Gino

venerdì, 16 maggio 2008

Qualcosa è cambiato - Reloaded

Ho rielaborato e ampliato il post di ieri per farne un editoriale pubblicato sul sito Samizdatonline:

Sono passati pochi giorni da quando si è insediato il nuovo governo, ma sono già tanti i commentatori impegnati a sottolineare quello che appare un evidente "cambio di registro" nella politica italiana.

In effetti, qualcosa è cambiato.
E non lo si nota solo dal fair play e dai toni equilibrati che contraddistinguono le relazioni tra la nuova maggioranza e il principale partito di opposizione.

Anche nei rapporti dei cattolici con la politica, ma in particolare con Silvio Berlusconi, c'è stata una evoluzione interessante.
Come osserva Gianfranco Brunelli, notista politico di "Il Regno", il leader del PdL sembra essere riuscito nell'impresa di "separare definitivamente la questione cattolica dalla questione democristiana". E questo grazie all'esclusione dell'Udc dalla coalizione di centro-destra e alla conseguente sconfitta elettorale subita dal partito di Pierferdinando Casini. Ora, infatti, "nessuno può più ridiscutere l'equilibrio interno al centrodestra in nome dell'identità cattolica e della legittimazione ecclesiastica. Berlusconi ha laicizzato da destra la politica italiana, chiudendo definitivamente la stagione democristiana".
La nuova situazione non sembra dispiacere alla gerarchia ecclesiastica, anche se l'esclusione di alcuni politici cattolici di primo piano dagli incarichi ministeriali ha fatto senz'altro inarcare qualche "sopracciglio porporato". Le preoccupazioni dei vescovi sono state però mitigate da alcune sagge scelte a livello di sottosegretari, oltre che dal discorso di presentazione alla Camere, nel quale Berlusconi si è impegnato a «promuovere la famiglia come nucleo di spinta dell'intera organizzazione sociale, [...] rimuovere le cause materiali dell'aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell'infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico», e ha sapientemente affiancato l'aggettivo "solidale" al tanto dibattuto "federalismo fiscale".

Se poi ricordiamo come, nel precedente governo, certi "autorevoli" rappresentanti del mondo cattolico furono sostenitori di leggi che tendevano ad equiparare la famiglia con qualsiasi "unione", e non mossero un dito per bloccare attacchi "zapateriani" di varia natura (utilizzo degli embrioni umani per esperimenti, linee guida che stravolgevano la legge 40, attacchi alla Chiesa e al Papa, ecc.), il paragone con il presente è molto, ma molto incoraggiante.

Infatti, l'On. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, ha già spiegato che è «arrivato il momento di fare il tagliando alla 194 e questi sono gli interventi più urgenti: applicare la parte disattesa, riguardante la prevenzione e dare delle linee guida per far sì che la normativa non sia più violata come accade in varie parti d'Italia».
E l'On. Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, ha sostenuto che le parole del Papa sono condivisibili, soprattutto «quando afferma che la 194 e' una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese. E credo che questo sia dovuto soprattutto ad una cattiva ed incompleta applicazione della norma».

Tutta un'altra musica insomma.
Dopo le dichiarazioni del sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, c'è quasi da stropicciarsi gli occhi:
«Il governo e la maggioranza hanno approvato la legge 40, confermata da un referendum. Quindi, la volontà di questa maggioranza è cambiare la circolare della Turco». Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi. Livia Turco, ex ministro della Salute, «non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento - sottolinea Giovanardi, a margine di un incontro del Forum delle Associazioni familiari - e confermata da un referendum popolare. Siamo in uno Stato di diritto, è il Parlamento che decide».

Confidiamo che le buone intenzioni si traducano presto in fatti concreti. In ogni caso, meglio non distrarsi...

Gino socio di SamizdatOnLine


giovedì, 15 maggio 2008

Qualcosa è cambiato

Credo che abbiano ragione Andrea Mancia e Krillix... in effetti qualcosa è cambiato.
E non si nota solo dal fair play e i toni equilibrati tra maggioranza e il principale partito di opposizione.

Anche nei rapporti con i cattolici c'è stata una evoluzione interessante.

Se poi ricordiamo come, nel precedente governo, certi "autorevoli" rappresentanti del mondo cattolico furono sostenitori di leggi che tendevano ad equiparare la famiglia con qualsiasi "unione", e non mossero un dito per bloccare attacchi "zapateriani" di varia natura (utilizzo degli embrioni umani per esperimenti, linee guida che stravolgevano la legge 40, attacchi alla Chiesa e al Papa, ecc.), il paragone con il presente è molto, ma molto incoraggiante.

Infatti due esponenti del nuovo governo hanno già spiegato che è «arrivato il momento di fare il tagliando alla 194 e questi sono gli interventi più urgenti: applicare la parte disattesa, riguardante la prevenzione e dare delle linee guida per far sì che la normativa non sia più violata come accade in varie parti d’Italia» (On. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare), ma anche che le parole del Papa sono condivisibili, soprattutto «quando afferma che la 194 e' una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese. E credo che questo sia dovuto soprattutto ad una cattiva ed incompleta applicazione della norma» (On. Mara Carfagna, ministro Pari Opportunità).

Tutta un'altra musica insomma.
Se poi ci aggiungiamo il sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, quasi c'è da stropicciarsi gli occhi:

Fecondazione assistita: Giovanardi, cambieremo le direttive della Turco
Il sottosegretario alla Famiglia: «Non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento»

ROMA - Ancora polemiche politiche sulla legge sulla fecondazione assistita. «Il governo e la maggioranza hanno approvato la legge 40, confermata da un referendum. Quindi, la volontà di questa maggioranza è cambiare la circolare della Turco». Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi. Livia Turco, ex ministro della Salute, «non può, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento- sottolinea Giovanardi, a margine di un incontro del Forum delle Associazioni familiari - e confermata da un referendum popolare. Siamo in uno Stato di diritto, è il Parlamento che decide».


Speriamo le buone intenzioni si traducano presto in fatti. In ogni caso, meglio non distrarsi...

lunedì, 28 aprile 2008

Roccella (PdL): priorità bioetiche

Eugenia Roccella lancia una proposta trasversale agli schieramenti: nuove linee guida per ridurre il numero degli aborti e sostenere la maternità, creando una rete di solidarietà intorno alla famiglia.

Si può pensare di ridurre il numero degli aborti nel nostro paese? Si può immaginare una società che sappia accompagnare e sostenere la maternità, che riesca ad accogliere anche i bambini “imperfetti”, che sia capace di tessere intorno alla famiglia una rete di solidarietà? Noi ci crediamo, e ci vogliamo provare.
[...]
Prevenire non vuol dire solo distribuire pillole, ma incoraggiare una cultura dell’accoglienza, educare alla responsabilità nelle relazioni, valorizzare la maternità. In Italia gli aborti calano, sia pure lentamente, perché i rapporti familiari mantengono la propria forza, perché c’è un livello minore di disgregazione sociale, di madri sole, di disagio giovanile. Ma oltre a tenerci stretto questo patrimonio culturale e ad agire per evitare di disperderlo, possiamo fare molto di più, sul terreno della prevenzione.
[...]
Combattere l’aborto è possibile, ma bisogna farlo con pazienza e tenacia, disponendosi a un lungo e noioso assedio che agisca su più fronti, e rinunciando all’idea che si tratti di una guerra lampo, una bella battaglia in campo aperto. Bisogna cominciare dalle piccole cose, per esempio da un modo diverso di raccogliere le informazioni. Su questo ci impegniamo fin da adesso, chiedendo il coinvolgimento del futuro Ministro, perché la prossima relazione fornisca al Parlamento strumenti utili per una politica che abbia come obiettivo la riduzione degli aborti e il sostegno alla maternità.


scritto da: Faramir alle ore 14:46 | link | commenti (2)
categorie: bioetica, maternità, solidarietà, legge 194
mercoledì, 23 aprile 2008

Livia Turco dà i numeri

Già in passato Livia Turco aveva provato a giocare con le statistiche per far passare l'idea che la legge 40 non funzionasse e che era necessario cambiarla "radicalmente" (in tutti i sensi...).

Adesso ci riprova, cercando di accreditare l'idea che gli obiettori di coscienza sono un ostacolo all'applicazione della legge 194 e spacciando la kill-pill Ru486 come la panacea di tutti i mali.

Peccato che le cose non stiano proprio così.
Per fortuna Livia Turco & C. sono agli sgoccioli. Non credo li rimpiangerò.


scritto da: Faramir alle ore 15:18 | link | commenti (4)
categorie: sanita, ru-486, legge 194
giovedì, 20 marzo 2008

Linee guida legge 194: no da Regione Lombardia

giovedì 20 marzo 2008 15.44
ABORTO, NO DI REGIONE LOMBARDIA A LINEE GUIDA SU LEGGE 194

Il provvedimento sulle linee guida di attuazione della legge 194 hanno ricevuto il parere negativo, in conferenza dei presidenti, dalla Regione Lombardia. "È un documento - spiega il coordinatore degli assessori al bilancio, Romano Colozzi - che non condividiamo nel merito. Per un verso è lacunoso, per l'altro contiene questioni che non hanno a che fare con la legge 194". Colozzi, che è anche assessore alle finanze della Regione Lombardia, prima dell'inizio della conferenza Stato-Regioni dice anche che: "Non apprezziamo che sia totalmente assente il principio della tutela della vita, fin dalla sua prima fase. L'impostazione" delle linee guida "è molto proiettata sul fatto che la prevenzione dell'aborto punta sulle politiche di contraccezione e questo non fa che accrescere una mentalità abortista. Questo è un aspetto, non il più importante, anche perchè altri punti andrebbero integrati e riscritti. Il testo - conclude Colozzi - così come è non ci va bene". In conferenza dei presidenti delle Regioni, il regolamento prevede che sia sufficiente il parere contrario anche di una sola regione per vanificare l'iter di un provvedimento.
[Fonte: Avvenire online]


scritto da: Faramir alle ore 17:27 | link | commenti (2)
categorie: lombardia, legge 194
martedì, 18 marzo 2008

Aborto e dintorni: oltre la cronaca

Vi segnalo un nuovo sito che mi pare interessante e ben fatto: il Sussidiario.net.

Mi ha colpito in particolare la prima puntata di questa inchiesta sull'aborto.

Un tentativo di andare oltre la cronaca scandalistica o le furie ideologiche, tornando ai "fondamentali", per "spostare il baricentro dell’attenzione sullo svilimento antropologico che ha portato al diffondersi di casi come quelli riportati, in cui l’uomo è trattato alla stregua di una scomoda suppellettile".

Un primo contributo per approfondire il discorso viene da Assuntina Morresi.


scritto da: Faramir alle ore 13:24 | link | commenti
categorie: vita, legge 194
giovedì, 13 marzo 2008

Genova, bimbo ucciso per un reality

[...] Lo racconta Repubblica, dopo il solito tentativo di attribuire chissà quali altri delitti ambientali alla nostra limpida campagna per la vita e contro l’aborto, alimentato da quel disgraziato di Bobo Craxi e dal “ministro delle Impari Opportunità di morire” Barbara Pollastrini e da altri ego collettivi molto dementi. Gente un po’ bastarda, pronta a addossare a noi la colpa di un suicidio. Tra le clienti del ginecologo suicida c’era dunque la protagonista di un reality show. Il famoso dramma dell’aborto, che perfora coscienze abissali dentro le quali maschi e femmine antiabortisti non hanno diritto di guardare, stavolta si è risolto in una richiesta di riservatezza, in un aborto clandestino che coinvolge nella catena di morte, oltre al bambino, lo stesso ginecologo. Rapidamente, spicciativamente, per cinquecento maledetti euro, si raschia via una vita umana da un utero di donna. Lo scopo è la prosecuzione di una carriera televisiva al suo sboccio in un tronfio spettacolino che vale molto di più dello spettacolino di una vita nascente. Vale, per lo meno, cinquecento euro.
Non sono indignato. Non mi permetto gli stessi sentimenti banali delle povere postfemministe anni Settanta scese in strada per gridare il falso, sciagurate, cioè che io gli abbia mai dato delle assassine. Non darei di “assassina” nemmeno all’anonima soubrette che ha difeso la privacy della sua piccola carriera espellendo il suo piccolo dal grembo suo. [...] Un’altra cliente del ginecologo suicida, anche lei giustamente protetta dall’anonimato, e che Dio lo conservi a tutte queste disgraziate, ha detto al cronista che con il fidanzato aveva rotto, e dunque ha “deciso” di non volere più il bambino.
Deciso? Ma non avevamo detto che si abortisce per tutelare la salute fisica e psichica della gestante, quando non il pericolo per la sua vita? Avevamo messo nel conto che si abortisce ovvero sopprime una vita per la rottura di un fidanzamento in seguito a decisione ordinaria, fuori da qualunque drammatico dilemma? Per “decisione”? Perché, come ha detto la ragazza, “non sapevo di fare qualcosa di male, l’aborto in Italia è legale”. Capito? Trent’anni dopo la depenalizzazione, ecco spiegato dalla cronaca ciò che diciamo noi della lista: legale vuol dire legittimo, normale, vuol dire che faccio un aborto come mi pare, quando mi pare, per il motivo che mi pare. Non è questa la sanzione di una indifferenza di cui donne e bambini sono vittime, con la complicità aperta e comoda di noi maschi legislatori, scrittori, polemisti, intellettuali e ministri da quattro soldi? [...]
[fonte: il Foglio]


scritto da: Faramir alle ore 16:05 | link | commenti
categorie: vita, legge 194

I buchi della legge 'saggia e lungimirante'

Ma la legge 194 non aveva cancellato "la piaga degli aborti clandestini"?
Il triste episodio di Genova spero serva a chiarire che l'aborto non è un "diritto" e che non si può praticare senza limiti.

Beh, adesso anche la signora Pollastrini conviene che la legge va "applicata pienamente". Quando lo chiedono i partiti di centrodestra o i cattolici, invece, sono "oscurantisti", "nemici delle donne"...
Resta un mistero come questa piena applicazione possa andare d'accordo con l'introduzione della Ru486.

Sulle farneticanti dichiarazioni del solito Silvio Viale, meglio se non faccio commenti...


scritto da: Faramir alle ore 10:44 | link | commenti
categorie: sanita, legge 194
martedì, 04 marzo 2008

Teodem: "soluzione finale" alla Veltroni

Dal sito PiùVoce.Net, segnalo questo corsivo:

Emma Bonino: la paladina più trendy dell’aborto facile. Ignazio Marino: lo sponsor più fresco del testamento biologico. Umberto Veronesi: il testimonial più chic dell’eutanasia. Ecco i capilista al Senato per il Pd in tre regioni chiave: il Piemonte, la Sicilia e la Lombardia. Obiettivo non dichiarato, ma sotteso al profilo politico-culturale-professionale di tutti e tre gli aspiranti senatori: spezzare le ultime resistenze cattoliche al Senato e varare finalmente un fronte etico disponibile a tutte le soluzioni ammantate di progressismo e sino ieri oggettivamente impossibili. Proviamo ad elencarle, giusto per non dimenticare: difesa della legge 194 così com’è, testamento biologico (magari con scivolamento eutanasico), diagnosi preimpianto indiscriminata sugli embrioni (con deriva eugenetica). La lista non finisce qui, ma ce n’è abbastanza per alzare il livello di attenzione contro quello che si configura - dispiace dirlo - come un vero e proprio triangolo della morte che ha per vertici il Piemonte, la Lombardia e la Sicilia. Se c’è un partito della vita, dalle parti del Pd, che batta presto un colpo.

I cosiddetti Teodem, invece, sono stati "deportati" alla Camera.
Vedi alla voce "IRRILEVANTI".
I più accorti, vista la mal parata, cominciano già a sbaraccare.
 
Qui si vede il tocco magico veltroniano: "Non c'è trucco non c'è inganno! Venghino siore e siori! venghino..."
E con un sorriso... pacatamente... serenamente... ZAC! sei "out".
"Yes! We Can!"
"E non ci rompete le scatole".
E' il Nuovo che avanza, bellezza!

scritto da: Faramir alle ore 17:49 | link | commenti (3)
categorie: eutanasia, eugenetica, legge 194, teo-dem, uolter veltroni
martedì, 26 febbraio 2008

Il presunto "giallo" del documento dei medici

Non ho tempo per riassumere tutta la vicenda, ma ormai chi mi legge regolarmente dovrebbe sapere come funzionano certe "manovre" diversive tipiche dei "Grandi Quotidiani Indipendenti".

D'altra parte il direttore di Avvenire sa difendersi bene da solo (d.b. = Dino Boffo).
Notare il Post scriptum... ;-)

Qui mi limito a riportare quanto Avvenire metteva in prima pagina domenica scorsa:

"Nasce un giallo sul documento diffuso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici con posizioni discutibili su temi eticamente sensibili. Ma nel Consiglio nazionale era stato approvato un testo che riguarda i temi di politica sanitaria che i medici segnalano ai partiti in vista delle elezioni."

Da confrontare con una dichiarazione dell'Ordine dei Medici di Lombardia:

lunedì 25 febbraio 2008 16.59
ABORTO, MEDICI LOMBARDIA CONTRO ORDINE NAZIONALE
"Non è mai stato messo in votazione (e quindi neanche approvato) il documento oggetto del comunicato stampa diffuso dalla FNOMCeO". Lo affermano in una nota i presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio. "I Presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio - si legge nel testo - dichiarano che l'oggetto del comunicato stampa è stata una relazione presentata insieme ad altre 13 relazioni sui temi più diversi" e "ricordano che la discussione si è concentrata sul testo del documento conclusivo", l'unico che "esprime il parere condiviso dei presidenti presenti mentre le singole relazioni, tutte di grande importanza e meritevoli di precise, attente e future valutazioni, non sono state oggetto di votazione". Il comunicato diffuso oggi a Milano si conclude con la richiesta dei presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia che "venga convocato d'urgenza un Consiglio Nazionale".

Ma potete stare tranquilli che queste dichiarazioni non finiranno sulle prime pagine di Corriere, Repubblica, Unità, ecc.
Sui quali però continuerete a leggere tante parolone in tema di "laicità", "diritti civili", e simili.
Cominciassero a praticare un po' di professionalità e ad avere un minimo di dignità...


scritto da: Faramir alle ore 10:34 | link | commenti (1)
categorie: sanita, giornalismo alle vongole, ru-486, legge 194
domenica, 17 febbraio 2008

Aborto e legge 194: manipolazione giornalistica

Sempre a proposito dell'aborto di Napoli, di cui si parlava nei post precedenti, molto istruttivo anche questo post di Kagliostro, per capire a che livello di manipolazione possano arrivare le "notizie" che leggiamo sui "Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti" di questo strano e schizofrenico Paese.

Stendiamo un velo pietoso sulle scene di isteria collettiva viste nei giorni scorsi...


scritto da: Faramir alle ore 01:31 | link | commenti
categorie: giornalismo alle vongole, legge 194
venerdì, 15 febbraio 2008

Klinefelter: contro la disinformazione antiscientifica

Dal sito dell'Unione Italiana Sindrome di Klinefelter: 

"[...] Ho 43 anni e sono affetto dalla sindrome di Klinefelter.
In effetti una malattia che sino a 3, 5 anni fa non sapevo nemmeno che esistesse.
Come tanti altri, ho vissuto molti anni senza esserne consapevole. Poi, il mancato concepimento di figli durante la vita matrimoniale ha reso necessari degli accertamenti clinici, tra i quali il cariotipo, e la mia sorgente genetica è risultata 47xxy. [...]"

Dal portale ClicMedicina.it:

"[...] In Italia oggi esistono migliaia di maschi con questa sindrome, vivono, occupano posti di responsabilità, e in alcuni casi di mosaicismo, sono anche fertili, ma la bagarre mediatica in corso verte, come abbiamo detto, sulle solite questioni relative alla legge 194 (morale, chiesa, liceità ecc...), sull'eccessività dell'intervento della polizia in reparto (anche i medici cattolici non hanno esitato a definire eccessivo il blitz), e sulle presunte irregolarità dell'aborto. E tutto questo perché? perché molte volte c’è ignoranza, non si conoscono bene i contenuti di ciò che si discute.
Il tragico e il deludente di tutta la situazione è che, ancora oggi, non si è ancora provveduto a spostare il punto di vista sulle affermazioni rilasciate sulla Sindrome di Klinefelter che viene ovunque definita come alterazione cromosomica con conseguenza gravissime. [...]
FORSE la donna è stata vittima di disinformazione da parte dei medici??? Oppure ha sovrastimato le notizie che le sono state fornite???
Speriamo che l’UNITASK, l’associazione dei soggetti con sindrome di Klinefelter, al più presto, possa far capire che il maschio con sindrome di Klinefelter non provoca dei mostri né dei ritardati mentali."

Vedi anche su Samizdatonline.


scritto da: Faramir alle ore 11:17 | link | commenti
categorie: scienza, eugenetica, legge 194
giovedì, 14 febbraio 2008

La sindrome di Klinefelter

Per la cronaca, visto che in pochi sembrano dare importanza alla cosa, vi segnalo una istruttiva scheda che descrive bene in cosa consiste la sindrome di Klinefelter, ovvero la malattia da cui(probabilmente) era affetto il bambino abortito a Napoli pochi giorni fa.

Apparentemente, nessuno dei medici con cui ha parlato questa sfortunata signora, le ha spiegato che una semplice cura a base di iniezioni di testosterone, avviata all'inizio della pubertà, avrebbe consentito a suo figlio di superare i problemi connessi alla suddetta sindrome.

Sembra invece che la donna sia stata sottoposta a diverse sedute di "terrorismo psicologico", nelle quali le si prospettava che suo figlio avrebbe sofferto di "ritardo mentale, problemi al cuore, diabete e l'assenza di alcuni ormoni".
Come stupirsi della scelta di ricorrere all'aborto?

Nella realtà invece, le statistiche mediche dicono che questa malattia ha le seguenti conseguenze
"in età adulta, circa nel 93% dei casi la sola sterilità, mentre il paventato ritardo mentale si presenta in casi molto rari e coinvolgerebbe soprattutto la capacità verbale e di lettura, sulle quali si può facilmente intervenire con pratiche riabilitative adeguate".

Se non è selezione eugenetica questa...
Invece di scandalizzarsi dell'intervento della magistratura, perché non ci si chiede se siamo in presenza di un caso isolato oppure se questa è ormai diventata la norma?
Quanti bambini che potrebbero avere una vita normalissima, vengono "scartati" per motivi banali, nel nome di un inquietante "perfettismo biologico"?


scritto da: Faramir alle ore 15:24 | link | commenti (4)
categorie: scienza, legge 194
giovedì, 07 febbraio 2008

Questi "cattolici"!

Ho letto ieri una bella testimonianza su Libero, firmata da Nicholas Farrell. Racconta di come in gioventù costui avesse istigato all'aborto la ragazza che aveva messo incinta, la quale, in un primo tempo, ripeteva, riferendosi al figlio, "lo voglio, lo voglio, lo voglio". Poi, vinta dalle circostanze, aveva abortito. Si chiamava Anna Claudia e pare che fosse molto bella. Dopo il fattaccio i due si sono persi di vista. Avventure, per divertirsi, da irresponsabili, da cretini.
"Dopo tanti anni - racconta Farrell - ci siamo rivisti. Sentiva sempre delle voci, mi spiegava. Era diventata grassa. Colpa degli psicofarmaci che prendeva per combattere quelle voci. Era diventata una zombie". Una donna distrutta. Una donna infelice. Una povera vittima.

L'accusa che si fa a un "cattolico" è di non aver pietà per queste donne. Per quelle che ricorrono all'aborto. L'accusa è di non capire, non riuscire a comprendere. Ma è un'accusa che va ributtata in faccia a coloro che propongono l'aborto come la soluzione dei mali. Perché è chi propone l'aborto ad essere davvero senza pietà, e di quella povera donna che andrà ad abortire non gliene frega proprio niente.
Chissà quante Anna Claudia esistono al mondo. Chissà quante donne si sono rovinate la vita a quel modo, e non possono fare più niente per tornare indietro. Chissà quante donne sono rimaste schiave della volontà e del piacere di un uomo, che le ha lasciate sole con il loro pesante problema, come ha fatto Farrell. E' proprio la pietà nei confronti di queste povere donne che ci fa gridare contro l'aborto con tutta la voce che abbiamo.

Ma il "cattolico" non grida soltanto. Opera. Ieri era la trentesima Giornata per la Vita. La tradizione è iniziata nel 1978. La celebrazione è servita anche per ricordare l'impegno di quanti (sfidando il totale disinteresse dello Stato e l'ostilità di certe forze politiche) da trent'anni cercano di aiutare le donne in difficoltà davanti ad una gravidanza.
I Centri di Aiuto alla Vita in Italia hanno salvato fino ad oggi 100.000 bambini.
Come? Fornendo assistenza materiale, psicologica, medico-legale; aprendo case d'accoglienza per ragazze madri che hanno problemi con le loro famiglie; offrendo un'amicizia, una compagnia a donne lasciate sole col loro problema. Nella maggioranza dei casi senza ricevere il minimo sostegno economico dallo Stato.

Non pretendete da un "cattolico" che faccia la pubblicità del preservativo. Per questo bastano gli spot di Ambra Angiolini. E' una cosa troppo facile. Pretendete piuttosto qualcosa di più difficile: che si faccia carico del prossimo. Pretendete che faccia quello che la legge 194 predica, ma che nessuno in Italia realizza davvero. Pretendete che eroicamente resista all'interno della clinica Mangiagalli di Milano (centrale storica dell'aborto legale), accusato di "generare sensi di colpa nelle donne", nel momento in cui sta cercando di aiutarle davvero.
C'è un numero verde (8008-13000) in funzione 24 ore su 24 chiamato S.O.S. VITA, dove si può trovare aiuto in caso di: una gravidanza difficile o inaspettata; un eventuale rischio di aborto e/o abbandono del neonato; una diagnosi prenatale che porterebbe all'aborto "terapeutico"; una crisi depressiva dopo un aborto o ripetuti aborti; ogni altro problema relativo all'attesa di un figlio.
E' immondo che questo tipo di interventi ricadano esclusivamente sulle spalle di uomini e donne di buona volontà.
E' abominevole che gente trista come il segretario dei radicali milanesi Valerio Federico faccia una campagna contro queste persone, perché non ricevano finanziamenti pubblici.
E' indegno che sull'opera di questi centri non vi siano pubblicità in televisione e su tutti i mass media.

Ma forse Farrell ha ragione: "Per vincere la lotta politica riguardo questo omicidio volontario bisogna urgentemente sottrarre la questione dagli ambiti contro-produttivi del mondo cattolico. Quando ci sono Chiesa e preti nel mezzo, nel bene e nel male, troppa gente spegne la tv. Non ascolta. Punto".
Oggi il problema è che un cattolico è un "cattolico". E anche se fa miracoli, un "cattolico" resta. Sono d'accordo con Farrell, e in attesa che qualche non cattolico, come lui, faccia qualcosa, benedico Dio di averci mandato un Giuliano Ferrara.
Un non "cattolico" che ha il "peso" giusto per parlare di certe cose. Ed essere ascoltato.

Gianluca Zappa


scritto da: Faramir alle ore 14:05 | link | commenti (6)
categorie: laicismo, radicali, maternità, aiuto alla vita, legge 194
lunedì, 04 febbraio 2008

Nessuna pietà!

Sconfortante. Non ci sono altre parole. Questo Paese è gravemente malato, ormai è chiaro. Siamo in balia di frange di militanti lunatici.

Scusate lo sfogo, ma è assurdo che la dichiarazione di neonatologi e ginecologi delle cliniche universitarie romane in tema di assistenza ai prematuri stia suscitando tutte queste polemiche.

Non hanno detto nulla di nuovo.

Come ha spiegato anche il prof. Moscarini - primario alla Sapienza e non certo un bigotto oscurantista - è la legge 194 a stabilire che tutti i feti nati vivi devono essere assistiti e rianimati, quando esiste una possibilità di vita autonoma del feto.
Ma questi "difensori della 194" - Livia Turco in testa - lo sanno cosa c'è scritto nella legge che difendono lancia in resta, con toni "da crociata"?

Nel caso se lo fossero dimenticato, li aiuto volentieri.

In fondo all'articolo 7 della Legge 22 maggio 1978 n. 194, si legge quanto segue:

[...] Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell'articolo 6 e il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.

La lettera a) dell'articolo 6, poi, afferma:

L'interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere praticata:
a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; [...]


Il limite di settimane sotto il quale non c'è possibilità di vita autonoma, grazie al progresso della medicina, si abbassa costantemente. Ormai siamo sulle 22 settimane. E i casi di grandi prematuri sopravvissuti sono tanti.
Quindi, se dopo la 13 settimana una donna abortisce, i medici sono obbligati dalla legge 194 a fare il possibile per salvare il feto espulso. E la donna in questione (anzi la madre, scusate se uso questo termine "fuori moda", spero i lettori britannici non si scandalizzino...) non può opporsi.
Punto.
Naturalmente la donna non può nemmeno essere obbligata a riconoscere il figlio sopravvissuto all'aborto eseguito in base alla legge 194.
Pochi lo sanno, ma la legge italiana consente alla madre partoriente di non riconoscere il figlio, che  in tal caso viene prontamente adottato da una delle tante coppie disponibili in lista di attesa.
Questa sarebbe una "crudeltà insensata"?
A me pare molto più crudele lasciare agonizzare un neonato vitale.

Le polemiche su questo argomento sono assolutamente strumentali e infondate.


scritto da: Faramir alle ore 17:06 | link | commenti (7)
categorie: aiuto alla vita, legge 194

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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