Gino

lunedì, 05 maggio 2008

Il Corriere dell'ArciGay

La propaganda pro "famiglie gay" del Quotidiano delle Grandi Banche continua indefessa.
 
Notare come sparano una cifra a effetto (centomila "figli di gay" in Italia) che sembra indicare il numero di bambini cresciuti da coppie gay. Poi, leggendo bene, quei centomila risultano essere per la quasi totalità bambini con 1 genitore gay, nati in relazioni "normali" poi sfociate in divorzio. 
Ma ciò non offre alcuna indicazione su chi li cresca veramente.
Quelli che crescono fin dall'inizio con 2 "genitori" gay però, assicura il Corrierone, sono "molti, sempre di più"... la fonte?
Una ricerca condotta da ArciGay. Ah, beh! stiamo tranquilli allora!

Nessun cenno a pareri "non allineati", che pure non mancano... il codice di auto-regolamentazione politicamente corretto non lo consente.
 
Addirittura arrivano a dire che crescere con 2 gay è meglio... ma che si fuma sta gente? La moquette di casa?
O sono affetti da "normo-fobia"?

mercoledì, 13 febbraio 2008

Veltroni approva?

Fonte: Avvenire


scritto da: Faramir alle ore 11:02 | link | commenti (12)
categorie: propaganda gay, uolter veltroni
venerdì, 26 ottobre 2007

Avanza il gayo nichilismo totalitario

Ricordate la vicenda dei due gay beccati in flagranti atti osceni in luogo pubblico e giustamente denunciati (come sarebbe successo per qualsiasi coppia uomo-donna sorpresa negli stessi atteggiamenti), ma che tutti i "politically correct" de noantri si sono affrettati a giustificare, strappandosi le farisaiche vesti e sostenendo che "era solo un bacio"?

In Inghilterra sono ancora "più avanti" (ehm...), e se osate disturbare degli omosessuali impegnati in un "festino di gruppo" all'aperto in un luogo pubblico, rischiate di essere multati e censurati.
Guai a voi schifosi eterosessuali!

Di questo passo a scuola insegneranno Educazione Sessuale Omosex e Cultura Nichilista... e non saranno nemmeno materie facoltative, come l'Insegnamento della Religione Cattolica.
E chi dissente verrà esposto alla gogna pubblica con obbligo di soggiorno in un bel "campo di rieducazione"...

[...] Tutti e quattro sono stati condannati a seguire un corso sulla tolleranza e l’uguaglianza e inoltre sono stati trasferiti e pubblicamente censurati per aver disonorato il corpo e aver usato in modo improprio il loro equipaggiamento. [...]

E' la rinomata "tolleranza gay", bellezza!

PS: ma la colpa è nostra naturalmente.


scritto da: Faramir alle ore 12:51 | link | commenti (7)
categorie: nichilismo, politically correct, propaganda gay
mercoledì, 24 ottobre 2007

La Toscana si candida al prossimo Nobel per la Pace

Se l'hanno dato ad Al Gore per un documentario pieno di balle, volete che lo neghino alla Regione Toscana dopo questa demenziale campagna?

Ne parlano anche il Filo a Piombo, Gianmario Mariniello, Davide Giacalone, Lupo di Gubbio...

La domanda sorge spontanea: ma idioti si nasce o si diventa?

scritto da: Faramir alle ore 18:13 | link | commenti (14)
categorie: idiozia, omosessualità, politically correct, propaganda gay
lunedì, 17 settembre 2007

Un buon motivo per essere gay-friendly?

Il conto in banca.

[...] le indagini statistiche sembrano confermare lo stereotipo: la rendita annua media, pro capite, di un omosessuale spagnolo è calcolata in 22 mila euro. Quella di un eterosessuale, 19 mila. [...]

Secondo Jaume Urgell, presidente della prima Camera di Commercio Gay spagnola, a Barcellona (Xarxagay-El Espacio Profesional LGBT), con 500 soci, i risparmi della comunità sono spesso destinati alle azioni di Borsa, con una propensione al rischio superiore a quella di padri (o madri) di famiglia. Chi non ha figli né prevede di metterne al mondo, tende a risparmiare meno e cerca di godersi di più la vita: armatori e agenti di viaggio sanno, o dovrebbero sapere, che i gay vanno in crociera tre volte più della media [...]


Se poi ci aggiungiamo che i gay non hanno la sgradevole abitudine di portarsi dietro quei fastidiosi esserini urlanti che non ne vogliono sapere di stare composti a tavola, fanno i capricci, si mettono le dita nel naso e continuano a correre in mezzo ai tavoli o tra gli ombrelloni, sollevando nuvole di sabbia... non sorprende che molti operatori turistici (per non dire dei turisti) abbiano una certa "allergia" verso le famiglie, soprattutto se numerose.

Poi magari sono gli stessi che si scagliano contro gli aumenti dell'età minima per la pensione, causati in primo luogo dal basso tasso di natalità delle donne italiane...

Tra l'altro avere una famiglia è pure penalizzante in termini di carriera: non puoi trasferirti a 500 Km di distanza da un giorno all'altro, poi devi chiedere permessi per portare i bambini dal pediatra, accompagnarli alla lezione di violino o al corso di nuoto. Non parliamo delle facce che ti fanno certi superiori se osi comunicare che sei incinta o chiedere un paio di settimane di congedo parentale (che adesso possono farlo anche i padri)...

Epperò, sembra che una delle emergenze nazionali siano i "diritti civili" dei gay (già garantiti come per qualsiasi cittadino), mentre se le famiglie "vere" si fanno vedere in piazza, Costituzione italiana alla mano, per chiedere un minimo di considerazione - dato il fondamentale ruolo sociale che svolgono nell'interesse di tutti, anche di quelli che:
"ma questi sono matti, non vorrei mai essere al posto loro" - allora vengono subito classificati come "arroganti" e "poco caritatevoli" (sic!) o gente sciocca "manipolata dalle destre e dalla Chiesa", che avrebbe addirittura "indebolito la democrazia italiana" (boom!)... la terza carica dello Stato arriva a blaterare di "una manifestazione fuorviante" perché "la gente è davvero un'altra cosa", salvo poi lisciare il pelo agli esibizionismi più volgari...

Che dire di fronte a certe "cime" di intelligenza? Continuiamo a farci del male!

scritto da: Faramir alle ore 20:18 | link | commenti (4)
categorie: famiglia, propaganda gay
giovedì, 31 maggio 2007

Sbalorditiva sortita

Per giustificare la sua inopinata adesione al "Gay pride", il presidente della Camera non ha trovato di meglio che spiegarla come una «responsabile» scelta «etico-morale» e di porla addirittura in antitesi con il "Family day" incredibilmente liquidato, invece, come una «questione interna alla politica». Si potrebbe essere persino tentati di sorvolare sulla nuova desolante caduta di stile istituzionale della terza carica dello Stato, ma non si può far finta di nulla di fronte a una sortita di così rara faziosità. È sbalorditivo che l'ex leader di Rifondazione comunista, non pago di aver già sussiegosamente snobbato e definito «fuorviante» la grande festa della famiglia di piazza San Giovanni, s'impegni ulteriormente per capovolgere la realtà dei fatti e, per sovrappiù, pretenda di distribuire e ritirare patenti di moralità. Stare dalla parte della gente comune e battersi davvero per i diritti di chiunque significa prima di tutto non distorcere le voci che si levano, limpide e condivise, dalla società civile e non oltraggiarle. È il minimo dovuto, a maggior ragione dal presidente della Camera.
[Avvenire, 31 Maggio 2007]

Personalmente, la scelta di Bertinotti non mi sorprende affatto. E' coerente con la sua storia e con l'ideologia che permea la sinistra.
Anzi, dobbiamo ringraziarlo per averci chiarito ancora una volta, per i più distratti, come la pensano sulla questione antropologica. Grazie! E andiamo avanti.

scritto da: Faramir alle ore 17:26 | link | commenti
categorie: famiglia, bertinotti, propaganda gay

Incredibile Bertinotti... o forse coerente, a modo suo

"Troviamo semplicemente incredibile che il presidente della Camera, Bertinotti, abbia dato la propria adesione al Gay pride". È quanto scrive il Forum delle Associazioni Familiari, che ha detto di trovare "ancora più incredibile che per giustificare la propria scelta abbia fatto appello alle responsabilità etico-morali di ognuno di noi. Nessuna di quelle responsabilità aveva invece sentito su di sè Bertinotti in occasione del recente Family day". "Per il presidente della Camera - è detto in una nota - quella grande manifestazione popolare era solo una 'questione interna alla politica, alle scelte politiche di questa o di quella componente'. Ed è proprio la miopia di certi uomini politici a stupirci ed a lasciarci increduli: ostentare la propria omosessualità, peraltro non ostacolata da nessuno, è diventata questione di responsabilità etico-morale, mentre reclamare, nel pieno rispetto di tutti, un'attenzione della società per la famiglia che della società è il fondamento, viene ridotta ad una semplice bega di partito".
"È questa miopia che rende sempre più profondo il solco che divide la politica dalla società civile. Perchè la folla di piazza San Giovanni deve aver reso evidente anche ad un miope da che parte sta la società reale e da che parte stanno invece le ristrette avanguardie che tanto piacciono a Bertinotti", ha concluso il Forum.
[Fonte]

scritto da: Faramir alle ore 17:18 | link | commenti
categorie: famiglia, bertinotti, propaganda gay
lunedì, 30 aprile 2007

Eccoli i veri razzisti

BRASILE; GAY ORGANIZZANO MANIFESTAZIONE ANTI-RATZINGER

(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 27 APR - La comunita' omosessuale di Rio de Janeiro sta organizzando una protesta contro la visita di papa Benedetto XVI in Brasile, prevista dal 9 al 13 maggio prossimi. ''In Brasile tutti hanno il diritto di andare e venire, pero' per la comunita' omosessuale, papa Benedetto XVI non e' il benvenuto''. La frase sara' scritta nei volantini che il gruppo 'Gay, lesbiche e single' distribuira' il 10 maggio in una manifestazione contro la Chiesa, considerata ''omofobica'' dalla comunita' gay. La protesta contro il Papa avra' luogo nel centro di Nova Igua, municipio della regione metropolitana di Rio, nella Baixada Fluminense. Una donna travestita da Pontefice sara' incaricata di distribuire gli opuscoli ai manifestanti, per protesta contro la visita di Benedetto XVI. La ''festa anti-Papa'', come riporta oggi il quotidiana 'O Globo', terminera' con il rogo di centinaia di fotografie di Benedetto XVI. (ANSA). GR 27-APR-07 15:48 NNN


scritto da: Faramir alle ore 10:55 | link | commenti (16)
categorie: chiesa cattolica, anticlericalismo, propaganda gay
venerdì, 27 aprile 2007

Come ti strumentalizzo l'omosessuale per colpire la Chiesa

Condivido al 100% il duro editoriale di Marco Tarquinio pubblicato ieri.
Ancora una volta, con il pretesto di lottare contro presunte "discriminazioni" ai danni degli omosessuali, la sinistra italiana si scaglia in maniera indecente contro la Chiesa, colpevole di non essere allineata al pensiero unico politicamente corretto e anti-cristiano dominante nelle istituzioni europee.
Quello che mi rattrista maggiormente è il fatto che questi parlamentari europei comunisti, socialisti e verdi sono stati eletti anche grazie ai voti di molti cattolici italiani.
Quando la capiranno questi ingenui che da certe ideologie totalitarie e anti-umane non puo' uscire nulla di buono?
Dobbiamo tornare ai tempi delle catacombe per svegliare i tanti "utili idioti" di leniniana memoria, che lavorano inconsapevolmente e in buona fede per il proprio annientamento?
Tralasciamo il patetico spettacolo di certi presunti "liberali" che si accodano a questo Circo Barnum, i cui promotori si vantano pure delle proprie "conquiste di civiltà".
Che cosa possano insegnare in termini di civiltà coloro che fino a pochi anni fa sostenevano i più nefasti regimi totalitari della storia umana, questo resta un mistero.

"Il marxismo aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale: attraverso la rivoluzione e la conseguente collettivizzazione dei mezzi di produzione — si asseriva in tale dottrina — doveva improvvisamente andare tutto in modo diverso e migliore. Questo sogno è svanito."
(Benedetto XVI, Deus Caritas Est)

"... l'errore fondamentale del socialismo è di carattere antropologico. Esso, infatti, considera il singolo uomo come un semplice elemento ed una molecola dell'organismo sociale, di modo che il bene dell'individuo viene del tutto subordinato al funzionamento del meccanismo economico-sociale, mentre ritiene, d'altro canto, che quel medesimo bene possa essere realizzato prescindendo dalla sua autonoma scelta, dalla sua unica ed esclusiva assunzione di responsabilità davanti al bene o al male. L'uomo così è ridotto ad una serie di relazioni sociali, e scompare il concetto di persona come soggetto autonomo di decisione morale, il quale costruisce mediante tale decisione l'ordine sociale. "
(Giovanni Paolo II, Centesimus Annus)


martedì, 20 febbraio 2007

I gay pretendono «una legge che riconosca il valore sociale dell'amore omosessuale»

Interessante questa notiziuola.
Come era evidente, alle organizzazioni gay non bastano nemmeno i DiCo e puntano chiaramente a:

«una legge sulle unioni civili che riconosca anche il valore sociale dell’amore omosessuale»

Ovvero, quello che il nostro diritto esclude assolutamente, non occupandosi di "vincoli affettivi" né tantomeno di quello che fanno in camera da letto i cittadini italiani maggiorenni, consenzienti e vaccinati. Come ricorda
il professor Giuseppe Dalla Torre, giurista e rettore della Università Lumsa:

«Il diritto non tutela vincoli affettivi, nemmeno nel matrimonio. Il codice civile non ne parla. Anzi, il matrimonio è tutelato perché trascende gli interessi meramente privati e perché ha funzioni sociali e solidaristiche rilevanti, come l’educazione dei figli. Lo Stato non verifica se due si vogliono bene prima di andare davanti al sindaco a sposarsi, né se l’affetto rimane nel tempo. I sentimenti personali per il diritto sono irrilevanti.»

Ma la strategia è chiara:

«Faremo un grande convegno - ha detto Gigi Malaroda del Circolo Maurice, presidente della Circoscrizione 6 - sull’educazione dei giovani alla diversità. Le evoluzioni culturali profonde possono avvenire solo attraverso la trasformazione della mentalità»

Ma una legge che riconosca giuridicamente il "vincolo affettivo" delle convivenze anche omosessuali - di fatto - ne sancisce il "valore sociale", ed è quindi il primo passo nella "trasformazione della mentalità" auspicata dai militanti gay più ideologizzati.
Attenzione a non fare da inconsapevoli sponde a questa strategia che porterà inevitabilmente al trionfo del relativismo e alla ulteriore svalutazione della famiglia fondata sul matrimonio (civile o religioso), già troppo bastonata
.

giovedì, 01 febbraio 2007

Il Mondo Nuovo

(Tratto da Samizdatonline)

Ci sono Cardinali buoni e cattivi. Fra i cattivi c'è senz'altro Ruini, come ci hanno ripetuto questa settimana diecine di articoli. Ruini infatti nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha ripetuto il giudizio (suo e della Chiesa) su  coppie di fatto, matrimoni gay e eutanasia. Sia chiaro, si può essere d'accordo o meno con Ruini, ma pare impossibile che gli si neghi la libertà di parola e d'opinione.

Ed invece proprio questo è avvenuto. Si sono aperte immediatamente le cateratte del pensiero politicamente corretto, ed i 'benpensanti' ci hanno ripetuto che no, che così non va, che Ruini non ha diritto di parlare, che se proprio vuol parlare è meglio che prenda esempio dal Card. Martini. Non poteva mancare un sondaggio sfornato sul momento (salvo poi sconferme in caso di referendum) a dimostrare la conformità dei cattolici al pensiero dominante e politicamente corretto.

Del resto, per  dimostrare che anche i preti "sono in netto contrasto con le direttive di papa Ratzinger", Riccardo Bocca de L'Espresso ha fatto il suo "sondaggio de noantri" entrando anche nei confessionali, costruendo identità fittizie e dichiarando peccati immaginari, "legati alle questioni più scomode della società contemporanea".

Fortunatamente, si spera, la legge ci potrà presto aiutare ad arginare reati di opinione analoghi a quelli commessi da Ruini. Infatti proprio giovedì in Consiglio dei ministri, è stato approvato un ddl, firmato dal ministro Mastella, che reintegra i principi di un decreto concepito da Nicola Mancino nel 1993, mirante a reprimere (fino a tre anni di carcere) la diffusione d’idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale. E fin qui nessuna obiezione, ma il nuovo ddl in più “intende estenderne l’applicazione alle discriminazioni motivate dall’identità di genere o dall’orientamento sessuale”. Un provvedimento che doveva nascere con il fine di censurare il negazionismo - scrive Il Foglio - finisce per mettere sotto tutela la libertà d’opinione.

Nell'attesa, meglio non accettare il contraddittorio. «Sarebbe come se si chiedesse che a un dibattito sul razzismo intervenisse anche un esponente del Ku Klux Klan, perché siano espresse tutte le opinioni» ha dichiarato Andrea Benedino, della direzione regionale Ds ed esponente storico del movimento omosessuale riferendosi al caso del liceo Marie Curie di Grugliasco.

Sì, perchè la dirigente scolastica del Curie, di fronte alla proposta dei rappresentanti degli studenti in consiglio di istituto di proiettare il film di Ozpetek Le fate ignoranti, che di sessualità e omosessualità racconta, con successivo dibattito cui era stato a parlare il presidente del comitato provinciale di ArciGay, aveva affermato - riferiscono gli studenti - che «non era possibile andare avanti se non avessimo chiamato anche qualcuno di altre opinioni, come ad esempio un prete o un medico cattolico». A quel punto, concludono gli studenti «l´ArciGay ci ha detto che non accettava più di partecipare».

Di fronte a fatti di questo tipo, i sospetti, che già nutriamo in abbondanza data la  nostra scarsissima fiducia nel liberalismo di questi 'benpensanti', ingigantiscono.

Sembra veramente che ci stiamo avviando a grandi passi verso l'utopia (sottolineiamo: utopia) de Il Mondo Nuovo: quella di un'umanità finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. Naturalmente si tratterà, come aveva previsto genialmente Aldous Huxley, in nome di questa  ennesima riedizione delle magnifiche sorti e progressive, di sacrificare qualcosa: la famiglia, l'amore, la diversità culturale, l'arte, la religione, la letteratura e la filosofia.

Giona

Socio di SAMIZDATONLINE


scritto da: Faramir alle ore 17:26 | link | commenti (4)
categorie: libertà, pacs, politically correct, propaganda gay
mercoledì, 29 novembre 2006

News dal sito Samizdatonline

Sul sito di Samizdatonline, sono stati pubblicati 2 nuovi editoriali.

Uno sulla vicenda de "il padre delle spose" e l'altro sul viaggio del Papa in Turchia.


scritto da: Faramir alle ore 09:54 | link | commenti
categorie: benedetto xvi, propaganda gay, samizdatonline
martedì, 21 novembre 2006

Gayo oscurantismo

Comunicato stampa emesso da CulturaCattolica.it

TV: SPOSE GAY, OSCURATO DAGLI HACKER SITO CATTOLICO
L'ATTACCO INFORMATICO DOPO LE CRITICHE ALLA FICTION

Milano, 21 novembre - Il sito internet www.culturacattolica.it, "contenitore" tematico di informazione, documenti ed articoli di attualità, storia e cultura, da sabato pomeriggio non è più accessibile a causa di un micidiale attacco di hacker. A scatenare il bombardamento dei "pirati informatici" è stato l'intervento pubblicato dal sito con il quale si chiedeva che la fiction televisiva di Lino Banfi, "Il Padre delle Spose", oggi al centro del dibattito sociale e politico, venisse trasmessa in seconda serata. "E' una plateale, gravissima manifestazione di intolleranza oscurantista (infatti ci hanno oscurati) - commenta in una nota don Gabriele Mangiarotti, responsabile del sito - un inaccettabile attacco alla democrazia e alla libertà di espressione". "Se qualcuno pensa - continua don Gabriele - di mettere il bavaglio a chi, nel rispetto dei principi base della Costituzione e in maniera civile, vuole esprimere i propri pensieri e le proprie idee si sbaglia di grosso. Abbiamo già chiesto l'intervento della Polizia Postale affinché ci venga data la possibilità di riappropriarci di un mezzo d'informazione legale e democratico. Non ci interessa conoscere i nomi degli esecutori materiali che stanno agendo sui nostri sistemi informatici e neppure degli eventuali mandanti che vorrebbero tapparci la bocca. Chiediamo soltanto che venga ripristinata la legalità e riaffermato il principio della libertà di espressione, per noi e per tutti".


scritto da: Faramir alle ore 17:54 | link | commenti (9)
categorie: censura, propaganda gay

Per la libertà di opinione

Per chi vuole esprimere solidarietà agli amici di CulturaCattolica.it, il cui sito è ancora sotto attacco da parte di qualche vigliacco fanatico, è possibile farlo in questo blog (o in quest'altro).

Viva la libertà di opinione.


scritto da: Faramir alle ore 12:40 | link | commenti (3)
categorie: libertà, politically correct, propaganda gay
lunedì, 20 novembre 2006

Verso il pensiero unico «gay correct»

Stasera, lunedì 20 novembre, su Rai1 andrà in onda - in prima serata - lo sceneggiato "Il padre delle spose".
Ennesimo tentativo di sdoganare il "matrimonio omosessuale" sfruttando la bonomia di Lino Banfi, il "nonno Libero" nazionale, nei panni del protagonista, che, recatosi in Spagna a trovare la figlia, scopre che è sposata... con un'altra donna!
Naturalmente, dopo una prima reazione negativa del padre "all'antica", la storia finirà con baci, abbracci, commozione generale e accettazione del "matrimonio".

Il tutto in una curatissima "confezione regalo" (per usare l'espressione del Giornale) che le associazioni dei militanti gay manco si sognavano.

Peccato che nel frattempo l'Italia reale vada in tutt'altra direzione.
Studi e sondaggi, infatti, rivelano come sia ancora la famiglia l'imprescindibile punto di riferimento dei giovani italiani. Ma per Repubblica sono solo
"conformisti"...

Le stesse cose le diceva un recente studio Istat, passato nella quasi totale indifferenza dei mass media.

Verrebbe da chiedersi su quale pianeta vivono certi giornalisti nostrani...
Che piaccia o meno, la famiglia da noi ancora tiene. E' più piccola di prima, ma resiste. La famiglia è importante, e la prima aspirazione della donna (pensate!) è la maternità.

Urge quindi una campagna di normalizzazione per questo Paese "arretrato" che si rifiuta di incamminarsi verso le "magnifiche sorti e progressive" della società alla Zapatero. Un Paese che ancora si ostina a credere che il matrimonio sia una faccenda tra un uomo e una donna.

E allora, venghino-signori-e-gentili-signore-venghino! Ecco a voi il faccione bonario e rassicurante di Lino-Banfi-nonno-Libero a sdoganare il "matrimonio gay" in prima serata, alla faccia nostra che paghiamo il canone sperando in qualche programma "educativo".
Quanti genitori inconsapevoli del "contenuto" si fideranno della faccia di Banfi sulla confezione e piazzeranno i propri figli davanti alla TV?
E quanti saranno preparati a spiegare ai figli perplessi che quello che hanno visto è solo propaganda?

Ma non è tutto.
Gli amici di
Cultura Cattolica (e non solo loro) hanno protestato, chiedendo che la fiction fosse almeno spostata in seconda serata, essendo adatta  - per la complessità dell'argomento - a un pubblico adulto. La protesta è stata ripresa dal sito di Repubblica, che, come al solito, hanno riportato scorrettamente e in chiave anti-cattolica la notizia, parlando di "anatema" e "crociata"... sic! Che fantasia!
Il risultato è che il sito di Cultura Cattolica è stato oscurato e reso inaccessibile da un attacco di qualche hacker "oscurantista" in tutti i sensi. Naturalmente, gli altri siti citati da Repubblica - quelli in sostegno al "matrimonio gay" - sono ancora là, perfettamente accessibili, e se la ridono (quale "formidabile" livello intellettivo...), a dimostrare una volta ancora dove abita l'intolleranza e chi sono i veri "fanatici fondamentalisti".

Di seguito il Comunicato Stampa di Cultura Cattolica, che vi invito a diffondere, visto che il loro sito è ancora sotto attacco e quindi irraggiungibile.


COMUNICATO STAMPA
Quando la libertà di pensiero fa paura, meglio ingaggiare qualche
Hacker o qualche maneggione!

Certo chi non ha problemi di famiglia regolare con i figli a carico, per cui conta soltanto «l'amore», ha molto tempo per impedire con tutti i mezzi di esprimersi a chi vuole invece difendere un tipo di famiglia che invece i figli li genera e desidera educarli!

Ci è capitato questo: abbiamo pubblicato sul sito http://www.culturacattolica.it  un intervento critico sulla fiction televisiva di Lino Banfi, Il Padre delle spose, in onda da lunedì 20 novembre 2006 su RaiUno. Abbiamo chiesto come minimo di spostare lo spettacolo in seconda serata (mentre non abbiamo chiesto di «oscurare» la fiction, come ci accusa Repubblica sul suo sito).
Abbiamo ricevuto un mare di insulti e di accuse gratuite, ma quello che è più grave un attacco al sito che lo ha reso inutilizzabile per molto tempo. Così ci ha scritto il responsabile del servizio: «Da ieri sera il server *** è sotto un attacco DDOS che interessa solo la visibilità dei siti in rete. [...] Dopo una pausa di circa 8 ore, nelle quali avevamo filtrato tutti gli IP attaccanti, questa mattina è ripreso un nuovo attacco. I nostri tecnici sono all'opera per filtrare tutti i nuovi indirizzi IP relativi all'attacco e riportare alla visibilità i siti presenti sul server».
Ci chiediamo (e lo chiediamo a tutti coloro che ci hanno accusato di volere mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente):  ma non c'è altro modo per esprimere il proprio dissenso da chi ha altre opinioni che quello di bloccare la sua capacità espressiva? Ci hanno detto che è ora che la Chiesa non interferisca nelle questioni della vita civile, e perché allora c'è chi interferisce sul diritto degli uomini di esprimere il proprio parere? Voltaire diceva: «non condivido nulla di quanto tu dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo». Dobbiamo essere proprio noi a ricordarlo ai paladini della libertà di espressione? Da troppo tempo si accusano i cattolici di imporre le loro idee, e poi, quando si è a corto di idee e di ragioni, si fa di tutto per oscurare e impedire la loro capacità di presenza e di espressione. Chiediamo solidarietà a chi ha a cuore il diritto di tutti di potersi esprimere liberamente.
Grazie di cuore. La difesa della libertà di uno significa la difesa della libertà di tutti.

CulturaCattolica


La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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