Scusate, ma a leggere queste boiate enunciate con immensa faccia di bronzo da un Mortadella ormai scaduto, e ripetute senza un minimo di contraddittorio sui mass media italici che qualcuno sostiene siano tutti in mano al Cavaliere Nero, certe colorite espressioni dialettali mi sgorgano spontanee...

I giornalisti italiani dovrebbero essere un po' meno succubi dei veri "poteri forti", oppure documentarsi un po' meglio, magari leggendo qualche editoriale di un intellettuale di sinistra (ma intellettualmente onesto) come Luca Ricolfi. Ad esempio, in data 13 Novembre 2007:
"[...] negli ultimi due anni, il processo riformistico non si è semplicemente interrotto, ma ha subito una vera e propria inversione di tendenza: il governo Prodi ha dato avvio a una stagione controriformistica, che ora si sta nitidamente dipanando sotto i nostri occhi. È vero, il governo si limita a galleggiare, ma questo non significa che non faccia nulla: fa quel che ritiene necessario per sopravvivere, e purtroppo questo «necessario per sopravvivere» consiste in un progressivo, lento ma tenace, smantellamento dei risultati della stagione precedente. [...]
Questo è il primo governo che vara manovre che anziché correggere i nostri squilibri li aggravano, e inoltre lo fanno intenzionalmente, ossia non per sbaglio ma programmaticamente. [...]
Ma non basta. Anche le manovre per impiegare l'extragettito fiscale del 2006 e del 2007 hanno un impianto controriformistico: è paradossale, ma senza di esse i nostri squilibri nei conti pubblici sarebbero minori. Da quando in qua una manovra correttiva modifica le tendenze spontanee dell'economia amplificando gli squilibri anziché attenuandoli? [...]"
Con la Premiata Ditta Prodi-TPS-Visco, tutto è possibile... anche fare figure di merda come questa.
Interessante anche questa intervista ad Avvenire dove riferendosi all'Unione la definisce una "coalizione basata sulla menzogna" e a proposito della politica economica del governo Prodi sulle ultime 2 finanziarie sostiene che:
"La prima del 2006, con un problema aperto di bassa crescita, tirò fuori una stangata fiscale che prevedeva un riflesso negativo dello 0,3% sul Pil. Quest'anno sono stati invece aperti i cordoni della borsa con un effetto peggiorativo sui conti pubblici... Uno schizofrenico stop and go. Due finanziarie sbagliate su due".
Ma per certe anime candide se Prodi dice di aver risanato i conti pubblici non è possibile dubitare. Poi vai a vedere il rapporto deficit/Pil e scopri che siamo sempre il fanalino di coda in Europa con il 104%, mentre dovrebbe essere sotto il 60%.
Dove sono finiti tutti i "tesoretti" scoperti in questi 2 anni? Volatilizzati in mille rivoli per tenere a galla un governo nato agonizzante. Abbassare di 2 punti il rapporto deficit/Pil ammazzando il paese di tasse e aumenti di spesa è più o meno equivalente a dare un'aspirina a un malato di bronco-polmonite.
Se ce ne fosse ancora bisogno, ecco l'epitaffio inciso sulla lapide deposta da Ricolfi sugli sproloqui in tema di "risanamento dei conti pubblici".
E adesso come passeranno il tempo questi "autorevoli" economisti, statisti, ecc.?
Io qualche suggerimento ce l'avrei...
Caro Prodi... và a scuà 'l mar cun la furchèta (vai a spazzare il mare con la forchetta).
Oppure, in alternativa... và a Bagg a sonà l’organ (vai a Baggio a suonare l’organo)...
PS: per chi non lo sapesse, a Baggio (periferia di Milano) c’è una cappella votiva con dipinto un organo... avete mai provato a suonare uno strumento musicale dipinto?
Ecco... per la serie: vai a fare una cosa impossibile, che ti tenga occupato a lungo... cioè: togliti dai piedi!
PPS: oltre alle cavolate economiche, Prodi insiste a dire che le paure degli italiani "sono state moltiplicate a scopo di campagna elettorale" dalla destra... ma non ci credono nemmeno gli elettori del Pd!
Tanti saluti alla "maggiore autorevolezza di Prodi sulla scena internazionale":
Bruxelles, l'Italia prende i Trasporti
Protesta di Prodi
L'Italia conquista a Bruxelles la poltrona dei Trasporti cedendo alla Francia quella degli Interni e Giustizia. «Abbiamo acchiappato il pezzo grosso» ha commentato Franco Frattini le cui prossime dimissioni dalla Commissione europea hanno favorito lo scambio di portafoglio con il francese Jacques Barrot, che ne ha già assunto l'interim durante il congedo elettorale.
Questo in concreto significa che il rappresentante italiano alla Commissione europea, che ne sarà anche vice-presidente come Frattini, avrà competenza su trasporti aerei, concorrenza e aiuti di Stato compresi, in poche parole sull'emergenza Alitalia, prestito-ponte incluso visto che, una volta che sarà stato notificato, la decisione Ue prenderà per motivi tecnici qualche settimana. Sui trasporti ferroviari, stradali e marittimi, quindi anche sulle grandi reti transeuropee (Ten), bilancio 8 miliardi da qui al 2013, a cominciare dalla Torino-Lione per passare dal Brennero fino al ponte di Messina. Su Galileo, il sistema di navigazione satellitare che dovrebbe essere operativo dal 2013, per il quale si aprono le gare d'appalto con Finmeccanica in pole position.
Sulla decisione Ue ha espresso però «il proprio profondo disappunto» Romano Prodi, irritato «per aver appreso questo pomeriggio dalle agenzie di stampa dell'intenzione del Presidente della Commissione Europea». La dura nota ufficiale di Palazo Chigi ha sottolineato come «ferme restando le prerogative del Presidente della Commissione previste dal Trattato Ue in tema di attribuzioni di portafogli, le decisioni in materia siano sempre prese in consultazione con il Governo in carica nel paese membro considerato». La decisione – ha replicato il portavoce della Commissione Ue, Johannes Laitenberger – «spetta al presidente della Commissione Ue»; essa è stata assunta «in un contesto appropriato». [...]
[Fonte: Sole24Ore]
Tradotto dal politichese: zitto e a cuccia, che sei fuori dai giochi ormai...
Alcuni appunti, tanto per gradire...
INSOMMA, WALTER VELTRONI È L'UOMO NUOVO. Ripete molto bene il ritornello dell'«ascensore sociale», del «futuro migliore», della «libertà eguale» eccetera, e va in pullman per l'Italia a raccontare che lui con la sinistra conservatrice non ha nulla a che spartire (tranne poi i baci e gli abbracci con la Cgil di Guglielmo Epifani). Ma sì, Veltroni "can". Non voleva lo scioglimento del Pci ma ha anche fatto il segretario dei Ds. Non è mai stato comunista, ma è anche stato il direttore dell'Unità. Ha fatto di Roma una città buona per gli ammortizzatori dei Suv, ma ha anche reso la periferia capitolina un'oasi delle bidonville europee. Ha messo in programma la costruzione di nuovi termovalorizzatori, ma ha anche accuratamente evitato che se ne costruissero di nuovi in Lazio. È riuscito a ottenere l'ennesimo rinvio di chiusura per la discarica di Malagrotta, ma ha anche dimenticato che tra qualche mese Malagrotta scoppierà di monnezza, col rischio che l'emergenza rifiuti si estenda da Napoli a Roma. E a proposito di Napoli: il "Rinascimento" del compagno di Pd Antonio Bassolino è sotto gli occhi sgomenti del mondo. Ma è anche sotto gli occhi stupendi di Veltroni. Il quale non ha fatto mancare "solidarietà" a 'o Governatore ma anche un nobile «non chiedo le sue dimissioni» (e adesso gli manda come assessore - all'immagine? - il compagno Velardi). Ma certo, Veltroni "can". E, tiene a precisare con il video d'amore che gli ha regalato Totti: non solo "se pò ffa'", ma anche «corro libero». Libero con il manettaro Di Pietro, ma anche con il libertino pro-eutanasia Veronesi. Libero con le idee pro-life di Paola Binetti, ma anche con l'ideologia mortifera di Silvio Viale, il ginecologo che si schiera con entusiasmo per l'aborto dei "feti sani", il prezzemolo chimico Ru486: «E ci siamo. Così succederà per l'eutanasia: arriverà». Veltroni è nuovo, Veltroni "can". Tant'è che corre da leader e premier designato di un partito dove ci sono gli stessi uomini che da quindici anni governano la Campania, che per due anni non hanno governato l'Italia e che adesso che il Pd è nuovo e che Romano Prodi è presidente del nuovo Pd, nelle elezioni amministrative che si svolgeranno lo stesso giorno delle politiche, correranno insieme alla Sinistra arcobaleno.
E di balle Prodi, Visco e TPS ce ne hanno raccontate tante, ma taaante...
Temo che il risveglio sarà brusco.
«Il futuro è sempre bello. Io ho chiuso con la politica italiana, forse ho chiuso anche con la politica. Ma il mondo è pieno di occasioni e di doveri, c’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto, e quindi c’è più spazio adesso di prima».

Detto da uno che si era riproposto di "organizzare un po' di felicità" per gli italiani, e lascia il Paese nel modo che sappiamo e in condizioni preoccupanti, è un proposito abbastanza inquietante.
Qualcuno avvisi il mondo... è prevedibile un aumento vertiginoso nelle domande per ottenere la cittadinanza italiana.
Almeno, così risolviamo il problema demografico, déh!
Quando Berlusconi, rispondendo a precisa domanda sulla eventualità di un "pareggio elettorale", accennò alla possibilità di "larghe intese", il segretario del partito di Prodi (giusto per non scondarci chi c'è dietro) gli rinfacciò di non essere più così sicuro della vittoria.
Adesso che lo stesso Veltroni punta dichiaratamente a un risultato che - secondo lui - avrebbe come conseguenza il blocco del Parlamento e l'impossibilità di fare le riforme indispensabili, come lo vogliamo chiamare?
Disfattista? Anti-democratico? Menagramo? Jellatore? Catenacciaro?
Fate voi.
Io intanto prendo nota del fatto che:
A parte l'impressione di caos totale, al quale contribuiscono certe "santificazioni mastelliane" pronunciate a Ballarò con accento veneto (Mastella? «Ha fatto bene al Paese perché ha fermato il governo e adesso c'è un partito come il Pd che ha un programma moderno»... forse a Calearo non avevano detto che Prodi è il presidente del partito per cui è candidato...), per non dire della stroncatura del viceministro Visco («Per carità di Dio, spero non lo ricandidino»), che stando a Veltroni avrebbe fatto tanto bene... a parte queste bazzecole, dicevo... adesso chi glielo va a dire ai Radicali (e a tutti gli altri trombati eccellenti) che devono accontentarsi?
Credete che saranno contenti di fare la parte dei cornuti e mazziati?
Sììì!!! La vita è tutta un quiiiisss!!!
PS: una annotazione curiosa.
Guardate come riportano sulla Repubblica (ovvero il quotidiano di Carlo De Benedetti) la notizia della "scivolata" di Calearo:
"... ieri sera a Ballarò, secondo quello che riportano alcuni organi di stampa, Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica fino alla scorsa settimana, rende omaggio a Clemente Mastella perchè, tutto sommato, è stato "provvidenziale". Non avendo votato la fiducia al governo Prodi ha tolto la spina ad un esecutivo in agonia da sempre e ha fatto posto "per fortuna a un partito come il Pd che ha un programma moderno".
Nel pienone di dibattiti, talk show e tribune politiche può darsi che ieri sera Ballarò sia sfuggito ai più, sul momento. Stamani però l'intervento di Calearo viene riportato dai giornali, finisce in rassegna stampa..."
Capito? "Secondo quello che riportano alcuni organi di stampa"!
Per la serie, "come insinuare nel lettore il dubbio che la notizia non gradita all'editore di riferimento potrebbe essere falsa o esagerata", ovvero "io non c'ero, ma se c'ero dormivo...".
E' Giornalimo di Alta SQUOLA, Bellezza!
PPS: e per favore, basta con sta storia degli "scatti in avanti" (pure questo mi ricorda qualcosa di già visto).
Ci avete portato sull'orlo del baratro e volete pure che ci buttiamo di sotto?
Aho! Coglioni sì, ma fino a un certo punto!
Puntuale è arrivata la risposta di Ricolfi alle intimidazioni prodiane, suscitate dall'editoriale dell'altro ieri.
Eccone alcuni estratti:
[...]
È stupefacente che il presidente del Consiglio, non gradendo un articolo uscito su un quotidiano, non trovi di meglio che accusare l'editorialista che l'ha scritto di «sostenere le proprie tesi in vista della competizione elettorale», o di farsi veicolo di una «mistificazione elettoralistica». Naturalmente si può e si deve discutere e contro-argomentare, polemizzare e opporre cifre a cifre, analisi ad analisi, ma è ben triste vedere la massima autorità politica del nostro paese che si riduce ad accusare di malafede uno studioso che, su un giornale libero, riferisce dei risultati delle sue analisi e scrive quello che pensa.
Quanto al merito della controversia, qui posso dire soltanto che l'autodifesa di Prodi non mi ha convinto per niente, e che il lettore interessato a conoscere la mia risposta può trovarla sul sito della rivista Polena (www.polena.net). Anzi, visti gli argomenti del presidente del Consiglio, sono ancora più persuaso di prima del punto centrale della mia analisi: il governo Prodi ha perso un'occasione d'oro per correggere in modo apprezzabile i conti pubblici, e lascia un'eredità difficile al governo che verrà.
[...]
Quanto a me, sono solo un cittadino che si riconosce in molti valori della sinistra, anche se questa sinistra mi piace poco. E non già per le sue idee, che spesso condivido, ma per la sua refrattarietà al lavoro degli studiosi indipendenti. Il mio lavoro è analizzare i dati, cercare di capire che cosa succede, provare a raccontarlo con parole comprensibili, nei libri come sulla stampa. Ma quando mi azzardo a farlo, i miei amici di sinistra si adombrano, e i politici si irritano. I primi, i miei amici, hanno un'insaziabile volontà di aver ragione, di sentirsi sempre e comunque dalla parte giusta, di dare sempre e comunque torto agli avversari politici. I secondi, i politici di sinistra, non sono abituati ad ascoltare, e vedono come un traditore chiunque dica qualcosa che sembri dannoso per la causa. Non si chiedono mai: è vero? è falso? come lo sai? Preferiscono domandarti: perché lo dici? a chi giova? da che parte stai?
Così, a 55 anni dalla morte di Stalin, e a quasi 20 dalla caduta del muro di Berlino, troppo spesso la cultura di sinistra rimane quella di sempre: chiusa anche quando predica il dialogo, arrogante anche quando è gentile, resistente ai fatti anche quando è colta. Peccato, sarebbe bello vivere in un mondo in cui chi ha qualcosa da dire (o da ridire) si limita a esporre i suoi argomenti. Senza offendere il prossimo. E soprattutto senza accusarlo, solo perché pensa diverso, di essere passato con il nemico.
L'eredità di Prodi (e il suo immenso orgoglio) rischia di rivelarsi un clamoroso autogol per Veltroni.
Caro cattolico o aspirante tale o cercatore della verità che tu sia, l'intento delle righe che seguono è quello di dare uno sguardo alla ingarbugliata situazione politica italiana, cercando di iniziare a sbrogliare un po' la matassa e a fissare qualche paletto, che possa essere utile poi per arrivare ad un giudizio il più possibile 'illuminato' sulla vicenda italiana.
Già 'illuminato', ma non da qualche ufo o da qualche lampadina sovrannaturale, no, ma dall'unica cosa che veramente ci stia a cuore: l'infinita dignità dell'uomo, la quale è roba delicata, delicatissima e tutt'altro chescontata, come credo concorderai.
Ecco spiegato perché l'invocazione iniziale era necessaria: proprio perché la cosa più grande dell'uomo - cioè il suo misterioso "essere libero" e mendicante della Libertà con la maiuscola - non è qualcosa che possa essere dato dalle "mani degli uomini" e allo stesso tempo è l'unica cosa su cui una buona politica possa fondarsi.
Non ci interessa, insomma, la politica se non per l'uomo e non ci interessa l'uomo se non tutto intero, nel suo valore incommensurabile all'uomo stesso. Se pensi che la politica sia meno di questo, quindi, puoi abbandonare qui la lettura.
Se invece ti riconosci in questa "pretesa", eccoti qualche sparpagliata riflessione sull'attuale panorama politico italiano, da completarsi nel futuro e nella coscienza di ognuno di noi.

1) Il valore più prezioso e più grande che la politica deve custodire e far fruttare è quello della "libertà", come detto. Ma come riconoscere se tale valore è declinato positivamente o se è solo uno specchietto dietro cui si nasconde l'ennesima riduzione dell'uomo (come nel caso della libertà sessuale mal intesa, o della droga libera o della libertà di eliminare la vita nascente e morente)? Papa Benedetto ha indicato 3 principi irrinunciabili che sottoponiamo alla tua attenzione critica e che saranno i "paletti" decisivi per decidere in che senso la libertà sia un valore: la difesa della possibilità stessa della libertà, ovvero della vita di ogni uomo, dall'embrione iniziale alla qualsivoglia decrepita vecchiaia finale; la difesa dell'amore misterioso e unico fra uomo e donna, cioè della famiglia aperta alla generazione della vita; la libertà di educazione e di religione.
2) Poiché la realizzazione dell'obiettivo di cui sopra è la stella polare di riferimento, ne discende che le varie formazioni politiche devono essere giudicate sotto questa luce e non secondo altri criteri per lo più imposti dalla frenesia dei media, come la simpatia/antipatia dei leader, la più o meno sbandierata "novità", gli "effetti speciali" delle candidature, generiche "speranze" (categoria che non appartiene alla politica) e altre luccicanti distrazioni
3) Altra conseguenza è che è molto importante l'"efficacia" dell'azione politica: è sicuramente preferibile uno schieramento che ha maggiori probabilità di riuscire a realizzare quanto promette rispetto a uno schieramento che prometta quello che non sarà mai in grado di realizzare (ad esempio perché impossibilitato a vincere)
4) In ogni caso occorre estremo "realismo" nella valutazione, per evitare di abboccare a promesse fasulle: importantissimo sarà informarsi sulla storia recente delle formazioni in campo e sulla storia delle azioni politiche dei loro leader. Ad esempio, difficile che uno abbassi le tasse se non l'ha mai fatto in passato o che aiuti la scuola privata se in passato la sua azione è stata contraria.
Al voto manca un po' di tempo, ma non molto: cominciamo fin da ora a pensarci, per non dovercene pentire in futuro…
Pepe socio di SamizdatOnLine
PS di Mauro aka Faramir aka Gino:
un amico mi fa notare che nell'editoriale linkato qui sopra al punto 4), Ricolfi scrive:
"C'è una cosa, tuttavia, che può aiutarci a capire se un programma è credibile oppure non lo è: la sincerità con cui ci racconta il nostro passato e il nostro presente", per poi - nel seguito dell'articolo - riservare solo 9 righe a Berlusconi contro le 31 dedicate a Veltroni... Ognuno tragga le proprie conclusioni.
Personalmente - per quanto riguarda Berlusconi - penso che farebbe bene a non esagerare nell'attribuirsi risultati eclatanti. Basterebbe citare lo stesso Ricolfi, che essendo di sinistra non è mai stato indulgente con il Cav., ma è anche abbastanza onesto da riconoscergli quanto fatto, che visto il contesto (e gli alleati) che si ritrovava, non è poco:
"Quel che ho tentato di fare in Tempo scaduto, è di usare nel modo migliore l’opportunità che Berlusconi stesso ci aveva dato cinque anni fa, quella di poter controllare in modo obiettivo se un politico mantiene gli impegni oppure no. L’ho fatto nel modo più onesto possibile, riconoscendo anche molti meriti di questo governo, e mostrando che Berlusconi ha fatto molto di più di quanto gli italiani siano disposti a riconoscergli: più o meno il 60% di quel che aveva promesso, a fronte di un elettorato che è disposto a riconoscergli sì e no il 30%."
Su Veltroni, invece, invoco il Quinto Emendamento... ;-)
Update: a quanto pare Veltroni ieri ha letto l'editoriale a firma Ricolfi e - dopo aver fatto fermare il pullman, causa crisi di mal d'auto - ha chiamato Prodi il quale ha prontamente scritto una letterina dai toni "leggermente seccati" all'intellettuale "dissidente" che aveva osato criticare l'operato del suo augusto governo.
Attendo trepidante le prossime puntate, sperando che Ricolfi non si faccia intimidire dall'arroganza dei potenti, che quando sono colti con le mani nel vasetto della marmellata possono avere reazioni temibili...
Ovvero: l'hanno fatto un'altra volta. Come volevasi dimostrare.
Prodi prima e Veltroni ora non perdono occasione per vantare che il centro-sinistra avrebbe RISANATO I CONTI PUBBLICI, poi uno apre il Sole24Ore (mica il Giornale o la Padania) e scopre che c'è già un buco di SETTE MILIARDI SETTE di euro da coprire, grazie alla FINANZA CREATIVA di Padoa Schioppa.
In parole povere: il governo Prodi per abbassare il rapporto tra deficit e PIL del 2007 verso il 2% come chiesto dalla UE ha spostato una parte di spese dal bilancio 2007 a quello 2008.
Risultato: nel 2008 rischiamo di ritornare molto vicini al 3% di rapporto deficit-PIL.
Un epilogo degno di cotanto governo... scenate che si sarebbero potute evitare, visto che il risultato era ampiamente previsto. Ma Prodi non ha voluto uscire di scena in maniera indolore. Troppo vendicativo il soggetto.
Muoia Romano con tutti i filistei... o meglio, con tutti i sinistrorsi.
Amen.
Rinnovo i ringraziamenti a Clemente per il bel regalo di compleanno.
Ma grazie anche all'ostinato e orgogliosissimo Mortadellone Prodi per aver agito in modo da bruciarsi tutti i ponti alle spalle, ponendo le basi per una crisi intestina nel Pd, che rischia di relegare la sinistra all'opposizione per qualche decennio... sempre che dall'altra parte non facciano qualche cagata ancora più grossa, salvandoli dall'autoaffondamento.
Mi riferisco alle goffe giravolte prodiane, comici tentativi di camuffare l'agonia del governo, e all'ennesima bacchettata ricevuta dal ministro TPS.
Avete presente come si contorce una lucertola colpita a morte, prima di schiattare?
E' quello a cui penso quando assisto a certi teatrini.
(Grazie al sempre puntuale Fausto Carioti, del quale consiglio anche i post su Ratzinger vs Onu e sulla Hollywood anticristiana)
A causa dell'ossessione berlusconiana, molti non riescono a cogliere qual è la vera emergenza nazionale in questo momento.
Non si tratta del riscaldamento globale, né del dialogo interculturale, dei cibi Ogm o di altri temi politicamente corretti tanto alla moda.
Quello che occorre risolvere prima di tutto è la contraddizione di un governo che dietro l'alibi di risanare i conti pubblici sta invece affossando definitivamente questo Paese.
Capite quindi che auspicare la bocciatura della manovra finanziaria e l'esercizio provvisorio non sia poi tanto bizzarro...
Ecco, spero che ci si possa confrontare pacatamente su queste cose, che, nel mio piccolo, vado ripetendo da un anno. Se non si sblocca questa situazione tutto il resto, dall'emergenza immigrazione, all'efficienza dell'amministrazione pubblica, della giustizia, ecc. continuerà lentamente, ma inesorabilmente a peggiorare.
Prodi, che di questo immobilismo è il simbolo, non ha purtroppo il buon senso di farsi da parte e recita a soggetto. A questo punto, ci tocca sperare nell'improbabile sussulto di dignità di un Dini o di un senatore a vita. Mala tempora currant...
Allora, tra sabato e lunedì, tutti ai gazebo a firmare!
Ormai gli operatori del Terzo Settore non sembrano farsi più illusioni su questo Governo. Un evidente sintomo di disperazione è l'ultima copertina di Vita, il periodico del Non Profit online, che mostra un Prodi con la bocca significativamente sigillata in una smorfia e la domanda "Che ci dici?" sovrastata da dei puntini di sospensione...La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville