E anche quest'anno si sono appropriati della Festa Nazionale e la useranno per fare propaganda di parte. Alla faccia del "rispetto per le Istituzioni".
Strano modo di riunificare il Paese.
Ci vuole una bella faccia di cu... cu... culatello...
per fare affermazioni come questa:
"Ma questo 25 aprile rammenta a tutti noi anche l’urgenza di difendere la nostra Costituzione. La riforma costituzionale che la destra ha portato a conclusione senza un confronto parlamentare stravolge il senso del lavoro della Costituente del 1947 che seppe far prevalere l’interesse generale su quello delle parti e il bene di tutti sulle divisioni ideologiche."
Possibile che facciano finta di dimenticare che a stravolgere la Costituzione fu la riforma varata proprio dal centrosinistra nel 2001, con una maggioranza di un pugno di voti? Provocando tra l'altro una quantità assurda di contenziosi tra stato e regioni, grazie all'introduzione della sanità "a legislazione concorrente".
Notevole anche la retorica sul "confronto parlamentare" e l'accusa di fomentare "divisioni ideologiche"... da che pulpito!
A proposito dell'interesse generale, è stata proprio la riforma della CdL a introdurre la clausola di difesa dell'interesse nazionale (art. 45) che permette di chiedere l'annullamento di una legge regionale, qualora essa "pregiudichi l'interesse nazionale della Repubblica".
Il centrosinistra, guarda un po', non ci aveva pensato...
Per le altre balle della sinistra sulla riforma costituzionale della CdL, vi rimando al blog di Fausto Carioti.
Però, voglio anche dare atto a Romano Prodi di aver fatto una affermazione importante, che farà arricciare il naso a non pochi dei suoi alleati politici:
"In quella lotta decisivo fu il contributo delle truppe degli eserciti alleati con l’apporto di alcune divisioni dell’esercito italiano, ai quali dobbiamo e vogliamo rendere onore e merito."
Bravo! Giusto sottolineare un contributo troppo spesso taciuto o sminuito per dare maggiore importanza al ruolo dei partigiani, che da un punto di vista strategico-militare (purtroppo bisogna ammetterlo) ebbero invece un ruolo secondario nella liberazione. Con questo non si vuole sottovalutare il sacrificio di tanti italiani coraggiosi. Ma si sa: ogni nazione ha bisogno di qualche eroe da celebrare.
Devo ammettere che i miei ricordi di ragazzo di questa Festa Nazionale sono piuttosto deludenti. In genere le scolaresche venivano convogliate nel cinema-teatro principale della città dove abitavo e qui si assisteva al conferimento di qualche bizzarro premio ai migliori componimenti scritti dagli studenti sul tema "La liberazione" o "La resistenza". A tutti i presenti veniva poi consegnato un libretto che raccontava alcune delle gesta più significative realizzate dai gruppi partigiani della nostra zona.
La cosa era abbastanza frustrante per un ragazzino della mia età, perché queste "gesta" nella quasi totalità dei casi si concludevano in maniera piuttosto fallimentare, se non tragico, per "i nostri". E anche sentir leggere le lettere che i partigiani condannati a morte scrissero ai famigliari, non era molto esaltante. Ma eravamo ragazzini, ovviamente.
Per capire meglio quegli avvenimenti, depurati da una certa propaganda filo-comunista, vi consiglio l'eccellente e documentatissimo saggio La Resistenza cancellata di Ugo Finetti.
Ma molto appassionante è anche un romanzo storico, scritto da un protagonista degli eventi: Il Cavallo Rosso di Eugenio Corti. Da non perdere.
La libertà, se non intende portare alla menzogna e all'autodistruzione, deve orientarsi alla verità, ossia a ciò che veramente noi siamo e corrispondere a questo nostro essere. [...] la libertà umana può consistere solo nell'ordinata concordia delle libertà.
-- Joseph Ratzinger
(Studi Cattolici, 430, dicembre 1996)
E' il dispotismo che puo' fare a meno della fede, non la libertà.
-- Alexis de Tocqueville