Cose curiose capitano online, in questa campagna elettorale un po' noiosa, che - secondo alcuni - si caratterizza per una minore conflittualità tra i partiti maggiori (Pd e PdL).
Ieri stavo leggendo Affaritaliani.it e sono capitato sulla homepage di politica, dove, nella colonna di destra spiccava una foto di Veltroni sovrastata dal titolo "Sulle pensioni Walter fa girare le palle".
Ovviamente il primo pensiero è stato: "perché solo sulle pensioni?". ;-)
Comunque, incuriosito, sono andato a leggere e ho trovato quella che pareva una lettera al direttore del sito, nella quale il signor Pasquale Della Torca si lamentava delle attenzioni spropositate che Veltroni riserva ai pensionati, promettendo loro aumenti a go-go, "alla faccia dei giovani".
La qual cosa non dovrebbe sorprendere, visto che secondo una indagine dell'Osservatorio sul capitale sociale, curata da Demos per Coop (quindi un punto di vista "amico" del Pd), gli unici settori sociali in cui il partito di Veltroni (e Prodi!) è maggioritario sono proprio i pensionati (45,7% Pd e 37,3% PdL) e i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (51,2% Pd e 30, 7% PdL).
E in un paese che sta rapidamente invecchiando, meglio tenersi buoni i pensionati...
I settori più produttivi invece (dagli operai alle casalinghe, passando per i lavoratori autonomi, gli imprenditori, i liberi professionisti e i dipendenti del settore privato) votano in prevalenza per il PdL di Berlusconi, che quindi è il vero partito riformista, mentre i conservatori sono Veltroni e i suoi "compagni di pensione"... Tanto più che i giovani sembrano preferire il PdL.
Ma torniamo ad Affaritaliani. Ieri sera me ne sono andato lasciando il pc acceso, con il browser aperto sulla citata lettera del sig. Della Torca.
Stamattina quando ritorno al computer e vado a leggere le ultime notizie sul sito Affaritaliani.it noto una cosa curiosa: nel riquadro sulla colonna di destra la foto di Veltroni è la stessa, ma il titolo è cambiato.
Non si legge più "Sulle pensioni Walter fa girare le palle", ma un più pacato e sereno: "Sulle pensioni Walter non convince".
Il contenuto della lettera è lo stesso, solo il titolo è stato "veltronizzato". ;-)
Poiché non avevo chiuso il browser con la pagina in questione aperta ieri sera, ho le "prove".
Ecco la pagina prima e dopo la "cura buonista" (cliccare sulle immagini per ingrandirle).
A causa dell'ossessione berlusconiana, molti non riescono a cogliere qual è la vera emergenza nazionale in questo momento.
Non si tratta del riscaldamento globale, né del dialogo interculturale, dei cibi Ogm o di altri temi politicamente corretti tanto alla moda.
Quello che occorre risolvere prima di tutto è la contraddizione di un governo che dietro l'alibi di risanare i conti pubblici sta invece affossando definitivamente questo Paese.
Capite quindi che auspicare la bocciatura della manovra finanziaria e l'esercizio provvisorio non sia poi tanto bizzarro...
Ecco, spero che ci si possa confrontare pacatamente su queste cose, che, nel mio piccolo, vado ripetendo da un anno. Se non si sblocca questa situazione tutto il resto, dall'emergenza immigrazione, all'efficienza dell'amministrazione pubblica, della giustizia, ecc. continuerà lentamente, ma inesorabilmente a peggiorare.
Prodi, che di questo immobilismo è il simbolo, non ha purtroppo il buon senso di farsi da parte e recita a soggetto. A questo punto, ci tocca sperare nell'improbabile sussulto di dignità di un Dini o di un senatore a vita. Mala tempora currant...
Allora, tra sabato e lunedì, tutti ai gazebo a firmare!
De Gasperi disse: "Un politico pensa alla prossima elezione, uno statista alla prossima generazione"; notiamo che di statisti in giro al momento non se ne vedono......
Il Governo ha annunciato l'accordo con i sindacati per le modifiche dello scalone ( l'innalzamento da 57 a 60 anni dell'età per la pensione di anzianità con 35 anni di contributi che inizierà dal 1 gennaio 2008) dicendo che è a costo zero.
I fatti
Il costo stimato della modifica è di 10 miliardi di euro in 10 anni.
La copertura finanziaria è principalmente dovuta a :
- 3,6 miliardi aumento di contributi ai precari co.co.pro (dal 1 gennaio 1 punto all'anno fino a 3 punti)
- 3,5 miliardi per l'accorpamento enti previdenziali con clausola di salvaguardia (cioè se non ci saranno risparmi aumentano automaticamente i contributi a tutti i lavoratori)
Inoltre la revisione dei coefficienti di trasformazione prevista dalla legge Dini del 1995 ogni 10 anni è rimandata di 3 anni.
Nostro commento
Governo e sindacati a parole dicono di essere a favore dei giovani e dei precari, ma nei fatti fanno pagare proprio ai giovani e ai precari l'abbassamento dell'età pensionabile (mentre in tutta Europa viene aumentata).
Non è vero che è a costo zero, perchè è finanziato sopratutto con aumento di contributi.
L'aumento dei contributi sui precari avrebbe senso se ciò significasse una maggiore pensione futura, invece serve per pagare le pensioni ai padri 58 enni; se Governo e sindacati sono per i giovani, si impegnino da subito a vincolare l'aumento di contributi in conti individuali a capitalizzazione, così come previsto per i fondi pensione, e prendano da qualche altra parte i soldi per abbassare l'età pensionabile dei padri.
Da notare inoltre che i 3,5 miliardi di (ipotetici) risparmi sull'accorpamento degli enti previdenziali sono solo teorici, al punto che è gia prevista la clausola di salvaguardia: se non ci saranno i risparmi attesi, aumenteranno automaticamente i contributi a tutti i lavoratori!
I coefficenti di trasformazione
La riforma Dini prevedeva a regime che ognuno prendesse una pensione commisurata ai contributi versati, e una premessa indispensabile è la revisione dei coefficienti di trasformazione con i quali si calcola la pensione, resa necessaria dall'alungamento della vita media, che la legge del 1995 prevede ogni 10 anni.
Nel 2005 il Governo Berlusconi colpevolemtente non la fece, rimandando la patata bollente al centro-sinistra, che a sua volta la rimanda di altri 3 anni (se mai si farà).
Possiamo affermare che la riforma Dini è praticamente morta e sepolta, perchè senza una revisione dei coefficienti perde di efficacia e crea ulteriori ingiustizie e iniquità.
Una soluzione liberale e riformista sarebbe di estendere da subito a tutti il metodo contributivo previsto dalla Dini, in modo che ognuno possa andare in pensione quando gli pare, ma prenderà una pensione in base ai contributi versati e all'aspettativa di vita.
Ancora una volta, come spesso accaduto negli ultimi 30 anni, la classe politica e sindacale ipoteca il futuro delle giovani generazioni, sia con un aumento di costi che con un gigantesco debito futuro che andrà pagato dai figli.
E' una follia collettiva dalla quale dobbiamo uscire quanto prima.
Da segnalare a questo proposito la Manifestazione del 22 settembre a Roma di Decidere.net per chiedere l'aumento dell'età pensionabile.
Noi ci saremo.
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TRIESTE (Reuters) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ammette, dopo averle escluse in un primo momento, le tensioni interne alla maggioranza sulla riforma delle pensioni, dopo che ieri sulla previdenza si è aperto un fronte polemico tra il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e l'ala radicale del governo. Da un iniziale non c'è "nessuna tensione nella maggioranza" Prodi, a margine del G8-Unesco World Forum, è passato a dire che la presenza di tensioni è "evidente" perchè la riforma "è un discorso che comprende mille capitoli e se si partisse tutti con le stesse idee credo proprio che saremmo in un luogo del tutto irreale". [...] Sui tempi "spero che si possa definire presto, ma è chiaro che non sono in grado di dire quando avverrà, però il lavoro è serio e va avanti bene" ha commentato il premier. [...] |
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[...] Il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, accusa: il ministro dell'Economia "Padoa Schioppa fa un uso terroristico dei conti". In un'intervista a Repubblica spiega che "la riforma delle pensioni va fatta ma in senso opposto a come la prospetta il ministro dell'Economia. Bisogna rovesciare la sua impostazione: non più risanamento e poi redistribuzione delle risorse ma il contrario. La gente se l'aspetta. Se cosi' non sara' noi in Parlamento non voteremo nessuna riforma". [...] |
«Sul terreno riformista la sinistra ha esaurito tutte le energie»
(Nicola Rossi, deputato DS ed economista di orientamento liberal)
Un'altra vittima del "fuoco amico" proveniente dal governo Prodi.
Ma la domanda che sorge spontanea è: Fassino ci è o ci fa?
Ci spieghi Pierino come è possibile per la sinistra italiana convivere senza imbarazzi con chi ha di queste posizioni in tema di previdenza:
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Nicola Rossi, economista e deputato Ds, in una intervista a La Stampa, interviene nella dibattito sulla riforma pensionistica, esprimendo una valutazione differente rispetto alle proposte del Presidente del Consiglio, Romano Prodi. (Fonte: http://www.agi.it/) |
Già! i diritti acquisiti vengono prima di tutto... soprattutto se possono vantarli quelli con la tessera giusta...
Sempre nella conferenza stampa di fine anno, Prodi ha escluso l'introduzione di misure per disincentivare i lavoratori dall'andare in pensione.
Questa è la posizione dell'estrema sinistra e della CGIL, che ovviamente festeggiano, mentre i riformisti della maggioranza sbuffano, tanto che in molti arrivano dire: tanto vale tenerci lo scalone di Maroni, che dopotutto "dal 2011 fa risparmiare 9 miliardi":
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[...] «Se il governo intende limitarsi a incentivi per chi resta dopo i 57 anni, significa che ha rinunciato a fare la riforma», è l'autorevole giudizio di Lamberto Dini, che col suo governo varò la revisione del '95. Per l'ex premier non esiste alternativa: «Bisogna alzare l'età pensionabile, cosa che lo stesso segretario Ds Fassino aveva dichiarato essere indispensabile». Ma non è il solo Dini a spingere su questo tasto. Secondo Renzo Lusetti, deputato Dl vicino a Rutelli, «se non si fa nulla, bisogna rassegnarsi e tenerci lo "scalone" di Maroni». Sempre nella Margherita, alla stessa conclusione giunge Natale D'Amico: «Ci devono essere premi, ma non solo, altrimenti è meglio lo "scalone". Bisogna fare l'elenco dei lavori usuranti ed escluderli dall'innalzamento dell'età, che deve restare». [...] |
E meno male che - secondo Prodi - le divisioni all'interno della maggioranza sono "esagerazioni" create artificiosamente dai giornali...
Ma dopo i politici della maggioranza, sentiamo anche cosa dicono gli esperti:
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Una severa bocciatura dell'annuncio fatto da Prodi alla conferenza stampa di fine anno («Sì solo agli incentivi») è giunto da Giuliano Cazzola. «Mi domando se abbia ancora un senso dopo le frasi di Prodi - ha detto l'esperto di questioni previdenziali - proseguire l'attuale dibattito o avviare addirittura un negoziato con le parti sociali. Prodi ha accolto infatti in diretta le richieste di Cgil e sinistra radicale, promettendo che i lavoratori potranno andare in pensione quando vorranno. Che infortunio per un economista!». E un altro esperto, Elsa Fornero, ha aggiunto che serve comunque serve la revisione dei coefficienti di trasformazione, perché «ciò che capita se non lo si farà è che si regalano in media due anni di pensione in più. E chi li paga?». |
Chi paga? I soliti coglioni! (pardon my french) tra i quali c'è pure il sottoscritto...
Cioé quei poveri fessi che hanno avuto la colpa di nascere troppo tardi e di rientrare sotto la famigerata riforma Dini, che per tutelare i "diritti acquisiti" dei padri, l'ha messa in quel posto ai figli...
E la "giustizia sociale" di cui Prodi e compagni si riempiono tanto la bocca?
E il mito dell'uguaglianza tanto amato dalla sinistra?
Quando fa comodo hanno le amnesie...
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville