal primo post su questo blog! Come vola il tempo quando ci si diverte...

scritto da: Faramir alle ore 17:56 | link | commenti (11)
categorie: politica, fisco, idiozia, prodi
venerdì, 09 marzo 2007

Epifani si è svegliato: «tasse più alte già da 1.200 euro»

Senti senti...

La Cgil scopre con 5 mesi di ritardo i difetti della riforma fiscale dell'Unione: «Con 1.200/1.300 euro netti al mese si pagano oggi più tasse di prima», ammette Guglielmo Epifani. E Raffaele Bonanni, leader della Cisl, stufo dei continui ritardi nell'avvio del confronto su pensioni, crescita e pubblico impiego, parte all'attacco del governo Prodi, accusato di «inspiegabile latitanza»: l'accordo va chiuso «prima delle elezioni» amministrative e se qualcuno pensa diversamente il sindacato è pronto a «iniziative clamorose». [...]
E sul fisco ha fatto pubblica ammenda Epifani: «Bisogna intervenire ancora sul reddito da lavoro dipendente - ha sostenuto a Firenze per un convegno sull'8 marzo - perché gli sgravi promessi in realtà hanno funzionato solo per i carichi familiari e le addizionali locali hanno peggiorato le attese e le speranze». Parole che suonano strane in bocca allo stesso sindacalista che, all'indomani del varo della Finanziaria, disse che sembrava «scritta dalla Cgil». [...]

Sono felice che il "compagno" (tra di loro si chiamano ancora così, davvero! non ridete...) Epifani si sia finalmente accorto di aver preso un granchio colossale.
Io sono circa 6 mesi che vado avanti a ripetere dell'aberrazione prodotta da questa riforma fiscale.
E ogni volta che spiego le perverse conseguenze del passaggio dalle deduzioni alle detrazioni per i carichi familiari noto nei miei interlocutori degli sguardi smarriti. E il commento più gettonato è: "Non è possibile! non possono essere così c...[beeep]!!!".
Come ha fatto a svegliarsi Epifani? L'ha baciato il Principe Azzurro?

PS: per la precisione, gli sgravi promessi hanno funzionato solo parzialmente per i carichi familiari e comunque, questi sgravi sono stati vanificati dall'effetto sulle addizionali Irpef del passaggio alle detrazioni, con in più lo sblocco da parte del governo delle addizionali stesse.


scritto da: Faramir alle ore 15:26 | link | commenti
categorie: economia, sindacati, fisco

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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