Gino

venerdì, 02 maggio 2008

Ma và a ciapà i ratt!

Scusate, ma a leggere queste boiate enunciate con immensa faccia di bronzo da un Mortadella ormai scaduto, e ripetute senza un minimo di contraddittorio sui mass media italici che qualcuno sostiene siano tutti in mano al Cavaliere Nero, certe colorite espressioni dialettali mi sgorgano spontanee...

I giornalisti italiani dovrebbero essere un po' meno succubi dei veri "poteri forti", oppure documentarsi un po' meglio, magari leggendo qualche editoriale di un intellettuale di sinistra (ma intellettualmente onesto) come Luca Ricolfi. Ad esempio, in data 13 Novembre 2007:

"[...] negli ultimi due anni, il processo riformistico non si è semplicemente interrotto, ma ha subito una vera e propria inversione di tendenza: il governo Prodi ha dato avvio a una stagione controriformistica, che ora si sta nitidamente dipanando sotto i nostri occhi. È vero, il governo si limita a galleggiare, ma questo non significa che non faccia nulla: fa quel che ritiene necessario per sopravvivere, e purtroppo questo «necessario per sopravvivere» consiste in un progressivo, lento ma tenace, smantellamento dei risultati della stagione precedente. [...]
Questo è il primo governo che vara manovre che anziché correggere i nostri squilibri li aggravano, e inoltre lo fanno intenzionalmente, ossia non per sbaglio ma programmaticamente. [...]
Ma non basta. Anche le manovre per impiegare l'extragettito fiscale del 2006 e del 2007 hanno un impianto controriformistico: è paradossale, ma senza di esse i nostri squilibri nei conti pubblici sarebbero minori. Da quando in qua una manovra correttiva modifica le tendenze spontanee dell'economia amplificando gli squilibri anziché attenuandoli? [...]"  

Con la Premiata Ditta Prodi-TPS-Visco, tutto è possibile... anche fare figure di merda come questa.

Interessante anche questa intervista ad Avvenire dove riferendosi all'Unione la definisce una "coalizione basata sulla menzogna" e a proposito della politica economica del governo Prodi sulle ultime 2 finanziarie sostiene che:

"La prima del 2006, con un problema aperto di bassa crescita, tirò fuori una stangata fiscale che prevedeva un riflesso negativo dello 0,3% sul Pil. Quest'anno sono stati invece aperti i cordoni della borsa con un effetto peggiorativo sui conti pubblici... Uno schizofrenico stop and go. Due finanziarie sbagliate su due".

Ma per certe anime candide se Prodi dice di aver risanato i conti pubblici non è possibile dubitare. Poi vai a vedere il rapporto deficit/Pil e scopri che siamo sempre il fanalino di coda in Europa con il 104%, mentre dovrebbe essere sotto il 60%.
Dove sono finiti tutti i "tesoretti" scoperti in questi 2 anni? Volatilizzati in mille rivoli per tenere a galla un governo nato agonizzante. Abbassare di 2 punti il rapporto deficit/Pil ammazzando il paese di tasse e aumenti di spesa è più o meno equivalente a dare un'aspirina a un malato di bronco-polmonite.

Se ce ne fosse ancora bisogno, ecco l'epitaffio inciso sulla lapide deposta da Ricolfi sugli sproloqui in tema di "risanamento dei conti pubblici".

E adesso come passeranno il tempo questi "autorevoli" economisti, statisti, ecc.?
Io qualche suggerimento ce l'avrei...

Caro Prodi... và a scuà 'l mar cun la furchèta (vai a spazzare il mare con la forchetta).
Oppure, in alternativa... và a Bagg a sonà l’organ  (vai a Baggio a suonare l’organo)...

PS: per chi non lo sapesse, a Baggio (periferia di Milano) c’è una cappella votiva con dipinto un organo... avete mai provato a suonare uno strumento musicale dipinto?
Ecco... per la serie: vai a fare una cosa impossibile, che ti tenga occupato a lungo... cioè: togliti dai piedi!

PPS: oltre alle cavolate economiche, Prodi insiste a dire che le paure degli italiani "sono state moltiplicate a scopo di campagna elettorale" dalla destra... ma non ci credono nemmeno gli elettori del Pd!


scritto da: Faramir alle ore 22:13 | link | commenti (3)
categorie: economia, prodi, poteri forti
lunedì, 17 luglio 2006

Chi tocca i compagni muore... o viene trasferito

Decapitato il comando della Guardia di Finanza lombarda.

Per il vice-ministro Visco si tratta di un "normale avvicendamento".

Che l'avvicendamento scatti due mesi dopo l'insediamento del governo Prodi e che gli ufficiali trasferiti siano i responsabili delle principali inchieste condotte dalla Procura in ambito finanziario, caso Unipol compreso, sono solo "coincidenze"... certo...

I magistrati che indagano sulle "consulenze d'oro" e i conti esteri del compagno Consorte immagino saranno contenti e soprattutto  tranquillissimi.

O forse no...

"... tra gli addetti ai lavori molti pensano che la vera ragione del brusco turnover stia nel Dna dei quattro ufficiali: tutti, ma in particolare Forchetti e Pomponi, considerati troppo vicini al generale Emilio Spaziante, attuale capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza. Spaziante, che ha un passato nei servizi segreti e nell'intelligence interna delle Fiamme Gialle, è in rotta di collisione con Visco fin dal tempo dei governi dell'Ulivo. Oggi Visco lo accusa di essersi legato a doppio filo a Giulio Tremonti quando questi era ministro dell'Economia e di avere colonizzato Milano con ufficiali a lui fedeli in modo da monitorare le iniziative della Procura milanese."

Anzi...

... Dopo lo spoil system attuato al vertice dell’Arma dei carabinieri senza alcun dialogo o consultazione con l’opposizione, l’attuale maggioranza starebbe valutando la possibilità di sostituire in tempi brevi anche il Comandante generale delle Fiamme gialle Speciale. Con chi? Molti indizi portano a un alto ufficiale diventato negli ultimi tempi un punto di riferimento del governo: il generale Italo Pappa, ex capo dell’ufficio indagini della Federcalcio dimessosi due mesi fa.

Ah, beh... però!
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Memento

«Emerge che io ho parlato con Consorte? Certo che l’ho fatto. Di fronte a una vicenda di tale importanza è naturale che io mi informassi su come procedevano le cose [...]. Quel che non si dice è che in quelle intercettazioni telefoniche non si troverà mai una telefonata di Fassino a Fiorani, a Ricucci, a Gnutti, a Caltagirone, a Coppola, a Statuto, neanche a Fazio o al dottor Frasca. Questo perché Piero Fassino non si è ingerito in niente.» (12 agosto 2005)

«Adesso poi chiamo Fassino perché questo mi chiama, s'incazza, che tutte le volte, dice, che chiama lui...».  (Consorte a Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, 6 luglio 2005)

Fassino: «E allora siamo padroni di una banca
Consorte: «È chiusa, sì, è fatta».
[...]
Fassino: «Noi abbiamo il 15 più 4 delle Coop fa il 19 a noi, e come arrivi al 51 tu?»
Consorte: «Con le banche più...»
Fassino: «Ah sì, questa somma qui, fa il 51 certo».
[...]
Fassino: «Voi avete fatto un'operazione di mercato, quello che ho sempre sostenuto io. Industriale».
Consorte: «Industriale e di mercato».
Fassino: «Esatto, ora dovete comportarvi bene. Preoccupatevi bene di come comunicate in positivo il piano industriale. Perché il problema adesso è dimostrare che noi abbiamo... che voi avete un piano industriale». (18 luglio 2005)


scritto da: Faramir alle ore 13:09 | link | commenti (2)
categorie: politica, sinistra, finanza, poteri forti
venerdì, 21 ottobre 2005

I poteri forti si dislocano con acrobatiche esibizioni

Vi segnalo anche un editoriale di Giancarlo Galli - esperto di questioni economiche e finanziarie di Avvenire - che spiega come pensano i cosiddetti "poteri forti" italiani, che poi tanto "forti" alla fine non sono, ma hanno sempre una "buona stampa".

Sempre su Avvenire di oggi, Sergio Soave tratta dei "secchi d'acqua" che  D'Alema sta tirando sull'ipotesi del "partito democratico", avanzata da Rutelli e sostenuta da Veltroni. (per il momento l'URL dell'editoriale di Soave è sbagliato: quando lo sistemano aggiorno il post).

Interessanti le osservazioni di Veltroni:
«L'Italia ha bisogno di un grande partito democratico e riformista che possa raccogliere più del 30% dei consensi, che abbia l'ambizione di diventare maggioritario». Al contrario, dice il sindaco di Roma, «Se restiamo invece una alleanza con 8 o 9 soggetti che affidano a Prodi il compito di mediare quotidianamente diventerà tutto più difficile». Insomma, «bisogna avere coraggio», per un riformismo radicale, come Olof Palme contro le armi o John Kennedy contro il razzismo.

Gli esempi di Palme e Kennedy, però, non sono esattamente un buon augurio per il futuro leader di cotanto partito democratico...  Tocchiamo ferro.
Volontari?


scritto da: Faramir alle ore 17:47 | link | commenti (8)
categorie: politica, poteri forti

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


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