Gino

venerdì, 16 maggio 2008

Retate? Espulsioni di massa?

No, solo normali controlli. Ma, come previsto, la propaganda comincia a suonare la carica, con accompagnamento di omminicchi e quaquaraquà.

Lascio la parola a Souad Sbai, già presidentessa di un'associazione di donne marocchine in Italia, e ora deputata del PdL:

“In questi giorni non ci sono stati blitz né retate contro i clandestini, ma normali controlli necessari alla sicurezza della cittadinanza”. Ad affermarlo è Souad Sbai, deputata del Pdl.

Continua Sbai: “Trovo scandaloso come nelle ultime settimane i giornali più importanti e molti programmi televisivi stiano stravolgendo le azioni del governo in tema di sicurezza, fomentando le paure e il malessere degli italiani e degli stranieri. Le operazioni contro la criminalità che sono state avviate riguardano reati come il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione, lo spaccio della droga, i furti, le rapine nelle abitazioni e la riduzione in schiavitù. Nel prevedere eventualmente il reato di immigrazione clandestina, il governo distinguerà tra i clandestini che delinquono e i clandestini che sono in Italia per lavorare. Inoltre, il nuovo esecutivo intende realizzare quello che il governo Prodi non è riuscito a fare, e cioè mettere in regola nuovi immigrati lavoratori.

Conclude Sbai: “Concordo con la posizione del sottogretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Roberto Castelli di fare un nuovo decreto flussi senza tetti che consenta di valutare caso per caso la situazione di quei “clandestini” che tali non sono, perché in gran parte si tratta di lavoratori che pagano regolarmente le tasse”.


scritto da: Faramir alle ore 17:41 | link | commenti
categorie: immigrazione
mercoledì, 30 aprile 2008

Bologna: addio alla nuova moschea

Sembra che negli amministratori italici sia ancora presente un pizzico di buon senso:

Frana il progetto della nuova moschea di Bologna. Il centro di cultura islamica, l'ente che avrebbe dovuto gestire la struttura, ha infatti detto no alle due condizioni di trasparenza chieste dall'amministrazione comunale. Un doppio rifiuto che ha fatto dire all'assessore all'urbanistica Virginio Merola che "così viene meno la credibilità del nostro interlocutore. Per noi il progetto non esiste più". Merola nei giorni scorsi aveva inviato una lettera al centro sollecitando la nascita della fondazione che avrebbe dovuto garantire la trasparenza dei fondi investiti nella moschea. L'idea, nata da Alleanza Nazionale e appoggiata dal Comune, era stata condivisa anche dai cittadini del quartiere San Donato, dove la moschea sarebbe dovuta sorgere. Inoltre aveva chiesto al centro di tagliare ufficialmente i ponti con l'Ucoii, una delle associazioni musulmane che non ha aderito alla federazione degli enti islamici voluta dal ministro Amato. Daniele Paracino, vicepresidente del centro, ha confermato di non aver neanche risposto alla lettera di Merola. "I nostri rapporti con l'Ucoii non hanno niente a che vedere con questo progetto", ha spiegato, aggiungendo che, anche a riguardo della fondazione, il centro ha piani diversi: "Stiamo ragionando su una soluzione meno dolorosa dal punto di vista economico e più trasparente". Magari una Onlus, sicuramente non la fondazione richiesta dal Comune. Durissima la reazione di Merola: "Se pensano che gli accordi raggiunti con i cittadini siano carta straccia, allora non siamo di fronte ad un interlocutore credibile". Dunque, di fronte ad "una risposta così chiara", "non ci sono più le condizioni per andare avanti". (Repubblica, 28 aprile 2008)

 

Notare l'arroganza del vicepresidente del centro di cultura islamica, il quale non si degna nemmeno di rispondere a una lettera ufficiale dell'amministrazione comunale che ha avuto un atteggiamento estremamente disponibile verso le loro richieste...

scritto da: Faramir alle ore 00:27 | link | commenti
categorie: islam, immigrazione
venerdì, 28 marzo 2008

Fitna è online

Se avete lo stomaco debole non guardatelo. Io vi ho avvisato.

Dopo averlo guardato, però, capisco perché a molti musulmani non piaceva l'idea che venisse diffuso.
L'islam non ci fa una bella figura, con tutti quegli imam che incitano ad uccidere gli infedeli, le mamme che insegnano ai bambini che gli ebrei sono "scimmie e porci", musulmani che innalzano cartelli per ringraziare Hitler o maledire la libertà e la democrazia, ecc. alternati a immagini molto "crude" delle conseguenze di certi "insegnamenti"...

Ma il problema non è il filmato.
Piuttosto quello che sconcerta è che non ci sia una rivolta dei musulmani contro chi usa il nome di Allah per incitare all'odio e uccidere.
Anzi, preoccupa che in tanti, magari accreditati come "moderati", si sforzino di trovare giustificazioni razionali per le gesta aberranti documentate nel suddetto filmato.

Pensate se qualche sacerdote o semplice fedele cristiano invocasse lo sterminio dei "pagani" sostenendo i propri deliri con citazioni dall'Antico Testamento.
Verrebbe subito incriminato e nessuno avrebbe il coraggio di difenderlo.

Con l'islam invece...

Meglio (e più sicuro) prendersela con Magdi Allam, che di certo non ti viene a cercare armato di scimitarra per "risolvere" la questione...


giovedì, 10 gennaio 2008

A scuola di illegalità

Questa polemica da parte del ministro Fioroni non la capisco.

Proprio in questi giorni sto compilando i moduli per iscrivere le mie bimbe alle scuole (dell'infanzia e primaria).
La prima cosa che ti chiedono sono generalità, indirizzo residenza e codice fiscale dei genitori. Se uno è clandestino cosa fa?
Lascia in bianco? E al distretto scolastico dovrebbero accettare un'iscrizione del genere?
E allora a che servono questi moduli? Solo a far perdere tempo ai cittadini in regola, quelli che pagano le tasse per dei servizi che poi ai clandestini vengono offerti gratuitamente?
Un conto è la solidarietà, che non si discute, ma il rispetto delle regole - per tutti - non può essere messo in discussione, soprattutto da parte di un ministro. In questo credo che abbia ragione il vicesindaco di Milano:

[...] «La sostanza è che è tutt’ora in vigore la legge Bossi-Fini che impone l’allontanamento dal territorio italiano dei cittadini extracomunitari senza regolare permesso di soggiorno».
Parliamo di bambini.
«E mica i bambini vengono a iscriversi da soli. Li accompagnano i genitori».
Irregolari.
«Appunto. E i nostri funzionari cosa dovrebbero fare? Accettare l’iscrizione dei bambini e far finta di non vedere che di fronte ci sono persone fuorilegge? Senza documenti?».
Parliamo dell’istruzione, un diritto che va garantito a tutti. Anche ai figli degli irregolari.
«Nessuno lo nega. Ma se l’istruzione è un diritto, il rispetto della legge è un dovere. Soprattutto per un pubblico ufficiale».
Come se ne esce?
«Ce lo spieghi il ministro, invece di mandare diffide. Se io, pubblico ufficiale, vedo un reato e non lo denuncio devo essere denunciato a mia volta».
Anche in questo caso?
«Ma certo. Io dovrei accettare l’iscrizione del bambino per garantirgli il sacrosanto diritto all’istruzione, ma poi dovrei chiamare la polizia per far portare i genitori al cpt. Al centro di permanenza temporanea per l’espulsione».
Illogico.
«Certo. Iscriverei il bambino e lo allontanerei dai genitori».
Ma negli altri Comuni d’Italia cosa fanno?
«È quello che chiedo a Fioroni. Cosa fanno a Roma, Torino, Bologna. Sindaci e gli assessori violano la legge? Io invito il ministro a Milano. Si sieda sul banco dell’impiegato e accetti lui l’iscrizione da un irregolare. Lo faccia, voglio proprio vederlo. Abbia il coraggio di assumersi la responsabilità di commettere un illecito. C’è il codice penale». [...]


Strano senso della "legalità" hanno nel centrosinistra.
Solo diritti, niente doveri... Poi si sorprendono di come sono messi i Campania.


scritto da: Faramir alle ore 15:16 | link | commenti (2)
categorie: scuola, sinistra, immigrazione
venerdì, 09 novembre 2007

Serve un tappeto più grande?

[...] Tutti parlano di modello Roma. Ma Roma mi pare sempre più una città che cerca di nascondere lo sporco sotto il tappeto. I grandi problemi di una grande città — traffico, sicurezza, legalità — sembrano più spesso elusi, che affrontati e risolti. Va da sé che Roma è bellissima, da San Pietro al Colosseo; ma certo non è merito di Veltroni. [...]

Francesco De Gregori, 19 Agosto 2007


Sembra che il tappeto di Walter non sia più sufficiente a nascondere i problemi più imbarazzanti...

scritto da: Faramir alle ore 16:58 | link | commenti (2)
categorie: legalita, immigrazione, uolter veltroni
martedì, 06 novembre 2007

Roma, feste e degrado

Buttarla in rissa politica dopo l'orrore di Tor di Quinto è il solito viziaccio italiano: non vuol dire che per ciò che sta succedendo con l'immigrazione non vi siano responsabilità precise. Ad esempio per come sono cresciute e per quello che oggi sono le orride periferie delle nostre città. Basta leggere su «la Repubblica» di ieri l'efficace reportage di Attilio Bulzoni dalla borgata romana di Tor Bella Monaca. Nel 1983 la giunta rossa decise di costruire su quei 188 ettari un quartiere modello, ma quel che n'è venuto fuori è «un quartiere di Mosca, edilizia in puro stile sovietico»: giganteschi blocchi sperduti nel nulla, senza servizi, dove si vive barricati. E intorno il degrado completo, regno della malavita romena. Queste sono le periferie di Roma, amministrata ininterrottamente dalla sinistra negli ultimi trent'anni e prodiga di miliardi per feste, estati e cinematografi vari (naturalmente senza che né il «Manifesto» né «Liberazione» abbiano avuto mai da ridire).
(
Ernesto Galli della Loggia, 5 Novembre 2007)

Di solito, a queste osservazioni, che (obiettivamente) mettono il dito nella piaga (della sinistra), i "compagni" rispondono indignati (come sanno indignarsi loro non ce n'è...): "demagogia!", "polemiche strumentali!", ecc.

Al che mi viene spontanea una sonora pernacchia...


scritto da: Faramir alle ore 01:25 | link | commenti
categorie: sinistra, immigrazione
venerdì, 02 novembre 2007

Fuori tempo massimo

Ma perché in Italia ci deve sempre scappare il morto prima che i nostri politici si rendano conto delle emergenze?
O meglio: prima che la smettano di far finta di non vedere le emergenze...

Pochi giorni fa il consiglio dei ministri aveva varato un "pacchetto sicurezza" ridicolo sia nelle modalità (diversi disegni di legge, invece di un decreto legge immediatamente operativo) che nei contenuti (la sicurezza nelle città si otterrebbe con pene più severe contro il reato di falso in bilancio?
).
Ma tra i ministri c'erano i soliti 3 "compagni" (Ferrero, Mussi, Pecoraro) che si astenevano, perché per loro non esisteva una "emergenza sicurezza". Si trattava solo di una "percezione" stimolata dai titoli cubitali dei giornali... ai 3 amigos si aggiungeva una dei ministri più inutili e irrilevanti della storia a sentenziare che "la vera emergenza del Paese è rappresentata dai processi che durano anni e anni"...

Peccato che Giovanna Reggiani non possa più farci sapere quale fosse la sua "percezione" dell'emergenza sicurezza e cosa ne pensasse della durata dei processi nel Bel Paese.

Chissà come mai, però, l'altro ieri sera lo stesso consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il decreto legge che 3 giorni prima non si poteva fare.
Sarà subentrato un mutamento nella "percezione" della sicurezza dei ministri, relativamente al rischio di ritrovarsi senza poltrona, a causa di una insurrezione popolare?
Certo ha contribuito anche il pressing di Walter Veltroni, che per evitare il naufragio del Piddì e per far dimenticare agli italiani che il sindaco di Roma risulta essere un suo "omonimo", ha pensato bene di invocare misure urgenti per espellere quegli che in giugno aveva invitato ad accogliere con solidarietà...
Ma delle baraccopoli abusive lungo il Tevere, il sindaco di Roma non ne sapeva nulla? Sarebbe grave.
E se sapeva, perché non ha fatto nulla?

Troppo comodo scaricare ancora sul governo precedente tutte le responsabilità.
La Romania è entrata a far parte dell'Unione Europea in data 1° gennaio 2007, "regnante" Romano Prodi the second.
E sindaco di Roma da anni è il già citato Veltroni.
Adesso si svegliano?

E quella barzelletta vivente di ministro degli Interni che ci ritroviamo - incapace perfino di trovare i soldi per pagare la benzina alle auto della polizia - si sorprende se qualcuno gli fa notare che
"Il governo si dovrebbe vergognare. Il giorno prima in tv il ministro Amato aveva detto che il decreto non era necessario. Poi dopo la tragedia della signora Reggiani il governo ha fatto il decreto. Meglio tardi che mai".

Devo trattenermi per non esprimermi in maniera poco educata, scusate...

scritto da: Faramir alle ore 02:20 | link | commenti (2)
categorie: politica, sinistra, immigrazione, prodi, uolter veltroni
martedì, 08 maggio 2007

Cercasi Sarko italico disperatamente

Certe notizie, abbinate al preoccupante progetto di riforma della legge sull'immigrazione, confermano - casomai qualcuno ne dubitasse ancora - che abbiano bisogno anche noi di una "scossa", ovvero un radicale rinnovamento della classe politica.

Varese - Giovane marocchina denuncia il consorte. L'uomo è stato arrestato per maltrattamenti e sequestro di persona
Si rifugia in un bar: "Mio marito mi ha segregato in casa"

"Aiutatemi, mio marito mi tiene segregata in casa e mi picchia". Non ne poteva più, la ragazza di 25 anni che sabato scorso si è rifugiata in un bar di viale Belforte dopo essere scappata di casa. Una confessione tutta di un fiato, riversata forse alle prime persone incontrate e finita con con una denuncia per maltrattamenti e l'arresto del marito.

Un matrimonio in Marocco, poi una nuova vita con il marito in Italia. La ragazza vive dall'aprile del 2006 vive con il consorte in viale Belforte. La polizia locale lo ha prelevato da casa sabato scorso, dopo che la donna, ha verbalizzata la sua versione dei fatti al comando. Secondo quanto ha raccontato la giovane, l'uomo non accettava che lei avesse rapporti con l'esterno, le impediva di uscire e di lavorare, e anche di telefonare ai parenti che vivono in Brianza e a quelli del paese d'origine.

La ragazza ha inoltre raccontato di un menage familiare fatto di botte e sevizie. Un racconto che gli inquirenti giudicano credibile: la ragazza è stata visitata in ospedale dove è stata accertata la presenza sul corpo di lividi ed ematomi, segni dei maltrattamenti subiti. Il marito è stato ascoltato poche ore dopo, sabato scorso, dalla polizia locale. Non ha confermata la versione della moglie ed è apparso stupito di essere stato denunciato. 30 anni, operaio artigiano, in Italia da diversi anni, aveva conosciuto e sposato la consorte in Marocco. Ossessionato dai possibili incontri della moglie, non la costringeva però a coprirsi completamente, la ragazza era infatti vestita con un velo che le copre i capelli e il collo e abiti pesanti, ma senza arrivare al paradosso di coprirsi anche le mani e il viso.  [ah, beh! allora... di che si lamenta? sic!]

Il pm Domenico Novara ne ha chiesto l'arresto per maltrattamenti e sequestro di persona. A sostegno di questa ipotesi di reato, secondo gli inquirenti, anche la testimonianza di alcuni vicini che hanno raccontato di non aver mai visto la donna mettere il naso fuori di casa, se non in alcune, rarissime, occasioni. I parenti della ragazza, venuti dalla Brianza, hanno confermato di essere al corrente della situazione ma di non aver mai potuto parlare a lungo con la giovane a causa delle resistenze del marito.
(Varesenews)


La riforma Amato-Ferrero è preoccupante in primo luogo perché si illude di risolvere il problema dell'immigrazione clandestina aprendo - di fatto - le frontiere in maniera indiscriminata. Se non si riesce a risolvere il problema, basta far finta che il problema non esiste e chiamarlo in un altro modo.
Purtroppo con questo approccio ideologico-buonista, continueranno a sbagliare tutto.
Poi non vi lamentate se tra qualche anno anche in Italia dovremo stilare una lista di "Zone Urbane Sensibili". In Francia ce ne sono già 751 di queste Zone:

"[...] interi quartieri in cui lo Stato francese riconosce di non avere il potere di imporre la propria legge. In essi vivono 5 milioni di persone, e coincidono con le aree in cui sono concentrati gli immigrati, spesso di seconda e terza generazione e dotati di passaporto francese. [...]"

Davvero qualcuno pensa che basti dare la cittadinanza e il diritto di voto a un immigrato per integrarlo nella società che lo ospita?

scritto da: Faramir alle ore 10:47 | link | commenti (2)
categorie: politica, francesi, immigrazione
martedì, 24 aprile 2007

Amato presenta la Carta dei valori agli immigrati

Finalmente, dopo parto travagliato, vede la luce la Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione, nella quale dovrebbero essere riassunti i principi e i valori fondamentali che gli immigrati giunti nel nostro Paese si impegnano a rispettare.

La presidente delle donne marocchine in Italia, Souad Sbai, accoglie con favore l'evento, perché

"[...] Il documento ha chiarito alcuni punti che a noi, donne del Marocco, stavano particolarmente a cuore come quello inerente il riconoscimento dell'uguaglianza tra l'uomo e la donna, e dunque il godimento di pari diritti tra coniugi, il "no" alla poligamia, la necessità della conoscenza della lingua italiana per l'ottenimento della cittadinanza italiana. E ancora, la condanna di ogni discriminazione razziale, sessuale e religiosa, il riconoscimento all'interno della coppia di pari potestà educativa, ferma restando la libertà di pensiero dei figli e la libera scelta religiosa per qualsiasi individuo. [...]"

Però invita a
"considerare il raggiungimento di questo risultato non come un punto di arrivo, ma come la partenza per l'ottenimento di ulteriori traguardi."

Tutto sta a vedere come verrà applicata.


scritto da: Faramir alle ore 12:45 | link | commenti (1)
categorie: politica, immigrazione, integrazione

E Prodi disse: «Via i negri»

Questa è veramente da ridere.
Vabbé che negli anni '70 se ne sono dette tante di stupidate, ma l'articolo scritto nel 1977 da Prodi a proposito di immigrazione, e riportato - piuttosto sadicamente - dal settimanale di sinistra il Diario, vi fornisce un'idea della "acutezza" d'ingegno e delle capacità di giudizio del personaggio in questione.

D'altra parte è sempre la solita storia.
Loro, che sono di sinistra, sono democratici "a prescindere". Autorizzati a dire tutto e il suo contrario, senza temere smentite dai Grandi Quotidiani, né dagli intellettuali che vanno per la maggiore (salvo qualche rara eccezione, che però viene regolarmente ignorata dai suddetti Grandi Quotidiani). Dei giornalisti Rai non ne parliamo...
Chi non è di sinistra e dice le stesse cose, invece, è anti-democratico, razzista, populista, ecc.

Esempio recente, sempre sull'immigrazione.
Per anni ci hanno rotto le scatole dicendo che la legge Bossi-Fini era un obbrobrio perché, chiedendo un contratto di lavoro valido come condizione per ottenere un permesso di soggiorno, trattava gli immigrati non come persone, ma come degli schiavi, dei quali interessavano solo le braccia...

Oggi, invece, Paolo Ferrero, Ministro della solidarietà sociale del governo "seeerio" e democratico (perché "democratico vuol dire di sinistra", lo dice Fassino, eh! quello che - come ogni buon "compagno" che si rispetti - scopre l'acqua calda 20 anni dopo...), afferma tranquillamente che:

"Lo Stato risparmia 150mila euro per ogni immigrato ventenne che arriva in Italia per lavorare."
E "gli immigrati pagano ogni anno allo Stato italiano circa tre miliardi di tasse".

Hai capito?
Poi uno si chiede come mai il governo non si spreca a fare autentiche politiche a sostegno della famiglia italiana fondata sul matrimonio e con figli.

La risposta è semplice: importando gli immigrati già cresciuti si risparmiano un mucchio di soldi, si risolve il problema della mano d'opera, soprattutto non specializzata, si tirano su un bel po' di soldini di tasse, che la spesa pubblica - poverina - di farla scendere non ci pensano proprio, poveri dipendenti statali... e poi, con la riforma che garantirà agli immigrati il diritto di voto, si allarga la propria base elettorale.
I bambini italiani, invece, costano un sacco di soldi, impediscono alle donne di lavorare a tempo pieno, non pagano le tasse, anzi costano allo stato in detrazioni e assegni famigliari (anche se da fame) e poi c'è pure il rischio che da grandi diventino ciellini e votino per Forza Italia. Orrore!

Poi magari qualcuno potrebbe far notare al "geniale" ministro Ferrero che:
1) le famiglie con bambini danno un contributo formidabile alla crescita dell''economia, in termini di consumi, e permettono a tanti docenti - con tessera sindacale - di avere un lavoro, visto che senza bambini le scuole dovrebbero chiudere;
2) oltre al risparmio generato dagli immigrati che arrivano in Italia, dovrebbe calcolare anche i costi dei ricongiungimenti famigliari richiesti dai suddetti immigrati.

Ma la "serietà al governo" ha altre priorità: aumentare la spesa pubblica, elargire mancette pre-elettorali, spinelli per tutti, coppie di fatto omosessuali, l'intimità delle persone...


scritto da: Faramir alle ore 11:51 | link | commenti
categorie: sinistra, immigrazione, prodi
lunedì, 04 settembre 2006

I giudici italiani sponsorizzano la "sharia"

Si fa tanto parlare di "integrazione" degli immigrati, soprattutto se musulmani. C'è chi ti accusa di razzismo se dici che la società "multiculturale" (che è altra cosa dal dire "multietnica") ha fallito (vedi Inghilterra e Francia) e ad insistere si rischia di far proliferare i ghetti e legittimare uno stato parallelo a quello ufficiale.

Poi scopri che i primi a remare contro una vera integrazione (cioé la condivisione dei princìpi fondamentali su cui si regge una società) sono proprio certi giudici, quelli che dovrebbero garantire il rispetto delle leggi italiane da parte di tutti, senza eccezioni:

"[...] La sentenza del tribunale di Bologna del 13 marzo 2003 ha indirettamente riconosciuto il diritto alla poligamia in Italia, sostenendo che «il reato di bigamia può essere commesso solo dal cittadino italiano sul territorio nazionale essendo irrilevante il comportamento tenuto all’estero dallo straniero la cui legge nazionale riconosce la possibilità di contrarre più matrimoni». [...]"

(Fonte: Corriere della Sera)

Ma il CSM cosa fa? 
E la sinistra politicamente corretta de "le leggi devono essere uguali per tutti", che dice?
E i cattolici pacifisti buonisti terzomondisti del dialogo a tutti i costi?
Non pervenuti.

E comunque, se intervenissero, riuscirebbero a dare la colpa anche di questo a Berlusconi e Bush. Meglio se stanno zitti, allora.


scritto da: Faramir alle ore 14:09 | link | commenti (7)
categorie: islam, immigrazione, idiozia
venerdì, 25 agosto 2006

Espellere l’Ucoii dalla Consulta islamica? Meglio che se ne occupi la magistratura

E' quanto sostiene Yassine Belkassem, vicepresidente della Comunità marocchina in Italia, in una intervista rilasciata a Dimitri Buffa, pubblicata su L'Opinione.

Cito la parte finale:

[...] Sono gli imam dell’Ucoii quelli che fanno mettere il velo alle immigrate che vengono dai propri paesi senza averlo mai prima indossato?
C’è anche questo problema. Un vero e proprio paradosso, persone che emigrano per trovare nuove speranze di vita, magari per non subire l’oppressione di regimi autoritari o teocratici e che vengono qui e trovano qualche predicatore estremista che le costringe a ritrovare la stessa oppressione che avevano lasciato alle spalle. In tutta l’area del Maghreb poi le donne non sono neanche costrette a portare il velo e emigrano solo per trovare lavoro. Poi arrivano qui e ti trovano un Nour Dachan, siriano che vive qui da 40 anni senza mai essersi integrato, o un neofita convertito come Piccardo, che scrive inaccettabili commenti del Corano, e che li obbligano agendo sui loro sensi di colpa, a mettersi quel velo che non avevano mai indossato in tutta la loro vita. L’Italia può continuare a tollerare questo?
Perché allora le giunte locali di sinistra continuano a prediligere l’Ucoii come interlocutore?
Credo che molto sia dovuto al fatto che Piccardo era un militante della sinistra antagonista prima di convertirsi all’Islam e mantiene tutta quella rete di rapporti istituzionali e non che gli permette di accreditarsi ovunque insieme all’Ucoii come colui che rappresenta un’organizzazione che a sua volta sarebbe quella a cui fanno capo la maggior parte dei cittadini stranieri di fede islamica in Italia. Ma questo non è vero. In Italia le moschee non sono frequentate da 900 mila persone ma forse da 30 mila o 40 mila. Di queste ultime, l’Ucoii non arriva a rappresentare più del 10 per cento.
Che conclusioni si traggono da parte vostra dopo questo spiacevole episodio?
Un’organizzazione che parla a nome di 3 o 4 mila persone non può accreditarsi a nome di tutti gli islamici d’Italia recando loro enormi danni di immagine per iniziative come quella dell’inserzione a pagamento sul Quotidiano nazionale dove Israele viene paragonato ai nazisti e dove vengono diffusi anche dati se non falsi tutti da verificare (esempio: a Jenin non sono morti 500 palestinesi, ma 57 persone in tutto, di cui 23 soldati israeliani, in una battaglia durata due giorni, ndr). Delle millanterie dell’Ucoii sicuramente si parlerà lunedì prossimo alla Consulta islamica e speriamo che anche alle amministrazioni comunali di sinistra di Colle Val d’Elsa e di Poggibonsi arrivi l’eco di queste nostre proteste.


scritto da: Faramir alle ore 10:18 | link | commenti (8)
categorie: islam, immigrazione, fondamentalismo
martedì, 13 dicembre 2005

Il Signore ci liberi dagli ignoranti

Quando si dice "parlare chiaro"... se avessimo più vescovi come Maggiolini, senza paura di dire le cose giuste, anche se politicamente scorrette, Benedetto XVI avrebbe meno problemi.

Grazie a Kattoliko Pensiero per la segnalazione quanto mai opportuna.


scritto da: Faramir alle ore 12:28 | link | commenti (15)
categorie: islam, immigrazione, chiesa cattolica
venerdì, 30 settembre 2005

La risposta di Zapatero al problema dell'immigrazione? L'esercito.

Dopo gli ultimi assalti dei clandestini nord-africani all'enclave di Ceuta e Melilla, che hanno provocato almeno 5 morti e centinaia di feriti ("Sono stati disumani, hanno sparato su gente indifesa", hanno commentato due giovani immigrati [...] "Non avevo mai visto una cosa del genere, una violenza simile", ha confessato un medico che ha accolto un ferito col ventre lacerato dal filo spinato, un altro con diverse fratture, altri ancora colpiti da proiettili di gomma o da pallini d'acciaio.), il primo ministro spagnolo Zapatero ha deciso di inviare l'esercito per riprendere il controllo della situazione.

E adesso chi glielo dice a Pecoraro Scanio & C. il cui sogno è che "il goveno italiano del futuro sia come quello di Zapatero in Spagna, capace di ritirare le truppe"?
Già questa estate c'era stato un episodio molto imbarazzante a proposito delle "relazioni" di Zapatero con gli immigrati clandestini...

Si noti l'accenno allo status del Sahara Occidentale, la cui occupazione da parte del Marocco risale al 1975, con grave sfregio della legge internazionale e del piano di pace dell'Onu che dovrebbe garantire l'autodeterminazione del popolo sahrawi.
Come? Non sapete nemmeno di cosa sto parlando?
Non mi sorprende.
Della tragedia trentennale di questo popolo non gliene frega niente quasi a nessuno, soprattutto ai nostri baldi giornalisti "indipendenti". Nemmeno il fatto che sono musulmani li aiuta, visto che lo sono anche i loro occupanti.
D'altra parte anche questi sahrawi, che cosa pretendono?
Se non si fanno saltare in aria con qualche decina di donne e bambini, i "Grandi Quotidiani" non possono sprecare la prima pagina per una banale occupazione per la quale non si può dare la colpa né agli Usa né ad Israele. Poi adesso tutti pensano alla finanziaria... Dei variopinti "pacifisti" nostrani non parliamo proprio.
Adesso sono occupati con le primarie del centrosinistra.
Repressioni poliziesche e torture devono aspettare.
Non tutte le "intifade" sono uguali...
Eppure, proprio recentemente, un italiano è stato nominato rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale. Speriamo che anche il nostro ministro degli Esteri si occupi un po' della cosa.
Primarie del centrodestra permettendo...


scritto da: Faramir alle ore 17:44 | link | commenti (2)
categorie: politica internazionale, immigrazione
sabato, 03 settembre 2005

Donne e Islam (seconda parte)

Dopo la presentazione di Valentina Colombo ha quindi parlato Souad Sbai a proposito della propria esperienza con le donne marocchine. Alla luce di quanto vede quotidianamente, la Sbai ha affermato che – paradossalmente – le donne musulmane che vengono in Italia, spesso, peggiorano la propria condizione, perché si vedono negati i diritti già acquisiti nei paesi di origine.
Ad esempio, molte vengono costrette dai mariti a restare chiuse in casa oppure a portare il velo se vogliono uscire. Un velo che Souad Sbai dice chiaramente di odiare in quanto “imposizione politica” che non ha niente a che fare con la religione. Si noti che tra il pubblico c’erano due giovani musulmane che portavano il velo. Forse per questo la Sbai ha precisato di ammirare chi indossa il velo per fede, ma ha ribadito che lei è contraria per principio a questa usanza e di essere d’accordo con la legge francese, che vieta il velo nei luoghi pubblici.
I musulmani comunque non vanno criminalizzati in blocco. Quando alcuni uomini arabi si sono lamentati con lei di quello che faceva, perché secondo loro parlava male dell’islam, Souad Sbai li ha invitati a passare alcune ore al telefono a rispondere alle telefonate delle donne che si rivolgevano alla sua associazione. Risultato: diversi di quegli uomini arabi sono diventati volontari dell’associazione.
Souad Sbai ci tiene a dire di non avercela con gli uomini musulmani in genere, ma di essere contro i fondamentalisti che hanno dovuto lasciare i propri paesi per evitare la prigione e che ora, in Italia possono tranquillamente fare propaganda estremista, occupare le moschee e diffondere messaggi di odio verso la società che li ospita e contro gli stessi musulmani che non la pensano come loro.
Spesso qui da noi c’è una certa reticenza nel parlare dei maltrattamenti ai danni delle donne musulmane, perché si ha timore di passare per “razzisti”. Ma la Sbai assicura che non si tratta di esagerazioni.
Un esempio lampante è quello di una donna marocchina che per sette lunghi anni non ha potuto vedere i suoi due figli, rapiti e portati in Marocco dal marito che in precedenza la sottoponeva a vessazioni di ogni genere. La vicenda si è conclusa positivamente nel gennaio scorso, anche grazie al supporto di Magdi Allam, che ne riferiva in
un articolo sul Corriere della Sera.
In tema di integrazione, Souad Sbai è molto netta e sostiene posizioni che ricordano quelle della Lega Nord. Ad esempio, per gli immigrati che vogliono restare in Italia, dovrebbe essere obbligatoria la conoscenza della lingua italiana scritta e parlata. Questa sarebbe una grande opportunità per le donne musulmane di uscire dalla reclusione casalinga e di emanciparsi.
Per mettere in chiaro quali siano i problemi, la Sbai ha raccontato che durante la recente sanatoria, molti mariti arabi erano intenzionati a non far rinnovare il permesso di soggiorno per la moglie: “Tanto lei sta a casa: non le serve”. Proprio come se non esistesse, o vivesse in un mondo a parte (uno di quei “ghetti” creati da un’errata concezione di “multi-culturalismo”). Ovviamente, così facendo la donna sarebbe stata facilmente controllabile e ricattabile: se non faceva quello che diceva il marito, rischiava di essere denunciata e rimandata al paese di origine, da sola.
Al termine c’è stato spazio per alcune domande/osservazioni del pubblico.
Da segnalare l’intervento di una delle giovani musulmane velate presenti. Si trattava di quella Fatima citata anche da Magdi Allam in un suo
recente articolo, che ha preso le difese degli uomini musulmani, secondo lei ingiustamente descritti come dei “mostri”. Ha fatto notare che non solo tra i musulmani ci sono casi di maltrattamenti sulle donne e che bisogna considerare anche l’influsso delle condizioni sociali, economiche, ecc.
A un certo punto ho pensato: “Di questo passo va a finire che, se le donne musulmane sono maltrattate dai mariti, la colpa è di G.W. Bush”.
Naturalmente è giusto non generalizzare, ma bisogna anche evitare di giustificare qualsiasi comportamento errato scaricando la responsabilità sulla società. Inoltre, se un italiano maltratta la moglie non gli viene nemmeno in mente di giustificarsi citando la Bibbia. Capita invece che dei mariti musulmani accampino motivazioni religiose per dare conto delle vessazioni a cui sottopongono le mogli.
Il problema, prima che religioso, è culturale e ha che fare con l’antropologia di riferimento delle società musulmane. Fino a quando la dignità della donna sarà umiliata da leggi che risentono della tradizione patriarcale e misogina, non sarà possibile un vero progresso civile. Fino a quando, davanti a un giudice, la parola di un uomo varrà di più di quella di una donna, per quei popoli non ci sarà giustizia e nemmeno pace.
"La vera pace è frutto della giustizia" (Giovanni Paolo II)


scritto da: Faramir alle ore 18:45 | link | commenti
categorie: islam, immigrazione, condizione femminile

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
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(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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