Questa manovra finanziaria puzza sempre più di marcio (per non dire di peggio). E la sensazione di nausea peggiora...
Oltre a non fare quello che sarebbe necessario in campo economico, tagliando (sul serio e non a parole) i tanti sprechi, migliorando l'efficienza dell'amministrazione pubblica e semplificando il sistema fiscale (d'altra parte se fosse troppo facile fare la dichiarazione dei redditi, chi ci andrebbe dai CAAF dei sindacati?), per favorire crescita e sviluppo, adesso ci infilano dentro di soppiatto - alla faccia della tanto decantata "concertazione" e del sacro totem del "dialogo" - pure una pseudo-riforma dello stato di famiglia, con il solito metodo vigliacco e truffaldino del "fatto compiuto" che oramai conosciamo bene (da Mussi alla Turco, ci si potrebbe scrivere un libro...), fregandosene di quello che dice la Costituzione (quella cosa che è "sacra" solo quando fa comodo a loro) e il consolidato diritto di famiglia.
Come spiegato bene (e con toni molto duri) da Marco Tarquinio su Avvenire di oggi:
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Le "sorprese" che farciscono la Finanziaria 2007 sembrano non finire mai. E continua a manifestarsi una sconcertante propensione da parte di esponenti dell'attuale maggioranza a perseguire una sorta di politica del "fatto compiuto" su questioni di grande delicatezza. L'ultimo esempio di questa deliberata deriva sta prendendo forma e rischia di acquistare sostanza proprio in queste ore. |
E' ovvio che non possono fare altrimenti per far passare le loro riforme nichiliste, perché sanno di non avere i numeri, né in Parlamento, né nel Paese.
Ma credono proprio di avere a che fare con degli idioti?
Siamo STANCHI di questa sudicia ipocrisia!
Forse sono abituati ad avere a che fare con i propri elettori militanti, che ingoiano tutto senza fiatare, ma se continua così, gliene resteranno pochi...
Non bastavano i ricorrenti e sempre più pateticamente volgari esibizionismi dei vari "gay pride".
No! adesso si sono inventati il festival «Gender Bender», in programma a Bologna questa settimana. Ovviamente in coincidenza con due importanti ricorrenze cattoliche (Festa di tutti i Santi e Commemorazione dei defunti).
Obiettivo del festival, secondo i promotori del «Cassero, gay lesbian center di Bologna», sarebbe presentare «i nuovi immaginari prodotti dalla cultura contemporanea e legati alle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale» indicando «come sia possibile superare le norme e gli stereotipi del maschile e del femminile» .
Vi pare un po' vago come programma? Volete qualche anticipazione? Ecco qua:
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Un video con un attore che esplora, attraverso l'autostimolazione, le possibilità del piacere, della soddisfazione erotica. Un artista che appare in scena nudo indossando solo gli auricolari. Un'altra che lavora sul concetto di «animalità», inteso come istinto latente e complementare della natura umana. Una «piece» dove sulla scena si muovono e recitano una donna nuda e un uomo in abiti femminili dall'identità fluttuante sotto gli occhi di un gruppo di bambole a grandezza naturale vestite da adolescenti. Un' ossessiva esaltazione dell'educazione sentimentale di lesbiche e gay. [...] |
A riferirne è un editoriale su «Bologna Sette» il settimanale della diocesi di Bologna e inserto domenicale di Avvenire, dedicato in gran parte all'omelia di San Petronio, tenuta sabato scorso dall'arcivescovo di Bologna, cardinale Caffarra.
«Di che cosa oggi Bologna soprattutto ha bisogno?» si chiedeva l'arcivescovo, constatando che «siamo arrivati ad un momento di crisi nel senso più alto del termine». Una crisi dovuta ad un «appiattimento culturale e sociale che è la parte emergente di un ben più grave disagio di natura antropologica», per usare le parole del presidente della Fondazione Carisbo.
Di certo Bologna (e l'Italia) non ha bisogno di queste pantomime.
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[...] Ci troviamo di fronte all'ennesima inquietante mistificazione: si contrabbanda per cultura l'interesse di una lobby. [...] |
Che poi, se partendo dall'interesse di una lobby si fornissero dei veri spunti culturali, uno potrebbe anche dire "ok, non mi ci riconosco, ma è comunque un contributo al confronto...".
Ma vogliamo davvero fare del voyeurismo e della sfrenatezza degli istinti un fenomeno culturale degno di essere promosso da finanziamenti pubblici?
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[...] Ma questa volta c'è una doppia aggravante. Da una parte il presunto evento è stato presentato in pompa magna da autorevoli rappresentanti istituzionali che dovrebbero avere a cuore la sensibilità di tutti i bolognesi e non solo di quelli che hanno problemi di genere. Dall'altra, e il fatto è ancora più grave, l'iniziativa viene realizzata con il contributo degli assessorati alla cultura del Comune, della Provincia, della Regione Emilia-Romagna e di altre prestigiose istituzioni culturali pubbliche e di diritto privato. E' lecito, ci chiediamo, spendere soldi pubblici per finanziare spettacoli di pornostar mascherate da artisti? Tutti abbiamo ascoltato i lamenti dei Comuni sui tagli della Finanziaria che potrebbero mettere in pericolo i servizi sociali primari. Mettere in scena la masturbazione o piccanti rapporti omosessuali è forse un servizio sociale primario? [...] E' da qualche tempo, ne abbiamo parlato anche su queste pagine, che per la cultura a Bologna tira un'aria malsana, soprattutto perché alcuni suoi rappresentanti istituzionali sembrano ancora fermi alla concezione dell'«indottrinamento delle masse». Senza «pruderie» o moralismi dobbiamo dire, laicamente, che queste frattaglie di ideologie condannate dalla storia, con la città, con le sue radici (laiche o cattoliche che siano non importa) e con la sua tradizione non hanno nulla a che fare. Per questo non possiamo accettare un'invasione barbarica che oltraggia la fede e la ragione dei bolognesi. [...] |
Questa pretesa di fare di ogni trasgressione o perversione sessuale(*) un "diritto" da esibire in pubblico, mentre contemporaneamente si continua a svilire la famiglia (quella vera, non i Pacs o altre brutte copie), che permette alla società umana di rinnovarsi e sostenersi, ha veramente qualcosa di irrazionale e autodistruttivo. Ma le ideologie sono per loro natura insensibili alla realtà.
Per usare le parole di Caffarra, c'è bisogno di diffondere un «pensiero forte», per smascherare una diffusa «ideologia evoluzionistica» (deformazione in salsa anti-religiosa della accettabile "teoria dell'evoluzionismo") che vorrebbe ridurre l'uomo a un animale solo un po' più intelligente degli altri. E allora, "pensiamo forte", senza timore.
(*) La definizione la offre il dizionario De Mauro, che la mette tra le sindromi psicopatiche e che parla di "pratiche erotiche diverse da quelle normali" (da cui si deduce che esiste ancora una "sessualità normale", wow!). Prendetevela con lui.
In questo post non si fanno considerazioni sulla moralità di chi pratica tali atti, né si esprimono giudizi di sorta su singole persone. A casa propria, chiunque sia maggiorenne, vaccinato e consenziente faccia quello che vuole, assumendosene le responsabilità. L'argomento in discussione qui è: quali dovrebbero essere le priorità della politica per favorire il bene comune.
Avviso per i troll di passaggio: non fermatevi...
Sul sito di Samizdatonline è stato pubblicato un nuovo editoriale, intitolato "Dal ritorno al reale il ritorno a Cristo", che si ricollega ad alcuni temi trattati da Benedetto XVI nel suo discorso al convegno ecclesiale nazionale di Verona.
L'autore, è un "acquisto" recente dell'associazione, e come vedrete leggendo... azzeccatissimo.
Ricordo anche che il nostro socio gestisce il sito "Contro la leggenda nera". Utilissimo per la quantità di documentazione ivi catalogata.
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville