Gino

lunedì, 12 maggio 2008

Premiata ditta Fazio&Travaglio

Ma che altro ci si poteva aspettare da un Marco Travaglio intervistato da Fabio Fazio?
E' evidente che Travaglio punta a provocare lo scandalo per essere "epurato" dalla Rai, ottenere una eccezionale pubblicità gratuita per i suoi libretti, ed eguagliare il suo anfitrione Santoro nell'empireo dei "giustizialisti democratici". Non ha caso ha subito incassato la solidarietà di Di Pietro (mentre dal Pd arrivano critiche... e questi volevano fare un partito unico!).
Lasciatelo abbaiare, tanto non morde.

Di certo non otterrà molto andando in giro a dire che il presidente del Senato ebbe rapporti con persone che 18 anni più tardi furono condannate per attività mafiose. La stessa cosa infatti si potrebbe dire per milioni di siciliani onestissimi.
Renato Schifani è forse stato condannato o anche solo indagato per reati di mafia?
Non mi risulta. Quindi, fino a quando i pettegolezzi non saranno elevati al rango di evidenze processuali, Travaglio potrà scrivere tutti i libri che vuole, ma difficilmente potrà dimostrare qualcosa.
Di certo non convincerà molti paragonando il presidente del Senato a un lombrico, o considerandolo meno utile di una muffa... 

Magari in qualche suo libro Travaglio ci spiegherà in che modo queste accuse di collusione con la mafia si conciliano con il fatto che Schifani fu protagonista nella battaglia parlamentare per la stabilizzazione dell'articolo 41 bis, che ha reso definitivo il "carcere duro" per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Stesso discorso per la vicenda di Berlusconi e del suo stalliere.

In quanto a Fabio Fazio e alle sue scuse un po' ipocrite, lasciamo perdere... da che parte pende si sa bene, ma anche lo stile tra il corgiano e il servile, da "interviste in ginocchio" tanto caro a Gianni Minà, non mi ha mai esaltato.


scritto da: Faramir alle ore 15:22 | link | commenti (16)
categorie: mafia, mass media, rai , giornalismo alle vongole
mercoledì, 07 maggio 2008

I Re di Roma

Strano che di questa puntata di Report, andata in onda domenica scorsa, non si senta parlare molto...

Sono malizioso pensando che, se l'ambientazione fosse stata a Milano, a quest'ora sarebbero stati recapitati avvisi di garanzia a pioggia?
Poi magari è tutto regolarissimo, per carità...


scritto da: Faramir alle ore 15:49 | link | commenti (13)
categorie: mass media
mercoledì, 26 marzo 2008

Redazionalmente corretto

Cose curiose capitano online, in questa campagna elettorale un po' noiosa, che - secondo alcuni - si caratterizza per una minore conflittualità tra i partiti maggiori (Pd e PdL).

Ieri stavo leggendo Affaritaliani.it e sono capitato sulla homepage di politica, dove, nella colonna di destra spiccava una foto di Veltroni sovrastata dal titolo "Sulle pensioni Walter fa girare le palle".

Ovviamente il primo pensiero è stato: "perché solo sulle pensioni?". ;-)
Comunque, incuriosito, sono andato a leggere e ho trovato quella che pareva una lettera al direttore del sito, nella quale il signor Pasquale Della Torca si lamentava delle attenzioni spropositate che Veltroni riserva ai pensionati, promettendo loro aumenti a go-go, "alla faccia dei giovani".

La qual cosa non dovrebbe sorprendere, visto che secondo una indagine dell'Osservatorio sul capitale sociale, curata da Demos per Coop (quindi un punto di vista "amico" del Pd), gli unici settori sociali in cui il partito di Veltroni (e Prodi!) è maggioritario sono proprio i pensionati (45,7% Pd e 37,3% PdL) e i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (51,2% Pd e 30, 7% PdL).
E in un paese che sta rapidamente invecchiando, meglio tenersi buoni i pensionati...

I settori più produttivi invece (dagli operai alle casalinghe, passando per i lavoratori autonomi, gli imprenditori, i liberi professionisti e i dipendenti del settore privato) votano in prevalenza per il PdL di Berlusconi, che quindi è il vero partito riformista, mentre i conservatori sono Veltroni e i suoi "compagni di pensione"... Tanto più che i giovani sembrano preferire il PdL.

Ma torniamo ad Affaritaliani. Ieri sera me ne sono andato lasciando il pc acceso, con il browser aperto sulla citata lettera del sig. Della Torca. 

Stamattina quando ritorno al computer e vado a leggere le ultime notizie sul sito Affaritaliani.it noto una cosa curiosa: nel riquadro sulla colonna di destra la foto di Veltroni è la stessa, ma il titolo è cambiato.
Non si legge più "Sulle pensioni Walter fa girare le palle", ma un più pacato e sereno"Sulle pensioni Walter non convince".

Il contenuto della lettera è lo stesso, solo il titolo è stato "veltronizzato". ;-)

Poiché non avevo chiuso il browser con la pagina in questione aperta ieri sera, ho le "prove".
Ecco la pagina prima e dopo la "cura buonista" (cliccare sulle immagini per ingrandirle).


giovedì, 20 marzo 2008

A quelli che criticano il Papa sul Tibet

Cari direttori, editorialisti ed opinionisti dei Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti e dei TG nazionali (inchino riverente)...
Cari blogger pseudo-liberali de noantri che vi esaltate nel contare gli accessi ai vostri blogghettini e vi eccitate a leggere i commenti dei vostri fans... (genuflessione)
Insomma, in parole povere, cari palloni gonfiati... piantatela di rompere gli zebedei con sta storia del Papa: se parla, perché parla... se non parla, perché non parla... eccheppalle!

Mettetevi il cuore in pace: il Papa parla quando deve e nei modi che gli si confanno.
Non ubbidisce alle vostre direttive.
Lo so che la cosa infastidisce il vostro ego smisurato, ma vedrete che con un piccolo sforzo ve ne farete una ragione.


scritto da: Faramir alle ore 11:41 | link | commenti (3)
categorie: cina, tibet, mass media, chiesa cattolica, benedetto xvi
lunedì, 21 gennaio 2008

Le bugie dei Radicali

Con Pannella è Carnevale tutto l'anno...Questa volta Pannella & C. l'hanno sparata troppo grossa (sarà il clima da Carnevale ormai imminente...).
Tanto grossa che hanno costretto il TG1 a trasmettere un comunicato nell'edizione di prima serata (la più vista) per precisare che i dati dei Radicali sullo spazio concesso al Papa dai telegiornali sono sbagliati.
E sbagliati alla grande, come qualsiasi persona che non vivesse su Marte potrebbe testimoniare per esperienza diretta.

D'altra parte, se costruiscono "statistiche ad hoc" in modo che la realtà si adatti alle loro strampalate teorie, poi non si dovrebbero lamentare che nessuno (a parte i nipotini di Stalin dei Collettivi Studenteschi - novelli Beria de noantri - e certi tipi balzani che passano pure per essere blogger acuti e brillanti...) li prenda sul serio.
Ma è sempre stata questa la strategia dei Radicali: sparare numeri assurdi per conquistare le prime pagine, tanto poi quello che resta nella memoria della maggior parte dei lettori sono i titoli cubitali, non le rettifiche con riferimenti ai dati reali rilasciate da parte di coloro che affrontano gli argomenti in maniera razionale.

Scusate, ma giudicate voi stessi.
Cosa pensereste di chi vi venisse a dire che i telegiornali delle reti Rai dedicano il 30 (TRENTA) per cento del loro spazio al Papa e ad altri esponenti della Chiesa Cattolica (immagino si riferiscano a vescovi, cardinali, sacerdoti e religiosi, dimenticandosi che la Chiesa Cattolica è formata anche da laici)?
Immagino che la prima reazione sarebbe di stropicciarvi gli occhi e di darvi un pizzicotto, per aver la certezza di essere svegli.
Dopodiché, probabilmente vi fareste una risata e suggerireste al soggetto in questione di non eccedere con gli alcolici (o gli spinelli, visto di chi si tratta...).

Eppure è facile ottenere una "statistica" (metto le virgolette per rispetto dei veri statistici, che potrebbero offendersi del paragone improprio) che dia ragione a questi deliri.
Basta considerare come 100 la somma dei tempi riservati ai seguenti quattro soggetti: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Governo e Vaticano (intendendo con esso il Papa e gli altri esponenti della Chiesa cattolica).
Il tutto spacciato, come al solito, per "dati documentati e verificati della realtà" che dimostrerebbero (rullo di tamburi) la sistematica "occupazione del sistema dell'informazione da parte di esponenti del clero".
Ma trattenetevi ancora un attimo dallo scoppiare a ridere, per favore.

Aggiungiamoci pure che considerando i tempi effettivi, il TG1 è "accusato" (che "felloni", complici degli "oscurantisti clericali"!) di aver dedicato a Papa e altri esponenti della Chiesa la "incredibile" cifra di 26 ore, 35 minuti e rotti... in circa 2 anni e 9 mesi! Ovvero, dal 19 aprile 2005 (elezione Benedetto XVI) al 14 gennaio 2008.
(Per inciso, un'altra questione da tenere presente riguarderebbe anche il "modo" in cui nei telegiornali si affrontano argomenti relativi alla Chiesa Cattolica e alla religione in genere, che spesso non ricevono un trattamento "benevolo", anzi...)

Avete smesso di rotolarvi dalle risate?
Bene. Ricomponetevi, per favore...
Ora potete leggere come stanno veramente le cose.


Le bugie dei Radicali
 Sono senza fondamento i numeri diffusi nei giorni scorsi dall’esponente dei Radicali, Marco Pannella, durante la trasmissione 'Porta a porta', sulla presenza della Chiesa cattolica e del Papa nei telegiornali delle tv italiane.
  Secondo i dati del Centro di ascolto radiotelevisivo radicale, da quando Papa Ratzinger è stato eletto, il Tg1 gli avrebbe dato mediamente il 29,13% degli spazi, il Tg2 il 32% e il Tg3 il 25%. In un articolo pubblicato ieri dal quotidiano «Italia oggi», questi numeri vengono smentiti dalle cifre dell’Osservatorio
Isimm ricerche, che fornisce i dati ufficiali all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. «Alla voce Vaticano e altri soggetti religiosi – si legge nell’articolo –, il tempo dedicato all’argomento, raggiunge il 3-4 per cento in Rai e una cifra quasi sempre inferiore in Mediaset». Inoltre, secondo i dati diffusi da CanaleTre sui passaggi televisivi, il Vaticano è in linea con gli spazi dati a Francia, Gran Bretagna, e molto lontano da quelli dedicati agli Stati Uniti.
(Fonte: Avvenire 20 Gennaio 2008)

Concludendo, intoniamo tutti insieme:
Para-para-pà... para-para-pà... para-para-pa-ppà... figura di merda!

Due incontestati maestri della politica spettacolo...

venerdì, 11 gennaio 2008

Come ti indottrino il giornalista

Ormai siamo proprio in una Repubblica Democratica Popolare di stampo sovietico.
Cose del genere giusto in URSS e stati satelliti potevano succedere...

Provate a immaginarvi il casino che sarebbe scoppiato se un'iniziativa del genere l'avesse promossa il governo Berlusconi, oppure quale sorte toccherebbe a un politico americano, inglese, o nord europeo che tentasse lo stesso giochetto.

scritto da: Faramir alle ore 16:51 | link | commenti (3)
categorie: politica, comunismo, giornalismo, mass media, libertà
giovedì, 22 novembre 2007

Quando lo scoop cade a fagiuolo...

... in Italia è lecito sospettare che fosse pronto da tempo e che sia stato tirato fuori al momento opportuno.

[...]
Il democratico Carra, per esempio, cresciuto a pane e Rai, l'ha rimarcato con un filo d'ironia: «Proprio mentre ci trovavamo immersi in una nuvola di incenso, intenti a preparare la celebrazione delle nozze tra Veltroni e Berlusconi, si viene a sapere che il Cavaliere si è comprato la Chiesa e ha rubato i paramenti... È chiaro che il problema specifico esiste, ma è altrettanto evidente che la tempistica con cui emergono certe vicende induce al sospetto». Ed è giusto, come dice il rutelliano Lusetti, che «sul caso va fatta piena luce», e che «la commissione di Vigilanza non può stare a guardare », però Follini si chiede e chiede perché mai spunta una faccenda che «non è più cronaca, ma non è ancora storia? L'intreccio Rai-Mediaset è un segreto di Pulcinella che però diventa di colpo caso politico. E questo sicuramente non favorisce il dialogo». Di più. Come s'intuisce dalle parole di Confalonieri, il «caso» mirerebbe a colpire «il dialogante», cioè Veltroni, oltre che Berlusconi. Non per nulla il leader del Pd ieri è stato il primo a commentare duramente le intercettazioni pubblicate da Repubblica, a suo dire rivelatrici «di intrecci e commistioni» che «calpestano la Rai»: è stato un modo abile per sviare l'idea di un'entente cordiale con il Cavaliere, ed evitare il venticello dell'inciucio nel giorno del colloquio con il leader di Forza Italia. «Siamo alle solite», ha commentato con amarezza Petruccioli. Il presidente della Rai conosce il Palazzo ancor meglio di viale Mazzini, e sa per esperienza che quei corridoi bui vengono usati per proditori giochi di coltello. C'è dunque un motivo se spesso impreca contro i «professionisti dell'anti-inciucio», anche se ieri non ne ha fatto i nomi. Non ce n'era bisogno.

In serata palazzo Chigi ha fatto sapere che il premier intende accelerare l'esame della legge Gentiloni, vista da Berlusconi come l'anticristo. Il socialista Piazza è stato ministro della Funzione Pubblica due legislature fa, e rammenta cosa accadeva «ogni volta che mi preparavo ad andare in Parlamento, dove all'ordine del giorno della prima Commissione c'era il conflitto d'interessi »: «Un'ora prima mi dicevano "rinviamo". Ora la storia si ripete con la riforma del sistema tv, e ho l'impressione che certe leggi vengano scritte e riposte in un cassetto, per essere tirate fuori al momento opportuno. Perciò quando sento parlare di queste riforme, andreottianamente penso male». [...]


E a pensar male, coi politici italiani, spesso ci si azzecca...
Sulle "verginelle" della Rai poi, sottoscrivo questo post di Phastidio.
Ma chi credono di prendere in giro?


scritto da: Faramir alle ore 16:07 | link | commenti (3)
categorie: politica, mass media, berlusconi, rai , uolter veltroni

Sfasamenti mediatici staminali

E' interessante confrontare il trattamento riservato alla stessa notizia da testate giornalistiche diverse.

[...] Per il compassato Times quello delle staminali è un «breakthrough», una conquista da prima pagina. Le Ips -Induced pluripotential cells -ottenute facendo regredire cellule adulte potrebbero un giorno essere riprogrammate per formare 200 tipi di tessuto diverso, senza i problemi derivanti dal rigetto, giacché proverrebbero dall'organismo dello stesso paziente. Senza clonare e distruggere embrioni. Una miniera di pezzi di ricambio, forse l'inizio della cura per malattie di cui non c'è, oggi, alcuna cura. Ma i giornali italiani non si scompongono. Pagina 23, o inserto scienze, assieme alle comete.

È strano, davvero. Certo, la tecnica giapponese è lontana dall'applicazione terapeutica, perché per fare regredire la cellula adulta si sono usati retrovirus cancerogeni. D'altra parte, anche le staminali embrionali 'autentiche' con la loro totipotenza ponevano forti rischi proliferativi, ciò che non ha impedito di investirci, di sperare e di titolare a ripetizione, senza avere ottenuto una sola applicazione terapeutica in 10 anni. Se uno come Ian Wilmut, già autorizzato dalla Hfea britannica a clonare embrioni umani per la sua ricerca, dice 'grazie, ma io cambio strada', una ragione deve averla. Forse ne ha più di una: la scarsa reperibilità degli ovociti femmili necessari a questa ricerca - solo in Romania le donne sono disposte a donare ovuli in cambio di un pezzo di pane - a fronte della facilità del reperimento di tessuti adulti. La speranza, grande, di avere un giorno tessuti naturalmente compatibili con quelli del malato. Di avere i 'pezzi' giusti per ogni paziente - senza toccare embrioni.

Dice bene il Times, una conquista. Ma gli stessi giornali che prima del referendum del 2005 ripetevano ossessivamente, e ignorando del tutto le obiezioni di autorevoli ricercatori, che per sconfiggere le malattie neurodegenerative occorreva usare gli embrioni, sulla svolta di oggi fanno understatement. Gli editorialisti che avvertivano severi che perdere la corsa dei brevetti sulle staminali embrionali avrebbe affossato la ricerca scientifica in Italia, ora non scrivono.

Come mai è più franco nel dichiarare il cambio di rotta uno scienziato come Wilmut? Proprio perché è uno scienziato, e, preso atto di una strada più promettente e facilmente praticabile, nel confronto con la realtà cambia idea. Chi è ideologico, invece, non guarda alla realtà: ha un suo schema cui deve restar fedele, anche se ciò che accade lo contraddice. (Hannah Arendt: «L'ideologia, è ciò che non vede la realtà»). [...]

scritto da: Faramir alle ore 15:30 | link | commenti
categorie: scienza, mass media, cellule staminali, embrione
venerdì, 05 ottobre 2007

L'editto emiliano

"Ho letto i resoconti sulla trasmissione Annozero - rivela Prodi - mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell'appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia". Poi, poco più tardi, arriva la precisazione: "Mai pensato di restringere la libertà di Annozero".
(fonte)

Ah, beh! Però... come mai questa improvvisa inappropriatezza del mitico "martire" Santoro, canonizzato in vita dopo l'editto bulgaro?


scritto da: Faramir alle ore 14:08 | link | commenti (1)
categorie: mass media, prodi
lunedì, 04 giugno 2007

Libertà di stampa

Direttore Pierluigi Magnaschi, l’estate scorsa l’Ansa per prima diffuse in rete la notizia dell’imminente trasferimento dell’intera gerarchia della Guardia di finanza di Milano. Erano passate da poco le 22 del 16 luglio 2006: lo scoop aprì un durissimo scontro politico.
«E determinò anche il mio licenziamento».
Scusi?
«Il mio licenziamento da direttore dell’Ansa, avvenuto, non senza difficoltà (perché molti soci erano contrari) alla fine di novembre 2006, è dovuto alla pubblicazione, da parte dell’Ansa, della notizia che il viceministro Vincenzo Visco aveva chiesto la decapitazione del vertice della Guardia di finanza di Milano».
Direttore sta avanzando delle accuse gravi di ingerenza dell’attuale governo sulla prima agenzia di stampa italiana.
«Io mi limito ai fatti. E che il mio licenziamento sia proprio connesso al caso Visco-Gdf lo dimostrano i fatti».
Queste sono valutazioni personali.
«No, perché oltre ai fatti ebbi la conferma anche da diversi leader politici della maggioranza. A suo tempo mi hanno riferito che il mio licenziamento era dovuto a quella pubblicazione».

[continua...]

scritto da: Faramir alle ore 10:48 | link | commenti (6)
categorie: mass media, libertà
mercoledì, 23 maggio 2007

Rumors [Anno Zero]

[SATIRA MODE ON]

Gira voce che dopo la contestata puntata sul documentario "Sex Crimes & the Vatican", Santoro stia pensando a un nuovo clamoroso "scoop" nel quale verrebbero rivelati tutti i dettagli del piano per la conquista del dominio del mondo da parte degli ebrei.

La notizia ha suscitato subito un certo clamore e le scontate critiche da parte delle comunità ebraiche italiane.
Santoro ha reagito denunciando il tentativo di imbavagliare chi fa un giornalismo di inchiesta serio e indipendente e invocando la libertà di informazione.
Importanti personaggi televisivi sono intervenuti a difesa della libertà della Rai, e contro ogni censura preventiva.
Anche secondo alcuni politici, "si tratta di un invito alla censura preventiva mentre la commissione ha ben altri compiti. Il piano dell'internazionale ebraica per raggiungere il dominio sul mondo è noto, non si tratta di un mistero. Anche il ruolo avuto dal Regime Sionista, oppressore del Popolo Palestinese, non è sconosciuto."

Pare che la trattativa per l'acquisizione da parte della Rai di sensazionali documenti - sulla cui autenticità e veridicità non ci sarebbero dubbi - come pure gli inviti ad autorevoli
esponenti religiosi e ad eminenti studiosi di comprovata obiettività siano a buon punto...

[SATIRA MODE OFF]

scritto da: Faramir alle ore 14:58 | link | commenti (11)
categorie: satira, mass media, giornalismo alle vongole
giovedì, 30 novembre 2006

Disinformacjia all'italiana

L'opera di disinformazione e di occultamento continua.

Se non avete capito nulla di quello che succede tra Londra, Mosca e Roma (ex spie Kgb assassinate con isotopi di plutonio, polemiche su commissioni parlamentari, ecc.), non vi biasimo.

Per questo vi consiglio la lettura di questo lungo post di Paolo della Sala e dei documenti della commissione Mitrokhin, che si possono consultare sul blog di Paolo Guzzanti.

Il suggerimento vale soprattutto per i 6 dell'oca giuliva (da non confondere con questi) che su certi temi preoccupanti riescono anche a farsi delle grasse risate.
Contenti loro... (spero non se la prenda nessuno se faccio un po' di "satira"...)
Ma anche blogger ed elettori di centrodestra dovrebbero stare più attenti a non farsi buttare fumo negli occhi.


scritto da: Faramir alle ore 11:07 | link | commenti (9)
categorie: mass media, servizi segreti, censura sinistra
martedì, 28 novembre 2006

Meglio Betulla dei Bonsai repubblichini

Ah, ecco perché Cossiga si è alterato! Finalmente l'ho capito...  

Ma guarda che strano: se fosse vero quanto dice il presidente Cossiga, si ipotizza che due giornalisti di Repubblica vengono pagati dalla Polizia per fare "inchieste mirate" allo scopo di silurare i vertici del Sismi e nessuno dice niente, nessuno si scandalizza, tutti zitti-zitti, piano-piano...

Se invece un giornalista di Libero (per di più cattolico e di destra... orrore!) collabora con i servizi segreti per cercare di prevenire degli attentati terroristici, che vergogna... tutti a indignarsi... che schifo!
Radiatelo dall'ordine! Appendetelo a piazzale Loreto!

I più benevoli (da bravi cattolici, buoni samaritani) lo irridono mentre affonda nel fango gettatogli addosso dai "comprensivi" colleghi della concorrenza.

Moralisti a senso unico crescono... ma noi siamo "superficiali". Non ci badate.

PS: non preoccupatevi, hanno già predisposto il prossimo "caso" per coprire le spalle agli amichetti... e per distrarre la "truppa" dal flop della finanziaria, che è la classica manovra "tassa e spendi", altro che "tagli alle spese per ridurre il debito pubblico"!


scritto da: Faramir alle ore 13:57 | link | commenti (13)
categorie: mass media, servizi segreti, politically correct
lunedì, 20 novembre 2006

Samizdatonline su Radio On the Air

L'Associazione Samizdatonline, dopo la fruttuosa collaborazione con Radio Formigoni (che va avanti), inizia un'altra esperienza con Radio On the Air.

Il primo contributo è stato registrato dal nostro presidente, Mario Notari, per presentare la campagna "Io sto col Papa", in risposta agli attacchi contro Benedetto XVI.

Il secondo intervento è firmato da Maria Vittoria, e ha come argomento la proposta di legge sulla cittadinanza agli immigrati.


scritto da: Faramir alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: mass media, samizdatonline

Verso il pensiero unico «gay correct»

Stasera, lunedì 20 novembre, su Rai1 andrà in onda - in prima serata - lo sceneggiato "Il padre delle spose".
Ennesimo tentativo di sdoganare il "matrimonio omosessuale" sfruttando la bonomia di Lino Banfi, il "nonno Libero" nazionale, nei panni del protagonista, che, recatosi in Spagna a trovare la figlia, scopre che è sposata... con un'altra donna!
Naturalmente, dopo una prima reazione negativa del padre "all'antica", la storia finirà con baci, abbracci, commozione generale e accettazione del "matrimonio".

Il tutto in una curatissima "confezione regalo" (per usare l'espressione del Giornale) che le associazioni dei militanti gay manco si sognavano.

Peccato che nel frattempo l'Italia reale vada in tutt'altra direzione.
Studi e sondaggi, infatti, rivelano come sia ancora la famiglia l'imprescindibile punto di riferimento dei giovani italiani. Ma per Repubblica sono solo
"conformisti"...

Le stesse cose le diceva un recente studio Istat, passato nella quasi totale indifferenza dei mass media.

Verrebbe da chiedersi su quale pianeta vivono certi giornalisti nostrani...
Che piaccia o meno, la famiglia da noi ancora tiene. E' più piccola di prima, ma resiste. La famiglia è importante, e la prima aspirazione della donna (pensate!) è la maternità.

Urge quindi una campagna di normalizzazione per questo Paese "arretrato" che si rifiuta di incamminarsi verso le "magnifiche sorti e progressive" della società alla Zapatero. Un Paese che ancora si ostina a credere che il matrimonio sia una faccenda tra un uomo e una donna.

E allora, venghino-signori-e-gentili-signore-venghino! Ecco a voi il faccione bonario e rassicurante di Lino-Banfi-nonno-Libero a sdoganare il "matrimonio gay" in prima serata, alla faccia nostra che paghiamo il canone sperando in qualche programma "educativo".
Quanti genitori inconsapevoli del "contenuto" si fideranno della faccia di Banfi sulla confezione e piazzeranno i propri figli davanti alla TV?
E quanti saranno preparati a spiegare ai figli perplessi che quello che hanno visto è solo propaganda?

Ma non è tutto.
Gli amici di
Cultura Cattolica (e non solo loro) hanno protestato, chiedendo che la fiction fosse almeno spostata in seconda serata, essendo adatta  - per la complessità dell'argomento - a un pubblico adulto. La protesta è stata ripresa dal sito di Repubblica, che, come al solito, hanno riportato scorrettamente e in chiave anti-cattolica la notizia, parlando di "anatema" e "crociata"... sic! Che fantasia!
Il risultato è che il sito di Cultura Cattolica è stato oscurato e reso inaccessibile da un attacco di qualche hacker "oscurantista" in tutti i sensi. Naturalmente, gli altri siti citati da Repubblica - quelli in sostegno al "matrimonio gay" - sono ancora là, perfettamente accessibili, e se la ridono (quale "formidabile" livello intellettivo...), a dimostrare una volta ancora dove abita l'intolleranza e chi sono i veri "fanatici fondamentalisti".

Di seguito il Comunicato Stampa di Cultura Cattolica, che vi invito a diffondere, visto che il loro sito è ancora sotto attacco e quindi irraggiungibile.


COMUNICATO STAMPA
Quando la libertà di pensiero fa paura, meglio ingaggiare qualche
Hacker o qualche maneggione!

Certo chi non ha problemi di famiglia regolare con i figli a carico, per cui conta soltanto «l'amore», ha molto tempo per impedire con tutti i mezzi di esprimersi a chi vuole invece difendere un tipo di famiglia che invece i figli li genera e desidera educarli!

Ci è capitato questo: abbiamo pubblicato sul sito http://www.culturacattolica.it  un intervento critico sulla fiction televisiva di Lino Banfi, Il Padre delle spose, in onda da lunedì 20 novembre 2006 su RaiUno. Abbiamo chiesto come minimo di spostare lo spettacolo in seconda serata (mentre non abbiamo chiesto di «oscurare» la fiction, come ci accusa Repubblica sul suo sito).
Abbiamo ricevuto un mare di insulti e di accuse gratuite, ma quello che è più grave un attacco al sito che lo ha reso inutilizzabile per molto tempo. Così ci ha scritto il responsabile del servizio: «Da ieri sera il server *** è sotto un attacco DDOS che interessa solo la visibilità dei siti in rete. [...] Dopo una pausa di circa 8 ore, nelle quali avevamo filtrato tutti gli IP attaccanti, questa mattina è ripreso un nuovo attacco. I nostri tecnici sono all'opera per filtrare tutti i nuovi indirizzi IP relativi all'attacco e riportare alla visibilità i siti presenti sul server».
Ci chiediamo (e lo chiediamo a tutti coloro che ci hanno accusato di volere mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente):  ma non c'è altro modo per esprimere il proprio dissenso da chi ha altre opinioni che quello di bloccare la sua capacità espressiva? Ci hanno detto che è ora che la Chiesa non interferisca nelle questioni della vita civile, e perché allora c'è chi interferisce sul diritto degli uomini di esprimere il proprio parere? Voltaire diceva: «non condivido nulla di quanto tu dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo». Dobbiamo essere proprio noi a ricordarlo ai paladini della libertà di espressione? Da troppo tempo si accusano i cattolici di imporre le loro idee, e poi, quando si è a corto di idee e di ragioni, si fa di tutto per oscurare e impedire la loro capacità di presenza e di espressione. Chiediamo solidarietà a chi ha a cuore il diritto di tutti di potersi esprimere liberamente.
Grazie di cuore. La difesa della libertà di uno significa la difesa della libertà di tutti.

CulturaCattolica


La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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