Fonte: Avvenire
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[...] le indagini statistiche sembrano confermare lo stereotipo: la rendita annua media, pro capite, di un omosessuale spagnolo è calcolata in 22 mila euro. Quella di un eterosessuale, 19 mila. [...] Secondo Jaume Urgell, presidente della prima Camera di Commercio Gay spagnola, a Barcellona (Xarxagay-El Espacio Profesional LGBT), con 500 soci, i risparmi della comunità sono spesso destinati alle azioni di Borsa, con una propensione al rischio superiore a quella di padri (o madri) di famiglia. Chi non ha figli né prevede di metterne al mondo, tende a risparmiare meno e cerca di godersi di più la vita: armatori e agenti di viaggio sanno, o dovrebbero sapere, che i gay vanno in crociera tre volte più della media [...] |
BRASILE; GAY ORGANIZZANO MANIFESTAZIONE ANTI-RATZINGER
(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 27 APR - La comunita' omosessuale di Rio de Janeiro sta organizzando una protesta contro la visita di papa Benedetto XVI in Brasile, prevista dal 9 al 13 maggio prossimi. ''In Brasile tutti hanno il diritto di andare e venire, pero' per la comunita' omosessuale, papa Benedetto XVI non e' il benvenuto''. La frase sara' scritta nei volantini che il gruppo 'Gay, lesbiche e single' distribuira' il 10 maggio in una manifestazione contro la Chiesa, considerata ''omofobica'' dalla comunita' gay. La protesta contro il Papa avra' luogo nel centro di Nova Igua, municipio della regione metropolitana di Rio, nella Baixada Fluminense. Una donna travestita da Pontefice sara' incaricata di distribuire gli opuscoli ai manifestanti, per protesta contro la visita di Benedetto XVI. La ''festa anti-Papa'', come riporta oggi il quotidiana 'O Globo', terminera' con il rogo di centinaia di fotografie di Benedetto XVI. (ANSA). GR 27-APR-07 15:48 NNN
Ci sono Cardinali buoni e cattivi. Fra i cattivi c'è senz'altro Ruini, come ci hanno ripetuto questa settimana diecine di articoli. Ruini infatti nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha ripetuto il giudizio (suo e della Chiesa) su coppie di fatto, matrimoni gay e eutanasia. Sia chiaro, si può essere d'accordo o meno con Ruini, ma pare impossibile che gli si neghi la libertà di parola e d'opinione.
Ed invece proprio questo è avvenuto. Si sono aperte immediatamente le cateratte del pensiero politicamente corretto, ed i 'benpensanti' ci hanno ripetuto che no, che così non va, che Ruini non ha diritto di parlare, che se proprio vuol parlare è meglio che prenda esempio dal Card. Martini. Non poteva mancare un sondaggio sfornato sul momento (salvo poi sconferme in caso di referendum) a dimostrare la conformità dei cattolici al pensiero dominante e politicamente corretto.
Del resto, per dimostrare che anche i preti "sono in netto contrasto con le direttive di papa Ratzinger", Riccardo Bocca de L'Espresso ha fatto il suo "sondaggio de noantri" entrando anche nei confessionali, costruendo identità fittizie e dichiarando peccati immaginari, "legati alle questioni più scomode della società contemporanea".
Fortunatamente, si spera, la legge ci potrà presto aiutare ad arginare reati di opinione analoghi a quelli commessi da Ruini. Infatti proprio giovedì in Consiglio dei ministri, è stato approvato un ddl, firmato dal ministro Mastella, che reintegra i principi di un decreto concepito da Nicola Mancino nel 1993, mirante a reprimere (fino a tre anni di carcere) la diffusione d’idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale. E fin qui nessuna obiezione, ma il nuovo ddl in più “intende estenderne l’applicazione alle discriminazioni motivate dall’identità di genere o dall’orientamento sessuale”. Un provvedimento che doveva nascere con il fine di censurare il negazionismo - scrive Il Foglio - finisce per mettere sotto tutela la libertà d’opinione.
Nell'attesa, meglio non accettare il contraddittorio. «Sarebbe come se si chiedesse che a un dibattito sul razzismo intervenisse anche un esponente del Ku Klux Klan, perché siano espresse tutte le opinioni» ha dichiarato Andrea Benedino, della direzione regionale Ds ed esponente storico del movimento omosessuale riferendosi al caso del liceo Marie Curie di Grugliasco.
Sì, perchè la dirigente scolastica del Curie, di fronte alla proposta dei rappresentanti degli studenti in consiglio di istituto di proiettare il film di Ozpetek Le fate ignoranti, che di sessualità e omosessualità racconta, con successivo dibattito cui era stato a parlare il presidente del comitato provinciale di ArciGay, aveva affermato - riferiscono gli studenti - che «non era possibile andare avanti se non avessimo chiamato anche qualcuno di altre opinioni, come ad esempio un prete o un medico cattolico». A quel punto, concludono gli studenti «l´ArciGay ci ha detto che non accettava più di partecipare».
Di fronte a fatti di questo tipo, i sospetti, che già nutriamo in abbondanza data la nostra scarsissima fiducia nel liberalismo di questi 'benpensanti', ingigantiscono.
Sembra veramente che ci stiamo avviando a grandi passi verso l'utopia (sottolineiamo: utopia) de Il Mondo Nuovo: quella di un'umanità finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. Naturalmente si tratterà, come aveva previsto genialmente Aldous Huxley, in nome di questa ennesima riedizione delle magnifiche sorti e progressive, di sacrificare qualcosa: la famiglia, l'amore, la diversità culturale, l'arte, la religione, la letteratura e la filosofia.Socio di SAMIZDATONLINE
Sul sito di Samizdatonline, sono stati pubblicati 2 nuovi editoriali.
Uno sulla vicenda de "il padre delle spose" e l'altro sul viaggio del Papa in Turchia.
Comunicato stampa emesso da CulturaCattolica.it
TV: SPOSE GAY, OSCURATO DAGLI HACKER SITO CATTOLICO
L'ATTACCO INFORMATICO DOPO LE CRITICHE ALLA FICTION
Milano, 21 novembre - Il sito internet www.culturacattolica.it, "contenitore" tematico di informazione, documenti ed articoli di attualità, storia e cultura, da sabato pomeriggio non è più accessibile a causa di un micidiale attacco di hacker. A scatenare il bombardamento dei "pirati informatici" è stato l'intervento pubblicato dal sito con il quale si chiedeva che la fiction televisiva di Lino Banfi, "Il Padre delle Spose", oggi al centro del dibattito sociale e politico, venisse trasmessa in seconda serata. "E' una plateale, gravissima manifestazione di intolleranza oscurantista (infatti ci hanno oscurati) - commenta in una nota don Gabriele Mangiarotti, responsabile del sito - un inaccettabile attacco alla democrazia e alla libertà di espressione". "Se qualcuno pensa - continua don Gabriele - di mettere il bavaglio a chi, nel rispetto dei principi base della Costituzione e in maniera civile, vuole esprimere i propri pensieri e le proprie idee si sbaglia di grosso. Abbiamo già chiesto l'intervento della Polizia Postale affinché ci venga data la possibilità di riappropriarci di un mezzo d'informazione legale e democratico. Non ci interessa conoscere i nomi degli esecutori materiali che stanno agendo sui nostri sistemi informatici e neppure degli eventuali mandanti che vorrebbero tapparci la bocca. Chiediamo soltanto che venga ripristinata la legalità e riaffermato il principio della libertà di espressione, per noi e per tutti".
Per chi vuole esprimere solidarietà agli amici di CulturaCattolica.it, il cui sito è ancora sotto attacco da parte di qualche vigliacco fanatico, è possibile farlo in questo blog (o in quest'altro).
Viva la libertà di opinione.
Stasera, lunedì 20 novembre, su Rai1 andrà in onda - in prima serata - lo sceneggiato "Il padre delle spose".
Ennesimo tentativo di sdoganare il "matrimonio omosessuale" sfruttando la bonomia di Lino Banfi, il "nonno Libero" nazionale, nei panni del protagonista, che, recatosi in Spagna a trovare la figlia, scopre che è sposata... con un'altra donna!
Naturalmente, dopo una prima reazione negativa del padre "all'antica", la storia finirà con baci, abbracci, commozione generale e accettazione del "matrimonio".
Il tutto in una curatissima "confezione regalo" (per usare l'espressione del Giornale) che le associazioni dei militanti gay manco si sognavano.
Peccato che nel frattempo l'Italia reale vada in tutt'altra direzione.
Studi e sondaggi, infatti, rivelano come sia ancora la famiglia l'imprescindibile punto di riferimento dei giovani italiani. Ma per Repubblica sono solo "conformisti"...
Le stesse cose le diceva un recente studio Istat, passato nella quasi totale indifferenza dei mass media.
Verrebbe da chiedersi su quale pianeta vivono certi giornalisti nostrani...
Che piaccia o meno, la famiglia da noi ancora tiene. E' più piccola di prima, ma resiste. La famiglia è importante, e la prima aspirazione della donna (pensate!) è la maternità.
Urge quindi una campagna di normalizzazione per questo Paese "arretrato" che si rifiuta di incamminarsi verso le "magnifiche sorti e progressive" della società alla Zapatero. Un Paese che ancora si ostina a credere che il matrimonio sia una faccenda tra un uomo e una donna.
E allora, venghino-signori-e-gentili-signore-venghino! Ecco a voi il faccione bonario e rassicurante di Lino-Banfi-nonno-Libero a sdoganare il "matrimonio gay" in prima serata, alla faccia nostra che paghiamo il canone sperando in qualche programma "educativo".
Quanti genitori inconsapevoli del "contenuto" si fideranno della faccia di Banfi sulla confezione e piazzeranno i propri figli davanti alla TV?
E quanti saranno preparati a spiegare ai figli perplessi che quello che hanno visto è solo propaganda?
Ma non è tutto.
Gli amici di Cultura Cattolica (e non solo loro) hanno protestato, chiedendo che la fiction fosse almeno spostata in seconda serata, essendo adatta - per la complessità dell'argomento - a un pubblico adulto. La protesta è stata ripresa dal sito di Repubblica, che, come al solito, hanno riportato scorrettamente e in chiave anti-cattolica la notizia, parlando di "anatema" e "crociata"... sic! Che fantasia!
Il risultato è che il sito di Cultura Cattolica è stato oscurato e reso inaccessibile da un attacco di qualche hacker "oscurantista" in tutti i sensi. Naturalmente, gli altri siti citati da Repubblica - quelli in sostegno al "matrimonio gay" - sono ancora là, perfettamente accessibili, e se la ridono (quale "formidabile" livello intellettivo...), a dimostrare una volta ancora dove abita l'intolleranza e chi sono i veri "fanatici fondamentalisti".
Di seguito il Comunicato Stampa di Cultura Cattolica, che vi invito a diffondere, visto che il loro sito è ancora sotto attacco e quindi irraggiungibile.
COMUNICATO STAMPA
Quando la libertà di pensiero fa paura, meglio ingaggiare qualche
Hacker o qualche maneggione!
Certo chi non ha problemi di famiglia regolare con i figli a carico, per cui conta soltanto «l'amore», ha molto tempo per impedire con tutti i mezzi di esprimersi a chi vuole invece difendere un tipo di famiglia che invece i figli li genera e desidera educarli!
Ci è capitato questo: abbiamo pubblicato sul sito http://www.culturacattolica.it un intervento critico sulla fiction televisiva di Lino Banfi, Il Padre delle spose, in onda da lunedì 20 novembre 2006 su RaiUno. Abbiamo chiesto come minimo di spostare lo spettacolo in seconda serata (mentre non abbiamo chiesto di «oscurare» la fiction, come ci accusa Repubblica sul suo sito).
Abbiamo ricevuto un mare di insulti e di accuse gratuite, ma quello che è più grave un attacco al sito che lo ha reso inutilizzabile per molto tempo. Così ci ha scritto il responsabile del servizio: «Da ieri sera il server *** è sotto un attacco DDOS che interessa solo la visibilità dei siti in rete. [...] Dopo una pausa di circa 8 ore, nelle quali avevamo filtrato tutti gli IP attaccanti, questa mattina è ripreso un nuovo attacco. I nostri tecnici sono all'opera per filtrare tutti i nuovi indirizzi IP relativi all'attacco e riportare alla visibilità i siti presenti sul server».
Ci chiediamo (e lo chiediamo a tutti coloro che ci hanno accusato di volere mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente): ma non c'è altro modo per esprimere il proprio dissenso da chi ha altre opinioni che quello di bloccare la sua capacità espressiva? Ci hanno detto che è ora che la Chiesa non interferisca nelle questioni della vita civile, e perché allora c'è chi interferisce sul diritto degli uomini di esprimere il proprio parere? Voltaire diceva: «non condivido nulla di quanto tu dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo». Dobbiamo essere proprio noi a ricordarlo ai paladini della libertà di espressione? Da troppo tempo si accusano i cattolici di imporre le loro idee, e poi, quando si è a corto di idee e di ragioni, si fa di tutto per oscurare e impedire la loro capacità di presenza e di espressione. Chiediamo solidarietà a chi ha a cuore il diritto di tutti di potersi esprimere liberamente.
Grazie di cuore. La difesa della libertà di uno significa la difesa della libertà di tutti.
CulturaCattolica
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville