Gino

lunedì, 16 giugno 2008

La Chiesa anglicana tenta il suicidio

Già dopo l'introduzione del sacerdozio femminile in tanti erano tornati alla Chiesa cattolica, figuriamoci dopo questo altro show degno del bagaglino...

scritto da: Faramir alle ore 11:55 | link | commenti (4)
categorie: religione, anglicani
martedì, 13 maggio 2008

Grazie Gesù... con dedica

E' il titolo del nuovo libro di Magdi Allam nelle librerie dal 9 maggio.

Nella società occidentale post-moderna dominata dall'ipocrisia del "politicamente corretto" non sembra esserci spazio per un cristianesimo vissuto integralmente, alla luce del sole, ma senza cadute fideistiche o fondamentaliste, ben ancorato alla Ragione.
Trattare argomenti come la conversione da una fede religiosa ad un'altra, poi, è a dir poco disdicevole. Un attentato alla Pace e alla Tolleranza. Uno sfregio irreparabile al Dialogo Interreligioso. Soprattutto se la fede di provenienza è l'islam e quella a cui si approda è il cattolicesimo.
Magdi Cristiano Allam, però, non è tipo da lasciarsi intimorire da luoghi comuni e usanze consolidate. Dopo averci illustrato i rischi del fondamentalismo islamico e dei kamikaze "made in Europe", dopo aver lanciato il suo "Viva Israele", ora Magdi Cristiano ci racconta il percorso che lo ha condotto ad abbracciare la fede in Gesù Cristo.

Proponiamo alcune recensioni di "Grazie Gesù" e cogliamo l'occasione per ringraziare l'autore di questa bella dedica a SamizdatOnLine e all'amico Nando:

Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo uno stralcio di “Grazie Gesù”

Le ragioni della mia conversione - Mondadori

Non poteva che essere così, Magdi Allam non è certo uno che si preoccupa di ciò che gli altri penseranno .. - Cultura Cattolica


scritto da: Faramir alle ore 11:44 | link | commenti (3)
categorie: religione, fede, islam, gesu, cristianesimo, magdi allam
venerdì, 21 dicembre 2007

Aspiranti liberali, ripassate il francese

«La Repubblica laica ha sottostimato l’importanza dell’aspirazione spirituale. Io e il Papa abbiamo la stessa vocazione. La Chiesa è necessaria al nostro futuro». Nicolas Sarkozy fa breccia in Vaticano rievocando «le radici della Francia essenzialmente cristiane» e il «legame indefettibile che dai tempi di Carlo Magno unisce la Francia alla Città Eterna». E poiché «non basta rendere omaggio al passato, per quanto prestigioso esso sia», la sua «missione» a Roma è un «passo che testimonia la fedeltà della Francia alla sua storia e a una delle fonti maggiori della sua civilizzazione». [...]
Una svolta storica per il leader della nazione che, con Giscard d’Estaing, più si è opposta al riferimento alle radici cristiane nel preambolo della Carta Ue. È proprio sul dialogo con la fede e sul contributo che questa può dare alla società che Sarkozy ha giocato la sua giornata tra il Vaticano e il Laterano: «Voglio interpretare la modernità della Francia attraverso la tradizione». Rilancia la «laicità positiva», definizione cara a Ratzinger.  [...]
Nel pomeriggio, ricevuto nella cattedrale di Roma dal cardinale vicario Camillo Ruini, Sarkozy proclama la «libertà di credere o di non credere, di praticare una religione e di cambiarla, di non essere urtato nella propria coscienza da pratiche ostentatorie, libertà per i genitori di far dare ai loro figli un’educazione conforme alle loro convinzioni, libertà di non essere discriminati dall’amministrazione in ragione della propria fede». [...]
Rilevando che la Francia tiene ancora sotto tutela le congregazioni religiose, non riconosce un carattere di culto alle attività caritative della Chiesa, né riconosce il valore dei diplomi rilanciati dagli istituti cattolici, Sarkozy ammette che «questa situazione è dannosa per il nostro paese», in quanto è «evidente come la disaffezione progressiva delle parrocchie rurali, il deserto spirituale delle banlieues non abbiano reso i francesi più felici». E «la laicità non deve essere «negazione del passato» e «non ha il potere di tagliare la Francia dalle sue radici cristiane», sottolinea. Per questo è necessario «tenere insieme i due estremi della catena: assumere le radici cristiane della Francia, e anche valorizzarle, difendendo al tempo stesso la laicità divenuta matura». Anzi, «le diverse religioni e in primo luogo il messaggio cristiano possono «contribuire a illuminare le nostre scelte e costruire il nostro futuro».
[fonte: La Stampa]

Dice bene Davide Rondoni su Avvenire di oggi: "D'ora in poi chi userà il termine laicità opposto a religiosità si qualificherà come un appartenente al passato"... remoto, ci aggiungerei io.


scritto da: Faramir alle ore 13:48 | link | commenti (1)
categorie: religione, libertà, chiesa cattolica, benedetto xvi, laicità, sarkozy
mercoledì, 08 agosto 2007

Sentenze pericolose

Per continuare la serie di "Lampi d'estate", non so cosa pigli a certi magistrati, ma da certe decisioni rese note negli ultimi giorni ho l'impressione che questo Paese stia scivolando verso il baratro.

A quanto pare infatti i principi di libertà ed eguaglianza non sono più universali:

[...] Oggi sappiamo che si può tornare d'un tratto al Codice di Napoleone del 1804 che permetteva l'uso della forza nelle pareti domestiche, [...] Purché la violenza non sia continua, i figli si possono segregare, e gli si può negare il diritto di scegliere il proprio futuro.
C'è poi qualcosa di peggio. La Cassazione si guarda bene dal riferire questi principi alle famiglie e ai ragazzi italiani, ben sapendo che provocherebbe una sollevazione popolare. Ma li riferisce a una famiglia di origine magrebina ritenendo che ad essa si può applicare un diritto ingiusto, oltre che inesistente. Si fa strada una mentalità grave e non degna di un Paese europeo e dei suoi principi cristiani. In questo modo si lancia un preciso messaggio agli immigrati, spiegando loro che sono diversi dagli italiani [...].
Negando i principi basilari su cui si fondano le nostre società, si costruisce un mondo che può far paura. Un mondo nel quale ciascun gruppo etnico o religioso si fa le proprie leggi, si amministra come meglio crede dentro e fuori la famiglia, e nel quale si formeranno tante società parallele, incomunicabili tra di loro. Le conseguenze possono essere disastrose, perché in queste crepe può passare il medioevo degli Statuti personali, per il quale ciascuno è soggetto alla legge della propria etnia, del proprio gruppo di appartenenza. È l'anticamera delle guerre etniche e religiose.
A ben vedere siamo di fronte all'ultimo prodotto del relativismo. I principi di libertà ed eguaglianza cessano di essere universali, divengono concetti relativi che lo Stato e la legge tutelano a seconda delle circostanze, dell'appartenenza religiosa o etnica. [...]

Basti dire che per una volta l'Occidentale e il Riformista sono d'accordo.

Inoltre è possibile bestemmiare ed offendere il sentimento religioso di milioni di persone (ma solo se sono cristiani, che se provi a criticare i fondamentalisti musulmani, guai!) senza doverne rispondere in alcun modo. E poi c'è chi si lamenta che la società si frantuma, non esiste più una coscienza civile degna di tale nome...

Sempre la Cassazione poi - attaccandosi ad elementi irrilevanti nel merito della questione - ha sancito che la storiografia ufficiale è quella scritta dagli storici marxisti-comunisti o filo-marxisti e che esercitare il diritto di critica sulla loro versione della Storia è un reato. Chi lo fa rischia pure di ritrovarsi con l'etichetta di "revisionista" o "neo-fascista".
I compagni possono continuare a dormire sogni tranquilli...

Su questa e altre vicende della Resistenza ci sarebbero molte cose da dire, ma per ragioni di tempo e spazio vi rimando a "La resistenza cancellata" di Ugo Finetti - non certo sospettabile di essere "di destra" - e in particolare al capitolo 5, dal significativo titolo "Resistenza, PCI e terrorismo Gap". Leggendolo capirete la differenza tra i veri partigiani e i "gappisti".
Cito solo alcune parti sui fatti di via Rasella, da pagina 216 e seguenti:

Quell'atto terroristico [...] fu invece sin dall'inizio condannato dall'interno del movimento resistenziale ed è quindi oggetto di una memoria censurata. «Elementi irresponsabili, di cui tutti, compresi i patrioti, deplorano l'inaspettata iniziativa, hanno compiuto un grave attentato contro i tedeschi»: questa la reazione che annota in quei giorni nel suo Diario Fulvia Ripa di Meana - decorata della Croce al Valor Militare - che in quel momento milita nel «Fronte clandestino militare di resistenza».
Sottolineare le critiche e ricostruire i fatti sembrerebbe un atteggiamento fascista volto a giustificare o a ridimensionare l'orrore per il massacro delle Fosse Ardeatine. E così, facendosi scudo delle 335 vittime della rappresaglia, si trascura di citare che tra le vittime della bomba insieme ai 33 riservisti altoatesini aggregati alla Wehrmacht (e non una «compagnia di SS», come scrive Luigi Longo)  c'erano anche [...] un ragazzo di tredici anni e due partigiani appartenenti al gruppo politico-militare di «Bandiera Rossa», su posizioni contrapposte al  Pci. [...]
Anche la reazione dei romani non fu certamente favorevole. Via Rasella è la dimostrazione dell'inesistenza del famoso «movimento delle masse» dietro i gappisti e del totale - esaltato - isolamento in cui i comunisti operavano. «E io mi sentii pieno di una gioia elementare, infantile», annota uno dei protagonisti della strage, Franco Calamandrei, [...]
Infatti il bilancio dell'attentato fu assolutamente fallimentare, poiché provocò l'effetto contrario a quello sperato: non la sollevazione armata, bensì la generale presa di distanza da tal genere di violenza nei partiti antifascisti e tra la popolazione. Sull'esito disastroso di quello che la storiografia comunista ama tramandare come «forse il più celebre degli episodi della Resistenza» non c'è controversia tra gli stessi storici comunisti di qualsiasi generazione. Scrive Battaglia: «L'errore della resistenza romana considerata nel suo complesso [...] fu quello di non essere riuscita, dopo le Fosse Ardeatine, a portare più avanti l'offesa ai tedeschi, a rendere più continua e intensa l'attività armata». Conferma Paul Ginsborg: «La Resistenza romana non riuscì a riaversi da quel colpo».
Talché in seguito a questa iniziativa terroristica, giustificata da simili storici come unica alternativa all'«attendismo», proprio quando il Cln sarebbe potuto passare all'azione nei giorni precedenti l'arrivo degli Alleati i comunisti avevano determinato una situazione che vedeva Roma inorridita e pietrificata da un massacro provocato da un gesto giudicato dai non comunisti inutile e assurdo. Gli stessi Gap cessarono pressoché di esistere e non svolsero alcun ruolo alla vigilia della liberazione là dove erano stati più forti.


Come al solito, per i comunisti "il fine giustifica i mezzi".

giovedì, 26 aprile 2007

A scuola comanda la CGIL

Proprio nei giorni in cui il presidente - comunista - della Camera, On. Bertinotti, assegnava all'antifascismo l'onore di "unica religione civile" del Paese (chissà cosa diranno i cattolici anti-neocon, che della "religione civile" periana erano tanto critici), dal sindacato - comunista - della CGIL arriva una "scomunica marxista" nei confronti dell'Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole.

La CGIL scuola, o la FLC CGIL come si chiama oggi, ha inviato il giorno 20 u.s. una “Nota” a tutti i Consigli di Classe di ogni ordine e grado delle scuole italiane, emanando indicazioni precise su come valutare gli alunni che si sono avvalsi dell’Insegnamento della Religione Cattolica.
In questa "Nota", con un’arroganza tipicamente stalinista, la CGIL si autoassegna il diritto di definire come dovrà avvenire la valutazione di quegli alunni che hanno scelto “liberamente” una disciplina scolastica che a loro non piace proprio: la Religione Cattolica appunto.
In pratica si vorrebbe far passare l'idea che negli scrutini finali il voto degli insegnanti di religione non può essere determinante.

Inoltre (l'arroganza comunista non ha limiti), la Nota obbliga i Consigli di Classe a non accettare “… qualsiasi indicazione, anche proveniente dal Ministero, e dalle Direzione regionali contraria al … comportamento valutativo” da loro emanato.
Come a dire che se la scuola è autonoma è alle dipendenze della CGIL.
Evviva la libertà.
E il ministro dell'Istruzione, On. Fioroni che cosa ne dice? Chi tace acconsente?

Ma nella nota sono state scritte tante altre cose inesatte.
Vi rimando al sito degli amici di Cultura Cattolica e a questa intervista al prof. Nicola Incampo, per maggiori dettagli.

scritto da: Faramir alle ore 18:08 | link | commenti (7)
categorie: comunismo, scuola, religione
giovedì, 05 aprile 2007

Cento chiodi di banale conformismo

Non ho visto il nuovo film di Ermanno Olmi e non so se avrò tempo di vederlo. Certo che a leggere questa recensione di Carlo Meroni, pubblicata sul giornale online della Fondazione Magna Carta, ovvero L'Occidentale, mi passa la voglia di spendere tempo e soldi per vedere "Cento chiodi" piuttosto banalotti e qualunquisti.

Leggetela tutta, ne vale la pena. Qui vi copio il finale:

Concludo con le parole del regista a “Famiglia Cristiana”:

“Da sempre i più prepotenti dichiarano "Dio è con noi". Io sono contro qualsiasi forma di Chiesa che considera il Dogma più importante dell'uomo, sono per la libertà dell'uomo. Le religioni hanno portato l'umanità dentro dei baratri spaventosi. La religione può dare suggerimenti che qualche volta possono indirizzare le nostre idee, ma guai se questi diventano imposizioni... Spesso i libri sono una forma di soggezione che mortifica il nostro diritto di vivere liberamente. Sono convinto che si impari molto di più tra la gente che a scuola. C'è questa arroganza della cultura accademica per cui devi pensarla per forza in un certo modo e quei pochi studenti che si sono azzardati ad andare contro questa imposizione sono stati cacciati. La vera cultura è la possibilità di cambiare la cultura”.

Caro Olmi, se questi erano i suoi intenti, allora più che far interpretare a Raz Degan un seminarista fallito e sacerdote improvvisato, sarebbe stato meglio cucirgli addosso la parte di un professore milanese dell'università statale, frequentatore della moschea di viale Jenner, mancato imam, integralista e iscritto all'ucoii oltre che a rifondazione comunista. Avrebbe calzato a pennello con le sue parole, ma forse le avrebbe causato qualche problema in più e qualche spettatore in meno. Meglio parlare di religioni oppressive, di dogmi, di imposizioni, di pensiero dominante... “Sparando” sempre e solo sulla Chiesa Cattolica, che invece è l'unica religione che coniuga al meglio fede e ragione. Ma accanirsi sui preti e su Gesù non costa nulla e, specie al giorno d'oggi (vedi molti libri degli ultimi anni), garantisce anche un buon ritorno economico.

Complimenti Olmi. 7+ alla trovata commerciale, 6- al film.


scritto da: Faramir alle ore 10:32 | link | commenti (4)
categorie: cultura, cinema, religione
venerdì, 12 gennaio 2007

Un bel tacer non fu mai scritto, ministro Ferrero

Sembra proprio che quello di parlare a vanvera, su cose che non si conoscono, sia il passatempo preferito dei ministri del governo Prodi.
Stavolta tocca a Paolo Ferrero, di Rifondazione Comunista.
E a poco serve il goffo tentativo di dare tutta la colpa al giornalista di Repubblica, che pure ha le sue responsabilità, avendo fatto una domanda scorretta e tendenziosa. Ma da Repubblica cosa ci si può aspettare, quando c'è di mezzo la Chiesa?
Il punto cruciale e molto grave nel "pensiero" (se si può usare questo termine...) del ministro, però, è l'invito a "non tenere in considerazione" il parere richiesto dallo stesso Parlamento italiano alla Cei.

Come fa notare la Cei in questo comunicato stampa:

“Con riferimento a quanto dichiarato dal Ministro della Repubblica Italiana Paolo Ferrero, come riportato da alcune agenzie di stampa, in merito all’Audizione della CEI, relativa alle proposte di legge C. 36 e C. 134 recanti ‘Norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi’, si esprime stupore e sconcerto per le valutazioni sommarie espresse dal Ministro che, facendo eco alle prese di posizione di alcuni esponenti di confessioni religiose, denotano una non conoscenza dell’intervento di S. E. Mons. Giuseppe Betori e l’intenzione di attribuire significati impropri alla stessa normativa sulla libertà religiosa.
Infatti, in nessun punto dell’intervento del Segretario Generale della CEI si afferma, e neppure si allude, a una presunta ‘immaturità del Paese’ per una legge sulla libertà religiosa. Al contrario, tutti gli interventi  delle diverse parti politiche nel corso dell’ audizione hanno riconosciuto la fondatezza e l’equilibrio della posizione della CEI e al tempo stesso hanno preso atto della valutazione di ’sostanziale apprezzamento’ della normativa espressa dal Segretario Generale della CEI, che ha indicato principi ed esigenze necessari per pervenire ad una elaborazione condivisa, nel rispetto del dettato costituzionale e, in particolare, di quanto previsto dagli artt. 7 e 8 della Costituzione.
Letture diverse da questa sono espressione di una inaccettabile forzatura politica che travisa la realtà dei fatti e non contribuisce al dispiegarsi positivo del principio di laicità auspicato di recente anche dal Presidente della Repubblica.
Appare davvero singolare e paradossale, inoltre, il fatto che un Ministro della Repubblica chieda al Parlamento di ‘non tenere in considerazione’ i contenuti di un’audizione richiesta dallo stesso Parlamento”.

Magari il ministro e qualche saccente commentatore dovrebbero ripassarsi un po' la Costituzione Italiana... o farsi aiutare da qualche costituzionalista, come Marco Olivetti:

È l’articolo 8 della Costituzione italiana, per il costituzionalista Marco Olivetti dell’Università di Foggia, la chiave per capire l’affermazione di mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, durante l’audizione alla I Commissione permanente Affari costituzionali della Camera relativa alle proposte di legge sulle “Norme sulla libertà religiosa”, che “l’eguale libertà di tutte le confessioni religiose non implica piena eguaglianza di trattamento”. “Se guardiamo senza pregiudizi l’articolo 8 – osserva Olivetti – esso sancisce che le confessioni religiose sono ‘egualmente’ libere davanti alla legge. Questa espressione fu preferita, dai padri della Costituzione, all’altra ‘sono uguali davanti alla legge’ perché ci si rendeva conto che il ruolo delle diverse confessioni religiose in Italia non consentiva un’omologazione”, per due motivi: “il radicamento storico del cattolicesimo in Italia e il riconoscimento della stragrande maggioranza degli italiani nella Chiesa cattolica”. Il ministro Ferrero, per Olivetti, “dovrebbe sapere che l’articolo 8 è costruito proprio per non operare un livellamento delle confessioni religiose. Se il ministro pensa che l’articolo 8 non vada bene, dovrebbe proporre una modifica della Costituzione”.

Se poi avessero la bontà di leggere l'intervento integrale di monsignor Betori, prima di criticarlo...
Caro ministro, la prego... si informi prima di parlare. Risparmieremo tutti tempo e inutili mal di pancia.


scritto da: Faramir alle ore 11:10 | link | commenti (3)
categorie: religione, sinistra, chiesa cattolica
martedì, 04 aprile 2006

Quelli che la maglietta di Calderoli...

Bologna: Cofferati, 'Livello 57' Ha Leso Idea Rispetto Appartenenza Religiosa

ADN Kronos - Lun 3 Apr

Bologna, 3 apr . - (Adnkronos) - Un fotomontaggio dell'ultima cena di Leonardo in cui sono state inserite due piante di marijuana ai lati del Cristo e in cui si vedono gli apostoli con degli spinelli in bocca, al tutto e' sovrapposta la frase 'mandiamo in fumo la legge Fini'. E' l'immagine, pubblicata dal centro sociale di Bologna 'Livello 57' sul suo sito web per pubblicizzare la 'Festa della semina' (evento antiproibizionista che si e' tenuto sabato scorso, sotto le Due Torri), contro la quale si e' scagliato anche il sindaco Sergio Cofferati, rispondendo in aula ad una domanda di attualita' del consigliere di Forza Italia Lorenzo Tomassini che aveva definito "blasfema" tale pubblicita'.


 

Scommettiamo che i tanti (anche cattolici) che si sono scandalizzati per la maglietta dell'ex-ministro leghista, stavolta faranno finta di niente?
Tanto con i cattolici non si corrono rischi. Si possono insultare a volontà.


scritto da: Faramir alle ore 12:12 | link | commenti (4)
categorie: religione, idiozia
giovedì, 23 febbraio 2006

L'Occidente è vita. L'Occidente è civiltà. L'Occidente è libertà.

... altri 30 secondi per segnalare questo urgentissimo appello che vi invito a sottoscrivere e a diffondere il più possibile...

Per l'Occidente

... e non dimenticate di passare dalla Fondazione Magna Carta.

Update: i ringraziamenti di Marcello Pera.


scritto da: Faramir alle ore 16:09 | link | commenti (3)
categorie: famiglia, religione, europa, educazione, libertà, sussidiarietà
giovedì, 16 febbraio 2006

Cristianesimo «fondamento dei valori civili»

Tempi duri per laicisti, anti-clericali, clero-fobi, atei sbattezzatori, radical-socialisti, ecc.


scritto da: Faramir alle ore 17:02 | link | commenti (5)
categorie: religione, laicità
martedì, 29 novembre 2005

Di Padri, preti e uomini

Del mai banale Berlicche, nostro stimatissimo e pregevole socio, vi segnalo un interessante punto di vista sul perché alla Chiesa Cattolica servono preti che siano "uomini veri".

E non perdetevi le sue "letterine", veramente diaboliche... siete avvisati.

In tema di criteri per l'ammissione al sacerdozio, segnalo anche questo post di un vaticanista da tenere d'occhio, e che ho già aggiunto ai miei links (che devo decidermi a riorganizzare...): PalazzoApostolico.it.


scritto da: Faramir alle ore 11:56 | link | commenti (3)
categorie: religione, chiesa cattolica
martedì, 08 novembre 2005

Islamico ascolta Radio Maria e si converte al cristianesimo

[Attenzione! Post politicamente scorretto, che incita al proselitismo cristiano]

Cari Amici, volete contribuire ad arginare il fondamentalismo islamico?
Versate un contributo per sostenere le attività di Radio Maria!

I risultati parlano da soli:

Islamico ascolta Radio Maria e si converte al cristianesimo

Andrea Tornielli

Si può scoprire la fede cristiana e decidere di abbracciarla anche attraverso le onde radio. Se poi il protagonista è un giovane musulmano algerino che è riuscito a captare Radio Maria dall'altra sponda del Mediterraneo, la sua storia imprevista e imprevedibile ha tutte le caratteristiche della notizia. Antonio (questo è il nome che ha scelto per il battesimo), classe 1967, otto anni fa, mentre trafficava con la sua radio in cerca di qualche programma in italiano che lo aiutasse a fare progressi nella lingua che stava imparando, si è imbattuto in una voce che recitava l'Ave Maria. «Maria è un personaggio molto noto e venerato nella tradizione musulmana – racconta Antonio – ma quella preghiera ripetuta con una partecipazione così intensa me la riproponeva in maniera nuova, facendo rinascere domande rimaste a lungo inevase...».
Quella di Antonio, affascinato dalle preghiere della popolarissima emittente di Erba, guidata da padre Livio Fanzaga, è una delle storie raccontate nel libro di Giorgio Paolucci e Camille Eid "I cristiani venuti dall'Islam" (Piemme, pp. 216, 12,90 euro), in libreria da dopodomani: un reportage che raccoglie le esperienze difficili di coloro che hanno deciso di diventare cristiani abbandonando la religione musulmana. Le occasioni per queste conversioni sono le più disparate. Un viaggio, una trasmissione radio, l'incontro con un amico. Antonio appartiene a una numerosa famiglia di musulmani devoti e praticanti, il padre fa il camionista, la madre ha fatto crescere otto figli. Fin da bambino è affascinato dalla figura del «profeta» Gesù, venerato anche dall'islam. Cresce, ma continua ad essere assalito dalle domande. «Chiedevo ad Allah di non lasciarmi in balìa dei miei dubbi, doveva aiutarmi a capire dove stava la verità». La passione per le lingue lo spinge a cominciare un corso di italiano con audiocassette. Per esercitarsi ricorre anche alla radio. Così incappa per caso nel Rosario di Radio Maria. Antonio ricorda ancora l'ora di quello che definisce un «nuovo inizio»: le otto di sera. «Sentivo in quelle parole qualcosa di familiare, che mi corrispondeva, non capivo il perché ma quella frase – “il Signore è con te” – sembrava pronunciata apposta per me». Il giovane algerino diventa un ascoltatore fedele di Radio Maria e più ascolta più si appassiona. «In Occidente cambiare religione è qualcosa di normale – racconta – non costa nulla, a volte ho persino l'impressione che sia una moda. Per la nostra cultura è invece un percorso accidentato, pieno di ostacoli e di avversità, è come strapparsi la pelle di dosso per farne crescere un'altra». Antonio si rivolge all'imam della moschea del suo quartiere, che è un ex compagno di scuola. «Davvero i Vangeli sono stati falsificati? E chi ci garantisce sull'autenticità del Corano?». L'amico imam non dà risposte esige certezze: «Il Corano è un miracolo disceso dal cielo, nessuno può metterlo in discussione. Non puoi più venire in moschea, se vai avanti così ti dovrò denunciare». Antonio riesce a incontrare segretamente un prete francese e dopo qualche mese di colloqui, chiede il battesimo.
Inizia un lungo cammino, fatto di scambi epistolari con alcuni conduttori di Radio Maria e nel 1999 fa un viaggio in Italia, ospite dei suoi nuovi amici. Il dramma nella sua famiglia scoppia quando una delle sorelle scopre una Bibbia cristiana dimenticata da Antonio nella sua camera: «Stai facendo una cosa orrenda, sei un apostata, un traditore dell'islam». Anche il fratello maggiore minaccia di denunciarlo. Antonio riesce a scappare e a stabilirsi in Italia dove viene battezzato.
Nel libro di Paolucci ed Eid sono raccontate molte altre storie, anche drammatiche, di conversioni. Nell'interessante appendice vengono esaminate le legislazioni dei Paesi musulmani per sapere che cosa rischia chi decide di lasciare l'islam. Molti Stati contemplano infatti il reato di apostasia nelle Costituzioni o nei codici penali, e anche nei Paesi che hanno adottato legislazioni di impronta più laica, si assiste a una richiesta pressante da parte degli ambienti radicali per l'introduzione di questo reato.



scritto da: Faramir alle ore 12:47 | link | commenti (11)
categorie: religione, islam, libertà religiosa
martedì, 18 ottobre 2005

Quelli che vorrebbero sfrattare Dio dalla vita pubblica

In collaborazione con la Stranacristiana Assuntina e gli altri soci di SamizdatOnLine, ho messo giù un post per esprimere un giudizio sulla situazione attuale, in tema di rapporti tra Stato e religioni.


scritto da: Faramir alle ore 09:50 | link | commenti (6)
categorie: religione, laicismo, chiesa cattolica
mercoledì, 28 settembre 2005

Alleanze e suicidi: Unione avvisata…

"Sul voto cattolico la scure radicale"! Così domenica Guido Compagna sul "Sole24Ore". Evidente. A "Radio Radicale" è un'ossessione: ad ogni ora insulti e anatemi contro la Chiesa, il cardinale Ruini e Benedetto XVI. Pannella e i suoi piccoli megafoni sbraitano contro questo Papa "reazionario e fondamentalista" e contro questa Chiesa "nemica dell'uomo, della libertà, dell'amore, delle donne, della vita". Il direttore di "Liberazione" Sansonetti, docile tappetino, ieri mattina giustificava l'eguaglianza sbandierata sul suo giornale in prima pagina tra il Papa e l'ayatollàh Khomeini. Che coraggio! "La scure radicale"? Ovvio. Se entrano nella cosiddetta "Unione" questi radicali, con questi programmi che hanno al primo posto la caramella eutanasia, e droga libera, e manipolazione embrionale, con altre allegrie che la Bonino rivendica e dichiara da inserire nel "programma di tutti", diventa impossibile - non solo difficile - ogni voto sinceramente compatibile con la coscienza cattolica, e anche solo umanistica. Non basterà "turarsi il naso", ricordando il grande Indro: ci si dovrebbe tagliare il cervello. Votare in presenza di un'alleanza così tracotante e ingombrante sarebbe un suicidio. Credo sia bene avvertire Prodi, Rutelli, Fassino, Bertinotti e Diliberto, che ieri sul "Riformista" (p.1) pare averlo già capito di suo: aprire questa porta di ingresso è spalancarne mille di uscita. E sia chiaro: la scomunica del '49 non c'entra nulla. Stupido e strumentale è rievocarla, come ieri fa qualcuno. Non ce n'è alcun bisogno. Bastano buon senso e buona coscienza. Unione "avvisata"…

Lupus in pagina - Avvenire 28 Settembre 2005 


scritto da: Faramir alle ore 10:17 | link | commenti (16)
categorie: politica, religione, laicismo, chiesa cattolica
mercoledì, 07 settembre 2005

Osservatorio Kosovo

Tratto dalla newsletter di Giona.

In Kosovo, tra il 1999 ed il 2004, sono state distrutte 150 tra chiese , seminari, conventi e residenze di vescovi e, contemporaneamente, sono state costruite, con finanziamenti dell'Arabia Saudita e di altri, 200 moschee. L'ex-ambasciatore americano Melady riferisce che suore e monaci del monastero di Pec non possono neanche mettere fuori il naso dalla porta senza una scorta militare, perché sono fatti segno ai tiri dei cecchini. L'analista Frederick Peterson ha affermato che "quello che sta avvenendo oggi in Kosovo avverrà domani in Europa".

Attenzione, non correte alle conclusioni, c'è chi afferma che là nessuno frequenta le moschee, e le motivazioni sarebbero essenzialmente politiche. Sarebbe in ogni caso interessante spiegare perchè si sono costruite 200 moschee che nessuno frequenta e, magari, trovare una risposta decente alle domande di Artemjie, il vescovo di Raska e Prizren, la più alta autorità ortodossa del Kosovo, (ne ha parlato Sandro Magister) che chiede il perchè del "silenzio inspiegabile dell´Europa cristiana e democratica di fronte a crimini di tale gravità commessi contro un popolo cristiano ed europeo come quello serbo".

Una delle Chiese distrutte è la Chiesa di S.Andrea a Podujevo, la cui dissacrazione ed il successivo incendio sono documentati in un video (6 MByte, in formato Windows Media Player). L'evento si è verificato durante i disordini del marzo 2004 in Kosovo, nel corso dei quali circa 30 Chiese furono completamente distrutte o seriamente danneggiate da manifestanti albanesi. Se avete difficoltà a visionare il video on-line potete prima scaricarlo dal sito di CNSNews. Ulteriori informazioni sulla situazione in Kosovo e sui fatti di Podujevo sono reperibili dal sito della Diocesi di Raska e Prizren.



scritto da: Faramir alle ore 10:36 | link | commenti (18)
categorie: religione, politica internazionale, islam

La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)


E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville

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