Ma che altro ci si poteva aspettare da un Marco Travaglio intervistato da Fabio Fazio?
E' evidente che Travaglio punta a provocare lo scandalo per essere "epurato" dalla Rai, ottenere una eccezionale pubblicità gratuita per i suoi libretti, ed eguagliare il suo anfitrione Santoro nell'empireo dei "giustizialisti democratici". Non ha caso ha subito incassato la solidarietà di Di Pietro (mentre dal Pd arrivano critiche... e questi volevano fare un partito unico!).
Lasciatelo abbaiare, tanto non morde.
Di certo non otterrà molto andando in giro a dire che il presidente del Senato ebbe rapporti con persone che 18 anni più tardi furono condannate per attività mafiose. La stessa cosa infatti si potrebbe dire per milioni di siciliani onestissimi.
Renato Schifani è forse stato condannato o anche solo indagato per reati di mafia?
Non mi risulta. Quindi, fino a quando i pettegolezzi non saranno elevati al rango di evidenze processuali, Travaglio potrà scrivere tutti i libri che vuole, ma difficilmente potrà dimostrare qualcosa.
Di certo non convincerà molti paragonando il presidente del Senato a un lombrico, o considerandolo meno utile di una muffa...
Magari in qualche suo libro Travaglio ci spiegherà in che modo queste accuse di collusione con la mafia si conciliano con il fatto che Schifani fu protagonista nella battaglia parlamentare per la stabilizzazione dell'articolo 41 bis, che ha reso definitivo il "carcere duro" per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Stesso discorso per la vicenda di Berlusconi e del suo stalliere.
In quanto a Fabio Fazio e alle sue scuse un po' ipocrite, lasciamo perdere... da che parte pende si sa bene, ma anche lo stile tra il corgiano e il servile, da "interviste in ginocchio" tanto caro a Gianni Minà, non mi ha mai esaltato.
Strano che di questa puntata di Report, andata in onda domenica scorsa, non si senta parlare molto...
Sono malizioso pensando che, se l'ambientazione fosse stata a Milano, a quest'ora sarebbero stati recapitati avvisi di garanzia a pioggia?
Poi magari è tutto regolarissimo, per carità...
Cose curiose capitano online, in questa campagna elettorale un po' noiosa, che - secondo alcuni - si caratterizza per una minore conflittualità tra i partiti maggiori (Pd e PdL).
Ieri stavo leggendo Affaritaliani.it e sono capitato sulla homepage di politica, dove, nella colonna di destra spiccava una foto di Veltroni sovrastata dal titolo "Sulle pensioni Walter fa girare le palle".
Ovviamente il primo pensiero è stato: "perché solo sulle pensioni?". ;-)
Comunque, incuriosito, sono andato a leggere e ho trovato quella che pareva una lettera al direttore del sito, nella quale il signor Pasquale Della Torca si lamentava delle attenzioni spropositate che Veltroni riserva ai pensionati, promettendo loro aumenti a go-go, "alla faccia dei giovani".
La qual cosa non dovrebbe sorprendere, visto che secondo una indagine dell'Osservatorio sul capitale sociale, curata da Demos per Coop (quindi un punto di vista "amico" del Pd), gli unici settori sociali in cui il partito di Veltroni (e Prodi!) è maggioritario sono proprio i pensionati (45,7% Pd e 37,3% PdL) e i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (51,2% Pd e 30, 7% PdL).
E in un paese che sta rapidamente invecchiando, meglio tenersi buoni i pensionati...
I settori più produttivi invece (dagli operai alle casalinghe, passando per i lavoratori autonomi, gli imprenditori, i liberi professionisti e i dipendenti del settore privato) votano in prevalenza per il PdL di Berlusconi, che quindi è il vero partito riformista, mentre i conservatori sono Veltroni e i suoi "compagni di pensione"... Tanto più che i giovani sembrano preferire il PdL.
Ma torniamo ad Affaritaliani. Ieri sera me ne sono andato lasciando il pc acceso, con il browser aperto sulla citata lettera del sig. Della Torca.
Stamattina quando ritorno al computer e vado a leggere le ultime notizie sul sito Affaritaliani.it noto una cosa curiosa: nel riquadro sulla colonna di destra la foto di Veltroni è la stessa, ma il titolo è cambiato.
Non si legge più "Sulle pensioni Walter fa girare le palle", ma un più pacato e sereno: "Sulle pensioni Walter non convince".
Il contenuto della lettera è lo stesso, solo il titolo è stato "veltronizzato". ;-)
Poiché non avevo chiuso il browser con la pagina in questione aperta ieri sera, ho le "prove".
Ecco la pagina prima e dopo la "cura buonista" (cliccare sulle immagini per ingrandirle).
Cari direttori, editorialisti ed opinionisti dei Grandi Quotidiani Laici e Indipendenti e dei TG nazionali (inchino riverente)...
Cari blogger pseudo-liberali de noantri che vi esaltate nel contare gli accessi ai vostri blogghettini e vi eccitate a leggere i commenti dei vostri fans... (genuflessione)
Insomma, in parole povere, cari palloni gonfiati... piantatela di rompere gli zebedei con sta storia del Papa: se parla, perché parla... se non parla, perché non parla... eccheppalle!
Mettetevi il cuore in pace: il Papa parla quando deve e nei modi che gli si confanno.
Non ubbidisce alle vostre direttive.
Lo so che la cosa infastidisce il vostro ego smisurato, ma vedrete che con un piccolo sforzo ve ne farete una ragione.
Questa volta Pannella & C. l'hanno sparata troppo grossa (sarà il clima da Carnevale ormai imminente...). 
L'opera di disinformazione e di occultamento continua.
Se non avete capito nulla di quello che succede tra Londra, Mosca e Roma (ex spie Kgb assassinate con isotopi di plutonio, polemiche su commissioni parlamentari, ecc.), non vi biasimo.
Per questo vi consiglio la lettura di questo lungo post di Paolo della Sala e dei documenti della commissione Mitrokhin, che si possono consultare sul blog di Paolo Guzzanti.
Il suggerimento vale soprattutto per i 6 dell'oca giuliva (da non confondere con questi) che su certi temi preoccupanti riescono anche a farsi delle grasse risate.
Contenti loro... (spero non se la prenda nessuno se faccio un po' di "satira"...)
Ma anche blogger ed elettori di centrodestra dovrebbero stare più attenti a non farsi buttare fumo negli occhi.
Ah, ecco perché Cossiga si è alterato! Finalmente l'ho capito...
Ma guarda che strano: se fosse vero quanto dice il presidente Cossiga, si ipotizza che due giornalisti di Repubblica vengono pagati dalla Polizia per fare "inchieste mirate" allo scopo di silurare i vertici del Sismi e nessuno dice niente, nessuno si scandalizza, tutti zitti-zitti, piano-piano...
Se invece un giornalista di Libero (per di più cattolico e di destra... orrore!) collabora con i servizi segreti per cercare di prevenire degli attentati terroristici, che vergogna... tutti a indignarsi... che schifo!
Radiatelo dall'ordine! Appendetelo a piazzale Loreto!
I più benevoli (da bravi cattolici, buoni samaritani) lo irridono mentre affonda nel fango gettatogli addosso dai "comprensivi" colleghi della concorrenza.
Moralisti a senso unico crescono... ma noi siamo "superficiali". Non ci badate.PS: non preoccupatevi, hanno già predisposto il prossimo "caso" per coprire le spalle agli amichetti... e per distrarre la "truppa" dal flop della finanziaria, che è la classica manovra "tassa e spendi", altro che "tagli alle spese per ridurre il debito pubblico"!
L'Associazione Samizdatonline, dopo la fruttuosa collaborazione con Radio Formigoni (che va avanti), inizia un'altra esperienza con Radio On the Air.
Il primo contributo è stato registrato dal nostro presidente, Mario Notari, per presentare la campagna "Io sto col Papa", in risposta agli attacchi contro Benedetto XVI.
Il secondo intervento è firmato da Maria Vittoria, e ha come argomento la proposta di legge sulla cittadinanza agli immigrati.
Stasera, lunedì 20 novembre, su Rai1 andrà in onda - in prima serata - lo sceneggiato "Il padre delle spose".
Ennesimo tentativo di sdoganare il "matrimonio omosessuale" sfruttando la bonomia di Lino Banfi, il "nonno Libero" nazionale, nei panni del protagonista, che, recatosi in Spagna a trovare la figlia, scopre che è sposata... con un'altra donna!
Naturalmente, dopo una prima reazione negativa del padre "all'antica", la storia finirà con baci, abbracci, commozione generale e accettazione del "matrimonio".
Il tutto in una curatissima "confezione regalo" (per usare l'espressione del Giornale) che le associazioni dei militanti gay manco si sognavano.
Peccato che nel frattempo l'Italia reale vada in tutt'altra direzione.
Studi e sondaggi, infatti, rivelano come sia ancora la famiglia l'imprescindibile punto di riferimento dei giovani italiani. Ma per Repubblica sono solo "conformisti"...
Le stesse cose le diceva un recente studio Istat, passato nella quasi totale indifferenza dei mass media.
Verrebbe da chiedersi su quale pianeta vivono certi giornalisti nostrani...
Che piaccia o meno, la famiglia da noi ancora tiene. E' più piccola di prima, ma resiste. La famiglia è importante, e la prima aspirazione della donna (pensate!) è la maternità.
Urge quindi una campagna di normalizzazione per questo Paese "arretrato" che si rifiuta di incamminarsi verso le "magnifiche sorti e progressive" della società alla Zapatero. Un Paese che ancora si ostina a credere che il matrimonio sia una faccenda tra un uomo e una donna.
E allora, venghino-signori-e-gentili-signore-venghino! Ecco a voi il faccione bonario e rassicurante di Lino-Banfi-nonno-Libero a sdoganare il "matrimonio gay" in prima serata, alla faccia nostra che paghiamo il canone sperando in qualche programma "educativo".
Quanti genitori inconsapevoli del "contenuto" si fideranno della faccia di Banfi sulla confezione e piazzeranno i propri figli davanti alla TV?
E quanti saranno preparati a spiegare ai figli perplessi che quello che hanno visto è solo propaganda?
Ma non è tutto.
Gli amici di Cultura Cattolica (e non solo loro) hanno protestato, chiedendo che la fiction fosse almeno spostata in seconda serata, essendo adatta - per la complessità dell'argomento - a un pubblico adulto. La protesta è stata ripresa dal sito di Repubblica, che, come al solito, hanno riportato scorrettamente e in chiave anti-cattolica la notizia, parlando di "anatema" e "crociata"... sic! Che fantasia!
Il risultato è che il sito di Cultura Cattolica è stato oscurato e reso inaccessibile da un attacco di qualche hacker "oscurantista" in tutti i sensi. Naturalmente, gli altri siti citati da Repubblica - quelli in sostegno al "matrimonio gay" - sono ancora là, perfettamente accessibili, e se la ridono (quale "formidabile" livello intellettivo...), a dimostrare una volta ancora dove abita l'intolleranza e chi sono i veri "fanatici fondamentalisti".
Di seguito il Comunicato Stampa di Cultura Cattolica, che vi invito a diffondere, visto che il loro sito è ancora sotto attacco e quindi irraggiungibile.
COMUNICATO STAMPA
Quando la libertà di pensiero fa paura, meglio ingaggiare qualche
Hacker o qualche maneggione!
Certo chi non ha problemi di famiglia regolare con i figli a carico, per cui conta soltanto «l'amore», ha molto tempo per impedire con tutti i mezzi di esprimersi a chi vuole invece difendere un tipo di famiglia che invece i figli li genera e desidera educarli!
Ci è capitato questo: abbiamo pubblicato sul sito http://www.culturacattolica.it un intervento critico sulla fiction televisiva di Lino Banfi, Il Padre delle spose, in onda da lunedì 20 novembre 2006 su RaiUno. Abbiamo chiesto come minimo di spostare lo spettacolo in seconda serata (mentre non abbiamo chiesto di «oscurare» la fiction, come ci accusa Repubblica sul suo sito).
Abbiamo ricevuto un mare di insulti e di accuse gratuite, ma quello che è più grave un attacco al sito che lo ha reso inutilizzabile per molto tempo. Così ci ha scritto il responsabile del servizio: «Da ieri sera il server *** è sotto un attacco DDOS che interessa solo la visibilità dei siti in rete. [...] Dopo una pausa di circa 8 ore, nelle quali avevamo filtrato tutti gli IP attaccanti, questa mattina è ripreso un nuovo attacco. I nostri tecnici sono all'opera per filtrare tutti i nuovi indirizzi IP relativi all'attacco e riportare alla visibilità i siti presenti sul server».
Ci chiediamo (e lo chiediamo a tutti coloro che ci hanno accusato di volere mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente): ma non c'è altro modo per esprimere il proprio dissenso da chi ha altre opinioni che quello di bloccare la sua capacità espressiva? Ci hanno detto che è ora che la Chiesa non interferisca nelle questioni della vita civile, e perché allora c'è chi interferisce sul diritto degli uomini di esprimere il proprio parere? Voltaire diceva: «non condivido nulla di quanto tu dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo». Dobbiamo essere proprio noi a ricordarlo ai paladini della libertà di espressione? Da troppo tempo si accusano i cattolici di imporre le loro idee, e poi, quando si è a corto di idee e di ragioni, si fa di tutto per oscurare e impedire la loro capacità di presenza e di espressione. Chiediamo solidarietà a chi ha a cuore il diritto di tutti di potersi esprimere liberamente.
Grazie di cuore. La difesa della libertà di uno significa la difesa della libertà di tutti.
CulturaCattolica
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville