Gino

lunedì, 12 maggio 2008

Premiata ditta Fazio&Travaglio

Ma che altro ci si poteva aspettare da un Marco Travaglio intervistato da Fabio Fazio?
E' evidente che Travaglio punta a provocare lo scandalo per essere "epurato" dalla Rai, ottenere una eccezionale pubblicità gratuita per i suoi libretti, ed eguagliare il suo anfitrione Santoro nell'empireo dei "giustizialisti democratici". Non ha caso ha subito incassato la solidarietà di Di Pietro (mentre dal Pd arrivano critiche... e questi volevano fare un partito unico!).
Lasciatelo abbaiare, tanto non morde.

Di certo non otterrà molto andando in giro a dire che il presidente del Senato ebbe rapporti con persone che 18 anni più tardi furono condannate per attività mafiose. La stessa cosa infatti si potrebbe dire per milioni di siciliani onestissimi.
Renato Schifani è forse stato condannato o anche solo indagato per reati di mafia?
Non mi risulta. Quindi, fino a quando i pettegolezzi non saranno elevati al rango di evidenze processuali, Travaglio potrà scrivere tutti i libri che vuole, ma difficilmente potrà dimostrare qualcosa.
Di certo non convincerà molti paragonando il presidente del Senato a un lombrico, o considerandolo meno utile di una muffa... 

Magari in qualche suo libro Travaglio ci spiegherà in che modo queste accuse di collusione con la mafia si conciliano con il fatto che Schifani fu protagonista nella battaglia parlamentare per la stabilizzazione dell'articolo 41 bis, che ha reso definitivo il "carcere duro" per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Stesso discorso per la vicenda di Berlusconi e del suo stalliere.

In quanto a Fabio Fazio e alle sue scuse un po' ipocrite, lasciamo perdere... da che parte pende si sa bene, ma anche lo stile tra il corgiano e il servile, da "interviste in ginocchio" tanto caro a Gianni Minà, non mi ha mai esaltato.


scritto da: Faramir alle ore 15:22 | link | commenti (16)
categorie: mafia, mass media, rai , giornalismo alle vongole
lunedì, 05 maggio 2008

Omminicchi e quaquaraquà

Tutto molto prevedibile.

Le prime pagine che rilanciano puntualmente "l'allarme neofascista" e il "clima politico culturale intollerante" (ovviamente questo c'è solo quando la sinistra perde le elezioni).
Berlusconi non ha nemmeno ricevuto l'incarico di formare il governo e già cominciano ad agitare spettri inquietanti, mentre sono lì che si leccano le ferite dopo lo tsunami elettorale... ma non si rendono conto di quanto suonano patetici certi riflessi pavloviani?

Poi dicevano che la destra strumentalizza le paure degli italiani... ma Veltroni e Ferrero non dicono che i tre teppisti balordi individuati dalla Digos erano già noti alle forze di Polizia, ed erano stati denunciati alla magistratura come autori di violenze e pestaggi, mentre era al governo Prodi. Vogliamo parlare di come funziona male la Giustizia?

Poi ci sono le polemiche basate sul nulla di sponda con i giornali esteri, che non capiscono un tubo di quanto succede in Italia e scrivono ispirati dai giornali italiani.

E la sindrome NIMBY torna ad essere di stretta attualità, sulla spinta dei piccoli comuni dell'Irpinia, che ovviamente si appellano al "rosso" governatore della Puglia. Manco le falde acquifere e le discariche esistessero solo in Irpinia...
 
A leggere certi giornali sembriamo proprio un Paese di omminicchi e quaquaraqua'... per fortuna le redazioni dei Grandi Quotidiani non sono molto sintonizzate sulla realtà, come testimoniano le previsioni in campagna elettorale.

scritto da: Faramir alle ore 10:15 | link | commenti (25)
categorie: politica, attualita, giornalismo alle vongole
giovedì, 06 marzo 2008

Un tram chiamato caos

Quando Berlusconi, rispondendo a precisa domanda sulla eventualità di un "pareggio elettorale", accennò alla possibilità di "larghe intese", il segretario del partito di Prodi (giusto per non scondarci chi c'è dietro) gli rinfacciò di non essere più così sicuro della vittoria.

Adesso che lo stesso Veltroni punta dichiaratamente a un risultato che - secondo lui - avrebbe come conseguenza il blocco del Parlamento e l'impossibilità di fare le riforme indispensabili, come lo vogliamo chiamare?
Disfattista? Anti-democratico? Menagramo? Jellatore? Catenacciaro?
Fate voi.

Io intanto prendo nota del fatto che:

  1. l'altro ieri, da Vespa, il segretario del partito di Prodi giustificava la mancata candidatura del vicepresidente della commissione antimafia Giuseppe Lumia (che insieme ad altri esclusi eccellenti, soprattutto cattolici, aveva fatto scalpore) dicendo, testuali parole, che "l'anti-mafia non ha un volto, ma è frutto di un'azione";
  2. ieri ancora Veltroni (anche noto per essere il segretario del partito di Prodi...) diceva a Pannella, il quale agitava lo spettro del solito sciopero della sete (ma non li aveva "convertiti" questi radicali?), che dovevano accontentarsi perché "essere candidati non è come prenotare il posto al teatro e poi farcisi portare" e il Parlamento "non è un tram per cui si prenotano i posti";
  3. oggi sempre lo stesso Veltroni (o forse era il suo "replicante" non ben sincronizzato con l'originale?) smentisce sé stesso (ma non era Berlusconi il "Re delle smentite"?) e rimedia un posto da capolista in Sicilia per Lumia...

A parte l'impressione di caos totale, al quale contribuiscono certe "santificazioni mastelliane" pronunciate a Ballarò con accento veneto (Mastella? «Ha fatto bene al Paese perché ha fermato il governo e adesso c'è un partito come il Pd che ha un programma moderno»... forse a Calearo non avevano detto che Prodi è il presidente del partito per cui è candidato...), per non dire della stroncatura del viceministro Visco («Per carità di Dio, spero non lo ricandidino»), che stando a Veltroni avrebbe fatto tanto bene... a parte queste bazzecole, dicevo... adesso chi glielo va a dire ai Radicali (e a tutti gli altri trombati eccellenti) che devono accontentarsi?
Credete che saranno contenti di fare la parte dei cornuti e mazziati?

Sììì!!! La vita è tutta un quiiiisss!!!

PS: una annotazione curiosa.
Guardate come riportano
sulla Repubblica (ovvero il quotidiano di Carlo De Benedetti) la notizia della "scivolata" di Calearo:

"... ieri sera a Ballarò, secondo quello che riportano alcuni organi di stampa, Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica fino alla scorsa settimana, rende omaggio a Clemente Mastella perchè, tutto sommato, è stato "provvidenziale". Non avendo votato la fiducia al governo Prodi ha tolto la spina ad un esecutivo in agonia da sempre e ha fatto posto "per fortuna a un partito come il Pd che ha un programma moderno".

Nel pienone di dibattiti, talk show e tribune politiche può darsi che ieri sera Ballarò sia sfuggito ai più, sul momento. Stamani però l'intervento di Calearo viene riportato dai giornali, finisce in rassegna stampa..."

Capito? "Secondo quello che riportano alcuni organi di stampa"!
Per la serie, "come insinuare nel lettore il dubbio che la notizia non gradita all'editore di riferimento potrebbe essere falsa o esagerata", ovvero "io non c'ero, ma se c'ero dormivo...".
E' Giornalimo di Alta SQUOLA, Bellezza!

PPS: e per favore, basta con sta storia degli "scatti in avanti" (pure questo mi ricorda qualcosa di già visto).
Ci avete portato sull'orlo del baratro e volete pure che ci buttiamo di sotto?
Aho! Coglioni sì, ma fino a un certo punto!


giovedì, 28 febbraio 2008

Ancora sul "giallo" del documento dei medici

E ci risiamo. E' una vecchia abitudine, un vecchio trucco. Quando si fa parte di una minoranza di illuminati - di gente che ha sempre ragione, che sa veramente come funziona il mondo - e non del popolo bue, si ha una certa tendenza ad usare la maiuscola e il plurale maiestatis.
E così piccoli gruppi di persone finiscono per rappresentare la totalità.
Se uno sparuto manipolo di studenti manifesta perchè il ministero vuole introdurre lo studio della patata o perchè il Turkmenistan ha dichiarato guerra all'Ossezia, davanti alla scuola o all'università in genere ci saranno "gli Studenti che protestano". Anche se sono dieci, e gli altri ne hanno approfittato per tagliare.
I rivoluzionari rappresentano ‘sempre’ il Popolo, tutto quanto; anche se sono all'1%. Perchè gli altri o non sanno quello che fanno oppure sono reazionari e dunque non contano.
E così in tanti altri casi. Le Donne vogliono. I Metalmeccanici chiedono. Noi Italiani siamo convinti che. I Medici...

I Medici. Già, i Medici. Può capitare che i giornali pubblichino un documento fatto passare come "i Medici dicono che", mentre si tratta di una bozza mai neanche discussa dall'Ordine. E su questo costruiscano uno scoop.
E quando Avvenire fa notare la cosa, scoppi la baraonda: "I Vescovi contro i Medici".

Magari ai normali medici avrebbe fatto anche piacere essere informati che qualcuno parla a loro nome. Così da potere alzare la mano dicendo, "
Non sono poi così d'accordo".
Ma che ci volete fare, è un vizio antico. Noi Scrittori lo sappiamo bene.

Berlicche socio di SamizdatOnLine

Argomenti correlati:

* Avvenire stia al suo posto –
Il Foglio
* “Ci accusate ci ciò che voi inscenate”. Lettera aperta a Michele Serra - Avvenire
* In quell’impeto di titoli forti un deficit di buon giornalismo - Avvenire
* Il presunto "giallo" del documento dei medici - Gino
* Alcune donne scrivono a Veltroni, Bertinotti "ora basta!" – CulturaCattolica
* Irriducibili - Vinoemirra
* Ordine dei medici: iI "giallo" del documento mai votato – Radioformigoni


scritto da: Faramir alle ore 11:08 | link | commenti (2)
categorie: politica, sanita, giornalismo alle vongole
martedì, 26 febbraio 2008

Il presunto "giallo" del documento dei medici

Non ho tempo per riassumere tutta la vicenda, ma ormai chi mi legge regolarmente dovrebbe sapere come funzionano certe "manovre" diversive tipiche dei "Grandi Quotidiani Indipendenti".

D'altra parte il direttore di Avvenire sa difendersi bene da solo (d.b. = Dino Boffo).
Notare il Post scriptum... ;-)

Qui mi limito a riportare quanto Avvenire metteva in prima pagina domenica scorsa:

"Nasce un giallo sul documento diffuso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici con posizioni discutibili su temi eticamente sensibili. Ma nel Consiglio nazionale era stato approvato un testo che riguarda i temi di politica sanitaria che i medici segnalano ai partiti in vista delle elezioni."

Da confrontare con una dichiarazione dell'Ordine dei Medici di Lombardia:

lunedì 25 febbraio 2008 16.59
ABORTO, MEDICI LOMBARDIA CONTRO ORDINE NAZIONALE
"Non è mai stato messo in votazione (e quindi neanche approvato) il documento oggetto del comunicato stampa diffuso dalla FNOMCeO". Lo affermano in una nota i presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio. "I Presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio - si legge nel testo - dichiarano che l'oggetto del comunicato stampa è stata una relazione presentata insieme ad altre 13 relazioni sui temi più diversi" e "ricordano che la discussione si è concentrata sul testo del documento conclusivo", l'unico che "esprime il parere condiviso dei presidenti presenti mentre le singole relazioni, tutte di grande importanza e meritevoli di precise, attente e future valutazioni, non sono state oggetto di votazione". Il comunicato diffuso oggi a Milano si conclude con la richiesta dei presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia che "venga convocato d'urgenza un Consiglio Nazionale".

Ma potete stare tranquilli che queste dichiarazioni non finiranno sulle prime pagine di Corriere, Repubblica, Unità, ecc.
Sui quali però continuerete a leggere tante parolone in tema di "laicità", "diritti civili", e simili.
Cominciassero a praticare un po' di professionalità e ad avere un minimo di dignità...


scritto da: Faramir alle ore 10:34 | link | commenti (1)
categorie: sanita, giornalismo alle vongole, ru-486, legge 194
domenica, 17 febbraio 2008

Aborto e legge 194: manipolazione giornalistica

Sempre a proposito dell'aborto di Napoli, di cui si parlava nei post precedenti, molto istruttivo anche questo post di Kagliostro, per capire a che livello di manipolazione possano arrivare le "notizie" che leggiamo sui "Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti" di questo strano e schizofrenico Paese.

Stendiamo un velo pietoso sulle scene di isteria collettiva viste nei giorni scorsi...


scritto da: Faramir alle ore 01:31 | link | commenti
categorie: giornalismo alle vongole, legge 194
giovedì, 13 dicembre 2007

Agenda Rep.

[...] Del resto, è notorio che i leader politici simpatici a Repubblica cercano di convincere gli avversari a passare dalla loro parte promettendo loro che nella prossima legislatura non conteranno un cazzo. Ed è altrettanto risaputo che se gli atti secretati li pubblica la concorrenza ci troviamo in un Paese a rischio, se li pubblica D’Avanzo siamo di fronte al meritorio atto di responsabilità di una inflessibile e coraggiosa sentinella della democrazia.

Se a tutto ciò si aggiunge la “preveggenza” della senatrice diessina Anna Finocchiaro, che in sede di dibattito sulla Finanziaria aveva interpretato il trailer di questa nuova commedia all’italiana scodellata dal quotidiano di Ezio Mauro, il quadro è completo. [...]

(Fonte: L'Occidentale)

Poi se la prendono se qualcuno insinua che i Pm pendono dalle labbra di Prodi & C. e che nelle procure l'agenda la stabilisce la redazione di Repubblica...

scritto da: Faramir alle ore 16:52 | link | commenti (2)
categorie: politica, giustizia, sinistra, giornalismo alle vongole

Santa Claus Is Coming to Town

Avvistata slitta trainata da renne sopra Napoli...

"I due pm di Napoli sono finiti sui giornali (e che giornali!). E' arrivato Babbo Natale anche per loro. D'Avanzo si può togliere la barba bianca. [...]"
(Peppino Caldarola)

You better watch out
You better not cry
Better not pout
I'm telling you why
Santa Claus is coming to town

He's making a list,
And checking it twice;
Gonna find out Who's naughty and nice.
Santa Claus is coming to town

He sees you when you're sleeping
He knows when you're awake
He knows if you've been bad or good
So be good for goodness sake!

O! You better watch out!


Sì, guardate fuori dalla finestra (che qualcuno potrebbe stare là ad origliare), ma soprattutto state attenti a quello che dite al telefono, o potreste finire sulla lista dei "cattivi"... non quella di Babbo Natale, però.
Già. Non c'è solo lui che si diverte a controllare quando dormite o quando siete svegli...


scritto da: Faramir alle ore 16:11 | link | commenti
categorie: politica, giustizia, sinistra, satira, giornalismo alle vongole
sabato, 27 ottobre 2007

Soldi alla Chiesa, verità e bugie

Dalle parti di Repubblica continuano a fare finta di non sentire le puntuali smentite delle fantasiose accuse contenute nelle "inchieste" (sic!) di Curzio Maltese.

Sono veramente ridicoli.

Vi segnalo un dossier dedicato all'argomento. Da diffondere capillarmente.

 


venerdì, 12 ottobre 2007

Cromosoma sintetico... di bufala?

Un amico mi segnala questa notizia.
Vuoi vedere che la lezione coreana non è servita a niente?

Un po' di prudenza non guasterebbe in certi settori. Prima di pubblicare articoli trionfalistici ("un gigantesco balzo in avanti", "la vita non è più un miracolo", ...) sempre meglio attendere conferme da fonti qualificate.

Quelli di Aduc sono addirittura arrivati oggi a dare la notizia smentita ieri...

[...] A consultare il ricercatore italiano che ha maggiori titoli sull'argomento si hanno risposte molte circostanziate e "off record": "Venter ha pubblicato solo qualche mese fa un lavoro sull'argomento che se letto con attenzione riferisce di un mare di problemi che ancora non si sa come risolvere. Questo non significa che il risultato è impossibile, ma che perlomeno non è a portata di mano. Il resto ha a che fare con il mondo dei media di cui preferisco non parlare". [...]

Davvero... meglio un "no comment".

scritto da: Faramir alle ore 11:36 | link | commenti (2)
categorie: scienza, giornalismo alle vongole
lunedì, 01 ottobre 2007

Repubblica dà i numeri: disinformatsija anticlericale a go-go

Per i dettagli sulle cavolate anticlericali sparate da Curzio Maltese (dietro suggerimento dei soliti beceri radicali) su Repubblica di venerdì scorso, si veda questo articolo.

Qui mi limito a citare il rettore dell'università Lumsa, Giuseppe Dalla Torre:

«La Chiesa non è una casta, ma è parte del popolo», e «le sue opere sociali, educative e assistenziali» portano anche «risorse nelle casse dello Stato». «Fatto salvo che l'8x1000 non è una tassa, sarebbe opportuno chiedersi, invece, quante risorse la Chiesa porta nelle casse dello Stato con le sue opere sociali, educative e assistenziali, garantendo ben altro rapporto di tipo umano che non si può quantificare in termini economici»

Già. Sarebbe opportuno. Ma sono sicuro che a Curzio & C. non interessano questi "dettagli".
Si veda pure l'editoriale di Carlo Cardia, che parla giustamente di "una delle più colossali operazioni di disinformazione degli ultimi tempi".

Sarebbe anche ora che i tanti ignoranti in circolazione, che periodicamente si gonfiano - come bitorzoluti rospi - di rumorosa indignazione, cominciassero a capire la differenza tra Stato del Vaticano e Conferenza episcopale italiana (Cei).
Magari a qualcuno interessa sapere come funziona il Consiglio Cei per gli Affari economici?

E in conclusione, riporto il commento di Gianni Gennari, alias Rosso Malpelo:

«Repubblica»? Dà i numeri!

[...] faccio una semplice proposta. "Repubblica" faccia un'inchiesta a suon di cifre - dalle sue parti i matematici danno spesso i numeri - su quanto costa allo Stato un posto letto ed un malato dei suoi ospedali, un alunno ed un docente delle sue scuole, un anziano nei suoi ricoveri, un immigrato nei suoi centri di "accoglienza" - spesso vituperati da "Repubblica" - un assistito dai suoi centri di igiene mentale e di recupero, e via via altre urgenze scoperte cammin facendo, sommi il tutto moltiplicandolo per il numero di "assistiti" in complesso dalla Chiesa italiana, lo confronti con l'"8 per mille" e magari anche con i costi della "casta" politica.
Annoto che così non consideriamo il valore dei beni espropriati alla Chiesa prima e dopo la presa di Roma, quel valore che fino al 1984 dava origine alla "congrua", vista appunto come "compensazione" del passato... Se non ce la fa da sola, "Repubblica" si faccia aiutare come ha già fatto, ma per favore non dai radicali. Loro da decenni i numeri li danno sbagliati... Poi magari se ne riparla...


Di fronte a tante menzogne di chiaro stampo stalinista propalate a mezzo stampa, trovo vergognoso che l'ordine dei giornalisti non abbia nulla da dire. Ma la cosa non mi sorprende. Tale ordine (e non solo quello) andrebbe abolito.

giovedì, 13 settembre 2007

RU486, legge 40, ibridi: la disinformazione continua

Penso che i direttori dei "Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti", nonché molti "opinion makers", fulgide "blog stars" e intellettuali "à la page" sempre in prima fila a sentenziare (nonostante non ci azzecchino quasi mai) farebbe bene ricordarsi cosa successe 2 anni e 3 mesi fa:

"Alla luce dei numeri e voltandosi indietro per guardare alla campagna referendaria, emerge uno scenario per cui ciò che pensa il Paese reale coincide sempre meno con le idee degli opinion makers e delle élites intellettuali. Ieri gli italiani hanno forse riscoperto le loro radici millenarie, perché se è vero che lo Stato è laico e la società secolarizzata,  è altrettanto vero che questo voto boccia il credo laicista e il totem dello scientismo sganciato dai valori morali."
(Mario Sechi, Il Giornale, 13/6/2005)


Già. Perché a leggere i giornali sembra che l'amnesia selettiva sia il male più diffuso in certi ambienti.

A sentire loro, le priorità irrinunciabili di questo Paese sarebbero:

1) La commercializzazione della pillola abortiva Ru486, nonostante che - oltre a violare la legge 194 - l'aborto chimico costituisca un metodo "lungo, doloroso, meno efficace e con una mortalità almeno dieci volte maggiore rispetto a quello con procedura chirurgica".

2) Stravolgere la legge 40 in tema di fecondazione assistita, sulla quale continuano gli attacchi strumentali, per tornare al (redditizio) far-west della provetta, nonostante il flop clamoroso dei recenti referendum abrogativi. E a questo scopo non si  fanno problemi a fantasticare sulle statistiche. Il (loro) fine giustifica i mezzi evidentemente...

3) Farci credere che la ricerca scientifica non debba avere limiti e garantisca miracoli, anche quando alcuni ricercatori, in cerca di fama (e finanziamenti) vanno contro alle più elementari norme di sicurezza e di efficacia, per non parlare del buon senso. E sui giornali è la fiera delle approssimazioni.


Ma temo che faranno finta di niente e resteranno come li descriveva, in quel fatidico 12 giugno 2005, un anonimo redattore di uno dei suddetti Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti:

[...] Rapiti, anche loro come tanti, dal monolitismo ideologico, dalla logica del pensiero unico, dalla blindatura totale di qualunque possibilità di ragionamento al di là dei recinti del Capezzone pensiero. Slogan da trasformare in requisitorie. Con la certezza pannelliana di essere sempre nel giusto. Di essere solo loro nel giusto. [...] 


"Anonimo" perché in certi ambienti "democratici" ad andare contro il pensiero unico si rischia grosso...

venerdì, 07 settembre 2007

Manipolazioni

C'è chi è specializzato in manipolazioni cellulari e chi si diletta nel manipolare i propri lettori...

«Staminali, Londra dice sì a embrioni uomo-animali»: così il titolo dell'«Unità» di ieri; poi nel sottotitolo: «Le cellule serviranno a curare Parkinson e Alzheimer». Salvo però poi, nel testo dell'articolo di Pietro Greco, modificare non poco il senso della notizia dicendo che l'esperimento è basato su «l'idea che la clonazione per trasferimento di nucleo possa diventare una fonte di cellule staminali embrionali umane, che a loro volta (…) potrebbero un giorno essere utilizzate nella lotta ecc. ecc.». Nel titolo, insomma, si dà per certo ciò che nell'articolo, invece, è sottoposto al pesante condizionale di un «possa» e un «potrebbero». Ma oltre l'ovvia manipolazione dei lettori è interessante la chiusa dell'articolo, quando «l'Unità» si rallegra per la sconfitta dell'«idea astratta (e non scientificamente fondata) di protezione dell'essenza dell'uomo». Come se invece le idee di solidarietà, o giustizia, o eguaglianza, fossero, quelle sì, «scientificamente fondate».
(Ernesto Galli della Loggia, 7 Settembre 2007)

Magie del relativismo etico...

scritto da: Faramir alle ore 17:35 | link | commenti (4)
categorie: bioetica, cellule staminali, giornalismo alle vongole
mercoledì, 29 agosto 2007

Bufale fiscali di matrice radicale

Questa telenovela dei presunti "privilegi" fiscali elargiti alla Chiesa cattolica ha dei risvolti esilaranti, che in passato hanno coinvolto anche l'ormai mitico "cattolico adulto", ma dato che si tratta di una bufala che viene riciclata con frequenza semestrale, non mi pare il caso di perderci tempo.
Quindi vi rimando al dossier sull'argomento composto da Avvenire e agli editoriali di oggi sullo stesso Avvenire e sul Giornale.
Oppure a questo o quello dei miei vecchi post del 2005... riciclare fa bene all'ambiente Web!

PS: comunque, certi parlamentari italiani farebbero furore come redattori de L'Asino di Podrecca o del Vernacoliere... in quanto alla politica meglio se lasciano perdere.
Certi giornalisti di Repubblica, invece, si diano all'ippica...

mercoledì, 08 agosto 2007

Giornalismo d'inchiesta e giornalismo d'accatto

Invece di inventarsi favole sui preti che evaderebbero le tasse (e fare allusioni alle prediche che tacciono sull'argomento evasori fiscali), quelli di Repubblica dovrebbero prendere esempio dai "cugini" dell'Espressonegli armadi dei sindacati.
Sembra ci siano parecchi conti opachi e privilegi su cui indagare...
e andare a frugare

Fatturati miliardari. Bilanci segreti. Uno sterminato patrimonio immobiliare. E organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro. Temuta perfino dai partiti

scritto da: Faramir alle ore 13:51 | link | commenti
categorie: sindacati, chiesa cattolica, giornalismo alle vongole

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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