Gino

venerdì, 02 maggio 2008

Trasparenza, non voyeurismo. Il colpo di coda dell’on. Visco

PUBBLICATO L’ELENCO DEI CONTRIBUENTI. MA L ’AUTHORITY NON CI STA

Giorgio Ferrari (Avvenire, 1/5/2008)

Come minimo conside­riamola una scelleratezza. Per due ragioni almeno: la prima perché l’obbligo di una trasparenza erga omnes può valere al massimo per i personaggi pubblici, gli uomini politici, i grand commis di Stato (ma anche qui con giudizio: quando Romano Prodi venne scrutinato clandestinamente 128 volte ci fu giustamente un’inchiesta della Procura); la seconda perché rendere accessibile la consistenza patrimoniale di tutti i contribuenti può da un lato vellicare la legittima curiosità dei cittadini (legittima? Davvero siamo così contenti che il nostro vicino di banco ci possa fare i conti in tasca?) ma certamente fa un regalo inaspettato a chi era indeciso su chi taglieggiare, chi rapinare, chi rapire e fino a ieri esitava, dubbioso se gettarsi sul piccolo imprenditore di provincia piuttosto che sul facoltoso notaio. Per più di ventiquattr’ore tuttavia ogni segreto circa le denunce dei redditi non è stato più tale. Ad autorizzare la pubblicazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate degli elenchi di tutte le dichiarazioni dei contribuenti italiani relative ai redditi del 2005 è stato il direttore Massimo Romano, ma diciamo pure che il responsabile politico dell’operazione è il mai dimenticato Vincenzo Visco. «Tali disposizioni - hanno spiegato al ministero - sono sottese a perseguire la finalità di interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati in possesso dell’amministrazione finanziaria in tema di dichiarazioni fiscali mediante la pubblicazione di appositi elenchi». Tradotto dal burocratese, significa una cosa sola: che chiunque ieri poteva controllare la situazione patrimoniale di qualunque cittadino italiano.

Come valutare questo regalo di fine legislatura? Male, diremmo, anzi: malissimo. Perché la casa di vetro che la malintesa demagogia ministeriale intendeva magnificare ci convince assai poco. Pensiamo invece ai danni concreti che questo diluvio di dati sensibili improvvisamente aperti a tutti potrebbe arrecare: con un po’ di pazienza e di lavoro notturno - e abbiamo notizia di molti che lo hanno fatto - si poteva scaricare da internet una miriade di elenchi di contribuenti attingendo da questa banca dati virtuale che non negava risposte a nessuno, bastava connettersi e domandare. E non fatichiamo a immaginare ­come le associazioni dei consumatori hanno tempestivamente segnalato - che i più ghiotti e curiosi fra i navigatori della rete saranno stati appunto i criminali, ai quali questo dono provvidenziale dev’esser parso più che gradito. Tanto che la definizione dell’Adusbef di 'molestie fiscali' ci pare assai appropriata. Ma non esisteva forse un garante della privacy? Un’autorità cioè che proprio in questi casi è chiamata a intervenire? C’era, anzi c’è, ma a quanto si capisce non era stata informata. E non a caso appena lo ha saputo ha intimato al ministero di bloccare l’accesso al sito delle entrate, rendendo parimenti conclamato il conflitto fra organismi dello Stato. Perché dell’inutilità e della pericolosità del provvedimento se ne poteva rendere conto chiunque, bastava riflettere un istante. Cosa che al ministero evidentemente non è accaduto.

Conclusione mia: addio, decisamente senza rimpianti.


scritto da: Faramir alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: fisco, idiozia
martedì, 29 gennaio 2008

Idiozie «di scopo»

Se ne sentono tante in questi giorni.

Da quelli che hanno qualche problemino con addizioni e percentuali, a quelli che mi ricordano certi ragazzini "sboroni", sempre a rompere le scatole con le loro sfide temerarie, salvo poi fare brusche retromarce, motivandole con patetiche scuse fatte presentare dalla mammina (o dal proprio "braccio destro").

Oppure, quei poveretti che - resisi conto di avere fatto una cagata colossale e di trovarsi nella palta fino al collo - si rivolgono al proprio diretto concorrente e lo sfidano a fare lo stesso, "se ha coraggio"... ma coraggio di che?
Se tu hai fatto una scemata, dobbiamo tutti diventare scemi per non farti sentire solo?
Ah-ho! Ma ci sei o ci fai?

Ci fa, ci fa... non bisogna essere particolarmente geniali per capire che lo "scopo" di un governo a termine per fare "una legge elettorale che garantisca la governabilità" sarebbe solo prendere tempo e cercare nel frattempo di rimediare al disastro prodiano.
E' evidente infatti che con qualsiasi sistema elettorale, se si va al voto nei prossimi mesi, Pd e sinistra estrema (insieme o separati) prenderanno una batosta di quelle epiche.

Ma qualcuno pensa che il Pd e la sinistra radicale sarebbero disposti a varare una legge elettorale per garantire al centrodestra una maggioranza ancora più solida di quella che guadagnerebbero con la legge elettorale vigente?
Comunisti sì, ma fessi integrali no...

E non venitemi a raccontare di mitiche rimonte d'altri tempi, che certe cose le faceva solo Bartali (un Gino mica per niente...). Infatti non ci credono nemmeno loro.

Se poi la campagna elettorale di Veltroni avrà come strategia il "Pd che rappresenta il nuovo e la Cdl che invece è il simbolo di un vecchio modo di fare politica", beh... direi che sarà facile smontarla.

scritto da: Faramir alle ore 14:20 | link | commenti (12)
categorie: politica, satira, idiozia, uolter veltroni
lunedì, 21 gennaio 2008

Le bugie dei Radicali

Con Pannella è Carnevale tutto l'anno...Questa volta Pannella & C. l'hanno sparata troppo grossa (sarà il clima da Carnevale ormai imminente...).
Tanto grossa che hanno costretto il TG1 a trasmettere un comunicato nell'edizione di prima serata (la più vista) per precisare che i dati dei Radicali sullo spazio concesso al Papa dai telegiornali sono sbagliati.
E sbagliati alla grande, come qualsiasi persona che non vivesse su Marte potrebbe testimoniare per esperienza diretta.

D'altra parte, se costruiscono "statistiche ad hoc" in modo che la realtà si adatti alle loro strampalate teorie, poi non si dovrebbero lamentare che nessuno (a parte i nipotini di Stalin dei Collettivi Studenteschi - novelli Beria de noantri - e certi tipi balzani che passano pure per essere blogger acuti e brillanti...) li prenda sul serio.
Ma è sempre stata questa la strategia dei Radicali: sparare numeri assurdi per conquistare le prime pagine, tanto poi quello che resta nella memoria della maggior parte dei lettori sono i titoli cubitali, non le rettifiche con riferimenti ai dati reali rilasciate da parte di coloro che affrontano gli argomenti in maniera razionale.

Scusate, ma giudicate voi stessi.
Cosa pensereste di chi vi venisse a dire che i telegiornali delle reti Rai dedicano il 30 (TRENTA) per cento del loro spazio al Papa e ad altri esponenti della Chiesa Cattolica (immagino si riferiscano a vescovi, cardinali, sacerdoti e religiosi, dimenticandosi che la Chiesa Cattolica è formata anche da laici)?
Immagino che la prima reazione sarebbe di stropicciarvi gli occhi e di darvi un pizzicotto, per aver la certezza di essere svegli.
Dopodiché, probabilmente vi fareste una risata e suggerireste al soggetto in questione di non eccedere con gli alcolici (o gli spinelli, visto di chi si tratta...).

Eppure è facile ottenere una "statistica" (metto le virgolette per rispetto dei veri statistici, che potrebbero offendersi del paragone improprio) che dia ragione a questi deliri.
Basta considerare come 100 la somma dei tempi riservati ai seguenti quattro soggetti: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Governo e Vaticano (intendendo con esso il Papa e gli altri esponenti della Chiesa cattolica).
Il tutto spacciato, come al solito, per "dati documentati e verificati della realtà" che dimostrerebbero (rullo di tamburi) la sistematica "occupazione del sistema dell'informazione da parte di esponenti del clero".
Ma trattenetevi ancora un attimo dallo scoppiare a ridere, per favore.

Aggiungiamoci pure che considerando i tempi effettivi, il TG1 è "accusato" (che "felloni", complici degli "oscurantisti clericali"!) di aver dedicato a Papa e altri esponenti della Chiesa la "incredibile" cifra di 26 ore, 35 minuti e rotti... in circa 2 anni e 9 mesi! Ovvero, dal 19 aprile 2005 (elezione Benedetto XVI) al 14 gennaio 2008.
(Per inciso, un'altra questione da tenere presente riguarderebbe anche il "modo" in cui nei telegiornali si affrontano argomenti relativi alla Chiesa Cattolica e alla religione in genere, che spesso non ricevono un trattamento "benevolo", anzi...)

Avete smesso di rotolarvi dalle risate?
Bene. Ricomponetevi, per favore...
Ora potete leggere come stanno veramente le cose.


Le bugie dei Radicali
 Sono senza fondamento i numeri diffusi nei giorni scorsi dall’esponente dei Radicali, Marco Pannella, durante la trasmissione 'Porta a porta', sulla presenza della Chiesa cattolica e del Papa nei telegiornali delle tv italiane.
  Secondo i dati del Centro di ascolto radiotelevisivo radicale, da quando Papa Ratzinger è stato eletto, il Tg1 gli avrebbe dato mediamente il 29,13% degli spazi, il Tg2 il 32% e il Tg3 il 25%. In un articolo pubblicato ieri dal quotidiano «Italia oggi», questi numeri vengono smentiti dalle cifre dell’Osservatorio
Isimm ricerche, che fornisce i dati ufficiali all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. «Alla voce Vaticano e altri soggetti religiosi – si legge nell’articolo –, il tempo dedicato all’argomento, raggiunge il 3-4 per cento in Rai e una cifra quasi sempre inferiore in Mediaset». Inoltre, secondo i dati diffusi da CanaleTre sui passaggi televisivi, il Vaticano è in linea con gli spazi dati a Francia, Gran Bretagna, e molto lontano da quelli dedicati agli Stati Uniti.
(Fonte: Avvenire 20 Gennaio 2008)

Concludendo, intoniamo tutti insieme:
Para-para-pà... para-para-pà... para-para-pa-ppà... figura di merda!

Due incontestati maestri della politica spettacolo...

lunedì, 14 gennaio 2008

L'intolleranza dei libertari

A quei poveri bischeri, malati di crassa ignoranza, che vorrebbero impedire a Benedetto XVI di partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università La Sapienza di Roma, ha già risposto degnamente il laico Pierluigi Battista, sul laicissimo (a volte laicista) Corriere della Sera.
Inutile aggiungere altro.

Una risata li seppellirà.

Mi limito a ricordare come l'Università La Sapienza - che qualche buffo buontempone alla Odifreddi vorrebbe vietare al Papa - venne fondata oltre sette secoli fa (20 Aprile 1303) proprio per volontà di un altro pontefice: Bonifacio VIII.
Quello spumarino pallido di Enrico Boselli dovrebbe fare un ripassino di Storia...

PS: forse rendendosi conto dell'idiozia di tutto ciò, iniziano ad arrivare le prime defezioni.

 


scritto da: Faramir alle ore 15:22 | link | commenti (3)
categorie: laicismo, idiozia, università, benedetto xvi
mercoledì, 24 ottobre 2007

La Toscana si candida al prossimo Nobel per la Pace

Se l'hanno dato ad Al Gore per un documentario pieno di balle, volete che lo neghino alla Regione Toscana dopo questa demenziale campagna?

Ne parlano anche il Filo a Piombo, Gianmario Mariniello, Davide Giacalone, Lupo di Gubbio...

La domanda sorge spontanea: ma idioti si nasce o si diventa?

scritto da: Faramir alle ore 18:13 | link | commenti (14)
categorie: idiozia, omosessualità, politically correct, propaganda gay
venerdì, 19 ottobre 2007

Il governo delle liberalizzazioni? Me cojoni!

Apprendo da questo articolo di Punto-Informatico.it che il Governo ha varato una nuova normativa sulla stampa che (se restasse così com'è) avrebbe la conseguenza di limitare in maniera pesantissima la libertà di espressione su Internet.

In parole povere, "qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione", quindi altre "spese, burocrazia, procedure" e soprattutto, controllo statale su qualsiasi opinione, con l'ovvia spada di Damocle di una denuncia per diffamazione, se per caso si critica in maniera eccessiva l'operato di qualche membro di una delle tante "caste" italiche. Con l'unica eccezione delle offese alla religione cattolica, che può essere dileggiata tranquillamente senza temere conseguenze, come dimostrano certe "inchieste" di Repubblica.

Sarebbero queste le ormai mitiche "liberalizzazioni" bersaniane?
Cosa ne pensano i milioni di gonzi che hanno votato per questi buffoni?
Spero che alla notizia venga dato lo spazio che merita, prima che lo stesso governo, rendendosi conto dell'assurdità di una tale norma, "sbianchetti" i passaggi più vergognosi (e tecnicamente inutili per i più sgamati: se apro un blog sotto falso nome tramite un provider che si trova in Russia, utilizzando un servizio di anonymizing, come fanno a rintracciarmi?).
Ma temo che anche in questo caso, come per il catastrofico (per le finanze pubbliche) lancio del portale Italia.it, i Grandi Quotidiani Indipendenti chiuderanno un occhio. O tutti e due. Di sicuro scordatevi i titoli a caratteri cubitali riservati ad ogni proposta del governo Berlusconi.

A proposito, pare che il ministro Rutelli stia pensando seriamente di rottamare il più costoso e fallimentare progetto web mai varato dal Governo, perché ormai superato nello stile dell'interfaccia utente e pieno di errori nei contenuti. Una pessima pubblicità per il Paese che questo governo aveva intenzione di "rilanciare".
"E io pago!", direbbe Totò. Siamo ridotti a ridere per non piangere...
(Scusate il titolo scurrile, ma me li hanno veramente fracassati. Nell'immagine: l'effetto che mi provoca la visione di uno dei cento e passa rappresentanti dell'attuale governo)


scritto da: Faramir alle ore 12:52 | link | commenti (5)
categorie: politica, internet, idiozia, libertà
venerdì, 10 agosto 2007

Sempre più in basso...

Ormai sembra che non ci sia limite al peggio. Durante l'estate poi, i politici e i giornalisti italiani sono perfettamente in sintonia nel proporci una serie di "esternazioni" della serie "chi la spara più grossa".
Dello "sceriffo" Gentilini non dovrebbe sorprende la rozzezza e del "disobbediente" e (purtroppo) onorevole Caruso non dovrebbe meravigliare lo stile sovversivo.
Entrambi sono elementi ben noti e recidivi.
Ma a parte la doverosa critica ai rispettivi partiti che li hanno sponsorizzati (ve l'ha ordinato il dottore di candidare dei buzzurri?), occorre anche dare il giusto peso alle cose.

Perché un vicesindaco leghista che abbaia contro i "culatoni" per le loro "esibizioni" in luogo pubblico, ma non morde (non mi risultano spedizioni di squadre leghiste contro omosessuali o simili in "territorio padano"), per quanto volgare sia non è certo sullo stesso livello di pericolosità di un leader dei movimenti antagonisti - ben organizzati ed abituati ad atti di vandalismo e "prove di forza" contro le forze dell'ordine - che definisce "assassini" due giuslavoristi, uno dei quali già ucciso vigliaccamente dai terroristi delle Brigate Rosse (una sorta di "condanna post-mortem").
Anche perché Caruso e gli antagonisti non sono soli, e certe cose sono in tanti a dirle nel centrosinistra, anche se con toni meno sguaiati:


«Caruso esagera perché parla ai suoi, al suo mondo, e quello è il suo linguaggio, ma ciò che ha detto non è molto peggio di quello che ha scritto Beppe Grillo nell’introduzione del suo libro. C’è un conflitto tutto interno alla maggioranza sulla legge Biagi». [...]
«Non credo alle dissociazioni che ci sono state da Caruso, perché in questi anni ho sentito lanciare parole pesanti come pietre. Penso anche a quando Prodi disse che la legge Biagi aveva bruciato un’intera generazione. E anche prima ci sono state parole che hanno creato il contesto culturale nel quale Marco fu ucciso. evidente comunque che Caruso non ha letto la legge».
Ossia?
«Tutta la legge alza il livello di sicurezza per i lavoratori: introduce per i minori il contratto formativo e per tutti i nuovi lavori estende le tutela sulla sicurezza».


E anche il Quirinale, che definisce
«indegno vaneggiamento» le parole di Caruso, dovrebbe essere più prudente nello sponsorizzare i pamphlet propagandistici di Beppe Grillo, che a sua volta definisce la legge Biagi genetrice di un “moderno schiavismo”, in
quanto causa principale del precariato in Italia.
Peccato che le cose non stiano affatto come dice Grillo, il quale farebbe bene a fare il proprio mestiere, il comico, e lasciare a chi ne capisce qualcosa il difficile compito di risolvere i problemi del mondo del lavoro. Senza demagogia e pregiudizi ideologici.



scritto da: Faramir alle ore 10:33 | link | commenti (10)
categorie: lavoro, idiozia, omosessualità
lunedì, 06 agosto 2007

Lampi d'estate

Dovendo recuperare un po' di giorni, in cui il clima vacanziero mi ha tenuto lontano dal blog, mi viene spontaneo dedicare questo post ad una delle opere del grande umorista inglese P.G.Wodehouse (vedi immagine a lato).

D'altra parte, se "tutto può accadere nei giardini e nei saloni del Castello di Blandings", anche in Italia e d'intorni non si scherza... e ormai siamo al punto che si ride per non piangere.

Può capitare infatti che, a sentire certi "progressisti", tra i "diritti civili" dovrebbe essere compreso anche quello al "rapporto orale in luogo pubblico", ma solo se siete gay, eh!
Come se non bastasse, tra gli indignati che attaccano duramente le forze dell'ordine per la doverosa denuncia di atti osceni in luogo pubblico, ci sono anche una sfilza di ministri e parlamentari. E se non stupisce che dalla parte dei gay "a prescindere" ci stiano la Pollastrini, Ferrero, Pecoraro Scanio e Grillini, stupisce un po' la presa di posizione del ministro Rosy Bindi, che ha definito "eccessiva" l'indagine (non il comportamento dei due ragazzotti...) e "ingiusto" l'arresto (che non c'è stato, trattandosi solo di un fermo di polizia), perché "proprio in questi giorni la Cassazione ha riconosciuto alle persone il diritto a manifestare il proprio orientamento omosessuale". Ma per manifestare il proprio orientamento sessuale è indispensabile fare porcherie in strada?
Anche il gaio filosofo del "pensiero debole" Vattimo (pur tra mille distinguo e fantasiose accuse di "accanimento"), nell'occasione, si è dimostrato più prudente dichiarando che «se tra i due giovani era in corso un rapporto orale in mezzo alla strada, forse non va proprio bene». Forse, eh? Beh, almeno sul marciapiedi, che diamine!

Anche la proposta avanzata da Elton John di "chiudere Internet" per 5 anni non è da sottovalutare in quanto a tasso di idiozia. Qualcuno (magari scelto tra i milioni di persone che con Internet ci lavorano e si guadagnano la pagnotta...) dovrebbe spiegare al gaio cantante che Internet non si può "chiudere" come fosse un qualsiasi locale pubblico, e che se la gente preferisce starsene in casa e non socializza, forse la ragione è data dal fatto che uscendo rischiano di incontrare persone come queste...

Intanto, tra i parlamentari italiani c'è qualcuno che (nonostante moglie e 4 figli a carico) pensa di essere protagonista in un film felliniano sulla "dolce vita" e si lascia andare a scappatelle imbarazzanti.
Ma ancora più imbarazzanti sono certe dichiarazioni del suo segretario di partito in tema di vita da parlamentare, stress, solitudine, che anche se frettolosamente smentite o rettificate, lasciano perplessi sull'utilità di certi partiti "centristi"...
Comunque, pur censurando il deputato Udc (la prossima volta che si sente solo si faccia consigliare da Sircana, almeno ...) e il suo segretario, mi chiedo con che faccia Diliberto possa fare affermazioni del genere:

«Ora voglio proprio vedere come voterà uno beccato a un festino hard, il giorno che voteremo in Parlamento sulla sacralità della famiglia».

E allora Diliberto, che parteggia per Fidel Castro ed Hezbollah, come fa a votare in materia di democrazia e libertà civili?

Che dire poi del nostro serafico Presidente del consiglio, il quale mentre chiede l'ennesima fiducia su un tesoretto che non esiste, per concedere un "munifico" aumento di un euro al giorno alle pensioni minime (ricordarte i facili sarcasmi sui tagli delle tasse da "30 cappuccini"? Se li regala Prodi 30 euro al mese invece...) e dare alle famiglie le briciole di quanto promesso (ricordate cosa dicevano a sinistra del "bonus bebé" berlusconiano? e le retoriche letterine ai bambini da parte dei loro genitori che da "persone oneste, non hanno ritirato i mille euro", abbondantemente linkate dai blogger filo-prodiani in campagna elettorale? Vediamo se ne scriveranno un'altra sul bonus prodiano...).
Contemporaneamente produce una controriforma delle pensioni a spese dei
giovani per permettere ad alcune migliaia di persone di andare in pensione a 58 anni, mettendo a rischio i conti dello Stato
e andando in direzione opposta a tutto il resto del mondo che alza l'età del pensionamento.

Poi, nella immancabile "intervista in ginocchio" concessagli da Famiglia Cristiana per rimediare ai sondaggi catastrofici, Prodi va a lamentarsi con i sacerdoti della Chiesa cattolica che non predicherebbero a sufficienza sul dovere di pagare le tasse.
Curioso che questo richiamo venga dal "cattolico adulto" che recentemente ha avuto da lamentarsi sulla "loquacità" delle gerarchie ecclesiastiche. Come sottolinea anche Avvenire, infatti:

«Per quanto riguarda la Chiesa si deve ricordare che quando parla della vita, della malattia, della famiglia, si sente dire che in questo modo deborda dal proprio campo, vìola la laicità dello Stato, coarta la coscienza dei cittadini. Mentre oggi la si invoca perché contribuisca a formare dei buoni cittadini. Chi non vede tra queste due posizioni uno stridore assoluto?»

Inoltre, per citare monsignor Forte:

«Le tasse vanno pagate ma chi chiede di farlo deve dimostrare, sia sul piano del bene comune sia su quello della propria personale sobrietà, di non essere un privilegiato e di non favorire alcun privilegio. Questo è fondamentale: la credibilità del legislatore».

E sulla credibilità di Prodi di dubbi ce ne sono parecchi (vedasi: Nomisma, Iri, privatizzazioni anni '90, presidenza della Commissione Europea, ecc.)
Per non parlare di chi pensa al "bene comune" sognando una banca...
Ma per restare ai "consigli per le omelie" che ha provocato diverse risposte risentite dalla Chiesa, non si può ignorare l'impegno profuso da diversi ex-dirigenti di Azione Cattolica o Fuci nel giustificare le parole del premier. Veri alter ego dei Bondi, Cicchitto e Schifani per quello che riguarda il centrosinistra. Senza dimenticare il direttore di Famiglia Cristiana, per il quale:

«Non c'è nessuna giustificazione per non pagare le tasse e se si vuole cambiare un tipo di tassazione ci sono mezzi adeguati per modificare le norme e fare una più equa redistribuzione degli oneri. È giusto che chi ha di più debba dare di più»

Ma caro don Sciortino, nessuno si sogna di incitare a non pagare il "giusto tributo" nell'interesse del bene comune. Però, come ricorda Flavio Felice:

«... non esiste una sola modalità di regime fiscale, quindi perchè mai un premier dovrebbe pretendere che la propria ricetta fiscale sia più morale di un'altra?»

Inoltre lo Stato non può pretendere di aumentare in maniera illimitata e arbitraria le tasse. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (al numero 2242) si richiama un passo della Gaudium et Spes che afferma:

«Dove i cittadini sono oppressi da un'autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica».

Quindi, se vanno oltre un certo limite, le richieste dello stato da legittime diventano abusi di autorità. E sono in tanti a sostenere che in campo fiscale, in Italia, siamo ben oltre tale limite.
Aggiungiamoci una citazione da una intervista al cardinale Saraiva Martins:

«Non possiamo dirci veri cristiani se non abbiamo nel nostro dna una sana ribellione contro tutte le ingiustizie. Dio la vuole, Dio è con quegli uomini che si tirano su le maniche della camicia e dicono “no” con forza e coraggio a tutti i soprusi. È un’azione nobile che può portare anche al dono totale della propria vita, e, se necessaria, all’effusione del sangue. La ribellione a Dio è odiata dal Creatore, ma quella contro le ingiustizie è da lui benedetta».

Beh, speriamo che l'effusione del sangue non sia necessaria, ovviamente.
E in merito ai
"mezzi adeguati per modificare le norme", forse don Sciortino non sa che in Italia è possibile sottoporre qualsiasi legge a referendum popolare tranne le leggi riguardanti la materia fiscale. Significativo, vero?
Insomma, comincio a pensare che Oscar Giannino abbia ragione da vendere.

Per adesso mi fermo qui...

PS: ora che ci penso, domani ricorrono 4 anni dal primo post su questo blog! Come vola il tempo quando ci si diverte...

scritto da: Faramir alle ore 17:56 | link | commenti (11)
categorie: politica, fisco, idiozia, prodi
martedì, 24 luglio 2007

«Cristo è di sinistra»

Dove si dimostra che anche i vescovi emeriti non sono immuni dai colpi di sole... per usare un misericordioso eufemismo.

scritto da: Faramir alle ore 16:52 | link | commenti (8)
categorie: sinistra, gesu, idiozia, chiesa cattolica
martedì, 17 luglio 2007

Dario Brown

Quando leggo Dario Fo mi domando che cosa significhi "Premio Nobel". La sua ultima uscita è, riportato da La Stampa e da La Repubblica (sabato 7), un intervento alla "Milanesiana" su «Cristo e le donne», furbesca anticipazione di un suo libro appena edito [business is business... e il vile denaro non fa schifo nemmeno a quelli "di sinistra" che di solito ne parlano tanto male...]. In quella conferenza Fo si è detto certo che «nel Cenacolo la figura di Giovanni è in realtà la Maddalena» [mizzega! e chi glielo ha detto? Prodi durante una seduta spiritica?] e poi, prendendolo per Vangelo, ha citato non so quale apocrifo: «Rileggendo l'intero Cantico dei Cantici, ci siamo convinti che Gesù conoscesse questo poema. Basta confrontarlo con i dialoghi che intesse con le donne di cui si dichiara preso d'amore. Lo ricordiamo volentieri. Salomè chiede: "Chi sei tu che ti siedi alla mia tavola e ti sdrai nel mio letto?". "Sono uno che con te si sente un corpo solo". E Salomè riprende: "Io sono solo una tua discepola?". E Gesù: "Io ti dico che quando si incontra qualcuno e con quello ci si unisce, il tuo corpo si scioglie nella luce e quando ci si abbandona in quello, tutto il tuo spirito s'affoga nel buio"» [strano che - in questa versione dei Vangeli - Gesù non risponda: "La seconda che hai detto!"... ci sarebbe stato bene, no?]. Un Nobel che parla come scrive Dan Brown.
(Controstampa, 15 Luglio 2007)

Un Nobel... un caso umano. Qualcuno lo aiuti, pliiiz (inglese rutellesco)!

scritto da: Faramir alle ore 17:17 | link | commenti (3)
categorie: satira, idiozia
venerdì, 13 luglio 2007

Saggezze, rabbie, e pagine "pazzesche"!

Contrasti: saggezza colta e ridicolo spericolato. "Croce, lettere su Dio" ("Repubblica", 7/7, p. 49). Nello Ajello in un bel pezzo presenta un epistolario tra Benedetto Croce e la poetessa napoletana Maria Curtopassi. Il filosofo ricorda a tutti - e il monito vale per allora e per oggi - che "la civiltà moderna è figlia di Cristo". Servirebbe a tanti "ignoranti" che sempre, anche ieri, riempiono le pagine delle loro delusioni ideologiche, politiche e professionali disprezzando il Cristianesimo e indicando la Chiesa come tale "nemica" dell'umanità. Requiescant! Valeva per il "saggio". Al ridicolo spericolato e balzano provvede, stessa "Repubblica" (p. 51) e "Stampa" (intera p. 37, "Gesù e le donne. Pregar danzando") Dario Fo che sentenzia: «Se leggi i Vangeli senza il filtro della fede scopri verità meravigliose». Annuncia poi che «nel Cenacolo la figura di Giovanni in realtà è chiaro che è la Maddalena», ed è sicuro che nelle catacombe le donne ballavano «pure nei riti sacri», che «Il personaggio di Cristo" somiglia al "mito di Dioniso"», che «durante il primo Concilio di Nicea gli ariani, di fronte ai fedeli cristiani cattolici entusiasmarono con danze e canti» e - scoperta degna del Nobel - che «il Cantico dei Cantici» non è «mistico», ma solo «erotico». Il tutto è concluso con l'attribuzione a Gesù in persona di un dialoghetto, inventato sull'unghia, la cui conclusione, «s'affoga nel buio», può valere per tutto il pezzo. Destino baro! Stessa pagina, in alto, come una premonizione sovrasta il tutto. Testuale, con sottintesa celebre ironia alla Fantozzi: "La corazzata Potiomkin"… Pare la firma.
(Lupus in Pagina, 10/07/2007)

scritto da: Faramir alle ore 10:34 | link | commenti (1)
categorie: cultura, idiozia, cristianesimo
martedì, 10 luglio 2007

Impara l'arte... e mettila da parte

Saggezza antica, mai abbastanza messa in pratica... se non in maniera vistosamente parziale.
Ma di quale arte stiamo parlando?
Forse quella dell'ipocrita furbizia opportunista.

Direi che questa notizia, segnalatami da un'amica, non abbisogna - né merita - altri commenti.


scritto da: Faramir alle ore 14:48 | link | commenti (3)
categorie: politica, idiozia, anticlericalismo
martedì, 03 aprile 2007

Se ti avanza un po' di spray, razza di idiota...

Post dedicato all'idiota che ha insozzato il portone principale della cattedrale di Genova.

Caro amico, se ti rimane un po' di spray in quella bomboletta, e se vuoi dimostrare di essere veramente coraggioso, ti suggerisco un altro obiettivo dove sfogare la tua indignazione. E già, perché a prendersela con la Chiesa cattolica sono buoni tutti. Ormai è lo sport preferito di buona parte dei giornalisti e delle "blog star" de noantri...

Vuoi fare qualcosa di "estremo" e non banale? Allora vai a scrivere sui muri di quelle moschee di Torino dove certi imam invitano i propri seguaci ad uccidere gli infedeli e a tenere nella completa sottomissione le proprie donne.
Ma attento che se ti beccano, quelli non sono buoni e comprensivi come noi cattolici...

PS: Ovviamente l'intento del post è quello di fare un po' di satira, per sdrammatizzare il clima.
Meglio specificarlo, prima che qualche magistrato intraprendente mi accusi di istigazione a delinquere...


mercoledì, 21 febbraio 2007

Tutti a casa!


scritto da: Faramir alle ore 15:56 | link | commenti (5)
categorie: politica internazionale, sinistra, idiozia
domenica, 24 dicembre 2006

Casi umani

Sul "caso Welby" si sono scritte e dette già tante (troppe) cose.
Vi rimando quindi ad
Assuntina Morresi su StranaU, che cita pure Eugenia Roccella
Vedasi anche le
puntate precedenti.

Proprio il giorno prima della morte di Welby, avevamo pubblicato un editoriale sul sito di Samizdatonline che trattava questo tema.
Anche se sorpassato dagli eventi, può essere interessante, soprattutto per i riferimenti ad altri casi di malati in condizioni simili a quelle di Welby, che però non chiedono di morire, ma di essere aiutati a vivere!

Forse per questo nessuno dei Grandi Giornalisti Laici Liberi e Indipendenti va ad intervistarli.
Forse per questo i nichilisti cultori della Dea Morte e dello Stato Ficcanaso (travestiti da "liberali") non ne fanno dei simboli per le proprie "nobili battaglie"...

PS: oh, cielo! mi sono dimenticato di dire che Welby era presidente di una associazione radicale!
Chissà se JimMomo darà del verme pure a me.
In fondo sono anch'io suo concittadino e membro della
redazione di Toqueville, come Harry:

commento di JimMomo   il 22/12/2006 11.12.57,

Non ti sfuggirà che Welby è stato il leader di questa battaglia. L'ha introdotta lui da quando si è avvicinato ai radicali, chiedendo loro di far propria questa battaglia e diventando presidente di un'associazione radicale.

Se pur di fare la tua cinica battuta alla Volonté non sei desposto a riconoscere questo, cioè a Welby la dignità della battaglia che Lui ha condotto, allora sei un verme. E questo Natale utilizzalo per pregare di non trovarti nelle sue condizioni.


Ho sempre avuto l'impressione che JimMomo fosse un ragazzo troppo impulsivo. E me lo conferma il fatto che mentre lui insulta in pubblico i propri concittadini sui loro blog, se qualche blogger lo attacca sul suo blog, lui cancella i commenti non graditi e lo apostrofa così.

Sulle stupidaggini scritte da qualche altro aggregatore di TV nei commenti di Harry, stendiamo un velo pietoso...
In fondo è Natale e siamo tutti più buoni. 
Almeno ci proviamo... 


scritto da: Faramir alle ore 01:17 | link | commenti (2)
categorie: bioetica, idiozia, eutanasia, cultura della morte

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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