Gino

lunedì, 05 maggio 2008

Il Corriere dell'ArciGay

La propaganda pro "famiglie gay" del Quotidiano delle Grandi Banche continua indefessa.
 
Notare come sparano una cifra a effetto (centomila "figli di gay" in Italia) che sembra indicare il numero di bambini cresciuti da coppie gay. Poi, leggendo bene, quei centomila risultano essere per la quasi totalità bambini con 1 genitore gay, nati in relazioni "normali" poi sfociate in divorzio. 
Ma ciò non offre alcuna indicazione su chi li cresca veramente.
Quelli che crescono fin dall'inizio con 2 "genitori" gay però, assicura il Corrierone, sono "molti, sempre di più"... la fonte?
Una ricerca condotta da ArciGay. Ah, beh! stiamo tranquilli allora!

Nessun cenno a pareri "non allineati", che pure non mancano... il codice di auto-regolamentazione politicamente corretto non lo consente.
 
Addirittura arrivano a dire che crescere con 2 gay è meglio... ma che si fuma sta gente? La moquette di casa?
O sono affetti da "normo-fobia"?

giovedì, 20 dicembre 2007

Storia di un decreto e di una (provvidenziale) caduta

Dopo la proposta di moratoria per l'aborto rilanciata ieri da Giuliano Ferrara ("rilanciata", perché il copyright spetta agli amici di Fratello Embrione), ci sarebbe da studiare una moratoria contro la stupidità.

Infatti, non bisogna archiviare troppo frettolosamente (come qualcuno sta cercando di fare) la grottesca questione del decreto legge sulla sicurezza "farcito" in maniera subdola e maldestra con alcune norme che volevano introdurre il concetto di "orientamento sessuale" nel nostro ordinamento.

Ce lo ricorda oggi Marco Tarquinio, che (dopo le bastonate di ieri alla finanziaria dei coriandoli) anche oggi ha parole molto pesanti per il governo Prodi:

L’ incresciosa vicenda del varo, dello stravolgimento e della deliberata decadenza del "provvedimento due volte sbagliato" – il cosiddetto decreto sicurezza – rappresenta una storia per molti versi esemplare. Che non si dovrebbe tentare di ridurre a poco più di un incidente di procedura. E neanche provare a raccontare come una sorta di casuale terreno di battaglia tra potentati politici in tutt’altre faccende di potere affaccendati. Eppure è proprio questo che sta avvenendo (per rendersene conto bastava sfogliare certi giornali di ieri...). Sembra perciò opportuno offrire, qui, un breve pro-memoria, che fissi i termini – e la gravità – dell’accaduto. A partire dalla sua coda avvelenata, ovvero dall’operazione politica avviata con l’obiettivo di trasformare il testo – discusso eppure coerente – nato sull’onda dell’indignazione per la mortale violenza subita il 30 ottobre a Roma da Giovanna Reggiani nel "veicolo" di un blitz di ben diversa natura.
  Secondo una ricostruzione che circola in Parlamento, che Francesco Verderami ha dettagliato sul "Corriere della Sera" di martedì scorso e che nessuno ha smenti­to, la manomissione del decreto sicurez­za è cominciata tre settimane fa, con una riunione tra un paio di ministri e almeno altrettanti «rappresentanti» politici del­l’associazionismo gay. È in quel vertice, certo lecito e altrettanto certamente ap­partato, che si è organizzato l’inserimen­to nel testo del decreto sicurezza esami­nato dal Senato di un "pacchetto" di sanzioni penali contro idee o azioni eti­chettabili come discriminazioni per «o­rientamento sessuale o identità di gene­re ». Una dizione dirompente
prelevata di peso da un disegno di legge in itinere alla Camera e che poi – con il rimando tatti­co, e infine rivelatosi disastrosamente er­rato, a un trattato europeo – ci si sarebbe acconciati a tradurre provvisoriamente con la più asciutta formula «tendenze sessuali». E una norma che – a uso dei giornali e del grande pubblico – si è subi­to provveduto a ribattezzare «anti-o­mofobia ». Soprattutto uno slogan, per cercare di chiudere la bocca a chi avesse denun­ciato la manovra. Che in realtà, anche in forza della vaghezza della prescrizione, era palesemente congegnata per intro­durre nel nostro ordinamento un nuovo concetto plurale (l’«identità di genere») e un nuovo reato d’opinione (il sostan­ziale divieto di argomentazione critica sull’omosessualità). Due inneschi capa­ci di armare una vera e propria bomba giuridica a frammentazione contro la naturale differenza uomo-donna, che – come si sa – è posta alla base di istituti fondamentali, a partire da quello matri­moniale.
  Un’operazione pesante, insomma. Che avrebbe meritato, da parte dei suoi so­stenitori, una battaglia a motivazioni e bandiere spiegate. Con il coraggio del vi­so aperto: per far capire a tutti – dentro e fuori i palazzi della politica – che cosa c’era in ballo. E cioè non la decisione a proposito di qualcosa su cui è facile con­venire e per il quale è umanamente e ci­vilmente ovvio impegnarsi: la non-di­scriminazione di chiunque, etero od o­mosessuale, quale che sia il colore della sua pelle, comunque viva e preghi. Ma la determinazione a fare norma della 'teo­ria del genere', quella per cui nel legife­rare non bisognerebbe riferirsi più ai due sessi definiti dalla natura, ma a una serie di molteplici – e persino mutevoli – op­zioni sessuali. Un’operazione, invece, dissimulata. Ac­celerata a dismisura, nella distrazione di troppi, dalla blindatura del testo mani­polato che è stata garantita dalla richie­sta di fiducia da parte del governo. E falli­ta miseramente solo per errore. Un grave errore tecnico, che ha vanificato un gra­vissimo errore politico.
  Storia esemplare, davvero. Della quale restano immagini, parole, atti importan­ti. Il "no" di coscienza di Paola Binetti in Senato. L’allarme seriamente preventivo di Marcello Pera sul duplice errore con­tenuto nel decreto. La nettezza del mini­stro Vannino Chiti nel garantire che nel decreto sicurezza che verrà reinventato nei prossimi giorni non ci sarà più quel che mai avrebbe dovuto esserci.


PS: vi consiglio caldamente la lettura dell'articolo di Verderami, soprattutto la fine, quando parla di "nomine". Un "vizietto" che Prodi e compagni coltivano con metodica scrupolosità.

scritto da: Faramir alle ore 16:52 | link | commenti (1)
categorie: politica, omosessualità
mercoledì, 24 ottobre 2007

La Toscana si candida al prossimo Nobel per la Pace

Se l'hanno dato ad Al Gore per un documentario pieno di balle, volete che lo neghino alla Regione Toscana dopo questa demenziale campagna?

Ne parlano anche il Filo a Piombo, Gianmario Mariniello, Davide Giacalone, Lupo di Gubbio...

La domanda sorge spontanea: ma idioti si nasce o si diventa?

scritto da: Faramir alle ore 18:13 | link | commenti (14)
categorie: idiozia, omosessualità, politically correct, propaganda gay
venerdì, 17 agosto 2007

C'è un giudice in Spagna

Anche nella Spagna di Zapatero esiste ancora qualcuno che sa usare il comune buon senso... un barlume di speranza per il futuro.


scritto da: Faramir alle ore 02:04 | link | commenti
categorie: ragione, omosessualità
venerdì, 10 agosto 2007

Sempre più in basso...

Ormai sembra che non ci sia limite al peggio. Durante l'estate poi, i politici e i giornalisti italiani sono perfettamente in sintonia nel proporci una serie di "esternazioni" della serie "chi la spara più grossa".
Dello "sceriffo" Gentilini non dovrebbe sorprende la rozzezza e del "disobbediente" e (purtroppo) onorevole Caruso non dovrebbe meravigliare lo stile sovversivo.
Entrambi sono elementi ben noti e recidivi.
Ma a parte la doverosa critica ai rispettivi partiti che li hanno sponsorizzati (ve l'ha ordinato il dottore di candidare dei buzzurri?), occorre anche dare il giusto peso alle cose.

Perché un vicesindaco leghista che abbaia contro i "culatoni" per le loro "esibizioni" in luogo pubblico, ma non morde (non mi risultano spedizioni di squadre leghiste contro omosessuali o simili in "territorio padano"), per quanto volgare sia non è certo sullo stesso livello di pericolosità di un leader dei movimenti antagonisti - ben organizzati ed abituati ad atti di vandalismo e "prove di forza" contro le forze dell'ordine - che definisce "assassini" due giuslavoristi, uno dei quali già ucciso vigliaccamente dai terroristi delle Brigate Rosse (una sorta di "condanna post-mortem").
Anche perché Caruso e gli antagonisti non sono soli, e certe cose sono in tanti a dirle nel centrosinistra, anche se con toni meno sguaiati:


«Caruso esagera perché parla ai suoi, al suo mondo, e quello è il suo linguaggio, ma ciò che ha detto non è molto peggio di quello che ha scritto Beppe Grillo nell’introduzione del suo libro. C’è un conflitto tutto interno alla maggioranza sulla legge Biagi». [...]
«Non credo alle dissociazioni che ci sono state da Caruso, perché in questi anni ho sentito lanciare parole pesanti come pietre. Penso anche a quando Prodi disse che la legge Biagi aveva bruciato un’intera generazione. E anche prima ci sono state parole che hanno creato il contesto culturale nel quale Marco fu ucciso. evidente comunque che Caruso non ha letto la legge».
Ossia?
«Tutta la legge alza il livello di sicurezza per i lavoratori: introduce per i minori il contratto formativo e per tutti i nuovi lavori estende le tutela sulla sicurezza».


E anche il Quirinale, che definisce
«indegno vaneggiamento» le parole di Caruso, dovrebbe essere più prudente nello sponsorizzare i pamphlet propagandistici di Beppe Grillo, che a sua volta definisce la legge Biagi genetrice di un “moderno schiavismo”, in
quanto causa principale del precariato in Italia.
Peccato che le cose non stiano affatto come dice Grillo, il quale farebbe bene a fare il proprio mestiere, il comico, e lasciare a chi ne capisce qualcosa il difficile compito di risolvere i problemi del mondo del lavoro. Senza demagogia e pregiudizi ideologici.



scritto da: Faramir alle ore 10:33 | link | commenti (10)
categorie: lavoro, idiozia, omosessualità
venerdì, 27 luglio 2007

Cassate

Si prevede un picco nelle iscrizioni ad Arcigay...

scritto da: Faramir alle ore 17:41 | link | commenti (2)
categorie: giustizia, omosessualità
lunedì, 18 giugno 2007

Omo-pensiero unico

A proposito del Gay Pride: non è la rivendicazione dei diritti che disturba, è il vacuo filosofare, la visione del mondo a cui si vorrebbe che aderissimo per essere dei veri democratici. Per esempio Mariuccia Ciotta, sul «manifesto» di sabato, ci intima di pensare che omosessuale è sinonimo di «una persona non più separata dalla vita, non più forma escludente dell’altro (...), di un corpo mutante, plurale, molteplice e non più scisso tra anima e cosa, unicum che respinge la declinazione dell’essere umano tra persona e non persona»; un essere che si pone «in una zona grigia, pericolosa, dove non è più visibile la linea che separa l’uomo-animale dall’altro da sé. Terra contro cielo». E dall’altra parte, invece, la «famiglia tradizionale, cellula e specchio dei rapporti violenti, di sopraffazione e di forza che si dispiegano nella società (...) quella che saccheggia emozioni e risorse». Suvvia, Ciotta: meno presunzione, meno manicheismo, per favore!
(Ernesto Galli della Loggia, Corriere della Sera)

E soprattutto, meno masturbazioni mentali, che non si capisce un tubo di quello che scrive.
Ma probabilmente è colpa mia che non sono all'altezza...

PS: comunque, "corpo mutante" è di sicuro un refuso tipografico per "corpo in mutande", viste certe immagini della carnevalata di sabato scorso...


scritto da: Faramir alle ore 11:59 | link | commenti (17)
categorie: satira, omosessualità, politically correct
venerdì, 27 aprile 2007

Come ti strumentalizzo l'omosessuale per colpire la Chiesa

Condivido al 100% il duro editoriale di Marco Tarquinio pubblicato ieri.
Ancora una volta, con il pretesto di lottare contro presunte "discriminazioni" ai danni degli omosessuali, la sinistra italiana si scaglia in maniera indecente contro la Chiesa, colpevole di non essere allineata al pensiero unico politicamente corretto e anti-cristiano dominante nelle istituzioni europee.
Quello che mi rattrista maggiormente è il fatto che questi parlamentari europei comunisti, socialisti e verdi sono stati eletti anche grazie ai voti di molti cattolici italiani.
Quando la capiranno questi ingenui che da certe ideologie totalitarie e anti-umane non puo' uscire nulla di buono?
Dobbiamo tornare ai tempi delle catacombe per svegliare i tanti "utili idioti" di leniniana memoria, che lavorano inconsapevolmente e in buona fede per il proprio annientamento?
Tralasciamo il patetico spettacolo di certi presunti "liberali" che si accodano a questo Circo Barnum, i cui promotori si vantano pure delle proprie "conquiste di civiltà".
Che cosa possano insegnare in termini di civiltà coloro che fino a pochi anni fa sostenevano i più nefasti regimi totalitari della storia umana, questo resta un mistero.

"Il marxismo aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale: attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei mezzi di produzione — si asseriva in tale dottrina — doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso e migliore. Questo sogno è svanito."
(Benedetto XVI, Deus Caritas Est)

"... l'errore fondamentale del socialismo è di carattere antropologico. Esso, infatti, considera il singolo uomo come un semplice elemento ed una molecola dell'organismo sociale, di modo che il bene dell'individuo viene del tutto subordinato al funzionamento del meccanismo economico-sociale, mentre ritiene, d'altro canto, che quel medesimo bene possa essere realizzato prescindendo dalla sua autonoma scelta, dalla sua unica ed esclusiva assunzione di responsabilità davanti al bene o al male. L'uomo così è ridotto ad una serie di relazioni sociali, e scompare il concetto di persona come soggetto autonomo di decisione morale, il quale costruisce mediante tale decisione l'ordine sociale. "
(Giovanni Paolo II, Centesimus Annus)


mercoledì, 28 marzo 2007

Preti politici

Interessante e pungente questa rubrica quotidiana di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere.

Ancora sui preti di cui soprattutto si occupano le cronache, i don Ciotti, don Gallo, don Benzi, don Vitaliano Della Sala: tutti sacerdoti cattolici notissimi per i loro interventi all'insegna di una critica, anche assai aspra, nei confronti della politica italiana. Ad esempio per l'incapacità o ignavia dei governi nel combattere la mafia o nel contrastare in modo appropriato lo spaccio della droga o la prostituzione; ovvero per il mancato impegno degli stessi governi e delle rispettive maggioranze in favore della pace. Insomma: preti politici a tutto tondo, e lo dico senza alcun significato polemico o negativo. Mi chiedo però come mai nei confronti loro e delle loro critiche non si legga o non si senta mai nessuno parlare di «ingerenze» nell'autonomia dello Stato, di attentato alla sua «laicità», di violazione del Concordato. Come mai? Forse perché hanno le stesse idee di coloro che non ammettono rapporti tra religione e politica?

PS: In realtà, don Benzi fa eccezione quando affronta temi come famiglia e omosessualità, sui quali non è "allineato" al pensiero dominante.
Recentemente, per esempio, è stato accusato da Grillini (DS) di aver scritto un "delirante articolo omofobo".
Che cosa diceva di così "delirante" don Benzi?
Cose abbastanza scontate per chi non ha perso l'uso del comune buon senso... ma non vorrei riaprire una telenovela su cui si sono già consumati abbastanza KBytes... se non sapete di cosa parlo potete cominciare da qui e andare a ritroso, e leggere anche questo e questo.

scritto da: Faramir alle ore 16:56 | link | commenti (3)
categorie: politica, famiglia, chiesa cattolica, omosessualità
lunedì, 26 febbraio 2007

It's a wonderful world

Direi proprio che le cose non potrebbero andare meglio.

Sabato pomeriggio l'Italia del rugby ha ottenuto una storica vittoria in Scozia.
Prodi e la Melandri hanno pensato bene di sfruttare l'occasione... per fare un'altra figuraccia.

Ci siamo liberati definitivamente di Marco Vermilinguo Follini, che si sta per rifugiare nella pericolante torre dell'Unione, con Romano Saruman Prodi. E chi ha letto il Signore degli Anelli sa bene come finì Saruman... cosa non si fa per amore.

I 12 punti "non negoziabili" di Prodi cominciano già a scricchiolare. Soprattutto l'ultimo.
E a quanto pare non è vero che i segretari dei partiti abbiano firmato il documento proposto da Prodi. Anzi, sui 12 punti, c'è stato uno "scontro durissimo". Insomma, se al Senato la Rosa nel Pugno avesse qualche senatore, le cose sarebbero andate molto diversamente.
A questo punto le probabilità che la Giunta delle Elezioni del Senato accolga il ricorso di Pannella e soci sfiorano lo zero, visto che in tale giunta il centrosinistra ha la maggioranza (e astutamente non ci hanno messo nessuno della RnP...).

Intanto, Mastella dice che nel dodecalogo i Dico non ci sono quindi non fanno più parte del programma di governo.
Fassino dice invece che i Dico sono stati già approvati dal consiglio dei ministri, quindi si va avanti e il governo deve impegnarsi a farli passare.
I cosiddetti "teodem" affilano le asce bipenni...

Turigliatto ha già annunciato che lui su Afghanistan e Tav non si allinea al governo, manco se pongono la fiducia. Gli consiglio di cambiare domicilio... e magari pure le generalità.
I suoi "compagni" potrebbero rintracciarlo...

Il completamento della Tav è stato mantenuto nel programma di governo, nonostante le proteste dei Verdi, perché Marco Vemilinguo Follini l'ha posto come condizione irrinunciabile per la sua adesione alla maggioranza: "Non ha davvero sentito ragioni", dice Pecoraro Scanio.

Le ragioni degli abitanti della Val di Susa, verso cui Pecoraro Scanio & C. avevano dimostrato tanta sollecitudine quando al governo c'era "Berlosko", improvvisamente passano in secondo piano (ne prendano nota direttori dei TG Rai e caporeddattori dei Grandi Quotidiani Indipendenti...).
I valsusini se ne facciano una ragione: piuttosto che "favorire il ritorno delle destre" (leggi "perdere il potere") questi sono pronti a tutto.

Dulcis in fundo, non ci azzecca niente con il resto, ma... sulla Stampa di Torino viene pubblicata la testimonianza di un ex-gay che racconta di essere "guarito" grazie alla terapia riparativa dell'omosessualità sviluppata tra gli altri da Joseph Nicolosi.

Insomma, le prossime settimane si preannunciano molto interessanti...

scritto da: Faramir alle ore 13:17 | link | commenti (3)
categorie: politica, omosessualità
martedì, 20 febbraio 2007

I gay pretendono «una legge che riconosca il valore sociale dell'amore omosessuale»

Interessante questa notiziuola.
Come era evidente, alle organizzazioni gay non bastano nemmeno i DiCo e puntano chiaramente a:

«una legge sulle unioni civili che riconosca anche il valore sociale dell’amore omosessuale»

Ovvero, quello che il nostro diritto esclude assolutamente, non occupandosi di "vincoli affettivi" né tantomeno di quello che fanno in camera da letto i cittadini italiani maggiorenni, consenzienti e vaccinati. Come ricorda
il professor Giuseppe Dalla Torre, giurista e rettore della Università Lumsa:

«Il diritto non tutela vincoli affettivi, nemmeno nel matrimonio. Il codice civile non ne parla. Anzi, il matrimonio è tutelato perché trascende gli interessi meramente privati e perché ha funzioni sociali e solidaristiche rilevanti, come l’educazione dei figli. Lo Stato non verifica se due si vogliono bene prima di andare davanti al sindaco a sposarsi, né se l’affetto rimane nel tempo. I sentimenti personali per il diritto sono irrilevanti.»

Ma la strategia è chiara:

«Faremo un grande convegno - ha detto Gigi Malaroda del Circolo Maurice, presidente della Circoscrizione 6 - sull’educazione dei giovani alla diversità. Le evoluzioni culturali profonde possono avvenire solo attraverso la trasformazione della mentalità»

Ma una legge che riconosca giuridicamente il "vincolo affettivo" delle convivenze anche omosessuali - di fatto - ne sancisce il "valore sociale", ed è quindi il primo passo nella "trasformazione della mentalità" auspicata dai militanti gay più ideologizzati.
Attenzione a non fare da inconsapevoli sponde a questa strategia che porterà inevitabilmente al trionfo del relativismo e alla ulteriore svalutazione della famiglia fondata sul matrimonio (civile o religioso), già troppo bastonata
.

martedì, 05 dicembre 2006

The Gay Inquisition

Per riallacciarmi agli eccellenti post dell'amico Leggendanera, intitolati "La dittatura della (gaia) verità" (prima e seconda parte), vi sottopongo 2 citazioni da una nota attivista lesbica, Camille Paglia:

"Homosexuality is not 'normal'. On the contrary it is a challenge to the norm... Nature exists whether academics like it or not. And in nature, procreation is the single relentless rule. That is the norm. Our sexual bodies were designed for reproduction... No one is born gay. The idea is ridiculous... homosexuality is an adaptation, not an inborn trait...

Is the gay identity so fragile that it cannot bear the thought that some people may not wish to be gay? Sexuality is highly fluid, and reversals are theoretically possible. However, habit is refractory, once the sensory pathways have been blazed and deepened by repetition - a phenomenon obvious in the struggle with obesity, smoking, alcoholism or drug addiction... helping gays to learn to function heterosexually, if they wish, is a perfectly worthy aim.

We should be honest enough to consider whether homosexuality may not indeed be a pause a the prepubescent stage where children anxiously band together by gender... current gay cant insists that homosexuality is 'not a choice', that no one would choose to be gay in a homophobic society. But there is an element of choice in all behavior, sexual or otherwise. It takes an effort to deal with the opposite sex; it is safer with your own kind. The issue is one of challenge versus comfort."
(Camille Paglia, Vamps and tramps, 1994, pp. 70, 72, 76, 77, 78, 91)

Interessante anche questo suo articolo del 2002 da FrontePage magazine, dal titolo "The Gay Inquisition":

[...] There was a time when gay men were known for their scathingly independent minds and their encyclopedic knowledge of culture. The welcome relaxation of legal and social sanctions against homosexuality over the past 30 years has paradoxically weakened the unsentimental powers of observation for which gays, as outsiders, were once renowned. Gay men used to be ferocious exemplars of free thought and free speech. But within 15 years of the 1969 Stonewall rebellion, an insidious totalitarianism infected gay activism, parallel to what was occurring in feminism in the Catharine MacKinnon/Andrea Dworkin era. Intolerance and witch hunts became the norm.
[...]
Serious problems arise when scientific inquiry is obstructed, as in the inflated myth of the "gay gene", by an excessive concern for gay sensitivities. The self-policing by the indulgent major media on these matters has come perilously close to censorship. True gay intellectuals should encourage open discussion of the genesis of homosexuality, a complex subject that has been in limbo, a political blackout, for 20 years. We must demand equality before the law, but that does not excuse us from the philosophic obligation of self-knowledge. Heterosexuality and homosexuality need to be objectively studied by psychologists and historians as interrelated dynamic systems that change from culture to culture. [...]

Fa un certo effetto che a scrivere queste cose sia una attivista lesbica, vero?


scritto da: Faramir alle ore 01:15 | link | commenti (5)
categorie: omosessualità

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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