Gino

martedì, 29 aprile 2008

Ecce Cicciobbello

[...] A questo punto, il problema non è più soltanto l’eredità governativa di Romano Prodi. Di fatto, il risultato del ballottaggio per il Campidoglio lesiona la leadership veltroniana e di tutto il «gruppo romano» che ha costruito il Pd e la sua strategia solitaria. Ma soprattutto, lascia indovinare una crepa in quel «partito dei municipi » che ha sempre rappresentato il cuore duro del potere del centrosinistra in Italia; e che sembrava al riparo da qualunque sconvolgimento nazionale. È come se di colpo il gruppo dirigente si svegliasse da un lungo sonno. E scoprisse che la realtà, dispettosamente, non ha assecondato le loro convinzioni. Si tratta di una sorta di «sindrome di Ecce bombo» collettiva: la stessa di quei ragazzi di sinistra immortalati nel 1978 dal regista Nanni Moretti nel film omonimo. Raccontava la storia di un gruppo di amici che erano andati a dormire sulla spiaggia aspettando l’alba; e che alla fine si accorgevano che il sole era spuntato non dove credevano, ma alle loro spalle: una metafora degli abbagli culturali, prima che politici, della sinistra. [...]
(
Massimo Franco, Corriere della Sera)


scritto da: Faramir alle ore 16:18 | link | commenti (1)
categorie: elezioni, partito democratico
martedì, 22 aprile 2008

Ecco il Pd del Nord...

Pacatamént... serenamént... na riflesiùn sul resultà eleturàl.

E una lezione di gastronomia padana...


scritto da: Faramir alle ore 17:15 | link | commenti
categorie: satira, partito democratico, uolter veltroni
lunedì, 14 aprile 2008

Caro Compagno Trinariciuto...

Ieri stavo presso un seggio di un comune lombardo come rappresentante di lista del PdL.

Il partito tra le altre cose mi ha fatto avere una spilla con il simbolo del PdL e la scritta "Rappresentante di lista" per farmi riconoscere all'interno della sede elettorale e che mi sono quindi appuntato sulla camicia.

Me ne stavo tranquillo girando tra il seggio dove stavo e il corridoio, quando un rappresentante di lista del Pd mi fa sapere, tramite un altro del PdL (manco ha avuto il coraggio di dirmelo in faccia...), che - secondo lui - la spilla con il simbolo la potevo tenere solo all'interno del seggio: quando esco dal seggio e passo nel corridoio me la dovevo togliere o nascondere!

Ovviamente il soggetto in questione (noto per essere un ex-DS attaccabrighe, che appena può fa casino) non ci crede nemmeno lui che qualche elettore possa essere influenzato dalla mia spilletta del PdL,  ammesso che riesca a decifrarla (3 cm di diametro).
L'obiettivo del
trinariciuto camuffato da "democratico" è quello di provocarmi per far scoppiare una rissa, chiamare i carabinieri e trovare la scusa per allontanare un rappresentante "del principale partito a lui avverso" dalla sezione che dovrebbe vigilare.

Peccato che qua non si sia fessi...

Contrordine compagni!
La frase contenuta nel foglio d'ordini trasmesso al P.C.I dal Politburo:

"Per esternare al popolo russo il nostro cordoglio, bisogna mandare subito due fessi a Mosca",

 contiene un errore di stampa e pertanto va letta:

"...bisogna mandare due messi a Mosca".

(Candido n. 11, 13 Marzo 1953)

Siamo alle solite, comunque... gratta, gratta, sotto il "democratico" trovi ben altro...

Contrordine, compagni! Il comunicato dell'Unità:

"Tutti i compagni si raduneranno oggi in via Farini, nella vecchia fede"

contiene un errore di stampa, e pertanto va letto:

"Tutti i compagni si raduneranno oggi in via Farini nella vecchia sede".

(Candido n. 39, 30 Settembre 1951)

Come sempre:

Obbedienza cieca, pronta, assoluta.

scritto da: Faramir alle ore 09:54 | link | commenti (6)
categorie: elezioni, trinariciuti, partito democratico
mercoledì, 09 aprile 2008

Ridurre le leggi? Ecco il «colpo di statalismo» del Pd

Un esempio plateale di come dietro alle belle parole e alle buone intenzioni spesso si celano effetti diabolici:

La proposta del PD sulla riduzione delle leggi, ovvero addio al federalismo

“Semplificare per crescere” è il nuovo slogan di Veltroni per illustrare un disegno di legge predisposto con Bassanini e diretto a semplificare l’enorme massa italiana di 21.000 provvedimenti legislativi e di 70.000 regolamenti statali. “Un colpo allo statalismo” è la sintesi di Bassanini nel presentare questo disegno di legge. In realtà, leggendolo attentamente si scopre che si tratta invece di un vero e proprio spaventoso “colpo di statalismo”, al punto che forse nemmeno Stalin sarebbe arrivato a tanto.
A parte ogni altra possibile considerazione sulla reale efficacia delle variegate procedure del disegno di legge, c’è un punto in particolare che lascia davvero allibiti. Si stabilisce, infatti, l’obbligo per ogni Regione, entro il 31 dicembre 2010, di rivedere la propria legislazione includendola in non più di 100 Testi Unici e 100 leggi speciali (art. 2, comma 8). Lo Stato ha maggiore fortuna: 100 Testi unici e 1.000 leggi speciali. La differenza però non è solo quantitativa, ma qualitativa: se lo Stato non si adegua in fondo non succede niente, mentre se è una Regione a risultare inadempiente allora scatta una procedura così centralista e antidemocratica da apparire letteralmente “staliniana”.
[...]
(
Luca Antonini, ilsussidiario.net)


scritto da: Faramir alle ore 11:42 | link | commenti
categorie: federalismo, sussidiarietà, statalismo, partito democratico
lunedì, 31 marzo 2008

Pd: come si ricicla la Sinistra... e Mastella!

Gravatar Il Pd, quel partito "nuovo" MA ANCHE fatto dai soliti professionisti della politica riciclati (D'Alema, Fassino, Bindi, Amato, Turco, ecc.), che corre da solo, MA ANCHE con Di Pietro, MA ANCHE coi Radicali, MA ANCHE con la Sinistra (che secondo Veltroni è la responsabile dei problemi avuti da Prodi) alle elezioni amministrative, MA ANCHE ... con MASTELLAAA!!!

E hanno ancora il coraggio di farsi vedere in giro!
Che faccia di tolla...


scritto da: Faramir alle ore 17:01 | link | commenti (4)
categorie: politica, elezioni, partito democratico
venerdì, 28 marzo 2008

Il bello di walter

Alcuni appunti, tanto per gradire...

Correre libero, ma anche con Di Pietro. Da solo, ma anche con Prodi e Bassolino

Luigi Amicone (28/02/2008)

INSOMMA, WALTER VELTRONI È L'UOMO NUOVO. Ripete molto bene il ritornello dell'«ascensore sociale», del «futuro migliore», della «libertà eguale» eccetera, e va in pullman per l'Italia a raccontare che lui con la sinistra conservatrice non ha nulla a che spartire (tranne poi i baci e gli abbracci con la Cgil di Guglielmo Epifani). Ma sì, Veltroni "can". Non voleva lo scioglimento del Pci ma ha anche fatto il segretario dei Ds. Non è mai stato comunista, ma è anche stato il direttore dell'Unità. Ha fatto di Roma una città buona per gli ammortizzatori dei Suv, ma ha anche reso la periferia capitolina un'oasi delle bidonville europee. Ha messo in programma la costruzione di nuovi termovalorizzatori, ma ha anche accuratamente evitato che se ne costruissero di nuovi in Lazio. È riuscito a ottenere l'ennesimo rinvio di chiusura per la discarica di Malagrotta, ma ha anche dimenticato che tra qualche mese Malagrotta scoppierà di monnezza, col rischio che l'emergenza rifiuti si estenda da Napoli a Roma. E a proposito di Napoli: il "Rinascimento" del compagno di Pd Antonio Bassolino è sotto gli occhi sgomenti del mondo. Ma è anche sotto gli occhi stupendi di Veltroni. Il quale non ha fatto mancare "solidarietà" a 'o Governatore ma anche un nobile «non chiedo le sue dimissioni» (e adesso gli manda come assessore - all'immagine? - il compagno Velardi). Ma certo, Veltroni "can". E, tiene a precisare con il video d'amore che gli ha regalato Totti: non solo "se pò ffa'", ma anche «corro libero». Libero con il manettaro Di Pietro, ma anche con il libertino pro-eutanasia Veronesi. Libero con le idee pro-life di Paola Binetti, ma anche con l'ideologia mortifera di Silvio Viale, il ginecologo che si schiera con entusiasmo per l'aborto dei "feti sani", il prezzemolo chimico Ru486: «E ci siamo. Così succederà per l'eutanasia: arriverà». Veltroni è nuovo, Veltroni "can". Tant'è che corre da leader e premier designato di un partito dove ci sono gli stessi uomini che da quindici anni governano la Campania, che per due anni non hanno governato l'Italia e che adesso che il Pd è nuovo e che Romano Prodi è presidente del nuovo Pd, nelle elezioni amministrative che si svolgeranno lo stesso giorno delle politiche, correranno insieme alla Sinistra arcobaleno.


scritto da: Faramir alle ore 12:41 | link | commenti
categorie: elezioni, prodi, partito democratico, uolter veltroni
mercoledì, 26 marzo 2008

Redazionalmente corretto

Cose curiose capitano online, in questa campagna elettorale un po' noiosa, che - secondo alcuni - si caratterizza per una minore conflittualità tra i partiti maggiori (Pd e PdL).

Ieri stavo leggendo Affaritaliani.it e sono capitato sulla homepage di politica, dove, nella colonna di destra spiccava una foto di Veltroni sovrastata dal titolo "Sulle pensioni Walter fa girare le palle".

Ovviamente il primo pensiero è stato: "perché solo sulle pensioni?". ;-)
Comunque, incuriosito, sono andato a leggere e ho trovato quella che pareva una lettera al direttore del sito, nella quale il signor Pasquale Della Torca si lamentava delle attenzioni spropositate che Veltroni riserva ai pensionati, promettendo loro aumenti a go-go, "alla faccia dei giovani".

La qual cosa non dovrebbe sorprendere, visto che secondo una indagine dell'Osservatorio sul capitale sociale, curata da Demos per Coop (quindi un punto di vista "amico" del Pd), gli unici settori sociali in cui il partito di Veltroni (e Prodi!) è maggioritario sono proprio i pensionati (45,7% Pd e 37,3% PdL) e i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (51,2% Pd e 30, 7% PdL).
E in un paese che sta rapidamente invecchiando, meglio tenersi buoni i pensionati...

I settori più produttivi invece (dagli operai alle casalinghe, passando per i lavoratori autonomi, gli imprenditori, i liberi professionisti e i dipendenti del settore privato) votano in prevalenza per il PdL di Berlusconi, che quindi è il vero partito riformista, mentre i conservatori sono Veltroni e i suoi "compagni di pensione"... Tanto più che i giovani sembrano preferire il PdL.

Ma torniamo ad Affaritaliani. Ieri sera me ne sono andato lasciando il pc acceso, con il browser aperto sulla citata lettera del sig. Della Torca. 

Stamattina quando ritorno al computer e vado a leggere le ultime notizie sul sito Affaritaliani.it noto una cosa curiosa: nel riquadro sulla colonna di destra la foto di Veltroni è la stessa, ma il titolo è cambiato.
Non si legge più "Sulle pensioni Walter fa girare le palle", ma un più pacato e sereno"Sulle pensioni Walter non convince".

Il contenuto della lettera è lo stesso, solo il titolo è stato "veltronizzato". ;-)

Poiché non avevo chiuso il browser con la pagina in questione aperta ieri sera, ho le "prove".
Ecco la pagina prima e dopo la "cura buonista" (cliccare sulle immagini per ingrandirle).


giovedì, 20 marzo 2008

Veltroni: moderato, ma anche antagonista

Veltroni deve essere molto preoccupato per lo stato comatoso della sua "grande rimonta", bloccatasi settimane fa.
Non si spiega altrimenti questa uscita.
Un chiaro tentativo di recuperare qualche voto alla sinistra radicale, facendo l'occhiolino alle sigle antagoniste e ai "disobbedienti"...


scritto da: Faramir alle ore 11:49 | link | commenti
categorie: elezioni, partito democratico, uolter veltroni
mercoledì, 19 marzo 2008

Giornali "copia e incolla"

Stamattina sfogliavo una rassegna stampa e mi sono imbattuto in due articoli identici, uno sul Messaggero di Roma e uno sul Mattino di Napoli. 
E quando dico "identici" penso proprio a un "copia e incolla", tanto che ci sono perfino gli stessi refusi (vedi ad esempio l'ultima frase).

Ovviamente la cosa non sorprende più di tanto, né mi scandalizza, visto che l'editore di Messaggero e Mattino è lo stesso Caltagirone.
Che, per inciso, è anche suocero del leader Udc Pier-Furby Casini...

Naturalmente l'articolo mette in evidenza gli esponenti del mondo cattolico esclusi dalle liste di PdL e Pd, mentre sottolinea come "l'Udc nel frattempo ha potenziato il suo profilo di partito di ispirazione cristiana...
Eh, beh! Potenziare il profilo di partito laico e liberale sarebbe stato un po' problematico per l'Udc! ;-)

Tuttavia, pur essendo anch'io critico con qualche esclusione dalle liste del PdL, non cambio idea: il Popolo della Libertà resta sempre la migliore scelta per chiunque (cattolico o no) voglia mettere al centro la persona, rispettandone la libertà e la dignità.


Pd: i candidati simbolo imbavagliati

I candidati "simbolo" del Pd sono talmente evanescenti, per non dire impresentabili, che i loro "protettori" hanno paura di farli comparire dal vivo... non sia mai che aprano bocca!
Ma pensano davvero che gli italiani siano tanto idioti da non capire che questi candidati sono solo specchietti per le allodole e che in parlamento si limiteranno a schiacciare il pulsante per votare come dice il partito?

Poi si lamentano per Ciarrapico... che però un anno fa era pappa e ciccia con quelli del Pd.

[...] Ciarrapico, che ci faceva lei dietro Carla Fracci, tra i compagni dell'Eliseo al convegno sul Partito Democratico?
«All'Eliseo non c'erano solo i compagni, c'era un mucchio di gente, cattolici, imprenditori, artisti, registi, attori, c'era la società civile. Ma poi che domanda è?, questo è un Paese davvero strano, io sono un imprenditore del Lazio, l'editore di undici quotidiani locali».

Nel Lazio hanno tutto loro, la sinistra.
«All'Eliseo c'erano i rappresentanti di Regione, Comune e Provincia, un'ottima ragione per giustificare la mia presenza, no?».

Interessi allora. A Roma lei ha ancora anche qualche clinica privata.
«Ancora? Cinque a Roma e due a Fiuggi, mille posti letto». [...]

Ha trovato interessante il dibattito sul Partito Democratico?
«Molto. E guardi, devo riconoscerlo, l'altra sera ho scoperto menti illuminate».

Illuminate? Ciarrapico non starà esagerando?, proprio lei, nato con la camicia nera.
«Per la precisione il 7 ottobre del ’47, l'anno in cui mi iscrissi al Msi. E con la camicia nera vorrei congedarmi, beninteso il più tardi possibile».

Quali passaggi dell'Eliseo le sono rimasti impressi?
«Uno su tutti, quello di Goffredo. Bettini è uno straordinario cervello, un politico fine, colto, arguto. Il solo ad aver capito realmente che le differenze in politica sono un valore».

Detto da lei poi. Ciarrapico, lo sa che sta beatificando un senatore Ds, si rende conto?
«Allora? In Italia di gente così ce n'è poca, Bettini è uomo di intelligenza straordinaria, se il pd nascerà e troverà spazio molto lo dovremo a lui». [...]

(Elio Pirari, La Stampa, 14 marzo del 2007)

Hai capito? Quando il "fascistone" serviva al Pd, il suo passato e le sue idee "anticonformiste" non erano così importanti...


scritto da: Faramir alle ore 15:08 | link | commenti
categorie: politica, elezioni, partito democratico
lunedì, 10 marzo 2008

Sui valori, occhio alle candidature

La miglior risposta ai dubbi di tanti (non solo cattolici), su quale peso diano i grandi partiti (Pd e PdL) ai temi eticamente irrinunciabili, viene dalla definizione delle liste.

Basta considerare chi c'è (o NON c'è) e in quale posizione viene messo, o dove viene candidato, per capire che certi temi sono tutelati meglio dal PdL.

Ad esempio, diversi amici cattolici non vedevano di buon occhio il fatto che Daniele Capezzone, fosse approdato in FI (e ora nel PdL), pur con toni e argomenti più moderati rispetto a quelli di qualche mese fa, quando militava ancora nelle RnP Pannellata-Boselliana. Non penso sia sfuggito a nessuno che Capezzone ha smesso i panni del fondamentalista anti-vaticano. Di necessità virtù: se voleva avere spazio in una forza moderata come FI non poteva continuare su quella strada. E chissà: se un altro ex-radicale come Rutelli ha fatto il percorso che sappiamo, ... non poniamo limiti alla Provvidenza.
 
Comunque, oggi si viene a sapere che alla fine Capezzone non è nemmeno candidato, come pure i liberali Biondi, Iannuzzi e Sterpa, tra i pochi in FI che non condividevano la legge 40 sulla fecondazione artificiale. Escluso anche Dario Rivolta, uno dei rari sostenitori dei Pacs tra gli azzurri.
 
Anche questi segnali sono importanti. 
Se poi andiamo a spulciare le candidature PdL, troviamo Eugenia Roccella, portavoce del Family Day 2007 oltre che editorialista di Avvenire e in prima file nelle battaglie bioetiche degli ultimi anni, e Souad Sbai, presidente di una associazione di donne marocchine in Italia (Acmid-Donna) e anch'essa collaboratrice di Avvenire.
Come ha sottolineato Gaetano Quagliarello, queste candidature femminili, insieme con quella di Fiamma Nirestein, "rappresentano un manifesto contro il relativismo culturale":
 
“Esse evidenziano come solo chi ha coscienza della propria identità può avere disponibilità nei confronti dell’altro ed essere pronto al dialogo. Affinché le culture si confrontino e si contaminino non c’è bisogno di rinunciare alla propria storia e alle proprie radici. Mentre nel Pd si applica il manuale Cencelli dell’identità, in un partito liberale di massa come il PdL esse stanno insieme su programmi e obiettivi comuni senza bisogno di estenuanti quanto inutili mediazioni”.
Ma altri nomi che dovrebbero rassicurare gli elettori cattolici sono Roberto FormigoniRaffaello Vignali, presidente della Compagnia delle Opere, Maurizio Scelli, con un passato nell'Unitalsi e nella Croce Rossa Italiana, Renato Farina, fedelissimo ratzingeriano, Carlo Giovanardi e altri fuoriusciti dall'Udc, Barbara Contini, esperta in relazioni internazionali e scenari di crisi,  Manuela Di Centa, ecc.
 
Spero questo rassicuri un po' chi teme la "libertà di coscienza" nel PdL. 
Per quanto riguarda il Pd, si è visto che fine hanno fatto i cosiddetti "teodem", Paola Binetti e Luigi Botta, spostati dal Senato (dove pochi voti possono essere determinanti) alla Camera, dove saranno ininfluenti in caso di maggioranza Pd.
Peggio ancora per Andrea Sarubbi, conduttore di "A Sua Immagine" (presentato in pompa magna da Veltroni, per "rassicurare" i cattolici dopo l'accordo con i Radicali), e Mimmo Lucà, coordinatore dei Cristiano Sociali: entrambi piazzati in posizioni molto a rischio.
Non certo segnali incoraggianti.
Se poi andiamo a vedere in particolare le candidature femminili, sembra che nel Pd vada molto il cha cha cha della segretaria...

scritto da: Faramir alle ore 17:57 | link | commenti (12)
categorie: valori, cattolici, partito democratico, popolo della liberta
giovedì, 06 marzo 2008

Pd: fermata imprevista per i Radicali?

Meanwhile... se questi sondaggi fossero confermati, non è escluso che dal "loft" veltroniano arrivi l'ordine di far scendere dal tram un gruppetto di passeggeri alquanto rissosi e irascibili.

Dare un ultimatum a Pannella è equivalente a dirgli "prego, si accomodi alla porta".

Tutto sommato, questo potrebbe risolvere il problema di alcuni "trombati eccellenti", che ne approfitterebbero per risalire sul "Tram chiamato Desiderio" (di un posto in Parlamento) al posto dei riottosi Radicali.

Certo, conoscendo la capacità di fare casino dei Radicali, la cura potrebbe rivelarsi peggiore della malattia. Vedremo se Veltroni riesce nel mettere a sopire questa triste soap-opera.
Ma non è un bel segno vederlo ricorrere a certe considerazioni vittimistiche nei confronti dei giornali italiani, che - in grande maggioranza - non sono certo pregiudizialmente sfavorevoli al Pd.


scritto da: Faramir alle ore 16:38 | link | commenti
categorie: politica, radicali, partito democratico

L'Udc fa da "buffer" tra Pd e PdL

Secondo un sondaggio di Poggi & Partners, l'UDC di Casini perderebbe un buon 40% dei propri elettori a favore del Popolo della Libertà, ma ne andrebbe a recuperare parecchi tra i delusi della Margherita:

[...] Fra coloro che alle scorse elezioni avevano votato il partito di Pier Ferdinando Casini approvano la decisione di Giovanardi di confluire nel Popolo della libertà il 62% degli intervistati, contro il 36% che si è detto contrario.

"Questo non vuol dire che passerà al Popolo della libertà il 62% dei voti dell'Udc", chiarisce Bruno Poggi, presidente di Poggi & Partners.

"Secondo il nostro sondaggio, spiega, il partito di Casini perderà il 40% dei voti, l'altro 22% è rappresentato da gente che resterà fedele ai centristi ma che magari riconosce la coerenza di Giovanardi, che è sempre stato una specie di anti-Follini, l'uomo più vicino al Cavaliere".

Eppure certi sondaggi danno l'Udc ancora oltre il 6%. Come si sposa questo dato con la presunta defezione del 40% degli elettori? "L'Udc nei sondaggi è circa al 5%", coninua Poggi "é vero che per noi perderà il 40% dei voti, ma qualcosa ha recuperato tra i delusi della Margherita". [...]
[Clandestinoweb]

Insomma, più che un partito un "convertitore di voti"...


scritto da: Faramir alle ore 16:11 | link | commenti (3)
categorie: udc , partito democratico, popolo della liberta
lunedì, 03 marzo 2008

Polito: «Con che faccia chiedo voti in Campania?»

In questa intervista Antonio Polito spiega i motivi per cui non si ricandida nel Pd veltroniano:

[...] «Perché lasci il Senato?».
«Non c’è spazio per la discussione. O sei un soldatino o passi per traditore. Solo il governo fa le leggi, i parlamentari devono obbedire senza discutere. A che serve portare in Parlamento gente capace se non può fare leggi?».
«È successo a te?».
«Presentai una ddl contro i fannulloni nella Pa, firmata anche dai vertici del gruppo dell’Ulivo, a cominciare da Anna Finocchiaro. Il giorno dopo, il sindacato del pubblico impiego ha minacciato di boicottare la trattativa col ministro Nicolais, e la cosa è finita lì. Fare riforme è impossibile».
«Perciò tiri la riverenza».
«Aggiungo altri due motivi. La tragedia dei rifiuti napoletani. Sono di Castellammare di Stabia e ho lì il mio collegio. Non me la sono sentita, per pudore, di rimettermi a girare la Campania a chiedere voti».
«Terzo motivo?».
«Ho la sensazione che essere parlamentare riduca la mia dignità. Tra antipolitica, grillismo, ecc. ho la percezione netta che se uno mi stringe la mano e io mi presento come senatore, scado di colpo ai suoi occhi».
[...]
So che non hai digerito l’alleanza tra Veltroni e Di Pietro.
«Non riesco a vedermi nel Pd con Di Pietro. Siamo opposti. Vorrei un Pd fondato sul liberalismo e lui non c’entra niente. Quando chiese di presentarsi alle primarie, fu respinto. Gli fu detto che non faceva parte del Pd».
Ma Veltroni ha cambiato le carte in tavola.
«Non sta facendo il partito unitario che sogno da anni e per il quale avevo fondato il Riformista».

[...]
Con Pannella, invece, Walter è stato inflessibile.
«A Pannella avrei offerto un seggio, escludendo però un’alleanza coi radicali. Pannella in Parlamento è un valore aggiunto».
Insomma, disaccordo totale con Walter.
«Lui è il prototipo del politico moderno. Ha un notevole istinto killer ed è un’ottima macchina elettorale. Sa friggere l’acqua».
Tradotto dal castellammarese?
«Riesce a cucinare un pasto con pochi ingredienti e sta rendendo competitivo un Pd alla frutta».
[...]

Io ho spesso pensato che Veltroni sarebbe capace di venderti un camion carico di sabbia nel bel mezzo del deserto del Sahara, ma il concetto è lo stesso.

Nel frattempo, la "sindrome di Sansone" (ovvero "muoia Sansone con tutti i filistei!") anche nota come "psicosi da Re Sole" (per cui "dopo di me, il diluvio!), che già aveva colpito Romano Prodi, sembra manifestare i primi sintomi sul governatore della Campania, il Viceré Antonio Bassolino.
Brutta gatta da pelare per Veltroni nel bel mezzo di una campagna elettorale già in salita.
Facendo appello alla "coscienza" di Bassolino, infatti, il "mitico" Uolter ha dato dimostrazione di quanto valga la sua leadership e il suo presunto "decisionismo" alla prova dei fatti.


scritto da: Faramir alle ore 16:25 | link | commenti (3)
categorie: monnezza, partito democratico, uolter veltroni
venerdì, 29 febbraio 2008

Programma palindromo

L'amico Berlicche ci rende nota una sua interessante scoperta: il programma elettorale del Pd è il primo caso di "programma palindromo".
Ovvero, leggendolo da una determinata prospettiva, MA ANCHE da quella opposta... il risultato è lo stesso!

Geniale! Questa sì è una innovazione notevole...


scritto da: Faramir alle ore 12:53 | link | commenti
categorie: satira, partito democratico

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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